Non c'è due senza tre by suve [Vietato ai minori]




Il fatto di essere stato scoperto da Gabriella fortunatamente non si era risolto in una tragedia, anzi era stato l’occasione per una scopata memorabile con lei.
Anche la discussione seguente, con lei dura, cattiva, si era risolta per il meglio quando avevo capito che la sua reazione non era perché ero andato con Annalisa……… ma perché non le avevo detto niente. Il mio tentativo di tenere nascosta la cosa l’aveva offesa, l’aveva fatta sentire tradita.
Non le importava con chi andassi ma voleva esserne a conoscenza. Un’ingerenza nella mia vita che in altri tempi non avrei accettato, però Gabriella era Gabriella, non volevo interrompere la nostra relazione, specialmente per la libertà a poco prezzo che mi costava. Poco prezzo relativamente visto che per farmi perdonare le avevo donato un gioiello. Non me l’aveva chiesto, ero io che mi ero sentito in obbligo, però aveva gradito molto. Ora ero preoccupato perché in ufficio anche il suo atteggiamento era cambiato. Era molto più gentile e amichevole nei confronti di Annalisa, cosa abbastanza strana perché solitamente non dava confidenza a nessuna (e infatti la ritenevano tutte un po’ stronza). Addirittura le aveva fatto compagnia alcune volte nella pausa caffè.
Invece nei miei confronti Gabriella era mutevole: focosa e passionale quando stava con me, rigida e professionale in presenza di altri, quando c’era Annalisa o questa veniva nel mio ufficio e chiudevamo la porta, chiaramente per fare sesso, mi fulminava con lo sguardo e leggevo una luce quasi cattiva nei suoi occhi. Non una parola di commento, solo quegli occhi glaciali e il non sapere cosa le passasse per la testa.

Temevo una scenata improvvisa ma ogni volta che, da soli, cercavo di affrontare l’argomento, mi diceva che facevo bene perché Annalisa era carina e cose del genere, negando ogni gelosia o rabbia. Mentiva chiaramente ma non riuscivo a parlare “seriamente” con lei. Stavo maturando l’idea di dover lasciar perdere Annalisa ma non sapevo come fare sia per lei, a cui avrei dovuto dare spiegazioni valide, sia per me che non volevo assolutamente privarmi di lei.

Una venerdì sera rimanemmo fino a tardi per alcuni lavori da completare per il lunedì successivo. In cinque o sei di vari settori mangiammo qualcosa preso dal cinese lì vicino e ci rimettemmo a lavoro completando il fascicolo.
I file erano arrivati al mio PC da dove coordinavo i lavori e stavo riorganizzandoli contento per il lavoro ben fatto. Mancava solo di allegare la parte contabile e me la portò Annalisa in una pen-drive. Era fatta, potevamo rilassarci e andare a casa.
Nella mia stanza in penombra Annalisa si alzò e girò intorno alla scrivania slacciandosi la camicetta. Gli occhi le brillavano di quella luce che conoscevo bene ma io pensai agli altri colleghi, a Gabriella appena oltre la porta chiusa e provai a sottrarmi.

– Annalisa, ma non ti aspetta il tuo ragazzo? –

– Si è incazzato e è uscito con i suoi amici. Peggio per lui. –

– Ma ci sono gli altri, Gabriella……… –

– Sono andati tutti via appena finito, e Gabriella non si accorgerà di niente, non se ne è mai accorta…… –

Beata ignoranza. Non potevo rivelarle che eravamo stati scoperti e nemmeno rifiutarla senza motivo apparente, che poi rifiutarla era difficile poiché così discinta, la camicetta aperta, i globi dei seni a malapena contenuti dal reggiseno bianco che ne esaltava l’abbronzatura, era una tentazione a cui non sapevo resistere.

Ogni mia titubanza cessò al momento in cui alzò una gamba appoggiando il piede sulla mia poltrona, tra le mie gambe. Senza volontà esplicita la mia mano le volò sulla gamba, carezzandola sopra il ginocchio coperto dal velo leggero delle calze.
Annalisa prese la mia mano e la tirò a se, facendola scomparire sotto la sua gonna, salire sulla sua coscia fino all’orlo delle autoreggenti e più su, a contatto con la stoffa delle mutandine, muovendola per carezzarsi da sola con la punta delle mie dita.
No, non potevo resistere. Con le dita andai sotto la stoffa, nelle pieghe umidicce della sua micina, carezzandola goffamente fino a quando non spinse con la gamba sulla mia sedia allontanandomi. Persi il contatto con la sua calda natura emettendo un verso di disappunto e restai a bocca aperta vedendola aprire la cerniera della gonna, farla cadere a terra rivelando la lingerie bianca di pizzo che indossava. Non paga si slacciò il reggiseno, si massaggiò le tette unendole tra loro e porgendomele come un’offerta pagana.
No, veramente non potevo resistere e mi stavo per alzare per abbracciarla quando lei scivolò in ginocchio tra le mie gambe.

– Lasciami fare –

Lo disse con un sussurro carico di promesse e mi fermai lasciando che mi aprisse i pantaloni e esponesse il mio uccello ancora non completamente pronto.
Lo massaggiò per qualche istante e poi, come belva famelica, ci si avventò contro inghiottendolo fin dove poteva nella sua calda bocca.
Sentirmi avvolgere dal suo caldo umido mi eccitò al massimo. Non era la prima volta che mi faceva un pompino lì in ufficio ma notavo una passione maggiore del solito, una dedizione completa.
Il sapere che Gabriella di là sicuramente immaginava cosa stessimo facendo mi dava uno stimolo in più. Dimenticai presto tutto godendomi le labbra calde e la lingua guizzante di Annalisa, rantolando quando si concentrava su un mio punto particolarmente sensibile, gemendo quando mi prendeva completamente dentro di sé per poi risalire lentamente dispensando carezze bagnate con la lingua.

Non sarei durato molto e lei se ne rese conto.
Mi abbandonò per togliersi le mutandine e salirmi sopra, faccia a faccia, prendendo il mio uccello e portandoselo all’ingresso della vagina, lasciandosi cadere e impalare prima di muovere le anche con un ritmo via via più veloce.

Presi l’uno dall’altra avevamo dimenticato l’universo circostante e proprio mentre lei si scuoteva forsennatamente, vicina all’orgasmo mentre io cercavo di trattenermi più che potevo per farla godere prima, Gabriella entrò in gioco.

Non l’avevamo sentita entrare, nessuno dei due aveva avvertito la porta aprirsi o badato alla luce dell’altra stanza che per un attimo aveva illuminato la mia, ed ora era lì, in piedi dietro Annalisa, guardandoci con occhi lucidi.
Trasalii per la sorpresa e avrei voluto fermarmi ma era già troppo tardi per Annalisa che stava godendo, la testa rovesciata indietro, gli occhi chiusi.
Gabriella sorrise facendomi segno di continuare, poi, da dietro, prese i seni di Annalisa e le strizzò i capezzoli chinando la testa per baciarla sul collo.

– Continua, non ti fermare, riempi questa troietta –

La sua voce roca fece spalancare gli occhi a Annalisa che però era già oltre ogni possibile reazione cosciente. Con il corpo scosso dall’orgasmo accolse i baci e le carezze di Gabriella ricavandone altro piacere e si dimenò sopra di me che, eccitato, spinsi velocemente il mio membro in lei fino a godere voluttuosamente nella sua micina.

Il post coito ci vide rientrare su questa terra come petali che cadono pigramente a terra e, una volta ripresa cognizione di noi stessi, vergognarci per essere stati colti sul fatto.
Annalisa scattò in piedi girandosi e coprendosi pube e seni con le mani, il mio seme che le colava lungo la gamba. Forse voleva dire qualcosa per scusarsi ma rimase a bocca aperta, e io con lei.

Gabriella era completamente nuda, il suo corpo statuario illuminato appena dalla lampada sul tavolo era fermo con le braccia sui fianchi, un sorriso ironico sulle labbra, la chioma fulva che rimandava riflessi di fuoco.
Annalisa tentò ancora di parlare:

– Gabriella……. Io….noi –

– Sssshhhhh, non dire nulla, vi ho visti –

Si avvicinò a Annalisa allungando la mano verso la sua micina, scostando la mano di lei che aveva tentato una vana difesa.

– Stai buona piccola troia, non è ancora finita per te –

La sua voce era roca, piena di promesse……..sexy. Annalisa non riuscì a opporsi, gemendo quando le dita di Gabriella la toccarono entrando in lei e poi andando alla sua bocca, sporche del mio seme.

– Apri……… succhia –

Annalisa obbedì, ancora eccitata dall’amplesso appena sostenuto prese in bocca le dita di Gabriella e le succhiò pulendole e riempiendole di saliva.

– Fallo tornare duro –

L’ordine secco fu accompagnato dalla mano che spinse Annalisa a inginocchiarsi davanti a me, a prendere ancora in bocca il mio uccello e dedicarsi alla non difficile impresa di farmi avere una nuova erezione.
Sì perché anche io, ammaliato dalla voce di Gabriella, dal suo corpo esposto, dalla remissività di Annalisa, mi stavo eccitando nuovamente senza bisogno di riposare.

Restai seduto a godermi le labbra morbide vedendo Gabriella inginocchiarsi dietro Annalisa, accostarsi al suo fondoschiena esposto, passarle con la mano tra le cosce, spingere, insinuarsi.

– No, lì no, mi fa male –

Annalisa aveva interrotto il suo compito per un istante per parlare a Gabriella, facendomi intuire come un dito fosse andato a sondare non la micina ma il buchino stretto.

– Ssssshhhhh, concentrati su di lui, vedrai che non ti farò male. –

Annalisa si riempì ancora la bocca di me e vedevo Gabriella muovere la mano dietro le belle natiche di Annalisa.
Un singulto, un attimo di smarrimento, e poi una rinnovata passione nello scendere e salire lungo la mia asta segnarono l’ingresso di un ditino di Gabriella nel piccolo orifizio.

Avevo capito dove voleva andare a parare Gabriella e egoisticamente ne ero contento perché tutte le volte che lo avevo chiesto a Annalisa si era rifiutata alla sodomia. Avevo mentito a Gabriella ma forse questa sarebbe stata la volta buona.
Mi rilassai sentendo perfettamente labbra e lingua tormentarmi l’uccello, scendere fino ai testicoli con lappate golose, le dita della mano a aiutare le labbra circondando l’asta oramai perfettamente rigida.

Tirandola per i capelli Gabriella la fece alzare in piedi e poi chinare sulla scrivania. Si inginocchiò dietro di lei e con labbra e dita tornò ai suoi buchini.

– No….. cosa fai….. no –

Protestò fiocamente Annalisa che, sapevo, non aveva mai avuto rapporti lesbici.

– Zitta! Resta chinata e lasciami fare –

La mano di Gabriella pressata sulle reni e il suo ordine secco la costrinsero a rimanere stesa, preda delle attenzioni della rossa.
Dopo poco Annalisa gemeva, dolcemente abbandonata sulla scrivania.
Io mi ero alzato e, avvicinatomi di lato, le porsi il mio uccello da succhiare. Lo fece mollemente, più attenta alle sensazioni che riceveva che a me. Un pompino lento, svogliato eppure eccitante.
Annalisa leccava e mi insultava:

– Bastardo, mi hai mentito ancora…slap, slurp…credi che non sappia riconoscere un culetto vergine? ……slap…… Ti meriteresti di essere lasciato con la voglia……slap, slap… –

No. Da qualche minuto stavo pregustando quelle che credevo fossero le intenzioni di Gabriella, e cioè farmi sodomizzare Annalisa, e ora vedevo sfuggirmi di mano questa ghiotta occasione. Balbettai qualche scusa dando la colpa al momento, alla passione.
Niente, Gabriella nemmeno mi rispose continuando a leccare e masturbare Annalisa.
Da dove ero vedevo chiaramente due dita infilate dentro il piccolo ano, le vedevo muoversi, allargarlo e sentivo la tensione che Annalisa rifletteva sul mio membro sempre imprigionato tra le sue labbra.
Stavo pensando a cosa fare quando Gabriella allungò la mano tirandomi a sé.

– Non te lo meriti ma…….. l’ho preparata per te. Voglio vedere che la inculi. Voglio vederti rompere il culo a questa troietta –

Mi accostai maggiormente, guidato dalla mano di Gabriella mentre Annalisa protestava dicendo che non voleva, che le avrebbe fatto male.
Gabriella fu spietata né io diedi ascolto alle lamentele. Appena il glande fu a contatto con la rosetta spinsi in avanti allargando e penetrando l’anello di muscoli forse per due o tre centimetri, nemmeno l’intera testa.

– NO……. AHIAAAAAA……. NO, fermi, mi fa male, mi fa male……. bruciaaaaaa –

Annalisa ebbe uno scatto sottraendosi alle nostre attenzioni senza potersi spostare di molto, stretta com’era contro la scrivania, ma riuscendo comunque a farmi uscire da lei.

– Per favore no, mi fa male, non ci riesco………. Per favore –

Guardai Gabriella e vidi la sua faccia indurirsi e poi accettare il fatto.

– Non sei ancora pronta. Va bene, sarà per un’altra volta. –

La stessa mano che mi aveva spinto verso il buchino ora mi spinse verso l’ingresso della vagina. Lì era tutto più facile, bagnato, scivoloso. Annalisa si tranquillizzò e potei entrare in lei fino in fondo e cominciare a scoparla.
Gabriella non aveva però rinunciato totalmente. Con una mano scivolò sotto il ventre della ragazza per stimolarle il clitoride, con l’altra ancora le penetrò il buchino con un dito, coordinando i suoi movimenti con i miei che stavo muovendomi più veloce, passando dal trotto al galoppo teso verso un altro orgasmo che non sentivo poi molto lontano.

Annalisa, ora meno tesa, invece stava godendo in continuazione. Il piacere che le donavamo io e Gabriella non le faceva badare a quel dito esploratore o, forse, ne ricavava sensazioni amplificate.
Si agitò sopra la scrivania buttando a terra degli oggetti mentre muoveva le braccia senza coordinazione prima di aggrapparsi al bordo per puntarsi e ricevere i miei colpi con maggior efficacia mentre mugolava e quasi urlava preda del piacere.

Io stavo per imboccare la dirittura finale ma Gabriella, ancora una volta, decise per me costringendomi a uscire da Annalisa tirandomi indietro per i testicoli. Il piccolo dolore retrocesse l’orgasmo e le permise di afferrarmi l’uccello e di tirarmi tramite esso a sé mentre assumeva la stessa posa della ragazza lì al suo fianco.

Mi guidò verso il suo ingresso posteriore che si dimostrò meno ostico di quello di Annalisa. D’altronde l’avevamo fatto molte volte. Sprofondai in lei senza remore, trovandola stretta quanto la micina della ragazza e altrettanto scivolosa e accogliente.
La inculai per alcuni minuti e Gabriella, masturbandosi, scuoteva la testa a destra e sinistra e non finiva mai di ripetermi:

– Lei non te lo fa questo. Lei non te lo fa. Ti piace incularmi vero? Ti piace come sono aperta per te? Sbattimi ancora. Più forte, fino in fondo. Voglio sentirti tutto –

La accontentai accelerando i movimenti. Aggrappato ai fianchi spinsi più forte che potei lasciandomi andare sotto lo sguardo di Annalisa che di lato ci osservava con occhi foschi, velati dal piacere appena provato e anche dalle parole della mia segretaria.

Non me ne fregava niente. Oramai non mi sarei fermato per niente al mondo e spinsi con quanta forza potevo fermandomi infilato fino in fondo mentre sborravo copiosamente, l’anello di muscoli e le mucose che si contraevano intorno a me facendomi tirar fuori anche l’anima.
Gabriella accolse il mio orgasmo mugolando e poco dopo, grazie alle sue dita, godette anch’essa con grida roche.
Ripreso fiato, ci rivestimmo tutti e tre dandoci una ripulita nel bagno del mio ufficio.

Prima di andarcene a casa parlammo brevemente, ognuno perso dentro i propri pensieri, ognuno elaborando ciò che era successo e pensando a ciò che sarebbe stato.
Ovviamente Annalisa apprese che Gabriella era la mia amante da tempo e che sapeva di noi due. Ciò la fece diventare ancora più taciturna mentre Gabriella riprese la sua aria severa e funzionale, addirittura dandomi del lei nel salutarmi come se fossimo davanti a altre persone oltre Annalisa.

Tornai a casa stanco e con l’idea di pensarci il giorno seguente. Poche ore non avrebbero fatto differenza e, comunque, che importava dopo una serata così?

 

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Sara … realtà o fantasia by picchio [Vietato ai minori]




Sara … realtà o fantasia di picchio New!

Una mia assidua lettrice, ispiratrice di molti dei miei racconti, al ritorno di una vacanza, mi descrive due eventi che l’hanno profondamente turbata …:
mi racconta che, durante la vacanza, si è un spaventata scoprendosi … guardona …
Una sera, mentre era in una discoteca con le amiche, mariti e fidanzati le avrebbero raggiunte poco dopo, ha riconosciuto nel locale una ragazza, sua amica da alcuni anni, sposata e, oltretutto mamma di due bambini ancora piccoli … un tipetto, però, decisamente esuberante … parlare in maniera troppo confidenziale con un bel ragazzo della discoteca che, si capiva, ci stava provando, probabilmente già si conoscevano, forse già dall’anno prima … la cosa l’ha un po’ intrigata e si è messa a seguirli con lo sguardo … vede la sua amica ballare stretta con il marito ma, dopo una mezz’oretta, la vede uscire dal locale, quasi subito dopo il ragazzo la segue … e così le viene voglia di seguirli … non sa cosa le sia preso, sa solo che non riusciva a resistere per vedere cosa sarebbe successo … anche se si poteva facilmente immaginare … Il locale si affacciava sulla spiaggia e, come sono usciti, si sono abbracciati con lui che, sollevato il vestito, infilava le mani nelle mutandine … calandogliele, per appartarsi subito dopo dietro una fila di cabine … ebbene, cosa è successo se lo aspettava ma quello che l’ha sconvolta è che è rimasta lì … a godersi la scena di come lei lo ha preso tutto in bocca, di come lo ha leccato e di come gli ha preso i testicoli in mano … di come lui l’ha rigirata, l’ha messa alla pecorina e l’ha prima penetrata e poi violentemente montata, godendosi i loro sospiri, i loro gemiti e arrivando fino a toccarsi e praticamente godere mentre guardava… se loro avessero alzato gli occhi l’avrebbero vista masturbarsi con la mano sotto la mini … oppure, peggio ancora … sarebbe potuto arrivare qualcuno da dietro ed accorgersi di cosa stava facendo … ma, nonostante queste preoccupazioni, l’eccitazione di vedere la sua amica che si faceva montare mentre lei, guardandoli, si era abbassata le mutandine e si era infilata le dita nella figa e nel culetto è stata talmente forte da farla continuare a guardare e masturbarsi fino a godere senza pudore … poi un rumore improvviso l’ha ricondotta alla realtà ed è rientrata di corsa nel locale … restando per tutta le sera sconvolta e contemporaneamente eccitata, tanto da costringere il marito appena arrivato, a rientrare in casa dove, mi dice, averlo “spompinato” fino a farlo venire ben due volte … tanto che lui stesso si è meravigliato di tanto ardore.
Ma la cosa più sconvolgente mi dice esserle capitata qualche giorno dopo, quando è rientrata in città ed ha iniziato un ciclo di idroterapia per curare una articolazione che risentiva di perduranti indolenzimenti derivanti da una caduta di qualche mese prima; nella piscina, che di mattina è poco frequentata ci vanno anche persone che si allenano per il nuoto di fondo, tra queste c’è un uomo di età indefinita, tra i 55 e i 60, fisico imponente, molto alto, un po’ appesantito ma che da giovane doveva essere in tiro, piercing al capezzolo, capelli a spazzola sui lati e più lunghi sopra, un costumino molto ridotto … insomma. un tipo decisamente particolare … fighissimo… con una faccia da porco che ogni volta che la guarda le mette i brividi.
Mi dice Sara, la mia lettrice, che si capisce che con le donne ci sa fare e non ci ha messo molto ad attaccare bottone, anche perché la mattina in piscina ci sono solo donne anziane sole o con i nipotini, per cui…. comunque hanno fatto amicizia e percepisce chiaramente che ci sta provando alla grande…e che lei non riesce a resistergli …. è’ un periodo che è sempre super eccitata … mi dice che ha messo sotto il marito con continue maratone di sesso, anche perché, finalmente, sentendosi finalmente meglio, può muoversi più liberamente … mi confessa che non aspetta altro che poter andare in piscina per farsi corteggiare da lui ed eccitarsi … che la fa praticamente eccitare davanti a tutti, con le sole parole e doppi sensi e, più volte, si è ritrovata a stringere le gambe altrimenti sarebbe venuta in acqua … e poi che si è ritrovata a guardarlo, pur in maniera involontaria, in mezzo alle gambe … a fissarlo proprio lì … mentre le parla, e lui se ne accorge e si capisce che là sotto ha un vero tronco, qualcosa di veramente imponente … e lui non manca di sistemarsi apposta il costume proprio per attirare la sua attenzione proprio lì …
Mi dice che qualche giorno prima stavamo parlottando e lui l’ha invitata a fare colazione, una di queste mattine … le dice che conosce un posto dove fanno un cappuccino con dei bomboloni veramente enormi e lei, con una ingenuità sconvolgente, come una scema , gli ha risposto che adora i bomboloni, specie se ripieni alla crema … che non voleva essere allusiva, me lo giura, ma le è scappato dirlo così … e lui, non ha perso l’occasione, ha subito ribattuto che questi sono veramente grossi e lei non sarebbe stata in grado di finirlo tutto e che la crema le sarebbe schizzata tutta addosso… mi ha confessato che mi potevo anche immaginare come erano diventati turgidi e duri i capezzoli e come la sua fighetta grondasse di umori vaginali e ormai, presa anche lei dal gioco dei doppi sensi, gli ha risposto che, anche se era piccolina, era comunque in grado di mangiarselo tutto e poi fare anche il bis … poi mi ha scritto che se anche era sommerso e non si vedeva bene, era convinta che la sua cappella fosse schizzata fuori dal costume…e che si era forse immaginata, o forse no, di aver visto una prugna gigantesca su un pezzo d’asta nodoso … comunque poi, richiamata dal terapeuta, il gioco dei sottintesi si è interrotto … ma quando lui è uscito le ha detto che si sarebbero rivisti nella settimana successiva.
Sara mi ha raccontato che è andata a fare la doccia e sotto l’acqua si è dovuto ripetutamente masturbare … che lo ha fatto in una doccia sostanzialmente pubblica, separata solo da una porta a mezza altezza… che è arrivata ad infilarsi il tappo del bagnoschiuma nella sua povera micina pelosa … che si è infilata due dita nel sederino, come le avevo suggerito, e stando attenta a non mugolare di piacere, è venuta in meno di un minuto.
Sara mi dice di essersi calmata e di aver riflettuto su quello che le stava succedendo … di essersi, solo in quel momento, resa conto di essersi comportata da puttanella, di essersi fatta corteggiare davanti a tutti e di andare in calore per uno che ha il doppio dei suoi anni ed immaginare di essere sbattuta da lui con il suo bastone che, senza pietà, la riempie come un bignè e le apra tutti i suoi poveri buchini … mi confessa che anche il solo scrivere queste cose e vedersi , lei piccolina , nella sua grande mano che la rigira come gli pare, la manda fuori di testa … tutto questo non va bene… non può comportarsi così…
Mi dice infine che a causa di questo suo travaglio interno per un po’ non mi ha scritto, ritenendomi colpevole del suo stato di permanente eccitazione derivante dalla lettura dei miei scritti … aggiunge che, meno male, la prossima settimana la piscina chiuderà e lei si trasferirà in un’altra dove ci sono sempre tantissime persone e quindi non avrà la possibilità di incontrarlo perché altrimenti, pensa, che sarebbe finita malissimo … o benissimo … in pratica gliela avrebbe data … dipende dai punti di vista.
Debbo dire che nel leggere quello che mi aveva confessato destava in me una notevole perplessità: in quanto anche io ero convinto che non ci saremmo più sentiti … che non mi avrebbe più scritto le sue avventure e le sue fantasie …pensavo si fosse stancata o delusa dal fatto che non scrivevo più racconti che stuzzicassero la sua libidine … ma ora per la prima volta percepito che non mi considerava solo uno che la facesse eccitare … ma anche un amico a cui confidare situazioni reali che, per i risvolti che comportavano, la lasciano alquanto perplessa o, addirittura, paurosa di quello che le poteva capitare … se quello che mi ha descritto di lei nel lungo carteggio intercorso fra noi due è reale …in lei rischiano di convivere due Sara … una seria, operosa, che lavora e ama il proprio marito e che, passate le scappatelle della gioventù, non intende assolutamente fare nulla che possa intaccare questa situazione … poi però ce n’è un’altra … una donna che ha percepito sulla propria pelle … il ricordo continuo di come è stata trattata dal primo amore, il perverso godimento provato nel masturbare un ragazzo quasi sconosciuto sul pulmino, l’animatore al villaggio che l’ha montata brutalmente … quanto sia potente la libidine, la perversione, l’erotismo, il sesso, quello vero … e sotto questo aspetto temevo che averle descritto fantasie, che se tradotte da lei in comportamenti concreti come infilarsi prima un dito, poi un pennarello, nell’ano mentre era eccitata e si titillava il clitoride, avrebbero amplificato a dismisura le pulsioni alle quali, già per sua natura, era soggetta..
E’ vero che nemmeno io potevo considerare queste mie descrizioni una colpa ma solo una esternazione di una realtà che lei stava incominciando a “sentire” dentro di se … quello che temevo è che prima o poi questa seconda Sara potesse prendere il sopravvento sulla prima e che qualcuno … sia, adesso, un uomo maturo … o nel futuro chiunque altro le fosse gradito … potessero possederla … e se fossero stati particolarmente perversi … le avrebbero potuto fare qualunque cosa … come era capitato nelle storielline che avevamo letto, inventato e scritto tante volte … mi rendevo conto che poteva dipendere solo da lei fermare la china su cui si stava incamminando …
Forte di questa mia preoccupazione le anticipai quello che sarebbe potuto accadere … le scrissi che questo percorso poteva testarlo subito … quell’uomo, che mi aveva descritto, aveva certamente già mangiato la foglia … che non l’avrebbe lasciata in pace tanto facilmente … quello stava già pregustando di farsi la giovane mogliettina … piccolina ma estremamente sexy a cui fare un servizietto che non avrebbe più dimenticato … quello ti aprirà veramente in due … prima ti scoperà in bocca …. non farai tu un pompino a lui ma lui ti scoperà … poi ti infilerà il suo attrezzo nella figa, che trasformerà in un antro … venendoti probabilmente dentro per attestare il suo possesso su di te e fregandosene altamente di metterti incinta … e poi ti aprirà, nel senso più proprio del termine, il culo … e se è bravo … e da quello che mi hai detto, tenuto conto del personaggio, dell’età e del fatto, importantissimo, che non ti ama e nemmeno ti vuole bene, non avendo quindi nessuna remora a trattarti come una puttana … una volta che ti avrà fatto godere alla grande … potrà veramente fare di te quello che vorrà … e presa così fortemente dai sensi non ci potrà essere marito che tenga il confronto.
A stretto giro mi arriva la sua risposta … mi dice che mi sto preoccupando troppo.
Quello tra lei e quest’uomo è soltanto un gioco di sguardi, di frasi a doppio senso … lui non l’ha mai sfiorata e nemmeno ci ha provato … per cui non pensa di rischiare tutto quello che ho paventato… mi dice di essere abbastanza grande per capire se si stia infilando in un casino oppure no … ribadisce infine poi che in questa giornata in cui scrive ci sarà l’ultima lezione in quella piscina e poi tutti i contatti finiranno e quindi … comunque mi ringrazia per essermi preoccupato per lei …cosa che apprezza moltissimo …
Debbo dire che con una certa curiosità aspettavo una sua comunicazione relativamente a quello che poteva essere accaduto durante quell’ultima seduta in piscina … si sarebbero incontrati … Sara sarebbe stata sulle sue … sarebbe riuscita a tamponare le prevedibili avances che lui avrebbe portato avanti …
Il giorno dopo … nessuna e-mail … e così per i giorni successivi … non mi andava di sollecitarla … però nella mia testa s’insinuava sempre più forte l’idea che Sara non fosse riuscita a tamponare quell’uomo e così mi venne in mente, utilizzando la mia fervente fantasia, di stuzzicarla scrivendole io quello che sarebbe potuto succedere quel famoso giorno nel quale i rapporti con lui si sarebbero dovuti interrompere …
Aspettai ancora qualche giorno poi le scrissi …:
“mia perversa Sara …. immagino perché non hai il coraggio di scrivermi … ti vergogni di quello che è successo venerdì scorso … non solo in piscina e negli spogliatoi … ma anche dopo … a casa tua …
ma te lo racconto io quello che ti è successo, per filo e per segno quello che non sei riuscita ad evitare … ti piace troppo essere montata ….
allora venerdì mattina armata delle migliori intenzioni sei andata in piscina per l’ultima seduta di idroterapia, determinata a salutarlo, e a non vederlo più … sei andata, ti sei cambiata ma avendo dimenticato il costume intero ti sei dovuta mettere il bikini bianco … troppo succinto per l’ambiente ma non volevi tornare a casa per cambiarlo … quindi lo hai indossato e mentre ti recavi alla vasca sei passata davanti al bar e l’hai visto … hai pensato di toglierti subito il pensiero dalla testa e così vestita, meglio sarebbe dire quasi nuda, ti sei avvicinata e l’hai salutato … lui si è girato e hai visto la sua faccia sulla quale si è stampato un sorriso da pescecane … e dentro di te ti sei sentita mancare …. hai sentito la tua vulva inumidirsi e un calore istantaneo salire dal basso ventre e irradiarsi per tutto l’addome … sei diventata rossa come un peperone e hai farfugliato qualche parola di commiato … senza nemmeno ascoltare quello che ti diceva …. sei scesa in acqua ed hai iniziato gli esercizi sotto il controllo del idroterapista … in acqua però non c’era nessuno … dopo qualche minuto lo hai visto arrivare e tuffare nella corsia riservata ai nuotatori di fondo cominciando a macinare vasche su vasche … in tutto questo non hai potuto non notare che ogniqualvolta ti passava accanto … la piscina non è poi tanto grande … si rigirava mettendo in mostra, all’altezza dell’inguine, una certa protuberanza segno inequivocabile di una notevole erezione attribuibile solamente ad un membro di notevoli dimensioni; ad un certo punto il tuo istruttore ti ha detto che si sarebbe dovuto allontanare per qualche minuto … ti sei girata intorno ed hai constatato che in acqua c’eravate solo te e lui … oddio … che fare … l’istruttore si è allontanato sparendo dalla vista … tu ti sei avvicinata alla scaletta ma hai sentito un fruscio alle tue spalle … come uno squalo affamato di sangue lui ti è letteralmente piombato addosso … ti ha ghermita con le sua mani e senza colpo ferire ti ha sollevato con la sola sua mano destra messa sotto il tuo … splendido … sederino indice e medio da una parte e pollice dall’altra, hanno scostato la sottile mutandina e si sono prepotentemente infilati rispettivamente nella tua figa, ormai completamente irrorata di secrezioni vaginali, e nell’ano, già inconsciamente pronto ad essere profanato … hai perso la testa, un mare di sensazioni violentissime ti ha scosso, piacevolmente perverse, oscene e una vergogna assoluta …. tutto molto più marcato di quando avevi assistito alla penetrazione della tua amica durante la quale ti eri masturbata quasi in mezzo alla strada … le tue mani sono corse sotto per tentare di togliere le sue dita da dentro di te ma poi le hai spinte affinché lui entrasse sempre di più dentro di te … e hai goduto … lui si è reso conto di averti in pugno e ti ha detto di andare nello spogliatoio … ci siete andati … lui, ha chiuso la porta e si è accertato che non ci fosse nessuno nelle vicinanze … non ti ha nemmeno degnato di una sguardo …. ti ha fatto appoggiare ad una panca, ti ha fatto inchinare e repentinamente abbassato la mutandina … con entrambe le mani ti ha allargato la natiche e ha iniziato a leccare il clitoride, allargare le grandi labbra, penetrare nelle piccole labbra … proseguire sul perineo per fermarsi a leccare l’ano e introdurre il più possibile la lingua … il tutto ripetuto per un tempo che è sembrato infinito … poi ti ha chiesto se a casa c’era qualcuno e tu gli hai risposto che non c’era nessuno …. che tuo marito era al lavoro e che sarebbe tornato a casa solo nel tardo pomeriggio …. lui ti ha detto di rivestirti … senza indossare né reggiseno … né mutandine … e tu soggiogata da quel tono di voce e eccitata allo spasimo hai fatto come voleva lui … senza battere ciglio hai indossato la leggera maglietta, decisamente scollata su cui spuntavano superbamente i capezzoli, e la minigonna … essendo ancora estate e caldo, in una città di mare non fa scandalo, molto, molto corta … siete usciti dalla piscina e vi siete avviati verso casa che è abbastanza vicina … e lui, come ad affermare il suo potere su di te …. ha appoggiato la sua mano sui tuoi reni … ma ogni tanto scendeva sul sedere … stringeva un gluteo così che il bordo della minigonna salisse lasciando in mostra il tuo sedere per la strada … tanto da lasciare sbalorditi due ragazzini che seguendovi hanno visto in tutto il suo splendore il tuo culetto … arrivati a casa sei finita senza nemmeno capirci niente, semplicemente appoggiata, suo bordo del divano … dove lui ha continuato ha leccare figa e ano provocandoti subito numerosi orgasmi … poi … finalmente si è seduto e si è abbassato i pantaloni e il boxer … da cui è emerso un membro di notevolissime proporzioni sia in lunghezza che in circonferenza …. nulla a che vedere con quello di tuo marito … tanto da farti esclamare “mamma mia … quanto è grosso ….” e te lo sei trovato in bocca dove ha iniziato a scoparti … non eri tu che gli facevi un pompino … ma era lui che ti scopava la bocca … e poi, senza dirti nulla, ti è venuto dentro … e tu hai ingoiato una notevole quantità di liquidi seminali … poi mentre ti accarezzava … quasi a volerti ringraziare, il membro ha ripreso vita e tu che nel frattempo avevi realizzato che stavi comportandoti come una poco di buona e che stavi spudoratamente tradendo quel sant’uomo di tuo marito …. di fronte a tanta maestosità … non sei riuscita a fermarlo … anzi … ti sei rigirata e hai offerto le tue grazie per essere penetrata … e mentre lui si accingeva a farlo ha squillato il telefono … tuo marito ti ha detto che per motivi di lavoro avrebbe fatto molto tardi e di non aspettarlo …. quindi il piacere è stato amplificato dal fatto che mentre parlavi con tuo marito … lui ti stava penetrando prima nella figa e poi nel culo …. tanto che a un certo punto si è reso conto, mentre ti inculava fino alle palle, che stavi per godere di un orgasmo devastante e si è dovuto fermare con tutto il suo notevole cazzo piantato nel tuo sederino, consentendoti di rispondere senza eccessivo affanno … poi terminata la telefonata ti ha castigato in tutti i modi … anche perché tu ti sei avvinghiata a lui graffiandolo sulle spalle e mordendolo … ha capito che aveva per le mani una femmina assatanata e ti è venuto dentro … ti ha riempito di liquidi seminali e rischiando di metterti incinta …. e poi, non contento, ti ha fatto un ulteriore regalino … ha chiamato al cellulare un suo amico che è arrivato quasi subito e … anche questo sconosciuto, anche lui super dotato, ti ha sfondato come non ti era mai successo … tutte le tue aperture sono state violate e profanate ripetutamente … poi te lo hanno infilato contemporaneamente sia davanti che dietro … fino a tarda serata quando finalmente tutti e due erano completamente svuotati di ogni energia … lui se n’è andato promettendoti che si sarebbe fatto nuovamente vivo per un’altra strapazzata …”
Debbo confessare che rileggendo quanto avevo scritto mi è venuto il dubbio che Sara si sarebbe risentita per come l’avevo descritta, con la conseguenza che non si sarebbe più fatta viva … e invece … mi arriva una e-mail nella quale mi dice di vergognarsi di quello che è successo … che non sa come confessarmi quello che le è capitato … ma che io posso immaginarlo … che sente di aver tradito la mia fiducia e che solo dopo aver rielaborato quello che è capitato … forse me lo potrà raccontare nei dettagli …
Che fosse andata veramente come ho scritto … la mia lunga esperienza di vita mi ha dimostrato che la realtà supera sempre di molto la fantasia … che lui fosse veramente riuscito a possedere Sara … e come sarebbe potuto accaduto … e con quali modalità … avrà Sara il coraggio di raccontare la sua verità.

 

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