"Lo spirito del grande Moai" by viaggioimmaginario [Vietato ai minori]




“Lo spirito del grande Moai” di viaggioimmaginario New!

Il punto di ristoro dopo una mattina su questo pullman per turisti ci è finalmente davanti. Sono affamato e non vedo l’ora di assaporare questa cucina sudamericana delle coste oceaniche.
Mi accorgo di essere seduto proprio nel tavolo vicino al tuo, mi colpisce il modo con cui sorseggi il vino bianco dal calice. Delicate ed avvolgenti, le tue labbra si accostano al cristallo in modo quasi impercettibile: la tua seduta composta, dritta, le tue spalle disegnate conferiscono alla tua figura un’eleganza d’altri tempi, illuminata da un sorriso radioso.
Mi chiedo chi tu sia, ragazza di una siffatta bellezza che investe di sensualità l’intero locale. La curiosità è forte, magnetica. M’irretisce profondamente quello sguardo, tanto da non riuscire più a gustare con serenità il buon pesce che il Pacifico porta su questa tavola. Mi devo voltare – il richiamo è troppo forte – per incontrare nuovamente quegli occhi: mi scopro più ingordo della bocca appena aperta che dell’ottimo cibo davanti a me.
Una tensione che ricorda quella omericamente narrata, di un Odisseo costretto a legarsi per non farsi trascinare dal canto delle invitanti creature marine. Sento il sangue scaldarsi fino alla superficie della pelle quando, per un caso del destino, il mio sguardo sin troppo bramoso si incrocia con il suo. Mi dovrei girare, quasi fuggendo per la chiara violazione commessa, ma non riesco. Il suo polo mi attrae a tal punto da privare la mia stessa volontà.
Devo togliermi da quella situazione, arrivata all’insostenibilità: quasi di scatto mi alzo, cercando rifugio nella toilette del ristorante. Cerco inutilmente, solo l’indicazione di una cameriera inspiegabilmente ammiccante mi conduce ad una scala ed al piano interrato sottostante. Buio, o quasi. Il contrasto tra la luce del mezzogiorno estivo e l’interrato, illuminato esclusivamente dalla flebile luce di un vecchio frigorifero della Cocacola riesce a creare la possibilità di vedere la porta del bagno. Ho l’estrema necessità di lavarmi la faccia, di riprendermi da una situazione ai limiti dell’immaginabile: mi accorgo solo ora dell’erezione per nulla celata dalla stoffa dei pantaloni estivi, certamente non invisibile agli occhi della cameriera sorridente.
Il rumore dello scroscio dell’acqua proveniente dal bagno segna, tuttavia, la presenza di qualcuno nella toilette: forse un altro uomo contagiato dal mio stesso morbo? La domanda trova immediatamente un risposta non appena il socchiudersi della porta mostra le tue labbra socchiuse. Mi sorridi senza proferir parola, d’un sorriso che poco lascia alla mia volontà, già smarrita, possibilità di respirare. Su un ipotetico ring, si definirebbe colpo del ko, cui solo la forza della disperazione potrebbe trovare rimedio.
Non resisto – non ce la faccio proprio – a non sbatterti contro il muro antistante la porta del bagno, che chiudo prontamente. Una mano sul collo, in parte sulla bocca per non farti urlare, e l’altra sotto il vestito, sulle cosce che mi sorprendono per quanto sono lisce. Scostarti il cotone dei tuoi slip è immediato, mentre il tuo sguardo non appare così sorpreso, nemmeno terrorizzato come avrei immaginato: un sussulto, quasi urlato, mentre le mie dita si fanno strada nel tuo sesso già pronto, come se avesse già previsto ogni mia mossa…
Sei contro il muro, le mie mani vigorose addosso, il ritmo crescente delle mie dita che ti scuotono le viscere e tu che fai? Mi fissi senza parlare, incitandomi con gli occhi a fare meglio, a spaccarti ancora meglio, a farti godere come meriteresti. Farfugli una parola, che non colgo subito: “che vuoi, troietta?, che vuoi?” Comprendo allora il verbo espresso prima: “Aprimi, aprimi! Subito!” Il gesto di prenderti per i lunghi capelli neri e piegarti sul lavabo alla mia destra è pressoché istantaneo. C’è una forza incontrollabile in me, mai provata prima, come se le leggende che si narrano in questa terra cilena sul grande Spirito dei Moai si stessero traducendo in realtà.
Una spinta secca, violenta ed immediata esaudisce la sua invocazione precedente. La larghezza del mio sesso le ha aperto le carni ed ora, impazzito, non sembra volersi fermare, nonostante i gemiti urlati delle ragazza, che cerco di soffocare con le mie dita in gola. E’ un crescendo di spinte, voglio sfondarla, farla urlare ancora di più di quel che fa ora: così piegata mostra un culo tondo, di una perfezione di giottesca memoria, che chiede solo di essere schiaffeggiato e preso, sfondato senza pietà.
Ora grida, la troia, grida e chiede di non smettere, che sta godendo, che sta per venire. Grida ad ogni schiaffone sul culo, ad ogni spinta violenta del mio sesso che esce ed entra sempre più energicamente, ne vuole di più, insaziabile sirena. La frenesia violenta mi porta ad accelerare, sempre sia possibile, i colpi, sono quasi spossato, l’akmè è prossima e sta prendendo entrambi come turbine sovrumano, divino, fino ad esplodere in un’ondata che si propaga nell’intimità più profonda. Il richiamo “Aurora, Aurora” di una voce femminile arriva a sorprendere il battito scomposto dei nostri respiri soffocati, come un duro richiamo alla realtà: ricomposti, proseguiamo come estranei il nostro giro per le località oceaniche, senza sapere che lo Spirito del Moai abita ora nel nostro futuro.

 

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La zia vogliosa by John Dorian [Vietato ai minori]




A ventidue anni ancora non avevo mai avuto un rapporto sessuale. O meglio, un rapporto sessuale completo, perché varie ragazze durante la mia adolescenza mi avevano soddisfatto oralmente o manualmente, e mi era anche capitato di leccare o sditalinare una vagina.
Ma questo non poteva bastarmi, e molto spesso parlavo di questa mia frustrazione con Luca, il mio coinquilino e amico.
– Sei troppo timido – mi diceva, – una volta o l’altra dovresti buttarti. –

Io non facevo altro che aspettare l’occasione giusta, che mi si presentò in un maggio. Piccola digressione: all’epoca frequentavo l’università a Roma, sebbene fossi nato a Milano, città dove ero anche cresciuto e dove la mia famiglia abitava. Comunque, tornando a noi, un giorno rincasai dopo una giornata particolarmente faticosa in facoltà, e notai un messaggio in segreteria. Lo so, sembra strano detto oggi, ma allora era un uso abbastanza frequente quello della segreteria telefonica. Ad ogni modo, il messaggio era di mia zia, che mi avvisava che avrebbe soggiornato tre giorni nella Capitale per lavoro e mi chiedeva di vederci.

Monica, mia zia paterna, era sempre stata un mio desiderio erotico da quando avevo tredici anni, e cioè la prima volta in cui la vidi nell’ottica sessuale. Era sempre stata formosa, con due tette enormi ed un culo che faceva invidia a molte. Inoltre, i suoi occhi azzurri, le sue labbra carnose ed i suoi movimenti seducenti la rendevano irresistibile per tutti gli uomini.

Appena ascoltai il messaggio dovetti subito spararmi una sega al ricordo delle sue forme, poi la richiamai per informarmi sul suo arrivo a Roma.

– Vengo domani, tesoro – rispose, – però devo chiederti un favore: non saprei proprio dove andare, e… –

La interruppi:

– Non ti preoccupare zia, qui da me c’è posto –

L’indomani la andai a prendere all’aeroporto e la trovai in splendida forma. La chioma bionda era perfetta e, pur tenendo conto che aveva ben quarantasette anni, era decisamente una bomba sexy. Quanto mi ero masturbato su quella donna!
Ci salutammo con due baci sulle guance e mi si rizzò subito il cazzo.

Una volta arrivati in casa, mi consultai con Luca riguardo mia zia e gli chiesi se per qualche giorno lui avrebbe potuto togliersi di mezzo:
– Certo – rispose lui – per la tua prima volta con quello schianto di zia… –
Continuammo a fantasticare su cosa io e mia zia soli in casa avremmo potuto combinare, convinti che in quel momento lei si stesse facendo la doccia. Poi Luca prese alcune sue cose e se ne andò, lasciandomi solo nel salone.

Dopo pochissimi minuti apparve zia Monica coperta solo da un asciugamano, stretto dalle tette in giù: era meravigliosa. È inutile dire che il mio pene si risvegliò. Poi, senza accennare a niente in particolare, lei si fece scivolare l’asciugamano per terra, e per la prima volta la vidi come mamma l’ha fatta.
Poi si sedette sul divano accanto a me, cominciando a baciarmi sulle guance e sul collo. Rimasi stordito, ma stavo impazzendo di eccitazione. Poi mi disse:

– Sei cresciuto bene, adesso sei un bel ragazzo. Non escluderei che sia diventato grande anche il tuo amichetto là sotto –

Non ci potevo credere: quello che avevo sperato da nove anni finalmente stava accadendo! E senza nessun mio sforzo! Poi lei continuò:

– Vi ho sentito mentre parlavate, tu e il tuo coinquilino, e ho deciso di stare al gioco. Ma tuo padre e il resto della famiglia non devono scoprirlo, sarebbe terrificante per loro. –

Senza dire una parola le ficcai la lingua in bocca e ci baciammo appassionatamente per una manciata di minuti. Poi lei mi slacciò i pantaloni ed iniziò a masturbarmi lentamente. Quando smise per riposare la mano, io non le diedi il tempo di continuare e cercai la sua figa, leccandola avidamente. Lei gemette venendo, ed io accolsi volentieri il liquido del suo piacere sulla mia lingua. Poi mi chiese di penetrarla e io non me lo feci ripetere due volte. Mi sdraiai sul divano e la feci sedere sul mio palo. Il suo movimento ondulatorio sopra di me mi causò un’eiaculazione spropositata e senza preavviso dentro di lei: in fondo era la mia prima volta, e per di più con la donna dei miei sogni.

Ma lei non sembrava preoccupata, e pensai che evidentemente prendeva la pillola. Quindi si tolse da sopra di me e iniziò a spompinarmi. Subito il mio cazzo prese vigore di nuovo. Era passato troppo poco tempo dalla prima sborrata, perciò dopo una decina di minuti che me l’aveva accolto in bocca decise di passarselo tra le tette. Era una sensazione stupenda, che mai avevo provato: ed avere il mio pene tra le sue grandi e morbide poppe mi fece venire un’altra volta. Infine andammo a farci una doccia insieme, durante la quale ci baciammo e palpammo, ma nient’altro.

Quella notte dormimmo insieme, e la mattina seguente lei andò al lavoro e io all’università.
Nei due giorni successivi parlammo di quello che era successo, e confermammo di non dire nulla a nessuno della famiglia.
L’ultimo giorno l’accompagnai in aeroporto e là ci salutammo. Sapevo che tutto ciò non sarebbe mai più ricapitato, ma speravo comunque di rivedere zia Monica.

Poi, tornato a casa, trovai Luca che si era risistemato, e che mi chiese informazioni succose riguardo ai tre giorni passati con mia zia. Io gli raccontai tutto, nei minimi dettagli.

 

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Ricerche Frequenti:

Mya : Gaia e Luigi by Serena [Vietato ai minori]




Mya : Gaia e Luigi di Serena New!
Gaia e Luigi non sono la classica coppia cuckold, ma qualcosa di molto più spinto, con lei che di fatto è una giovane Mistress, e lui il suo aspirante slave. Il desiderio di Luigi di vederla con un altro uomo è molto forte, complice anche la totale incapacità a soddisfare la sua domina se non con la sottomissione. Gaia è ancora molto indecisa sul come compiere questo passo, non volendo iniziare col ‘classico bull’, ma con qualcosa non solo di diverso, ma anche di molto più perverso. Così si mette in contatto con me e decidiamo d’incontrarci nel mio appartamento di sabato pomeriggio Subito rimango non poco stupita nel vederli, Gaia è davvero una splendida ragazza, alta e bionda con tutte le forme al posto giusto, inoltre indossa un vestito molto semplice che però lasciava ben poco spazio alla fantasia, Luigi invece è il classico belloccio pieno di soldi, ma totalmente anonimo.
Dopo esserci presentati li faccio accomodare in salotto, e cominciamo a parlare delle loro esperienze come coppia Mistress-slave. Pur essendo poco tempo che stanno insieme, hanno già fatto notevoli passi nel percorso che porta un uomo a essere un perfetto schiavo.
Quel che però è più evidente, è la totale incapacità di Luigi di poter dare anche un minimo di piacere alla sua ragazza col suo pene.
“Vedi non solo ha un cazzetto quasi da ridere, ma dura anche qualche minuto.” mi confida Gaia quasi vergognandosi al posto del suo ragazzo “Sai noi abbiano anche tentato più volte, ma dire che non provo nulla è forse anche riduttivo. Siamo anche stati da alcuni specialisti e provato diversi farmaci, ma è risultato tutto inutile”
“Ed è per questo che tu la vorresti vedere con un altro.” chiedo al ragazzo che teneva gli occhi bassi.
“Non lo so, da un lato sono geloso, ma dall’altro è fin troppo evidente che non potrò mai darle ciò che per una donna è normale, cioè una bella scopata. E siccome so che prima o poi vorrà un rapporto ‘normale’ tanto vale che sia presente.”
“E tu Gaia che mi dici ?”
“Guarda sinceramente io sono più propensa per il no. Scopare tanto per fare non è il mio genere, ma più che altro quando mi si presenta qualche bell’occasione non ha nessuna voglia di coinvolgerlo, insomma perchè dovrebbe vedermi con un altro ? Per me deve accontentarsi di quel che ha, insomma stiamo insieme nonostante la sua totale incapacità sessuale, gli permetto di farmi da schiavetto e l’inculo quando ne ho voglia, quindi perchè dargli di più ?”
“Per umiliarlo ancor di più, o se vuoi per fargli fare un’ulteriore passo verso la sua totale sottomissione. Uno come lui non dev’essere un semplice schiavetto, ma un vero e proprio servo a trecentosessanta gradi, pronto a tutto pur di soddisfare la sua padrona. Posso chiederti se hai mai avuto rapporti lesbo?”
“Si ma nulla di che, insomma le solite cose fatte tanto per provare.”
“E dimmi hai mai pensato a farlo con una trans vedendola come una donna ?”
La mia domanda spiazza completamente la ragazza, che rimane a lungo in silenzio, ma allo stesso tempo tradisce una certa curiosità nel voler provare qualcosa di nuovo.
“Effettivamente non sarebbero vere corna, giusto Luigi ?” chiede con malizia Gaia al suo ragazzo.
“Non saprei, ma quel che è certo è che non mi girerei dall’altra parte !” le risponde Luigi ancor più eccitato di lei.
“Intanto tu spogliati.” ordino al ragazzo “Così vediamo se davvero sei inutile come dite.”
Quando dopo essersi denudato, Luigi mi mostra il suo ‘arsenale’ e scoppio ridere colpendo subito a morte il suo orgoglio. Ma vedere un ragazzo grande e grosso, con un pisellino da bambino, non può lasciare certo seri.
“Ma ci riesci a farti una sega ?” gli chiedo per umiliarlo ulteriormente.
“Se è per quello non fa altro, anche perchè sborra subito. Sembra strano ma se si masturba dura anche meno che quando prova a scopare.” mi fa eco ridacchiando Gaia.
“Scusa se te lo chiedo, ma come mai stai con uno sfigato del genere ?”
“Per i soldi è ovvio ! Inoltre a Luigi fa comodo farsi vedere con una bella ragazza che non lo sputtani per quel che è, mentre io posso tirar fuori la mia anima dominante sapendo che lui non aspetta altro. Se vuoi saremo anche una coppia fuori dai soliti schemi, ma ognuno serve all’altro e tanto ci basta per rimanere insieme.”
Faccio sedere il maschio mancato per poi ammanettargli i polsi dietro la schiena, facendo in modo che non possa alzarsi senza portarsi via la poltroncina.
“Lo sai che sei davvero bella.” sussurro a Gaia sfiorandole il collo con le dita, dopo essermi sistemata vicino a lei.
“Anche tu lo sei.” mi risponde cercando di nascondere un certo imbarazzo per le mie avance.
“Tu sei più giovane, e il tuo corpo è perfetto.” continuo a dirle morsicandole amorevolmente un lobo “Una ragazza come te merita il meglio, e non uno sfigato incapace di scopare. Non ti devi vergognare di fare sesso davanti a lui, anzi se c’è qualcuno che deve vergognarsi è proprio il tuo ragazzo.”
Come sento che si sta ‘scaldando’, le infilo una mano nel vestito per tirarle fuori un seno, scoprendo che i suoi capezzoli erano già turgidi.
“Sai quasi mi dispiace non essere un tuo amante, ti scoperei sino a sfinirti, lasciando che il cornuto ti guardi godere. Però stai tranquilla, ti porterò a picchi del piacere che non hai mai provato, poi ci scoperemo quel frocio senza cazzo.”
Quando faccio scivolare la mano fra le sue cosce, Gaia mi spinge la bocca contro la sua, ed iniziamo a slinguarci a vicenda come due ragazzine.
“Sai che quando abbiamo provato a scopare, si lamentava che sono troppo selvaggia ?” mi confida lei fra un bacio e l’altro.
“Che razza d’ingrato ! Invece d’esser felice che almeno ci provi nonostante sia uno sfigato ! Ma dimmi glielo hai già messo nel culo ?” le domando curiosissima.
“Ma certo ! Con un gran bel dildo ! E dovevi vedere come godeva, proprio come un perfetto frocio, di quelli che vengono senza neanche toccarsi l’uccello.”
A quel punto ci alziamo per spogliarci a vicenda, rimanendo presto nude, davanti agli sguardi sempre più arrapati di Luigi.
“Stronzo guarda come mi faccio la tua ragazza !” dico al minidotato in chiara ‘erezione’ “Tanto con quel cazzetto ridicolo che hai fra le gambe non è che puoi scopare come un vero maschio.”
“Siete solo due zoccole !” mi risponde Luigi cercando di fare l’uomo, ottenendo solo uno sputo in faccia.
A quel punto faccio sdraiare Gaia sul divano, per poi mettermi sopra di lei per poterla baciare a lungo, ma il solo sentire la sua passera bagnata contro il mio pene mi eccita oltremodo. Mentre lei insulta senza sosta il suo ragazzo per la sua virilità quasi nulla, io scendo con la lingua, dalla sua bocca sino all’interno cosce.
Non appena prendo fra le labbra il suo clito, Gaia inizia ad urlare per il piacere, stringendo allo stesso tempo le gambe tanto che quasi mi soffoca.
“Oh si mangiamela tutta !” grida lei “Quell’impotente va bene solo per leccarmi i piedi o il culo, ma quando deve passare alla fica è un perfetto incapace.”
Per farla godere ancor di più, le infilo due dita dentro che poi ruoto in continuazione, mentre le succhio sempre più forte il clito.
“Mm mi fai godere già più di quell’incapace e senza usare il cazzo, dai continua così….”
Un terzo dito raggiunge le altre già dentro la sua passera, poi risalgo con la lingua sul suo corpo, sino a ritrovare la bocca.
“Certo che scopo meglio di lui, io almeno le so usare le dita !”
La ragazza viene tanto violentemente, che schizza il suo piacere neanche fosse un uomo, e subito dopo è lei a scivolare in basso per ritrovarsi il mio sesso davanti alla bocca.
Nonostante sia ‘vergine’ in quanto a rapporti non convenzionali, Gaia non impiega molto a capire come farmi godere, soprattutto accarezzandomi le chiappe mentre mi spompina da vera maestra, e forse il solo vedere Luigi sborrarsi addosso come un pivello, mi eccita tanto rischio di avere subito un orgasmo.
Quasi senza accorgermene, mi ritrovo seduta al fianco di lei, per parlare delle loro esperienze, come se fosse la cosa più naturale al mondo.
“Quindi glielo hai già messo nel culo ?” le chiedo nuovamente con una certa curiosità.
“Sì, sai com’è volevo essere la prima. All’inizio pensavo d’usare uno strap-on, ma poi ho preferito un bel dildo realistico, di quelli che superano i venti centimetri…”
“E quanto ha goduto il porco ?”
“Tantissimo, all’inizio si lamentava per il dolore, ma dopo sborrava in continuazione gemendo come una puttanella.”
“Che dici, lo scopiamo tutte e due ?”
“Ma certo che si ! Scommetto che hai anche un bello strap-on per insegnarmi ad usarlo come si deve.”
“Per quello ne ho diversi, ti sembrerà strano, ma a volte vengono delle donne che vogliono essere anche attive.” le rispondo mentre mi alzo per liberare Luigi dalle manette “Tu in ginocchio davanti al divano !” gli ordino non appena ebbe le mani libere “Inoltre c’è stato un porco che mi diceva sempre che non gli bastavo, così invitavo delle donne che l’inculavano insieme a me. Gaia credimi alla fine non sapevo più neanch’io come fargli il culo tanto era diventato frocio ! E non è che sia una persona priva di fantasia !” concludo ridacchiando.
Mi avvicino al sedere di Luigi dopo aver preso del gel lubrificante, e con la sua ragazza gliene mettiamo tanto dentro il buchetto da fargli quasi un mezzo clistere. Poi con noncuranza gli infiliamo un dito a testa nell’ano, riprendendoci a baciare con sempre più voglia.
Il porcello ormai geme senza sosta, e gode ancor di più quando le dita furono sostituite da due piccoli vibratori. Mentre Gaia lo scopa in maniera classica col siluro in miniatura, io col mio giro introno al suo, dilatando al massimo lo sfintere del frocetto.
“Che dici è pronto per fotterlo ?” le chiedo dando due piccole pacche sulle chiappe del ragazzo.
“Si si ! Se vuoi puoi scoparlo per prima, tanto io l’ho già fatto.”
“Grazie ” le rispondo prendendo uno strap-on da farle indossare.
Non appena il suo culo è davanti al mio cazzo, sodomizzo brutalmente Luigi, infilandoglielo tutto nel culo con un solo affondo.
“Vedi amica mia, per scopare un frocio in fondo ci vuole ben poco, inizi buttandogli dentro tutta la mazza, poi gli dai qualche secondo per abituarsi, ed infine la butti fuori per rimettergliela dentro come prima. Dopo un po’ di questo trattamento il maschio mancato inizia a gemere come una cagna in calore, insomma diventa una troia a tutti gli effetti, disposta a tutto pur di soddisfare le sue voglie da puttana. A questo punto l’afferri come meglio credi, io preferisco per i capelli, e lo scopi a perdifiato, immaginando magari di fare sesso con un vero maschio e non con una checca !”
“Wow ma sei bravissima ! Io non sarei mai arrivata a tanto neanche usando tutta la mia fantasia !”
“E’ solo una questione d’esperienza, ora vieni qui e scopati questa puttana.”
Gaia prende il mio posto per ripetere quanto avevo appena fatto al suo ragazzo, replicando ogni mio gesto, e aggiungendo solo una massiccia dose d’insulti. Il vedere in azione quella così giovane dominante, fa nascere in me la voglia di possederla, così le poggio una mano sul suo bel sedere per eccitarla ancor di più.
“Sai una delle cose che preferivo.” le dissi parlando quasi sottovoce “Era farmi scopare da un gran bel stallone, mentre fottevo quel porco di cui ti dicevo. Forse era il vedere come potevano essere così diversi due uomini, uno un toro da monta, e l’altro un frocio buono solo a farsi inculare mentre gli scopavano l’amante.”
“In effetti un po’ di voglia di cazzo vero è venuta anche a me.” mi confessa lei quasi vergognandosene.
“Se vuoi provvedo io …”
Lei si tira un po’ su lo strap-on in modo da liberare la passera, e non mi rimane che penetrarla, facendola gemere già al primo affondo.
“Sii hai ragione, è bellissimo farsi scopare mentre si fotte un frocio ! Devo proprio trovarmi uno stallone, magari di colore visto che questo mezz’uomo è anche un po’ razzista, per farmi qualche scopata come si deve.”
“E non hai paura che poi questo finocchio ti rubi i cazzi ?”
“Questo è più che sicuro. Sai che il frocione andava a succhiare le mazze dei ragazzini in un cinema porno ? Credo che un giorno ne chiamerò un paio perchè lo schiavizzino come merita un essere simile, sbattendolo come una troia sfondata.”
Più io la scopo e più lei infierisce sul quel ragazzo, arrivando anche a picchiarlo con una certa forza.
“Perchè ho perso tutto questo tempo con uno come te.” urla la ragazza dando all’aspirante cornuto due schiaffi sul culo “D’ora in poi niente più pietà o compassione, la fica potrai solo guardarmela e quando lo vorrò io. Per il resto mi vedrai scopare con chi voglio e come più mi piace, e solo se ti comporterai bene alla fine ti farò leccare un po’ di sborra di maschio. Poi diventerai una vera troia da cazzi, ti porterò a battere in modo che il tuo culo merdoso serva a qualcosa, e non solo a farti godere puttana che non sei altro !”
Gaia ha un orgasmo talmente violento, che mi ci vuole tutta la mia forza per non ritrovarmi disarcionata da lei, tanto forti furono i sussulti provocati dal piacere.
“Ora succhiami il cazzo sino a farmi venire.” ordino a Luigi mettendomi davanti a lui “E guai a te se fai godere anche solo una goccia di sborra.”
Scoparlo in bocca è molto eccitante, ma lo diventa ancor di più quando Gaia si mette dietro di me e riprende ad accarezzarmi le chiappe, sino a farmi un mezzo ditalino infilandomi un dito nel culo.
“Dai riempi di sborra la gola di questa mezza sega, che ho ancora voglia di te.” mi mormora Gaia all’orecchio facendomi capire che per lei non è certo finita.
Poco prima d’avere l’orgasmo blocco la testa di Luigi contro il mio ventre e gli vengo in bocca, mentre la sua nuova padrona lo insulta senza sosta.
Non paga di quello che gli abbiamo fatto, prendo Luigi per i capelli e lo porto nel ripostiglio, dove gli lego le mani dietro la schiena.
“Bravo il mio maschione !” esclama Gaia “Adesso tu rimani qui mentre io e la mia amica facciamo un po’ di sesso. Cosa faremo usciti di qui non te lo so dire, a parte che io godrò mentre tu subirai solo umiliazioni, e dovrai considerarti fortunato se ti farò assistere alle mie scopate o se t’inculerò senza pietà, ma del resto sei un buono a nulla, non è vero ?”
“Si Gaia.” risponde lui molto timidamente.
“Si Padrona !” lo corregge la giovane Mistress dandogli uno schiaffo in piena faccia.
“Dai andiamo di la, per occuparsi di lui c’è sempre tempo, ora ho solo voglia di godere con te.”
Prendo Gaia per mano per portarla in camera, dove passiamo il resto della giornata a donarci reciproco piacere, e pensare al loro futuro come coppia cuckold fin troppo estrema, ma del resto con un mezzo uomo del genere, non è che ci siano tante alternative.

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