Viaggio In Treno da Mamma by Travsex [Vietato ai minori]




Viaggio In Treno da Mamma di Travsex New!

Rimpiango i vecchi Treni a scompartimento che oggi purtroppo hanno tolto a favore di Treni con le seggiole e vagoni unici rispetto a quelli vecchi. Ricordo di essermi fatta molti viaggi sulle carrozze a scompartimento tra Lombardia e Veneto per andare a Trovare Mamma. e ricordo un’avventura particolarmente piacevole che mi é successa proprio in uno di questi viaggi tra Milano e Jesolo. in certi periodi,andavo a trovare Mamma che vive ancora Oggi in veneto a Jesolo Lido precisamente, e se ripenso a quante volte prendevo il treno in certi periodi specie d’estate,non avendo ne patente ne’ auto,riassaggio ogni particolare di quei lunghi pomeriggi o mattine in treno,sola dentro uno scompartimento a guardare fuori dal grande finestrone della mia carrozza. al tempo Mamma gia’ era al corrente della mia vita da Travestita,e fu’ proprio un luglio d’estate che decisi di andarla a trovare qualche giorno,che mi capito’ la storia che vado a raccontarvi come sempre,nei minimi particolari perche’ e giusto dire le cose come sono andate anche nei dettagli. Era una soleggiata e calda mattinata di Luglio,quando arrivai in stazione centrale a Milano acquistando il biglietto per mestre che mi avrebbe poi portata cambiando e prendendo un Bus fino a Jesolo Lido da Mamma. comprato il biglietto facendo anche poca fila fortunatamente,mi diressi verso la postazione dove il mio Treno un ‘Intercity’ per venezia mi aspettava ancora fermo alla banchina. avevo deciso di partire di mattina apposta per evitare le folle dei pomeriggi a ridosso del fine settimana e con buona fortuna mi sarei fatta un bel viaggetto sola e tranquillamente comoda in uno degli scompartimenti del Treno vuoti. salita sul treno percorsi la carrozza fino a trovare uno scompartimento vicino alle porte d’uscita,come immaginavo il treno era quasi vuoto a parte poche persone per lo piu’ pendolari che andavano al lavoro in altre citta’ vicine. mi sistemai con il mio zainetto accanto al finestrone, chiusi le tendine del mio scompartimentoe mi accomodai felice aspettando la partenza del Treno. faceva gia’ caldo in quel periodo essendo Luglio inoltrato Ormai,mi ero vestita poco, addosso avevo come di prassi il mio bel completino intimo, un Bel Bikini a due pezzi rosso che mi ero comprata apposta per il mare, sopra un paio di Shorts sgambati in Jeans chiari e trucidi sfilacciati,che mettevano bene in risalto le mie belle gambee un po’ le chiappe,una T-Shirt Nera con la scollatura davanti a V senza maniche, capelli sciolti sulla schiena,occhiali da sole sul viso ben truccata unghie smaltate di rosa lucidalabbra rosa e stivaloni Texani ai piedi. ho sempre adorato portare gli stivali da Cowboy americani,con cinturone borchiato in vita e fibbia con uno scheletro a ossa incrociate tipo pirata. mi ero portata dietro anche il mio fido Walkman con cuffie e cassette per ascoltare un po di Rock durante il viaggio e distrarmi. non immaginavo certo quello che poi mi sarebbe capitato o avrei fatto diversamente le mie cose. la vita a volte ci riserva sorprese davvero spiacevoli ma anche molto piacevoli a seconda dei casi e delle situazioni in cui le si vive chiaramente. questi dunque i fatti,il treno parti’ uscendo lentamente dalla stazione centrale di Milano,ed io gia’ con le cuffiette sulle orecchie mi stavo distraendo non poco guardando fuori dal finestrone staccarsi la stazione e prendere il largo sulle rotaie. il sole gia’ scaldava,guardai l’orario.. erano appena le 9:00 del mattino e gia’ faceva abbastanza caldo. mi aspettava un lungo viaggio di qualche ora prima di approdare alla stazione di Mmestre. non saranno passati neppure Cinque minuti dalla partenza,che ad un tratto le porte dello scompartimento si aprirono,e qualcuno entro’ tirando da parte le tendine che avevo chiuso apposta per non essere disturbata. da prima pensai al controllore,ma subito ho visto quattro ragazzotti mulatti entrare a testa bassa e chiedere permesso educatamente. poi chiedere se i posti erano occupati, con un po’ di tristezza risposi di no. potevo cosi’ dire addio al mio viaggio solitario in pace. i Quattro parlando nella loro lingua si sono sistemati,hanno chiuso la porta e richiuso anche le tendine come le avevo messe io in precedenza. ci osservammo un’attimo mentre si sistemavano due sul lungo sedile difronte a me’ gli altri due sul sedile dov’ero seduta io, un po’ piu’ distanti vicino la porta. notai che dovevano essere senegalesi o egiziani, non certo africani, avevano la pelle mulatta non nera scura,erano pero’ molto alti e magri,vestiti poco, un paio di calzoni una maglietta e degli zaini stracolmi di roba. distolsi subito lo sguardo da loro rimettendomi a guardare fuori dal finestrone,mentre avevo spento e messo via il mio Walkman,se mi avessero detto qualcosa almeno li avrei sentiti. parlavano a voce alta ma non li capivo ovviamente. con la coda dell’occhio sotto gli occhiali scuri, notai che due di loro quelli seduti accanto a me’ stavano fissando le mie coscie nude,mentre gli altri due seduti dall’altra parte difronte parlavano per i fatti loro gesticolando tra loro,i due che avevo vicino ogni tanto si sussurravano qualcosa bisbigliando poi continuavano a fissarmi intensamente. facendo finta di nulla li tenni d’occhio,non volevo fossero dei ladri pronti a rubarmi qualcosa. avevo sentito che varie volte gente extracomunitaria ne aveva aprofittato per rubare telefonini o altro ai passeggeri distratti,e io pur non avendo roba di gran valore dietro, ero decisa a non farmi rubare nemmeno un centesimo da quelli. il mio ragionamento pero’ chissa’ perche’ si sposto’ da un’altra parte quasi subito, e se non fossero ladri ma solo extracomunitari vogliosi di scopare? la maggior parte di questa gente lascia al proprio paese mogli e fidanzate,arrivando qui’ in Iitalia senza mai poter fare sesso con nessuno. quindi il fissarmi tanto le gambe,poteva essere anche dovuto al normale desiderio di scopare. accettai questa seconda ipotesi e iniziai a trovarla anche molto eccitante,infondo ero pur sempre una Troia e il cazzo nero o bianco che fosse mi era sempre piaciuto… perche’ non favorirli? poteva essere un’esperienza eccitante prima di arrivare da mamma. ma prima di fare qualsiasi cosa o mossa,dovevo essere sicura al 100% di non prendere fregature,se fossero stati davvero dei ladri la cosa non era eccitante per nulla… tentai un’esperimento, provai ad uscire un’attimo dallo scompartimento facendo finta di andare al bagno lasciando li’ incustodito lo zainetto,se qualcuno si fosse azzardato a toccarlo avrei subito chiamato qualcuno e li avrei fatti arrestare sul colpo. se al contrario fossero stati onesti,allora il gioco poteva anche proseguire. mi alzai chiedendo permesso e uscii dallo scomparto,notando che tutti e quattro avevano lasciato gli occhi sul mio bel culo appena mi ero messa di spalle per aprire la porta. uscita ma rimasta vicino alla porta ho buttato dentro l’occhio vidi i quattro che parlottavano tra di loro ridendosela ma nessuno aveva toccato o guardato il mio zainetto. prova superata,dopo meno di Tre’ Minuti rientrai,chiudendo bene tendine e porta e tornando al mio posto di prima accanto al finestrone. i due che avevo vicino mi tenevano sempre gli occhi addosso e ora anche gli altri seduti di fronte a me’. loro non potevano sapere che li osservavo da dietro gli occhiali a specchio. ho finto di addormentarmi per vedere se tra loro uno avrebbe almeno preso l’iniziativa…. il dondolare monotono del Treno sulle rotaie favoriva davvero il sonno, e ci manco’ poco che mi addormentassi sul serio. ma alla fine non lo feci,rimasi vigile ad occhi semichiusi con il viso rivolto alla finestra le gambe accavallate e i lunghio capelli che mi avvolgevano. non passo’ molto che come avevo immaginato,uno di loro piano piano avvicinatosi a me’ provo’ a sfiorarmi una coscia nuda maldestramente. continuai la mia commedia del finto sonno e lasciai che quello continuasse ad accarezzarmi prima una gamba,poi i lunghi capelli. gli altri erano fermi ai loro posti,solo questo si stava muovendo assai goffamente cercando di far piano ma era evidente che non ci riusciva,alla fine la sua mano e finita sul mio culetto, e li’ per forza di cose ho dovuto fingere di svegliarmi,o la commedia del finto sonno non avrebbe piu’ retto. ho girato la testa verso di lui che mi era quasi attaccato adesso,mi sorrise con una faccia da ebete come per scusarsi e immediatamente ritiro’ la sua mano dal mio culo. la mia reazione per quanto prevedibile lascio’ in ogni caso spiazzati tutti, che ovviamente pensavano li avessi rimproverati o me la fossi presa sentendomi toccata,invece senza aprir bocca ne dire una sola parola, con la mia mano ho preso la mano del mulatto che mi aveva toccata,portandomela di nuovo sul culo e poi sulla patta degli Shorts sotto la grossa fibbia di metallo. dopo un secondo di sconcerto e sorpresa per quel mio gesto, il ragazzo si é fatto ancora piu’ vicino quasi stringendosi a me’ e respirandomi sul collo,con la sua grossa manona mi stava stringendo il pisello dentro gli Shorts mentre tentava di baciarmi sul collo spostandomi i capelli da un lato. lo lasciai fare. anche i suoi tre amici capita la situazione ne hanno subito aprofittato alzandosi e venendo addosso a me’,circondata da loro che mi palpavano iniziai a godermela come una vacca sospirando nel sentire addosso le loro grosse e calde mani. uno di loro mi ha slacciato la cintura e gli Shorts abbassandomeli e infine togliendomeli del tutto cosi’ come la T-short si sfilo’ via in un’attimo facendomi rimanere in bikini in pochi istanti. ormai rotto il ghiaccio, i Quattro si sono all’istante abbassati pantaloni e mutande mettendomi davanti la bocca i loro grossi e neri cazzi che senza fiatare,ho preso in mano e poi in bocca succhiandoli come meglio potevo. sentire il dondolare del treno e avere in bocca i loro cazzo grossi, seduta a gambe aperte sul sedile in bikini fu uno spettacolo unico e raro. Troia com’ero non mi stavo smentendo nemmeno adesso,e pensare che poche ore mi dividevano da Mamma. la tentazione di chiamarla e stata forte finche’ non ho deciso di prendere il cellulare comporre il suo numero e chiamarla. dopo un po di squilli, Mamma finalmente rispose, Ciao Ma’,ho subito detto sono in Treno, tra qualche ora arrivo a Mestre sai… ansimavo gia’ tanto mentre parlavo a telefono con lei fui alzata in piedi da uno di loro, che mi tiro’ su’ a forza prendendomi per un braccio, alzata in piedi immezzo lo scopartimento vidi sedersi al posto mio uno di loro con il cazzo bello pronto e dritto,non ho aspettato che qualcuno di loro me lo dicesse o mi strattonasse, tenendo una mano il telefonino all’orecchio e l’altra cercavo di aprirmi come potevo le natiche,mi appoggiai lentamente e piano sulla sua cappella facendomela scivolare dentro bene senza nemmeno sentire male. intanto che sentivo scivolare dentro di me’ quel bastone duro e nero,ho chiuso gli occhi ancora con gli occhiali da sole in viso, e ho detto ansimando, Vuoi sapere cosa sto facendo adesso Mamma? sono seduta sul grosso e nero cazzo di un mulatto che mi sta sfondando il culetto,e ce ne sono altri tre’ qui’ vicino che aspettano il loro turno. Mamma ovviamente ha avuto subito da ridire come era ovvio, ma io ho risposto che erano stati loro a provocarmi e che stavo solo facendo il mio dovere di Troia,nient’altro che questo. per sbaglio chiusi la telefonata, cercai di richiamarla ma fui presa dagli altri tre’ mulatti che giustamente,volevano svuotarsi anche loro. mi fu tolta anche la T-shirt o me la tolsi io non ricordo esattamente, ricordo che iniziavo a sudare troppo e rimasi in Bikini per un motivo o per l’altro. fui presa anche dagli altri due e sfondata in varie posizioni sul sedile dello scompartimento in piedi piegata a 90 contro il grande vetro, oppure messa sempre seduta sul cazzo di uno di loro che a turno mi hanno riempita il culo con i loro bei cazzi neri e grossi. Stranamente (o devo dire fortunatamente?) non ci ha disturbati nessuno mentre scopavamo come Maiali dentro quello scompartimento. essendoci anche poca gente che transitava tra un vagone e l’altro avemmo la fortuna di non imbatterci in altri passeggeri che magari aprendo le porte e scostando le tendine,potevano trovarci in atteggiamenti assai scomodi e poco distinti. diciamo che molte volte ho avuto la fortuna di cavarmela senza denunce per atti osceni, altre invece ho beccato denunce a raffica… dipende dai periodi in cui facevo certe cose ecco. Allora mi ando’ bene,continuando a godere come una Puttana sfondata da quei quattro che mi trattavano come una Regina senza mai mancarmi di rispetto ne farmi mai un graffio. uno di loro pensate, perfino mi ha chiesto scusa mentre mi affondava il suo bel cazzo dentro facendomi fare un’urletto di dolore… il ragazzo mulatto subito si é fermato scusandosi,gli ho sorriso e gli ho detto che era tutto apposto, ha continuato facendo piu’ attenzione.. li avevo mal giudicati, erano dei ragazzi magari dall’apparenza un po’ losca, ma erano brava gente onesta e gentile, volevano solo svuotarsi le palle e farsi una bella scopata con me’ nulla di piu’,ed era cio’ che gli stavo facendo fare in quel momento. alla fine mi sono ritrovata piena di sperma sui capelli sul petto e ovviamente in bocca e nel culo. piena ma felice e sudata senza piu’ i miei occhiali da sole sul viso ma piena di sperma da ogni lato ho lasciato che i ragazzi si ricomponessero, poi senza fretta e con la calma di un bradipo,ho ripreso i miei vestiti egattaiolando nel bagno della carrozza senza che nessuno mi vedesse visto che il corridoio del treno era vuoto e soleggiato in quel momento, mi chiusi in bagno per circa un paio di minuti cercando di ripulirmi meglio che potevo, mi sono lavata rivestita e alla fine con un’aspetto piu’ normale e ordinato sono uscita tornando nel mio scompartimento. scoprendo con delusione che i Quattro Mulatti erano spariti, scesi forse alla fermata che avevamo appena fatto. guardai fuori dal finestrone del mio scompartimento ma non li vidi. tirai di nuovo le tendine chiusi la porta e mi rimisi a sedere al mio solito posto mentre il treno faceva l’ultima tratta prima che scendessi anchio. ancora avevo il buco del culetto bello allargato,me lo toccai dentro gli Shorts e lo sentii largo e slabbrato.. sorrisi contenta di aver fatto felici altri maschi oltre che me’ stessa. scesi a Mestre e presi l’autobus fino a Jesolo,viaggio che ando’ normale fino all’arrivo da Mamma. la richiamai a telefono per dirgli che ormai ero arrivata e stavo per salire da lei, mamma sta’ al 5° Piano di una palazzina un tempo con degli inquilini, oggi il palazzo e quasi vuoto dopo che tutti gli anziani abitanti del palazzo hanno venduto cambiando casa. chiamai l’ascensore per salire da Mamma, stanca dal viaggio ma ancora soddisfatta per cio’ che mi era successo poche ore prima in Treno. intanto che aspettavo l’ascensore pensai a cosa dire a Mamma per quella telefonata che gli avevo fatto mentre scopavo con i Mulatti in Treno, il portone si apri’ e nel frattempo una persona entro’ raggiungendomi alla porta dell’ascensore. era un’uomo con i baffi un po’ di pancia non molto alto,vestito con una maglietta rossa senza maniche, un paio di pantaloni corti pochi capelli sulla testa,ciabatte ai piedi. vedendomi l’uomo ha fatto un sorriso salutandomi cortesemente, non facendo nemmeno caso al mio abbigliamento e al mio aspetto assai stralunato dal viaggio. non sapendo chi fossi mi ha chiesto se fossi una nuova inquilina,nemmeno aveva capito che ero maschio e non una femmina, il tizio ha continuato a darmi della signorina e la cosa era assai divertente. risposi ad ogni modo che ero la figlia della signora ‘Maria’ del 5° Piano, e ero venuta a trovarla. l’uomo che ovviamente conosceva Mamma dato abitava nello stesso stabile,ne fu sorpreso.. la signora non mi ha detto di avere una figlia ma un figlio. quasi quasi gli stavo ridendo in faccia,ma non lo feci e mi trattenni giusto il tempo che arrivo’ l’ascensore e salimmo insieme. intanto che spinsi il bottone del suo piano,cosi” poteva scendere per primo gli raccontai che ero in viaggio da questa mattina presto e che avevo un’aspetto cosi’ stanco apposta per il lungo viaggio. ad un certo punto della chiacchierata, l’ascensore che poi ho saputo aveva gia’ subito varie volte manutenzioni si blocco’ all’istante senza un motivo preciso. era un’ascensore di quelli chiusi senza finestrelle o altro, il tipo di ascensore che ha le porte scorrevoli ai lati che si chiudono ermeticamente e a spinta idraulica verso l’alto. il gabbiotto non molto grosso rimase acceso con la luce interna che continuo’ ad illuminare ma non funzionava ne il tasto di allarme, ne altri tasti. chiedere aiuto era abbastanza inutile dato che il palazzo come ho gia’ accennato era quasi vuoto ad eccezzione di pochi abitanti noi eravamo bloccati tra il secondo ed il terzo piano, e li’ non vi abitava nessuno, l’uomo con me’ abitava al quarto proprio sotto Mamma. provai ad estrarre il cellulare ma aveva la batteria completamente scarica e non potei nemmeno usarlo, l’uomo il suo lo aveva lasciato in casa e quindi eravamo in una brutta situazione. era quasi ora di pranzo e iniziavo ad aver pure una certa fame. l’uomo inizio’ ad imprecare con chi faceva la manutenzione all’ascensore e venni a sapere che in una settimana gli operai erano usciti per ben quattro volte, ma non sapeva se avessero o meno riparato il guasto…. mi affrettai a dire che dato si era nuovamente bloccato,credevo che il gusto era ancora li’. non ci restava che aspettare un’eventuale aiuto al momento non si poteva fare altro… Mamma o un’altra persona prima o poi sarebbero uscite a chiamare l’ascensore e allora ci avrebero aiutati. non potendo fare altro ci sedemmo sul tappeto rosso del pavimento dell’ascensore, iniziava a far caldo li dentro,dovetti togliermi subito la T-shirt o finivo in un bagno di sudore, restai quindi in reggiseno del Bikini che avevo sotto. l’uomo noto’ che ero assai piatta di seno ma non disse nulla,limitandosi a farmi i complimenti per il fisichetto che avevo. sei una bella ragazza Greta mi disse sorridendo, mentre io gli guardavo immezzo alle gambe,dovetti distogliere lo sguardo prima che l’uomo si accorgesse che gli fissavo il cazzo dentro ai pantaloni corti. dopo qualche minuto anche lui inizio’ a sentire caldo e si tolse la maglietta restando a torso nudo, era un’uomo corpulento ma non grasso, non aveva molti peli da quello che potevo notare sul petto. la faccenda diventava assai interessante e non pensai piu’ ai morsi della fame che avevo. ero eccitata dall’accaduto, quella giornata mi stava riservando molte sorprese assai belle, prima il viaggio in treno sfondata da quei quattro mulatti,ora in ascensore bloccata con quell’uomo. doveva esere il mio giorno fortunato mi dissi tra me’. cercai allora di intavolare una discussione con lui tanto per far passare il tempo, e scopri’ che l’uomo era uno che parlava volentieri senza far mistero sulla sua vita,appresi che era vedovo e che viveva li’ da solo,lavorava ancora nonostante avesse 55 anni,e ho pure scoperto che conosceva Mamma abbastanza bene, ma non tanto da sapere che aveva una figlia,sorrisi ancora. cercai di scoprire a quel punto le sue abitudini sessuali,dato che ormai si era istaurata tra noi una certa confidenza e ci davamo del tu’. l’uomo mi disse che a lui piacevano le donne ma che era anche aperto ad altre esperienze, da giovane mi disse, era stato con una bellissima Trans per qualche tempo e aveva anche fatto qualche scappatella con qualche Pprostituta. il sesso era una cosa meravigliosa che purtroppo alla sua eta’ ormai non poteva piu’ pensare. gli risposi che io lo trovavo invece molto interessante e che a me piacevano gli uomini maturi,li trovavo piu’ eccitanti dei coetanei di 20 o 30anni. l’uomo si fece molto interessato a cio’ che dicevo, e a quel punto gli confessai anche dell’avventura con i Quattro Mulatti in treno di poche ore prima. Caspita disse lui, e lo andrai a raccontare a tua mamma? lei di me’ sa gia’ tuttosai, anche se ovviamente non approva cio’ che faccio ma lo sa’ non gli nascondo mai nulla quando scopo con qualcuno la prima a saperlo e proprio lei. l’uomo rimase stupito e affascinato da cio’ che gli raccontai su di me’, e a quel punto confessai di non essere una femmina ma un travestito. adesso i conti tornano disse l’uomo per nulla spaventato,mi sembrava che la signora ‘Maria’ avesse due figli. devo comunque dire che da femmina stai davvero bene ha continuato l’uomo. ho ringraziato e a quel punto gli ho chiesto dato il caldo che aumentava e che le carte erano ormai state rivelate, se potevo scoprirmi del tutto mostrandomi anche nel pezzo di sotto se a lui non dava fastidio. l’uomo al contrario era curioso e fu’ proprio lui ad aiutarmi a togliere gli Shorts che erano ormai diventati appiccicosi bagnati di sudore e fastidiosissimi da portare. restai quindi solo con addosso il Bikini Rosso e l’uomo fece mille apprezzamenti sul mio bel culo. vedi che tutto sommato rimanere bloccati qui’ dentro ha dato i suoi frutti? ho esclamato io con un sorriso da vaccona sulle labbra,devo dire che hai ragione ha subito fatto eco lui. Ora pero’ voglio vedere anche te’ senza niente ho detto…. mi sembra giusto ha risposto lui togliendosi i pantaloni corti e i boxer. rimasto nudo ho potuto ammirare un bel cazzo duro per meta’ non grossissimo ma bello lungo e una cappella bella grossa. senza dire altro mi sono avvicinata a lui, mettendomi in posizione piu’ comoda, seduta a fianco di lui e piegandomi tra le sue gambe gli ho preso il cazzo in mano stringendolo bene in pugno con le mie unghie smaltate, e piano piano ho avvicinato la sua turgida cappella alla mia bocca ingoiandolo tutto e facendolo gia’ godere solo con un bel pompino. che bocca che hai ha esclamato lui,da anni non provavo un piacere cosi’ forte,detto questo mi sono ritrovata la bocca piena di sperma, era normale… dopo tanto tempo che non scopava,era normale che non fosse piu’ abituato a controllarsi, siscuso’ con me che avevo ancora le labbra gocciolanti e ovviamente anche se non si deve fare, ho ingoiato tutta la sperma in un solo colpo davanti a lui,imbarazzatissimo mentre io me la godevo come una vacca che ero. non scusarti gli ho detto, e normale dai vogliamo riprovarci? stavolta fu lui ad estrarre il mio cazzo bello duro dagli slip del Bikini e masturbarmi lentamente mentre aspettavamo che il suo si riprendesse. era ormai passata una buona mezz’ora e forse anche un’oretta intera, mi chiedevo se Mamma non vedendomi arrivare mi avesse cercata sul telefonino, provai a riaccenderlo ma la batteria era davvero a terra e non teneva nemmeno l’accensione del cellulare stesso. intanto all’uomo era ripresa l’energia e il suo cazzo da moscio era tornato bello duro, provai a riprenderglielo in mano e poi in bocca ancora,facendo attenzione a non farlo venire un’altra volta. stavolta resistette piu’ a lungo e non sbrodolo’ di nuovo, ho potuto quindi fargli vedere quanto ero brava a succhiare cazzi come il suo,mentre se la godeva,il maiale mi chiese quanti ne avevo presi in bocca e in culo, non li ho mai contati ho risposto sorridendogli, ma sicuramente tantissimi. che Troia ha ribattuto l’uomo ridendosela. immagino erano grossi quelli che hai preso sul treno ha poi detto mettendomi una mano sulle natiche e frugando con le dita nel mio buchetto, si’ ho risposto avevano dei grossi cazzi neri da morire… lo vedo ha risposto lui, hai ancora il culetto aperto dai loro cazzi… mi son messa una mano dietro e ho scoperto che a distanza di ore il mio buco era ancora bello largo e slabbrato. ho sorriso e ho detto simpaticamente, tanto meglio, cosi’ non farai fatica a mettermi anche il tuo. mi son voltata e messa a pecorina,cercando una posizione comoda per entrambi, li dentro non era larghissimo e si stava comodi solo in piedi ma in due seduti o sdraiati era un’impresa. ad ogni modo trovai un compromesso, mi misi in ginocchiata contro la parete della tastiera dell’ascensore attaccato alla parete centrale c’era anche un grande specchio ma non ci serviva se eravamo accucciati, proposi quindi di alzarci e provare a farlo in piedi, era piu’ comodo ed eccitante con lo specchio che ci rifletteva entrambi. a l’uomo piaceva l’idea ci alzammo, mi misi a gambe larghe e un po’ piegata con la faccia contro la tastiera dell’ascensore, lui dietro di me’ mi prese per i fianchi mi allargo’ le natiche con le sue grosse mani e finalmente ho sentito piano piano la sua grossa cappella scivolarmi dentro bene fino infondo al culetto. ho chiuso gli occhi sospirando a volonta’ e iniziando ad ansimare forte,mentre lui si dava da fare stantuffandomelo sempre piu’ veloce e godendo insieme a me’ come un porco. Godevo come una puttanella e meno male che non scopava da anni quello, ma da come mi sfondava si ricordava benissimo come si faceva… che giornata magnifica mi son detta tra un sospiro e un’ansimare due grandi scopate in una sola giornata era cosa assai rara a quel tempo. proprio sul piu’ bello una voce dall’alto e un sonoro bussare sulla porta attrasse la nostra attenzione, tanto che l’uomo si fermo’ per un momento… la voce la riconobbi subito era quella di Mamma che evidentemente aveva aperto la porta non vedendomi arrivare e sentendo voci nell’ascensore forse la mia che sospiravo e urlavo un po’ troppo,aveva capito che l’ascensore si era nuovamente bloccato. risposi a Mamma confermando che eravamo in due e bloccati qui’ dentro da un po’ di tempo… Mamma prima di offrirsi a chiamare la centrale operativa della manutenzione dell’ascensore provo’ varie volte a chiamare l’ascensore… casualmente dopo qualche stantuffata al pulsante l’ascensore si rimise in funzione con noi ancora dentro nudi a scopare. non sapremo mai cosa avesse fermato l’ascensore, ma era evidente che il blocco era momentaneo e solo chiamandolo ripetutamente da fuori si sarebbe sbloccato, ormai tardi per rivestirci e sistemarci io e l’uomo impietriti facemmo l’unica cosa che ci venne in mente in quel momento,restare li’ fermi impietriti. lui con il suo cazzo duro ancora dentro il mio culo e io appoggiata alla parete dell’ascensore a gambe aperte, e cosi’ che ci trovo’ Mamma appena l’ascensore arrivo’ al 5° Piano e le porte finalmente si spalancarono mostrando tutta la scena all’interno. Non tentammo nemmeno una spiegazione, appena vidi Mamma la salutai e gli sorrisi, cosa che non fece invece l’uomo assai imbarazzatissimo e vergognoso fino al midollo. ritiro’ subito il cazzo dal mio culetto cercando di coprirsi con i vestiti e accennando qualcosa balbettando a bassa voce, io invece rimasi li’ in posa com’ero per un momento prima di chinarmi raccogliere la T-shirt gli Shorts e lo zainetto da terra e calmare Mamma che si stava assai agitando non poco per quello che aveva appena visto. l’uomo nemmeno mi saluto’ dalla vergogna prese a vestirsi in tutta fretta schiacciando il tasto del suo piano e sparendo dentro l’ascensore. io invece senza tanti problemi,sono entrata in casa con Mamma chiudendo la porta dietro di noi, e ho detto subito.. prima che ti spieghi tutto fammi andare in bagno a darmi una lavata e poi magio che ho passato una mattinata davvero stancante e sono esausta. Mamma mi ha lasciata andare in bagno, ne sono uscita Un paio di Minuti piu’ tardi in Bikini sistemata e rinfrescata con i capellilegati a coda e ritruccata bene. intanto che mi sedevo a tavola,iniziai a spiegare iniziando dalla telefonata in Treno,finendo con il blocco dell’ascensore con l’uomo dentro. non sono sicura che Mamma abbia capito bene il significato di cio’ che gli avevo raccontato perche’ mi rimprovero’ lo stesso e si vergognava come una ladra per la figura fatta con l’inquilino del piano di sotto. ma che problema hai gli ho detto, e stato lui a scoparmi io non ho fatto nulla lui ha preso l’iniziativa. alla fine del pranzo fatto anche tardi,ricordo erano ormai le Tre’ del pomeriggio, poco prima di sparecchiare la tavola suonarono alla porta, Mamma mi chiese di coprirmi,cosa che non ho fatto restando seduta al tavolo con il mio bel Bikini addosso, aperta la porta c’era l’uomo di prima. vestito e rosso come un peperone che voleva scusarsi con Mamma e voleva chiarire l’episodio. Mamma lo fece accomodare e io lo risalutai, si accomodo’ sul divano e balbettando a testa bassa cerco’ le parole giuste per scusarsi. alla fine gli ho detto prendendo la parola io,che avevo gia’ spiegato tutto a Mamma poco fa’ di non preoccuparsi anzi,lo ringraziai del piacere che mi aveva fatto provare in quell’oretta passata insieme,piacere non solo fisico ma di compagnia ho aggiunto. alla fine se ne ando’ scusandosi altre Mille Volte era molto buffo e goffo,ma Mamma sembro’ non farci caso e da parte sua lo aveva gia’ scusato, era a me’ che ancora teneva il muso. ma con Mamma e sempre cosi’ ci ho fatto l’abitudine da tempo, si incazza si arrabbia ma alla fine perdona e cerca di capire.. e buona come il pane trovarne di Madri cosi’ comprensive dopo tutto quello che gli ho fatto passare negli anni,ancora Oggi mi vuol bene. restai a Jesolo per qualche giorno prima di ripartire per Milano e promettere a Mamma che non avrei fatto altre porcate in Treno o in giro. Il viaggio di ritorno fu abbastanza normale e una volta rientrata a Milano,naturalmente sono tornata a fare la Troia con tutti come sempre.
Travesta1974@yahoo.it

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