Tu sei mio by Daniela Luni [Vietato ai minori]




“Dani, io non voglio pressarti troppo, questo lo sai.. Però ormai è più di un mese che stiamo insieme, e io voglio fare l’amore”

Lo so, lo so che hai voglia di me. Non abbiamo quindici anni, siamo entrambi venticinquenni, siamo adulti, ed è giusto che tu voglia un rapporto adulto. Lo voglio anche io, che cosa credi? Ma tu non mi conosci. Non sotto quell’aspetto.

Tu non sei come gli altri, tu non sei un’avventura, tu non sei soltanto una primavera. Tu potresti essere veramente quello giusto. Però, queste non sono le paranoie classiche delle donne che vogliono aspettare perché non vogliono andare troppo di corsa. Queste sono le paranoie di una donna che, proprio perché potresti essere quello giusto, sa che può, sa che deve farti vedere quello che è veramente.

Ed io ho paura di come tu potresti reagire. Perché io di sesso normale ne ho fatto fin troppo, e non dico di essere stufa, non dico che non mi piaccia.. Perché mi piace, mi piace tanto. Ma io voglio qualcosa di più. Voglio qualcosa di diverso.

“Lo so Albe, lo so.. Forse è il momento di parlare un po’”

“Parlare di cosa?”

“Di.. Me”

Il momento è arrivato, o va, o non va.

“Cosa devi dirmi di te che già non so?”

“Dal punto di vista sessuale ci sono delle cose che di me non sai”

“Lo sapevo, c’hai il cazzo”

“No! Ma.. No! Ma come ti viene in mente? No Albe, fisicamente sono normalissima!”

“Ah meno male. Allora cosa?”

“Ecco Albe, ti dico questa cosa non per farti scappare, o per farti passare la voglia di stare con me. Anzi. Te lo dico proprio perché per me le cose tra noi stanno funzionando proprio bene, e in futuro possono funzionare ancora meglio”

“Anche per me stanno funzionando. Dimmi Dani, basta tergiversare. Cosa c’è?”

“Nel sesso io ho sempre fatto le cose in maniera più che normale, ma in realtà ho sempre dovuto reprimere una parte di me, la parte vera di me, almeno dal punto di vista sessuale. E adesso, tu.. Tu mi sembri quello giusto, quello con cui posso finalmente esprimere me stessa”

“E com’è questa te stessa?”

“Questa me stessa è una dominatrice”

“Una dominatrice?”

Sì, una dominatrice. Alla fine sono riuscita a dirtelo. Cosa penserai ora di me? Vorrai ancora stare con me? Avrai ancora voglia di portare il sesso nella nostra relazione?

“Sì, una dominatrice”

“Cioè? In che modo vorresti essere dominatrice?”

“Be’, tanto per cominc”

“No, zitta, non dirmelo”

Lo sapevo. Io lo sapevo che andava a finire così.

“Non voglio saperlo Dani.. Fallo e basta. Sii te stessa senza darmi nessuna spiegazione”

Eh?

“Cosa dici? Sei sicuro Albe?”

“Sono sicurissimo Dani. Sto benissimo insieme a te, e non mi spaventa nulla di quello che tu potresti farmi. Sii te stessa ed io ci starò”

“Mi stai dando carta bianca?”

“Sì”

“Sei proprio sicuro?”

“Sì, sono proprio sicuro”

“Va bene Albe, come vuoi tu”

Sono cazzi tuoi adesso.

Avvicino il mio viso al tuo e appoggio le mie labbra alle tue. I tuoi baci caldi mi sono piaciuti fin dal primo giorno. Hai delle labbra stupende, morbide, carnose. Ho sempre voglia di morderle e di staccartele. Ti spoglio completamente, e noto con estremo piacere che sei già duro e pronto per me.

“Tu non ti spogli?”

“Stai zitto”

Sembri sorpreso, ma che ti aspettavi? Paroline dolci? Sono cazzi tuoi adesso, prima lo capisci e meglio è. Mi metto a cavalcioni sopra di te, e mi sfilo la maglietta rimanendo in reggiseno. Ti tiri su e porti le tue mani dietro la mia schiena, vuoi slacciarmi il reggiseno. Te le afferro e te le rimetto a terra.

“Qualcuno ti ha detto di toccare?”

“No”

“Zitto”

Muovo il mio bacino sul tuo cazzo duro, e tu non sai più cosa fare. Vorresti toccarmi, ma non lo fai. Cerchi di obbedire, di abituarti all’idea. Io tengo le mie mani sul tuo petto muscoloso, sento i tuoi capezzoli turgidi. Vuoi entrare dentro di me.

Porto le mie mani dietro la schiena, slaccio il reggiseno, e ti mostro il mio petto nudo e sodo. Fai per toccarmi ma io ti intercetto il tempo.

“Adesso ti lego”

Mi alzo e vado a prendere due mie sciarpine da un cassetto. Tu stai lì sul letto, non ti muovere, che sei un gran bel vedere con i tuoi addominali scolpiti e il tuo cazzo dritto come se fosse una bandiera. Prese le sciarpine, le uso per legarti i polsi stretti bene alla testiera del letto. Finalmente finisco pure io di denudarmi. Il tuo sguardo mi fa capire che ti piaccio, che ti piaccio tanto. Che vuoi essere dentro di me.

Ritorno sopra di te, e stavolta non mi siedo sul tuo bacino, ma sulla tua faccia. Mi ci appoggio sopra senza troppe gentilezze, e strofino il mio sesso già bagnato contro le tue labbra. Senza bisogno di dirtelo, apri la bocca e tiri fuori la lingua, mentre con la mia mano inizio a lavorare il tuo cazzo già pronto a penetrarmi. Tu hai molto poco da fare, non sei tu a leccarmi, ma sono io a scoparti la bocca, muovendomi sulla tua faccia mentre tu stai più fermo che puoi con la lingua fuori.

Ora torno a cavalcioni sul tuo bacino, e lentamente inserisco il tuo cazzo dentro di me. Lo sento penetrarmi nelle viscere, gonfio di desiderio, pulsante di voglia. Ti cavalco con dolcezza, godendomi ogni sensazione. Tu non sai nemmeno dove guardare, o cosa pensare.

Con una mano mi accarezzo il clitoride, e sento il mio orgasmo avvicinarsi. Il tuo respiro si fa serrato e affannoso, anche tu sei vicino a scoppiare.

“Non godere”

“Cosa?”

Quale parte di non godere non hai capito?

“Ho detto non godere. Trattieniti. Prima godo io, a te ci penso dopo”

“… Ok…”

Continuando a toccarmi il clitoride, accentuo i movimenti del mio bacino sul tuo cazzo. Inarco la schiena e mi lascio andare un po’ all’indietro. L’orgasmo arriva e mi pervade tutto il corpo come una scossa elettrica. Mugolo, ansimo, grido. Tu ti trattieni. Bravo cucciolo, resisti. Resisti per me.

“Cazzo Dani, ma cosa sei? Sei pazzesca..”

“Non hai ancora visto niente”

Sfilo il tuo cazzo, e vengo a baciarti sulle labbra. Inizio poi a scendere, succhiandoti un capezzolo, e leccando i tuoi bellissimi addominali. Arrivo al tuo membro ancora durissimo. Lo prendo in bocca, e inizio a succhiartelo con molto trasporto. Sento i muscoli delle tue cosce irrigidirsi, il tuo orgasmo è vicino, ma io mi fermo.

“Ma che..”

“Shh”

Ti masturbo con dolcezza e lentezza, e il tuo corpo ha degli scatti, come se prendessi la scossa ad ogni mio movimento. L’orgasmo è lì, pronto a sgorgare come un fiume in piena. Lo riprendo in bocca, e dopo due rapidi movimenti vedo di nuovo i tuoi quadricipiti contrarsi, quindi smetto nuovamente di stimolarti.

“Cazzo, ancora?”

Ripeto l’operazione ancora una, due, tre, quattro volte, prima di alzarmi in piedi e dirti, guardandoti negli occhi.

“Mi hai dato carta bianca, giusto?”

“Sì”

“Hai per caso cambiato idea nel frattempo?”

“No..”

“Bravo”

Recupero da terra una mia maglietta e te la appoggio sugli occhi, e quindi mi metto a frugare in un cassetto. Trovo subito quello che stavo cercando, qualcosa che ho lì da diverso tempo, semplicemente in attesa della persona giusta con cui utilizzarla: una cintura di castità maschile, che appoggio sul letto prima di andare in cucina a recuperare una confezione di piselli surgelati, che senza troppi fronzoli appoggio sul tuo cazzo per farlo tornare piccolo e raggrinzito, in modo da poterlo rinchiudere in quella bella gabbietta per uccelli.

Inizio a forzare il tuo cazzo dentro la cintura, e tu non capisci cosa sta succedendo, non puoi proprio immaginarlo.

“Che stai facendo?”

“Zitto Albe, fammi finire”

Ci metto un po’ ad incastrare tutte le componenti, ma alla fine riesco a completare l’opera, e infilo anche il lucchetto, senza però farlo scattare. Quindi ti sbendo. La tua faccia, la tua faccia quando vedi cosa c’hai addosso è impagabile Albe. Impagabile.

“Cosa stai.. Cos’è? Che vuol dire?”

“Secondo te cosa vuol dire? Che da oggi mi appartieni, mi appartieni totalmente. Potrai tirarlo fuori solo quando lo vorrò io, e potrai godere solo quando lo vorrò io”

“Ma.. Ma.. Dici sul serio?”

“Sì Albe, dico sul serio. Guarda, guarda bene qui. Il lucchetto non ha ancora fatto il suo scatto. Sei ancora libero per ora. Ti do un’ultima possibilità: vuoi rinunciare? Dimmi una sola parola, Alberto, e io tolgo tutto, e torna tutto come prima. Hai avuto un assaggio, hai avuto una prova gratuita di quello che sono io, di quello che voglio io dal sesso, di quello che voglio io da te. Ma mi rendo conto sia che sono stata brusca, sia che la cosa potrebbe non andarti bene. Sono disposta, per te, a toglierti tutto e ricominciare da prima di tutto questo, con una relazione normale, rimandando tutto questo a più avanti, o annullandolo definitivamente. Però per me era importante, era molto importante farti capire cosa sono io, e ora lo sai. Quindi, con molta umiltà, comprendendo che ti chiederei tanto chiedendoti di assecondare questa mia follia, ti do questa via d’uscita. Ma stai attento Alberto, se mi dici di chiudere questo lucchetto, tu sei mio, e non potrai più dirmi di no. Sarai in mio potere, annullerai la tua volontà, e i tuoi orgasmi diventeranno di mia proprietà”

“Chiudi quel lucchetto Dani”

“Sei sicuro?”

“Chiudilo ti ho detto”

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