Vita Da Travestita Capitolo 5° by Travsex [Vietato ai minori]




Vita Da Travestita Capitolo 5° di Travsex New!

Andando indietro con la memoria, ma poi nemmeno troppo, (d’altra parte come dicevo all’inizio 42 anni alla fine non sono un’eternita’, ma in confronto ad averne 20 o 18 forse si’… ) Mi tornano in mente troppi particolari che sono rimasti impressi nella mia testa come se fossero stati scolpiti nella roccia, se chiudo gli occhi mi rilasso e mi concentro, come in un film posso rivedere tutto cio’ che ho’ combinato come Greta Russo. devo dire che di porcate ne ho fatte,di esperienze ne ho avute e di cose ne ho provate, anche se molte sono rimaste incomplete. Molte cose avevo da provare che non ho avuto il tempo di fare, alla fine essere una travestita a tempo pieno porta via molto spazio a cose come il lavoro, gli amici o il tempo libero, anche se di amici non ne ho mai avuti, solo conoscenze quindi non e che ho poi perso molto direi,lavoro be si.. ho sempre lavorato nel mondo musicale quindi diciamo che la mia immagine transgender ha avuto la sua importanza. hobby.. beh il mio unico hobby e la musica Rock, quindi altro non ho’ da potermi distrarre nel tempo libero. alla fine dai 20 ai 40 anni ho vissuto come Greta Russo la maggior parte del tempo possiamo dire. Tornando alle cose concrete di esperienze con i maschi ne ho avute moltissime a volte anche non desiderate ma che poi ho fatto buon viso a cattivo gioco come si dice… come quella volta del Treno Pendolare Milano Certosa per esempio. una cosa che mi ha sempre incuriosito era provare a viaggiare su un pendolare di linea di notte, e vedere che succedeva… come ho gia’ detto,a quel tempo facevo ogni cazzata che mi passava per la testa senza poi pero’ pensare alle possibili conseguenze dei miei gesti. ero come una bambina che era sempre alla ricerca di guai diciamo cosi’… e alla fine provai anche questa esperienza… andai verso mezzanotte di una notte d’estate afosa e semi deserta di agosto a prendere un pendolino alla Stazione Certosa, poco distante da dove io abito, mi ero conciata come una vera Puttanella e fui fermata piu’ volte sulla strada da chi in auto passando voleva rimorchiarmi. ma non accettai nessuna di quelle proposte, quella notte avevo altri programmi ben piu’ eccitanti che una scopata in macchina con il primo che capitava. con addosso le solite calze a rete nere,perizoma e reggiseno neri in raso,shorts sgambatissimi in Jeans che mettevano ancora piu’ in risalto il mio bel culo formosetto, una T-Shirt rosa o fucsia non ricordo bene, scollacciata e senza maniche, truccatissima capelli sciolti sulla schiena, stivali ai piedi,unghie smaltate di rosso profumata come una rosa e con uno zainetto dove avevo dentro il necessario,compreso il cellulare,preservativi,fazzolettini di carta e altre cosette. mi avviai alla stazione poco distante da casa mia… arrivata guardai il primo treno che sarebbe transitato e fermato sul mio binario, era quasi mezzanotte, ne passava uno a mezzanotte e un quarto per varese… scelsi quello vista la tratta abbastanza lunga pensai di farmi un bel viaggetto eccitante. mi guardai intorno, la stazione era silenziosa e deserta come un cimitero, a parte un gruppetto di ragazzotti di colore che sghignazzavano e facevano baccano a poca distanza da me, gli lanciai un’occhiata veloce e vidi che due o tre di loro (erano in cinque) si voltarono a guardarmi a loro volta. non ho capito cosa dicessero, parlavano a bassa voce ora e ad un tratto scoppiarono tutti a ridere guardandomi,li ignorai e continuai ad aspettare il mio treno sperando se ne andassero. il treno stranamente arrivo’ puntuale, quando si sa’ bene i ritardi che hanno… salii sul treno e cominciai a cercare un vagone poco affollato, c’era solo da scegliere dato che sembrava che il pendolare fosse quasi tutto vuoto,tranne che per qualche nottambulo che dormiva tra un sedile e l’altro. decisi di sedermi dalla parte destra di un vagone che aveva solo un’uomo anziano seduto due file davanti a me’ e due mulatti due sedie dietro dalla parte opposta alla mia. tolsi lo zaino e mi sedetti vicino al finestrone,notai che anche i cinque ragazzotti neri di poco prima si avviavano verso il mio vagone e presero infatti posto poco piu’ avanti dalla parte opposta alla mia lanciandomi ogni tanto delle occhiatine. poco dopo due minuti di sosta si chiusero le porte e il pendolare inizio’ la sua corsa verso Varese…. i primi minuti di viaggio passarono abbastanza tranquilli se non ricordo male,sempre i ragazzotti che ogni tanto si voltavano a guardarmi e a ridere di me’ a parte questo i due mulatti nemmeno mi avevano guardata e l’uomo anziano mi aveva guardata solo appena entrata a bocca spalancata come un vecchio maiale poi basta! la cosa iniziava a farsi noiosetta e decisi di provare ad animare un po’ la situazione, come si dice.. se maometto non va’ alla montagna, facciamo venire la montagna da lui… mi alzai presi lo zainetto e mi diressi verso il bagno del vagone poco piu’ avanti avevo notato vicino le porte d’entrata lo stanzino con la porta della solita Toilette dei treni… per andarci passai davanti ai Cinque Ragazzotti neri che al mio passaggio iniziarono a fare i cretini fischiando e facendomi i soliti complimenti o battutine sceme,come Ciao Bela… scopiamo? vieni qui che ci fai divertire.. o frasi del genere, li ignorai passai oltre e mi chiusi nel bagno ma non a chiave,mi rinfrescai con un po d’acqua del lavandino mi sistemai i capelli e il trucco poi la maniglia della porta si mosse la porta si apri’ e uno dei ragazzotti di prima spalanco’ la porta guardandomi sorridente con i suoi denti bianchi che risaltavano sulla pelle nera del viso lucido e sudaticcio. Ciao mi disse in un italiano non proprio perfetto… ‘Ciao’ gli ho risposto io in un sussurro… ‘vieni da miei amici?’ ha chiesto quello, perche’? ho risposto io, Tu vieni da miei amici no fare male dai… dai.. mi prese per un braccio e quasi mi ha trascinata con lui fuori dal bagno. l’ho seguito senza fare storie, alla fine poteva anche essere divertente e poi era quello che cercavo,arrivati al posto dei Quattro mi salutarono tutti con un ‘Ciao Bela Fica…’ ‘Davvero Bela siediti’… mi sono seduta sulla spalliera del sedile accanto a loro restando meta’ seduta meta’ in piedi si puo’ dire, subito uno di loro mi ha detto: ‘Trasvestidos?’ si’ ho risposto bravo Trasvestidos, ho ripetuto con un sorriso… altra risata generale di tutti e Cinque,insomma che volete da me ho poi detto un po seccata, ‘tu scopare con noi e amici.. scopi bene.. noi grossi cazi’ ah si? ho risposto… avete davvero dei grossi cazzi non ci credo fate vedere qui’ adesso… forse solo dopo mi sono resa conto di averli provocati un po troppo,me ne ero gia’ pentita ma ormai la frittata era fatta, due di loro hanno messo le mani dentro i pantaloni guardandosi intorno e hanno tirato fuori delle sberle di cazzoni grossi e neri che sembravano proboscidi di elefanti.. ed erano gia’ belli duri… cristo santo ho sussurrato tra me’ se uno di quelli mi entra dentro mi spacca il culo, per la prima volta da quando ero Greta ebbi paura, pensai subito ad una soluzione per poter sfuggire a quei Cinque maiali vogliosi di sfondarmi. cercai con delle scuse banali di allontanarmi grazie ora devo proprio andare,devo scendere alla prossima fermata… ma due di loro mi hanno subito bloccata afferrandomi per le braccia e dicendomi con aria minacciosa ‘Tu scopa e noi non fa male, tu non scopa noi botte ok?’ mi ero messa proprio in un bel casino e ora erano cavoli miei… cercai di convincerli piu’ volte a lasciarmi andare ma ottenni solo l’effetto contrario, qualcuno di loro iniziava a spazientirsi e mi minacciarono di nuovo con un pugno alzato… ‘tu scopa?’ ok ho risposto tremendo e in un filo di voce… che guaio, mi guardai intorno cercando aiuto ma come ho detto il vagone era deserto, i due mulatti dormivano e sembravano fregarsene di cosa stava succedendo, e il signore anziano? non lo vedevo piu’ al suo posto, sperai che fosse andato ad avvisare un controllore o qualcuno. era la mia unica speranza,nel frattempo dovevo cavarmela da sola e cercare di non farmi fare male, Ok ho detto scopiamo ma nessuno mi deve far male ok? niente botte, ok? ‘tu scopa noi non botte’ hanno detto quasi tutti insieme. Ok.. adesso me la dovevo sbrigare,cominciando dal piu’ grosso, sembravano tutti alti e con il cazzo da far paura, scelsi quello che mi aveva presa nel bagno,lui speravo sarebbe almeno stato un po’ meno rude e violento dei suoi amici, mi inginocchiai immezzo al vagone tra le due file di seggiole, lui in piedi davanti a me, gli presi in mano quel cazzo che nemmeno riuscivo a tenere stretto tanto era grosso e me lo sono infilato in bocca mentre gli amici guardavano e facevano casino parlando nella loro lingua. succhiavo meglio che potevo infondo iniziava a piacermi, quel bastone di carne nera e dura, lunga mi faceva davvero sentire la regina delle Troie. ‘ti piace il cazzo?’ mi ha detto quello, ho annuito con la testa continuando a succhiarglielo quasi soffocando tanto era grosso. mentre succhiavo a lui gli altri si segavano mettendomi le mani addosso palpandomi ovunque, uno i prese in mano il mio cazzo che si era gia’ fatto duro e scivolato fuori dagli slip tanga, finito di succhiare a uno si diedero il cambio a turno facendo il giro un po a tutti in modo che potessi soddisfarli in pieno e non solo uno di loro. ce da dire che erano molto di gruppo in questo, senza litigare o fare storie mi facevano scucchiare un cazzo alla volta ordinatamente e per un tot di tempo ciascuno,senza intralciarsi l’uno con l’altro. finita la girandola mi hanno fatta alzare in piedi a gambe larghe piegata a 90 immezzo alla carrozza appoggiata con le braccia ai poggioli dei sedili di destra e sinistra, uno di oro dietro di me’ mi ha allargato le chiappe con le sue manone nere e dopo essersi infilato un preservativo cercando di non farmi male ha spinto la sua grossa cappella nera dentro di me. ce da dire anche che hanno rispettato i patti e cercavano in ogni modo di non farmi male, anchio dalla mia parte cercavo di stare attenta a non innervosirli,cosa che poteva portare a qualche gesto di cattiveria fuori luogo. con i capelli praticamente che mi coprivano il viso piegata in avanti a gambe larghe immezzo al vagone del treno ero di certo un bello spettacolo se mi avesse vista qualcuno, ma il vagone in cui mi trovavo si era velocemente svuotato prima che tutto questo succedesse… sentivo il grosso cazzo nero del ragazzo entrarmi poco alla volta a tratti anche facendomi male ma una volta entrato per meta’ ho sospirato di piacere e non ho piu’ pensato al dolore che era tuttavia sopportabile. il nero ha iniziato a scoparmi sempre piu’ forte e veloce facendomi vedere le stelle… un’altro allora per farmi tacere si e messo davanti a me’ spingendomi quasi con dispetto il suo grosso cazzo duro dentro la gola, ho iniziato a succhiarlo meglio che potevo mentre quello dietro mi stava ormai sfondando il culo con un ritmo sempre piu veloce tanto da farmi quasi urlare. se mi avesse vista mamma pensai gli sarebbe venuto un mezzo infarto,allora mamma non sapeva nulla di me e se mi avesse vista cosi’ non oso pensare cosa avrebbe detto. ma fu soo un breve attimo che mi distrasse dai miei pensiari perche’ aprendo bene gli occhi da un lato del vagone vidi che era ricomparso l’uomo anziano che pensavo se la fosse data a gambe o fosse sceso… era li seduto al suo posto dove lo avevo visto all’inizio due file piu’ avanti ai neri e dove stavo io.. sorrideva quasi felice di vedermi in quel modo, notai si stava segando come un maiale, lo guardai e ricambiai un sorriso con il cazzo del nero in bocca. quindi non era andato ad avvisare qualcuno come pensavo… dove fosse andato rimane un mistero. il treno continuava la sua corsa con me sopra nel buio della notte mentre il sudore mi stava facendo sciogliere il trucco sul viso e appiccicare i capelli,presa dai cinque maschi neri a turno di due alla volta ho cercato di soddisfarli meglio che potevo e fino dove riuscivo, dato che quelli avevano delle proboscidi e non dei cazzi normali, e sfido chi unque uomo o donna che sia a farsi aprire culo e bocca da pali di carne neri e lunghi come quelli e resistere a lungo senza urlare dal dolore o svenire dallo sfinimento. nel mio caso ce da dire ho resistito anche troppo nelle mani di quei bruti neri che si fingevano bravi solo se non protestavo,altrimenti erano botte. non avevo piu’ fatto caso all’uomo anziano che fino a poco prima si era segato e masturbato come un maiale, ma voltando il viso verso il suo posto notai che era sparito di nuovo e non lo avrei piu rivisto,forse aveva deciso di cambiare vagone,dato che il treno non si era ancora fermato scendere non poteva. la mia memoria e corta,non ricordo bene tutti i particolari di quel viaggio lungo i binari delle ferrovie Nord di Milano Certosa fino a Varese, il viaggio non dev’essere durato piu’ di un’oretta al massimo anche se nell’ombra della notte a me sembrava un’eternita’… posso ancora vedermi chiudendo gli occhi piegata in avanti immezzo al vagone mentre un cristone alto quasi due metri da dietro mi teneva per i fianchi sfondandomi il culo con il suo palo nero, e un’altro cristone davanti mulatto che mi soffocava la bocca con il suo cazzo duro e grosso,e io che ormai stavo letteralmente per svenire dal dolore e chiedere pieta’ quasi ero in uno stato di ipnotismo o trance, ricordo vagamente che ad un certo punto non sentivo piu’ il dolore come un’automa che ormai fa le cose meccanicamente senza provare piu’ nulla. immaginavo il mio culetto com’era ridotto dopo il passaggio di quei Cinque grossi cazzi, gocce di sangue a terra dimostravano che il mio bel sederino era stato fin troppo meso alla prova, ma non osavo dire nulla per paura di prendere legnate dai cinque neri che sembravano essere sul punto di svuotarsi le palle dopo una scopata durata quanto un viaggio. finalmente il supplizio termino’ e addosso mi arrivo’ una pioggia di schizzi caldi e appiccicosi da ogni parte ne fui riempita, da testa a piedi inzaccherata di sperma bianca calda e appiccicosa che mista al sudore mi rendeva irriconoscibile. non ricordo molto del resto del viaggio, devo essermi poi diretta in bagno dolorante con le lacrime agli occhi sanguinante dal sedere e piena di sperma per ripulirmi e darmi un’aspetto di nuovo da cristiana. Come ripeto non ricordo molto del viaggio forse sono scesa forse ho chiesto aiuto forse sono solo rimasta sul treno e all’arrivo ne ho preso uno per tornare cercando di non dare troppo nell’occhio conciata com’ero… ricordo invece benissimo che mi erano spariti alcuni indumenti come la T-Shirt e il tanga che quei Neri mi avevano rotto e strappato di dosso. avevo ancora fortunatamente gli shorts che mi rimisi e una camicietta di scorta con cui coprirmi, il reggiseno lo tolsi e lo rimisi nella borsa e poi alle prime luci del mattino ho vaghi ricordi di aver preso un treno per il ritorno dalle mie parti. ma ero come in uno stato di shock e si sa che in quello stato molti ricordi vengono rimossi. tutto sommato ripensandoci oggi a distanza di anni, devo dire che mi era anche piaciuta la cosa me l’ero cercata io e alla fine avevo anche goduto di quei Cinque bastardi neri,se solo mi avessero fatto meno male e mi avessetro trattata un po’ meglio,forse tutta l’avventura avrebbe preso una piega diversa,ma si sa’ che quando hai a che fare con gente di quel tipo non puoi certo aspettarti che ti trattino con i guanti e ti accarezzino con delle Rose. quell’esperienza tutto sommato non l’ho mai raccontata a Mamma e ripensandoci ora,direi che ho fatto bene a non dirle nulla. se era stata una batosta per me figuriamoci raccoltarlo a Mamma sapendo come l’avrebbe presa… meglio tacere e almeno per questa volta non condividere l’esperienza vissuta. questo che serva a nche a tutte quelle donne smaniose di farsi violentare da dei Neri, attente perche’ non e sempre come nei Film Porno le cose possono finire male a volte ed e’ meglio evitare certi incontri con certa gente se e possibile.
Info: travesta1974@yahoo.it

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