Una intensa scopata a pagamento




Scritto da 1bellox40,
il 2015-07-23,
genere etero

Sabato mattina presto. Sbadigliando apro il frigo cercando qualcosa da mettere sotto ai denti per colazione. A parte una vaschetta con del prosciutto rinsecchito, una mela e qualche zucchina appassita non vedo molto altro di commestibile. È assolutamente necessario reintegrare le scorte soprattutto di carne. Carne fresca…di ogni genere. Infatti è da non so quanto che non scopo, ho perso il conto… settimane…o mesi, boh?! Sono stanca di questa vita di rinunce, basta con i bastardi che ti fanno innamorare e poi ti tradiscono, con mariti puttanieri; ho ancora delle frecce al mio arco e so cosa voglio. Lo so bene. Ma la priorità ora è la spesa. Stamattina devo dire che mi sento in forma. Chissà, che non sia la volta buona, tentar non nuoce. Mi metto in tiro versione escort di alto bordo. Apro l’armadio e pesco dalla collezione di tubini, che sono la mia passione, uno in spandex stretch bianco, con ampia scollatura e corto ben sopra il ginocchio, calze velate con la riga posteriore e scarpe tacco dodici, ovviamente bianche. Per finire bracciale, girocollo e orecchini coordinati in rame di Rebecca. Sotto niente reggiseno e brasiliana bianca. Parcheggio la Punto nel sotterraneo e prelevo un carrello. Causa l’orario, nonostante sia sabato l’ Ipercoop non è molto affollata, per lo più si tratta di anziani pensionati che, curvi spingono i loro carrelli stracolmi come se l’indomani dovesse scoppiare una guerra; accompagnati da donne la cui femminilità si è ormai persa sotto il peso degli anni e dei chili di troppo. La mia presenza all’interno del mercato suscita occhiate e brusii, immagino non sempre lusinghieri, ma questo fa parte del gioco e mi eccita. Bello sentire di nuovo battere il cuore. Arduo in questo contesto pensare di trovare qualcuno di passabile da portarsi a casa, ma non dispero. Cerco una corsia dove poter gettare la mia esca; non mi interessano gli articoli che vi sono esposti, purche sia poco frequentata. Quella del bricolage fa al caso mio: clientela prettamente maschile poco transito. Non devo attendere molto. Me ne stavo piegata in avanti con le gambe flesse e col deretano bene in vista fingendo di cercare un certo articolo, quando mi sento toccare il culo, mi giro, “Le chiedo scusa signora, ma queste corsie sono cosi strette” dice un ragazzo. Ha piu di 30 anni, alto, fisico snello, occhi verdi, porta gli occhiali, capelli castani. Un bel ragazzo. Gli rispondo”Non si preoccupi. Mi chiamo Angelica”. “Io mi chiamo Gianfranco e permetta che le faccia i complimenti per il vestito e…per tutto il resto.” “La ringrazio lei è un vero gentiluomo. Sono rari oggigiorno gli uomini gentili con le donne come lei.” Rispondo falsamente affettata.”Signora, mi consenta di offrirle qualcosa da bere”. ”Non ora, mi spiace sto andando di fretta, un’altra volta forse.” ”Aspetti, tenga. Questo è il mio numero di cellulare per la prossima volta se ne avra voglia.” “Grazie, ci pensero.” “Certo che si trova proprio ogni genere di mercanzia all’ Ipercoop” fa lui sornione. ”Ooh! Si è proprio vero. Rispondo io. Basta poter pagare! “Per quello non ci sono problemi. Angelica mi telefoni, ci conto. Arrivederci.”
Mi dedico all’acquisto di ciò che mi occorre, incurante del brusio e delle considerazioni sottovoce più o meno volgari riguardanti alcune parti del mio corpo. Perfino la cassiera, una cicciottella sui trent’anni mi squadra con un’espressione di patetico disgusto. Ma sono contenta perche riesco ancora a far girare la testa agli uomini. Sorrido mentre torno alla macchina. Trascorrono alcuni giorni in cui il lavoro mi assorbe molto e la sera sono stanca, ma non mi sono dimenticata di Gianfranco e dell’appuntamento. Mi decido e lo chiamo.
Sembra contento di sentirmi e fissiamo per la domenica alle 16 a casa mia.Anche io sono contenta. Provo, al pensiero, un certo rimescolo a livello inguinale.Ho troppa voglia di maschio! Arriva la domenica. Il suono del campanello mi fa balzare il cuore in gola, sono eccitata e curiosa per la nuova piega che forse sto per dare alla mia vita. “Ciao Angelica.” “Prego Gianfranco, accomodati.” “Questi sono per te.” E mi porge un mazzolino di fiori variopinto e ben confezionato. “Sono deliziosi. Vedo che la galanteria non è morta. Grazie davvero. Dai siediti, gradisci qualcosa…?” “Voglio solo te”,dice lui. Mi bacia e infila la sua lingua nella mia bocca. “Bene! Parliamo d’affari. La mia tariffa è di duecento euro, pagamento anticipato ma senza limitazioni di alcun tipo, mi spiego?” gli dico, guardandolo negli occhi. “Perfettamente. Sono eccitato e non vedo l’ora di scoparti”dice lui. Mentre parla, mi sollevo il vestito sopra l’ombelico e appoggio i talloni sui braccioli della poltroncina. Seppur parzialmente nascosta dal collant che indosso, lui vede la mia vulva semiaperta e capisce che sono eccitata. Lui s’inginocchia di fronte alle mie gambe e resta interdetto sul da farsi a causa delle calze. “Che buon profumo hai!” mi dice. “Forza maschione! Lascia perdere. Strappami questi collant e serviti il pasto” gli rispondo. Finalmente una lingua calda e curiosa s’intrufola fra le pieghe del mio sesso. Chiudo gli occhi mentre lui acquista sicumera ad ogni lappata; ora ho un dito sia in vagina che nel culo, lui allunga una mano a cercare un capezzolo, gli accarezzo la nuca.Lui morde con forza i miei capezzoli. Mi alzo e, piegandomi in avanti gli mostro lo spettacolo del mio culo in parte ancora avvolto nel collant. Lui mi strappa il collant. Io sollevo la coscia sinistra e la appoggio sul bordo del tavolo.Subito Gianfranco mi entra in vagina con tale violenza che devo aggrapparmi ai bordi per non perdere l’equilibrio. Finalmente mi sento viva, non importa che sia uno sconosciuto e che fra noi non ci sia che un contratto. La sensazione quella di una spada arroventata che penetra nel burro ghiacciato. E io mi sciolgo con piacere. Anche perche Gianfranco mi chiava con forza. Insaziabile. Spinge il suo pene cosi profondamente in vagina che sento il suo glande toccarmi l’utero. Ho l’orgasmo,lui continua a spingere e mi viene dentro. Il suo sperma mi riempie tutta la vagina. Prendo l’iniziativa e gli dico “ora ti voglio in bocca.Voglio spompinarti fino a fartelo scoppiare.” Avida imbocco il suo pene ancora indurito, cerco d’ingoiarne piu che posso mentre con la lingua fuori cerco di lappargli i coglioni; e lecco e succhio, lo ricopro con la saliva in eccesso che mi cola dalle labbra e quando sento che sta per venire mi fermo e tolgo il suo membro dalla mia bocca. Lui ansima, vuole venirmi in bocca. Decido di assecondarlo e ingoio il suo pene. Un fremito, un altro ancora e la sua sborrata mi riempe completamente la bocca. E bravo il mio Gianfranco.
“Allora tutto bene? Ti piace?” gli dico. “Ricordati di darmi il tuo numero, ci vedremo ancora. Posso darmi una lavata?”mi risponde. “Il bagno in fondo a destra, se vuoi farti una doccia” gli dico. Lo seguo per darmi una rinfrescata; sto lavandomi i denti quando me lo ritrovo dietro. “Angelica, non posso andarmene. Voglio il tuo culo, adesso, sono venuto qui per questo.” Rimango senza parole, sgrano gli occhi. Gianfranco brandisce il cazzo ancora duro e rapace. Sono sorpresa, non so cosa dire. Lui brusco, mi spinge contro il lavandino e mi solleva una coscia. Uno sputo sul glande per lubrificarlo e la cappella di Gianfranco ha trovato un altro rifugio. Solo un urlo di Angelica a testimoniare gli affondi di Gianfranco dentro il suo culo. P.s. La storia è frutto di fantasia, ogni riferimento a persone o avvenimenti reali è puramente casuale

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