Una mattina di libertà




Una mattina di libertà…
Sposati da oltre dieci anni, io Andrea e la mia dolce mogliettina Sofia, quarantenni calienti già da qualche tempo dediti alla trasgressione, pur non avendo tanto tempo a disposizione, riusciamo sempre a ritagliare qualche attimo per dare sfogo alle nostre fantasie.
Queste righe raccontano di quando, nel febbraio del 1999, in una bella mattina di sole, così raro in quel periodo dell’anno, Sofia mi propose di “prenderci la mattinata per noi” dato che nostra figlia usciva da scuola solo nel pomeriggio.
Non me lo feci ripetere due volte e, come faccio sempre in queste occasioni, subito misi in auto sia la videocamera sia la macchina fotografica. Mentre io accompagnai nostra figlia a scuola, Sofia rimase a casa per prepararsi. Verso le nove uscì dal condominio dove abitiamo truccata a puntino e indossando una minigonna che lasciava intravedere il pizzo delle calze autoreggenti che inguainavano le belle gambe e con ai piedi un paio di scarpe con i tacchi da 12 cm. Pur indossando il giaccone imbottito non potei fare a meno di pensare che anche la parte superiore dovesse essere altrettanto appetibile.
Salita in macchina, la gonna, già corta di per sé, salì ancora più in alto lasciando scoperta quasi interamente la balza delle calze: il tutto era uno spettacolo, che pur vedendomi spesso spettatore, mi lasciava senza fiato. La cosa che più mi eccitava era il fatto che lei si fosse proprio coscientemente preparata a stupire quanti avessero avuto la ventura di guardarla. Infatti, siamo partiti senza meta alcuna, con il solo obiettivo di provocare e gustarci le reazioni di quanti ci avessero notato.
Per prima cosa siamo andati a fare rifornimento e, dato che andavamo all’avventura, ci siamo recati verso un distributore a circa 30 km da casa dove non eravamo mai andati. Il distributore era situato su una grande area e le pompe, situate a gruppi, erano piuttosto distanti l’una dalle altre.
Bisogna dire che la nostra auto è alimentata a metano per cui occorre qualche minuto per fare il pieno. Data l’ora non c’era molto traffico e ci accostiamo alla pompa che rimaneva piuttosto isolata, scendo dall’auto mentre si avvicina un ragazzo dall’apparente età di 25 – 26 anni dai lineamenti interessanti.
Guardo Sofia che fissa il ragazzo da dietro le scure lenti degli occhiali e che non fa nulla per almeno tentare di coprire lo spettacolo delle sue gambe, dato che il bocchettone del metano è posto all’interno del cofano motore e quindi in posizione tale che il ragazzo poteva vedere all’interno dell’abitacolo, senza per questo fare movimenti opportuni. Lo saluto e lui mi risponde educatamente e vedo che appena alza il cofano dell’auto, mentre io facevo finta di essere intento ad altre cose, butta lo sguardo e cambia improvvisamente modo di fare: era evidente che quanto aveva appena scorto lo avesse se non altro turbato. Nel frattempo che il rifornimento era iniziato, chiedo al ragazzo se, per cortesia, mi dava un pulitina al parabrezza, il tutto detto con pacato distacco. Subito questi acconsente e inizia la pulizia del vetro con lo sguardo fisso alle gambe di mia moglie che, ad un certo punto, lentamente, fissandolo in faccia, comincia ad allargare e stringere le ginocchia lasciando più volte intravedere il nero e trasparentissimo tessuto delle mutandine che aveva indossato. Tra lavaggio e asciugatura saranno passati più di cinque minuti e solo allora mi sono accorto che il giovane, eccitato dalla visione di tutto quel ben di Dio, aveva sì attaccato la pistola del metano al bocchettone, aveva messo in moto, ma non aveva aperto la manopola della valvola, per cui la pompa girava, ma in tutto quel tempo nemmeno un fiato di metano era entrato nel serbatoio. Sempre con distacco, come se non mi fossi accorto di nulla, mentre invece ero eccitatissimo, feci notare questo al ragazzo che, sempre più inebetito, provvide alla bisogna ed io, per ringraziarlo, chiesi pure di controllare il livello dell’olio, operazione che permise al giovane bello ma inesperto ragazzo, di bearsi ancora dello spettacolo delle gambe ora accavallate ora scavallate, ma sempre poco coperte di Sofia che, nel frattempo si accarezzava con la scusa di rimettere a posto le calze. Mentre pagavo non potei fare a meno di notare il tremore delle mani del improvvisato spettatore e l’eccitazione che lo aveva fatto diventare balbuziente. Nel ringraziarlo con un sorriso, sono risalito in auto e l’ho salutato mentre la mia mano accarezzava l’interno coscia di Sofia, che si era anche girata per salutarlo anche lei con l’immagine del suo triangolo nero in cima al bianco delle sue gambe. Siamo ripartiti e Sofia, appena lasciata l’area di servizio, ha voluto con mano sentire la mia eccitazione e abbiamo percorso i restanti chilometri che ci separavano dal mare raccontandoci le nostre rispettive sensazioni per quanto appena successo.
Arrivati al mare lungo una stradina che d’estate è molto frequentata ma in febbraio è rifugio di coppiette e di guardoni, ho fermato l’auto in un parcheggio di fronte alla spiaggia deserta e ho iniziato con la telecamera a riprendere Sofia che, eccitatissima da quanto era successo poco prima, cominciava a masturbarsi con dolcezza. Dopo qualche minuto, con lei un po’ più rilassata mi sono ricordato che dovevo andare a riconsegnare dei video alla videoteca per adulti della nostra città, per cui, poiché erano quasi le undici, ci siamo diretti in centro. Arrivati davanti alla videoteca ho invitato Sofia ad entrare in modo da potersi rendere conto, lei che non c’era mai stata, di cos’era una videoteca per adulti. Entrati all’interno, ho salutato il titolare che conosco da tempo e dopo aver riconsegnato il video, ho accompagnato mia moglie nella visita del locale….subito mi sono accorto che tutte quelle copertine esposte le davano un senso di eccitazione, forse anche perché, data l’ora antimeridiana non c’era nessun socio, e ho cominciato a commentare alcune immagini mentre cercavo di palpeggiarla, sperando che il mio amico guardasse….
Sofia si sentiva addosso gli occhi del titolare e ciò non le dispiaceva. A quel punto le ho fatto la proposta se volesse posare per qualche foto lì nel video club: lei mi ha risposto che se al padrone andava bene….non c’erano problemi.
Uscii fuori a prendere la macchina fotografica e scattai un intero rullino all’interno del video club a Sofia che prima un po’ titubante, poi sempre più a suo agio mostrò le sue grazie allo sbalordito titolare che, da dietro il bancone, osservava con gli occhi iniettati di sangue le movenze e le pose che mia moglie andava prendendo senza mai però spogliarsi completamente. Uscimmo ridendo e soddisfatti di questa incursione e, dato che ci trovavamo in ballo, Sofia mi chiese di andare in un nuovo sexy shop da poco inaugurato a qualche chilometro di distanza dal centro città.
Quale fu la mia sorpresa quando, entrati nel locale, mi trovai di fronte un ambiente luminoso ampio e ben strutturato e, sorpresa maggiore, dietro il bancone, un bel ragazzo di non più di venticinque anni. Iniziammo a girare per gli scaffali e vedevo che Sofia era interessata al ragazzo quindi le chiesi se avesse in mente qualcosa; alla sua affermativa risposta cominciai a pensare a come rompere il ghiaccio, infatti seppure interessato alle fattezze di mia moglie, il ragazzo, abituato a veder passare anche delle signore, non si era scomposto più di tanto. Passando di fronte a degli scaffali con dei video privati, chiesi se era materiale “veramente” privato oppure del finto – privato, il ragazzo mi rispose che quelli che avevano materiale privato se lo tenevano stretto; a quel punto allora gli chiesi se era disponibile a che noi girassimo qualche scena nel locale; lui rispose che ben volentieri avrebbe acconsentito ma poiché era ora di chiusura, ci ha chiesto di ripassare più tardi, intorno alle 14, ora in cui lui sarebbe tornato e, dato che avrebbe aperto solo alle 15.30 avevamo a disposizione più di un’ora per “girare”.
Alle 14 precise eravamo di fronte all’ingresso e appena entrati Sofia ha chiesto se era possibile provare qualcuno degli abiti sexy esposti in vetrina; ricevutone uno, con calma, mentre io giravo la riprendevo, lentamente cominciò a spogliarsi di fronte al ragazzo che, avendo mangiato la foglia, ci aveva invitato a tornare a quell’ora proprio per godersi lo spettacolo. Indossato un abito molto osé e con movenze degne della migliore prostituta, iniziò a girare per il locale accarezzando tutti i finti falli che le capitavano a tiro e chiedendo spiegazioni sugli oggetti esposti al sempre più eccitato commesso. Arrivati dietro il bancone, guardandolo fisso negli occhi, lo fece appoggiare ad uno sgabello e, piano piano, ma con decisione gli mise una mano sulla patta sentendolo già eccitato. Iniziò ad accarezzarlo con dolcezza e, sempre molto lentamente, cominciò a sbottonargli la patta, infilò la sua manina all’interno e tirò infine fuori un cazzo di ottime proporzioni che, senza indugio, iniziò a baciare….. Il pompino durò diversi minuti dato che ogni volta che il ragazzo dava segno di essere sul punto di godere, Sofia si bloccava e lo faceva tornare indietro. Per me che assistevo a quella scena, vedere le esperte labbra e la ineguagliabile lingua di mia moglie attorno a quel giovane cazzo, mi procurava un piacere così intenso che lunghi brividi percorrevano la mia schiena ed andavano a indurire il mio desiderio.
Ad un certo punto Sofia si voltò verso di me con gli occhi lucidi e mi chiese se poteva scoparselo. Non ero io a dover dare a lei il permesso: poteva fare quello che voleva. Allora si tolse gli slip fradici di umori e infilato un profilattico al giovane inebetito, si pose alla pecorina per farsi possedere. Con la sua mano fra le gambe prese il cazzo del giovane e lo guidò nella sua fica con un mugugno di piacere.
Il ragazzo andò avanti e indietro non più di dieci volte e venne senza nemmeno rendersene conto lasciando Sofia al primo gradino del piacere….Smisi di riprendere, posai il video sul bancone e presi io il posto del giovane ma troppo frettoloso stallone (quanti ne abbiamo incontrati così!) e mi diedi da fare per far godere come meritava la mia mogliettina puttana, sexy e tanto calda……
In macchina, erano quasi le sedici, tornando a casa Sofia mi baciò con tutto l’amore di questo mondo.
Questa è una nostra giornata pazza di cui conserviamo il dolcissimo ricordo, tante foto e un video bollente.

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