Incesto 6 – La madre by ruben [Vietato ai minori]




Lei era Adele, e viveva con suo figlio.

Quella immagine la inquietava; le tornava in mente come una trasgressione che la affascinava, che la faceva sentire macchiata di una colpa grave ma alla cui attrazione non voleva sfuggire.
Era suo figlio. Lei lo aveva allevato con grande amore, con grande confidenza. Fino a che non divenne ragazzo aveva dormito con lei, a contatto con il suo corpo. Lei lo toccava, giocava per scherzo col suo pisellino, lo baciava in bocca, dappertutto. Poi lui si era fatto grande, ma anche a 18 anni era sempre lei che lo lavava, che gli passava la spugna sulle spalle durante la doccia, che lo asciugava. Ma quella volta aveva visto che lui, mentre lei gli asciugava il petto, aveva avuto una erezione.Ed era l’immagine del cazzo del suo ragazzo che la inquietava. Non aveva potuto dimenticare il membro duro ed eretto del figlio, il fatto che era diventato grande come quello di un uomo molto dotato, il glande turgido che aveva sentito con la mano sopra l’asciugamani.
Erano quattro anni che lei si era lasciata col l’ultimo amante, non aveva fatto sesso se non masturbandosi quando il desiderio di venire diventava incontenibile, ma nessun uomo, e ne aveva desiderio. Lei si conosceva, sapeva quanto amasse il sesso. Aveva cominciato da ragazzina, facendosi chiavare da un uomo anziano vicino di casa che l’aveva sverginata. Poi i ragazzi. Spesso usciva in macchina con tre di loro e li voleva tutti e tre. Ricordava di quando si metteva piegata sul cofano dell’auto e loro la chiavavano da dietro, uno di seguito all’altro, senza venirle dentro. E poi il padre di suo figlio. Lei aveva 19 anni e lui 40. Era un bell’uomo, forte e le piaceva da morire. Lei glielo aveva fatto capire ed alla fine fecero l’amore. Lui non voleva venirle dentro, ma lei, in un impulso di libidine, lo trattenne; non lo fece apposta, lo fece per il desiderio incontenibile di sentire il suo sperma nel suo corpo. Rimase incinta e lui la sposò. Furono felici per circa un anno; poi ci fu la disgrazia. Lui lavorava in una azienda di elettricità e rimase fulminato. Le lasciò la casa, alcuni appartementi fittati e la pesione per lei e per il figlio. Ebbe un amante, un uomo sposato, e lei era delusa. Lo lasciò e lui, per tacitarla, le diede molti soldi. E poi l’ultimo amante che sfruttava il suo desiderio di sesso per coltivare i suoi vizi. La faceva chiavare da altri per guardarla, lo fece due volte finchè lei non lo mandò via e lo minacciò. Poi cambiò quartiere. E nel frattempo vedeva il figlio crescere, diventare simile al marito del quale lei aveva sempre nostalgia. E quella visione le aveva rivelato un desiderio nascosto, qualcosa che era in fondo al suo animo e di cui lei non si era mai accorta. Lo amava, era suo figlio, ma senza saperlo, nel suo inconscio aveva cominciato a desiderarlo, a desiderarlo come uomo, come maschio e questo fatto la inquietava. Quando lui la abbracciava e la baciava sul collo, come faceva da sempre, lei sentiva amore e cominciava a sentire desiderio, voleva di più il contatto con il suo corpo.

Qualche settimana dopo, di notte, si alzò dal letto; non riusciva a masturbarsi ed acquietarsi. Andò in bagno a rinfrescarsi e passò davanti alla stanza del figlio. Sentiva dei sospiri: e allora si fece coraggio e con la punta del piede spinse un poco la porta, solo uno spiraglio. La stanza era buia ma dalla luce che filtrava dalla finestra vide che si stava masturbando. Aspettò che venisse, lo sentì venire respirando forte. E si allontanò. Provava una specie di rabbia o di dispetto; poi capi che avrebbe voluto essere lei a masturbarlo, a farlo venire, a far sgorgare il suo sperma giovane da quel cazzo duro che aveva visto alla doccia. Si vergognò di averlo pensato, ma pensarlo la eccitava, le faceva nascere desiderio. Ricordava suo padre, il piacere che le dava chiavandola anche quando era incinta, la grandezza del suo cazzo quanto quella del ragazzo, la resistenza del marito capace di farla venire prima di venire lui. E nella immaginazione vedeva il giovane figlio al posto del marito, immaginava tutto il piacere che lei poteva dargli, farlo venire dolcemente, insegnargli il corpo femminile, il sesso.
La mattina dopo, quando lui uscì si baciarono come sempre sulle labbra, Ma lei prese il suo viso tra le mani e o baciò sulla bocca , con le labbra umise, a ventosa, due volte.
– Che bel ragazzo che sei e che belle labbra che hai, Pino. Tu sei l’amore di mamma, il mio ometto. Dammi un altro bacio, vieni.
E nel baciarlo pressò il suo corpo contro quello del ragazzo.

Poi lei andò a rassettare la stanza di lui. Si accorse che il computer era acceso e le venne la curiosità di vedere. E ciò che vide la sconvolse.
Il pc era bloccato su un filmino porno dove una donna matura faceva l’amore con un ragazzo. Lei glielo teneva in bocca e lo faceva venire, si vedeva lo sperma colare dalle sue labbra. Lo rimise daccapo. La donna stava sul letto a cosce aperte mentre il ragazzo le leccava la fica con amore, succhiandole le piccole labbra e mettendole la lingua nella fica. Poi la donna lo guidò sul clito e lui continuò finche lei non ebbe le contrazioni dell’orgasmo. La donna non era bella, il ragazzo era molto bello. Erano attori, eppure sembrava che lo facessero per amore, nonostante la differenza di età. Lo rivide due volte, eccitandosi. Poi pensò: perchè lui vedeva quel filmino? Forse era questo che desiderava, una donna matura o forse a lui piacevano le donne mature.Quella donna del filmino avrebbe potuto essere la madre del ragazzo ed anche di più. E suo figlio si era eccitato per questa storia anche se il computer era zeppo di filmini di ragazze giovani che facevano sesso. Aveva scelto questo e si era eccitato fino a masturbarsi in quel modo così intenso come lei lo aveva sentito.
E cominciò a pensare. Sentiva il desiderio di provocarlo, di fargli capire che ciò che voleva poteva averlo da lei, di fargli immaginare….e pensava come fare per fargli nascere quel pensiero e quel desiderio.

Quando lui tornò lei stava in cucina. Lui la abbracciò da dietro e la baciò sul collo e lei,, che stava trafficando nel lavandino spinse il culo indietro contro il bacino del ragazzo. Poi si girò, lo abbracciò spingendo il suo corpo contro quello del figlio, gli prese il viso tra le mani e lo baciò sulla bocca, con le labbra umide, a ventosa. Abbraciandolo si era sollevata sulle punte dei piedi in modo che i suoi seni premessero sul petto del figlio.
– Tu vuoi bene alla tua mamma, vero?
– Si, lo sai.
– E la tua mamma ti darebbe qualunque cosa tu desiderassi per farti felice, qualunque cosa.
– Mamma, sono stanco e nervoso.
– Allora mangia e vatti a riposare sul letto. Però spogliati altrimenti si sgualciscono i vestiti.
Si era accorta che il ragazzo si era emozionato in quell’abbraccio e quel bacio umido sulla bocca, e aveva percepito uno piacere del figlio quando lei aveva fatto aderire il suo corpo a quello del ragazzo.

Lui si era spogliato e messo a letto, solo con gli slip ,come faceva sempre. Più tardi lei andò a controllare se si era coperto per dormire. Si abbassò sul letto e lo baciò in fronte. Lui era in un stato di sonnolenza, non era completamente addormentato e mormorò:
– Mamma…..
Lei gli girò un pò la testa e lo baciò sulle labbra e lui le rispose abbracciandole la testa.
– Che c’è, piccolo, vuoi la tua mamma? – e lo baciò ancora sulle labbra, ma restando a lungo con le labbra su quello del figlio….e vide che la coperta era sollevata all’altezza del cazzo, che lui aveva avuto una erezione. Glielo carezzò sulla coperta, lievemente , passando alcune volte la mano sulla lunghezza.

Lui aveva qualche linea di febbre, non si alzò quel pomeriggio. Lei era ansiosa per la sua salute. Aveva preso freddo per la sua abitudine di stare nudo nel letto, era congestionato e lei pensò di frizionarlo con una pomata alla canfora.
Accese la stufa nella stanza e gli scoprì il petto. Glielo accarezzò,indugiando col palmo della mano sui suoi capezzoli e lo sentiva eccitarsi. Comiciò a frizionarlo, lentamente, passanso la mano sul petto quasi col piacere di toccarlo. Lui teneva gli occhi chiusi e lei vide che la coperta si sollevava, aveva erezione per quel massaggio così sensuale. Lo sentiva reagire lievemente quando passava il palmo della mano facendola ruotare sui capezzoli. Poi lo coprì.
– Dormi, adesso.
– Rimani con me – gli disse lui – e lei sentì in quella richiesta una strana tenerezza. Lo carezzava sul viso aspettando che si addormetasse e quando lo vide quasi dormiente, passò la mano sulla coperta dove era il suo cazzo e lo baciò succhiandogli lievemente il labbro inferiore. Ma non le bastò: fece buio nella stanzaa per farlo dormire e mise una mano sotto la coperta. Sentiva la grandezza del suo cazzo sugli slip e poli li abbassò un poco per toccare la carne, per passae il pollice sul glande e sentire la pelle liscia. E lo carezzò sui testicoli, lievemente, per non svegliarlo, sembravano i testicoli di un torello, grossi. Gli carezzò le cosce, sfiorandogli i peli. Ma si fermò per paura che si svegliasse.
La sera lui respirava meglio ma si sentiva senza forze.
Lei gli mise la casacca del pigiama e mentre gliela metteva gli sfiorava apposta i capezzoli.
– Vieni a dormire vicino a me, non posso stare tutta la notte in piedi.
– Mamma, ma….
– Ma cosa? Da piccolo hai sempre dormito con me.
Lui si mise nel letto grande della madre , si era portato il computer.
– Chiudi gli occhi, adesso, mi devo cambiare.
Lei si cambiò davanti al grande specchio dell’armadio; sapeva che lui la stava guardando, ma lo fece con naturalezza. Si tolse il reggiseno e si guardò e toccò i seni davanti allo specchio. Si tolse i pantaloni, rimase solo con i piccoli slip quaisi trasparenti e finse di cercare la camicia da notte in modo da rimanere il più possibile soto lo sguardo del figlio. Aveva belle cosce, un bel culetto e, davanti allo specchio, le mutandine facevano vedere il nero dei peli del pube. Poi indossò un baby-doll, molto corto, che lasciava fuori un pò delle mutandine, spense la luce e si mise nel letto accanto al ragazzo.
Lui prese il portatile che aveva messo sul comodino, se lo appoggiò sul petto e lo accese.
– Dai, disse lei, vediamoci qualcosa insieme.- accostando il suo corpo a contatto con quello del figlio. Ma quando lo schermo si illuminò si rivide la scena della donna che faceva il pompino al ragazzo.
– Mamma, non guardare.
– Non cambiare, voglio vedere.
– Ma è una cosa….
– E’ sesso ed è una scena bellissima, lasciamela vedere. Non c’è niente di male.
La coscia di lei era a contatto con quella del figlio e per vedere meglio gli si era messa quasi addosso, facendogli sentire i suoi seni sul braccio.
– Bello, vero? ah, lei è una donna matura, forse ha la mia età ed il ragazzo la tua. Come è brava, lo sta portando in paradiso.
Allungò la mano e gli sfiorò il cazzo in mano, era durissimo.
– Ti sta eccitando, vero? eccita anche me, Guarda come sono belli! questo ragazzo è proprio bravo, un vero ometto. Dai non imbarazzarti, non c’è niente di male a vedere un pò di sesso; e poi questo è così bello. A te piace vedere questo filmino?
– – Mamma, ma io….
– Su, parla con la tua mamma. Ti ha eccitato molto, hai il pisellino duro duro. Perchè non ti confidi con la tua mamma? tu hai questi desideri?
Si,è così. Sei giovane e sei un bel ragazzo, più bello di questo del film. Perchè non ti fai aiutare dalla tua mamma. – e mentre parlava gli passava la mano delicatamente sull’asta.
-Ti piace così?
– Mamma, tu….mi aiuteresti?
– Vieni, ti faccio provare quello che fa quella donna.
Lui non aveva mai avuto un pompino e lei era abilissima a far godere l’uomo in quel modo. Da ragazza ne aveva fatti tanti, anche a sconosciuti. E poi lo faceva con amore, col desiderio di farlo godere il più possibile. Gli leccava l’asta, l’attacco del glande all’asta, gli faceva succhiotti al glande, gli carezzava i testicoli tenendoglieli in una mano. Lui la carezzava sui capelli, sentiva i seni che strusciavano sulle sue cosce.
– Mamma, come sei brava, che bello.
Poi lei sentì le contrazioni del cazzo vicino allorgasmo, rallentò, voleva che venisse lentamente, con un orgasmo più lungo. E sentì lo sperma caldo del figlio che le inondava la bocca e non potè trattenersi dal desiderio di ingoiare quello sperma fresco e giovane mentre glielo teneva ancora in bocca aspettando che finisse la turgidezza.
Andò in bagno a sciacquarsi la bocca e portò un asciugamanino umido per pulirgli il cazzo.
Lui la abbracciò, le mise la lingua in bocca, le toccava i seni, era ancora eccitatissimo.
– Sei contento?
– Ah, che bello, mamma, ti amo.
E lui timidamene spinse la mano a toccare i peli del pube della madre.
– Vuoi toccarla? si, te lo faccio fare.
Si tolse le mutandine e si mise accanto a lui con le cosce aperte.
– Voglio vederti, mamma. – disse lui, ed accese la luce della lampada del comodino. Poi timidamente le mise un dito dentro, sentì l’umido della eccitazione di lei. aveva il cazzo di nuovo duro.
– Vieni piccolo, mettiti tra le mie cosce, ti faccio fare tutto. Vieni, fammi sentire come sei diventato uomo, chiava la tua mamma.

Dormirono fino al mattino, nusi ed abbracciati nel letto. Era domenica.
Lei si alzò per prima, lui rimase nel letto e quando lei gli portò il caffè lui le disse:
– Mamma, fammela vedere, è bellissima.
– Va bene, ma poi alzati.
Si tolse le mutandine, sollevò la veste e si avvicinò al viso del figlio mettendogli la fica molto vicina al viso. Lui la penetrò col dito.
– Succhialo amore – gli disse lei – ha sapore di femmina.
Lui mise due dita , le mosse un pò avanti ed indietro e sentì il bagnato della eccitazione di lei. Tirò fuori le dita bagnate e lei gli prese la mano e gliele fece mettere in bocca.
– Bravo, così, impara il suo sapore.
(continua)

 

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Sfondato




Fin da ragazzino ho goduto nell’infilarmi oggetti – dapprima piccoli, poi sempre più grandi – nel retto. Non ricordo come ho cominciato… nessuno mi ha spinto in quella direzione, ma fatto sta Read more “Sfondato”

 

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