Da barista a schiavo by OpeOpeElvis [Vietato ai minori]




Sono tornato con una nuova tipologia di racconto! Si tratta di un dialogo in chat con un altro ragazzo, quindi un botta e risposta per creare una storia che si evolve e modifica nel tempo, in base alle voglie e alle sensazione di uno o dell’altro. Potranno esserci alcuni errori di battitura e piccole deviazioni o incongruenze nella trama proprio per il fatto che tutto viene scritto in tempo reale tra me e l’altro scrittore. “ME” sta per me stesso, mentre “YOU” è lui che scrive. “*” questo simbolo rappresenta la narrazione, ovvero le cose che uno fa o pensa, mentre questo simbolo “-” significa che il personaggio sta parlando! Si tratta, per chi se ne intende di una role. Fatemi sapere se vi piace questo tipo di racconto, scrivetemi alla mail opeopeelvis@gmail.com oppure su tumblr, all’indirizzo ilragazzoperverso.tumblr.com. Buona lettura!

ME: *sono in un bar, con un cliente di lavoro a discutere degli ultimi pacchi da spedire. vengo distratto continuamente dalla figura snella del barista che si muove fra i tavoli e fa le ordinazioni, pulisce il pavimento e si china per raccogliere qualche tovagliolo in giro per la sala. il cliente mi riporta all’attenzione, rimproverandomi per alcuni dati pochi chiari. il mio sguardo però è poco attento ai suoi dati…”

YOU: *Mi avvicino al tavolino dove noto due clienti che parlano tra loro, e cercando di non disturbarli troppo dico timidamente* salve, desiderate ordinare qualcosa? *osservo i due ragazzi in attesa di una risposta*

ME: *lo guardo con sguardo penetrante, divertito dalla sua timidezza, cercando di capire che tipo di uomo fosse. *-si per me una cedrata
* lo guardo allontanarsi di spalle*

YOU: *Un po intimidito dallo sguardo di quello strano ragazzo, che sento continuamente addosso, mi allontano e preparo una cedrata. Subito dopo la porto a tavola* ecco a voi, signore.. *dico lasciando la bevanda sul tavolino insieme allo scontrino*

ME: *ringrazio il tipo e continuo a fissarlo fino a che se ne va.
finalmente finisco col cliente e lo saluto, poichè aveva fretta di raggiungere un altro manager. metto via il tablet e i vari documenti per poi dirigermi al bancone per pagare il conto*

YOU: *Noto il ragazzo avvicinarsi al bancone, e lo guardo con un sorriso* allora, la cedrata è stata di suo gradimento? *sorrido e continuo a fissarlo*

ME: – si grazie molte. *sorrido di rimando* – fammi il conto per favore.
– fino a che ora siete aperti alla sera? *chiedo curioso.

YOU: Uhm, fino alle 8, perchè? *chiedo mentre faccio il conto, porgendolo al ragazzo*

ME: – grazie. * con lentezza estraggo il portafoglio e metto i soldi sul bancone
– mah pensavo che potrei passare a prenderti e portarti da me per una birra.
*sfacciato. un po’ mi vergognavo ma sapevo di dover seguire il mio istinto.

YOU: Una birra…? *arrossisco un po per quell’invito, non capendo dove voglia arrivare* Ehm, ti ringrazio, ma io non bevo… *Rispondo cercando di nascondere la timidezza, sentendomi un po a disagio. Intanto afferro i soldi e li deposito alla cassa*

ME: * deluso * -beh, niente allora. io passerò comunque questa sera, mi piace questo locale. se mai cambiassi idea.
*estraggo 50 euro e li schiaffo sul banco.
– la tua mancia. *lo fisso negli occhi con un ghigno. mi giro e me ne vado con la mia valigetta.

YOU: *Stupito da quel gesto afferro la mancia e vedo il ragazzo uscire verso la porta* ehi aspetta non posso accettarli… *non finisco la frase che lo vedo sparire fuori la porta, e sospiro* che strano tipo…. *dico pensieroso*

Più tardi…

ME: * torno alle 19 nel bar. saluto con un cenno il barista e mi siedo ad un tavolo nell’angolo. estraggo il tablet e alcuni fogli. comincio a lavorare*

YOU: *Lo osservo tornare al bar, era il ragazzo della mancia. Mi avvicinai timidamente* Ehm, buonasera, lieto di rivederla… oggi non avrebbe dovuto lasciarmi tutti quei soldi.. *dico imbarazzato*

ME: * il barista mi distrae dal mio lavoro, alzo la testa e sorrido alle sue parole
– tranquillo, non ne riceverai altri, dovrai farteli bastare per tutte le volte che ci vedremo. * ghigno
– portami una birra, piccola. * ordino e mi rimetto al lavoro

YOU: Subito… *vado in frigo, lo apro, e prendo una birra piccola, portandola a tavola* Ecco a lei, se ha bisogno d’altro basta chiedere… *mi giro e torno al bancone*

ME: * continuo a lavorare e sorseggio la birra, ho moltissimo da fare. non mi rendo conto che il tempo sta volando*

YOU: *Il tempo passa velocemente, si fanno le 20, e mi avvicino nuovamente al tavolo del ragazzo immerso nel lavoro* Ehm, scusi se la disturbo, ma stiamo per chiudere… *dico con un sorriso*

ME: finalmente. ero stufo di questa roba. allora, vieni da me? voglio offrirti un lavoro.

YOU: Uhm… *lo guardo pensieroso e poi annuisco* d’accordo, sono curioso di vedere di che si tratta…

ME: – ottimo, fai le tue cose, ti aspetto qui fuori in auto.
*tiro fuori 5 euro ed esco

YOU: *Vado a depositare i soldi, prendo la mia roba, ed esco fuori dal bar, guardandomi intorno* dove sarà…. ah eccolo… *mi avvicino all’auto ed entro dentro* scusi se l’ho fatta aspettare

ME: – nessun problema. io abito qui vicino, ci mettiamo un attimo.
*arriviamo e lo faccio salire al mio appartamento, molto grande, all’ultimo piano di una palazzina di 4 piani.
– siediti *indico il tavolo
– cosa ti offro?

YOU: *Entro in casa guardandomi attorno, incuriosito, per poi sedermi al tavolo* guardi, non si scomodi, non prendo nulla…
*dico sorridendo*

ME: – va bene. la faccio breve. all’inizio volevo solo fare qualche parola con te, ma prima nel bar mi è venuta un’idea. ovvero di offrirti un lavoro. come vedi casa mia è tutta sotto sopra, non ho tempo per sistemarla, e nessuno lo fa. in piu potresti darmi una mano con il mio lavoro, facendo le cose più semplici, sempre qui a casa mia. vitto e alloggio compresi. pago bene.
– in piu la mia ragazza che viene qui nei weekend, ha insistito molto che io trovassi qualcuno per dare una sistemata a casa e pulizie varie, ma non voleva che assumessi una ragazza… è gelosa. tu mi sembri un ragazzo serio e disponibile.. che ne dici?

YOU: *Lo guardo pensieroso* ma io ho fin’ora ho lavorato solo nei bar come cameriere, non ho mai fatto le pulizie di casa… *dico perplesso, e imbarazzato* penso sia un lavoro femminile… non so….

ME: – non dire stronzate. puoi farlo benissimo. e poi non si tratta solo di quello. devi lavare stirare, preparare da mangiare, fare la spesa, occuparti della manutenzione. non mi interessa se non sei capace, imparerai facendolo.
io ti propongo questo. pensaci su, domani puoi farmi sapere.
ah. quanto prendi al bar? ti offro il doppio.

YOU: Ehm prendo mille euro… davvero mi potresti dare il doppio? *dico con gli occhi che brillano a quella affermazione, e in base alla risposta sarebbe stato difficile rifiutare*

ME: – si. 2000 euro al mese. e non avresti spese perchè qui mangi e dormi, hai una camera tutta tua con bagno. e avresti anche tempo libero..
– ti sto facendo un regalo.
– ora vattene, per pensarci, puoi farlo anche a casa tua

YOU: Ehm…. potrei darti la risposta già ora se vuoi… *dico cercando di contenere la felicità* ma se preferisci te la do domani

ME: – perfetto da domani cominci. alle 8.00 devi essere qui con tutta la tua roba, e in giornata farò preparare il contratto. l’unica cosa è che non puoi venire in auto, non ce parcheggio per la tua.
– a domani *sorridendo malizioso, lo accompagno alla porta mettendogli una mano sulla nuca

YOU: a domani *dico sorridendo, sentendo la mano sulla nuca* e grazie della sua offerta, signore.. *mi volto e vado via, preso dalla felicità, pensando a tutti quei soldi*

Continua…

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

L'aiuto (incesto) by ruben [Vietato ai minori]




– Che c’è Ivan, sei inquieto?
– Sono stanco di stare a letto con questa gamba ferita, Maria, sono qui da 10 giorni.

Maria, la sorella, appena un anno più di lui, 20. Non é bella, ma gli vuole molto bene. E’ magra, scura di pelle, bruna, sembra non avere seno. Il viso è simpatico ma il naso é aquilino . Gli occhi però sono bellissimi, a volte azzurri, a volte grigi. E lui, Ivan, all’opposto, bello, non molto alto, ma lineamenti bellissimi.
Maria tiene segreta la sua gelosia per il fratello; quando lui esce con le altre ragazze prova dispetto. Lei sa che fanno quello che anche lei vorrebbe fare, se lo contendono, lo cercano. E lei lo guarda ammirata ogni volta che esce, e con dispetto.

– Mi metto vicina a te, ti faccio compagnia. Dimmi, cosa ti rende inquieto?
– Non posso dirtelo, sei mia sorella.
– E credi che io mi scandalizzo? Ma, no. Lo sai che ti voglio bene, con me puoi confidarti.
– Maria, io…
– Dai, parla, coraggio.
– Non vedo una ragazza da 10 giorni….mi capisci?
– Ah, ecco. Ti senti……
– Beh, è naturale. Non posso neppure……
– …masturbarti? Volevi dire questo?
– Beh…si…oramai l’hai detto.
– E che c’è di male a dirlo a tua sorella? Non sono più una ragazzina. Si, ti capisco, ma non so come aiutarti.

Dopo pranzo la madre andò a letto; di pomeriggio dormiva sempre qualche ora. Ivan stava nella penobra della stanza sonnecchiando e lei entrò nella stanza.
Lo baciò in fronte con le labbra umide di saliva. Lui aprì gli occhi.
– Maria….
– Stai zitto. Adesso ti aiuto io.
. Ma..che vuoi fare?
– Quello che stai desiderando. Dai, senza vergogna, te lo faccio io, ti aiuto.
Lui rimase paralizzato, non sapeva cosa pensare o dire quando lei allungò la mano sul suo cazzo. Quando cominciò a toccarlo sul lenzuolo di fece duro.
– Vedi – disse Maria – sorella o no, ti piace come ti tocco. Dai, te lo faccio.
Scostò il lenzuolo, gli abbassò gli slip e lo strinse.
– Sai che è bello? Sei bello anche qui.
Spinse in basso la pelle e lo scappellò. Poi mosse la mano, alcuni colpi, poi ancora.
– Dai, piccolo, vieni e non temere. Sarà un segreto tra noi due.
Lei lo baciava in fronte, con tenerezza mentre lo masturbava. Poi vide che lui tentava di arrivare alle sue labbra.
– Non sono la tua ragazza….vuoi anche un bacio?
Ci pensò su e poi lo baciò nella bocca, intensamente, mentre la sua mano si bagnava di sperma.
Lo ripulì ed uscì, senza dire niente.

Quella sera passò a salutarlo.
– Maria, vieni dopo? – gli chiese lui.
Lei sorrise e disse:
– Ti è piaciuto, vero? Ma piace anche a me fartelo.
Aspetta che la mamma dorma.

Era notte quando lei entrò nella stanza. Chiuse la porta a chiave ed accese la lampada del comodino.
– Voglio guardartelo mentre te lo faccio.
Si sedette sul letto, lo guadò e di slancio lo baciò ancora in bocca.
– Ma noi non siamo innamorati per baciarci così. Aspetta, solo un’altra volta.
Sentì la sua mano che le toccava il petto.
– Ho visto in un filmino di massaggi sul web.
– Un filmino osceno?
– Si, certo. Una cosa divertentissima. Te lo faccio come lo fanno loro.
Gli mise le gambe larghe per avere spazio. Poi si versò sul palmo della mano un olio profumato e gli unse il glande e poi l’asta. Ivan ebbe una sensazione di piacere a contatto col liquido; lei lo teneva scappellato e passava il palmo della mano sul glande, lo faceva ruotare: poi gli stringeva il cazzo facendo scivolare la mano unta sull’asta, dal basso fino alla punta e al contrario. E lo baciava in bocca, ancora. Lo sentiva sempre più duro, più teso, sentiva le sue contrazioni dei muscoli per spingere in alto il cazzo e poi vide sgorgare lo sperma, caldo e bianchiccio, mentre lui si muoveva per il piacere. Lo baciò ancora nella bocca.
– Allora, ti è piaciuto? Dimmi? – gli sussurrò con complicità.
– Che meraviglia. A saperlo che tu eri così….
– Che facevi?
– Uscivo con te invece che con quelle stronze.
Lei sorrise, lo baciò in bocca ed andò.

La gamba stava guarendo. Fortuntamente l’osso non era rotto, solo una larga, ferita del pedale del motorino sulla coscia, pericolosa, vicina all’arteria femorale e perciò era stato immobilizzato. Gli tolsero i punti e non fu necessaria neppure una fisioterapia. Solo prudenza ed un pò di moto.
– Ora che sono guarito ti perdo? – le chiese lui con un accento di nostalgia.
– Quando mi vuoi….dimmelo……..

Una setimana dopo Ivan si era ristabilito. Non poteva ancora guidare l’auto ma camminava. Era sabato, aveva voglia di uscire.
– Maria, esci con me, guidi tu.
– Ti serve un autista.
Lui la guardò intesamente e lei capì.
– Va bene – disse – ti accompagno io.
Ma quando furono in auto lei chiese:
– Dove vuoi andare? al pub?
– No.Facciamo una corsa fino al mare, da soli, io e te, come i fidanzati.
– Io non sono la tua ragazza. Vuoi che lo sia per stasera?
Le strinse la coscia e lei sorrise. Voleva stare con lei e mentre lei guidava, lui le baciava la spalla e le carezzava la coscia.
– Ivan, ti amo. Non lo hai mai capito, eri troppo preso dalle tue troiette per accorgerti di me. Eppure ti mandavo segnali, ma tu non capivi. Ricordi il mio vestito? Per indossarlo stavo davanti a te in mutandine e tu neppure mi vedesti. Lo feci apposta. Stasera che facciamo? Mi fai fare la tua ragazza?
– Vorrei che tu mi amassi abbastanza per farlo sul serio.
– Vuoi fare l’amore con me? Non possiamo, lo sai.

Lei parcheggiò in un posto isolato di fronte alla spiaggia. Più lontano c’erano alcune auto con coppiette.
– E’ un posto per innamorati – disse lui.
– Non volevi questo?
Rimasero a baciarsi ed a toccarsi per un pò. Lui le sollevò il magliocino, non aveva reggiseno. Le baciò i grossi capezzoli che le spuntavano dal petto, glieli succhiò, glieli mordicchiò facendola eccitare e respirare tra i denti. Lei gli carezzava la patta sotto la quale sentiva il suo cazzo duro. Lo fermò.
– Aspetta, fermiamoci. Ivan, sono tua sorella, non possiamo andare oltre.
Ma lo disse continuando a stringergli il cazzo ed a baciarlo.
Si fermarono per fumare.
– Sai, Ivan, quando ti ho fatto quella cosa, con l’olio, mi veniva il desiderio di baciartelo, mi sentivo innamorata del tuo…..te lo farò, prima o poi, ma non adesso in macchina.
Scesero dall’auto, camminarono un pò sul lungomare ed ogni tanto si baciavano, si abbracciavano.
– Mi piace tenerti, sentire il tuo corpo contro il mio, mi piace sentirti duro per me.
Poi si fermarono vicino ad un chiosco balneare chiuso; vi erano delle scalette e discesero. Il posto era buio e sabbioso. Lei si poggiò contro un muro e lui la pressò.
– Che vuoi fare Ivan?
Sentiva il suo corpo contro il suo e sentiva la sua erezione. Lui le sollevò la veste e la carezzò sulle cosce.
– Se continui, perdiamo la testa. Fermiamoci qui.
Ma continuavano a baciarsi mentre lui le metteva la mano sulle mutandine sentendo sotto la stoffa leggera i folti peli del pube. Lei gli stringeva il cazzo sui pantaloni, forte.
– Vuoi farlo? -gli chiese – Sei mio fratello, se lo fai con me è per sempre, lo sai? Non potremo più lasciarci.
Lui le mise il cazzo tra le cosce, sotto le labbra della fica. le mutandine erano bagnate di umori della sua fica. Lei prima strinse il cazzo tra le cosce con un desiderio di trattenerlo, poi le allargò e scostò le mutandine; e fu lei a metterselo tra le labbra della fica.
– La senti? – gli chiese- E’ così bello sentirti, ma non farmelo qui, in piedi, coi vestiti.
Sentiva il suo cazzo passare lungo le labbra della fica, allargandole, e fino a toccarle le natiche: la stava chiavando tra le cosce.
– Vieni così – gli disse – piace anche a me. Potevi avermi da sempre. Perchè non ci hai mai pensato?
Così, continua così, cerca di venire.
Lei sentì lo sperma che la bagnava sulle cosce e sotto le natiche, il suo liquido caldo, sentì le contrazioni del suo corpo mentre veniva.
– Amore mio…..sei venuto? ti ho fatto venire io, tra le mie cosce? sei venuto per me?

In macchina gli disse:
– Ivan, se continuiamo finisce che diventiamo amanti. Ci hai pensato? Guarda che tra fratelli è per sempre, è l’attrazione del sangue, la somiglianza del temperamento. Ci hai pensato? Vuoi me?
– Maria, non ho mai sentito tanto desiderio per una ragazza, mi stordisce, mi confonde. Mi dà piacere solo guardarti, sentirti vicina.
– Sei l’amore mio da tantissimo tempo, egoista.
– Perché egoista?
– Non hai pensato a me? piace anche a me venire, sentire l’orgasmo. Te la farò pagare, stanotte. Sai che …mi masturbavo pensando a te? L’ho fatto anche stamattina. Una volta ti ho visto che ti masturbavi, mi veniva una rabbia….come quando uscivi con le ragazze….

A casa lei si cambiò ed andò in bagno, si stava lavando sul bidet e sentì il desiderio e cominciò a toccarsi il clito immaginando che lui….si decise, voleva farlo ed andò nella sua stanza, chiuse la porta.
– Aspetta,amore mio, voglio spogliarmi tutta e voglio che tu mi guardi..che me la guardi.
Stava in piedia accanto al letto. Teneva le gambe un pò larghe in modo che lui potesse vederle la fica.Lui la guardò, passò le dita tra i peli del suo pube….. non era bellissima, ma accendeva la sua mente di libidine, le piaceva da morire. Si alzò per dentire sul suo corpo il contatto con quello della sorella, e mente si baciavano, in piedi, lui le carezzò le labbra della fica e la penetrò col medio.
Maria ansimava di libidine e di desiderio, si spingeva contro il dito con colpi forti.
– Tu vuoi…. – gli sussurrò – tu vuoi sempre chiavare la tua sorellina? vuoi penetrarla nella fica?
Si baciavano pressando i loro corpi l’uno contro l’altra e lei si distese ed allargò un pò le cosce.
– Mettimelolo come hai fatto stasera, tra le labbra, così mi stimoli sul clito
e mentre lo facevano, il desiderio di essere penetrata le faceva allargare le cosce e spingere il bacino contro il cazzo, toccarlo con le dita e spingerlo sopra, all’imbocco della fica.
– Ivan, non stiamo più a pensarci, facciamolo.
Stava supina, con le cosce aperte quanto più poteva. cosce.
– Vienimi sopra, amore mio, vienimi dentro.. Ma attento: l’ho fatto solo una volta – gli sussurrò – e nemmeno completamente, sono quasi vergine.
Lui le alzò le braccia per baciarla sotto le ascelle.
– Ivan, aspetta, pensaci, stai per chiavare tua sorella. E’ per sempre, sei il mio sangue, sarai mio per sempre.
– Maria, amore, parla piano.
– La mamma ha preso il sonnifero, non temere.
Ivan spinse il glande tra le labbra della fica: aveva la fica strettissima, Ivan spinse più forte ed incontrò un ostacolo.
– Ti ho mentito, sono vergine. L’ho fatto per non darti pensieri. Adesso fallo, rompimi, voglio dartela. Sei mio, ricordatelo, solo mio.
Lei si lamentò mentre il suo imene si lacerava sotto i colpi del cazzo, soffriva, ma trascurò il dolore e si spinse contro il cazzo finchè non lo sentì tutto nel suo corpo.
– Tutto, amore mio, dammelo tutto, forte. Sono io la tua donna, la tua fica. tua.

————————————————————————–
– Ti accorgi di una cosa?
– Cosa?
– Se mi chiedi questo, allora sono diventata proprio la tua troia, Ivan.
– Ti dispiace?
– No, affatto, ne sono felice. Te lo faccio fare, anche se mi farai male. Ma voglio una cosa in cambio …….
– Cosa?
– No, dopo, te lo dico dopo, però intanto prometti.

– Ivan, mi hai fatto soffrire, mi hai rotta a sangue, mi fa male.
– Pentita?
– No, volevo provarlo anch’io; e poi io sono tua, dovevo fartelo fare….ma mi hai sbattuta con violenza, mi hai tolto il respiro, l’ho sentito nella pancia…..ti è piaciuto il mio culetto, amore? Però ricordati che hai promesso, ho anch’io un capriccio…..
– Dimmelo-
– Sai che ho sognato? che io e te ci guardavamo negli occhi, ci baciavamo con tenerezza mentre io lo facevo con..un altro ragazzo. E il fatto che tu mi …..guardavi mentre……si….. mentre lui mi chiavava… mi eccitava da morire.
– Vorresti farlo?
– Tu che ne dici? Me lo faresti fare?- rise, come se scherzasse, ma lui capì che non era uno scherzo.
(continua)

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti:

Vi racconto la mia scopata con zia




Mi chiamo Andrea ed ho 22 anni e sono qui per raccontarvi quello che mi è successo qualche anno fa, quando avevo 19 anni e da poco mi ero avvicinato al sesso. A differenza dei miei coetanei, ho aspettato un po’ prima di andare oltre con le ragazze, non mi sentivo molto sicuro, il mio primo rapporto sessuale l’ho avuto a 18 anni, ho un bel ricordo, Alice era una ragazza dolcissima e quel momento fu strepitoso.

Dopo Alice ho avuto altre ragazze, avevo capito di essere in grado di far godere il sesso femminile e la mia paura di non essere all’altezza era del tutto svanita. Le scopate successive furono bellissime, io mi lasciavo andare, scoprii di avere istinti animaleschi rimasti per troppo tempo dormienti.

Alessia è stata una scopata pazzesca, l’avevo conosciuta da un paio di mesi, ci stavamo frequentando ma non stavamo insieme, una sera ci siamo appartati in macchina e abbiamo inizio a baciarci, dopo qualche minuto, lei era completamente nuda sul sedile abbassato ed io sopra di lei tra le sue gambe a sfondarla con il cazzo.

Ricordo ancora le urla e i gemiti di piacere a ogni colpo, mentre la scopavo mi diceva di fare più forte, devo dire che era anche una gran troia, le piaceva proprio essere scopata, prima di penetrarla, prese il mio cazzo in bocca e lo succhiò avidamente per almeno dieci minuti, sembrava un’esperta di pompe.

Comunque non è proprio questo che volevo raccontarvi, ma ho deciso di iniziare da qui per farvi capire che tipo di esperienze ho avuto con il sesso per poi arrivare a quello che voglio dirvi.

Mia madre ha una sorella giovane e bella di 34 anni, vi assicuro che non li dimostra affatto, anzi, sembra una ragazza di venti anni, non ho capito qual è il suo segreto, comunque è più carina di alcune mie coetanee.

Sono sempre stato molto affascinato da lei, una donna alta, capelli ricci e rossi, occhi verdi, fisico perfetto e due tette grosse e sode, una donna che non dovrebbe rimanere sola e che invece non ha trovato un uomo.

Io credo sia perché è una donna pretenziosa, forse non si accontenta facilmente di ciò che trova e desidera di più, oppure, ha incontrato solo uomini che non sono in grado di soddisfarla.

Ad ogni modo, era la festa di mia madre, compiva 42 anni, stavamo tutti insieme nella mia grande villa in compagna, era estate, finalmente potevo rilassarmi, avevo da poco finito il liceo.

Avevamo due motivi per festeggiare, il compleanno di mamma e il mio diploma, erano tutti fieri di me, sono sempre stato un ragazzo che ha avuto problemi a scuola, ma alla fine sono riuscito a diplomarmi con un bel 85.

Quella sera c’era molto vino e sangria, tutti i componenti della mia famiglia avevano alzato il gomito, mia zia in particolare rideva senza contenersi, era chiaro che era andata oltre quello che riusciva a sopportare.

Mia madre le disse che sarebbe potuta restare a dormire, così le preparò una stanza, io avevo la mia camera vicino alla sua, ammetto che spesso avevo fatto pensieri su di lei, c’erano sere in cui ero particolarmente eccitato, la pensavo e mi facevo una sega e il godimento era doppio rispetto alle volte che pensavo a qualche ragazzina.

Arrivata l’ora di dormire, ci salutammo e ci andammo a coricare, quella notte era particolarmente calda, c’erano sicuramente 28 gradi e tanta umidità, mi alzai alle tre per andare a bere dell’acqua fredda, trovai mia zia in cucina che stava sorseggiando del tè al limone.

Mi guardò e mi sorrise, non ci dicemmo niente, andò nel corridoio, dopo qualche secondo feci lo stesso ma la trovai davanti porta di camera sua, mi fece cenno di entrare, la seguii e chiuse la porta.

Mi disse che non riusciva a dormire per il troppo caldo, parlammo un po’ del più e del meno, aveva in dosso un top e un pantaloncino e facevo davvero fatica a non fare pensieri davanti a quelle belle tette.

Nonostante cercassi in tutti i modi di tenere a freno gli impulsi, il mio cazzo iniziò a gonfiarsi nei pantaloni, lei abbassò lo sguardo e notò il mio cazzo in tiro, poi fece qualcosa che non mi sarei mai aspettato: posò una mano sul cazzo e lo strinse.

Non ci dicemmo nulla, lei armeggiò con i miei pantaloni, lo tirò fuori e lo prese in bocca, mi fece un bel pompino, si vedeva che era esperta e matura, il pensiero che mia zia mi stesse succhiando il cazzo me lo fece diventare sempre più duro, le tolsi il top facendo esplodere fuori le sue tettone.

Si stese sul letto, ero sopra di lei, le succhiai i capezzoli, poi con la lingua segnai dei percorsi, arrivai in mezzo alle sue cosce, leccai lentamente la sua figa, era bagnata, il suo odore e sapore mi invasero.

Le succhiai il clitoride, la penetrai con un dito, lei faceva fatica a trattenere i gemiti di piacere, si contorceva sul letto, la sentii travolta da un orgasmo.

Poi le montai sopra e la penetrai con il mio cazzo, lei avvolse le gambe intorno alla mia vita, io diedi colpi forti e profondi, la scopai come se non ci fosse un domani.

La misi anche a pecorina e la penetrai da dietro, lei si aggrappò allo schienale del letto, io la chiavai con tutte le mie forze e quando arrivai al limite, le sborrai sulla schiena.

Quando finimmo, si rivestì ed io feci lo stesso, nessuno disse nulla, uscii dalla sua camera per andare nella mia, ci pensai per diverso tempo, poi mi addormentai.

Io e zia non abbiamo mai parlato di questa cosa, non so se fosse ancora brilla quella notte e non si ricorda nulla oppure fa finta, fatto sta che questo è uno dei ricordi più folli e migliori che ho degli ultimi anni.

Voto:
(7 votes, average: 3,14 out of 5)

letto: 3.181 views

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti: