Da barista a schiavo by OpeOpeElvis [Vietato ai minori]




Sono tornato con una nuova tipologia di racconto! Si tratta di un dialogo in chat con un altro ragazzo, quindi un botta e risposta per creare una storia che si evolve e modifica nel tempo, in base alle voglie e alle sensazione di uno o dell’altro. Potranno esserci alcuni errori di battitura e piccole deviazioni o incongruenze nella trama proprio per il fatto che tutto viene scritto in tempo reale tra me e l’altro scrittore. “ME” sta per me stesso, mentre “YOU” è lui che scrive. “*” questo simbolo rappresenta la narrazione, ovvero le cose che uno fa o pensa, mentre questo simbolo “-” significa che il personaggio sta parlando! Si tratta, per chi se ne intende di una role. Fatemi sapere se vi piace questo tipo di racconto, scrivetemi alla mail opeopeelvis@gmail.com oppure su tumblr, all’indirizzo ilragazzoperverso.tumblr.com. Buona lettura!

ME: *sono in un bar, con un cliente di lavoro a discutere degli ultimi pacchi da spedire. vengo distratto continuamente dalla figura snella del barista che si muove fra i tavoli e fa le ordinazioni, pulisce il pavimento e si china per raccogliere qualche tovagliolo in giro per la sala. il cliente mi riporta all’attenzione, rimproverandomi per alcuni dati pochi chiari. il mio sguardo però è poco attento ai suoi dati…”

YOU: *Mi avvicino al tavolino dove noto due clienti che parlano tra loro, e cercando di non disturbarli troppo dico timidamente* salve, desiderate ordinare qualcosa? *osservo i due ragazzi in attesa di una risposta*

ME: *lo guardo con sguardo penetrante, divertito dalla sua timidezza, cercando di capire che tipo di uomo fosse. *-si per me una cedrata
* lo guardo allontanarsi di spalle*

YOU: *Un po intimidito dallo sguardo di quello strano ragazzo, che sento continuamente addosso, mi allontano e preparo una cedrata. Subito dopo la porto a tavola* ecco a voi, signore.. *dico lasciando la bevanda sul tavolino insieme allo scontrino*

ME: *ringrazio il tipo e continuo a fissarlo fino a che se ne va.
finalmente finisco col cliente e lo saluto, poichè aveva fretta di raggiungere un altro manager. metto via il tablet e i vari documenti per poi dirigermi al bancone per pagare il conto*

YOU: *Noto il ragazzo avvicinarsi al bancone, e lo guardo con un sorriso* allora, la cedrata è stata di suo gradimento? *sorrido e continuo a fissarlo*

ME: – si grazie molte. *sorrido di rimando* – fammi il conto per favore.
– fino a che ora siete aperti alla sera? *chiedo curioso.

YOU: Uhm, fino alle 8, perchè? *chiedo mentre faccio il conto, porgendolo al ragazzo*

ME: – grazie. * con lentezza estraggo il portafoglio e metto i soldi sul bancone
– mah pensavo che potrei passare a prenderti e portarti da me per una birra.
*sfacciato. un po’ mi vergognavo ma sapevo di dover seguire il mio istinto.

YOU: Una birra…? *arrossisco un po per quell’invito, non capendo dove voglia arrivare* Ehm, ti ringrazio, ma io non bevo… *Rispondo cercando di nascondere la timidezza, sentendomi un po a disagio. Intanto afferro i soldi e li deposito alla cassa*

ME: * deluso * -beh, niente allora. io passerò comunque questa sera, mi piace questo locale. se mai cambiassi idea.
*estraggo 50 euro e li schiaffo sul banco.
– la tua mancia. *lo fisso negli occhi con un ghigno. mi giro e me ne vado con la mia valigetta.

YOU: *Stupito da quel gesto afferro la mancia e vedo il ragazzo uscire verso la porta* ehi aspetta non posso accettarli… *non finisco la frase che lo vedo sparire fuori la porta, e sospiro* che strano tipo…. *dico pensieroso*

Più tardi…

ME: * torno alle 19 nel bar. saluto con un cenno il barista e mi siedo ad un tavolo nell’angolo. estraggo il tablet e alcuni fogli. comincio a lavorare*

YOU: *Lo osservo tornare al bar, era il ragazzo della mancia. Mi avvicinai timidamente* Ehm, buonasera, lieto di rivederla… oggi non avrebbe dovuto lasciarmi tutti quei soldi.. *dico imbarazzato*

ME: * il barista mi distrae dal mio lavoro, alzo la testa e sorrido alle sue parole
– tranquillo, non ne riceverai altri, dovrai farteli bastare per tutte le volte che ci vedremo. * ghigno
– portami una birra, piccola. * ordino e mi rimetto al lavoro

YOU: Subito… *vado in frigo, lo apro, e prendo una birra piccola, portandola a tavola* Ecco a lei, se ha bisogno d’altro basta chiedere… *mi giro e torno al bancone*

ME: * continuo a lavorare e sorseggio la birra, ho moltissimo da fare. non mi rendo conto che il tempo sta volando*

YOU: *Il tempo passa velocemente, si fanno le 20, e mi avvicino nuovamente al tavolo del ragazzo immerso nel lavoro* Ehm, scusi se la disturbo, ma stiamo per chiudere… *dico con un sorriso*

ME: finalmente. ero stufo di questa roba. allora, vieni da me? voglio offrirti un lavoro.

YOU: Uhm… *lo guardo pensieroso e poi annuisco* d’accordo, sono curioso di vedere di che si tratta…

ME: – ottimo, fai le tue cose, ti aspetto qui fuori in auto.
*tiro fuori 5 euro ed esco

YOU: *Vado a depositare i soldi, prendo la mia roba, ed esco fuori dal bar, guardandomi intorno* dove sarà…. ah eccolo… *mi avvicino all’auto ed entro dentro* scusi se l’ho fatta aspettare

ME: – nessun problema. io abito qui vicino, ci mettiamo un attimo.
*arriviamo e lo faccio salire al mio appartamento, molto grande, all’ultimo piano di una palazzina di 4 piani.
– siediti *indico il tavolo
– cosa ti offro?

YOU: *Entro in casa guardandomi attorno, incuriosito, per poi sedermi al tavolo* guardi, non si scomodi, non prendo nulla…
*dico sorridendo*

ME: – va bene. la faccio breve. all’inizio volevo solo fare qualche parola con te, ma prima nel bar mi è venuta un’idea. ovvero di offrirti un lavoro. come vedi casa mia è tutta sotto sopra, non ho tempo per sistemarla, e nessuno lo fa. in piu potresti darmi una mano con il mio lavoro, facendo le cose più semplici, sempre qui a casa mia. vitto e alloggio compresi. pago bene.
– in piu la mia ragazza che viene qui nei weekend, ha insistito molto che io trovassi qualcuno per dare una sistemata a casa e pulizie varie, ma non voleva che assumessi una ragazza… è gelosa. tu mi sembri un ragazzo serio e disponibile.. che ne dici?

YOU: *Lo guardo pensieroso* ma io ho fin’ora ho lavorato solo nei bar come cameriere, non ho mai fatto le pulizie di casa… *dico perplesso, e imbarazzato* penso sia un lavoro femminile… non so….

ME: – non dire stronzate. puoi farlo benissimo. e poi non si tratta solo di quello. devi lavare stirare, preparare da mangiare, fare la spesa, occuparti della manutenzione. non mi interessa se non sei capace, imparerai facendolo.
io ti propongo questo. pensaci su, domani puoi farmi sapere.
ah. quanto prendi al bar? ti offro il doppio.

YOU: Ehm prendo mille euro… davvero mi potresti dare il doppio? *dico con gli occhi che brillano a quella affermazione, e in base alla risposta sarebbe stato difficile rifiutare*

ME: – si. 2000 euro al mese. e non avresti spese perchè qui mangi e dormi, hai una camera tutta tua con bagno. e avresti anche tempo libero..
– ti sto facendo un regalo.
– ora vattene, per pensarci, puoi farlo anche a casa tua

YOU: Ehm…. potrei darti la risposta già ora se vuoi… *dico cercando di contenere la felicità* ma se preferisci te la do domani

ME: – perfetto da domani cominci. alle 8.00 devi essere qui con tutta la tua roba, e in giornata farò preparare il contratto. l’unica cosa è che non puoi venire in auto, non ce parcheggio per la tua.
– a domani *sorridendo malizioso, lo accompagno alla porta mettendogli una mano sulla nuca

YOU: a domani *dico sorridendo, sentendo la mano sulla nuca* e grazie della sua offerta, signore.. *mi volto e vado via, preso dalla felicità, pensando a tutti quei soldi*

Continua…

 

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L'amico bisex di Sara




La bocca di Sara avvolgeva completamente il mio cazzo. I suoi pompini erano una cosa eccezionale. Io in piedi, nudo in mezzo allo studio. Lei in ginocchio con i seni fuori dal reggiseno, il mini perizoma color nero eccitante, le autoreggenti a rete che coprivano le gambe e gli stivaletti tacco 12 ai piedi. La bocca scivolava sul cazzo, la lingua lo leccava tutto, le mani carezzavano i testicoli poi risalivano il corpo, strizzavano i capezzoli e mi carezzavano tutto. Poi Sara si alzò, mi strinse a se e cercò con la bocca la mia lingua per un lungo e appassionato bacio, mentre il cazzo in tiro sfiorava il suo perizomino e le mie mani stringevano le chiappe divise solo da una sottile striscia di stoffa nera. Mia moglie si abbassò di nuovo, infilando un paio di dita nella mia bocca, facendosele leccare tutte. Riprese il mio cazzo in bocca è iniziò a pompare furiosamente mentre una delle dita bagnate dalla mia saliva iniziava a giocare con il mio culetto, fino ad infilarsi dentro il buchetto. Il cazzo in bocca, il dito dietro: impazzivo. Anche l’altro dito piano piano si infilò nel buchetto e proprio in quel momento venni copiosamente dentro la bocca di Sara. Cinque- sei schizzi che lei bevve interamente per poi rialzarsi e baciarmi per far si che la mia bocca sentisse il sapore della mio sborra. Poi Sara si sedette sulla scrivania, scostò il perizoma e offrì la sua fighetta depilata e bagnata alla mia lingua. Leccai il clitoride, infilai la lingua dentro la vagina strizzandole i seni, ripresi a leccarle il clitoride infilandole tre dita dentro. Venne rapidamente, stringendomi la testa tra le gambe e mugolando. Mi alzai, la bocca piena dei suoi umori e i nostri sorrisi si incrociarono. Poi, furbetta, mi disse “ sai mi piacerebbe vederti con una cazzo in bocca, proprio come io prendo il tuo”. La guardai, la conoscevo e sapevo che aveva già la soluzione pronta. “ Sai quel mio amico bisex, Gianni, perchè non lo invitiamo una di queste sere?”. L’idea mi aveva eccitato, acconsentii e poi la girai, lei appoggiò le mani alla scrivania pronta a prendere il mio cazzo alla pecorina. Lo infilai dentro la fighetta scopandola per alcuni minuti e lavorando con le dita il suo buchino, come lei aveva fatto con il mio. Poi sfilai il cazzo e lo infilai rapidamente nel culetto ben allargato, per inondarlo di sborra mentre lei si carezzava il clitoride per godere nuovamente. Tre giorni dopo Gianni venne a casa nostra per un aperitivo. Sara provocante indossava un vestitino a tubo nero, calze color carne e stivali al ginocchio. Gianni era una bel cinquantenne, brizzolato e simpatico. Chiacchierammo del più e del meno sorseggiando un Martini fino a quando Sara si alzò dicendo “ e ora vi voglio vedere giocare”. Per chiarire come si sfilò il vestito restando con una guepiere bianca dal reggiseno a balconcino comprata per l’occasione, reggicalze, calze e stivali. Gianni non attendeva che il segnale. Si alzò, sfilandosi la camicia e quindi togliendosi scarpe, calze e pantaloni. Non indossava intimo e mi apparve un cazzo non completamente in tiro ma di notevoli dimensioni. Si avvicinarono ambedue a me e iniziarono a carezzarmi. Sara mi infilò la lingua in bocca mentre con le mani slacciava la cintura dei pantaloni. Mi sfilarono la polo che indossavo, abbassarono i pantaloni, mi tolsi io calze e scarpe e restai in boxer di microfibra neri, il cazzo già duro. Gianni si sedette su una sedia e Sara mi fece inginocchiare davanti al suo cazzo che mi porse da baciare. Ero un po’ imbranato. Lo leccai tutto e poi lo infilai in bocca mentre Sara mi spingeva la testa, per prenderlo tutto in gola fino quasi a soffocare. La mogliettina si alzò e toccandosi la fighetta si mise a guardarci, io il cazzo di Gianni in bocca e lui con la mano che mi guidava la testa. Poi Gianni si alzò, coricandosi per terra mi disse di togliermi i boxer e mettermi sopra di lui per un bel 69. Obbedii. Mi piaceva il suo cazzo in bocca e mi piaceva che lui si prendesse molto più abilmente cura del mio. Sara si mise dietro di me e iniziò a carezzarmi le palle dicendo “ che belle puttane che siete, vi piace il cazzo vero?”. Mugolai poi sentii qualcosa di fresco sul culetto, un lubrificante utile per prepararmi al nuovo gioco inventato da Sara: un dildo dentro il mio culetto. Tentai di resistere, ma con poca convinzione. Intanto Gianni continuava il suo lavoro mentre io miglioravo la mia tecnica di pompinaro. Il gioco durò un po’. Poi Sara tolse il dildo, mi schiaffeggiò il culetto e disse “ ora tocca a me”. Mi scostai e lei si impalò sul cazzo di Gianni. Io mi misi dietro e infilai il mio cazzo eccitatissimo nel suo secondo canale. Una splendida doppia che terminò con due sborrate da favola dentro Sara, che si alzò colante di sborra che ci invitò a leccare. Rimanenno così per alcuni minuti poi nudi, sporchi di sborra e sorridenti ci salutammo con un nuovo bicchiere, questa volta di Prosecco. Gianni si rivestì, mi sorrise dicendo “ bravo pompinaro, hai imparato presto. Alla prossima, quando il gioco si farà più duro”. Sara sorrise complice.

P.S. Qualcuna/o ha voglia di scrivere un racconto a più mani? Possiamo scegliere insieme il genere.

 

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La sauna del privé – un conoscente ha saputo che sono cornuto e bisex




Scritto da cuckbsx,
il 2015-06-08,
genere bisex

Nonostante la scoperta del piacere derivante dagli incontri con altri uomini, non eravamo mai andati in un prive’, pertanto decidemmo di recarci in un prive’ a circa 100 km da casa(noi abitiamo in Piemonte, non lontano da >Milano), in modo da evitare incontri con persone conosciute, infatti l’unico timore che avevamo era ormai soltanto la “paura” di trovare qualcuno conosciuto.
Siamo andati un pomeriggio in settimana , ed essendo questo prive’ dotato di piscina , sauna etc…(oltre ad essere strutturato come tutti gli altri prive),ci vennero consegnati accappatoi, ciabatte etc…, ci spogliamo nello spogliatoio ed andammo verso la zona relax . Manuela è una donna di 48 anni,non è mai stata una strafiga, ma per l’età, si tiene ancora bene, le forme morbide, un bel culone… il seno non più tonico ma con capezzoli invitanti…insomma, una donna desiderabile specilmente in situazioni particolari, anche dai più giovani che cedono in lei la classica Milf….
nella piscina idromassaggio c’era solo una coppia sui 55-60 anni, lei con 2 tettone enormi ma cadenti, lui più magro, calvo, con un cazzetto che a riposo sembrava essere molto piccolo… , oltre ad un altro uomo, di circa 50 anni, robusto, brizzolato discretamente dotato. facemmo la doccia, ovviamente attentamente osservati dai 3 presenti, un giretto nell’idromassaggio, poi un tuffo nella piscina, con la cascata che massaggiava i ns colli/schiene, ancora idromassaggio. nel frattempo arrivo’ un altro uomo di circa 40 anni, snello, barba incolta,fece la doccia, e Manuela vide che aveva un cazzo notevole seppur ancora ..a riposo. dopo circa 40 minuti entrammo dapprima nella sauna ,ci sdraiammo sulle panche in legno e così sudammo per circa 15 minuti, poi Manuele disse che voleva andare nell’altra sauna, quella con i vapori, molto calda. entrammo , era abbastanza buia,e dopo aver messo a fuoco la vista, ci rendemmo conto che la coppia di prima si stava dando da fare con il 50enne, mentre il quarantenne, stava seduto vicino e si limitava ad accarezzare il culo di lei… noi eravamo praticamente seduti di fronte, io mi stavo eccitando a vedere lei che spompinava il marito, mentre l’altro si era abbassato leccandole la figa, pelosissima. d’istinto allungai la mano destra tra le cosce di Manuela, che le allargo’ leggermente per favorire il mio tocco…con l’altra mano mi stavo segando..lei era già umida ed il pelo della sua passera era ormai già intriso dei suoi umori e dei vapori dell’ambiente..di li a poco, il quarantenne si alzò in piedi e si mise di fronte a Manuela, con il suo cazzo in mano che nel frattempo si era gonfiato notevolmente, si avvicino’ e Manuela si chino’ leggermente in avanti, lo prese in mano, cominciando un lento movimento, per poi passare la sua lingua sulla sua cappella, sulle palle, sull’addome dell’uomo, che cominciò a gemere, a toccarle il seno, mi guardava per ottenere il mio consenso, che ovviamente non mancò, anzi agevolai la situazione, chiedendo a Manuela di mettersi sulla panca alla pecorina,con il culo girato verso di me, mi alzai per lasciare spazio all’uomo, che si posizionò dietro, si avvicinoì con il cazzo alla sua figa e con un colpo deciso la penetrò, lei emise un gridolino per poi gemere e godere ad ogni colpo, l’altra coppia stava facendo più o meno il nostro stesso giochino, con il singolo dentro alla donna , ed il marito con il suo cazzo in bocca, l’unica variante : io mi stavo segando guardando come era bella Manuela scopata da un altro… faceva molto caldo, poco dopo si aprì la porta ed entrò una figura esile, non molto alto, giovane e… accidenti era un ragazzo del nostro paese che io conoscevo abbastanza bene, anche se non c’era un grossa, confidenza, mi assalì la vergogna, l’imbarazzo….ma non potevo certo interrompere ciò che stava succedendo, non so se lui finse di non conoscerci, ma faceva la spola, con un gran bel cazzo in mano, tra noi e l’altro trio… il caldo era veramente insopportabile… poco dopo, sentii il marito dell’altra coppia godere a voce alta con il cazzo dentro al bocca della moglie, e l’altro subito dopo estrasse il suo cazzo, per schizzargli sulla schiena..il nostro “amico” stava intanto stantuffando Manuela , che godeva non poco, lui disse ad alta voce che stava per venire e Manuela si girò, si sdraio’ e fece segno con la mano, di venirle addosso, sul seno ,lui si posizionò cavalcioni sopra Manuela, e con qualche sapiente colpo di mano, schizzò all’impazzata su di lei, che prese a spalmarsi quella crema su tutto il corpo…. lui si abbassò su di lei, le diede un bacio profondo in bocca e le disse grazie uscendo dalla sauna. in quel momento ci accorgemmo che non c’era più nessuno, Manuela mi prese la testa tirandola verso di se ,e mi disse” dai lecca tutto..”, cosa che feci con gran piacere.
Uscimmo dalla sauna esausti, ci facemmo una doccia, eravamo da soli, e cosi dissi a Manuela che avevo visto in sauna il nostro compaesano, lei arrossì, si vergogno’, disse che eravamo stati pazzi ad andare li, che lo sapeva che prima o poi avremmo incontrato qualcuno che conoscevamo e mi chiese chi era, le diedi qualche riferimento, so che si chiamava GianLuca, che aveva forse 22-23 anni(conoscevo i suoi genitori gli zii etc..), lei, che nel frattempo si era calmata, disse di aver presente i suoi parenti ma non lui aggiungendo , ridendo, che eravamo proprio due matti..ma la cosa sembrava non dispiacerle più di tanto. Ci rivestimmo ed andammo nel prive’ dove trovammo la coppia di prima che stava parlando con un altra coppia della loro età, ed i 2 amici della sauna ai quali si era aggiunto un altro singolo da poco arrivato, sembrava che GianLuca fosse sparito, quando lo vidi al bar…lasciai Manuela sul divanetto e lo raggiunsi, non sapendo ancora bene cosa dire.
Mi avvicinai e gli dissi : “ciao GianLuca” e lui, un po’ sorpreso rispose “oh..buongiorno sig Andrea, anche lei qui?”(facendo l’occhiolino),io, molto imbarazzato gli dissi; “si, anche noi qui, sai non sapevamo cosa fare, e abbiamo fatto un giretto, per curiosità”, lui d’istinto si girò verso Manuela, e solo allora parve collegarci con la coppia che aveva visto in sauna, di fatto non ci aveva riconosciuti prima , parve un po’ meravigliato, balbettò qualche cosa, cosa, e poi parve quasi scusarsi per averci ..collegati alla coppia in sauna… lo invitai al nostro tavolo, prendemmo un drink e ci sedemmo vicino a Manuela che vedendolo da vicino lo riconobbe come un volto noto anche se non si erano mai parlati..dopo qualche minuto si sciolse la tensione e conversammo amabilmente. Sapevamo che in sauna non avendo combinato nulla e che quindi l’eccitazione in lui era elevata oltre che le altre due coppie , ci aveva detto, non erano di suo gradimento..ci disse che frequentava spesso i prive, pur avendo una fidanzata , e che in realtà gli piacevano le donne più mature, dando un occhiata a Manuela, che sembrava compiaciuta dalla affabilità di GLuca, oltre che dal suo fisico asciutto e muscoloso…scherzando gli dissi se non si vergognava a frequentare donne che potevamo essere sua mamma, ma lui asserì che essendo giovane, voleva ..imparare e solo una donna matura poteva insegnargli qualche cosa oltre a provare un piacere che la sua fidanzata ventenne,non gli sapeva dare…dopo circa mezz’ora ci alzammo, andando verso i camerini, ci soffermammo tutti e 3 nel primo camerino più grosso, dove le due coppie insieme agli altri 3 singoli erano aggrovigliati in una ammucchiata dove si faceva fatica a capire dove iniziava il corpo dii uno e dove finiva quello di un altro…GLuca sembarva visibilmente eccitato, si era posizionato dietro a me e Manuela, io cingevo per i fianchi Manuela, le presi la sua mano sinistra, gliela strinsi e poi, tenendola per l’avambraccio,le spinsi la sua mano direttamente sulla patta di Gluca che non si mosse, Manuela ebbe un attimo di esitazione, Gluca fece mezzo passo avanti…io ero eccitato, mi allontanai con una scusa dicendo che sarei tornato di li a poco e mi misi leggermente nascosto, GLuca abbassò la zip e Manuela infilo’ la mano cominciando a rovistare , poco dopo estrasse un cazzo durissimo , lungo e grosso e prese a menarlo , sempre nella stessa posizione, lei davanti e lui dietro, poi si abbassò verso il suo collo e cominciò a baciarlo , e baciarle le orecchie, ancora il collo, lei si girò appoggiandosi alla parete, gli prese la testa tra le mani, la tirò a se e cominciarono a baciarsi in maniera appassionata , lui la baciava, la leccava, le loro lingue si intrecciavano, lui intanto le aveva sbottonato la camicetta mettendo in risalto il suo seno, Manuela aveva i capezzoli, duri, turgidi, e GLuca non lesinava leccate per renderli ancora più turgidi…lei ansimava… poi lo prese per mano e si infilarono in un camerino, io osservavo da fuori dalle griglie appositamente fatte, mi ero abbassato i pantaloni e mi tenevo il cazzo in mano, segandomi..in un attimo furono nudi, lui aveva un veramente un bel cazzo…lungo, grosso, durissimo…. scese a leccare lei, bocca, collo, seno, capezzoli, pancia, cosce e poi la figa… quando fu li , disse” che bella la figa pelosa, mi fa impazzire..” e si tuffò a mulinare con la lingua la passerona fradicia di Manuela che stava godendo a più non posso, era estasiante vederli così appassionati, Manuela ci metteva una foga che non avevo mai visto, sembravano due innamorati…. poi fu la volta di lei prendergli il cazzo in bocca, faceva fatica a farcelo stare, ma da abile bocchinara qual’è, riusciva a far godere Gluca, io entrai nella stanza, chiusi la porta e restai li con i pantaloni abbassati ed il cazzo in mano, GLuca ebbe un attimo di esitazione nel vedermi così, ma Manuela gli disse”tranquillo, a lui piace così, se a te non da fastidio, andiamo avanti , dai vieni, ora scopami…”, lui si mise sopra di lei e gli infilò il cazzone in figa cominciando darle colpi sempre più veloci e profondi, Manuela godeva , gemeva, gli leccava i capezzoli, gli metteva le mani sulle chiappe spingendola sempre più dentro di lei, lui la scopava in maniera magistrale, sicuramente l’età giocava dalla sua parte, era un vero torello, prosegirono in varie posizioni, lei sopra di lui, lui dietro , ancora sopra a lei, di nuovo alla pecorina…. ogni tanto mi guardava e vedendo che mi segavo andava ancora più forte, era sopra di lei disse che stava per venire, mi avvicinai e gli dissi” dai, sborra nella sua figa…” lui parve sorpreso, lo incitai ancora a farlo anche Manuela gli disse ” dai, vienimi dentro..”, dopo 3/4 colpi gli godette nella figa, lei sentì quel liquido caldo entrare in lei , era tanta e caldissima, Gluca godeva e diceva, “dai, prendila tutta… dai… e’ tua…”la stantuffò ancora per un po, poi si avvicinò a lei e presero a limonare appassionatamente, il suo cazzo era ancora nella figa di Manuela, si baciavano teneramente, non avevo mai visto Manuela lasciarsi andare così con un altro…lo stringeva a se, rimasero li ancora per qualche minuto, poi Manuela disse” dai , adesso facciamo divertire un po anche Andrea…”, Gluca mi guardò con fare interrogativo, si alzò da Manuela, con il cazzo ancora grondante e fece una faccia stupita quando mi avvicinai alla passera di Manuela e presi a leccargliela avidamante…mmmhhh, che buono tutto quel sugo mischiato, la sborra di lui e gli umori di lei, era una bontà , ne usciva in quantità industriale, Manuela prese ancora a gemere, la mia lingua la esplorava ovunque e non mi facevo scappare nessuna gocciolina, era tutta mia, Gluca era li in piedi, di fianco a me, con il suo bazooka in mano ancora intriso degli umori di Manuela…mi alzai, ero in ginocchio, con Gluca alla mia sinistra con il cazzo a pochi cm da me… non servirono parole, mi girai ed in un attimo quel cazzo era nella mia bocca,lo leccavo, dalla punta fino alle palle, me lo infilavo tutto in bocca, gli diventò ancora duro, come prima, un cazzo enorme, non mi limitai a pulirglielo, lui si eccitò non poco (era la prima volta che un uomo gli faceva un pompino, ci confidò poi..), prese a segarsi , a picchiarmelo sui denti, durissimo, mi faceva male, guardava Manuela che si stava sgrillettando la passerona pelosa….lui era sopra di me, lo leccai ancora un p0chino, poi Gluca lo prese in mano, si segò e mi sborrò in viso, sul corpo, in bocca…ero in estasi, nel frattempo le persone che stavano prima scopando, da fuori ci guardavano e commentavano compiaciuti….
restammo ancora li per una mezz’oretta a parlare, ci raccomandammo con Gluca di mantenere la privacy e ovviamente gli facemmo capire che ci sarebbe piaciuto incontrarlo ancora, ovviamente acconsentì.
Io ero super eccitato, un misto di vergogna , di imbarazzo, e di eccitazione, mi pervadeva… lo avevamo fatto con una persona conosciuta, un nostro amico sapeva che un cornutone,che si faceva scopare la compagna era anche bisex….
sulla strada del ritorno, commentammo la situazione e dalla eccitazione Manuela , non ancora sazia, mi fece un gran pompino mentre guidavo, di fatto io non ero ancora venuto.
alla prossima avventura.

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