Nora e l'Abisso by Nora [Vietato ai minori]




Nelle ultime settimane Nora subisce l’arrivo della primavera. Il clima ancora instabile di marzo le mette irrequietezza e come tutti gli anni in questo periodo sente il bisogno di grossi cambiamenti, di qualcosa che la scuota dal torpore invernale, qualcosa che la risvegli. Ha bisogno di grandi novità.

Negli ultimi tempi si sta interessando sempre di più alle dinamiche BDSM, le è sempre piaciuto il sesso forte, le piace essere guidata e ricevere ordini, le da estrema soddisfazione sentire i complimenti quando esegue correttamente le richieste. Sta facendo diverse ricerche su internet, si è iscritta da qualche settimana su un famoso sito internazionale che raccogli gli appassionati del genere e sta ricevendo diversi contatti interessanti. Certo ci sono aspetti estremi che non la attraggono, ma l’idea di trovare un Dom in zona che la possa seguire e istruire la intriga molto. Purtroppo molti si rivelano già online delle persone un po’ strane, alcuni parlano a malapena l’italiano (e Nora è una piccola grammarnazi, certe storpiature proprio non le regge), altri è riuscita a incontrarli anche dal vivo per un caffè e per avere un impatto visivo. Nessuno l’ha colpita veramente, non è scattata la scintilla. – Mi rendo conto di essere molto esigente, ma non è una cosa che si può prendere sottogamba… meglio vagliarne di più per essere sicura di trovare quello giusto –

Oggi nella sua inbox ci sono due nuove richieste di amicizia. Una delle due la attrae di più.

Abisso68: Ciao Nora, mi piacerebbe molto conoscerti, dalla tua descrizione sembra tu stia cercando un Dominatore per far esplodere la tua indole. Io sono un Master da molti anni e ho fatto da trainer a diverse sub e slave. Voglio incontrarti appena possibile, io sono più che sicuro di essere la persona giusta per te. Aggiungimi su kik, abyss_68

Nora percepisce un po’ troppa sicurezza, per la sua piccola esperienza quelli così sicuri di sé spesso si rivelano dei grandi bluff. Apre comunque kik e cerca l’account.

Nora: ciao, ho letto il tuo messaggio, mi farebbe piacere conoscerti meglio

abyss_68: buongiorno Nora, hai fatto molto bene a contattarmi. Cosa stai facendo ora?

Nora: mi sono appena alzata, devo prepararmi per andare a lavoro.

abyss_68: mmm… e che lavoro fai?

Nora: sono impiegata in una multinazionale, mi occupo di statistiche

abyss_68: leggo dal sito che hai 35 anni, sei impegnata?

Nora: no, ho vissuto una storia lunga, con tanto di convivenza, ma mi son resa conto che stava diventando troppo monotona e ho rotto qualche mese fa

abyss_68: hai fatto bene Nora, meglio lasciare il prima possibile la zavorra, prima che diventi un problema. Vuoi farmi qualche domanda? Puoi farlo

Nora: mmm sì… 68 è il tuo anno di nascita? Hai 48 anni?

abyss_68: sì, è un problema per te? Sono troppo vecchio?

Nora: no, anzi, sicuramente hai molta esperienza ed è quello che sto cercando. Sei sposato o impegnato?

abyss_68: sono sposato, ma mia moglie è fuori da queste dinamiche, preferisco avere a che fare con partner sulla mia stessa lunghezza d’onda. Lei è con me da tanti anni, è la zavorra che non ho lasciato quando potevo… adesso ormai è troppo tardi. Va bene così.

Nora: capisco… ed è da tanto che pratichi come Master? Avrai avuto diverse slave

abyss_68: sì, sono ormai quasi vent’anni cara, da quando ancora non era di tendenza il bdsm e ci prendevano per pazzi e malati ahahah. Adesso con internet e con queste cinquanta sfumature almeno l’ambiente si è popolato di qualche donzella curiosa, prima era molto più difficile trovarsi.

Nora: mi piacerebbe incontrarti, così per prendere un caffè e vederci a quattr’occhi se per te non è un problema

abyss_68: nessun problema cara, mi fa molto piacere come ti ho già detto. Anche stasera, siamo della stessa città, dimmi tu dove e l’ora

Nora: va bene, ti mando un messaggio più tardi per farti sapere a che ora esco e il posto. Ora scappo, rischio di arrivare in ritardo 😛

abyss_68: corri, corri piccola Nora… a dopo

Durante la giornata lavorativa Nora ripensa ad Abyss, lo trova davvero molto interessante – spero davvero non si riveli un bluff come gli altri… ma le premesse per essere quello giusto ci sono tutte – Riesce a mandare un messaggio con l’ora e il luogo per l’incontro e lo manda con dita tremanti di emozione. È ormai giunta l’ora di uscire ma Nora vede avvicinarsi il suo capo, Mario, un ometto insulso e irritante. Si affianca alla sua scrivania e con aria dimessa, appoggia un fascicolo. Nora lo guarda e solleva lo sguardo verso di lui con espressione interrogativa. “Va fatto entro oggi Nora… Me lo hanno appena dato anche a me… non prendertela con me”
“Ci sei tu qui, con chi dovrei prendermela?”
“Ehehehe, hai ragione… ”
“Questo mi costerà almeno due ore di lavoro Mario… ma te ne rendi conto??”
“Lo so… Mi spiace, davvero…” E con queste parole l’inetto si allontana lasciando Nora con un’espressione fra il disgusto e lo stupito.

Nora: Ciao… mi spiace ma un inconveniente a lavoro. Non credo riuscirò ad uscire prima di due ore. Credo che il nostro caffè dovrà essere rimandato… mi spiace

abyss_68: ciao Nora, non preoccuparti, sono cose che capitano. Perchè invece non trasformiamo il caffè in una cena? Niente di formale e avremo più tempo per parlare, che ne dici?

Nora è molto indecisa. Un invito a cena le sembra davvero impegnativo come primo incontro. Ma allo stesso tempo trova anche scortese rifiutare il suo invito.

Nora: va bene, mi sembra il minimo accettare visto che sei così disponibile :)

abyss_68: perfetto, allora ci vediamo al “Gatto Nero” hai presente? I gestori sono degli amici, il posto è molto centrale e i gestori sono miei amici.

Nora: ho presente ma non ci sono mai stata… ma amando i gatti non posso che essere felicissima per la scelta :)

abyss_68: Perfetto, ci troviamo là per le 20.30, va bene?

Nora: Benissimo, a dopo!

Nora passa un’ora e mezza completamente assorta nel lavoro per finire il prima possibile. Riesce a consegnare dopo un’ora e tre quarti, anche prima delle due ore previste. Sta spegnendo il pc e sono le 19:00 – Ho giusto il tempo di passare a casa, cambiarmi e rinfrescarmi un po’ e poi devo riuscire immediatamente – Prende al volo la borsa ed esce con passo leggero.

Una volta a casa si spoglia velocemente e si butta dentro la doccia, si sente elettrizzata per l’incontro e anche parecchio agitata. Cerca di lavarsi velocemente ma poi quasi sovrappensiero la sua mano indugia sulla sua fessura, il calore dell’acqua, il profumo di vaniglia e arancia, la voglia di scaricare un po’ di tensione ed ecco che le dita di Nora scendono a stuzzicare il clitoride già pronto e reattivo. I brividi si irradiano verso tutto l’addome e dietro fino alla schiena, continua a fare piccoli cerchi e sente piano piano la tensione scivolare via, come le gocce di acqua scivolano sul suo corpo. Appoggia una mano sulle piastrelle lisce, con l’altra continua a masturbarsi, infila due dita a fondo e comincia a stantuffare, il movimento fa sbattere e sfregare il palmo sul clitoride, il ritmo aumenta, Nora chiude gli occhi e dischiude le labbra per emettere un gemito leggero e l’orgasmo la assale improvviso con mille brividi.

Finisce velocemente di prepararsi, si sente molto più rilassata dopo la doccia. Decide di vestirsi in maniera molto sobria e informale, pantaloni e una maglia leggera, niente tacchi. Esce di casa dieci minuti prima delle 20:00, il suo anticipo sull’anticipo è ormai quasi patologico.

Riesce a trovare un parcheggio molto vicino. Il tempo di chiudere la macchina e sente il messaggio arrivare.

abyss_68: Nora io sono già dentro, ti aspetto.

Nora: ok, io sto per entrare

Entra nel locale, si guarda in giro velocemente, ci sono pochi clienti, solo uno è da solo al tavolo e la sta guardando con un sorriso sornione. Si alza e le fa cenno di accomodarsi.
“Ciao Nora, mi fa piacere vederti, sei proprio come ti immaginavo” Le stringe la mano, la tira a sè e la bacia sulla guancia. Nora sente avvampare il viso.
“Ciao… Meno male siamo riusciti a vederci comunque” Nora ha lo sguardo sfuggente, si sente molto in imbarazzo ed evita di guardarlo in faccia. Lui l’aiuta a sedersi avvicinandole la sedia.
“Beh, quando il destino ti permette di incontrare una persona interessante devi fare di tutto per dargli una mano, no?” Gli risponde lui sorridendo mentre si siede al suo posto.
Siedono a un piccolo tavolo quadrato, l’uomo decide di sedersi nel lato a fianco a Nora non di fronte a lei. Nora prova ad osservarlo di sottecchi, non è molto più alto di lei e per avere 48 anni sembra portarseli piuttosto bene, di fisico snello e longilineo. I capelli sono tenuti molto corti, castano chiaro con una leggera stempiatura. Sul viso poche rughe, un accenno di barba comunque curata, il naso è acquilino e gli occhi, gli occhi sono color ghiaccio, chiarissimi e molto penetranti. È vestito in maniera elegante ma senza troppo sfarzo, una camicia chiara aperta ai primi bottoni, i pantaloni hanno un taglio classico e la giacca poggia in una delle sedie libere del tavolo.
“Mi sembri un po’ agitata Nora… che succede?”
“Ehm… niente, è normale, mi serve solo un po’ di tempo per sciogliermi un po’, abbi pazienza” Nora sfodera il più splendente dei suoi sorrisi per liberarsi un po’ dall’imbarazzo del momento.
Arriva al tavolo un uomo con due menu in mano. Da una pacca sulla spalla ad Abyss.
“Ciao caro! Vi servono i menu? O faccio io?”
“Fai pure tu, lo sai che mi fido” gli risponde sorridendo.
“Nora, questo è Giuseppe, un caro amico, insieme a Giacomo sono i gestori di questo locale. Ci conosciamo oramai da tantissimi anni” Nora stringe con gentilezza la grossa mano dell’omone che quasi stritola la sua.
“Molto piacere” Nora ha un leggero brivido a guardare in faccia Giuseppe, ha un che di suino nei lineamenti, sembra un cinghiale: fronte bassa, occhi piccoli, denti grandi e labbra fini. La sta fissando troppo a lungo e non si decide a lasciarle la mano. Nora la tira via facendo un po’ di forza.
“Va bene, vi mando il ragazzo con gli antipasti” Nora si volta a guardarlo andare via.
“Devi scusarlo Nora, è un po’ rozzo ma amante della compagnia femminile, evidentemente devi aver fatto colpo su di lui per qualche tuo particolare” e con lo sguardo indica la scollatura di Nora, la sua maglia con scolloo a V lascia intravedere giusto l’inizio della spaccatura del suo seno. Nora cerca di ricomporsi un pochino.
“Ah… mi spiace ma di solito non uso scollature… dovrei stare più attenta quando si vede troppo”
“E fai male, ti dona molto questa maglia” Nora gli sorride con riconoscenza.
La cena scorre tranquilla. Nora riesce a mettersi a suo agio e ha modo di fare tantissime domande ad Abyss, sul suo essere Master, sulle slave. Risponde anche ad alcune domande che lui le porge riguardanti ciò che la incuriosisce e ciò che invece non le interessa proprio.
“La violenza e l’umiliazione ecco… quelle proprio non fanno per me. Non sono una masochista, il dolore non mi eccita e non mi eccita neanche essere insultata o usata e umiliata”
“Lo dici perché sei sicura? Hai già avuto modo di provarlo Nora?”
“Mmmm… no, ma tendenzialmente sono molto sicura di questo. Il dolore fisico mi distrae, sono sicura che non mi ecciti affatto. Il resto non so, non ho provato ma non credo proprio faccia per me”
“Capisco. Ora vorrei che tu faccia una cosa per me Nora”
“Dimmi… se posso” Abyss avvicina il volto a Nora perché la possa sentire solo lei, le posa una mano sulla coscia.
“Mmmm… no, Nora, non ‘se puoi’. Tu la farai per me. Voglio che vai in bagno, togliti le mutandine, masturbati, voglio proprio che ti bagni completamente la figa Nora. Non mi interessa se vieni. Poi torni qui, entro cinque minuti e mi porti le tue mutandine, qui, sul tavolo”
Nora fissa quegli occhi gelidi che la penetrano a pochi cm dai suoi. Si sente attratta da quest’uomo come da un precipizio.
“È tutto chiaro?” Nora fa cenno di sì con la testa.
“E allora cosa stai aspettando Nora? Vai!” La sua voce è bassa e ruvida. Nora si alza mentre lui si riaccomoda sulla sedia, seguendola con lo sguardo glaciale.

Nora ha il cuore in gola. Raggiunge velocemente il bagno i chiude dentro e si siede sul water. Le gira un po’ la testa, il cambiamento repentino del tono della conversazione l’ha colta di sorpresa. Soprattutto non si aspettava di reagire a questo cambio con tanta eccitazione. Sbottona i pantaloni e li fa scendere lungo i fianchi, riesce a sfilarli senza togliere le scarpe. Sfila anche il perizoma blu, lo ripiega come meglio può e lo posa sulla mensolina vicino al lavandino. Si risiede e infila subito due dita dentro, non ha bisogno di fare altro, già sa di essere completamente fradicia, le è bastata la sua frase e quegli occhi puntati dentro i suoi per farle sentire una morsa stretta alle viscere. Le dita entrano ed escono veloci con un rumore liquido, Nora stringe il clitoride con l’altra mano, le basta pochissimo per sentire esplodere un orgasmo forte e caldo, si morde le labbra per non gemere, la testa abbandonata indietro e il piacere che la pervade e la conquista. Si abbandona qualche secondo, il respiro piano piano torna regolare. Riapre gli occhi, si riveste ed esce.
Quando arriva al tavolo posa il perizoma blu sul tavolo, vicino alla sua mano. Lui la guarda e sorride. Prende l’indumento, lo osserva, lo porta al naso e lo annusa.
“Ti sei bagnata ancora prima di toglierlo… Sei proprio una ragazzaccia” Nora abbassa lo sguardo e sorride imbarazzata.
“Diciamo che… la tua voce, il tuo sguardo, il comando… Una serie di cose”
“Bene, siediti” Nora obbedisce
“Sbottona i pantaloni e apri le gambe” Nora lo guarda con le labbra socchiuse, in un’espressione sorpresa e atterrita.
“Ma… dici sul serio?”
“Sbottona i pantaloni e apri le gambe, non farmelo ripetere una terza volta.” Il tono è seccato. Nora si guarda in giro – nessuno dovrebbe notarmi… siamo abbastanza appartati… – Sbottona i pantaloni e abbassa la zip, poi apre le gambe.
“Bene, non ci voleva poi tanto mi sembra” L’uomo si avvicina, appoggia un braccio sullo schienale della sedia di Nora, l’altra mano si infila nei pantaloni, entra sicura e affonda un dito dentro di lei dove ancora è umida. I suoi occhi non smettono un attimo di fissare gli occhi scuri e sbarrati di Nora. Lei inizia a respirare con fatica, l’imbarazzo la assale. Lui muove piano quel dito, dentro e fuori, come ad intingerlo in un vasetto di miele. Tira fuori la mano, lentamente, la porta al naso ad annusarla poi infila il dito medio, fradicio dei suoi umori, nella bocca di Nora che lo accoglie senza protestare.
“Molto brava Nora. Molto, molto brava… Sarà una grande soddisfazione addestrarti.”
“Veramente, io non ho ancora deciso…”
“Oh davvero? Ne sei sicura? Dimmi allora che non sono io il Master che vuoi… Coraggio piccola Nora, sto aspettando” Il suo sorriso adesso per la prima volta in tutta la serata è aperto, un sorriso di sfida, anzi, il sorriso di chi la sfida l’ha già vinta. Nora sorride imbarazzata e abbassa la testa per nascondersi al suo sguardo.
“No. Non posso dirlo, perché non sarebbe vero…”

 

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Come sono diventata quella che sono by queen [Vietato ai minori]




Come sono diventata quella che sono di queen New!
In un primo tempo avevo deciso di non dar seguito al mio desiderio di condividere con la gente la storia degli ultimi cinque anni della mia vita, perché la ritenevo banale e , credo, simile a quella di tante altre donne.
Ma poi ho pensato che avrebbe potuto interessare a qualcuno od a qualcuna e che non ero io la persona giusta per giudicarmi ed allora eccomi qui a raccontarvi quello che è successo a me ,ma che ha sconvolto la vita dell’intera famiglia.
Mi chiamo Eleonora ma tutti mi chiamano Nora.
Sono sposata da 20 anni con un uomo molto più grande di me, ed abbiamo due figlie Laura che oggi ha 23 anni ed Elisabetta, Betty per gli amici, che di anni ne ha 22 , compiuti ai primi di gennaio.
Quello che sto per raccontarvi ha avuto inizio 5 anni fa ed allora avevo 35 anni.
A quell’epoca dicevano che ero una bella donna ,alta, dai lineamenti delicati, cappelli lunghi , e dalle forme eccitanti e particolarmente sensuali .
La cosa che più mi caratterizzava e che più piaceva agli uomini, era il mio corpo, assolutamente non grasso , ma pieno, senza pancia o maniglie dell’amore ,ma anche senza ossa sporgenti ,dalle carni morbide e vellutate, con un seno di terza misura abbondante ed un sederino ben modellato ma un po’ piatto.
Carattere timido, un po’ sottomesso
Com’è evidente, da quello che vi ho appena detto, mi sono sposata quando avevo 20 anni ed una bambina già in culla, frutto di una precedente relazione
Mio marito era un dirigente di una famosa azienda che produceva e commercializzava piccoli elettrodomestici.
I primi 10 anni di matrimonio sono stati come una lunghissima luna di miele, perché non è mai successo nulla che potesse turbare la nostra serenità.
Tra noi c’era una bella intesa , un grande amore e tanto sesso, che lui pretendeva da me quotidianamente e che io ero sempre felice di concedergli, perché ,da qualsiasi genere di rapporto sessuale, ho sempre ricavato un immenso piacere
Dopo due anni di matrimonio è arrivata la seconda bambina, la prima veramente nostra, e lui decise che ci saremmo fermati li .
A quel punto della nostra vita lui , per l’esperienza ventennale che aveva fatto in quella società e per la profonda conoscenza che aveva acquisito del mercato , decise di abbandonare l’impiego e, con la sua liquidazione , di rilevare una piccola fabbrica di aspirapolvere , con l’intento di fare il terziario, ossia, produrre per le migliori marche .
L’impegno economico si rivelò però, ben superiore alle sue disponibilità ,per cui dovette ricorrere pesantemente al credito, ed ,anche se all’inizio gli affari andarono abbastanza bene, ciò non gli consentì di eliminare completamente gli impegni che aveva contratto con le banche.
Purtroppo con l’inizio della crisi, che ancora pesa sulla nostra economia, i suoi affari peggiorarono sensibilmente e gli impegni finanziari diventarono sempre più gravosi e pressanti, per diventare insopportabili quando, circa cinque anni fa, le banche decisero di sospendergli il fido ed insistevano perché rientrasse, almeno in parte, dalla sua esposizione ritenuta eccessiva..
Io non mi ero mai accorta che lui fosse sull’orlo della bancarotta, sino al giorno in cui ebbe inizio la mia nuova vita
Quel giorno, lui non era rientrato alla solita ora per la cena e la cosa mi aveva messo in un grave stato di agitazione.
A mezzanotte le ragazze andarono a letto.
Io attesi ancora un po’, poi mi coricai ,ma senza riuscire a prendere sonno.
Rincasò che era notte fonda e , quando lo sentii entrare, percepii che non era solo
Pensai subito che avesse avuto un incidente e che qualcuno lo stesse accompagnando a casa e che avesse bisogno d’aiuto , perciò mi alzai di scatto e mi precipitai in soggiorno e vidi che aveva il viso sanguinante e tumefatto e che era accompagnato da due strani individui.
Nel panico del momento non realizzai che indossavo un semplice baby-doll , leggermente trasparente e senza intimo, come piaceva a lui e come ero solita accoglierlo a letto , per consumare la nostra giornaliera razione di sesso.
L’incoscienza durò solo un attimo , poi incrociai le braccia davanti al corpo e mi girai per precipitarmi in camera ed indossare una vestaglia, ma una mano mi prese per un braccio e mi trattenne con la forza ed uno dei due sconosciuti mi disse di lasciar perdere, che stavo bene così e mi spinse a sedere sul divano accanto al suo compagno .
Mio marito era stravolto.
Mi guardava inebetito e, con parole confuse, mi fece in qualche modo capire che era nei guai, perché si era indebitato con delle persone che ora esigevano il pagamento dell’intero debito, che lui non era in grado di pagare.
Mentre lui parlava ero talmente sconvolta che quasi non mi ero accorta che l’uomo che era seduto vicino a me mi stava accarezzando le gambe, risalendo lentamente sino alle cosce e ,quando cercai di allontanargli la mano che era arrivata all’inguine, l’uomo alzò il braccio per schiaffeggiarmi ,ma fu fermato dal compare che incominciò a parlare.
Venni così a sapere che mio marito s’era indebitato con degli usurai per più di 500.000 euro e che , alla scadenza, non era riuscito ad onorare il suo debito
Erano allora entrati in azione quelli che si occupavano del recupero crediti , tutti pregiudicati, che non si facevano scrupoli ad usare qualsiasi mezzo pur di recuperare il loro credito, costituito, quasi interamente, dagli enormi interessi che avevano ingrossato l’esiguo prestito iniziale.
Intanto la mano dell’uomo seduto accanto a me aveva continuato ad accarezzarmi le gambe ed aveva raggiunto la figa e la stava masturbando, penetrandola ogni tanto con un dito.
Ormai ero nel panico più totale e non osavo reagire.
Mio marito intervenne per dirmi che era già stato costretto a cedere la nostra casa, l’auto, e tutto l’arredamento dell’ufficio, rimanendo però ancora debitore per circa 200.000 euro.
Gli avevano dato tempo tre giorni per procurarsi il denaro, altrimenti, dissero, che c’avrebbero pensato loro a decidere come fare per non perdere il loro denaro.
Il giorno seguente, passando casualmente davanti alla scuola della più piccola delle nostre figlie, rimase sconvolto vedendo la figlia ridere e scherzare con i suoi aguzzini.
Allora oggi, prima dello scadere dei tre giorni, li aveva affrontati, aveva detto loro che i soldi non sarebbe mai stato in grado di trovarli e , gridando, disse loro che facessero pure quello che volevano, ma lasciassero in pace sua figlia, altrimenti li avrebbe denunciati
Questa minaccia aveva scatenato la loro ira e l’avevano picchiato a sangue, pretendendo che desse loro una garanzia per il pagamento del rimanete debito , garanzie che lui non aveva
Nella disperazione lui aveva proposto di rimborsarli lavorando per loro , spacciando o trasportando droga.
Gli risero in faccia, ma poi , quello che sembrava il capo, gli disse che l’idea non era, poi, così male e che l’accordo si sarebbe potuto trovare se , a lavorare per loro, non fosse lui, ma sua moglie e , non le figlie , almeno per ora, dato che erano ancora minorenni e loro non volevano aver noie.
Così, concluse mio marito, sono venuti per conoscerti
Li guardai impietrita e chiesi che tipo di lavoro avrei dovuto svolgere ed uno di loro, con tutta tranquillità ,mi disse “ la puttana “.
Mi alzai di scatto e dissi che erano pazzi, ma mio marito, senza alzare gli occhi da terra, mi disse che non aveva potuto comportarsi diversamente, perché altrimenti lo avrebbero ucciso.
Appena alzata l’uomo che mi sedeva accanto fece scivolare la mano sul mio culo .
Lo palpeggiava ,lo strizzava ed cercava di infilare un dito nel buchino essendosi accorto che non era completamente chiuso, per l’uso costante che ne faceva mio marito
L’uomo che aveva parlato prima intervenne dicendo che ero libera di non accettare , che loro non obbligavano nessuno e,nel caso di un mio rifiuto e prima di regolare i conti con mio marito, avrebbero cercato di convincere le figlie a sostituirsi a me per salvare il padre.
A quelle parole, ricordando quello che aveva appena detto mio marito, mi si piegarono le gambe e caddi seduta sul divano, con la testa che mi girava ,incapace di proferir parola e, subito, sentii la mano dell’uomo ritornare all’inguine e con il dito giocare con la mia fighetta..
Non reagii, perché avevo capito che non avevo vie di scampo.
Mi misi a piangere ,allora i due uomini si alzarono e mi dissero che loro erano venuti per vedermi e che per loro potevo andar bene e che , se ero con loro d’accordo, sarebbero ritornati l’indomani per discutere i dettagli dell’operazione che loro giudicavano, unicamente, come un contratto di lavoro.
Se ne andarono dicendo che se non avessero ricevuto una mia telefonata, sarebbero ritornati l’indomani sera.
Quando rimanemmo soli, mio marito, sconvolto, mi disse che le cose non stavano come le avevano raccontate loro, che era vero che lui doveva loro quei soldi, ma che per rifarsi del debito erano giorni che seguivano le nostre due bambine e che, sicuramente, erano intenzionati a prendersele senza chieder loro il permesso per avviarle alla prostituzione in qualche paese straniero , come capita spesso senza che nessuno se ne occupi.
Gli chiesi chi fossero quegli uomini e mi disse che erano stranieri
Allora mi convinsi che aveva ragione e capii perché aveva sacrificato me.
Mi assicurò che , se avessi deciso di accettare, avrebbe fatto di tutto per racimolare la cifra in pochi mesi per riscattare la mia libertà.
Ormai era mattino e ci coricammo perché eravamo entrambi distrutti dalla tensione, ma nessuno dei due chiuse occhio
Da quel momento incominciai a pensare a quella che sarebbe stata la mia vita d’ora in avanti

(continua)

Note finali:

Commenti ed osservazioni

vallenera@hotmail.it

 

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Come due fidanzati




Racconto erotico incesti giulia95 Come due fidanzati Racconti erotici,
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Scritto da giulia95,
il 2015-09-13,
genere incesti

Venerdì’ notte. L’orologio luminoso sul muro segna le 4.30.
Sono nel letto di Luca. Sono sul fianco e gli do le spalle rannicchiata nel suo corpo. Lui con un braccio mi avvolge e la sua mano è posata dolcemente su un mio seno. Da qualche settimana quella è la posizione in cui dormiamo e nel suo abbraccio io faccio sempre sogni bellissimi.
Dormiamo sempre nudi per respirare il profumo dell’altro… per scambiarci la pelle.
Mi muovo appena per avvicinarmi ancora di più a lui. Mi stringe un attimo il seno. Io poggio la mia mano sulla sua e la stringo per farmi palpare da lui. Lo amo tantissimo e soffro a dover tenere nascosto questo amore. Vorrei tanto gridarlo al mondo…
Non riesco a dormire e, sempre all’interno del suo abbraccio, mi giro verso di lui. Gli guardo il viso rilassato e ascolto il ritmo del suo respiro. La mia mano non sa stare ferma e gli prende il cazzo sotto il lenzuolo. Lo accarezzo piano… e piano cresce nelle mie mani. Basta un minuto perché diventi di pietra. Mi rigiro dandogli ancora le spalle e lo dirigo tra le mi cosce. La mia figa è già pronta a riceverlo e lui mi scivola dentro. Penso che quel cazzo dovrebbe stare sempre nella mia figa… quello è il suo posto. Luca si sveglia e comincia a spingerlo in profondità. Ha ripreso in mano il mio seno e da dietro mi bacia e mordicchia il collo.
Lo sento tutto dentro di me. Mentre lui spinge avanti il suo cazzo io spingo indietro il mio culetto per sentirlo tutto. Luca mi scopa lentamente fino a portarmi all’orgasmo. Lo abbiamo quasi contemporaneamente.
Appoggio la testa sul suo petto mentre lui mi abbraccia.
“Ho voglia di amarti liberamente Luca” gli dico nel silenzio della stanza.
“Non possiamo piccolina, lo sai. Ne abbiamo già parlato e non ci sono vie d’uscita”.
“Lo so Luca, ma tu non sai quanto desidero andare in giro per la strada mano nella mano… abbracciati… baciarti ed accarezzarti”
Passano un paio di minuti e baciandomi la fronte mi dice: “E se domani ce ne andiamo per il week-end in un posto dove non ci consce nessuno? Ti porto la mare in Liguria. Troviamo una pensioncina e facciamo i fidanzati”.
Gli salto addosso ricoprendolo di baci. “Si amore mio… si… grazie amore… ti amo Luca… sei fantastico”
Gli resto sdraiata sopra mentre lui accarezza la mia schiena e mi addormento. Quando mi sveglio, alle 8, lui è alla scrivania davanti al pc. Mi tiro su un gomito e dico: “Buongiorno amore…. Che fai al pc?”
“Dai dormigliona… alzati e vestiti. Ho prenotato un alberghetto a Varazze. Papà ci da la sua macchina. Tra meno di un’ora ti voglio pronta”
Salto giù dal letto e mi precipito su di lui saltandogli in braccio. Gli stampo un bacio in bocca e gli dico che lo amo. Struscio la mia figa sulla sua gamba e lui mi ferma dicendo:
“Ho detto che tra meno di un’ora devi essere pronta. L’amore lo faremo al mare… come due fidanzati.”
Mi butto sotto la doccia e mi rado la ricrescita intorno alla mia figa. Non fa ancora così freddo per cui indosso una gonna, una camicetta ed un maglioncino leggero. Infilo in una borsa due cose per il cambio e sono pronta… Senza mutandine… magari durante il viaggio ha voglia di accarezzarmi…
Arriviamo a Varazze. Lasciamo le borse in albergo e corriamo fuori…
Lo tengo per mano… lo abbraccio… ci fermiamo sul lungomare e ci abbracciamo baciandoci… Lo tengo stretto a me dicendogli “ti amo” e una coppia di vecchietti ci guarda sorridendo. E’ tutto mio e la gente intorno ci può guardare… E’ quasi più bello che fare l’amore!!!

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