Un week end scopereccio. by Gabrihole [Vietato ai minori]




Un week end scopereccio. di Gabrihole New!

Avevo conosciuto Mauro in chat.
Solitamente sono molto diffidente delle persone che incontro in chat ma mi piace entrarci, ogni tanto, per far quattro chiacchiere con qualcuno che ha voglia di farsi una sega mentre gli racconto delle avventure del mio culetto.
Mauro però mi ispirava fiducia e pian piano, dalla chat, gli ho dato il mio indirizzo email che lui ha opportunamente usato per scrivermi e corteggiarmi un po’.
Successivamente mi sono lasciato andare ancora di più, ci siamo scambiati un po’ di foto e alla fine mi ha convinto a dargli il mio nr. di telefono che però, per molto tempo dopo che lo ebbe ottenuto, non utilizzò.
Intanto i messaggi email diventavano sempre più espliciti e anche le foto che ci scambiavamo si facevano interessanti, ero perfino andato a comprarmi un cavalletto per la macchina fotografica in modo da farmi degli autoscatti e in uno di questi mi sono ritratto steso sul letto, nudo a pancia in giù con le gambe aperte e con qualche spruzzata di sapone liquido bianco in mezzo alle natiche, in modo che sembrasse una schizzata di sperma.
Una sera mentre ero a casa a guardare la TV suonò il mio cellulare, non conoscevo il numero perché lui, il suo, non me l’aveva dato.
Ho risposto incuriosito e una voce molto cordiale dall’altra parte ha detto: “ciao, sono Mauro, abbiamo chattato un po’ di volte poi ci siamo scambiati delle email, si, sono io (e pronunciò l’indirizzo email col quale era solito scrivermi) scusami se mi permetto di telefonarti ma dopo l’ultima foto che mi hai mandato (si riferiva a quella con la schizzata di sapone fra le natiche) non ho proprio resistito, devo farti i miei complimenti ed ammettere che invidio quello che ti ha conciato così”.
Io risposi divertito e gli confessai che non c’era nessuno da invidiare, si trattava solamente di sapone e l’avevo scattata apposta per lui.
Parlammo un po’, lui continuò con le sue avances da attivo e io incassavo con la civetteria che si confà a un passivo poi ci salutammo.
Mi chiamò altre volte finché una sera mi invitò ad andare a passare un week end a casa sua. Accettai.
Presi il treno il sabato mattina presto in modo da sfruttare al meglio il fine settimana e arrivai in stazione nella sua città alle 10 in punto, scesi dal treno trascinando il mio trolley e lo incontrai sul marciapiede ad aspettarmi, lo salutai e gli diedi un bacio sulla guancia mentre gli stringevo la mano, lui mi disse scherzosamente: “mi hai riconosciuto subito, io avrei dovuto vederti di spalle per essere sicuro”, io gli sorrisi, mi voltai mostrandogli il sedere e gli dissi: “allora togliti ogni dubbio, guarda, sono io”.
Ridendo ci incamminando verso l’uscita, il ghiaccio si era rotto e durante quel week end non sarebbe stata l’unica cosa ad essere rotta…
Salimmo sulla sua macchina e arrivammo a casa sua, aveva modi molto gentili e non mi faceva le avances pesanti che invece era solito fare in chat o per email, non glielo dissi ma ero un po’ deluso anche se la delusione era compensata dalla sua bella presenza, molto meglio dal vivo che in foto.
Mi offrì di usare la sua doccia per darmi una rinfrescata e accettai, mi aspettavo che volesse farla con me e invece niente, forse non gli piacevo?
Mi rivestii ancora in bagno dopo essermi lavato ed lo raggiunsi in salotto, era seduto sul divano mentre col telecomando in mano faceva zapping, mi guardò e mi disse: “ti sei rivestito? mi aspettavo uscissi nudo, ma dov’è la porcellina che corteggiavo per email?”.
Io mi sedetti vicino a lui e gli risposi che avevo avuto l’impressione di non piacergli, lui rispose: “tutt’altro, ma sono un po’ imbarazzato, è la prima volta che mi porto a casa qualcuno conosciuto in chat, mi aspettavo che tu uscissi nudo o che facessi battute per istigarmi a provarci con te”.
Appoggiai la schiena allo schienale del divano e assunsi una posizione rilassata, gli dissi che anch’io mi aspettavo che mi facesse la corte e che l’imbarazzo era anche mio, poi mi venne un’idea e gliela proposi:
“facciamo così”, dissi “non mettiamoci fretta, abbiamo tutto il week end, pranziamo poi ci mettiamo tutti e due nudi, quando vuoi, quando te la senti, senza dir nulla ne chiedere il permesso mi salti addosso, ti prometto che ci starò”.
L’idea gli piaceva e io non vedevo l’ora del dopo pranzo, avevo visto il suo cazzo in foto ed era veramente di dimensioni notevoli.
Ci alzammo per preparare da mangiare, lui stava cucinando e io apparecchiando, stavo mettendo i bicchieri in tavola quando mi sentii afferrare da dietro, mi spinse col suo bacino contro il tavolo, mi mise una mano sul collo e mi fece piegare in avanti, io non opposi resistenza e lui cominciò a strofinare il suo bacino contro il mio culo, i vestiti li separavano ma lo sentivo già gonfio e duro.
Poi mi ordinò: “abbassati i pantaloni e le mutande se hai il coraggio”
Io non me lo feci ripetere, alzai il busto un attimo per slacciarmi la cintura, sbottonarmi i jeans ed abbassarli fino a metà coscia poi mi ripiegai in avanti sul tavolo come mi aveva fatto mettere lui prima, lui sempre stando appoggiato a me aprì il frigo che era abbastanza vicino, allungò la mano e prese il burro, ne staccò un pezzo con le dita dal panetto e iniziò a spalmarmelo sul buco senza troppi complimenti. Una volta che mi ebbe unto per bene appoggiò la sua cappella al mio ano e lo spinse dentro deciso, in un colpo solo. Io feci un urlo e lui si fermò dentro, con voce preoccupata mi disse: “scusa, ho rovinato tutto, ti ho fatto male?” e io: “no no, dagli solo il tempo di abituarsi, è collaudato, non ti preoccupare, ma stai fermo li un attimo finché mi rilasso”.
I jeans abbassati fino a metà coscia mi impedivano di allargare le gambe e questo faceva sembrare il suo cazzo ancora più grosso di quanto in realtà non fosse, quando il sottile dolore della sua penetrazione irruenta si dissolse gli dissi che ero pronto e cominciò a stantuffarmi lentamente.
Mi fece notare che non aveva messo il preservativo e mi disse “spero di potermi fidare”, io risposi “lo spero anch’io, ma in ogni caso ormai siamo qua, facciamo questa pazzia, una volta tanto bisogna fare qualche pazzia, no?!”.
Lui mi rispose che avevo ragione intercalando le parole con la stessa cadenza dei colpi che stava dando al mio culetto.
A un certo punto, senza estrarre il cazzo mi fece raddrizzare il busto e mi guidò sul divano, non so come ma riuscii a sfilarmi i pantaloni, mi ritrovai seduto sopra di lui impalato sul suo cazzo, lui era semidisteso e io dritto, di spalle, a smorzacandela.
Adesso ero io a muovermi su e giù sulla sua asta dura e grossa mentre lui mi accarezzava la schiena e le natiche.
Dopo un po’ mi sono sentito tirare il busto verso di lui, adesso ero steso a pancia in su sopra il suo corpo ed era di nuovo lui a comandare il ritmo dei colpi che il suo cazzo infliggeva al mio culo senza la minima pietà.
Sento la sua lingua sul collo e sull’orecchio, mi giro e lo bacio. Le nostre lingue si aggrovigliano mentre lui mi scopa il culo con tutta la forza che ha, mi fa addirittura un po’ male, ma questo rende tutto più eccitante.
Mi afferra il cazzo con la mano e prende a menarmelo, io gli dico: “no, altrimenti vengo!” e lui: “è quello che voglio”.
Neanche una decina di movimenti della sua mano e sborro. Eccola li la solita reazione dei primi istanti dopo l’orgasmo, non voglio più niente dentro.
Gli chiedo di fermarsi e tirarlo fuori credendo che lui non mi ascolti e continui imperterrito fino al suo orgasmo mentre io lo prego di smettere. E’ una cosa che in realtà mi fa eccitare molto e in alcuni casi mi è addirittura successo di venire una seconda volta senza che ne io ne il mio partner mi tocchi il cazzo, ma lui rispetta la mia richiesta, si ferma e lo tira fuori.
Vado in bagno a darmi una pulita perché mi sono venuto sulla pancia poi torno in salotto da lui, è ancora li seduto, col cazzo durissimo, penso che lui non è ancora venuto, ci starebbe bene un bel pompino ma non mi è mai piaciuto succhiare il cazzo che è appena stato nel mio culo senza che prima si vada a lavare, e se lo mandassi a lavarsi rovinerei tutto. Così gli dico: “qual’è la tua posizione preferita? ti va di infilarmelo ancora e venirmi dentro?”
Lui: “davvero te lo lasceresti fare?”
Io: “certo, come vuoi che mi metta?”.
“Stenditi a pancia in giù sul divano” mi disse senza pensarci troppo. Obbedii, mi misi disteso ed aprii un po’ le gambe per permettergli di entrare più agevolmente, lui mi salì sopra e mi penetrò di nuovo poi, una volta dentro, mi fece chiudere le gambe.
Mi scopava piano, lentamente al punto che ogni tanto si fermava, era chiaro che stava per venire ma voleva trattenersi, allora gli dissi: “dacci dentro, lasciati andare”
Iniziò a muoversi velocemente e violentemente dentro di me, ad ogni colpo sembrava che mi dovesse uscire la sua cappella dalla bocca, io ansimavo di piacere come se prima non ne avessi avuto abbastanza, lui aveva il fiatone poi di colpo lo sentii esplodere dentro di me, potei distinguere nettamente lo spruzzo caldo che mi inondava le viscere, lui si fermò soddisfatto, rimase sdraiato sopra di me per un po’ finché sentii il suo cazzo afflosciarsi dentro di me. Una volta che fu mollo e quasi privo di consistenza il mio culo lo sputò fuori.
Mi diede un bacio sulla schiena, si alzò e mi diede un paio di robuste pacche sul culo dicendo: “grazie per il giro di giostra, non so te ma io non ho nessuna intenzione di uscire per mostrarti la città dopo pranzo, ne dopo cena e ne domani prima di portarti a riprendere il treno, ho in mente qualcosa di meglio che possiamo fare”.
Io a mia volta mi sono alzato in piedi, con una mano mi tenevo il culo per paura di gocciolare sul divano o sul pavimento e gli ho risposto: “mi sa tanto che di questo passo il viaggio di ritorno lo farò in piedi, perché se andiamo avanti così per un po’ farò fatica a sedermi, ma ne vale la pena.
Lui riprese a preparare il pranzo e io andai in bagno per scaricare nel wc il clistere di sperma che mi aveva appena fatto, mi diedi una lavata e tornai in sala da pranzo, era già pronto, ci sedemmo e consumammo il pasto con lui che mi elencava quello che avrebbe avuto intenzione di farmi dopo.

Note finali:

gabrihole@email.it

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