Ultima chiavata con la mia ex




L’ho odiata, quella sera avevo una voglia fottuta di scopare, il mio cazzo era in tiro al solo pensiero che me la sarei fatta, invece, mi sono dovuto tornare a casa e spararmi una sega, in fondo la colpa era stata mia.

Avevo lasciato il cellulare incustodito, Vanessa continuava a chiamarmi, poi ha inviato un messaggio, la mia ragazza lo ha aperto ed ha visto la sua foto vestita sexy con scritto “è stato troppo bello godere con te”.

La mia ragazza, Angela, 22 anni, ha reagito come farebbe qualsiasi donna, mi ha lanciato il telefono dietro, ha iniziato a dire che ero un porco e se ne è andata, so di non essermi comportato bene, sapevo di non dovermi cacciare nei guai.

Vanessa, quella troia, era stata lei a provocarmi ogni giorno nell’ultimo mese, ho cercato di resistere ma continuava ad inviarmi sms provocanti, poi una sera ero un po’ brillo, la mia ragazza non c’era, l’ho incontrata in un locale, si è avvicinata, mi ha detto che mi avrebbe dato la sua figa se volevo.

Erano due settimane che non scopavo più con Angela, si era presa una pausa dal sesso ed io tenevo duro, ma adesso avevo davanti a me una bella troietta che voleva la scopassi, la portai in macchina e me la chiavai per bene.

Mi ero ripromesso che sarebbe stata solo quella volta, Angela continua a non voler scopare con me, ed io continuavo  infilare il mio cazzo nella figa dell’altra.

Finalmente quella sera aveva rotto il periodo di astinenza ed era pronta a fare sesso con me, l’amavo tantissimo, è sempre stata bellissima, sicuramente più di Vanessa, ero sceso un attimo dalla macchina per prendere un paio di birre, al ritorno mi ha fatto la parte e mi ha mandato al diavolo.

Sono andato a casa arrabbiatissimo, ho chiamato Vanessa e l’ho mandata a fanculo, mi guardavo intorno, ero disperato, avevo capito che desideravo e amavo Angela più di quanto avessi pensato.

Dovevo fare qualcosa, così mi fiondai in auto e arrivai fino all’appartamento dove abitava con la sua migliore amica, l’altra non c’era, bussai alla porta diverse volte, dall’altra parte lei mi gridava che ero un porco e che dovevo sparire.

Forse aveva ragione ma non avevo intenzione di andare via, cercai di convincerla con parole dolci, dopo cinque minuti mi aprì tra le lacrime, io la baciai come non avevo mai fatto, ricambiò quel contatto, poi mi diede uno schiaffo e mi disse che ero un maiale.

Continuava ad offendermi, sapevo che me lo meritavo ma sapevo anche che un po’ la colpa era sua che non aveva voluto scopare con me per due settimane, iniziavo a pensare che non mi desiderasse più e avevo bisogno di sentirmi virile. Si sono una testa di cazzo, lo so

Quel litigio stava alimentando la mia voglia di scopare, così tra una parola e l’altra sentivo il cazzo gonfiare nei pantaloni un’altra volta, le dissi che doveva ascoltarmi, provai a scusarmi ma non voleva sentire ragioni.

Persi la pazienza, sapevo che sarebbe finita, volevo togliermi lo sfizio e godere ancora una volta con lei, sapevo che sarebbe stata l’ultima.

Mi aprii la zip dei pantaloni e glielo mostrai, era durissimo, in tiro, pronto a farla godere, le ordinai di succhiarmelo, usai un tono sicuro e strafottente, lei mi disse di andarmene ma vidi nel suo sguardo un attimo di incertezza, come se anche lei stesse pensando di chiavare un’ultima volta.

Lo avevo durissimo, iniziai a segarmi e le ordinai nuovamente di succhiarlo, lei si allontanò, a quel punto la presi per un braccio, la feci abbassare, le tenni la testa ferma e le spinsi il cazzo sulle labbra, dopo qualche secondo di ribellione, si lasciò andare.

Il mio cazzo fu avvolto dalla sua bocca calda, era una sensazione bellissima, smisi di far forza, anche lei sembrava intenzionata a godere ancora del mio uccello.

Me lo lecco avidamente, succhiò le palle come solo lei sapeva fare, si soffermò molto sulla cappella, cosa che mi fece impazzire, quando si rialzò, le strappai i vestiti di dosso, in pochi attimi era nuda con le tette e la figa di fuori.

La spinsi sul divano del salottino, le aprii le gambe e le leccai la figa accuratamente, la mia lingua assaporò ogni sua goccia, infilai anche due dita dentro e la scopai, venne diverse volte.

Non avevo intenzione di darle tregua, sostituii le dita con il mio cazzo, lo spinsi fino in fondo, la chiavai forte, lei urlò di piacere, mi continuò a dire che ero un porco, un figlio di puttana, dovevo sparire dalla sua vita, più me lo diceva e più spingevo il mio uccello dentro di lei.

La presi per i capelli e la misi a pecorina, la penetrai da dietro, la tenni per le tette, le strizzavo i capezzoli mentre la sbattevo forte senza sosta, era pazzesco, mi sentivo un toro scatenato, come se il mio cazzo potesse restare duro per ore.

L’eccitazione era troppa, non riuscii a resistere all’orgasmo, quando lo sentii molto vicino, le diedi uno schiaffo sul culo, la spinsi con un braccio sul collo per sottometterla ancora di più e le schizzai tutto il mio sperma caldo sul culo e sulla schiena.

Poi fece una cosa che mi sorprese, si voltò, mi disse di sedermi, mi guardò negli occhi, mi salì sopra, il mio cazzo era ancora duro dopo la sborrata, se lo infilò nella figa e mi cavalcò per qualche altro minuto gemendo e ansimando, finché non fu travolta da un orgasmo.

Si alzò, mi disse di vestirmi e di sparire dalla sua vita, ci misi pochi minuti a ricompormi, la guardai e chiusi la porta alle mie spalle, da quella volta non l’ho più rivista, intanto Vanessa continua a cercarmi ma non ho più voluto vedere nemmeno lei, che è stata la rovina della mia storia, anche se ovviamente la maggior parte della colpa è mia.

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