Una scopata in segreto la fidanzata di Leonardo




Mi sono fatto una sega poco fa, sono giorni che penso alla mia migliore amica, lei si chiama Alessia, ha 21 anni ed è fidanzata con un mio caro amico, Leonardo.

Mi è sempre piaciuta, fin da quando andavamo al liceo insieme, non l’ha mai saputo, ogni volta sbagliavo i tempi e alla fine si ritrovava sempre con qualcun altro.

Come è successo con Leonardo, non sapevo nemmeno che si frequentassero, poi un giorno mi ha detto di volermi presentare la sua ragazza, quando l’ho vista sono rimasto pietrificato.

Quando andavo al liceo spesso tornavo a casa eccitato, mi chiudevo in camera e mi segavo più volte pensandola, era così bella, capelli neri, occhi verdi ed un fisico formoso, insomma, stupenda.

Adesso, sono costretto a farmi le seghe per evitare di sfogare la mia voglia direttamente su di lei e ferire il mio amico ancora.

Avete capito bene, è già successo, mi sono scopato Alessia, è accaduto una sola volta ed è stato fantastico ma mi sono sentito in colpa per il mio amico.

Tutto è successo un venerdì sera, io stavo tornando dalla palestra, ho visto sul marciapiede Alessia che aspettava l’autobus, mi sono avvicinato, le ho chiesto se voleva un passaggio ed ha accettato molto volentieri.

Leonardo quella sera non c’era, era a qualche cena di famiglia coi suoi e lei aveva avuto impegni all’università fino a tardi, parlammo del più e del meno durante il tragitto, poi le chiesi se avesse programmi e se volesse mangiare un boccone con me.

Accettò entusiasta, non aveva per niente voglia di passare il venerdì sera a casa; andammo un pub, ci fermammo un paio di ore, il tempo di godersi un bel panino, poi ritornammo in macchina.

Non volevo accompagnarla, ero stato molto bene, lei sembrava a suo agio, non so cosa mi spinse, dove trovai il coraggio ma posai una mano sulla sua coscia.

Mi aspettavo qualche reazione estrema, invece, mi lasciò fare, guardò la mia mano, mi guardò negli occhi e mi sorrise, per me quello fu il segnale che avrei potuto andare avanti.

Mi spostai con la macchina in un posto più tranquillo e buio, nel momento preciso in cui spensi il motore le nostre labbra si toccarono, le infila la lingua in bocca, le mie mani viaggiarono sul suo corpo sotto la maglietta.

Quel suo non ribellarsi mi fece capire che forse anche lei provava qualcosa per me o quanto meno gli piacevo.

Abbassai il sedile, lei mi montò sopra, iniziò a strusciarsi sul mio cazzo da sopra i jeans, mentre la sua bocca era costantemente attaccata alla mia, le tolsi la maglietta e le tirai fuori le tette, le succhiai i capezzoli duri, poi infilai le dita dei pantaloni sotto le mutandine.

Era molto bagnata, le stuzzicai il clitoride velocemente, poi la penetrai con due dita, gemette di piacere, mi aprii i pantaloni, il mio cazzo era durissimo, ritornò sul suo sedile, lo prese in bocca e lo succhiò.

Sentivo la sua lingua leccare la cappella, poi scendere sulla lunghezza ed arrivare alle palle, che succhiò una alla volta; era fottutamente piacevole, in pochi minuti il mio uccello era durissimo e dritto, pronto a penetrarla.

Mi salì sopra nuovamente dopo essersi tolta i pantaloni e gli slip, infilò il cazzo nella sua figa fino in fondo, poi iniziò a muoversi su di me ritmicamente, mi piaceva l’ida che fosse lei a portare il tempo.

La sentivo contorcersi dal piacere, io spingevo da sotto per rendere gli affondi ancora più piacevoli, ansimava e gemeva e mi incitava con continui “si”, si aggrappò al sedile e spinse sempre di più.

Cambiammo posizione, si mise a pecorina, le leccai un po’ la figa e poi entrai dentro di lei lentamente, quando il mio cazzo sparì tutto quanto, fu proprio Alessia a muoversi verso il mio bacino, a quanto pare amava proprio dettare il tempo e decidere l’intensità del piacere.

Mi lasciai andare completamente, la presi per i fianchi e mi sfogai, finalmente potevo scoparla, ricordai tutte le volte che tornavo a casa e mi segavo per lei.

Le dissi che era una puttana, che stava tradendo il suo ragazzo, tutto questo mentre continuavo a trapanarle la figa, lei si limitava a dire “di più”, la sculacciai, mi lasciai andare ancora di più.

L’eccitazione era alle stelle, tornai a metterle il cazzo in bocca, a volte glielo sbattevo sulle tette, lei sembrava non averne mai abbastanza, quando le dissi che ero molto vicino a limite mi disse di penetrarla di nuovo e di farla venire.

Aprì le gambe, mi stesi su di lei e la scopai veloce, diedi tutto me stesso, cercai in tutti i modi di resistere al mio orgasmo, lei venne, poi finalmente esplosi, tirai il cazzo fuori e le bagnai tutta la figa.

Fu una scopata pazzesca, eccitante, calda, bollente, proibita; dopo esserci rivestiti, nessuno dei due disse una parola, lei mi guardava in silenzio, era chiaro che doveva restare un segreto tra di noi.

Così sono passate varie settimane, nessuno dei due ha più tirato fuori la cosa, il mio amico non sospetta niente, lei sembra aver rimosso il nostro incontro ed io sono ritornato alle mi seghe pensandola.

Insomma, non so che fare, ci sono momenti in cui vorrei dire tutto al mio amico, altri in cui vorrei avere occasione di restare di nuovo solo con lei e scoparla ancora; dopo quella volta non è più successo, come se Alessia evitasse apposta di stare solo con me.

Vi farò sapere se ci saranno novità.

Roberto.

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