Le sensazioni della gita 3 – Silvia by mammamia [Vietato ai minori]




Lo guardo.

Sono stata a letto con diversi ragazzi nella mia vita, eppure non ricordo di avere mai visto un cazzo così grosso. Lo prendo con entrambe le mani. Inizio a segarlo. Su e giù. Piano piano. Non c’è fretta. Sono una professionista, io. Accompagno dei movimenti rotatori. Sembra gradire. Dalla mia posizione inginocchiata, alzo lo sguardo verso il suo volto. Mi sta osservando fargli la sega. Ha uno sguardo concentrato, ma so che dentro è felice come un bambino a Natale.

Noto per la sua faccia di bronzo, Paolo ci ha provato con quasi tutte le ragazze della scuola. Me compresa. Sarà contento di depennarmi dalla lista delle ragazze “non ancora” e di aggiungere il mio nome alla categoria “seghe”. Continuo a segarlo con entrambe le mani. Avvicino la bocca al suo membro. Rimango un po’ lì. Gli sfioro il glande con le labbra. Poi mi allontano, ridacchiando sadicamente.

Niente pompino, mio caro! Devi soffrire un po’!

Mi ci avvicino di nuovo. Mi lecco le labbra. Lo fisso negli occhi con aria di superiorità. Con la consapevolezza di essere io a dominare la situazione.

Non te lo faccio ancora un pompino, Paolino caro!

Lo massaggio. Palmo aperto, accarezzo tutta l’asta del pene fino alla cappella. In cima al membro, chiudo la mano a pugno e lo sego fino in fondo. Su. E poi giù. Avvicino nuovamente la bocca. Lo guardo negli occhi. Lecco la cappella.

Gli faccio segno di no con la testa. Spero stia impazzendo!

Riprendo a masturbarlo. Mi fermo un attimo.

Non deve venire subito!

Approfitto della pausa per sfilarmi la maglia. Non voglio mica essere l’ultima a spogliarmi! Sul letto della stanza, Davide e Valentina si dilettano ormai da parecchi minuti ad emulare i rapporti sessuali dei cani. Con movimenti profondi e regolari, Davide penetra da dietro Valentina, che emette dei silenziosi guaiti al ritmo delle spinte infertole. Allo stesso ritmo, le sue tette si muovono avanti ed indietro con movimento ipnotico. Ogni tanto un po’ invidio quel seno. Non che desideri avere una quinta misura… però non mi dispiacerebbe riuscire almeno a riempire a pieno una prima!

Slacciato il reggiseno, noto che Paolo mi guarda stupito. Non si aspettava che portassi reggiseni imbottiti. Molto imbottiti! Ci rido su: mi lecco l’indice della mano, che poi uso per massaggiare il capezzolo sinistro. Spero abbia recepito il messaggio: “ebbene sì, le tette offerte sono queste. Però le so usare bene!” E poi le tette non sono tutto. Anche se bisogna ammettere che la loro dimensione influisce molto sul giudizio che i maschietti attribuiscono ad una ragazza. Valentina, ad esempio, a parte un seno enorme, cosa può offrire? Non credo che naso storto, occhi piccoli e pelle cadaverica siano cose piacevoli da vedere in una ragazza. Inoltre, continua a tingersi i capelli di un nero corvino, facendo risaltare ancora di più il colore chiarissimo della sua pelle. Eppure… guarda come se la sta sbattendo, Davide! Quelle tette sono ipnotiche per i ragazzi.

A fianco del letto, Danilo sta filmando il documentario sulla riproduzione canina con il suo telefonino. Io pensavo fosse gay! Ma non credo che un gay si diverta a girare un video amatoriale mentre si masturba come un pazzo con l’altra mano. Avvicino il busto al grosso cazzo di Paolo. Lo guido verso il mio seno. Gli faccio scivolare la cappella sui miei capezzoli turgidi. Prima uno. Poi l’altro. Gli do un bacio sulla cappella e mi alzo. Mi guarda con sguardo implorante.

Non me ne vedo, caro, tranquillo.

Mi levo solo i pantaloni. Li abbasso un po’, poi li lascio scivolare da soli fino a terra. Guardandolo fisso negli occhi, mi inginocchio nuovamente. Continua la mia opera. Su e giù. A ritmo costante. Mi lecco la mano destra. Dal polso fino alla punta del dito medio. Poi lo masturbo con la manina umida. La lubrificatura non è ancora perfetta, però. Mi avvicino un po’ con il viso e lascio cadere un filo di saliva sul cazzo. Spalmo bene il lubrificante naturale lungo l’asta. Ancora su e giù. Su e giù. Ce ne vuole ancora un po’. Sputo sulla cappella. Ora si che le mani corrono su e giù senza problemi. Aumento un po’ il ritmo. Potrebbe essere il momento di un piccolo trucchetto. Mentre mi muovo lungo l’asta con la mano destra, uso la sinistra per solleticargli le palle. Chiude gli occhi. Gli piace. Piace a tutti!

Anche la Silvietta ha gli occhi chiusi. Ilaria da qualche minuto le sta leccando la micetta. Non mi sarei mai aspettata che Ilaria avesse simili gusti. Anche se ora capisco il perché non è in grado di indossare nulla di più femminile di una felpa. Avrei dovuto capirlo subito. Di femminile, quella ragazza ha ben poco. Spalla larghe da sportiva. Curve pressoché inesistenti. Avrebbe dovuto dirmelo, però. Le amiche si dicono tutto. Invece devo venire a scoprire una cosa del genere guardandola mentre fa ansimare la Silvietta, spalle al muro in balia dell’abilità della sua lingua.

Avvicino nuovamente la bocca al cazzo di Paolo. Tiro fuori la lingua e lecco l’asta. Tutta. Dallo scroto al glande. Giunta al termine, apro la bocca. Con un movimento di bacino, Paolo ci infila il cazzo dentro. Non riesce più ad aspettare. Non ce la fa più! Lo lascio fare. Non faccio più nulla. Tengo la bocca aperta e lo lascio penetrarla come meglio preferisce. Mi prende per i capelli. Ma non mi fa male. E’ un po’ come se mi grattasse la testa. Continua a penetrarmi la bocca. Divarico le gambe. Per quanto sia possibile farlo stando in ginocchio. Scosto leggermente le mutandine ed inizio a massaggiarmi. Paolo mi ha vista. La situazione lo eccita tantissimo. Gli afferro il cazzo ed inizio a segarlo a gran velocità. Con una mano mi prendo cura del suo membro, mentre mi prendo cura della mia micetta con l’altra. Inarca la testa all’indietro. Ha dei piccoli spasmi. Mi bagna tutto il seno. Poi, guardandolo fisso negli occhi, avvicino il suo cazzo ai miei capezzoli e ci spalmo per bene sopra quel poco di sperma che ancora il suo cazzo produce. Me lo infilo un ultima volta in bocca e lo ciuccio come fosse un calippo.

Mi alzo da terra. Non c’è più nulla da ciucciare! Mi pulisco un attimo con un fazzoletto. Non mi piace avere le mani appiccicose. Mi ricade l’occhio su due sul letto. Difficile non notarli. Il finemente depilato pube di Davide si appoggia a ritmo costante sull’ano di Valentina, mentre la penetra con esperienza da dietro. Mi eccitano! Dicono che sono una passione esclusivamente maschile, eppure a me i film porno piacciono molto. Mi sfilo il tanga e vado a sedermi sulla sedia di fronte al letto. Mi appoggio allo schienale, allargo le gambe ed inizio a massaggiarmi la fica guardando i due scopare sul letto. Guardo il sudore scendere dai lunghissimi capelli di Valentina fino alle sue mani, che stringono a pugno alcuni lembi delle lenzuola del letto. Mi piacerebbe essere al suo posto, in questo momento. Inoltre, il fatto che Danilo stia riprendendo il tutto contribuisce ad aumentare la mia eccitazione. Mi lecco la mano con cui mi sto masturbando. Aumento il ritmo dei massaggi sul clitoride. Piego la testa all’indietro e la appoggio sullo schienale della sedia.

Chiudo gli occhi.

Immagino di essere al posto di Valentina. Di essere sul letto, dominata da dietro da Davide. Di ricevere profonde penetrazioni regolari. Di sentire il sudore del suo pube bagnare il mio sedere. So che il mio sedere gli piace. Glielo ho sentito dire una volta. E non solo a lui. Piace a tutti! Sono fiera della scritta sul muro dei bagni dei maschi “te lo sbatterei in culo!” a fianco del mio nome!

Qualcuno ferma la mia mano. Riapro gli occhi. Ilaria è in ginocchio di fronte alla sedia. Scosta la mia mano e avvicina la testa alla mie grazie. Inizia a leccarmi. Piano piano. Quasi timidamente. Mi sento un po’ agitata. Per me sarebbe un’esperienza nuova. E poi non è una persona qualunque, ma una cara amica.

Guardo la Silvietta, seduta per terra, schiena appoggiata al muro, con l’aria rilassata. Decido che anche io voglio le stesse attenzioni. Prendo il gesto di Ilaria come il coraggio di confessarmi finalmente la sua omosessualità. Così mi metto comoda sulla sedia e la lascio fare. Ha capito che le lascio carta bianca. Dopo qualche leccata e dolce bacio sull’apertura della vagina, mi allarga le labbra e comincia a leccarmi il clitoride. A ritmo elevato, ma con estrema dolcezza. Si sta prendendo cura della mia fica con tenerezza. Come fosse la sua. Ora capisco non solo i suoi gusti sessuali, ma anche le scenate di gelosia quando mi sapeva in giro con altre persone. Pensavo volesse essere la mia migliore amica. Invece voleva di più. Prenditi ora tutto ciò che vuoi, amica mia! In quanto donna, conosce molto bene le esigenze femminili. Nessun fidanzato mi aveva mai leccata così bene là sotto! Le metto le gambe sulle forti spalle da sportiva. Sono tutta tua. Appoggio nuovamente la testa sullo schienale della sedia e chiudo gli occhi. Mi rilasso. Poi mi metto le mani sul seno ed inizio a massaggiarmi le tette. Mi stimolo i capezzoli. Ansimo. Mi sento. Ansimo ancora. Sempre di più. Il cuore batte sempre più forte. Ho delle contrazioni. Provo un forte piacere.

Riapro gli occhi. Ilaria mi guarda con uno sguardo soddisfatto. Continua, amica mia. Ti prego. Nota il mio sguardo. Un misto tra rilassato ed implorante. Ricomincia a prendersi cura di me.

Davide invece ha smesso di prendersi cura di Valentina. Lei lo guarda con sguardo interrogatorio: non gli ha chiesto di smetterla! La fa sdraiare di schiena, testa al limite del bordo del letto. Allarga le gambe. Ne vuole ancora. Davide non se lo fa ripetere: riprende a penetrarla. E io che pensavo che la scopasse da dietro per non vedere il suo viso. Obiettivamente, non è molto carina. Pensavo si potesse scopare con lei solo “mettendole un sacchetto sulla testa!” Dicono tutti così. Credo che Davide abbia voglia di vedere la quinta della Valentina andare su e giù al ritmo delle sue penetrazioni. Così le vede benissimo. Anche a lei piace la nuova situazione. Mi imita: tira su le gambe e le appoggia sulle spalle del “compagno”. La penetra più in profondità.

Paolo torna dal bagno. Aveva bisogna di una rinfrescata dopo il mio trattamento! Pene di nuovo in erezione alla mano, si avvicina al letto, dove appoggia il membro nei pressi della testa di Valentina. Inizia a masturbarsi davanti al viso eccitato di lei. Mentre viene scopata, prende il cazzo di Paolo con la mano destra ed inizia a masturbarlo. La vedo che prova a lavorare allo stesso ritmo delle spinte offertele da Davide. E’ facile. Lui la penetra con calma. Poi attira Paolo verso la sua bocca. Gli lecca la cappella. Sono contenta della scelta di Paolo. Se vuole un altro pompino, vuol dire che gli è piaciuto tanto il mio lavoro. Valentina prova a leccargli l’asta. Non ci riesce bene. Per quanto Davide la scopi con ritmo calmo, non è facile fare un pompino in quelle condizioni. La comprendo. E la invidio. Per quanto ammetto che le attenzioni di Ilaria sono così rilassanti. Tutti i massaggiatori dovrebbero imparare a fare quello che Ilaria mi sta facendo! Valentina decide di prendere in bocca il cazzo di Paolo. Al ritmo imposto da Davide, usa bocca e mano destra per prendersi cura di Paolo. In quanto cantante, sebbene dilettante, il senso del ritmo è proprio di Valentina. Danilo li sta ancora riprendendo. Solo che ora non si masturba più: ci pensa la Silvietta a farlo. Ogni tanto con una, a volte con entrambe le mani, la Silvietta corre su e giù lungo il pene di Danilo, che le tiene la lunga coda di cavallo bionda. Mi cade l’occhio sul seno della mia compagna. Devo smettere di guardare le tette delle altre. E’ deprimente per me! Trovo incredibile come una ragazza minuta come lei abbia un seno del genere. Gli lecca l’asta. Lo scroto. Poi prende in bocca il cazzo. Tira verso di sé Danilo facendo presa sui suoi glutei. Lo ha tutto in bocca! E io che pensavo che la Silvietta fosse una ragazza casta. Sta così qualche secondo, poi fa uscire il membro di Danilo per riprendere fiato. Lui smette di riprendere la Valentina ed i suoi compagni di avventure: ha altro da filmare. La Silvietta saluta la telecamera con un timido cenno della mano, poi ripete l’operazione. E’ fatale. Danilo esplode in un mare di sperma. Gli occhiali rosa della Silvietta sono da ripulire. Danilo si siede sulla sedia a fianco alla mia. Mi guarda con uno sguardo stupito e sconvolto. Deve essergli piaciuto molto.

Altri sussulti. La situazione, insieme alle attenzioni di Ilaria, mi sta facendo passare tutto lo stress accumulato durante l’anno scolastico. In fondo, non è anche a questo che serve la gita scolastica? Ilaria mi sta facendo sentire amata e protetta. Accarezzo il dubbio della bisessualità. E anche i capelli biondi della mia amica.

Qualcosa entra in me. L’indice della mano destra di Ilaria esplora la mia vagina in cerca di nascosti punti particolarmente stimolanti. Presto le dita diventano due.

Puliti gli occhiali, la Silvietta si siede sul bordo letto, a fianco del viso di Valentina, ed inizia a masturbarsi. Si masturba e si morde le labbra. Credo proprio di essermi sbagliata sulla castità della Silvietta! Paolo abbandona la bocca della Valentina e si avvicina alla nuova arrivata. Lei non vedeva l’ora. Le apre le gambe. Inizia a scoparla. Lui in piedi, lei sdraiata sul bordo del letto. Paolo non è pacato come Davide nella sua azione. Tiene un buon ritmo nelle sue penetrazioni. Aumenta la velocità. Le tette della Silvietta vanno avanti ed indietro. Le guardo. Continuo a fissarle. Che sia un altro sintomo della bisessualità? Mi concentro su Ilaria.

Chiudo gli occhi. Mi abbandono sempre di più.

Si ferma all’improvviso. Che le succede? Riapro gli occhi. Davide è dietro di lei, pene in mano. Ilaria si alza. Mi sorride e si allontana. Si avvicina a Danilo, seduto sulla sedia a fianco alla mia. Gli bacia il pene a riposo. Poi sale. Gli lecca il pube. L’ombelico. Sale fino ai pettorali. Gli lecca un capezzolo. Il pene di Danilo torna in erezione. Ilaria si siede su di lui. Gli prende il cazzo con la mano. Lo accompagna verso l’ingresso della sua vagina. Spinge il suo corpo verso di lui. Si fa penetrare. E’ lei a comandare. Con movimenti rotatori del bacino si fa penetrare da Danilo, che rimane immobile sulla sedia. Si rilassa. La lascia fare. Il comportamento di Ilaria non mi stupisce. Non sta mettendo nel rapporto con Danilo la stessa passione con cui ha fatto rilassare prima la Silvietta e poi me. Tratta il cazzo di Danilo come un semplice vibratore. Non sta scopando con lui; è come se si stesse masturbando. Non gli importa di avere un rapporto con lui. Vuole solo il suo pene per farsi penetrare.

Guardo Davide. Si trova ancora di fronte a me. Masturbandosi piano piano per mantenere l’erezione, attende che io decida cosa fare. Ho deciso. Mi alzo dalla sedia e con un cenno del dito gli dico di seguirmi. Passo a fianco del letto. Valentina è sdraiata nella stessa posizione in cui Davide l’ha lasciata. Occhi chiusi ed aria appagata, si massaggia dolcemente la vagina con una mano e il seno con l’altra. Davide ci sa fare, a quanto pare. Paolo fa appoggiare alla Silvietta le gambe sulle sue spalle. Ad una presa migliore, corrisponde una penetrazione migliore. La Silvietta geme. Le sue tette non si muovono più: se le massaggia in cerca di maggiore piacere.

Ho raggiunto il mio comodino. Apro il cassetto della biancheria. Rovisto un po’.

Trovato!

Mi giro e mostro il vasetto di lubrificante a Davide. Lo vedo piacevolmente sorpreso. Mi avvicino al suo pene e gliene verso una bella striscia lungo tutta l’asta. Lo masturbo. Deve essere ben lubrificato. Per quello che voglio fare la saliva non basta! Torno alla mia cara sedia. Mi piego in avanti e mi ci appoggio con una mano. Con l’altra verso un po’ di lubrificante sull’ano. Poggio il tubetto sulla sedia e mi spalmo per bene la sostanza appena versata. Faccio un test del risultato: mostro a Davide come due dita entrino nel mio ano senza incontrare resistenza. Mi piego totalmente in avanti, appoggiandomi sulla sedia con le mani. Testa volta indietro. Devo vedere ciò che Davide fa. Mi viene incontro. Accompagna con la mano il suo pene lubrificato fino all’ingresso dell’ano. Sento la sua cappella. Poi spinge piano piano il bacino in avanti. Sta entrando. Non so se la famosa scritta nei bagni della scuola riferita a me sia stata scritta da lui, ma sono certa che Davide sta esaudendo un suo grande desiderio. Guarda spesso il mio lato B. Lo noto. Non lo impedisco. Sono molto fiera del mio sedere. Uno dei miei fidanzati passati diceva che nemmeno il tempo lo avrebbe potuto logorare. Sono pratica di sesso anale. Lo propongo a tutti i ragazzi con cui vado a letto. Lo pratico anche nell’autoerotismo, a volte. Eppure il mio sedere rimane… perfetto. Niente può logorarlo.

Lo sta spingendo dentro. Con calma. Ci sa proprio fare, il ragazzo. Inizio a masturbarmi con una mano. Una volta ho letto che, durante questo tipo di rapporti, la stimolazione vaginale rilassa la muscolatura anale, favorendo la penetrazione. Poi ho provato. Funziona davvero. Lo ha messo tutto dentro. Emetto dei gemiti. L’esperienza rende la pratica sempre meno dolorosa e sempre più piacevole. Sento il cazzo di Davide tornare indietro. Poi di nuovo avanti. Ed indietro. Avanti. Indietro. Gemo sempre più. Amo essere dominata da dietro!

Ai miei mugolii si mescolano quelli della Silvietta. Paolo eiacula sulla sua magrissima pancia. Lui è molto stanco. Lo si vede. Però ridacchia soddisfatto. La Silvietta si alza e si dirige verso il bagno. Non basta un fazzolettino per pulirsi la pancia. Tuttavia, intuisco dal suo sguardo che vuole ancora attenzioni.

Le lente e profonde penetrazioni di Davide sono una vera goduria per me.

Alla mia destra, Ilaria si muove agilmente sul pene di Danilo arruffandosi i capelli con le mani. Sembra impazzita. Inizia ad ansimare. Muove il bacino sempre più velocemente. Per un attimo, spasima. Poi si placa. Abbandona Danilo, stravolto sulla sedia. E’ soddisfatta.

Davide si ferma per un attimo al massimo della penetrazione. Mi dà una rapida leccata al collo. Poi mi scosta la mano dalla fica ed inizia a stimolarmi lui. Riprende la penetrazione anale, condita di ditalino. Mi appoggio nuovamente alla sedia con entrambe le mani. Avanti ed indietro. Avanti. Lo sento in fondo. Indietro. Lo sento. Non solo il pene. Ecco l’orgasmo anale che cercavo! Poi, Davide estrae dolcemente il pene dall’ano e mi riempe il sedere di sperma. Sono contenta. Si merita un po’ di piacere anche lui. E’ stato molto bravo. In futuro troverò il modo di ringraziarlo. Spero di doverlo fare anche per altre esperienze. Magari con la partecipazione di Ilaria. Ora non ho più dubbi sulla mia bisessualità.

 

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Ricerche Frequenti:

Il lupo perde il pelo ma non il vizio by occhi [Vietato ai minori]




Il lupo perde il pelo ma non il vizio di occhi New!

Dopo questa ennesima “delusione” della mia vita, tornato a casa, cercai di allontanarmi da Barbara… ! Avevo deciso di mettere un punto…alla storia con lei e soprattutto alle storie con donne come lei. Basta umiliazioni, basta prendere le corna in questo modo… anzi basta prendere le corna in generale.
E come succede in queste situazioni iniziai a fare un esame di coscienza, sul perché questi episodi capitavano sempre a me, perché venivo ripetutamente tradito e soprattutto prechè venivo tradito in questo modo? Perché le due donne più belle, sensuali ed interessanti della mia vita mi avevo tradito addirittura facendomi assistere alle loro “performance”?
Barbara all’inizio capì la situazione e un po’ per orgoglio, un po’ per sua relae confusione decise di accettare il mio allontanamento.
Purtroppo…l’allontanamento durò poco meno di un mese. Infatti una sabato serà tardi, era circa l’una di notte , senti il citofono suonare.
Stupito risposi: “ chi è?” ,”ciao sono Barbara, disturbo?” Rimasi stupito…poi: “ Ciao Barbara che è successo? LEI: senti….scusa per l’orario, posso salire un attimo? IO: ma che è successo? LEI: …ehm…n..no… nulla ti devo parlare un attimo…., per favore mi fai salire? A quel punto per evitare che qualcuno del mio palazzo potesse ficcanasare e soprattutto ascoltare risposi di si e le apri il portone. Dopo pochi istanti me la ritrovai davanti alla porta. Lei mi salutò con imbarazzo, vide che io ero in pigiama e disse :..scusami…stavi dormendo? IO: no guardavo un film. LEI: Posso entrare? IO: Si accomodati. Accesi le luci del salone e ci accomodammo: lei sul divano io sulla poltrona difronte. Si tolse il cappotto ed il cappello: era bellissima….ebbi un tonfo al cuore. Pantalone di pelle, stivaletto nero, maglione di lana nero. Era fantastica!!!!
IO: vuoi bere qualcosa? LEI: …che hai…? IO: tu che vuoi…? LEI: hai vino rosso? IO : si. LEI: ok allora del vino rosso.
IO: allora dimmi…che mi volevi dire… LEI: senti, lo so che ti ho deluso, che non mi vuoi più vedere , che mi reputi male, che ti faccio schifo, … La fermai. IO: e…ei…ei…aspetta…aspetta.. chiariamo una cosa, non mi fai schifo, non ti reputo male e non mi hai deluso… niente di tutto ciò, solo non voglio avere un rapporto così, sono ad un momento della mia vita che voglio avere una donna fedele che mi ami e mi rispetti per quello che sono… Non voglio dover dividere la mia donna con altri uomini, altri cazzi….o quello che sia! Lei guardandomi dritta negli occhi disse: ….MI MANCHI…!!! Non riesco a stare senza di te! Ebbi un tonfo al cuore, mai mi sarei aspettato queste parole. IO: sai Barbara da quando ho chiuso con te ho cercato di capire il perché fosse capitato a me…, ho cercato di analizzare perché fosse successo ancora una volta a me, ma ancora non riesco a capirlo. Stavamo bene insieme, ci divertivamo, scopavamo benissimo e tu mi piacevi da morire e vorrei tanto capire come cazzo è stato possibile tutto questo. LEI: anche io ho cercato di capire…. e forse una idea me la sono fatta. IO: e allora spiegamelo tu… ti prego, perché io ho l’ombra più assoluta. LEI: ok…ma ti prego pesa bene le mie parole… non mi fraintendere…!! Credo che questo succeda perché sei tu a volerlo… IO: COSA? LEI: aspetta…aspetta… fammi finire…. E soprattutto non ti arrabbiare…, mi sto limitando solo a dirti l’idea che mi sono fatta io…, non è detta che sia sacrosanta. IO: continua. LEI: …a te piace giocare…a te piace l’idea che la donna che ti attrae sia porca, sia un po’ puttana, sia un po’ perversa….e…. fin qui tutto normale…. ma la verità che ti piaccia o no e che tu mia hai spinta a farmi scopare da Davide! Ogni volta che scopavamo non eravamo soli, ti eccitavi da morire a sentirmi dire cosa avrei e cosa non avrei fatto a letto con lui…o con un altro… IO: ma è diverso…. che… Lei mi interruppe: ASPETTA…. È diverso cosa… ? Il dire dal fare? Tu pensi questo…!!! Ma in questo caso non è la verità!!! Sono qui per dirti che mi manchi da morire…, che mi manca stare con te, uscire con te, giocare con te ed anche….(mi fisso dritto negli occhi) venire a letto con te. Non hai idea in questo momento che voglia che ho di fare sesso con te…. Di farti impazzire a letto di farti venire…. Di farti godere….. di essere porca perversa e puttana…, ma di fare tutto solo per te! E se fosse necessario non vedere più nessuno, non sentire più Davide o chi esso sia, ti giuro…. IO lo farei per te.
Avevo la salivazione a zero, il cuore a mille ed il cazzo mi era diventato di marmo!
Poi aggiunse: ora sta a te decidere… puoi mandarmi via definitivamente, puoi darmi un’altra possibilità di dimostrarti i miei sentimenti e la mia fedeltà.
Prese il calice si alzò dal divano diede un sorso, si avvicinò alla finestra guardò fuori e disse: prediti tutto il tempo che vuoi, anche questa è sarà una dimostrazione che davvero ci tengo a te. Poi con aria tremendamente sensuale ed erotica si avvicinò alla poltrona, si inginocchiò difronte a me e guardandomi negli occhi disse: se posso darti un consiglio, stasera vieni a letto con me… , ti assicuro che ne varrà la pena…, a prescindere dalla tua decisione… una bella scopata ci sta sempre bene….., no???
Purtroppo il mio pigiama non dava possibilità di equivoci, si vedeva che ero arrapato…
Pensai tra me e me….anzi…non pensai…non dissi nulla…. Lei mi sbottonò il bottoncino del pantalone, mi afferrò il cazzo, inizio a muoverlo per tre/cinque secondi poi lo prese in bocca ed inizio uno dei più belli, sensuali, gustosi e gratificanti pompini che avessi mai ricevuto.
Da quel momento fu una escalation…fino ad arrivare a letto…..!!!! Scopammo tutta la notte e venni per ben tre volte…. una cosa incredibile…. facemmo sesso orale, vaginale anale e l’ultimo mio orgasmo avvenne grazie ad un incredibile pompino accompagnato da uno splendido massaggio prostatico.
Fu una notte indimenticabile…., Barbara era una furia scatenata…. Assecondò tutte le mie fantasie e tutte le mie idee…sembrava leggermi nella mente…. Continua…

 

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L'AMORE NO by Browserfast [Vietato ai minori]




1. Il parka rosso

E’ lì lì per rispondergli, per scatenare l’incidente. E’ in quell’istante sospeso in cui sta scegliendo le parole per non apparire eccessivamente volgare, cosa che non ama essere, né eccessivamente acida, cosa che le pregiudicherebbe l’appoggio della parte maschile della compagnia e soprattutto di quel bolso di Daniele, che figuriamoci se la difenderebbe di fronte agli amici.

Però delle battute sessiste e stupide di Umberto non ne può proprio più. Stupide, infantili. Soprattutto noiose. Da seconda media.

E’ lì lì che cerca di elaborare in maniera leggera ed efficace il concetto “questo è il massimo che puoi immaginare quando ti fai le pippe chiuso dentro il bagno, visto che mi risulta che non ti si fila nessuna”, perché vuole stenderlo e ferirlo di fronte agli altri e alle altre.

Ma improvvisamente il suo interesse per quella schermaglia da liceali dell’ultimo anno svanisce.

E altrettanto improvvisamente, ma questo Alice non può saperlo, inizia una nuova fase della sua vita.

Almeno per quanto riguarda il sesso.

L’attenzione dei sette giovani riuniti intorno al tavolo più grande del pub, ormai ricoperto dai boccali di birra, viene attratta da un ragazzo più grande. E’ in piedi vicino a loro, è alto e bello, indossa un parka rosso, è un amico del fratello maggiore di uno di loro e si è fermato a salutarlo.

Dieci secondi in tutto di conversazione.

Alice resta con la bocca aperta a guardarlo, non ha mai provato una sensazione simile.

Si sente avvampare, avverte un improvviso calore al ventre e la sensazione netta della vagina che si schiude. Serra le cosce per istinto. Si tuffa a bere un sorso di birra un po’ per darsi un contegno e un po’ per rinfrescarsi.

Ora, è bene dire che Alice è una ragazza assolutamente normale, come tante altre.

Sa essere molto simpatica e spigliata, e sa essere anche ombrosa e scostante. Dipende dalle situazioni e dalle persone con cui si trova.

Lei naturalmente, come quasi tutti alla sua età, vorrebbe essere diversa. Soprattutto fisicamente. Ma in realtà fa torto a se stessa.

Il suo punto di debolezza lo considera il viso. Nulla di strano, per carità, i lineamenti sono regolari e ha anche un bel paio di occhi dal verde cangiante, che a seconda delle condizioni della luce variano dallo smeraldo al quasi giallo. Una bella capigliatura castano scura le incornicia la testa, intervallata da un po’ di ciocche più chiare. Ma se dovesse dare un giudizio su se stessa – e severamente lo dà molto spesso – lei direbbe che tutta quella regolarità, quell’essere “carina”, lo trova un po’ insignificante. Un po’ come la mamma, cui somiglia molto. Sa che quando avrà la sua età avrà quella faccia. Un po’ così.

D’altro canto sa bene che il suo punto di forza è il fisico, reso snello dalla ginnastica artistica praticata sin da quando andava alla scuola materna e interrotta verso i 14 anni, quando un atterraggio brusco dopo un volteggio le fece capire che forse stava diventando troppo alta per quella disciplina. Da quel momento in poi, pallavolo. Nella squadra della scuola che una insegnante illuminata iscrive anno dopo anno ai campionati giovanili. E’ una palleggiatrice nata, per coordinazione e intelligenza di giocate.

Ecco, se c’è una cosa in cui Alice è decisamente un po’ più su della media è l’intelligenza. Applicata a qualsiasi cosa.

Insieme a una razionalità che spesso sconcerta i prof e gli stessi genitori.

Ne è perfettamente consapevole, pur senza vanterie: in realtà ci fa poco caso, le interessa relativamente. “L’importante è non essere proprio delle oche”, dice spesso.

Il suo rendimento scolastico è alto. Ma quello che quasi infastidisce è la facilità con cui lo consegue. Ha compiuto da qualche mese diciotto anni ed è all’ultimo anno di liceo classico, ma ha già deciso che all’università sceglierà ingegneria.

Un’altra cosa che la differenzia un po’ dalla media delle sue coetanee – ma di questo lei non è altrettanto consapevole – è il sesso.

Non tanto per la pratica con l’altra metà del cielo, che anzi per quello che le risulta non è particolarmente sviluppata rispetto a quella delle sue compagne (anche se spesso ha il sospetto che un po’ esagerino nei racconti).

Ha iniziato molto presto a sentire il richiamo della masturbazione, che pratica con regolarità quotidiana, anche più volte al giorno.

Internet poi le ha aperto un mondo fatto di video e di racconti erotici che lei compulsa la sera nel chiuso della sua stanza.

La sua preparazione teorica è da questo punto di vista davvero notevole: conosce ogni sfaccettatura del sesso, i potenziali piaceri e i potenziali pericoli, le regolarità e le perversioni. E spesso si sorprende – non senza una certa paura – di desiderare non proprio tutto, ma molto.

Ha perso la verginità a sedici anni nel bagno di un villino di campagna, durante una festa tra amici. Con un ragazzo che avrebbe poi rivisto poche volte. Non ne era rimasta particolarmente turbata. Aveva pensato qualcosa come: “Beh, anche questa è fatta”. E naturalmente sapeva benissimo che quella prima esperienza non le sarebbe servita a conoscere il sesso, ma solo a romperle l’imene. Lo sapeva da prima.

Poi un paio di frequentazioni un po’ deludenti e infine Daniele, un suo compagno di classe, il suo ragazzo attuale. Di cui certo non è innamorata.

Ecco, se si può dire una cosa di Alice è che al suo immaginario erotico non corrisponde affatto un vero e proprio universo sentimentale. Non per il momento, almeno.

Quando dopo uno dei due rapporti completi che si erano potuti concedere su un letto (gli altri erano sveltine in macchina o pompini, e rari pure quelli) Daniele l’aveva chiamata “amore mio” lei era quasi scoppiata a ridere, chiarendogli subito che sì, le era affezionata, ma che insomma non corresse troppo. Con la stessa ironia – sincera però, priva di cinismo – con la quale fa le smorfie ogni volta che qualcuno lo chiama “il suo fidanzato”.

Se sta con Daniele è un po’ perché gli piace fisicamente (non troppo, ma nemmeno poco) un po’ perché ogni tanto può fare pratica (niente effetti speciali) e soprattutto perché trova comodo avere un ragazzo.

Tra l’altro, lui ha spesso la disponibilità della macchina del padre.

Ed è proprio in macchina, sotto casa sua, mentre Daniele le palpa la sua terza scarsa di seno sotto il maglione e la bacia chiedendole se vuole che vadano al parcheggio, che lei si sorprende a sussurrare un “sì” talmente passionale da suonare lascivo. Un “sì” che lei non aveva proprio messo in conto per quella serata.

Il “parcheggio” in realtà è un posto poco illuminato e abbastanza isolato, dove i due si appartano qualche volta.

– Lascia che faccia tutto io, ho il ciclo – gli dice Alice accarezzando l’erezione sotto i jeans di Daniele.

In realtà non ha nessun ciclo, mente. Ha solo voglia di fargli un pompino.

E in realtà non ha nemmeno voglia di fare un pompino a Daniele, ma immagina che sia il ragazzo con il parka rosso ad averle chiesto, come nei peggiori porno, “vediamo che sai fare con la bocca”.

Si eccita a pensarlo come se lui fosse davvero lì, e non vede l’ora di dimostrarglielo, come se lui fosse lì, al posto di Daniele.

Quando abbassa la zip lui è già pronto. Alice si ferma un attimo ad osservare quel glande gonfio e violaceo, poi abbassa la testa e inizia a succhiare immaginando di essere china tra le gambe dell’altro.

Succhia la cappella inumidendola con la saliva per renderla scivolosa, la lecca così come lecca l’asta. E per la prima volta in assoluto alza lo sguardo verso Daniele (ma noi sappiamo che non è Daniele colui che sta guardando) per fissarlo negli occhi.

L’ha visto fare su Internet, e le ha sempre provocato una profonda eccitazione.

Così come quando lui le accarezza semplicemente i capelli immagina che sia invece il ragazzo con il parka rosso a spingerle brutalmente in basso la testa. Anche questo l’ha visto su Internet, e anche questa è una prima volta da provare adesso.

E’ questo che la induce ad affondarsi il cazzo il più possibile dentro la bocca.

Daniele rantola di sorpresa e anche di dolore, perché Alice non è proprio espertissima in quel movimento. Anzi non lo è per nulla e i suoi denti graffiano il pene del ragazzo.

Ma già al secondo affondo capisce di dovere aprire un po’ di più la bocca e lasciare che la carne dura scivoli sulla carne morbida. E quando ci riprova ancora sì che Daniele rantola di sorpresa, ma anche di piacere. Perché il suo cazzo non è mai stato così in fondo alla bocca di una ragazza.

Alice invece ha un conato, poi un altro. Respira a fatica e ha le lacrime agli occhi. Le sembra di avere il pene di Daniele piantato nella gola. E resiste solo immaginando la mano del ragazzo con il parka rosso che le stia manovrando quasi con cattiveria la testa su e giù, e che lei sia nella sua completa disponibilità, impossibilitata a ribellarsi, a fare altro.

E’ soprattutto questo pensiero che le provoca brividi sulla pelle, scosse e calore al ventre. Non solo la consistenza del cazzo che sta spompinando.

– Vengo… vengo… – sussurra Daniele.

E lei traduce “beviti la mia sborra, puttana”, l’asserzione di una voce forte e dominante.

E poi la carne dura comincia e pulsare e a scattare dentro la sua bocca, inondandola di seme caldo e acido. Salato.

Alice lo succhia come se volesse prosciugarlo. Ha imparato che si fa così.

Ma poi, a differenza delle altre volte, non apre lo sportello dell’auto per sputare tutto fuori, sperma e saliva.

Alza lo sguardo e vede il ragazzo con il parka rosso che la scruta dall’alto in basso, sorride e apre la bocca per mostrargli che tutto quanto ha svuotato dai testicoli è ancora depositato sulla sua lingua e sul suo palato. Poi ingoia tutto, ed è anche in questo caso la prima volta che lo fa nella sua vita.

E non prova niente altro che non sia eccitazione assoluta.

E se scoprisse sulla sua fronte la scritta “puttana succhiacazzi” non proverebbe imbarazzo alcuno.

Anzi.

Ha un brivido così forte che pensa che se in quel momento lui le dicesse una cosa del tipo “che troia che sei” potrebbe venire in modo così copioso da inzuppare le mutandine.

Ma naturalmente al posto del ragazzo con il parka rosso c’è Daniele, che le rantola solo “sei stata fantastica”, non immaginando ovviamente il motivo per cui lei sia stata così fantastica.

Risalita a casa, Alice risponde sommariamente al saluto addormentato della madre. Non si lava nemmeno i denti per non rimuovere il sapore di sperma dalla sua bocca.

Si spoglia con rabbia e si infila il pigiama. Si mette sotto le coperte e inizia a masturbarsi furiosamente immaginando che il ragazzo con il parka rosso la possieda in modo selvaggio dopo averla costretta ad inghiottire il suo sperma.

Immagina le sue mani su di lei, il suo cazzo duro che la riempie e la fa sua. Si figura presa, manipolata e rigirata in ogni modo e in ogni posizione, stuprata ovunque. Si figura cose che nemmeno sa di sapere né tantomeno ha mai fatto.

Per la prima volta in vita sua, e questa è l’ultima novità della serata, avverte impellente il bisogno – non la voglia, il bisogno – di essere penetrata e riempita di cazzo.

Vuole che il ragazzo con il parka rosso la schiacci sotto il suo corpo, la insemini, la sventri, la spiani.

Si volta e si infila il cuscino tra le cosce portando la mano all’indietro per penetrarsi la fica con le dita.

Viene quasi subito, con un lago in mezzo alle gambe. E come al solito l’orgasmo la assale all’improvviso. Si addormenta rapidamente.

E nemmeno questo le basta. Perché nel cuore della notte si risveglia e si spoglia nuda per il gran calore che avverte, ripete l’operazione. Viene presa dai sensi di colpa perché sa che l’indomani ha una partita importante. Si riaddormenta, stavolta più a fatica.

Questo per dirvi come sta messa Alice dopo quella sera.

E per anticiparvi, casomai qualcuno non l’avesse capito, che il ragazzo con il parka rosso non lo rivedrà più in tutta la sua vita.

CONTINUA

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