Trasferito nel mitico nordest by oldconsumer [Vietato ai minori]




Trasferito nel mitico nordest di oldconsumer New!
NOTA PER I LETTORI
Il racconto che pubblico oggi non riguarda un episodio della mia vita ,ma della vita di un mio carissimo amico che,assieme alla moglie,lo hanno realmente vissuto
Mi ha chiesto cortesemente di scriverlo per conto suo , stimandomi, a torto,un buon narratore
Ho voluto fare questa precisazione perché ,chi ha letto la storia della mia vita ,potrebbe essere indotto in errore.

CAPITOLO 1

Mi chiamo Andrea e la storia che sto per raccontarvi vi sembrerà incredibile ed, invece, è assolutamente vera.
Ho 58 anni e,come mia moglie Emanuela ,che di anni ne ha 50 ,siamo gente del sud.
Siamo sposati da 25 anni ,abbiamo due figli,siamo bene inseriti nella società civile nella quale occupo un posto di prestigio e di responsabilità. Siamo quello che si dice una bella famiglia medio borghese.
Fisicamente sono abbastanza alto ,robusto, ma non grasso,dinamico ,sportivo e ,sessualmente parlando, prestante e ben dotato
Mia moglie è alta un metro e sessantacinque,perfettamente in linea,e,nonostante i suoi anni,con tutte le parti del corpo sode e piene, con un splendido piccolo seno ed un sedere da fare invidia ad una ventenne..
L’età l’ha resa più morbida ,meno spigolosa,forse il sua corpo ha perso la freschezza giovanile, ma ha aumentato in modo incredibile la sua sensualità , il suo erotismo,e ,se il termine fosse appropriato, direi la sua libidine,
Nuda è la fine del mondo ed il solo guardarla quando fa la doccia , il pensiero di appoggiarmi completamente sul suo corpo, è sufficiente a farmi raggiungere ,sempre, una prepotente erezione.
Da sempre sono stato un accanito lettore di racconti erotici ,prima sui libri che si vendevano di nascosto,ora su internet. In questa lettura ho coinvolto anche lei che,da perfetta donna del sud, dimostra un carattere mite e sempre pronta a seguire il marito, anche nei suoi vizi
Sino ad un paio d’anni fa ,questa piccola trasgressione non ha mai influito, in misura determinante, sui nostri rapporti intimi, salvo procurarci quel grado di eccitazione che, talvolta ,trasformava il nostro fare l’amore nel fare del sesso.
Negli ultimi anni, però ,le cose sono cambiate e non chiedetemi il motivo, perché non lo conosco neanch’io . Sta di fatto che ho sentito ,sempre più pressante in me, un desiderio nuovo, il desiderio di uscire dalla solita routine e di provare, nella mia vita sessuale, la trasgressione,cioè quel modo di fare sesso che non conosce ne limiti ne pudore.
All’inizio ,per un sentimento di rispetto e per paura di essere mal giudicato da lei,ho cercato di non coinvolgerla in questo mio bisogno ,cercando di realizzarlo con qualche incontro occasionale, di nessuna importanza e di scarsa soddisfazioni ,ma mi accorsi subito che era la strada sbagliata.
Era lei,Emanuela, l’oggetto dei miei desideri , dei miei sogni proibiti, era lei che volevo traviare ,che volevo far diventare la donna su cui sfogare tutta la mia libidine e, nella mia mente, era lei che doveva godere del piacere e dell’eccitazione che questo nuovo modo di fare sesso le avrebbe procurato ,trasformandola, sempre di più ,nella donna di piacere che volevo avere accanto a me.
Ma eravamo dei puri ed oggi mi viene da sorridere a pensare alla nostra prima “cosa strana “ che
abbiamo messo in atto e cioè,favoriti dalla moderna tecnologia, scattarle delle foto .
Ricordo ancora la prima volta ed il nodo che mi serrava alla gola per l’emozione e l’estremo imbarazzo di lei che ,obbediente, eseguiva i miei ordini .
Doveva essere l’inizio di nuove esperienze , ma era in agguato un fatto imprevedibile che avrebbe cambiato radicalmente la nostra vita
Eravamo nel 2009 ed incominciava a farsi sentire la crisi economica ed anche noi,come tante famiglie ,non fummo immuni dalle conseguenze che essa comportava
Il mio posto di lavoro non era in pericolo, ma la società per cui lavoro, aveva appena fatto un investimento nel nordest e,visti i tempi, aveva deciso di far seguire il nuovo impianto,almeno all’inizio,dal personale già assunto
Fu così che mi venne “ proposto “ il trasferimento a Trieste, almeno per un anno.
Stava a me decidere se spostarmi da solo e rientrare ogni quindici giorni, o portare con me la famiglia, con il rischio che l’anno si trasformasse in un periodo più lungo.
Ma proprio in questo momento non potevo fare a meno di Emanuela e non vi nascondo che l’idea di portarla nell’emancipato nord, in una città di confine, dove nessuno ci conosceva,ai confini con la mitica ex Iugoslavia,mi ha condizionato non poco, per cui accettai il trasferimento, che comportava, tra l’altro, un notevole beneficio economico e ci trasferimmo in quella splendida città che è Trieste.
Non sto a raccontarvi il primo mese di vita nella nuova città, di cui apprezzammo subito la diversa mentalità della gente e la disponibilità di tutti nei nostri confronti ,senza alcun pregiudizio nei nostri confronti per il fatto di essere meridionali.
Ci ambientammo subito ed io ero euforico perché ,oltre alle soddisfazioni sul lavoro, percepivo il venir meno di certi tabù propri della mia terra e ciò mi faceva presagire quei cambiamenti che tanto avevo desiderato
Rimanemmo colpiti di come le donne partecipassero normalmente a tante attività generalmente riservate agli uomini. I bar ,le trattorie,i tanti caffè, erano pieni di donne sole o in gruppo , per cui non provammo alcun imbarazzo quando decidemmo di iscriverci e frequentare assieme una palestra
Ci trovammo immersi in un ambiente allegro ,cordiale,cameratesco ,dove fummo accolti come vecchi amici. Ci confondeva il misurarsi con la mentalità aperta di quella gente.
Mentre Eleonora si dedicava con maggior impegno alle attività fisiche ,desiderosa di conservare il suo corpo nella pienezza della forma,io mi ero avvicinato ad un gruppo di uomini che sembravano costituire il fulcro attorno a cui girava tutta l’attività della palestra.
Non ci misi molto a capire che ,oltre a fare sport, una delle loro attività principali era quella di fare il filo alle donne che la frequentavano , di mote delle quali ne godevano i favori
Quando la nostra amicizia si trasformo in confidenza, venni a sapere che il loro continuo stare assieme era condiviso,nel tempo libero, anche dalle loro mogli e che, tra alcuni di loro, era consuetudine scambiarsi le relative consorti .
Credo non abbiate alcuna difficoltà ad immaginare l’effetto che questo ambiente ebbe su di me e sul
mio desiderio,divenuto ormai ossessione,di trasgredire assieme a mia moglie,e mi ripromisi che, alla prima occasione, avrei fatto in modo che mi accogliessero in quel gruppo ristretto di amici
Fu così che un giorno,mentre stavo a guardare mia moglie che eseguiva degli esercizi ,mi venne vicino Mario, che era un po’ il capo intesta della combriccola.
Chiamai mia moglie e gliela presentai
Era splendida nel body attillato che indossava .
Chiesi all’amico se poteva dargli dei consigli sugli esercizi da eseguire e lui, premuroso, si investì nella parte del trainer ed incomincio a mostrarle alcuni esercizi agli attrezzi..
Decisi che quella era l’occasione che aspettavo e che non me la sarei lasciato sfuggire
Aspettai che lei si trovasse in qualche difficoltà per chiedere a lui di aiutarla. Credo che ,sapendo dei discorsi che avevamo fotto assieme, lui capì che non mi sarei offeso se, “ involontariamente “, qualche volta la sua mano fosse scivolata dove non avrebbe dovuto scivolare
Dopo un po dovetti indossare la tuta per nascondere l’erezione che spingeva contro i calzoncini, tanta era l’eccitazione che mi procurava il vedere con quanta maestria ed indifferenza lui arrivasse ai punti più intimi di lei.
Alla fine ci accompagno verso gli spogliatoi..Strada facendo chiesi a mia moglie come si sentisse la muscolatura delle gambe e lei ,ingenuamente, rispose che le sentiva rigide e doloranti ,al che replicai che, a quel punto ,ci sarebbe voluto un massaggio.
Mario capì le mie intenzioni anche questa volta e si offri di provvedere lui stesso.
Entrati nello spogliatoio, lui la fece distendere sul lettino, le fece allargare leggermente le gambe e spalmatole dell’olio , incomincio a percorrerle lentamente con le due mani, iniziando ,più che un massaggio,una carezza erotica
Io era presente, ma stavo in disparte, in uno stato di grande eccitazione ,che aumento subito dopo, quando lui abbandono i polpacci per posare le mani sulla sua coscia,
Quel movimento di avanti ed indietro di quelle mani era di un erotismo indescrivibile .
Lui incominciò ad allungare sempre di più la il percorso delle sue mani che, ora, avevano raggiunto l’inguine.
Guardai Emanuela ! Stava ad occhi chiusi ,con la bocca semi aperta ed il suo splendido petto, compresso dal tessuto, si sollevava molto più velocemente del dovuto.
Guardai le mani di lui e vidi che il pollice della mano all’interno della coscia, nel suo movimento rotatorio, sfiorava ,sempre più spesso e con maggior pressione, la sua fighetta.
Lei teneva il braccio dalla parte di lui disteso sul lettino , mentre l’altro lo lasciava penzolare.
Allora mi avvicinai al lettino e, con indifferenza ,appoggiai il mio membro rigido contro quella mano penzolante che ,istintivamente ,si chiuse attorno al mio cazzo.
Anche Mario si accorse della mia manovra e ,con estrema indifferenza, continuo la sua carezza erotica, ma, questa volta, facendo scivolare il pollice sotto il body a contatto con la figa di Emanuela .
Io guardavo lei e la vidi chiudere la bocca stringere le mascelle ed immobile assaporare il suo primo orgasmo .
A questo punto Mario mi strizzò l’occhio, le accarezzò tutta la gamba ed usci dallo stanzino dove si trovava il lettino dei massaggi ,chiudendosi la porta alle spalle.
Come colto da un momento di follia, chiusi la porta a chiave,tolsi la tuta ,stracciai la parte inferiore del body, presi in braccio Emanuela e la sdraiai su un materassino da palestra ed ,agevolato dal bagno di umori che inondava la sua figa, la penetrai d’un sol colpo sino a raggiungere l’utero.
Non mi era mai successo, ma mentre penetravo in lei, la sentii fremere ed ebbe il suo secondo orgasmo.
Continuava a tenere gli occhi chiusi e, mentre la scopavo con estrema violenza ,lei ,come fosse drogata, passava da un orgasmo all’altro, quasi senza interruzione alcuna.
Quando venni dentro di lei, finalmente aprì gli occhi e mi guardo con due occhi pieni d’amore e di riconoscenza e mi disse quanto mi amava.
Passato quel momento di follia erotica, pensai subito a quanto fosse stato delicato Mario ad andarsene e lasciarci soli.
Non avrei potuto dire niente se avesse voluto scoparsela anche lui e mi chiesi cosa avrei provato e se lo avessi accettato.
In quel momento non riuscii a decidere ,ma ero consapevole che era una domanda alla quale
avrei dovuto dare, immediatamente, una risposta.

Note finali:

Commenti-Critiche-Osservazioni
sono sempre bene accetti

oldcuc@hotmail.it

Questo racconto è stato letto 92 volte!

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!