Tutto per Angela by darkintheshadow [Vietato ai minori]




Tutto per Angela di darkintheshadow New!

Note:

Racconto immaginario, di cui scriverò i futuri capitoli solo se avrò un riscontro positivo.

Avete presente quei film che cominciano con uno schianto di ragazza che adesca non proprio il ragazzo più carino del locale, ma quello più imponente e prestante?
Ecco è così che inizia questa storia.
Ero andato in quel bar dopo una pessima giornata. Il mio probabile datore di lavoro mi aveva detto in mattinata che non poteva assumermi dopo aver scoperto che la mia fedina penale era molto più sporca di quello che avevo lasciato credere durante il primo colloquio. Avevo proprio bisogno di quel lavoro date le mie ristrettezze economiche e i miei numerosi debiti con uno dei signori del gioco d’azzardo locali. Proprio per togliermi questi debiti ero stato costretto a lavorare per loro e svolgere certi affari segreti che mi hanno condotto in galera. I legali del signor X avevano trovato il modo di scagionarmi, ma questo aveva aumentato il mio debito nei suoi confronti e mi ero promesso di rigare dritto. E avevo cercato qualche lavoro onesto, ma la mia fedina penale (e l’influenza del signor X) mi impedivano di trovarlo.
La ragazza era entrate nel locale per adescare probabilmente uno come me. Alta, slanciata, longiliena, con un vestito rosso acceso che metteva in risalto i suoi fianchi e il suo seno. Era difficile che non attirasse l’attenzione di quella banda di ubriaconi che si era rintanata nel Charlie’s dopo una pessima giornata. Io generalmente bevevo un paio di birre, difficilmente qualcosa di più pesante, perché anche se l’alcol mi aiuta a dimenticare voglio mantenermi lucido per evitare o cavarmela nel caso in cui si scateni una rissa nel locale, cosa purtroppo frequente.
Lo sguardo di tutti era rivolto a quell’angelo appena entrato e che subito si era messa a guardare in qua e in là trovando con lo sguardo una probabile preda. Greg, decisamente più alto di una spanna rispetto a me, più nerboruto, più potente di me. La ragazza sicuramente non conosceva la pessima nomea di Greg. Un uomo grande, grosso e brutale. Aveva picchiato la sua ex moglie e a causa delle continue percosse era arrivata ad ucciderla. Non che gli piacesse il gentil sesso, ma la sua passione sfociava facilmente nella violenza.
Non so cosa la ragazza stesse dicendo a Greg, ma questi le aveva già dato una pacca sul suo culo generoso e penso proprio che avesse capito solo ora con che tipo di uomo stesse parlando.
Mi alzai e andai verso di loro. Non volevo avere il peso di una ragazza ferita o peggio sulla coscienza. Presi la mano di Greg e lo allontanai del sedere della ragazza.
Per tutta risposta cerco di mollarmi un ceffone in piena faccia, io schivai e contrattaccai con un destro che lo spedì a terra, privo di sensi.
Mi girai verso la ragazza che mi sorrise. Un sorriso ammaliante ed ipnotico cui non seppi resistere. E quando mi disse di chiamarsi Angela, che voleva ringraziarmi, chiedendomi ospitalità per la notte non potei rifiutare.

Non feci in tempo a chiudere la porte della casa che me la ritrovai avvinghiata addotto a me. Le sue labbra sulle mie, la sua lingua alla ricerca della mia. Ne approfittai subito cominciandola a toccare il sedere, mentre i suoi seni strusciavano sul mio petto. La strinsi a me, in modo che sentisse quanto fosse tanta la mia voglia e il mio desiderio per lei. Ci spingemmo, sempre lingua contro lingua, verso la mia camera da letto. Lei sussultò appena quando toccò con le sue gambe il letto. Lasciò il suo abbraccio e con un movimento lento e sensuale si tolse il vestito, restando con la sola biancheria davanti a me. Anche io cercai di togliermi il più velocemente possibile la maglia mentre lei si era già chinata e mi aveva già slacciato i pantaloni. Quando mi tolsi del tutto la maglia lei era già con la mano sul mio cazzo che svettava prepotentemente verso di lei. Senza troppi fronzoli cominciò a lavorare sul glande con la lingua mentre con le mani finiva di spogliarmi, abbassandomi i pantaloni e le mutande. Poi lo prese con la destra e si infilò il glande in bocca comincia a succhiare e poi a fare su e giù con la testa, molto lentamente
Nella mia vita non avevo ricevuto molte attenzioni sotto questa punto di vista. Le poche ragazze che avevo frequentato non sempre erano intenzionate a darmi questo tipo di piacere o lo facevano svogliatamente solo se lo chiedevo.
Le misi una mano sulla testa, ma non forzai alcun suo movimento. Mi sembrava così di poter dettare le regole di un gioco che non era mai stato in mano mia.
Dopo qualche minuto mi chinai per slacciarle il reggiseno, mentre Angela continuava il suo lento su e giù di bocca mentre la sua lingua ballava con il mio glande.
Una volta tolto il reggiseno mi rialzai e Angela se lo tastò con entrambe le mani, strizzando i suoi turgidi capezzoli. Lo spettacolo era davvero eccitante tanto da farmi sembrare che il cazzo si ingrandisse sempre di più dentro la bocca di Angela.
La ragazza si staccò con un sorriso malizioso e mi chiese “Ti piacciono?”.
Feci solo un cenno con la testa e subito lei alzò il busto in modo che il suo seno fosse all’altezza del mio pene per poi avvicinarlo e avvolgerlo.
La spagnola era una pratica che mi aveva sempre attirato nei filmati porno, ma che nessuna ragazza aveva mai voluto concedermi. Angela premette con le mani i suoi seni sul mio cazzo, chinò la testa e lasciò scivolare un po’ di saliva in modo da lubrificare al meglio il suo seno asciutto. Poi cominciò un secco su e giù del busto suo mio pene che spariva e compariva in continuazione dalle sue tette, alternato ogni tanto da una rotazione dei seni con le mani.
Misi le mie mani sulle sue e insieme cominciammo a dare il ritmo a quel tipo di masturbazione che mi mandò letteralmente in estasi. Sollevai il capo e rimasi ad occhi chiusi per godermi appieno le sensazioni di quell’atto. Mi misi ad ansimare sempre di più, sempre di più. Ero sicuro che Angela fosse ben conscia che quel trattamento mi stava facendo godere e che ogni secondo di più ero prossimo all’orgasmo, tant’è che ogni volta che sentivo arrivare il punto di non ritorno Angela rallentava il ritmo, prolungando il mio piacere. Ma ci volle comunque poco. Il mio respiro era sempre più affannoso, i miei gemiti sempre più profondi, il mio battito sempre più veloce. Esplosi in un grido strozzato. Uno, due, tre schizzi sul suo mento, potenti e copiosi che scivolarono sulle nostre mani e sull’incavo dei suoi seni imbrattando anche il mio cazzo.
“Direi proprio che ti piacciono” disse Angela a quel punto, in riferimento alle sue tette con un sorriso estremamente provocante. Sorrisi anche io, poi la presi in braccio e l’adagia sul letto. Velocemente le tolsi le mutande nere, scoprendo il suo sesso, non depilato ma ben curato e rasato. Avvolsi le sue gambe con le mie braccia per portarmi il suo sesso davanti al viso, e poi ve lo affondai andando a leccare il suo clitoride. Vedevo la sua figa già bella bagnata, probabilmente eccitata dalla situazione che si era creata tra di noi. Succhia il suo clitoride già bello turgico per un po’ poi passai a leccare più in basso. Angela cominciò a gemere incitandomi di continuare. Io davo colpi veloci dal basso verso l’alto e poi feci entrare la mia lingua dentro di lei. Angela mi mise la mano destra sulla testa quasi a volermi impormi di continuare, mentre con la sinistra si toccava il seno ancora imbrattato del mio sperma.
Se c’è una cose che le donne riconoscono di me è la mia capacità di farle godere con la bocca e la lingua, cosa che in effetti eccita molto anche me. Tant’è che il mio amico era già tornato svettante e duro come il marmo. Allungai una mano per andare sull’altro seno e comincia a fare dei lenti movimenti con le dita sul suo capezzolo.
“Oddio sì, continua… continua” diceva Angela sempre più calda, sempre più bagnata, sempre più eccitata. Osai solo a quel punto inserirle due dita nella figa che scivolarono dentro con estrema facilità. E mentre con le dita simulavo una penetrazione con la lingua e la bocca mi dedicavo al suo clitoride alternando leccate e succhiate che mandarono in estasi Angela che dopo pochi minuti di quel trattamente venne con un urlo, le sue gambe si strinsero sulla mia testa mentre le mie dita avvertivano tutte le contrazioni del suo orgasmo.
Quando si fu ripresa mi alzai in piedi e la guardai. Era bellissima, una dea nel mio letto soddisfatta della mia prestazione. Con la mano destra presi il mio pene e lo diressi verso il suo ingresso. Lei annuì senza dire alcunché. Entrai facilmente dentro di lei tanto era bagnata, ma scelsi comunque di fare le cose con calma, per godermi appieno quell’atto. Con le prostitute cercavo di essere il più rude e veloce possibile non potendo permettermi prestazioni troppo lunghe, ma quella sera volevo godermi ogni singolo istante. Con le ragazze che riuscivo a convincere a venire a letto con me era immancabile il preservativo (ne tenevo sempre una scatola vicino al letto, per ogni evenienza), anche se provavo sempre a non metterlo per avere una maggior sensazione. Lo so che il preservativo oltre alle gravidanze previene anche dalla malattie sessualmente trasmissibili, ma una dea come quella difficilmente aveva contratto l’HIV, a differenza di certe ragazze che in passato si erano rese disponibli a farlo senza protezione ma che proprio conoscendo la loro fama di donne facili io per primo avevo voluto evitare rischi.
Cominciammo a fare l’amore alla missionaria molto lentamente. Ogni volta quasi uscivo per poi rientrare del tutto. Ad ogni affondo Angela emetteva un gridolino di piacere. Con le gambe mi strinse sempre di più, limitando molto i miei movimenti. Compresi che quindi anche lei voleva qualcosa di più lento ed appagante. La guardavo dritto negli occhi. Occhi sempre più rapiti dal piacere. Mi abbassari per baciarla e poi scesi per dedicarmi con le mani e la bocca ai suoi seni. Mentre stringevo un capezzolo delicatamente succhiavo l’altro. Rimanemmo qualche minuti così, poi con una mano mi sollevò il viso e tornai a baciarla, mentre apriva le gambe. Diedi qualche colpo profondo avendo più margine di movimento, ma Angela aveva altro in mente. Indietreggiò, in modo tale che uscissi da lei, poi si mise al centro del letto a quattro zampe. Voleva farlo alla pecorina. Salii in ginocchio sul letto, mi avvicinai e dopo aver preso con le mani i suoi glutei sodi indirizzai la sua vagina verso il mio pene. Voltò il suo viso verso di me “Cosa aspetti?” mi chiese ed entrai di nuovo in lei. Comincia a stantuffarla da dietro. E lei assecondava i miei colpi muovendosi avanti e indietro attivamente. La cosa mi sorprese, visto che erano davvero poche le prostitute che lo facevano rimanendo del tutto passive durante la scopata. Per provocarle ulteriore piacere avevo portato una mano sul suo clitoride e avevo iniziato a sgrillettarla. Gemeva Angela, ogni colpo era un fremito di piacere nel suo corpo. Ma la donna non era ancora contenta. Cominciò ad indietreggiare ad un certo punto e compresi che voleva avere lei il totale controllo della situazione.
Lentamente, senza staccarmi dai lei mi stesi, poi cominciò la sua cavalcata piuttosto dura e selvaggia, veloce e potente. Era brava Angela a salire ma senza farmi uscire e poi a scendere velocemente. Le mie mani erano sui suoi fianchi seguivano il ritmo della sua scopata. Dopo una ventina di colpi si mise le mani sui glutei e cominciò a ruotare il bacino, stringendo ritmicamente i suoi muscoli pelvici.
Il mio piacere stava montando di nuovo. E volevo che Angela vedesse la mia espressione di piacere. Con le mani sui suoi fianchi feci capire alla ragazza che volevo si girasse e lei senza mai staccarsi lo fece. Mi guardò col sorriso stampato sulla faccia “sto per venire di nuovo anche io” disse.
Mi prese le mani e me le mise sui suoi seni, poi si mise una mano sul clitoride e cominciò a toccarsi, ballando una lenta e sensuale danza sul mio cazzo. Io premevo i suoi seni, stringevo delicatamente i suoi capezzoli a ritmo della sua danza. Ci volle molto poco. Pochi movimenti e i muscoli di Angela cominciarono a stringere in maniera convulsa il mio pene quasi a volermi spremere ed aspirare tutta la mia anima. Lei gridò, mentre il suo corpo era percorso da fremiti. In tutto questo anche io esplosi nel mio orgasmo in diversi schizzi dentro di lei.
Angela si accasciò su di me, priva di energie. “Era da tanto che non venivo così durante un rapporto” mi disse.
Io la guardai e la bacia. Poi presi con le mani i suoi glutei e avvicinai un dito al suo buco proibito.
“Mi piacerebbe provarci, è da tanto che nessuno mi prende da dietro” mi disse “ma il tuo amico non mi sembra molto per la quale”. In effetti il mio pene ora si era completamente ritirato e anche se montavo dal desiderio dopo due orgasmi non era in grado di tornare all’attacco. “Sono anche parecchio distrutta grazie a te. Però… domattina, dopo la colazione… se non devi andare via presto…”.
Sorrisi, poi lei si stese di fianco a me. Tempo pochi secondi e ci addormentammo nudi, l’uno di fianco all’altro.

Avete presente quei film che cominciano con uno schianto di ragazza che adesca non proprio il ragazzo più carino del locale, ma quello più imponente e prestante?
Avete presente come finisce la loro notte di passione e di sesso?
Esatto, quando mi svegliai Angela era lì, stesa al mio fianco, bianca come la morte, e priva di vita. E qualcuno dopo aver suonato il campanello stava gridando “Aprite polizia”.

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