Mia Madre, passione ebano by Abe Cuckold [Vietato ai minori]




Mia Madre, passione ebano di Abe Cuckold New!

Note:

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Era passato qualche giorno dalla nostra avventura in discoteca e mia madre sembrava essere ormai persa, mio padre nel frattempo era tornato e ripartito nel giro di un paio di giorni, nulla di importante, mia madre è stata costretta a non poter scopare per casa, ma sono sicuro che abbia trovato qualcosa per intrattenersi in una delle “serate tra amiche” che ha organizzato.
Non mi ci portò mai ad una di queste misteriose serate, ma con la partenza di mio padre si presentò subito un occasione che colse.
Come al solito entrò sbottando in camera, mi guardò con sguardo severò e mi ordinò con voce altrettanto severa:”Preparati che usciamo, se fai il bravo forse ti tolgo la gabbia”.
Io farfugliai un flebile:”V-va bene mamma”.
Era quasi un mese che non mi masturbavo quindi ero pronto a qualsiasi cosa avrebbe fatto pur di potermi finalmente sfogare.
Come al solito quando uscì di camera trovai mia madre vestita in maniera incredibilmente provocante, un abito lungo, ma con spacco da entrambi i lati che lasciavano vedere le sue lunghissime gambe, la parte sopra scollatissima e i capelli raccolti a treccia.
Come se la sua figura alta e atletica non fosse già abbastanza appariscente si aggiungevano dei tacchi vertiginosi ed un trucco molto pesante che risaltava ancora di più le sue incredibili labbra e i suoi occhi azzurri.
Con sguardo schifato mi fece un cenno e disse:”andiamo che non voglio fare tardi per colpa tua” e partimmo in macchina.
Mi spiego quindi la situazione mentre viaggiavamo:”Oggi avvengono le premiazioni per la squadra vincintrice di un locale torneo di basket e ho notato una cosa interessante nella squadra vincitrice, quindi come potrai aspettarti mi congratulerò personalmente con loro, tu sai come, vero?”.
Io annuì ma non capì di cosa stesse parlando mia madre, finchè non arrivammo al luogo della premiazione e 3 squadre erano sul podio alla consegna delle medaglia, i vincitori, la “NoRacism” erano facilmente riconoscibili, era l’unica squadra composta interamente da neri, fu subito chiaro che mia madre conoscesse già qualche ragazzo visto
che uno di loro si avvicino infatti a mia madre e le chiese:”Per dopo tutto confermato, il posto che abbiamo detto?” Mia madre annuì e confermò con voce eccitata:”Però porta tutti i tuoi amici, non fare l’avido che voglio premiare tutti” di tutta risposta l’africano, che devo dire era veramente una montagna, tranquillamente sopra il metro e novantacinque, fece un cenno col capo e rispose:”Stia tranquilla signora, vengono tutti, direi che possiamo già partire”.
Consegnati i premi io e mamma entrammo in macchina e i 12 africani si divisero in 3 macchine e ci seguirono finchè non arrivammo al posto prestabilito.
Il posto era un vecchio magazzino, entrammo con la banda al seguito e mamma prese la parola:”Bene ragazzi, sappiamo già perchè siamo qua complimenti per la vittoria, ma prima bisogna fare delle presentazioni, questo coglione, beh, è mio figlio, lui sarà qui per guardare, spero non vi dia fastidio”.
Assorbito lo shock iniziale dell’allegra compagnia mia madre decise di rompere immediatamente il ghiaccio togliendo velocemente il vestito e spogliandosi interamente di fronte alla banda di neri.
Il suo corpo era uno speccatolo e da nuda distese un telo trasparente per terra in maniera da non sporcarsi, l’azione era ben illuminata dai fanali delle macchine che erano entrate nel magazzino.
Mia madre nuda esclamò allargando le braccia:”Non siate timidi ragazzi, che tutto questo ve lo siete meritato”.
Ben presto alcuni di loro cominciarono a spogliarsi e misero in bella mostra i loro fisici statuari che avrebbero fatto invidia a chiunque, ma quello che fu di certo la cosa più impressionante furono i peni, veramente delle bestie esagerate che penzolavano fino a metà della gamba dei ragazzi, il più piccolo sarà stato sui 20 centimetri, mentre il più grosso aveva le dimensioni di un piede spesso come il polso di un uomo, mia madre come suo solito si buttò in ginocchio e mentre si masturbava furiosamente prendeva in bocca con le sue leggendaria labbra i tronchi d’ebano che i giocatori le sbattevano addosso, facendo a gara per chi avrebbe avuto il suo turno a farsi succhiare, uno di loro allungò le dite lunghe verso la vagina di mamma e la toccò, per poi esclamare stupida:”Ragazzi sentite quanto è bagnata la troia!”
Tutti cominciarono a toccare mamma con le loro mani nere e mia madre cominciò ad orgasmare rumorosamente a causa della situazione, non resistendo più semplicemente si sdraiò a pancia in su e pregò i ragazzi di fare a turni per scoparsela, qui la cosa prese una piega inaspettata, invece di scoparla ordinatamente come mia madre voleva, uno del gruppo la sollevò di forza si sdraiò e la posizionò sopra di se e cominciò a penetrarla nella vagina, di getto un altro le entrò nella vagina insieme al compagno di squadra scopandola da dietro causandole un dolore lancinante a causa dell’inserzione del secondo cazzo, come se ciò non bastasse un terzo nero,posizionandosi direttamente sopra mamma la penetrò in culo, aprendola letteralmente in due, facendola urlare e piangere mentre il trucco le colava dagli occhi.
Gli altri non restavano in disparte e a turno si inginocchiavano di fronte a mamma per scoparle violentemente la bocca, facendole colare dalla bocca sperma e saliva aumentando le lacrime e la scolatura del trucco.
Mia madre, nonostane la piega che avevano preso gli eventi non sembrava infastidita e nel giro di poco tempo le urla di dolore si trasformarono in mugolii e poi in orgasmi.
Dopo un po’ i ragazzi abbandonarono la figa di mamma per fare esperimenti col suo culo, il ragazzo col pene più grosso si avvicinòminacciosamente a mamma mentre altri 4 della squadra la tenevano ferma per mani e gambe.
Una volta arrivato prese il suo pene colossale, ci sputò sopra e le disse con tono minaccioso:”Preparati troia”.
Mia madre cominciò e urlare:”Tu no cazzo! Tu no! Mi uccidi tu!”
Ma senza ascoltare le prediche di mamma lui le infilò il suo attrezzo nel culo e le urla furono atroci, dopo alcune pompate si distingueva del sangue sul pene del ragazzo e mia madre, tenuta ferma da alcuni di loro provava a liberarsi inutilmente, ma come prima, dopo i primi momenti di dolore atroce cominciò a trarne piacere, al punto che ebbe un altro orgasmo, questa volta anale.
Dopo alcuni minuti in cui il gruppo era ormai in disparte mentre mia madre veniva devastata dal colosso d’ebano lei esclamò con le lacrime agli occhi:”Un altro, datemene un altro nel culo!” al che uno degli africani con il cazzo in mano si avvicinò e lo inserì dell’orifizio devastato di mamma, all’inizio ebbe delle difficoltà, ma ormai quel culo era capace di qualsiasi cosa.
La troia invece di urla di dolore cominciò a tremare ed ebbe il suo secondo orgasmo anale, dopo alcuni minuti di scopata i ragazzi estrassero i loro peni e tutto il gruppo al completo fece a turno a venire dentro e sopra mia madre riempendo ogni suo buco di sperma e ricoprendone interamente la sua faccia, mia madre era inguardabile in quello stato, il buco del culo di un diametro di circa 5-6 centimenti, la vagina aperto come dopo un parto e la bocca piena di sperma tanto da impedirle di parlare, senza che nemmeno me lo chiedesse cominciai a ripulire il suo ano con la lingua che poteva entrare facilmente a fondo a causa del suo stato devastato. Dopo aver salutato i ragazzi tornammo a casa e come alla discoteca guidai io a causa delle condizioni della troia.

Note finali:

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Al privè by sweet dreams [Vietato ai minori]




Quella sera al privè

Giornata noiosa avevamo bisogno di fare qualcosa che la vivacizzasse, e cosa c’è di meglio di qualcosa di trasgressivo?
Decidiamo per il privè, arriviamo che è già tardi e l’atmosfera è calda, quasi come noi due,beviamo qualcosa mentre salutiamo una coppia che conosciamo e decidiamo quasi subito di appartarci…..
Mio marito si siede sul divano, ho voglia e mi inginocchio davanti a lui, gli apro pantaloni e inizio a succhiarlo subito, nella testa ho le ultime trasgressioni e quello che è successo.
Alzo gli occhi per vedere la faccia di mio marito e nello specchio che c’è alle sue spalle vedo che ci sono tre uomini che ci stanno guardando, è un attimo guardo appena Aldo, mi giro e faccio loro cenno di avvicinarsi, uno si sta già masturbando e rimane in disparte, gli altri due si avvicinano.
Sono accovacciata per terra, mi inginocchio per fare vedere il sedere.
Non vi dico la faccia di Aldo, prova a dire qualcosa ma neanche lo sento, voglio dare corpo alla mia fantasia.
Uno mi alza la gonna e comincia ad accarezzarmi il sedere, insinua la mano tra le cosce e io allargo le gambe per permettergli di arrivare alla figa, l’altro è di fianco e mi accarezza il seno.
Sono comunque molto delicati e questo mi mette a mio agio, lo aiuto a sbottonare la camicetta e torno a dedicarmi ad Aldo.
Per la prima volta sono con più uomini, sono terrorizzata ma altrettanto eccitata, sento che Aldo sta per venire e allora mi fermo, lo bacio con passione mentre gli altri mi frugano sempre di più.
Mi chiedono se possono continuare, guardo Aldo ed insieme diciamo si.
Mi sdraio sul divano, non capisco più nulla, l’unica cosa che mi tranquillizza è sentire mio marito che mi tiene la mano, il resto è confusione, uno mi lecca tra le gambe e lo sento mugolare, l’altro mi avvicina il pene alla faccia, non riesco a prenderlo in bocca, capisce e si infila un preservativo, non è la stessa cosa ma è veramente uno sconosciuto.
Non ricordo ben cosa sia successo ma ad un certo punto mi ritrovo con Aldo che mi sussurra qualcosa mentre sento come una frustata tra le gambe, è uno dei due che mi è entrato dentro, e comincia a muoversi dentro me, prima dolcemente poi con sempre più foga, l’altro mi prende in bocca , il sapore del preservativo è sgradevole ma a lui piace lo stesso.
Quello che mi sta montando mi abbraccia e mi fa girare, mi ritrovo sopra di lui, continuo a non capirci granchè ma sono eccitatissima, li sento parlare e quando altre mani mi aprono ancora di più le gambe capisco………mi vogliono anche sodomizzare. Ho paura, ma Aldo è sempre lì che mi conforta, sento il buchino allargarsi e poco per volta entra tutto, per fortuna non è molto grosso, mi fanno male perché non sono sincronizzati nei movimenti, però impiegano veramente poco…………mi stantuffano entrambi e mio marito non resiste mi porge il suo in bocca.
Mi sento perversa , mi piace da impazzire riesco solo a dire, non venitemi dentro voglio farvi venire io……..
Quanto tempo sia passato non lo so, come non capisco quante volte sia venuta e se sono venuta, è tutta una sequenza di cose che mi ha fa esplodere il cervello.
Escono quasi insieme e probabilmente sono indecisi sul da farsi, con un filo di voce riesco a dire venitemi addosso.
Si tolgono i preservativi, un po’ li masturbo io, un po’ fanno da soli ad un certo punto sento liquido caldo dappertutto sulla faccia, sui capelli sul seno, la camicetta è da buttare, vengono quasi urlando……..
Mi parlano ma non li sento sono completamente fuori di testa, Aldo mi aiuta a ricompormi ho addosso un forte odore di sperma, quando mi riprendo è notte fonda e sono in macchina sulla strada del ritorno.

 

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Un ebook galeotto by VanessaLib [Vietato ai minori]




Un ebook galeotto di VanessaLib New!
Questo è la storia, vera, di una casalinga benestante, sposata con un professionista, che, dopo 9 anni di matrimonio felice, ha ritrovato, grazie alla lettura di un ebook, nuovi stimoli erotici, scoprendo un lato della propria personalità che non aveva neppure sospettato di possedere. Mi chiamo…ecco, mi chiamo Vanessa…diciamo.
Una domenica di maggio, eccezionalmente calda, vado al mare con mio marito per il primo assaggio di abbronzatura. Mentre sono lì, ricevo un sms: è una mia amica che, un paio di anni prima, mi aveva consigliato di leggere “50 sfumature…” ; a suo dire, è un capolavoro della letteratura erotica. Io, dopo circa 40 pagine, l’ avevo definitivamente abbandonato. Non riuscivo proprio ad andare avanti, lo trovavo noioso, ripetitivo e prevedibile. Lei si era molto meravigliata, specialmente conoscendo come la pensavo riguardo al sesso. Nel messaggino mi invia il link di un ebook, “sfidandomi” a trovare noioso anche quello.
Alla sera, dopo cena, mio marito guarda una partita alla tele. A me non interessa, allora prendo il PC e scarico l’ ebook. Anche quello, all’ inizio, mi sembra abbastanza noioso, ma decido di andare avanti.
Finita la partita, mio marito mi chiede che cosa sto leggendo. Io glielo dico e lui si siede accanto a me sul divano.
Leggiamo qualche pagina insieme. L’ azione che si sta sviluppando si fa interessante. Mio marito si alza per andare a letto e io, un pò a malincuore, lo seguo.
Prima di addormentarmi, forse stimolata da quanto letto, la memoria va indietro, al mio primo giorno di lavoro nello studio di mio marito. Io avevo 21 anni, e, a parte qualche innocente filarino adolescenziale, non avevo avuto nessuna relazione. Lui ne aveva 30 e…mi piacque subito, appena lo vidi dietro la scrivania. Seppi in seguito che anche per lui era stato lo stesso. Insomma, fra noi fu un vero e propio colpo di fulmine. Cominciammo a frequentarci al difuori del lavoro. Io ero (o credevo di essere) digiuna di sesso e lui, piano piano, mi dette…qualche lezione. Ero vergine e, d’ accordo con lui, lo rimasi fino al matrimonio, che avvenne dopo poco più di un anno di fidanzamento.
I primi anni erano stati, ovviamente, un fuoco artificiale. Non perdevamo occasione per fare sesso. Ora siamo sposati da nove anni, e la nostra vita sessuale, anche se non si è del tutto esaurita, ha perso molto dello slancio iniziale.
La sera del giorno dopo siamo andati a letto presto, per leggere insieme il romanzo che ha risvegliato in noi la passione. Spesso, mentre facevamo sesso dopo aver letto qualche pagina, lui mi chiedeva come mi sarei comportata al posto della protagonista e io, rispondevo che avrei fatto la porca, la troia. Ben presto, mi sono accorta che anche io mi eccitavo. Fino ad allora, le nostre erano solo fantasie erotiche. Poi, una sera, mentre stavamo scopando ed io ero quasi al culmine del piacere, lui mi ha chiesto se l’ avrei fatto davvero. Non mi aspettavo la domanda, quindi buttai lì una risposta interlocutoria tipo: “vedremo…, magari se si presentasse l’ occasione…la persona giusta…chissà…”
L’ occasione si è presentata presto. Una sera, eravamo seduti su un lungo divano in una saletta interna di un locale. La sala era deserta; tutti i clienti erano seduti al fresco del giardino. Stavamo bevendo e chiacchierando, quando sul divano si è seduto un uomo. Posando il bicchiere sul tavolino mi sono soffermata a guardarlo di sottecchi. Nè bello nè giovane, aveva però qualcosa nello sguardo col quale mi fissava che mi dava i brividi, mi intrigava. Ho abbracciato mio marito e gli ho sussurrato: “Non chiedermi niente, ma se vuoi…proviamo.”
Lui ha capito, mi ha stretto, baciato e, carezzandomi, ha slacciato i bottoni della camicetta e ha alzato la minigonna, per mostrargli il ridottissimo intimo che indossavo.
Lui non ha perso tempo, si è avvicinato e ha preso ad accarezzami i seni. Mai avrei pensato che avrebbe potuto succedere una cosa del genere. Ero come sdoppiata, inerte, passiva nelle sue mani. Però mi piaceva, mi stavo eccitando…
Lì nel locale non si poteva andare oltre. Mio marito ha chiesto al tipo se conosceva un posto tranquillo dove avremmo potuto…approfondire la conoscenza.
Lui ha pensato pochi secondi, poi ha risposta che sì, lo conosceva.. Allora l’ abbiamo fatto salire in macchina e, seguendo le sue indicazioni, siamo arrivati al termine di una strada sterrata, sotto un cavalcavia dell’ autostrada.

Durante il percorso in macchina pensavo a cosa sarebbe successo, una volta arrivati. Cosa avrebbe fatto, il tipo? E io, come avrei dovuto comportarmi? Avrei voluto chiedere a mio marito, ma con il tipo seduto dietro era impossibile.
Arrivati, scendemmo dalla macchina: il posto era deserto. La strada finiva lì, e se fosse arrivato qualcuno l’ avremmo visto arrivare in tempo. Nessun pericolo, quindi. Ero un pò tesa. Mio marito era al mio fianco. Gli strinsi forte la mano e mi avviai verso il tipo che, con tutta tranquillità, si stava spogliando. Io mi tolsi la camicetta e lui, tutto nudo, si avvicinò e, senza una parola, cominciò a carezzarmi la fica.
Poi passò a leccarmi i seni, a stuzicarmi i capezzoli. Io, quasi meccanicamente, gli afferrai il coso. Non era come quello di mio marito, era più piccolo, morbido e…completamente depilato. Sotto le mie carezze ben presto diventò duro.

Mentre continuava a succhiarmi i capezzoli armeggiava con il perizoma, cercando di sfilarlo. Gli sussurrai di lasciare fare a me. Non ci misi molto. Subito lui si abbasso all’ atezza del pube, mentre io mi alzavo la gonna per farmela leccare meglio.
Mi piaceva ma non riuscivo ancora a rilassarmi, attenta a cogliere le reazioni di mio marito, se ce ne fossero state. Lui però stava in silenzio, limitandosi a riprendere lo spettacolo. Io mi stavo eccitando e volevo, volevo proprio, succhiargli il coso, sentirlo in bocca. Dopo mio marito, pensavo, era il primo uomo a cui lo avrei fatto.
Mi sono accovacciata sui talloni e ho cominciato con baci leggeri, timidi colpi di lingua. Prima, però, ho guardato ancora mio marito. Lui continuava a tenere in mano la piccola macchina fotografica. Da come la muoveva, ho capito che stava girando un video.
Il tipo era eccitatissimo: sentivo che stava per godere. Mi chiedevo se si sarebbe tolto, al culmine del piacere. Se invece avesse schizzato in bocca, cosa avrei dovuto fare? Non ebbi più tempo per pensare: lui mi tenne ferma la testa e mi riempì la bocca di sperma bollente, schizzo dopo schizzo. Sputai tutto in terra e mi sciacquai accuratamente la bocca con acqua che abbiamo in macchina. Mio marito mi accarezzò a lungo, in silenzio, mentre il tipo si rivestiva.
Lo accompagnammo alla sua macchina. Al momento di salutarci, ci chiese se ci poteva rivedere, se volevamo il suo telefono.
Mio marito gli disse che non era il caso, che magari ci saremmo rivisti al bar.
Ciao ciao.
Appena soli, mio marito mi chiese come era andata, cosa ne pensavo di quello che era successo, ma io gli risposi che ne avremmo parlato a casa. Arrivati, mentre mio marito preparava un caffè, mi feci la doccia, poi mi sdraiai a letto a gustare il caffè mentre lui era in bagno. Ne uscì nudo completamente, con il cosone eretto.
Si stese sul letto posò la bocca sulla mia patatina, baciandola, leccandola sapientemente. Se non lo avesse fatto glielo avrei chiesto. Ero tesa come una corda di violino per l’ eccitazione e ben presto ebbi un intensissimo orgasmo. Lui mi venne sopra, baciandomi, carezzandomi. Sentii il suo cosone che si faceva strada nella patatina inzuppata. Era durissimo. Mia marito si fermava spesso. Voleva farmi godere ancora. E intanto parlavamo della serata, mi chiedeva cosa avevo provato, se mi era piaciuto prenderglielo in bocca, se volevo rivederlo. Gli dicevo di sì, ed ero sincera, Anche la mia eccitazione era dovuta in gran parte all’ incontro col tipo. Lui mi chiedeva come si era comportato, gli sembrava che fosse stato un pò…rude, poco delicato e se volevo che intervenisse per farlo smettere. E io no… insomma, mi strizzava i capezzoli e mi teneva stretta per i capelli mentre glielo facevo, ma non mi dispiaceva del tutto.
“E quando è venuto in bocca cosa hai provato?” E io “ci stavo pensando quando ha schizzato, e a quel punto cosa dovevo fare? ho aspettato che finisse e l’ ho sputato. E lui “com’era, come il mio? era buono o ti ha fatto schifo?”…”no, schifo no, era un pò più denso del tuo e…più dolciastro, ma non sgradevole”. Ho un altro orgasmo mentre gliene parlo, e lui accelera il ritmo per venire…”e, lo ingoieresti?” Io “tu vuoi che lo ingoi?”…”siiiii – mentre sta schizzando liquido bollente nel mio ventre – sììììì, vorrei vedere la bocca piena del suo nettare, e poi vorrei che lo ingoiassi tutto…” Io “sì, amore, lo farò…lo voglio anche io.”

Note finali:

Per contattarmi
vanessaferrarisoprani@gmail.com

 

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