Un annuncio che ti cambia by R-Ron [Vietato ai minori]




Non rispondere all’annuncio è quello che mi ripetevo, ma con una mano sul cazzo che si muoveva frenetica su e giù per darmi piacere e l’odore dell’eccitazione che mi intasava le narici, non ho più potuto ragionare.
Sta di fatto che nel giro di pochi minuti ho risposto all’annuncio mentre ormai stavo per spruzzare la mia voglia, tanto le palle erano cariche.

In pochissime ore ho ricevuto la risposta che desideravo.
Rapidamente, cercando sul mio portatile, ho trovato la foto del cazzo duro. Non contento però, ho voluto allegare al messaggio anche una foto di un primo piano del mio culo mentre sono piegato a novanta, con le chiappe sode aperte ed il mio buchino stretto ed invitante ben visibile.

Non ho ricevuto risposta fino a sera, quando finalmente un messaggio mi lascia senza parole:
– Hai un bel cazzone da torturare ed un culo tutto da sfondare. Ti voglio come mio schiavo per 24 ore. Ci incontriamo sabato sera, voglio che ti depili cazzo e culo e che ti vesti come voglio io. –
Il cazzo mi torna istantaneamente duro leggendo questo messaggio e con mani tremanti rispondo :
– Attendo tutti i dettagli –
Attendo trepidante per circa un’ora, aggiornando di continuo la posta in arrivo e segandomi senza sosta il cazzo quasi paonazzo tanto è il sangue che viene pompato all’interno.
– Al termine di Via xxxxx troverai un piazzale e sulla destra una strada sterrata che dovrai percorrere fino a quando attraverserai una pineta. Al termine, sulla destra prenderai una nuova stradina molto stretta che ti porterà in un piccolo spiazzo molto appartato. Mi attenderai fuori dall’auto con addosso solo quello che ti ordino: scarpe, calzini, pantaloni della tuta e giacca pesante.
Ti attendo alle 20.40, sarò già li, ma dovrai aspettare che sia io ad avvicinarmi. –
Con il cuore in gola e l’eccitazione a mille, rispondo con un semplice – A sabato –

Sabato.
Dopo essermi lavato e depilato, mi vesto come richiesto.
Nemmeno uscito di casa, mi rendo già conto che i pantaloni della tuta non trattengono affatto il cazzo duro che molleggia all’interno, provocando un vistoso bozzo tra le gambe.
Fortunatamente però, fuori è già buio ed il rischio di esibire la mia erezione a qualche passante è ridotta al minimo. Di contro però, il freddo è pungente, sopratutto con i pantaloni leggeri che indosso.
Mentre guido verso il posto stabilito, ripenso al fatto che non ho alcun numero telefonico di questa persona, mai vista una sua foto e solo discusso via email.
Forse è per questo che la situazione mi eccita molto?
Alle 20,36 sono già sul posto e noto subito un’auto dal colore scuro parcheggiata nel buio.
Attendo qualche minuto, visto sopratutto il freddo pungente e alle 20,39 esco dall’auto, lasciando all’interno documenti e chiavi di casa. Chiusa la serratura della portiera, mi sposto in modo da essere visibile all’altra auto e attendo.
Passano svariati minuti di silenzio e buio più completo. Dato il freddo pungente, il tempo sembra trascorrere ancora più lento ma finalmente, sento una portiera aprirsi e dall’auto esce un’uomo.

Silenziosamente lo noto venirmi incontro.
In realtà quello che vedo è solo una sagoma, senza volto, senza un’aspetto definito, eppure me lo sento che è un uomo.
– Voltati di schiena – ordina una voce rauca che conferma rapidamente i miei sospetti.
Non attende molto e dopo aver raggiunto i miei polsi, li porta dietro la schiena e li lega tra loro.
– Faccia sul cofano, sporgi bene il culo e allarga le gambe – sono gli ordini impartiti mentre senza esitazione mi forza nei movimenti trattenendomi per i capelli.
Mentre mi piega in avanti, come richiesto allargo le gambe ed appena la guancia tocca il freddo cofano, i pantaloni mi vengono calati fino alle ginocchia con un unico e forte strattone.
– Ora vedi di stare fermo – ordina mollando la presa dai capelli per posizionarsi dietro di me.
Le sue mani si impossessano del culo, carezzandolo, palpandolo, allargando le chiappe e sprofondando nel solco, fino al mio buchino posteriore che viene toccato senza esitazione.
Mentre con il pollice tasta la resistenza dell’ano, con l’altra mano scivola tra le mie gambe, passa sulle palle, le strizza e poi sale lungo l’asta dura e pulsante fino ad avvolgerla in una forte stretta.
Quasi non ho il tempo di ragionare, offuscato da tutta questa agitazione mista ad eccitazione e la mano stretta sul cazzo inizia a segarmi lentamente.
Il pollice dell’altra mano, dopo esser passato nella mia bocca per una rapida lubrificazione, torna all’azione iniziando a spingere per entrare nel culo.
L’uomo trova resistenza nel penetrarmi, l’attrito è notevole e di tutta risposta, la mano che mi sega, si ferma e aumentando la stretta, tira il mio cazzo indietro, tra le gambe, tirandolo fino a puntarlo verso terra, fino a farmi lamentare ed ancora fino a quando lo sento teso e duro che sbuca tra le mie cosce, puntando indietro quasi verso i piedi del mio aguzzino.
A quel punto, con il pollice preme più forte e dopo un mio gridolino, finalmente sprofonda dolorosamente.
– Mi farai divertire molto – afferma muovendo ripetutamente avanti e indietro il pollice.
Infine mi libera dalla dolorosa stretta al cazzo e dopo avermi estratto il dito dal culo, tirandomi per i capelli mi riporta in piedi.
Nell’ombra non riesco ancora a distinguere il suo volto, ma posso affermare che è molto più grosso e forte di me. Ha un profumo buono e pungente che mi sottomette ancora di più.
La mano, dai capelli si sposta alle corde strette attorno ai miei polsi e trattenendomi, con l’altra mi apre la zip della giacca facendomi sentire ancora di più il freddo e poi torna a impugnare il cazzo ancora duro.
Stringendo l’asta, tira la pelle verso il basso con forza, fino a quando la mia cappella non viene scoperta completamente. Sposta quindi la mano su quest’ultima per poterla stringere dolorosamente e con un dito controllare quanta eccitazione sto sgorgando.
– Quindi ti eccito – mi dice sottovoce, all’orecchio dopo aver trovato la conferma con abbondanti succhi che ricoprono la cappella.
Senza mollare la presa dai miei polsi, l’altra mano si stacca dal cazzo e sale lungo la pancia, fino al petto nudo e raggiunti i capezzoli, uno per volta li stringe fino a farmi mancare il fiato.
Soddisfatto mi richiude la zip, si posiziona dietro di me e dopo un forte e doloroso sculaccione sulla chiappa sinistra, mi tira su alla meglio i pantaloni, per poi obbligarmi a camminare verso la sua auto.
Mi porta sul retro della sua grossa bmw staion wagon e aperto il baule, mi ordina di inginocchiarmi all’interno.
Eseguo a fatica, con i piedi che penzolano ancora fuori mi fa allargare le ginocchia ed ancora una volta mi cala i pantaloni quanto possibile per raggiungere con una mano il cazzo duro e scappellato.
Questa volta mi viene stretto alla base, impugnando così sia l’asta che le palle e tirandolo verso il basso come per allungarlo, mi avvolge nello spazio creato una lunga corda che presto sostituirà la sua stretta.
Rimane qualche metro di corda che viene buttata sui sedili anteriori e poi mi viene ordinato di accucciarmi con il culo rivolto verso i sedili e il volto verso l’uomo che ora vedo meglio grazie la luce artificiale.
– Fallo gemere un po – lo sento rivolgersi verso l’interno della macchina.
La corda improvvisamente si tende, il cazzo viene violentemente tratto indietro tra le gambe, verso l’alto, da dove la corda sparisce dietro i sedili e per lo spavento mi scappa un piccolo lamento.
– Ancora – ordina l’uomo sorridendo.
Questa volta la corda è già tesa e quando la tensione aumenta, il culo si alza e il cazzo sbuca ancora una volta tra le mie gambe, dolorosamente, eppure sempre duro, forse ancora più di prima.
Gemo forte e l’uomo di risposta mi assesta uno schiaffo sulla guancia sinistra.
– Bene, ora fai il bravo. – ordina prima di chiudere il portellone per poi raggiungere il posto di guida .
– Ottimo affare vero? – domanda mentre avvia il motore.
– Si decisamente – sento affermare da qualcuno
– Si anche secondo me – afferma un altro ancora.
La corda tesa, viene tirata nuovamente e quando gemo, tutti i presenti si mettono a ridere mentre l’auto prende velocità.

I minuti passano e quando finalmente la strada torna ad essere asfaltata, qualche lampione illumina a tratti l’interno dell’auto.
La radio viene accesa, poco dopo anche le sigarette iniziano a sentirsi nell’ambiente, mentre i presenti parlano del più e del meno aumentando e diminuendo continuamente la tensione della corda.
Finalmente sento l’auto rallentare, entra in quella che credo essere una ennesima strada sterrata, viaggia ancora qualche minuto e poi li sento discutere su dove parcheggiare.
Optano infine per entrare nel garage e uno di loro esce dall’auto.
Pochi istanti e l’auto si muove per l’ultima volta, terminando il suo percorso in quello che credo essere il garage citato poco prima.

Finalmente la corda viene mollata e mentre nel cazzo torna a circolare il sangue, sento uscire le altre due persone dall’auto.
Il baule della bmw si apre e una forte luce mi viene puntata in volto rendendomi quasi cieco di fronte quelle tre sagome.
– Quindi hai risposto all’annuncio perchè parlava di cazzi belli e grossi come quelli dei film porno? – mi domanda uno dei due uomini che all’incontro era rimasto in auto.
Con gli occhi stretti per la forte luce, rispondo con un cenno del capo e un flebile si.
– Ti sei già fatto scopare il culo ? – domanda sempre lui
– Si, solo una volta – rispondo sotto voce.
– Ti è piaciuto ? – domanda ridacchiando
Questa volta rispondo di si solo con la testa.

Vengo nuovamente preso per i capelli e tirato fuori dall’auto.
– Quindi io… per 24 ore posso farti tutto quello che voglio ? – domanda questa volta la persona che ho incontrato all’appuntamento.
Finalmente in piedi e con i pantaloni della tuta ormai alle caviglie non smettono di puntarmi la luce negli occhi nemmeno mentre cerco di rispondere alle loro domande.
– Si – dico con ancora la sua mano che impugna i miei capelli.
– Anche i miei amici possono farti quello che vogliono? – domanda mentre apre nuovamente la zip della giacca.
– Si – rispondo in preda all’eccitazione mista a un gran senso di paura per la situazione.
Uno dei due amici, quello che non mi sta puntando la luce in faccia, a questo punto con una mano raggiunge il mio cazzo e con calma lo slega dalla lunga corda.
– Rende molto di più dal vivo rispetto che in foto – afferma quello che mantiene la luce puntata negli occhi mentre con l’altra mano raggiunge la mia asta dura per poterla palpare.
Pochi attimi e i polsi mi vengono slegati, mentre ora due mani non smettono di palpare.
– Girati verso l’auto… lascia tutto quello che indossi nel baule e poi mettiti la benda – ordina porgendomi una striscia di stoffa nera.
In breve le invadenti mani si staccano da me e con il cazzo ormai dolorante da tutte queste eccitanti attenzioni, mi volto e in pochi attimi lascio tutto nel baule, comprese scarpe e calzini.

Prendo un respiro e mi bendo.
– Voltati – ordina
Passano pochi attimi di silenzio e l’inconfondibile voce dell’uomo che ho incontrato per primo, ordina di mettere le mani dietro la testa e mentre lo sento avvicinarsi al volto prende possesso delle mie palle stringendole saldamente alla base.

Sento il suo volto a pochissimi centimetri dal mio.
Sento il suo respiro sulle labbra e poi lo sento distintamente avvicinarsi al mio orecchio sinistro.
– Abbassa il braccio destro e infilalo nei miei pantaloni – ordina sottovoce
– Prendimi il cazzo in mano – ordina torcendomi leggermente le palle.
Silenziosamente eseguo mantenendo l’altra mano dietro il capo ed una volta raggiunto l’uomo, tastandolo delicatamente raggiungo la vita dei suoi pantaloni.
Fortunatamente sono elastici e serve pochi attimi per riuscire a infilarmi all’interno.
Una volta raggiunto il bordo di quelli che suppongo essere boxer, entro all’interno e noto immediatamente una grossa presenza.
Piegato su un lato, in semi erezione, trovo il suo cazzo ed una volta impugnato, non riesco ad avvolgere tutta la sua circonferenza.
– Segalo delicatamente – ordina ancora sottovoce
Ancora una volta eseguo percorrendo solo parte della sua asta avanti e indietro.
– Te lo chiedo per l’ultima volta – mi sussurra mentre con la mano libera raggiunge le mie chiappe.
– Vuoi essere ancora il mio schiavetto? – domanda mentre affonda l’indice fino ad incontrare il mio ano.
– Si – riesco a sussurrare mentre il dito inizia a spingere per entrare.
– Sarai disposto a tutto? – domanda aumentando la pressione
– Sarai la mia puttana ? – conclude sprofondando con la prima falange mentre il suo cazzo inizia ad ingrossarsi nella mia mano.
– Ahhh… si… – riesco a dire prima che mi manchi il respiro quando il dito viene spinto dentro fino alle nocche e le palle mi vengono tirate e strizzate fino a farmi mugolare.
Preso dall’attimo quasi non mi accorgo di aver interrotto la sega per stringere a mia volta la sua asta ormai quasi completamente dura che alzandosi è uscita di parecchi centimetri dall’elastico dei boxer.
Dopo una sonora risata da parte degli altri due presenti, l’uomo si stacca da me per qualche attimo.
– Ora puoi mollare il mio cazzo – ordina ad alta voce facendomi arrossire.
Estraggo la mano e senza chiedermelo la riporto dietro il capo, ricongiungendola con l’altra.
Nonostante i miei 75kg, vengo alzato da terra, caricato a spalle e portato via dal garage mentre il mio culo viene preso di mira da diversi sculaccioni.

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