VALENTINA E L'INCESTO – 2 – LA MAMMA by Vecchiobambino [Vietato ai minori]




La nostra vita matrimoniale continuava serena…….l’anno in cui io e Giuseppe eravamo stati ospiti dei suoi genitori, Eugenio e Pina, era passato rapidamente. Se ricordate avevo scoperto  che la famiglia                di mio marito era abituata a fare sesso tutti insieme ed erano della partita anche i genitori di mio suocero. Tutti felicemente bisex non cercavamo nessuno all’infuori della famiglia e abbiamo continuato così anche in seguito. Dopo un anno la nostra casa era pronta e siamo andati ad abitare da soli…..come tutti abbiamo potuto coltivare le nostre piccole perversioni. Ci piaceva stare nudi in casa….sempre….ci piaceva masturbarci uno di fronte all’altro, Giuseppe amava che mi vestissi da suora prima di scoparmi…..io lo facevo volentieri memore dei miei trascorsi con Suor Angela di cui vi ho già parlato e che ricordavo sempre con nostalgia. Figuratevi che c’era stato un tempo un cui avevo deciso di farmi suora per davvero…….e in paese passavo per una donna timida e riservata…….mi chiamavano addirittura la suorina, non sapendo che un’altra mia piccola perversione era quella di andare in giro nuda sotto il vestito…..senza biancheria intima… e particolarmente quando andavo in chiesa. Ci tenevo a confessarmi spesso e nell’ombra del confessionale rivelavo la mia nudità al prete di turno che difficilmente mi resisteva.  Gliela facevo toccare e subito vedevo la tonaca che si sollevava……..era un uomo come gli altri e ad un cazzo duro non ho mai resistito. Lo prendevo in mano…..lui opponeva una debole resistenza e in un attimo scompariva nella mia bocca. Non riuscivo mai a succhiarlo a lungo poiché mi esplodevano letteralmente in gola dopo pochi istanti….. Giuseppe mi aspettava fuori e appena uscivo gli accennavo il successo della spedizione e aprivo la bocca leggermente per fargli vedere che avevo ancora la lingua impastata con un po’ di sborra. Ovviamente lo eccitavo e inevitabilmente si finiva a casa a fare sesso in tutti i modi.                                                                                                     Erano passati due anni dalla prima volta che avevamo fatto sesso tutti insieme e ora la nostra routine era che inevitabilmente ci trovavamo tutte le domeniche, e non solo, in compagnia dei miei suoceri Eugenio e Pina o a casa nostra o a casa loro, rituale che poi hanno condiviso anche coi miei genitori.                                                 Io ero felice di vederli spesso, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, e questo è continuato per tutta la loro vita. Si mangiava a tavola tutti nudi. C’era sempre allegria e i se c’erano problemi si affrontavano tutti quanti assieme. Quando andavamo dai suoceri ,la prima cosa che faceva mamma Pina era quello di spogliarmi subito tutta,baciarmi e accarezzarmi la figa. Mio suocero Eugenio mi strofinava il suo pistolone sulle natiche e mi stringeva i seni con le sue manone. Giuseppe si scambiava teneri baci con sua mamma e prima di sedersi a tavola ripassava con la sua bocca l’asta di suo papà. Facevamo solo dei preliminari per noi innocenti, in attesa dell’arrivo dei nonni ed allora si che la festa cominciava veramente.       Ogni tanto ci venivano a trovare anche mia mamma Ines e papà Luigi . Era un calvario per noi perchè rimanevamo vestiti senza poter fare nulla e la domenica passava con monotonia.                                                          Ormai il nostro menage famigliare andava a gonfie vele e una domenica Giuseppe se ne uscì con una frase : “…..Valentina” mi disse”perchè non proviamo a coinvolgere anche i tuoi famigliari nei nostri incontri? Sarebbe magnifico che anche tuo padre e tua madre partecipassero a tutto questo”.                                                                                      Sinceramente non ci avevo pensato, non riuscivo ad immaginare papà e mamma nudi con noi. Poi mia madre così riservata nelle sue cose !!!. ( certo che poi quando raccontai a loro gli incontri di preghiera che facevo con don Lino e le suore da ragazza, le cose cambiarono del tutto). Ne parlammo tutti assieme,anche con i nonni,e decidemmo che avrei cominciato io da sola a tentare qualche approccio con mamma per vedere poi la sua reazione e, di conseguenza,  studiato il da farsi.                                                                                                                Come vi avevo detto l’altra volta papà Luigi faceva il camionista come mio suocero. Era assente da casa dal lunedì al venerdì sera. Cominciai allora a frequentare più spesso quella che era stata casa mia.  Ogni scusa era buona per stare un pò con mamma. Andavamo a fare la spesa assieme, al mercato, a comperare dei vestitini che poi provavo a casa sua. A mamma Ines piaceva questo mio stare con lei più spesso e ne era molto contenta. Ogni tanto pranzavamo assieme ,ma quello che la rendeva piena di gioia era il mio rapporto con Giuseppe e i suoi genitori. Mi diceva che ero stata fortunata a trovare un marito cosi e dei suoceri stupendi e che ero una brava figliola……                                                                                                                            Poi capitò un giorno che mamma stette male. Niente di grave, una banale influenza,ma essendo sola in casa,mi chiese di passare un paio di giorni assieme a lei sino a quando non si fosse ristabilita. Era la mia occasione e anche Giuseppe mi disse di provare ad osare di più e cosi feci. Mamma per un giorno intero stette a letto con la febbre. Era venuto di moda ormai il pigiama,ma mamma Ines continuava ad indossare i suoi camicioni da notte. Le portavo da mangiare a letto e alla sera mi intrufolavo nel lettone per dormire assieme a lei. Di notte ero agitatissima….volevo tentare per poi rifiutare…..ero titubante e non osavo nemmeno toccarla. Poi la febbre se ne andò e cominciò a ristabilirsi.                                                                   Passati due giorni a letto ,una mattina si alzò e decise di farsi la doccia. Mi offrii di accompagnarla in bagno, ma aveva un pò di vergogna  e così la rassicurai dicendole che ero sua figlia e che poi in fin dei conti eravamo due donne e non c’era nulla di male se l’aiutavo a lavarsi e le proposi persino di fare la doccia insieme a lei. Si tolse il camicione da notte e rimasi a bocca aperta…..dissi “Mamma …hai un corpo fantastico…” Vedevo il suo sedere tondeggiante, il suo seno ancora bello sodo e la sua figa stupenda circondata da una bella foresta. Tutto questo fece si che la mia fighetta sussultò. L’avevo lì nuda davanti a me come non l’avevo mai vista…..”Ma a letto vai sempre così con il camicione e tutta nuda sotto?” le chiesi  a bruciapelo. Mi rispose…”Sai Valentina ,quando papá arriva al venerdì è sempre su di giri e per due giorni interi mi vuole tutta a sua disposizione”. Era la prima volta che mamma mi confidava le sue cose intime con papà……. Mentre diceva questo, si sedette sul water e aprendo  leggermente le gambe fece pipì…..  vedevo il suo zampillo uscire dalla figa come una cascata di pioggia dorata. Poi si alzò, prese un pò di carta e se la asciugò. Desideravo baciargliela,ma non osavo. Su mise sotto la doccia. Mi offrii di lavagli la scena . Incurante mi spogliai anch’io e mi misi al suo fianco. Presi la spugna,e insaponai la sua schiena…. ridevamo tutte e due mentre con la mano scendevo sulle sue natiche tondeggianti e strofinavo le sue cosce.                                                                                                  La figa mi pulsava maledettamente quando si girò verso di me. Eravamo una di fronte all”altra…… mi prese la spugna dalle mani e si insaponò il seno per poi scendere sino ai peli del sui pube. Si sfregò energicamente e aperte le grandi labbra si pulì la figa. Mandavo giù con difficoltà la saliva che avevo un bocca. Mi girai e le chiesi se anche lei mi lavava la schiena. Sentivo le sue mani sul mio corpo. Avevi il seno che cominciava ad indurirsi ed i capezzoli divennero duri. Mi piacevano quelle carezze!!!!volevo toccarmi in mezzo alle gambe ma non ce la feci. Mi girai di scatto e presa alla sprovvista le sue mani mi toccarono il seno. Si ritirò subito ma io la incoraggiai….”Dai mamma, lavami come facevi quando ero bambina. Sono ancora la tua bambina…..”. “Valentina…ora non sei più piccina…hai un bel seno e devo dire anche una bella fighetta”. Non avevo mai sentito mamma parlare così. Le rubai dalle mani la spugna, versai sopra della crema e gliela passai sul suo seno. Al momento si ritirò dal contatto ma poi con mia sorpresa si lasciò fare. Sentivo i capezzoli diventare duri. Scesi sul suo ventre e mi avvicinai alla figa. Mi bloccò la mano e me la allontanò. Ridendo si girò e mi ritrovai la sua schiena. Si risciacquò ed usci dalla doccia. Rimasi imbambolata, delusa, ma nel contempo eccitata. Avevo toccato il seno di mamma Ines e questo fu il primo passo.                                                                                                                                                                                    Ci asciugammo senza scambiarci una parola. La guardavo di sfuggita, la vidi soffermarsi sul seno e poi asciugarsi in mezzo alle cosce. Mi asciugai anch’io, ci vestimmo e uscimmo a fare acquisti. Dopo io andai a casa a riordinare le mie cose e ritornai verso sera per la cena. La mamma aveva già cucinato e mi disse che era l’ultima sera che potevo stare li con lei, perchè ormai si era ristabilita e il giorno dopo sarebbe ritornato papà.    Stavo perdendo la mia occasione, ma avevo ancora una possibilità. Andammo a letto tutte e due nel suo letto matrimoniale; mamma indossò il solito camicione e io mi infilai nuda  vicino a lei. Parlammo un pò di varie cose poi provai a giocare la mia carta..                                                                                                                “Mamma ….ma tu non hai mai provato a fare l’amore con una donna?….” Subito non disse nulla, ma poi  “Come mai mi fai questa domanda?”   mi chiese.                                                                                                      “Mi sono eccitata un paio di giorni fa a desiderare una donna e mi sono anche bagnata dal desiderio, ma non riesco a capire come due donne possono amarsi” risposi da gran bugiarda.                                                                                                  Lasciò passare un paio di minuti e poi mi rispose. “Si ho provato con una donna tanto tempo fa ma poi non feci più nulla”. “….e ti è piaciuto?”…le chiesi a bruciapelo….risposta secca….” Si…ma ora dormiamo che ho sonno”…. Spense la luce del comodino e la stanza piombò nel buio………si era subito addormentata e sentivo il suo respiro regolare, ma io non riuscivo a prender sonno.                                                                                    Ero nuda sotto le coperte e il contatto con il lenzuolo mi stuzzicava i capezzoli.  Mi sembrava di indossare la tonaca di suor Angela e questo pensiero mi eccitò. Allargai le gambe,e mi accarezzai l’interno delle cosce e automaticamente le mani si ritrovarono sulla mia fichetta. Cominciai a carezzarla un po’, poi con una mano mi pizzicai i capezzoli. Avevo la figa di mamma lì a pochi centimetri e non osavo nemmeno sfiorarla. Ripensai a quello che era successo sotto la doccia…..oddio non è che fosse successo chissà che cosa, però pensai che se mamma non avesse voluto farsi toccare non mi avrebbe concesso di insaponarla. E poi quando le avevo toccato il seno,lo avevo sentito pieno e voglioso. Magari mi sbagliavo,pura illusione,però io ero convinta che qualche cosa dentro di lei avesse provato. Mamma si girò su un fianco dandomi la schiena…… allungai la mano verso di lei e incontrai la stoffa del camicione. Ridiscesi e mi trovai il suo sedere nudo sotto le mie mani. Quando si era girata,certamente il camicione si era sollevato lasciandola scoperta e potevo sentire sotto le mia dita la sua pelle vellutata. Passai un dito leggermente nel solco delle sue natiche, ma avevo paura di svegliarla e di combinare qualche cosa di sbagliato rovinando il magnifico rapporto che avevo con lei.                                                                                                                                                Mi titillavo la fica……avevo voglia di masturbarmi e mi batteva forte il cuore. Mamma si rigirò nuovamente e si mise a pancia in su e subito allontanai la mia mano. Lasciai passare alcuni minuti prima di allungare di nuovo la mano dopo che avevo sentito che il suo respiro era regolare. Mi sembrava di vivere la stessa situazione che mi era capitata con suor Angela al cinema da ragazzina. Il camicione si era alzato quasi del tutto e le mia dita si posarono sulla sua coscia. Spinsi la mano verso l’interno e sentii i peli della figa sotto le mia dita. Sembrava di sfiorare un tappetino morbido e preso coraggio appoggiai la mia gamba vicino alla sua. Avevo le gambe aperte e questa situazione faceva sì che la mia vulva urlasse di piacere. Trovai il solco della figa di mamma….. vi appoggiai dentro un dito e lo feci scorrere per tutta la lunghezza del solco. Trovai il suo clitoride e lo strofinai adagio. Mi accorsi di non sentire più il respiro regolare di mamma e il battito del mio cuore aumentò di intensità. Sentii una mano di mamma sulla mia coscia e mi venne la pelle d”oca.                                                                                                                              Stava accarezzandomi l’interno cosce dolcemente. Mi appoggiai di più a lei e misi la mia gamba sopra al suo pube.  Le sue dita si introdussero in me e cominciò a masturbarmi. Io gli stavo stuzzicando il clitoride sempre più forte……ci stavamo masturbando e sentivo il suo respiro affannoso. Nessuno parlava. Solo i nostri respiri e i nostri gemiti riempivano la stanza. Lasciai la fica di mamma e risalii verso il suo seno. Mi infilai sotto il camicione oramai arrotolato fin sopra e trovai le sue mammelle sode e  i capezzoli duri. Strinsi le gambe e racchiusi la mano di mamma dentro di me. Sentivo che lei con l’altra mano si stava masturbando…….che situazione…..mamma che si masturba intanto che masturba la figlia. Non resistetti più e le salii sopra. Misi la mia figa a contatto con la sua e spinsi il bacino come per chiavarla. Anche il suo bacino era proteso verso il mio…… Si tolse il camicione senza accendere la luce…non ne avevamo bisogno…. ci trovavamo bene nel buio, era più intimo. Trovai la sua bocca e la baciai. Le inserii la mia lingua e lei me la succhiò. Le nostre tette si comprimevano una contro l’altra e Il suo bacino roteava sempre di più. Cercava la mia fica e io cercavo la sua. Le leccai il collo, succhiai i suoi capezzoli, ridiscesi con la lingua il suo corpo e arrivai sul bottoncino del clitoride. Con le mani le aprii le labbra della figa e con la lingua entrai nella sua fessura. Ebbe un sussulto, ma allargò al massimo le gambe per favorirmi. Gli mordicchiavo il clito per poi leccare gli umori che stavano uscendo. Il suo respiro si fece più forte. Capii che era sul punto di venire. Aumentai con la lingua i miei movimenti. Le sue mani si posarono sulla mia testa e la compresse sulla figa. Mi mancava il respiro mentre  lei godeva. Il suo bacino si alzava in continuazione dandomi dei colpi sulla bocca. Adagio adagio si stava calmando.  Appoggiai la mia figa sulla sua gamba e mi ci strofinai sopra. Volevo venire anche io fu solo questione di un minuto. Dopo l’orgasmo ci stendemmo una vicina all’altra senza parlare. Solo i nostri respiri si sentivano nell’aria. Ci addormentammo così. Quando mi svegliai alla mattina lei era scesa in cucina. Sentivo un forte odore di caffè e subito la raggiunsi e la trovai seduta con la tazzina di caffè in mano. Ci guardammo a lungo.                                                                                                     Fu lei ha rompere il ghiaccio dicendomi:…. “Valentina, quello che è successo stanotte non deve più accadere. Ho avuto un momento di debolezza. Siamo madre e figlia e queste cose non possiamo farle….. Ora prendi le tue cose e vai da tuo marito.”                                                                                                                             Mi venne spontaneo chiedere “Ma almeno ti è piaciuto?”                                                                                           “Si Valentina,ma ti ripeto che non deve più accadere!!!”.                                                                                  Preparai le mie cose e nell’uscire la baciai sulla guancia e gli sussurrai….”Sarà il nostro segreto….se vorrai chiamami  io verrò, ma ti voglio nuda sotto il vestito”.

 Passarono tre mesi…..Quando ci incontravamo a pranzo alla domenica era fredda e scostante. Ogni tanto la vidi fissarmi intensamente fino a che un giovedì  pomeriggio mi arrivò una sua chiamata….”Valentina ho bisogno di te….puoi venire a casa mia?” In un lampo ero con il dito sul campanello di casa sua.  A Giuseppe e ai miei suoceri e ai nonni avevo raccontato tutto. Anche loro erano convinti che prima o dopo mamma mi avrebbe chiamato e così successe.                                                         Entrai in casa e me la trovai davanti tremante…….                                                                                                         “Ma cosa hai mamma, stai male?….                                                                                                    ”Si figlia mia sto malissimo.”                                                                                                         Era spettinata, con addosso solo il suo accappatoio bianco. Mi fece entrare e mi portò in cucina…… aveva preparato il caffè. Mi sedetti al tavolo e lei mi si avvicinò con la tazzina fumante . Non avevo mai visto mamma Ines in quello stato. Di solito era di aspetto molto curato e trovandomela davanti così trascurata ne soffrii. Ci sedemmo una di fronte all’altra e io le presi le mani tra le mie e le           domandai  “Che c’è mamma…..è successo qualche cosa di brutto? Papà ha avuto un incidente con il camion?”                                                                                                                                                “No….no…. Sono io che sono malata dentro. È più di due mesi che soffro….ora non ce la faccio più…… oh Valentina…,Valentina….ho bisogno di te ,della tua fica…”  rimasi allibita…                                                   ”Cosa hai detto mamma? …ripetilo ancora…..”                                                                                                              “Valentina ,figlia mia,è da quella notte che non dormo più. Non riesco a dimenticare quel poco che abbiamo fatto e quello che mi hai detto…”. Si alzò e slacciato l’accappatoio me la ritrovai davanti nuda .  “Guardami Valentina….mi volevi nuda….guardami…” e allargatasi la figa con le mani mi disse ”Vedi?…..freme, pulsa da morire Valentina….vuole le tue mani, la tua lingua, la tua fica….” Non avrei mai sospettato che mamma parlasse in quel modo per lei volgare. Mi avvicinai a lei che tremava come una foglia. La abbracciai e cominciai a baciarla, mentre sentivo la sua lingua frugare la mia bocca.  Scesi sui suoi capezzoli e li titillai con i denti….li mordicchiavo, li stingevo tra le labbra… Era elettrizzata. ….                                                                                                               “Farò tutto quello che vorrai farmi fare ,Valentina, amami……” La guardai fissa negli occhi….. “Proprio tutto, mamma?…… “Si Valentina ,tutto, ma ora baciami”.                                                                                   Mi spogliai e vidi mamma che mi guardava affamata di sesso…con tono imperioso le dissi…”masturbati di fronte a me…..”si allargò le gambe e si introdusse due dita nella fica bagnata “…..Guardami Valentina ,guarda tua madre cosa fa per te…”. Le presi per mano e la portai in salotto. Si sdraiò sul divano, le aprii le gambe e introdussi una mia coscia in mezzo alle sue. Sentii il suo bacino premere forte quando cominciò a strusciare la figa su di me. Avevo il seno appoggiato al suo e sentivo i suoi capezzoli duri,come certamente lei sentiva i miei. La baciai in bocca . Ci passavamo la saliva l’un l’altra. Scesi con la lingua sul suo corpo. Arrivai alla sua vulva. Lei se la allargò con le mani….”Baciami Valentina….fammi godere….. sarà il nostro segreto”.                                                                                            Cominciai a leccarla lentamente. Passavo la mia lingua per tutta la sua fessura,per poi ridiscendere e salire più velocemente. Arrivavo al suo clitoride, lo mordicchiavo e poi entravo con la lingua sempre più in profondità, mentre sentivo i suoi umori sempre più copiosi impastarmi la lingua, rendendola viscida e allo stesso tempo scivolosa . Vedevo le sue mani stringere i suoi seni. Si tirava i capezzoli  facendoli diventare lunghi. Non avevo mai visto mamma così….                                                        “Fammi leccare la tua figa,figlia mia,fammi provare e insegnami a farti godere…ti amo Valentina…”.  Mi alzai e avvicinai la mia fighetta al sui viso. Vedevo la sua lingua saettare come un serpente. Avvicinavo il mio bacino per poi allontanarlo e riavvicinarlo di nuovo. Gliela facevo desiderare….non volevo darle tutto e subito…mi doveva desiderare….                                     Mi misi al suo fianco, ci abbracciammo e mettemmo le nostre fighe una vicina all’altra. Ci strusciavamo,ci baciavamo. Era bellissimo. A mamma piacevano anche  le donne…… Volevo adagio adagio fargli scoprire il sesso fra donne. Mi eccitava solo il fatto di lesbicare con mamma. Ormai era sul punto di venire. Mi disse che stava per scoppiare. Mi introdussi  con il viso tra le sue gambe. Mi tuffai persino con il naso dentro di lei. La sentii irrigidirsi e le sue mani mi compressero la testa sul suo sesso…….. “Si….si….. Valentina ..vengo…godo…..oh come è bello…”                           I suoi umori mi impiastricciarono le  labbra e sapevano di buono. La lasciai respirare e prendere fiato. Rimanemmo lì per un pò ad accarezzarci senza parlare….                                                                               “Domani ti aspetto a casa mia…e ti farò provare qualche cosa di più bello….” le dissi lasciandola contenta e anche curiosa.                                                                                                                       Arrivata a casa raccontai tutto a Giuseppe e decidemmo di comune accordo con mia suocera che il giorno seguente io e lei la avremmo aspettata a casa mia.                                                                                        L’indomani quando arrivò la vidi eccitata. Le aprii la porta e le dissi di andare in salotto che portavo il caffè. Grande fu la sua sorpresa di incontrare mia suocera Pina, che si alzò dal divano per andarle incontro, la baciò sulla guancia e poi la fece accomodare sul divano vicino a lei.  Quando arrivai io con il caffè, misi il vassoio sul tavolino e presa una poltrona mi sedetti di fronte a loro. Vedevo mamma delusa……si aspettava che in casa fossi sola, invece la presenza di mia suocera Pina ostacolava il suo desiderio di fare sesso con me. Lei non sospettava minimamente che io e Pina ,assieme al resto della famiglia, avessimo una relazione da tanto tempo.                     Versai il caffè nelle tazzine e sbadatamente ( diabolica ) feci cadere la tazzina sul grembo di mia suocera Pina sporcandole la gonna e la camicetta. Cercai mille scuse e mi offrii di lavare il tutto mentre le dicevo di andare in bagno e di indossare l’accappatoio di Giuseppe ( suo figlio ) mentre io provvedevo poi a lavare i suoi indumenti. Recatasi in bagno Pina, mamma Ines si alzò dal divano e venne ad abbracciarmi…..               “Valentina,volevo stare sola con te ,invece con tua suocera non possiamo fare nulla. Guarda…….”   e alzata la sua gonna mi fece vedere che non indossava le mutandine. Le toccai i seni….erano gonfi, pieni di lussuria, come sfiorai i capezzoli divennero duri. Mi infilò una mano sotto la gonna….. ero nuda anch’io.. completamente. Mi toccò la figa dicendomi….”oh Valentina quanto ti desidero, sono un vulcano che sta per esplodere”. Le strizzai le tette con forza e l’attirai a me. Mia suocera si era fermata sulla soglia della sala e mamma  Ines le dava le spalle. Si slacciò l’accappatoio e mi fece vedere che sotto era nuda anche lei. Ma si ritirò nella camera adiacente per non disturbarci.  Mamma Ines si era avvinghiata a  me e le sue gambe si stavano introducendo tra le mie. Mi baciò in bocca e io contraccambiai. Mia suocera Pina mi chiamò dal corridoio dicendomi che aveva tolto i vestiti e che li aveva messi nella lavatrice. Io e mamma ci staccammo e lei si sedette sul divano tutta accaldata, mentre io mi dirigevo verso il bagno per avviare la lavatrice. In corridoio incontrai mia suocera. che baciai sulla bocca mentre le davo una pacca sul culo. Al mio ritorno in sala vidi che Pina era seduta accanto a mamma Ines, che non immaginava certo i quello che sarebbe successo tra poco. Mi sedetti sulla poltrona davanti a loro e mi alzai leggermente la gonna, mi misi a bere il caffè e le osservavo. Mia suocera stava parlando dei nonni che non stavano tanto bene, ma io la interruppi per dirle tra un’oretta la lavatrice avrebbe finito il lavaggio….                                                                                      “Non fa niente Valentina “, rispose”tanto a casa non c’è nessuno. Mio marito Eugenio è fuori con il camion e ritorna solo venerdì,come credo tuo papà” e mamma annuì con la testa confermando. Cominciai lentamente a sollevarmi la gonna e ad aprire e chiudere le gambe in continuazione. Mamma Ines divenne rossa come il fuoco mentre ammirava l’interno delle mie cosce e questo creava in lei un senso di euforia. Come  da accordi preventivi  presi con mia suocera, fu lei la prima ad appoggiare la mano sulla gamba di mamma Ines. Lei la ritrasse,ma Pina ritornò alla carica dopo pochi secondi, mentre io alzavo la gonne sempre di più. Da dove loro erano sedute,certamente potevano assistere ad uno spettacolo non certamente casto. La mia figa vogliosa si schiudeva  in continuazione e mamma poteva ammirarla , ma mia  suocera si era slacciato l’accappatoio e le si intravedevano le tette.                                                                                                           Mia mamma mi guardò in viso. Non sapeva cosa fare o dire mentre Pina le  stava accarezzando l’interno delle cosce risalendo con la mano sempre più all’interno. Ormai vedevo la sua peluria e la sua figa. Mi venne spontaneo dire…. “Pina ,lo sai che mia mamma non porta le mutandine?”.  Ines non si aspettava questa mia uscita. Divenne rossa, per poi sbiancare,e ridiventare rossa. Mi suocera con gesto fulmineo le alzò completamente la gonna, lasciando mamma completamente ai nostri sguardi, ma lei richiuse subito le gambe per non far vedere il suo tesoro…… Invece si vedeva il suo monte di venere ricoperto di peli….”Su…su…Ines”  disse mia suocera “non ti vergognerai mica. Siamo tra noi donne,e sappiamo come è fatta una figa!!!deve essere stupenda….dai fammela vedere…….. Guarda, per rassicurarti ti faccio vedere la mia ,se vuoi”. E alzatasi dal divano si tolse completamente l’accappatoio, poi si sedette ei spalancò le gambe. Mamma mi guadava come in trance. Non riusciva nemmeno a deglutire la saliva tanto era innaturale la situazione. Mi spogliai completamente e mi sedetti sulla poltrona mettendo le gambe sui braccioli. ….”Guardami mamma….guardami…..” e mi stringevo i seni sino a farmi male. Alzavo il bacino come per offrirle la mia figa. Mia suocera mise una mano sotto la camicetta di mamma e trovati suoi seni cominciò a dare piccoli colpi facendoli sobbalzare.                                                                                         Imperiosamente le dissi “Toccati la figa mamma….fai vedere a tua figlia e a Pina come te la meni…..”. Era indecisa,ma poi la vidi scendere con le mani. Mia suocera si era alzata  e con una gamba per terra e l’altra sul divano si mise a masturbarsi. ….”Spogliati nuda, mamma” le ordinai. Si alzò,si sfilò la gonna e la camicetta e rimase lì nuda davanti a noi. Mia suocera le si mise dietro e con le sue mani cominciò a farle sobbalzare i seni ei  capezzoli erano diventati duri. Lei guardava la mia figa famelica,mentre io me la agitavo, infilavo le dita, dilatavo le labbra con libidine estrema……e nel frattempo  mia suocera le strusciava la sua figa sul culo . Scesi dalla poltrona . mi misi in mezzo alle sue gambe. Gliele aprii…..”Dimmi che vuoi essere leccata…..dimmi figlia mia ,leccami la figa….dimmelo mamma….”. Riuscì finalmente a parlare…..”Si Valentina,lecca la figa di mamma….ti prego”.  Mia suocera le tormentava sempre i seni e le stuzzicava con le dita i capezzoli, poi con le mani scendeva verso le grandi labbra per aprigliele affinchè io potessi, con la mia lingua ,penetrarla a fondo. Mamma aveva reclinato la testa sulla spalla di mia suocera. Era come in estasi. Continuava a ripetere” …..non dobbiamo farlo….è incesto…..è peccato….ma è troppo bello Valentina,andrò all’inferno,ma almeno sarò contenta”. Poi girò la sua testa verso mia suocera e si baciarono sulla bocca. Mi alzai in piedi e mi misi con le mie gambe in mezzo alle sue. La mia figa strusciava sulla sua,mentre mia suocera ricominciò a strofinarle la sua sul culo. Era in mezzo a noi due e il mio bacino roteava sul suo ventre. Non capiva più niente. Mi attaccai al suo seno e lo succhiai. Sentivo le  labbra della figa gonfie,pronte ad esplodere..non tardò molto….”Valentina sto per venire…..” . Mia suocera dal di dietro gli si appiccicò i più . Le strofinava il seno sulla schiena facendole sentire i capezzoli duri. Ormai il suo bacino roteava sempre più forte sul mio. Le nostre fighe strofinavano energicamente una contro l’altra. …..   “mamma sono pronta anch’io….dai che veniamo assieme”. Avevamo preso il ritmo tutte e tre assieme ,e roteavamo i nostri bacini all’unisono……”dai ragazze”disse mia suocera “sono pronta anch’io…..                                                                                           ”Ti piace ,mamma…ti piace?…..”Si ,Valentina,godere in mezzo a due donne non l’avevo mai provato”. Venimmo tutte e tre assieme e mamma non finiva di sussultare. Ci lasciammo cadere sul divano.  Si mise a singhiozzare…..”Non dovevamo farlo. Dio ci punirà,ma è stato fantastico”.                Ci baciammo tutte e tre sulla bocca. Le nostre tre lingue si scambiarono la saliva una con l’altra. Ci guardammo tra gli occhi. Ci mettemmo a ridere. Ormai mamma ,ero sicura ,sarebbe diventata una di noi. Saremo stati una decina di minuti ad accarezzarci tra di noi e allora confidammo a mamma Ines che con mia suocera Pina eravamo amanti già da tempo. Rimase incredula. Non gli confidammo nulla però del rapporto che c’era con gli altri componenti della famiglia. Per lei doveva essere una sorpresa quando sarebbe venuto il momento. Ci lavammo e mentre  stavamo finendo di vestirci sentimmo la macchina di Giuseppe entrare per il vialetto. Quando entrò in casa trovò tre donne intente a parlare tra di loro. allegre e spensierate. Mi disse….”Ciao Valentina….come mai questa sorpresa di mia mamma e la tua? “.                                                                                                          “Vedi Giuseppe, mamma Ines era giù di morale e io e tua mamma abbiamo cercato di tirarla su un po’ e  credo che ci siamo riuscite”. Strizzai l’occhio a mio marito. Lui mi sorrise e andò a baciare sua mamma sulla guancia. Un bacio casto e puro.

Tra non molto mamma avrebbe conosciuto il resto della famiglia. Continuammo il nostro rapporto a tre per un paio di mesi ,e quando fummo sicuri che il momento era arrivato,organizzammo il tutto invitandola casa dei miei suoceri . Papà per ora non sospettava nulla. Mamma mi confidò che quando scopava con papà, il suo pensiero era sempre rivolto alla figa di mia suocera e alla mia. Ma non sapeva che cosa gli avrebbe riservato la sua Valentina. Arrivò un pomeriggio a casa dei consuoceri. Suonò il campanello ed ad aprire andò mio suocero. Per l’occasione era stato a casa dal lavoro. Rimase sorpresa nel vederlo. Lui la baciò sulla guancia e la fece accomodare in salotto dove sul divano c’eravamo io e mia suocera Pina, mentre lui si offrì di preparare il caffè. Rimanemmo sole noi tre in salotto. ….                                                                                                       “Come facciamo ?”disse mamma Ines a Pina… “C’è tuo marito. Lui non sa di noi….. Accidenti ,avrei leccato volentieri le vostre fighe,ma con lui presente…..non possiamo fare nulla.!! “                                                      “Non preoccuparti Ines, “ rispose mia suocera “vedrai che troveremo il modo e ti prometto che non andrai a casa senza aver leccato le nostre patatine”. Mi avvicinai a mamma e le alzai la gonna per controllare che fosse nuda con la figa ben in mostra. Mi intrufolai con le mani sotto la sua camicetta,trovai il seno nudo  e lei strinsi i capezzoli…….                                                                                                                                    “Valentina, non fare così perchè mi mandi su di giri…..”                                                                                                       “Mamma toccami sotto la gonna………” risposi. Mi mise le sue mani sotto e appurato che ero nuda pure io non resistette. Si abbassò ,e infilata la sua testa sotto la gonna,andò ad assaporare la mia farfallina. Come me la leccava bene mamma…….a questo punto mia suocera si metteva sempre dietro di me, mi afferrava i seni e mi tirava i capezzoli cosa che mi eccitava enormemente mentre me la stavano leccando. Sentii mio suocero fischiettare nel corridoio e ci staccammo l’una dall’altra facendoci trovare sedute tutte e tre sul divano,composte come tre santarelline,ma con il fuoco in mezzo alle gambe….                                                                    “Dove sono le tre donne più belle del mondo?” esordi Eugenio…..poi rivolto a Ines mentre versava il caffè le disse “Io e mia moglie Pina ti vogliamo ringraziare ancora perchè hai dato a nostro figlio Giuseppe una compagna stupenda e tanto religiosa. Ci ha confidato che da piccola ha frequentato l’oratorio e che con suor Angela e don Lino pregava intensamente ,specialmente quando si recavano al convento di Padre Michele”.                                                                                                                                                                                                          “Eh si ,la mia Valentina è stata una brava ragazza” ( mamma non sapeva ancora nulla di quello che avevo fatto con don Lino e suor Angela ) ”anzi,io e mio marito Luigi eravamo certi che si sarebbe fatta suora”.                                                                                                                                                                        Mia suocera affermò “….sarebbe stata una bella e brava suora,ne sono sicura”,ma in quel momento suonarono alla porta. Mio suocero si alzò per andare ad aprire……Nel periodo che rimanemmo sole, mia madre sollevo la gonna,aprì le grandi labbra e cominciò a  masturbarsi….                                                                          “ Guardami figlia mia…..e guardami anche tu Pina…mi avete stregato e non ne posso fare a meno”. Eugenio sulla porta di entrata stava dicendo “….e voi cosa fate qui….dai venite dentro che c’è la mamma di Valentina”…noi ci sistemammo velocemente e sulla porta della sala comparvero i nonni, genitori di mio suocero. La nonna indossava la sua solita gonna nera,mentre il nonno aveva indossato una tuta leggera sotto la quale si poteva intravedere la cappella del suo cazzo lungo la coscia sinistra. Si misero proprio davanti a noi seduti sulle poltrone…..                                                                                                                                                 “Stavamo per bere il caffè…se vi va vado a prepararne dell’altro” disse mio suocero . Sua madre rispose che voleva anche un po’ di latte, ma prima desiderava un bacio da suo figlio. Eugenio si avvicinò a sua mamma e con noncuranza la baciò sulla bocca, con meraviglia di Ines. (É inutile che dica che le cose erano tutte preventivate da noi). Nell’allontanarsi le alzò la gonna nera sino a metà coscia, scoprendo anche l’interno delle gambe e il nonno prese ogni tanto a toccasi il suo cazzo sotto la tuta. Il rigonfiamento era ben visibile a tutti. Guardai Pina e anche lei aveva la gonna sino a metà coscia. La imitai subito anche io, ma mamma rimaneva impassibile con la gonna giù. Mi allagai le gambe alzando ancora di più la gonna e ormai i nonni potevano vedere la mia figa. Mamma Ines mi disse allora di accompagnarla in bagno. Ci alzammo,e appena dentro mamma mi apostrofò…..                                                                                                                           “Valentina….ma che cavolo sta succedendo!!!ma lo sai che ti sei alzata la gonna e potevano vedere la tua patatina?e poi ho visto che il nonno ha il cazzo duro sotto la tuta. Io non ho mai visto o provato un cazzo al di fuori di quello di tuo padre e non voglio nemmeno pensarci o guardare queste cose. E poi anche la mia consuocera Pina. Chissà poverina come può rimanere male nel vedere suo suocero comportarsi così!! “                                                                                                                                                                                         La rincuorai “Dai mammina, non fare così…..lasciati andare un pò……alza la gonna che te la lecco dai…..però mamma sei bagnata….qualche cosa ti ha eccitato,di la verità…..                                                                                                 “Si, ho visto sia il nonno che nonna interessati al tuo movimento di gambe. Ho pensato che la mia Valentina era una porcellina, però sono cose che non si possono fare. Cosa direbbe Giuseppe e tuo papà Luigi se venissero a sapere tutto questo!!…..”                                                                                                                                        “Ma mamma cara,non diremo nulla a loro. Rimarrà il nostro segreto. Ok? Ora andiamo di là e comportati normalmente. Non aver timore di fare certe cose. Siamo tra adulti e ognuno è libero di scegliere o di andare via”                                                                                                                                                                            “Va bene,ma se la cosa non mi va ,me ne vado”.                                                                                           Ritornammo in salone. I nonni erano al loro posto,mentre Pina ed Eugenio erano comodamente seduti sul divano. Al nostro arrivo mio suocero  si alzò per lasciare il posto a noi due. Mamma Ines si mise in mezzo tra me e mia suocera Pina. Eugenio andò un attimo in camera sua e ritornò con addosso  una tuta di colore rosso. Si vedeva il cazzo bello ritto e certamente mamma lo vide. La sua espressione cambiò da normale a curiosa. Mio suocero si sedette vicino a me mentre mia suocera aveva alzato la gonna sino alla pancia. Offriva ai nonni la sua figa e cominciò a menarsela adagio adagio. Questa cose era un rituale nela nostra famiglia….l’offerta della figa al maschio.  Il nonno cominciò a trastrullare con insistenza il suo cazzo sotto la tuta,ma voleva stare libero…. per noi ,abituati a stare nudi in casa, era un supplizio tenere i vestiti sul nostro corpo. Allungai una mano su mio suocero, gli abbassai la tuta e misi in mostra  davanti ai nonni il suo cazzo. Vedevo mamma indecisa. Non sapeva dove guardare. Era vergognosa,timida,una puritana casta.        Cominciai a menare il cazzo di mio suocero Eugenio, ma avevo paura che mamma si alzasse per andarsene. Stava con la gonna ancora abbassata , non si decideva ,rimanere o andare via? Si sa che la curiosità è femmina e questo giocò in nostro favore.                                                                                          Pina le mise una mano sopra alla gonna e la sollevò. Mamma Ines al momento si ribellò,ma al secondo tentativo non fece più nulla. Lasciò che la sua consuocera le alzasse la gonna e con le mani le aprisse le cosce. Reclinò il capo sulla mia spalla e mi guardò. Poi il suo sguardo cadde più in basso e vide le mie mani che stavano segando il cazzo di mio suocero. I suoi occhi erano fissi su quel palo di carne e non si accorse che Pina le stava slacciando i bottoncini della camicetta. Gliela tolse, i suoi seni si offersero alla vista di tutti…..duri ,ancora sodi,con i capezzoli  dritti e appuntiti.              Ormai cominciammo ad osare di più….i nonni si spogliarono completamente e il cazzo del nonno mi sembrava che fosse diventato più grosso  rispetto a come lo avevo sempre visto. Lui si alzò in piedi e si mise di fronte a Ines masturbarsi con calma. La sua mano scendeva per poi risalire sino alla cappella e mamma aveva lo sguardo fisso su di lui. Nonno le ordinò….”Prendilo in mano e segalo” e mamma allungò la mano, ma poi la ritrasse subito come se si fosse risvegliata all’improvviso. Pina  le prese la mano e la appoggiò senza parlare sul cazzo del nonno …..                                                                                                                                               ”Dai mamma ,mena quel cazzo,che ti piace farlo…..” dissi e lei cominciò a muovere le dita e poi la sua mano prese il ritmo di una sega. Ormai il ghiaccio era rotto. Mi spogliai tutta seguita da tutti gli altri e mi misi in piedi sul divano ,affinchè la mia figa le arrivasse all’altezza della bocca…..”Leccala mamma,leccami la figa mentre seghi il nonno”. Con le mani me l’avevo aperta bene e spingendo il mio bacino verso lei, la mia micetta  arrivò sulla sua bocca e lei la leccò avidamente.  Aveva perso tutte le sue remore…….impugnava il cazzo con mano sicura, sprofondava col viso nei folti peli del mio sesso (allora non si usava ancora depilarsi) e si era infilata le dita nell’altra mano nella fica….le vedevo andare dentro  fuori da quella fessura spalancata, le vedevo gocciolanti ripiene dei suoi umori quando le estraeva e mi mordevo le labbra dalla voglia che avevo di succhiarle…..                                                                                    Nonna Carolina guardava con passione la mano di mia madre che agitava il cazzo di suo marito e anche lei presa dall’eccitazione si era sdraiata sul tappeto e aveva allargato le gambe e passava entrambe le mani dentro le labbra della sua fica spalancata. Suo figlio Eugenio si inginocchiò davanti a lei e si posizionò in mezzo alle sue gambe penetrandola con un colpo solo. Mamma guardava stupita accanto a lei il cazzo di un figlio che entrava nella figa della mamma, ma non smise di occuparsi di me e del nonno.                      “Guarda,  mamma….guarda come mio suocero chiava sua mamma!!!!”                                                                                      Pina si alzò e mi disse di prendere una gamba di mamma dopo averla fatta sdraiare sul divano  e lei prese l’altra. Le alzammo e gliele spalancammo……. Il nonno si avvicinò e cominciò a dare piccoli colpi col cazzo sulla sua figa che grondava da tanto che era bagnata e prese ad inserire la cappella e poi ad uscire subito per eccitarla. Mamma stava partendo e le sue mani si stringevano i seni, li tormentavano, li impastavano e si tirava i capezzoli duri…. Il nonno aveva trovato il suo clitoride e con la sua cappella continuava a strofinarlo……. strofinava e la inseriva….e poi ancora e ancora.                                                                                            Eugenio suo figlio era lì accanto a lui che continuava a chiavare la nonna, ma non smetteva di guardarlo tormentare il clitoride e la vagina di mamma…….si protese verso di lui….suo padre capì e quando per l’ennesima volta estrasse la cappella fradicia dalla fica di mamma, la introdusse ancora gocciolante e lucida nella bocca del figlio che cominciò a succhiarla senza però smettere di chiavare la nonna.                                                      “Che buon sapore ha la tua fica Ines, soprattutto sul cazzo di papà….” disse Eugenio che potè solo dare due o tre colpi con la lingua perché il nonno era già tornato ad occuparsi della fica di mamma, che per lui rappresentava una novità. La nonna si stava masturbando mentre il figlio la scopava e anche Pina tutta accaldata si stava facendo leccare la fica dal marito Eugenio…..si era messa in piedi di fronte a lui, si era allargata la fica e mia suocero stava per accontentare tutte e due, mamma e moglie. La prima a venire fu nonna Carolina, seguita subito dopo dalla Pina che presa dal godimento si lasciò cadere sul divano tutta tremante. Eugenio aiutò sua mamma a rialzarsi      poi sempre col cazzo duro si avvicinò a mia mamma sdraiata sul divano, piegò leggermente le gambe e lo infilò il cazzo tutto nella sua bocca, spingendolo sempre più giù nella sua gola.                                                                                                                                                                  Fui io a dire “….nonno chiavala ,chiava mia mamma…….”e nonno glielo spinse adagio dentro,un pezzetto alla volta. Quando lo ritraeva il buco della figa rimaneva aperto per poi richiudersi lentamente. Allora il nonno lo affondava di nuovo. Ines mugolava di piacere, non aveva mai provato due cazzi insieme, forse non lo aveva mai preso nemmeno nel culo, chissà se con papà lo aveva fatto, ma sembrava gradire di essere riempita in fica e in bocca contemporaneamente. Eugenio si voltò, si allargò le natiche e si abbassò sul  viso di mamma che senza scomporsi prese a leccargli il buco del culo come se lo avesse sempre fatto. Ogni volta che il nonno affondava, lei aveva un sussulto ma non si staccava dal culo di Eugenio, anzi oltre all’ano gli leccava le palle, le prendeva in bocca, mentre Eugenio beatamente con gli occhi chiusi si gustava quella lingua stuzzicante che lo eccitava.                                                                                                                      MI venne un’idea….andai in cucina, riempii una bottiglia di acqua calda e tornai. Quando il nonno tolse il suo cazzo dalla figa di mamma Ines,  il buco rimase aperto ed era sempre viscido…introdussi il collo della bottiglia e le versai dentro il contenuto…..subito il nonno inserì il suo cazzo per non farla uscire. Si sentiva un cic e ciac favoloso ( mi disse mamma poi che ebbe una sensazione stranissima,come se qualcuno le avesse pisciato dentro), una cosa da provare. Ormai mamma era partita e potevamo farle fare e farci fare di tutto. Dissi a mio suocero di chiavarla anche lui, allora il nonno si spostò e Eugenio introdusse il suo fratellino. …                                                                                                                                                          “Sapessi  Ines da quanto tempo il tuo consuocero voleva scoparti ed ora grazie a Valentina questo mio desiderio si è avverato. Dimmi che lo vuoi Ines…  grida a tutti che vuoi il cazzo del tuo consuocero……” Spingeva come un matto Eugenio. Era infoiato come non mai e mamma stava per godere.  In breve  si scaricò nella sua figa e la sborra cominciò a colarle fuori mescolata all’acqua.  Mia suocera letteralmente si tuffò su di lei , proprio in mezzo alle gambe e con la bocca aspirò tutto il nettare di suo marito,il cui cazzo si stava ammosciando.  Io ero sul punto di venire, ma volevo anch’io sentirmi un cazzo dentro per godere meglio.  Mi misi sul tappeto, allargai le gambe e dissi a nonno di chiavarmi. Era un pò pesante il nonno e si doveva appoggiare con le mani per terra per non farmi sentire il suo peso. Mamma come me lo sentivo bene dentro!!!!…ovviamente data l’età il nonno era quello che resisteva di più e sarei venuta di certo prima io……                                                                                                                                                                                                                           Mio suocero disse che doveva andare un bagno per fare pipì. Lo fermai e gli dissi  “Pisciami un figa…….voglio sentire la tua piscia calda dentro di me”. Nonno lasciò il posto a suo figlio Eugenio. Mia mamma e mia suocera alzarono le mie gambe per tenerle aperte. Mio suocero ,anche se moscio, riuscì ad introdurmi in figa la sua cappella e metà del suo cazzo…..                                                                                        “Valentina ti sto pisciando dentro”. Sentii il mio interno riempirsi di una cosa calda. La sensazione era bellissima…..aveva ragione mamma!!!   Non finiva più di pisciare. Il nonno era pronto a sua volta a inserirmi il suo uccellone. Nonna si mise vicino a me e appena suo figlio Eugenio tolse il suo cazzo mi strinse la figa per non far uscire la pipì dalla mia vagina…….Approfittò per prendere in bocca il cazzo del figlio ancora gocciolante di piscio e ripulirlo con la lingua facendola scorrere su e giù lungo l’asta. Nonno si posizionò in mezzo alle mie gambe,appoggiò il cazzo sulla mia fessura e disse a nonna di lasciare la presa. Lui entrò in me. Sentivo la pipì uscire lentamente mentre nonno mi scopava come un toro…..”                                           “Vengo nonno dai …vengo…..”                                                                                                                                             “Arrivo mia bella Valentina…arrivo  e ti inondo bella biricchina nostra”.                                                                                             Nonno mi si fermò sopra mentre sentivo colare la pipì sulle gambe, malgrado il grosso cazzo che mi riempiva e la vagina piena di piscio. Avvertii gli schizzi di sperma ugualmente che si mescolavano all’orina, quando mamma Ines gridò….”Lasciatemi leccare la figa di mia figlia…..”                                                                                                                      Nonno si spostò e il suo posto fu preso dalla bocca di mamma. Non si perse una goccia di quello che usciva. Assaporava lo sperma dl nonno e la pipì di mio suocero. Mi lasciarono andare le gambe e il corpo di mamma si posò sopra il mio. Sentivo la sua figa sopra la mia, le sue tette sopra le mie, la sua bocca sopra la mia. Mi guardò in faccia,mi sorrise e mi disse “Grazie piccolina mia,grazie. Spero che papà e Giuseppe non ne sappiano nulla di tutto questo”.                                                                                                                                                           Ci alzammo…..iIl divano e il tappeto erano bagnati. Mia suocera ci disse di non preoccuparci che avrebbe sistemato tutto lei. Ci baciammo tutti sulla bocca e il nonno disse a mamma Ines…..”Benvenuta in mezzo a noi……”  I nonni se ne andarono e così pure mamma Ines. Rimasi con mia suocera Pina a pulire. E quando terminammo  ci baciammo….                                                                                                                                       “Grazie Valentina…sei unica….mi piacerebbe vedere la faccia di tua mamma quando gli racconterai i tuoi incontri di preghiera con suor Angela  don Lino…..”.                                                                                                      Arrivata a casa raccontai tutto a Giuseppe e quella sera mi scopò in modo pazzesco. E non era ancora finita………

Questo racconto è stato letto 1616 volte!

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti: