Una sorellina curiosa by Lady Lothlorien [Vietato ai minori]




Caro diario, questa notte è successo qualcosa di veramente strano. Ho sempre odiato dover dividere questa stanza con mia sorella, ma devo dire, che dopo stanotte, potrei non pensarla più allo stesso modo. Cavolo, sono 20 anni che dormo qui, nata e cresciuta in questa stanza, e mai e poi mai era successo che la mia sorellina volesse venire a dormire sul mio letto perché aveva fatto un brutto sogno.

In pratica, erano le 23:00 o giù di li e mi ero addormentata da poco. Sara mi picchietta all’improvviso su una spalla sussurrando il mio nome. Io mi sveglio di soprassalto e mi giro di scatto.

– Che è successo Sara? Hai sentito un rumore, cosa?! – dico trafelata
– No niente Silvia…è solo che ho fatto un sogno orribile, e…mi vergogno a dirlo, ormai sono grande, ma non riesco più ad addormentarmi perché appena chiudo gli occhi rivedo la scena del sogno.
– Ok Sara, capito, mi dispiace, ma cosa vuoi che ti faccia?
– E’ per questo che mi vergogno…volevo chiederti se potevamo dormire insieme! – non riusciva neanche a guardarmi in faccia
– Ma dai…sei grande ormai, cosa dici!
– Ecco! Lo sapevo che non dovevo confidarmi. – fa per tornare nel suo letto
– Ma dai, non fare l’offesa, scusa. Su, vieni, basta che ci sbrighiamo che devo dormire. La sveglia parla chiaro!
– Si si si, grazie sorellona grazie!! – mi getta le braccia al collo
– Eh. Si si si – le faccio il verso

Sara si infila nel letto velocissima e mi abbraccia. Io sono lunga su un fianco, quasi in posizione fetale, e lei dietro a me, nella stessa identica posizione con tutto il suo corpo perfettamente adeso al mio.

– Buona notta Silvia – mi dice, stampandomi poi un bacio troppo lungo sul collo.
– Si si buona notta Sara, vedi di dormire – le dico secca

Penso di essermi addormentata in un minuto perché non ricordo di aver fatto nessun pensiero prima. So soltanto, caro Diario, che verso le 2:00 mi sveglio. Sai, quando sei sveglia ma non del tutto? Quando non riesci a svegliarti completamente? In questa situazione, mi giro per mettermi sull’altro fianco. Non avevo minimamente pensato al fatto mia sorella dormisse con me. Quindi vederla li di fianco a me già mi aveva quasi fatto venire un colpo! Ma, dopo essermi strofinata bene gli occhi, fu quello che stava facendo che mi sconvolse. Stava dormento, almeno credo, ma scoperta. Aveva la maglia del pigiama tirata su fino al collo, e la mano sinistra sopra il seno destro. La mano destra invece era dentro i pantaloni del pigiama. Cioè…si stava masturbando nel sonno!? Non sapevo neanche che lo facesse da sveglia, e vengo invece a scoprire che lo fa pure mentre dorme? Ero sbigottita. Entrambe le mani si muovevano lentamente, quasi impercettibilmente. Le labbra leggermente dischiuse, quel poco che bastava per far passare piccoli e tremanti respiri. Devo ammetterlo, era davvero sensuale. Allora, trovai il coraggio e muovendole una spalla cercai di svegliarla. Sara aprì gli occhi. Mi guardò e non disse nulla. Sorrise leggermente senza mai smettere di guardarmi.

– Scusa Silvia, ti ho svegliata? Pensavo di farlo piano piano. – mi disse sinceramente dispiaciuta
– Intanto dovresti togliere dalla fine della frase il “piano piano”. E poi, ma che cazzo stai facendo!? – le urlo contro
– Scusa sorellona, è che a scuola le mie compagne ne parlano tutte, e io sono l’unica che ancora non ha mai fatto niente del genere. Si raccontano tutte di come lo fanno, quante dita, quanto tempo, ecc. Io sono sempre costretta ad inventare cazzate. Volevo semplicemente fare pratica ecco.
– Ah certo, nel mio letto. Ovvio no?
– Eddai, che sarà mai. Tu non lo fai mai? Non ci credo!! – sembra ringalluzzita
– Oltre al fatto che non sono fatti tuoi, non lo farei nel letto di qualcun altro, questo è sicuro.
– Dai scusa, non pensavo te la prendessi così a male. – mi fa gli occhi dolci
– Seh. Vabbè dai, torna nel tuo letto, oppure dormi e smettila di fare quelle cose.
– Ok, scusa ancora Silvia, non volevo farti arrabbiare, ma non ho resistito.
– Ho detto va bene! Ora zitta e dormi ok? E’ tardi.

Ovviamente, caro Diario, non riuscii ad addormentarmi di nuovo come prima. Stavo su un fianco e guardavo mi sorella dormire (finalmente), ma la mia mente (sta stronza!), continuava a lanciarmi fugaci immagini di Sara che “giocava” proprio di fianco a me. Mentre facevo questi pensieri, mi sono accorta che ero un lago la in basso. Ero un po’ incazzata, ma in parte eccitata. Non sapevo come comportarmi. Dopo, non so, forse 10 minuti di pensieri strani, mi girai, diedi le spalle a mia sorella e inizia a masturbarmi dolcemente. Solo con un dito, per non fare troppo rumore, come se facesse differenza! A volte la testa fa fare cose senza senso. Effettivamente, ero un lago di umori. Il dito è entrato tutto dentro in un secondo come attirato da una calamita. Lo muovevo dentro per procurarmi piccoli brividi e dopo un po’ lo tiravo fuori per stuzzicare il bottoncino. Dopo un paio di minuti stavo per venire e stampata in mente avevo l’immagine di mia sorella che si masturbava. Ero ormai al culmine del piacere, esistevo solo io al mondo, e il mio piacere. Tutto si è incrinato quanto ho sentito le labbra di mia sorella appoggiate sul mio collo, come quando mi ha dato la buona notte, solo che stavolta, c’era un po’ di lingua. Allora mi fermo ma ormai l’orgasmo è partito e non riesco a controllare le contrazioni. Riesco a girarmi comunque per guardare mia sorella, ma da come mi guarda penso di aver avuto una faccia rossa come il fuoco per via dell’orgasmo. Non riuscivo a dire niente mentre le pareti vaginali mi stavano facendo avere un potente orgasmo. Forse il fatto di averlo fatto davanti a qualcuno doveva aver fatto crescere l’eccitazione. Mia sorella mi ha guardato durante questi secondi, e mentre il mio orgasmo era al massimo mi si avvicina e mi bacia. Sulle labbra!! Io mugugno qualcosa, neanche io so bene cosa, ma il fatto di aver un orgasmo in corso mentre la mia sorellina mi baciava mi ha eccitato ancora di più. Così, caro Diario, ho dischiuso le labbra e ho accettato la lingua di Sara nella mia bocca. Ho iniziato ad ansimare più forte, dentro la bocca di mia sorella. Papà e mamma non dovevano sentire assolutamente! Sarebbe stata l’apocalisse. Così Sara si premette ancora più su di me per soffocare quelli che altrimenti sarebbero stati urletti. Mentre di baciavamo il mio orgasmo iniziò a scemare, ma proprio in quell’istante, quella stronzetta ha appoggiato due dita sulla mia “pesca” e ha iniziato a stuzzicarmi velocemente. In quel preciso istante, aprii gli occhi, che erano sempre stati chiusi fino a quel momento, e incrociai gli occhi di Sara. Era eccitatissima, si vedeva il desiderio crescere in lei mentre mi masturbava. Non so cosa mi è preso, ma la mia mano è partita in automatico e si è avvicinata al suo seno. Sara chiuse gli occhi e si lasciò sfuggire anche lei dei dolci lamenti. Non avevamo mai smesso di baciarci, ma quando la mia mano, scendendo, arrivò al suo dolce frutto, la nostre bocche si staccarono, ma i nostri occhi non smisero mai di restare inchiodati. Io fissavo lei e lei fissava me. Di tanto in tanto le nostre lingua sfuggivano alle nostre labbra per toccarsi un secondo appena. Ad ogni tocco delle nostre lingue, il piacere cresceva a dismisura. Le mie dita entrarono nella sue mutandine ormai fradice. Iniziai a farle quello che lei stava facendo a me. Le nostre gambe nel frattempo si erano intrecciate in un abbraccio degno del miglior Picasso. Eravamo un tutt’uno. Non capivo dove iniziassi io e dove finisse lei. Ero stata con pochi ragazzi, e mai, dico mai, avevo provato una passione del genere. Le nostre dita stavano andando ormai alla velocità della luce. Si sentivano soltanto i nostri respiri affannati e il rumore delle dita sulle vagine bagnate. In quel momento pensai fosse il suono più bello che avessi mai sentito.

– Allora ti eri eccitata prima eh – rompe il silenzio mi sorella
– Colpa tua, pervertita! – ma stavo sorridendo
– Mi piace quando ci baciamo sorellona
Mi avvicinai a ci scambiammo un dolce bacio per qualche secondo.
– Anche a me – risposi languidamente
A quel punto iniziammo a scambiarci qualche parola piena di sospiri e piccole interruzioni dovute agli imminenti orgasmi.
– Sento che stai per venire. Ahhh…Giusto Silvia? – mi chiese da inesperta
– Eh si sorellina, ci sono…hhhhh…quasi
– Io non sono mai venuta prima.
Sentirla dire quella frase con quel visino così sinceramente dispiaciuto mi face capire di amarla da morire
– Amore, tranquilla, ci sono io. Mmmmm, veniamo insieme, ti guido ok?
– Mi hai chiama “amore”. Oohhhhmmm
– Mi è uscito così, senza pensarci. Ti dispiace? – le chiesi preoccupata
– Aaahhh, no no, anzi…mi è piaciuto da morire.

Tutta questa conversazione mi portò praticamente sull’orlo dell’orgasmo. Cercai di trattenermi perché volevo venire insieme a mia sorella, o almeno, far venire prima lei. Pochi secondi dopo, mentre ci stavamo baciando appassionatamente, e le nostra mani non avevo mai rallentato, Sara aprì gli occhi di scatto e ebbe uno spasmo fortissimo. Mi stava praticamente urlano in bocca. Stava venendo, così le ho infilato piano un dito dentro, per farla godere ancora di più. Sentii un liquido caldo scorrere sul mio dito, uscire dalla sua vagina e scivolare sulla sua coscia. Poche gocce che mi fecero salire l’orgasmo più forte che avessi mai provato. La visione di mia sorella che veniva in preda agli spasmi, abbracciata a me, mi portò dove era mai stata. Sara aveva smesso di masturbarmi nel momento in cui venne. Ma io venni ugualmente. Mi bastò continuare a guardare lei, contrarsi e rilassarsi sistematicamente a ritmo dagli spasmi. Venni tanto e bene. Anch’io bagnai le lenzuola, per la prima volta.
Ho riaperto gli occhi. Mia sorella mi stava fissando con un sorriso da ebete. Mi avvicinai e la baciai dolcemente.

– Allora sorellina, ti è piaciuto il tuo primo orgasmo?
– Se mi è piaciuto!? Ma sono sempre così? – chiese completamente fuori di se
– Beh, dipende dall’eccitazione del momento. Per quando mi riguarda, l’orgasmo che ho avuto io, è stato probabilmente il più forte che io abbia mai avuto! – dissi sinceramente
– Davvero? E’ merito mio?
– Eh si eh.

A quel punto Sara mi è saltata sopra e si è distesa sopra di me. I nostri seni erano adesi gli uni gli altri. I miei più pieni, i suoi ancora piccoli ma comunque davvero carini. Mi baciò, piano e con dolcezza, poca lingua. Insomma, un bacio davvero romantico e bello. Poi si tirò su e sono rimasta distesa con Sara seduta sopra la mia pancia, come fosse uno smorza candela. Ha iniziato a stuzzicarmi i capezzoli con le dita mentre ha iniziato un leggero movimento di bacino. Sentivo i suoi umori bagnarmi. Allora io ho alzato le mani e ho ricambiato il trattamento, accarezzandole i seni e pizzicando i capezzoli. Dopo 5 minuti di questa “danza” Sara iniziò a masturbarsi rimanendo sopra di me. Sentivo sul mio clitoride le nocche delle sue dita che masturbavano il suo bottoncino.

– Posso avere un altro orgasmo? – con due occhioni da carbiatta
– Aspetta allora, facciamo una cosa…
A quel punto l’ho fatta girare in modo da portare il suo fiorellino sopra il mio viso e il suo viso sopra il mio fiore rosa.
– Ora inizio a leccarti qui sotto – dissi a mia sorella
– Ok.
– Tu cerca di fare a me tutto quello che io faccio a te ok?
– Ok. Ma non so…
– Tranquilla amore – la interruppi
– Sei una sorella speciale Silvia – mi disse emozionata
– Ora silenzio e fai del tuo meglio – le dissi facendole l’occhiolino

Iniziai con il clitoride. Lo leccai piano e poi con due dita le allargai le labbra per permettermi di succhiare bene il bottoncino. Sentii che Sara stava facendo la stessa cosa con me. Non avevo mai fatto un 69 con nessuno dei miei ragazzi, ma con Sara mi era sembrata una cosa naturale, giusta ecco. Comunque sia, caro Diario, potrai non crederci, ma venni prima io. Mia sorella era bravissima con la lingua e le labbra. Mi stava penetrando con due dita mentre mi succhiava forte il clitoride. Esplosi sul suo viso veramente tanti umori. Credo che bevve tutto, la sentivo succhiare molto intorno al mio sesso.

– Ti piace il mio sapore? – chiesi a Sara intenta a leccarmi via tutto
– E’ strano. Dolce e salato. Mi piace! – disse convinta

Allora iniziai a masturbarla con un dito, due non riuscivo a metterle, mentre le stuzzicavo il clitoride. Mentre facevo questo ho allungato una mano per arrivare a toccargli un seno. Ed eccolo li, proteso verso la mia pancia per via della gravità. Il capezzolo era di pietra e soltanto in quel momento mi resi conto che aveva la pelle d’oca.

– Ci sei amore? Vuoi venire? – le chiesi
– Si ti prego sorellina.
Con la lingua stavo andando velocissima. Lasciai perdere il suo capezzolo e misi le mani sopra le sue natiche. Le allargai e mi leccai un dito. Mentre non smettevo di leccarla, ho provato ad inserire il dito nel suo buchino. Dopo pochi tentativi entrò e inizia a muoverlo piano mentre con la lingua non smettevo di tormentare il suo clitoride. La sentivo ansimare e soffocare le urla sulla mia coscia. Mi mordeva e sentivo le sue mani stringermi i fianchi mentre il suo orgasmo montava. Arrivò in pochi secondi. Avevo un dito nel suo buchino ed uno dentro il suo fiore mentre con la punta della lingua le torturavo il bottoncino.

– Eccomi Silvia, ci sono, ci sono…
Ebbe di nuovo quel grandissimo spasmo e subito dopo ecco uscire dal suo fiore quel liquido che prima avevo soltanto toccato. Ora lo vedevo bene. Lo immaginavo trasparente, invece era biancastro. Sembrava sperma. Non resistetti e mi avvicinai. Lo leccai via e lo misi tutto in bocca. Non lo mandavo giù però. Volevo sentirne il sapore, fino in fondo. Nel frattempo Sara si era sdraiata distrutta di fianco a me. Io mi girai di fianco, verso di lei. Le feci cenno di socchiudere la bocca. Lei obbedì e mi avvicinai. Ci baciammo dolcemente mentre feci scendere il suo orgasmo dentro la sua bocca. Le nostre lingue danzavano vestite dell’orgasmo di mia sorella. Era una cosa eccitantissima. Dopo un paio di minuti di bacio, aprimmo gli occhi.

– Silvia, cosa mi hai messo in bocca all’inizio del bacio? – mi chiese curiosa
– Quando vieni, Sara, ti esce un liquido biancastro, a volte succede credo. Non ho resistito e l’ho leccato via. Mi piaceva il sapore, così l’ho voluto condividere con te. Quel sapore che hai provato, sei tu – le ultime parole le dissi mentre iniziavamo un nuovo bacio.

Restammo abbracciate finche non ci addormentammo. Poco prima di finire fra le braccia di Morfeo Sara mi disse

– Ti amo sorellona
– Ti amo anch’io sorellina – risposi

Questa è l’ultima cosa che ricordo, caro Diario. Ora sono qui, distesa a pancia in giù, sul mio letto, mentre guardo la mia sorellina ancora addormentata a pochi centimetri da me. Credo che dividere la camera con Sara non sarà più un problema così grande.

Non vedo l’ora che si svegli. Nel frattempo, caro Diario, ti saluto. Ma puoi stare tranquillo, ti terrò aggiornato! 😉

Silvia

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