Le sensazioni della gita 3 – Silvia by mammamia [Vietato ai minori]




Lo guardo.

Sono stata a letto con diversi ragazzi nella mia vita, eppure non ricordo di avere mai visto un cazzo così grosso. Lo prendo con entrambe le mani. Inizio a segarlo. Su e giù. Piano piano. Non c’è fretta. Sono una professionista, io. Accompagno dei movimenti rotatori. Sembra gradire. Dalla mia posizione inginocchiata, alzo lo sguardo verso il suo volto. Mi sta osservando fargli la sega. Ha uno sguardo concentrato, ma so che dentro è felice come un bambino a Natale.

Noto per la sua faccia di bronzo, Paolo ci ha provato con quasi tutte le ragazze della scuola. Me compresa. Sarà contento di depennarmi dalla lista delle ragazze “non ancora” e di aggiungere il mio nome alla categoria “seghe”. Continuo a segarlo con entrambe le mani. Avvicino la bocca al suo membro. Rimango un po’ lì. Gli sfioro il glande con le labbra. Poi mi allontano, ridacchiando sadicamente.

Niente pompino, mio caro! Devi soffrire un po’!

Mi ci avvicino di nuovo. Mi lecco le labbra. Lo fisso negli occhi con aria di superiorità. Con la consapevolezza di essere io a dominare la situazione.

Non te lo faccio ancora un pompino, Paolino caro!

Lo massaggio. Palmo aperto, accarezzo tutta l’asta del pene fino alla cappella. In cima al membro, chiudo la mano a pugno e lo sego fino in fondo. Su. E poi giù. Avvicino nuovamente la bocca. Lo guardo negli occhi. Lecco la cappella.

Gli faccio segno di no con la testa. Spero stia impazzendo!

Riprendo a masturbarlo. Mi fermo un attimo.

Non deve venire subito!

Approfitto della pausa per sfilarmi la maglia. Non voglio mica essere l’ultima a spogliarmi! Sul letto della stanza, Davide e Valentina si dilettano ormai da parecchi minuti ad emulare i rapporti sessuali dei cani. Con movimenti profondi e regolari, Davide penetra da dietro Valentina, che emette dei silenziosi guaiti al ritmo delle spinte infertole. Allo stesso ritmo, le sue tette si muovono avanti ed indietro con movimento ipnotico. Ogni tanto un po’ invidio quel seno. Non che desideri avere una quinta misura… però non mi dispiacerebbe riuscire almeno a riempire a pieno una prima!

Slacciato il reggiseno, noto che Paolo mi guarda stupito. Non si aspettava che portassi reggiseni imbottiti. Molto imbottiti! Ci rido su: mi lecco l’indice della mano, che poi uso per massaggiare il capezzolo sinistro. Spero abbia recepito il messaggio: “ebbene sì, le tette offerte sono queste. Però le so usare bene!” E poi le tette non sono tutto. Anche se bisogna ammettere che la loro dimensione influisce molto sul giudizio che i maschietti attribuiscono ad una ragazza. Valentina, ad esempio, a parte un seno enorme, cosa può offrire? Non credo che naso storto, occhi piccoli e pelle cadaverica siano cose piacevoli da vedere in una ragazza. Inoltre, continua a tingersi i capelli di un nero corvino, facendo risaltare ancora di più il colore chiarissimo della sua pelle. Eppure… guarda come se la sta sbattendo, Davide! Quelle tette sono ipnotiche per i ragazzi.

A fianco del letto, Danilo sta filmando il documentario sulla riproduzione canina con il suo telefonino. Io pensavo fosse gay! Ma non credo che un gay si diverta a girare un video amatoriale mentre si masturba come un pazzo con l’altra mano. Avvicino il busto al grosso cazzo di Paolo. Lo guido verso il mio seno. Gli faccio scivolare la cappella sui miei capezzoli turgidi. Prima uno. Poi l’altro. Gli do un bacio sulla cappella e mi alzo. Mi guarda con sguardo implorante.

Non me ne vedo, caro, tranquillo.

Mi levo solo i pantaloni. Li abbasso un po’, poi li lascio scivolare da soli fino a terra. Guardandolo fisso negli occhi, mi inginocchio nuovamente. Continua la mia opera. Su e giù. A ritmo costante. Mi lecco la mano destra. Dal polso fino alla punta del dito medio. Poi lo masturbo con la manina umida. La lubrificatura non è ancora perfetta, però. Mi avvicino un po’ con il viso e lascio cadere un filo di saliva sul cazzo. Spalmo bene il lubrificante naturale lungo l’asta. Ancora su e giù. Su e giù. Ce ne vuole ancora un po’. Sputo sulla cappella. Ora si che le mani corrono su e giù senza problemi. Aumento un po’ il ritmo. Potrebbe essere il momento di un piccolo trucchetto. Mentre mi muovo lungo l’asta con la mano destra, uso la sinistra per solleticargli le palle. Chiude gli occhi. Gli piace. Piace a tutti!

Anche la Silvietta ha gli occhi chiusi. Ilaria da qualche minuto le sta leccando la micetta. Non mi sarei mai aspettata che Ilaria avesse simili gusti. Anche se ora capisco il perché non è in grado di indossare nulla di più femminile di una felpa. Avrei dovuto capirlo subito. Di femminile, quella ragazza ha ben poco. Spalla larghe da sportiva. Curve pressoché inesistenti. Avrebbe dovuto dirmelo, però. Le amiche si dicono tutto. Invece devo venire a scoprire una cosa del genere guardandola mentre fa ansimare la Silvietta, spalle al muro in balia dell’abilità della sua lingua.

Avvicino nuovamente la bocca al cazzo di Paolo. Tiro fuori la lingua e lecco l’asta. Tutta. Dallo scroto al glande. Giunta al termine, apro la bocca. Con un movimento di bacino, Paolo ci infila il cazzo dentro. Non riesce più ad aspettare. Non ce la fa più! Lo lascio fare. Non faccio più nulla. Tengo la bocca aperta e lo lascio penetrarla come meglio preferisce. Mi prende per i capelli. Ma non mi fa male. E’ un po’ come se mi grattasse la testa. Continua a penetrarmi la bocca. Divarico le gambe. Per quanto sia possibile farlo stando in ginocchio. Scosto leggermente le mutandine ed inizio a massaggiarmi. Paolo mi ha vista. La situazione lo eccita tantissimo. Gli afferro il cazzo ed inizio a segarlo a gran velocità. Con una mano mi prendo cura del suo membro, mentre mi prendo cura della mia micetta con l’altra. Inarca la testa all’indietro. Ha dei piccoli spasmi. Mi bagna tutto il seno. Poi, guardandolo fisso negli occhi, avvicino il suo cazzo ai miei capezzoli e ci spalmo per bene sopra quel poco di sperma che ancora il suo cazzo produce. Me lo infilo un ultima volta in bocca e lo ciuccio come fosse un calippo.

Mi alzo da terra. Non c’è più nulla da ciucciare! Mi pulisco un attimo con un fazzoletto. Non mi piace avere le mani appiccicose. Mi ricade l’occhio su due sul letto. Difficile non notarli. Il finemente depilato pube di Davide si appoggia a ritmo costante sull’ano di Valentina, mentre la penetra con esperienza da dietro. Mi eccitano! Dicono che sono una passione esclusivamente maschile, eppure a me i film porno piacciono molto. Mi sfilo il tanga e vado a sedermi sulla sedia di fronte al letto. Mi appoggio allo schienale, allargo le gambe ed inizio a massaggiarmi la fica guardando i due scopare sul letto. Guardo il sudore scendere dai lunghissimi capelli di Valentina fino alle sue mani, che stringono a pugno alcuni lembi delle lenzuola del letto. Mi piacerebbe essere al suo posto, in questo momento. Inoltre, il fatto che Danilo stia riprendendo il tutto contribuisce ad aumentare la mia eccitazione. Mi lecco la mano con cui mi sto masturbando. Aumento il ritmo dei massaggi sul clitoride. Piego la testa all’indietro e la appoggio sullo schienale della sedia.

Chiudo gli occhi.

Immagino di essere al posto di Valentina. Di essere sul letto, dominata da dietro da Davide. Di ricevere profonde penetrazioni regolari. Di sentire il sudore del suo pube bagnare il mio sedere. So che il mio sedere gli piace. Glielo ho sentito dire una volta. E non solo a lui. Piace a tutti! Sono fiera della scritta sul muro dei bagni dei maschi “te lo sbatterei in culo!” a fianco del mio nome!

Qualcuno ferma la mia mano. Riapro gli occhi. Ilaria è in ginocchio di fronte alla sedia. Scosta la mia mano e avvicina la testa alla mie grazie. Inizia a leccarmi. Piano piano. Quasi timidamente. Mi sento un po’ agitata. Per me sarebbe un’esperienza nuova. E poi non è una persona qualunque, ma una cara amica.

Guardo la Silvietta, seduta per terra, schiena appoggiata al muro, con l’aria rilassata. Decido che anche io voglio le stesse attenzioni. Prendo il gesto di Ilaria come il coraggio di confessarmi finalmente la sua omosessualità. Così mi metto comoda sulla sedia e la lascio fare. Ha capito che le lascio carta bianca. Dopo qualche leccata e dolce bacio sull’apertura della vagina, mi allarga le labbra e comincia a leccarmi il clitoride. A ritmo elevato, ma con estrema dolcezza. Si sta prendendo cura della mia fica con tenerezza. Come fosse la sua. Ora capisco non solo i suoi gusti sessuali, ma anche le scenate di gelosia quando mi sapeva in giro con altre persone. Pensavo volesse essere la mia migliore amica. Invece voleva di più. Prenditi ora tutto ciò che vuoi, amica mia! In quanto donna, conosce molto bene le esigenze femminili. Nessun fidanzato mi aveva mai leccata così bene là sotto! Le metto le gambe sulle forti spalle da sportiva. Sono tutta tua. Appoggio nuovamente la testa sullo schienale della sedia e chiudo gli occhi. Mi rilasso. Poi mi metto le mani sul seno ed inizio a massaggiarmi le tette. Mi stimolo i capezzoli. Ansimo. Mi sento. Ansimo ancora. Sempre di più. Il cuore batte sempre più forte. Ho delle contrazioni. Provo un forte piacere.

Riapro gli occhi. Ilaria mi guarda con uno sguardo soddisfatto. Continua, amica mia. Ti prego. Nota il mio sguardo. Un misto tra rilassato ed implorante. Ricomincia a prendersi cura di me.

Davide invece ha smesso di prendersi cura di Valentina. Lei lo guarda con sguardo interrogatorio: non gli ha chiesto di smetterla! La fa sdraiare di schiena, testa al limite del bordo del letto. Allarga le gambe. Ne vuole ancora. Davide non se lo fa ripetere: riprende a penetrarla. E io che pensavo che la scopasse da dietro per non vedere il suo viso. Obiettivamente, non è molto carina. Pensavo si potesse scopare con lei solo “mettendole un sacchetto sulla testa!” Dicono tutti così. Credo che Davide abbia voglia di vedere la quinta della Valentina andare su e giù al ritmo delle sue penetrazioni. Così le vede benissimo. Anche a lei piace la nuova situazione. Mi imita: tira su le gambe e le appoggia sulle spalle del “compagno”. La penetra più in profondità.

Paolo torna dal bagno. Aveva bisogna di una rinfrescata dopo il mio trattamento! Pene di nuovo in erezione alla mano, si avvicina al letto, dove appoggia il membro nei pressi della testa di Valentina. Inizia a masturbarsi davanti al viso eccitato di lei. Mentre viene scopata, prende il cazzo di Paolo con la mano destra ed inizia a masturbarlo. La vedo che prova a lavorare allo stesso ritmo delle spinte offertele da Davide. E’ facile. Lui la penetra con calma. Poi attira Paolo verso la sua bocca. Gli lecca la cappella. Sono contenta della scelta di Paolo. Se vuole un altro pompino, vuol dire che gli è piaciuto tanto il mio lavoro. Valentina prova a leccargli l’asta. Non ci riesce bene. Per quanto Davide la scopi con ritmo calmo, non è facile fare un pompino in quelle condizioni. La comprendo. E la invidio. Per quanto ammetto che le attenzioni di Ilaria sono così rilassanti. Tutti i massaggiatori dovrebbero imparare a fare quello che Ilaria mi sta facendo! Valentina decide di prendere in bocca il cazzo di Paolo. Al ritmo imposto da Davide, usa bocca e mano destra per prendersi cura di Paolo. In quanto cantante, sebbene dilettante, il senso del ritmo è proprio di Valentina. Danilo li sta ancora riprendendo. Solo che ora non si masturba più: ci pensa la Silvietta a farlo. Ogni tanto con una, a volte con entrambe le mani, la Silvietta corre su e giù lungo il pene di Danilo, che le tiene la lunga coda di cavallo bionda. Mi cade l’occhio sul seno della mia compagna. Devo smettere di guardare le tette delle altre. E’ deprimente per me! Trovo incredibile come una ragazza minuta come lei abbia un seno del genere. Gli lecca l’asta. Lo scroto. Poi prende in bocca il cazzo. Tira verso di sé Danilo facendo presa sui suoi glutei. Lo ha tutto in bocca! E io che pensavo che la Silvietta fosse una ragazza casta. Sta così qualche secondo, poi fa uscire il membro di Danilo per riprendere fiato. Lui smette di riprendere la Valentina ed i suoi compagni di avventure: ha altro da filmare. La Silvietta saluta la telecamera con un timido cenno della mano, poi ripete l’operazione. E’ fatale. Danilo esplode in un mare di sperma. Gli occhiali rosa della Silvietta sono da ripulire. Danilo si siede sulla sedia a fianco alla mia. Mi guarda con uno sguardo stupito e sconvolto. Deve essergli piaciuto molto.

Altri sussulti. La situazione, insieme alle attenzioni di Ilaria, mi sta facendo passare tutto lo stress accumulato durante l’anno scolastico. In fondo, non è anche a questo che serve la gita scolastica? Ilaria mi sta facendo sentire amata e protetta. Accarezzo il dubbio della bisessualità. E anche i capelli biondi della mia amica.

Qualcosa entra in me. L’indice della mano destra di Ilaria esplora la mia vagina in cerca di nascosti punti particolarmente stimolanti. Presto le dita diventano due.

Puliti gli occhiali, la Silvietta si siede sul bordo letto, a fianco del viso di Valentina, ed inizia a masturbarsi. Si masturba e si morde le labbra. Credo proprio di essermi sbagliata sulla castità della Silvietta! Paolo abbandona la bocca della Valentina e si avvicina alla nuova arrivata. Lei non vedeva l’ora. Le apre le gambe. Inizia a scoparla. Lui in piedi, lei sdraiata sul bordo del letto. Paolo non è pacato come Davide nella sua azione. Tiene un buon ritmo nelle sue penetrazioni. Aumenta la velocità. Le tette della Silvietta vanno avanti ed indietro. Le guardo. Continuo a fissarle. Che sia un altro sintomo della bisessualità? Mi concentro su Ilaria.

Chiudo gli occhi. Mi abbandono sempre di più.

Si ferma all’improvviso. Che le succede? Riapro gli occhi. Davide è dietro di lei, pene in mano. Ilaria si alza. Mi sorride e si allontana. Si avvicina a Danilo, seduto sulla sedia a fianco alla mia. Gli bacia il pene a riposo. Poi sale. Gli lecca il pube. L’ombelico. Sale fino ai pettorali. Gli lecca un capezzolo. Il pene di Danilo torna in erezione. Ilaria si siede su di lui. Gli prende il cazzo con la mano. Lo accompagna verso l’ingresso della sua vagina. Spinge il suo corpo verso di lui. Si fa penetrare. E’ lei a comandare. Con movimenti rotatori del bacino si fa penetrare da Danilo, che rimane immobile sulla sedia. Si rilassa. La lascia fare. Il comportamento di Ilaria non mi stupisce. Non sta mettendo nel rapporto con Danilo la stessa passione con cui ha fatto rilassare prima la Silvietta e poi me. Tratta il cazzo di Danilo come un semplice vibratore. Non sta scopando con lui; è come se si stesse masturbando. Non gli importa di avere un rapporto con lui. Vuole solo il suo pene per farsi penetrare.

Guardo Davide. Si trova ancora di fronte a me. Masturbandosi piano piano per mantenere l’erezione, attende che io decida cosa fare. Ho deciso. Mi alzo dalla sedia e con un cenno del dito gli dico di seguirmi. Passo a fianco del letto. Valentina è sdraiata nella stessa posizione in cui Davide l’ha lasciata. Occhi chiusi ed aria appagata, si massaggia dolcemente la vagina con una mano e il seno con l’altra. Davide ci sa fare, a quanto pare. Paolo fa appoggiare alla Silvietta le gambe sulle sue spalle. Ad una presa migliore, corrisponde una penetrazione migliore. La Silvietta geme. Le sue tette non si muovono più: se le massaggia in cerca di maggiore piacere.

Ho raggiunto il mio comodino. Apro il cassetto della biancheria. Rovisto un po’.

Trovato!

Mi giro e mostro il vasetto di lubrificante a Davide. Lo vedo piacevolmente sorpreso. Mi avvicino al suo pene e gliene verso una bella striscia lungo tutta l’asta. Lo masturbo. Deve essere ben lubrificato. Per quello che voglio fare la saliva non basta! Torno alla mia cara sedia. Mi piego in avanti e mi ci appoggio con una mano. Con l’altra verso un po’ di lubrificante sull’ano. Poggio il tubetto sulla sedia e mi spalmo per bene la sostanza appena versata. Faccio un test del risultato: mostro a Davide come due dita entrino nel mio ano senza incontrare resistenza. Mi piego totalmente in avanti, appoggiandomi sulla sedia con le mani. Testa volta indietro. Devo vedere ciò che Davide fa. Mi viene incontro. Accompagna con la mano il suo pene lubrificato fino all’ingresso dell’ano. Sento la sua cappella. Poi spinge piano piano il bacino in avanti. Sta entrando. Non so se la famosa scritta nei bagni della scuola riferita a me sia stata scritta da lui, ma sono certa che Davide sta esaudendo un suo grande desiderio. Guarda spesso il mio lato B. Lo noto. Non lo impedisco. Sono molto fiera del mio sedere. Uno dei miei fidanzati passati diceva che nemmeno il tempo lo avrebbe potuto logorare. Sono pratica di sesso anale. Lo propongo a tutti i ragazzi con cui vado a letto. Lo pratico anche nell’autoerotismo, a volte. Eppure il mio sedere rimane… perfetto. Niente può logorarlo.

Lo sta spingendo dentro. Con calma. Ci sa proprio fare, il ragazzo. Inizio a masturbarmi con una mano. Una volta ho letto che, durante questo tipo di rapporti, la stimolazione vaginale rilassa la muscolatura anale, favorendo la penetrazione. Poi ho provato. Funziona davvero. Lo ha messo tutto dentro. Emetto dei gemiti. L’esperienza rende la pratica sempre meno dolorosa e sempre più piacevole. Sento il cazzo di Davide tornare indietro. Poi di nuovo avanti. Ed indietro. Avanti. Indietro. Gemo sempre più. Amo essere dominata da dietro!

Ai miei mugolii si mescolano quelli della Silvietta. Paolo eiacula sulla sua magrissima pancia. Lui è molto stanco. Lo si vede. Però ridacchia soddisfatto. La Silvietta si alza e si dirige verso il bagno. Non basta un fazzolettino per pulirsi la pancia. Tuttavia, intuisco dal suo sguardo che vuole ancora attenzioni.

Le lente e profonde penetrazioni di Davide sono una vera goduria per me.

Alla mia destra, Ilaria si muove agilmente sul pene di Danilo arruffandosi i capelli con le mani. Sembra impazzita. Inizia ad ansimare. Muove il bacino sempre più velocemente. Per un attimo, spasima. Poi si placa. Abbandona Danilo, stravolto sulla sedia. E’ soddisfatta.

Davide si ferma per un attimo al massimo della penetrazione. Mi dà una rapida leccata al collo. Poi mi scosta la mano dalla fica ed inizia a stimolarmi lui. Riprende la penetrazione anale, condita di ditalino. Mi appoggio nuovamente alla sedia con entrambe le mani. Avanti ed indietro. Avanti. Lo sento in fondo. Indietro. Lo sento. Non solo il pene. Ecco l’orgasmo anale che cercavo! Poi, Davide estrae dolcemente il pene dall’ano e mi riempe il sedere di sperma. Sono contenta. Si merita un po’ di piacere anche lui. E’ stato molto bravo. In futuro troverò il modo di ringraziarlo. Spero di doverlo fare anche per altre esperienze. Magari con la partecipazione di Ilaria. Ora non ho più dubbi sulla mia bisessualità.

 

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Un fratello un po’ porco




Mio fratello è sempre stato un gran porco, fin da quando andavamo al liceo insieme, tante volte lo vedevo appartarsi durante la ricreazione con qualche ragazza, è capitato che lo seguissi e lo scoprissi a farsi fare un pompino.

Una volta sono rientrata a casa prima, i nostri genitori non c’erano, lui era in camera sua a scopare con una mia compagna di classe, ricordo che mi nascosi e spiai dalla poca fessura della porta, lei era a pecorina sul letto e lui da dietro gliela leccava e poi la penetrava.

Era così incosciente che non usava nemmeno il preservativo, gli piaceva sentire il contatto diretto sul suo cazzo, almeno così diceva e il fatto che non abbia mai messo incinta nessuno è sempre stata solo fortuna.

Ora abbiamo io 28 anni e lui 31, entrambi lavoriamo e abitiamo fuori di casa, nessuno dei due si è sposato o fidanzato, o quanto meno in questo preciso momento della nostra vita, abbiamo preso scelte simili.

Di lui non c’è da meravigliarsi, è sempre saltato da una ragazza all’altra con estrema facilità, chiudersi in una relazione stabile per lui significava stare in trappola, io invece non ho trovato l’uomo giusto.

Ho avuto una storia di un paio di anni senza successo ed ho deciso di divertirmi, questo non vuol dire che faccio la zoccola ma ogni tanto una scappatella me la concedo, sono ancora giovane.

Sono qui per raccontarvi la mia recente esperienza proprio con mio fratello, premetto che ho sempre odiato l’idea del sesso tra fratelli, sorelle e genitori e mai avrei pensato di fare una cosa del genere ma ho capito anche che a volte l’istinto prende il sopravvento su tutto e a volte anche la situazione del momento incide sulle proprie azioni.

È successo qualche giorno fa, mio fratello mi ha invitato a cena a casa sua, c’erano altri amici, abbiamo passato una serata tranquilla, tra una risata e l’altra, quando sono andati via tutti l’ho aiutato a sistemare.

Durante la cena avevamo bevuto troppo, lui soprattutto, nonostante i miei avvisi, non mi avevo dato ascolto ed ora faceva fatica a dire cose sensate.

Finito di sistemare ci siamo messi sul divano in salotto, ero stanchissima, non avevo voglia di tornare a casa, non ero nemmeno in grado, così decisi di fermarmi a dormire da lui, non era la prima volta che lo facevo.

Sono andata in camera da letto, avevo alcune cose per la notte nella stanza che lui solitamente offriva agli ospiti, ho iniziato a svestirmi, ero in intimo quando ho sentito dietro di me la risata di mio fratello.

Gli ho chiesto cosa ci trovasse da ridere, mi guardò in modo strano e si avvicinò, posò la sua mano sul mio culo e mi disse che era buffo che io fossi li quasi nuda, perché la sera prima aveva sognato di scoparmi.

Non ci diedi tanto peso, era ubriaco e probabilmente non si rendeva conto, ciò nonostante non mi lasciò, anzi, rafforzò la presa del mio gluteo e mi attirò a se, mi disse che avevo un buon profumo, poi sentii la sua lingua leccarmi il collo.

Gli dissi di smetterla, che era mio fratello, lui non mi diede ascolto e mi slacciò il reggiseno, afferrò subito uno dei miei capezzoli in bocca e lo succhiò, provai a oppormi ma quella sensazione piacevole mi fece eccitare ancora di più.

Fu lui a slacciarsi i pantaloni e a tirare fuori il cazzo, mi venne istintivo prenderlo in mano e segarlo, mi fece sedere sul letto e mi guardò negli occhi, mi ordinò di succhiarglielo.

Non me lo feci ripetere due volte, lo presi tutto in bocca, lo spompinai avidamente come se avessi paura che qualcuno potesse entrare e interrompere quel momento folle.

Ero eccitata e bagnata, mi aprì le gambe e mi strappò le mutandine, sentii la sua lingua leccarmi il clitoride e poi la figa, entrò dentro di me e mi praticò del sesso orale pazzesco che mi fece venire due volte sulla sua bocca.

Il suo cazzo era enorme e gonfio, si posò su di me e mi disse di aprire le gambe che mi avrebbe scopato per bene, accolsi il suo cazzo dentro la figa, mi tenne ferma e mi iniziò a sbattere con forza.

Spingeva e affondava il cazzo sempre di più, sapeva farci, ne aveva scopate tante in effetti, mi disse che ero una porcellina, mi fece girare a pancia in giù, mi penetrò ancora e mi scopò veloce, sentivo la figa bruciare di piacere mentre lui trapanava senza sosta.

Godevo come non avevo mai goduto prima, forse era anche il vino ad amplificare il piacere e quel momento di follia, so solo che il suo cazzo riusciva a darmi un piacere mai provato prima.

Ha continuato a scoparmi per una buona mezz’ora, poi finalmente si è deciso ed è venuto sulle mie tette, sborrandomi con tanto sperma caldo.

La parte più eccitante è stata quando mi ha detto di prenderlo con le dita e poi ingoiarlo, l’ho fatto, stavo bevendo mio fratello ed era una cosa assurda.

Quando abbiamo finito di scopare ci siamo addormentati entrambi sul letto, il mattino successivo mi sono svegliata con il suo cazzo moscio contro la schiena, mi sono ricordata tutto, lui dormiva ancora, mi sono vestita velocemente e sono andata via.

Da quel giorno in cui abbiamo scopato non ci siamo più visti ne sentiti, sicuramente prima o poi dovremmo farlo, non possiamo ignorarci per sempre. Ho intenzione di far finta di nulla, mi auguro che anche lui faccia la stessa cosa.

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Quando la notte cala cap3




capitolo 3: Una compagnia di piacere

La luce della nuova alba e il vento fresco, veglia di un altra giornata afosa, sveglia Beatrice ed Anna addormentate sul divanetto.. Le loro prime parole da scomode ma sveglie, si guardano negli occhi e sorridono…
Anna e Bea arrivano ad uno scambio di sguardo reciproco, anomalo e sincero nello stesso tempo.

Successivamente, Beatrice guarda Anna ” ci voleva una notte diversa dalle altre, una donna in tua compagnia, zia, una notte con si vero l’unico loro pensiero, ma ora ho mentalmente rilassata e pronta per affrontare il nuovo corso della vita” … passa poco ed Anna la guarda e le dice: “Quello che è perso non torna indietro, attendiam notizie dagli USA”

Le 2 donne, ritornano in casa, il pendolo li posto nel salotto suona le ore 9.
La temperatura segnalata dal termostato, posto in sala, segna già 25 gradi.
Ambe concordano che, sebbene non ci sia tanta afa di prima mattina, fa già caldo e concordano l’idea di farsi una doccia fresca rigenerante

Beatrice, visto che è in casa propria, fà come le pare, schiettamente parlando e và in bagno, dove ha un vano doppio doccia, molto comodo, stile Jacuzzi. Anna, senz’altro accaldata e un po’ strana, ha dormito male guarda Bea che li, che stà preparando e ricadono nello scambio vicendevole, ammiccandosi a vicenza.
Anna le sorride. Bea solo dopo fà altrettanto.

Ambe son mentalmente rilassate, cercando di far passar in secondo piano la tragedia.

Beatrice le indica ad Anna un appendiabiti lì dietro alla porta, “metti pure qua, le tue cose” Beatrice inizia a togliersi, prima i pantaloncini, bianchi, aderenti, rimane in un perizoma bianco che mette in mostra le sue forme sinuose, il suo bel gluteo, tonico, e li davanti viene celato solamente la parte bassa del proprio sesso.
Anna le sorride semplicemente, Bea “ti ringrazio zia, anche tè non manca nulla”
Anna, “se devo”, si sfila la maglietta, mette in risalto il suo seno, non eccessivo, successivamente sfila i pantaloni della tuta, di materiale leggero e mostra il tanga nero, che le fà risaltar il suo bel gluteo sodo, mentre li davanti lo stesso tanga copre bene tutto, e non lascia intraveder nulla.
Beatrice sorride. Anna ricambia.

Beatrice si sfila la sua canottiera, mettendo in risalto il suo seno, porterà una terza, poi sfila con delicatezza il perizoma, rimanendo nuda, nella sua totale naturalezza, mettendo il risalto ancora di più il suo gluteo a nudo e la sua fertilità senza un pelo. Entra in doccia.
Anna a prima vista nota che Beatrice non ci mette nulla a sentirsi a suo agio, nonostante sia in compagnia di un altra lei. Bè la stessa Anna invece, ci mette decisamente di più per mettersi a suo agio, poco a poco, si slaccia prima il reggiseno, mostrando il suo seno che porta una taglia superiore a Bea. Successivamente notando la perfezione di Bea, si abbasa il tanga e mette in luce, sotto una lieve peluria, ben curata, il suo sesso. Anna sorride a Beatrice ed si accomoda anche lei in doccia.
Beatrice ed Anna, un poco timide entrambe, nella loro assoluta naturalezza e normalità si lavano da sole, senza richieder una mano l’un l’altra.
Bea ammicca “sembra di ricordare quando facevo la stessa cosa con mamma” Anna rimane senza parole… e immensa nei suoi pensieri…
Lo sguardo della giovane Beatrice, osserva il corpo maturo della zia, involontariamente le mani si toccano come gli stessi corpi nudi e bagnati. Le due chiuduono le rispettive acque ed escono dalla doccia, dove nasce un sorriso involontario.
Beatrice ed Anna si asciugano il corpo ed indossano il proprio intimo, posto li fuori.

Visto il caldo, le 2 non veston molto di più del loro intimo e di qualcosa di leggero e vanno verso il salotto e succesivamente la cucina… Durante il passaggio tra bagno e salotto, Anna dà uno sguardo voluto, quanto involontario alla camera di Bea, dove a prima occhio nota subito l’ordine maniacale.

Beatrice, in cucina, dice a sua zia “preparo qualcosa per la colazione? va bene?!”
Anna “certo, mi và bene anche un caffè, tranquilla”
Beatrice “il caffè è pronto” Anna si siede in cucina, dove le viene servito il voluto caffè. Dalla finestra che dà sulla cucina entra una leggera brezza mattutina. Brezza che preanuncia il caldo che arriverà li a breve. Bea avendo notato l’attenzione di Anna verso il suo mondo di studio le ammicca un “poi ti ci porto in camera mia, nel mio studio” Anna rimane di nuovo senza parole…

Beatrice, insieme ad Anna sistemano la cucina, fanno ordine, visto che la casa è stata lasciata come è rimasta la sera precedente. Disordinata e tutto lasciato al caso, la testa obbietivamente era ben altrove con tutte le ragioni.
Una volta ordinata casa Beatrice accompagna Anna in camera sua

La camera di Bea
Arrivate in camera, prima Beatrice, solo poco dopo Anna, che primo impatto le sorride dicendole “che ordine maniacale che hai” Bea “Se non tengo sto ordine, non riesco ad ambire a ciò che voglio dal mio studio e dalla mia vita”. Anna, sapendo bene che studia moda, nota che vi sono dei disegni lasciati li sul tavolo di disegno, si avvicina e li inizia a sfogliare, molto interessata, successivamente le sorride e la stessa Anna obietta “senz’altro hai ottimi gusti in materia, hai trovato ciò che ti piace!” Beatrice “bè si, mi piace proprio quello che sto studiando, disegnando, in atto pratico soprattutto, son un po’ fissata su mode moderne, al momento lontano dagli eventi di moda, dalla bellavita, da ciò che i miei stavam provando a disegnare per me, un futuro ormai morto… già”. Beatrice nota con molto interesse quanto Anna è presa dai suoi lavori.
La cosa che colpisce Anna, è con quanta naturalezza disegni vestiti serali, compresi quelli da sposa, passando per costumi, intimo per donna, tutto rigorosamente per donna. Quanto Bea dia peso al suo sesso e all’importanza semmai, dello stesso. In ambito maschile conta sulla dita delle mani i disegni fatti da lei e i progetti di vestiario.
Beatrice guarda Anna “che c’è” Anna “bè brava, ottimi gusti, stai cercando di costruirti il tuo stile” Anna, una volta sfogliato quelle tavole di disegni li posti sul tavolo si guarda attorno. Una camera ben ordinata, sui muri vi sono dei disegni a carboncini di lei, di altre persone che non conosce, dei genitori, appena mancati e nota con stupore quanto sia brava chi fà sti lavori…
Beatrice nota che Anna sta fissando quei lavori a muro “grazie per tutto quello che mi stai dicendo.. quanti complimenti zia!” “ti potrei omaggiare di un disegno a carboncino, son le mie specialità, come vedi, per ringraziarti di quanto hai fatto ieri sera, e della tua dolce presenza oggi.
Anna, rimane nuovamente, per la terza volta, senza parole e pensa “sconvolgente, sta Bea, ho una nipote già pronta sembra a far il nuovo passo della vita”, soltanto dopo aver passato in rassegna altri lavori a carboncino li posti le risponde alla sua richiesta “volentieri Bea, così vedo da me come la piccola stilista mi disegna e successivamente mi crea gli abiti a sua immagine e somiglianza”
Bea la guarda “prima mangiam qualcosa, poi andiam nello studio di papà…”
Anna “come vuoi cara”

Il campanile della chiesa li vicina e il pendolo in salotto suonano le ore 11.

Anna e Beatrice, vista l’ora, tornano in cucina, aprono il frigor e prendono qualcosa per far uno spuntino, in particolare del crudo con melone, mozzarella ed insalata e del formaggio. In tavola vi è sempre del thè fresco e dell’acqua naturale. La bottiglia, amata, di vodka alla fragola è posta in frigor..
La fama non è molta, ma per far uno spuntino che sà di pranzo è ottimo.
Accendon la tv per aver una compagnia e magari notizie fresce in merito all’accaduto.
Una volta ottenute tali notizie sull’incidente aereo dove son stati coinvolti anche i genitori di Bea, le 2 mettono sui canali musicali per godersi un attimo di relax.

 

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