Tutta Colpa Del Vulcano by auditore [Vietato ai minori]




Iniziò tutto da una battuta di mio padre:
-Allora Dottor Galli si è laureata poi la sua bella figliuola?-.
Domanda lecita da un amico di vecchia data, magari anche un po’ banale, come tutti quegli interminabili summit di divulgazione medico-scientifica che obbligano schiere di professori a corsi, presentazioni, buffet e ovviamente chiacchere tra colleghi.
A domanda scontata non sempre però corrisponde una risposta scontata:
-Non me ne parlare Claudio, siamo disperati-
-Suvvia Filippo che succederà mai, o maremma? Cos’è fuori corso in università? No perchè conosco il rettore della…-
-No no no, magari fosse quello il problema. Sei mesi fa è partita per Londra con le amiche e non è più tornata.- e scoppiando in lacrime uscì dalla sala ristorazione del Grand Hotel Principe di Viareggio.
Raggiunto e calmato da mio padre, vicino al bar iniziò la confessione:
-Durante il soggiorno in Inghilterra mia figlia Virginia, ha conosciuto degli attivisti di Greenpeace che l’hanno convinta a partire per l’Islanda e presidiare un merdoso scoglio in mezzo all’oceano Atlantico.-
Lo scoglio merdoso, non era altro che la famosissima “isola” di Rockall: 27mq ricchi di petrolio, al centro di una guerra diplomatica da parte di Irlanda, Danimarca, Regno Unito e Islanda per aggiudicarselo.
Greenpeace sorveglia lo scoglio per evitare  trivellazioni ed analisi che aumenterebbero la febbre per l’oro nero.
-Ma Filippo lo sai come sono i ragazzi, si buttano capo e cuore nelle cose, si stancherà presto e tornerà a casa sua nella bambagia-
-Claudio: fra un mese si sposa. Ce l’ha confidato una sua amica, sposerà un fottuto rasta ambientalista fuma erba; per di più inglese, sai quanto non sopporto gli inglesi-.
-Ah, sono allibito. E cosa avete intenzione di fare?-
-Non lo so ancora, sai che non posso assentarmi dal lavoro e mia moglie non viaggia sola. Se avessi qualcuno di fidato lo incaricherei ma non ho la persona giusta-.
-Mio figlio Luca è un gran viaggiatore, potrebbe farti lui questo piacere. E poi in Islanda ci arrivi con quattro ore di aereo che vuoi che sia!-
-Ma se non conosce mia figlia come farà? Bisogna anche convincerla, non portarla via con la forza-
-Potrebbe accompagnare tua moglie Mara, aiutarla con i biglietti e con il noleggio auto. Che ne dici?-
-Beh potrebbe funzionare, parliamone a cena giovedì a casa mia. Porta anche Luca mi raccomando-.
Mi trovai così invischiato in una situazione scomoda e controvoglia, ogni mio tentativo di svincolarmi però fu stroncato sul nascere:
-Lo sai di quanto papà ha bisogno dell’amicizia del Dottor Galli. Ci passa il 70% dei pazienti, per non parlare delle sovvenzioni sui macchinari etc etc.-
-Si mamma però, ho 22 anni e preferirei esser interpellato prima di accettare lavori così alla leggera.-
-Luca fallo per noi, si tratta di un paio di giorni; non desideravi mica l’appartamentino vicino alla facoltà? E’ vicino alla tua amica Vittoria, no? Beh magari dopo l’Islanda un pensiero ce lo facciamo-.
“Libertà! Indipendenza! Sesso sfrenato!” ecco le parole che mi risuonavano nella testa dopo la promessa dei miei genitori; quell’appartamento distava solo un viaggio Firenze-Reykjavik andata e ritorno poi più nulla mi avrebbe fermato.

Arrivati dai Galli per cena e parcheggiata l’auto prendemmo l’ascensore per raggiungere l’attico.
-Ma quanto sono ricchi? L’ascensore che arriva dritto nel salotto?-
-Non farci fare figure- sgomitò mia madre.
Il salone era immenso ed una vetrata gigante permetteva una vista panoramica di 180 gradi; l’arredo classico e raffinato sbatteva in faccia a chiunque entrasse in quella casa, quanto i proprietari amassero il lusso.
Ci accose il Dottore con particolare calore baciando mia madre, prendendo a braccietto mio padre e sfortunatamente anche me; mi presentò sua moglie Mara, una giunonica donna poco più anziana di mia madre, che porse la mano ad un’altezza da baciamano ma io la presi in una stretta sottolineando la mia poca galanteria; stranita o forse indispettita sorrise a mezza bocca e ci condusse alla tavola.
Dopo l’ottima cena preparata da uno di quei cuochi a domicilio, iniziammo armati di tablet, cartina geografica dell’Islanda, evidenziatori e block notes il brain-storming:
-Il volo diretto non c’è però potremmo prendere il treno fino Malpensa ed imbarcarci li per Reykjavik-
-Si ottima idea ragazzo- esclamò il padrone di casa.
-Poi una volta arrivati noleggiamo una jeep e raggiungiamo il campo base, sperando non siano in ricognizione-.
-Ok siamo d’accordo, tra 15 giorni partirete. Ci penserò io stesso per i biglietti e per il pernottamento, ovviamente il tutto sarà a mie spese e viaggerete con la mia American Express.
Figliolo so che è volgare parlarne ma 3000€ per il disturbo penso siano sufficienti no?-
Dottor Galli certo, ma si ricordi che il mio è un dovuto atto d’amicizia visti i forti legami che uniscono le nostre famiglie-
-Claudio va fiero di tuo figlio-.
-Lo so Filippo, è un gran bravo ragazzo-.

Passarono le settimane e a tre giorni dalla partenza tutto sembrò andare in fumo. Una fumata alta kilometri e kilometri, densa e dal nome impronunciabile.
-Eyjafjöll, si signor Galli! Tutti i voli europei cancellati per l’eruzione del vulcano; dicono che il fumo arriverà anche in Italia-
-Annulliamo tutto basta, la mia unica figlia è perduta-
Sarei perso anch’io: addio gratifica, addio appartamento, addio libertà, addio indipendenza, addio sesso sfrenato.
-Senta Dottore, ho una proposta-
-Dimmi giovanotto, ti ascolto-
-Se mi sostiene finanziariamente porterò sua moglie fino in Islanda. In ogni modo, niente mi ostacolerà, neppure Eyjafjöll, resta solo da convincere sua moglie.-
-Se tu prometti di aiutarla e di sorreggerla nelle difficoltà accetterò, non so come avrei fatto senza te caro Luca-.

Questo racconto è stato letto 235 volte!

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti: