Una settimana alle terme by Arte_mide [Erotico]




Per i miei vent’anni i miei genitori mi avevano regalato una settimana nelle Marche, c’eravamo stati tanti anni prima e ho sempre espresso il desiderio di tornarci e finalmente si era presentata l’occasione, ormai ero grande e mi lasciavano andare senza troppi problemi, mi organizzai con una mia cara amica e insieme decidemmo di partire.

Prenotammo un pullman di quelli low cost che ormai sono dilagati anche in Italia. Due giorni prima della partenza però la madre di Marta ebbe un brutto incidente e non se la sentiva di partire una settimana. Ormai non potevo più annullare e comunque io volevo andarci così non dissi niente ai miei e andai lo stesso.

Ora sono le sette di mattina e allo stazionamento dei pullman non c’è un anima, il pullman farà ‘’scalo’’ a Roma e Perugia e da lì una navetta convenzionata mi porterà alle terme. Sono sollevata dalla presenza di più di una famiglia con bambini e mi sento più serena ad affrontare il viaggio.
Non che fossi preoccupata ma ho avuto anche brutte esperienze in questi pullman. Vedo il pullman che si avvicina alla fermata e so che il biglietto non ha i posti prenotati quindi chi prima arriva meglio alloggia, così mi piazzo avanti alla fermata e aspetto.

Si congela, siamo a luglio e si congela letteralmente, ovviamente ho i pantaloncini e una maglia leggera ma fortunatamente avevo una felpa che subito indosso.

Altri seguono il mio esempio e si avvicinano al bordo del marciapiede, un signore in particolare si piazza proprio dietro di me, di solito sono molto (anche troppo) diffidente, in altre occasioni mi è capitato di allontanarmi indignata, ma lui no, mi stava guardando da un po’ e in qualche modo apprezzavo le sue occhiate, un vero porco.

Non mi ritengo minimamente una santa o cose del genere, sono anche abbastanza aperta dal punto di vista ‘’intimo’’ ma ovviamente con poche persone.

Ho avuto parecchie ‘’esperienze’’ e ne vado fiera. Tornando a noi, il signore si accomoda proprio alle mie spalle e si avvicina sempre più, dall’esterno nessuno sembrava farci troppo caso anche perché lui guardava il cellulare e anche io.
Ma io sentivo molto bene la sua presenza e in un primo momento pensai di scansarmi, poi però rimasi ferma, tanto a momenti sarei salita sul pullman.

La mia mente però fantasticava, a volte mi meraviglio di me stessa e dei pensieri che faccio, non me ne vergogno ma ovviamente nessuno, neanche i miei amici più stretti, sanno di questo mio lato un po’ perverso.

La gente sta iniziando ad accalcarsi e spinge, così il signore si avvicina ancora di più, io invece inizio ad indietreggiare.

Mi levo lo zaino dalle spalle e mi appoggio al torace dell’uomo dietro di me, inarco la schiena e spingo il sedere su di lui e sento che ne è compiaciuto. Dal vetro della porta del bus vedo che sorride, ha occhiali grandi e scuri, una giacca pesante per essere a luglio, per il resto è normale.

So già che i posti migliori sono al piano di sopra avanti a tutto e per fortuna, essendo la prima della fila senza bagaglio da stipare entro per prima, mostro il biglietto e salgo al piano superiore, e mi sistemo.

Del mio amico nessuna traccia, non è stato il secondo ad entrare né il terzo o il quarto, guardando da sopra verso il marciapiede non lo vedevo ma non lo vedevo neanche nel pullman dietro di me. Quasi dispiaciuta mi sedetti e misi le cuffie per ascoltare della musica.

Il pullman partì e imboccata l’autostrada mi appisolai.

Mi svegliai di soprassalto sentendo dei movimenti vicino allo zaino a terra, ed effettivamente qualcuno stava spostando il mio zaino con i piedi così lo sposto e richiudo gli occhi, quando li riapro vedo il mio amico che mi fissa, la giacca appoggiata sulle gambe e i braccio troppo in movimento.

Era nei due sedili accanto ai miei, aveva fatto spostare le due signore che c’erano prima e in effetti le vedevo parecchie file indietro, dietro di lui un altro signore dormiva così come le ragazze dietro di me.

Lo guardo sorridendo, come se fosse un amico che non vedi da un po’ e che corri ad abbracciare. La cosa si svolse più o meno così ma non corsi ad abbracciarlo, ma scalai di un posto alzando lo zaino da terra, sollevai le gambe e appoggiai i piedi alle maniglie davanti a me.

Poi mi giro per guardarlo bene, lui si alza gli occhiali e ci fissiamo, la cosa è andata avanti per parecchi secondi, quasi dimenticai che il suo braccio si stava muovendo ancora più veloce e quando me ne accorsi iniziai a toccarmi anche io.
Così mi abbasso la maglietta sui fianchi, così che la scollatura era più evidente e mi sciolsi il reggiseno dalle coppe che si aprirono di lato, infilo una mano da dietro e lo tiro via (sono una vera comodità i reggiseni con l’apertura sul davanti) i capezzoli svettano anche da sotto la maglia, mi aggiusto le tette e casualmente una esce dalla scollatura, si vede solo il capezzolo rosa che blocca la maglia.

Poi mi slaccio i pantaloni e infilo una mano dentro le mutande
lo vedevo agitarsi ancora di più e sorridere così iniziai a dare letteralmente spettacolo. Ci guardavamo negli occhi e mi muovevo sempre più velocemente.

Le mie dita correvano velocissime, era uno sfregamento ai limiti del pudore, ero violenta e lo facevo quasi con forza e anche lui, ormai il braccio era un continuo su e giù ma stranamente nessuno se ne accorgeva.
Mi girai verso i sedili posteriori e vidi le ragazze ancora addormentate tra la fessura dei due sedili. Poi tornai a guardarlo. Aveva abbandonato la giacca che era scesa e faceva vedere appena la punta del suo cazzo, era bello, non il più lungo che ho visto, almeno osservandolo da lì. Si vedeva uscire e entrare nella pelle del cazzo, appariva appena sopra le sue dita quindi dedussi che c’era poca pelle a coprirlo, lo guardavo a bocca aperta, mi colava anche della saliva che asciugai con la manica della felpa.

Continuammo velocissimi, sempre più forti, io stavo per venire, la situazione era assurda, un pullman pieno dietro di noi e nessuno vedeva, eppure non mi importava, potevano fare quello che volevano. Io in quel momento non potevo fare quello che avrei più voluto, non so cosa mi frenava ma qualcosa c’era.

Ero una furia, sentivo che mi bruciava tutto, stavo andando troppo veloce ma non mi importava, avrei voluto urlare o gemere ma non potevo fare niente.

Mi mordevo le labbra e anche lui mordeva le sue, gli occhi sbarrati a fissarmi. Iniziai a dimenarmi sul sedile, muovevo il bacino avanti e indietro, e ancora e ancora. Alzai il sedere dal sedile facendo leva sui piedi.
Continuavamo a guardarci, lo so che mi stava insultando nella sua mente, anche io insultavo lui, quel porco maiale che si stava segando davanti a me, un pullman pieno di gente e lui con il cazzo da fuori e io che mi stavo massacrando la fica pensando al suo uccello su di me..
ero veramente al limite, un secondo in più e non potevo tornare indietro, sentivo l’orgasmo salire era quasi sulla punta della lingua, ispirai profondamente aspettandolo quando il pullman frena e quasi perdo l’equilibrio.

Così mi fermo.

Accavallo le gambe e torno a sentire la musica.

Questo racconto è stato letto 213 volte!

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!