La caduta della Ragazza Viziata by frankossido [Vietato ai minori]




La caduta della Ragazza Viziata di frankossido New!

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Per pareri, consigli o domande frank.ossido@libero.it

Note dell’autore:

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Da qualche giorno Giorgia aveva deciso di alzare il riscaldamento nel negozio di articoli sportivi che gestiva. Infatti nonostante fossero agli inizi di aprile il sole non era ancora sufficiente per permetterle di indossare vestiti leggeri come piaceva a lei. Spostando il termostato a 22 gradi invece poteva finalmente tornare ad indossare quei bellissimi pantacollant neri che le incorniciavano le gambe e il culo… ma soprattutto poteva di nuovo tirare fuori quei top o canottiere scollate che con la sua terza di seno le facevano vendere tanto ai signori che entravano.
Giorgia era una bella ragazza di 23 anni, alta sul metro e 75 con un fisico longilineo e una terza di seno naturale che cercava di esaltare il più possibile. Era contenta del suo corpo e spesso le piaceva specchiarsi nell’attesa di clienti, ma il suo vero vezzo erano i capelli castani lunghi e lisci, che quella settimana aveva deciso di sfumare sulle punte con un leggero rosa.
Mentre si guardava allo specchio sorrideva di quella leggera trasgressione. I suoi genitori appena l’avrebbero vista si sarebbero infuriati, ma, pensò lei, volta più volta meno…
Lavorava in quel negozio comprato dal padre per cercare di farla lavorare in qualche modo, Giorgia aveva sempre fatto disperare i suoi, ma quell’occupazione sembrava finalmente averla soddisfatta. Infatti le vendite erano buone e si ritrovava ad avere molto tempo per sé.
Il rumore della porta la fece girare, finalmente alle 10:10 era entrato il primo cliente di giornata.
-Buongiorno, posso aiutarla?
Giorgia fu felice di notare come il nuovo entrato fosse un signore sui 30 anni davvero di bell’aspetto… si trovò a pensare sorridendo che le sarebbe piaciuto molto servirlo, ma in un altro modo.
-Buongiorno, sì volevo vedere se avevate dei completini da tennis per me.
Giorgia lo indirizzò alla parte del negozio riservata al tennis, gliene fece vedere qualcuno e gli indicò i camerini nel caso avesse voluto provarne qualcuno.
Fu particolarmente soddisfatta nel notare che l’uomo non riusciva a staccare gli occhi dal suo corpo che quell’abbigliamento aveva finalmente messo in mostra. Si disse che quel giorno avrebbe sicuramente fatto ottimi guadagni.
Seguì con lo sguardo l’uomo che sceglieva degli abiti e si indirizzava verso i camerini. Poco dopo si sentì chiamare e lo raggiunse.
-Mi scusi signorina avrei bisogno di un aiuto- disse l’uomo aprendo la tenda –sono indeciso sulla taglia, questi pantaloncini sono troppo stretti?
Giorgia aveva davanti quell’uomo bellissimo di 30 anni che sapientemente si era mostrato a dorso nudo solo con i pantaloncini indosso. Aveva il fisico scolpito con anni di palestra senza neanche un pelo… era davvero il suo tipo di uomo.
-mmmm non saprei, lei li ha già provati entrambi? Magari provi anche gli altri così le posso dare un giudizio migliore.
L’uomo la guardo e le sorrise, poi chiuse la tenda per cambiarsi. Nel farlo però, probabilmente di sua iniziativa, lasciò il lato della tenda dove c’era Giorgia leggermente aperto. Il camerino aveva sulla parete frontale un grosso specchio, Giorgia incuriosita rimase a sbirciare e vide l’uomo abbassarsi lentamente i pantaloncini e… cosa?!? L’uomo aveva provato senza neanche utilizzare le mutande. A sconvolgerla ulteriormente fu però la dimensione del cazzo dell’uomo che ricordava vagamente una lattina. Fu probabilmente questo a farle uscire un verso roco dalla bocca che attirò l’attenzione dell’uomo che alzò lo sguardo e la fissò dallo specchio.
-M-mi scusi signore, lei non può provare senza intimo.
L’uomo allora in tutta calma aprì del tutto la tenda e tirandosi su i pantaloncini disse che lui non portava mai intimo e non ne aveva. Giorgia non sapeva cosa fare o dire, lui però le disse che se aveva degli slip li avrebbe comprati ed utilizzati per provare.
Giorgia imbarazzata e tutta rossa andò a prenderne un paio che vendeva come costume per l’estate, quando tornò lui era ancora in pantaloncini. Prese le mutande e aprendole le guardò.
-Signorina c’è solo un problema… queste credo siano troppo piccole, forse non ha visto bene- e così facendo si abbassò del tutto i pantaloncini rimanendo nudo.
Giorgia rimase a fissare quel cazzo enorme che nel frattempo si stava sollevando. Subito rimase a bocca aperta a fissarlo, poi alzò lo sguardo e incrociò gli occhi dell’uomo, in fondo una scopata non se la concedeva da un po’.
Spinse dentro l’uomo e in men che non si dica fu dentro il camerino a farsi togliere di dosso quell’abbigliamento così provocatorio. Sentì le mani di lui toccarle il culo mentre si sfilava la maglietta, poi lo sentì far scivolare giù alle caviglie i pantacollant e il tanga microscopico. Erano nudi e come due animali si avvinghiavano e si toccavano.
Giorgia lo spinse contro lo sgabello e lo fece sedere con la terza gamba che oramai svettava come un palo. Si tolse definitivamente le Converse e rimase completamente nuda alla sua mercé, piano piano si avvicinò a lui e, abbassandosi su quel cazzo maestoso, si impalò su di lui.
La prima impressione fu proprio di essersi seduta su una lattina, la vagina era dilatata come non mai e non riusciva neanche a godersi la penetrazione da quanto le costava respirare. Le mani dell’uomo le andarono subito ai fianchi per aiutarla a farlo entrare, pian piano iniziò a darle un’andatura che le permise di far entrare tutto quel palo di carne.
Una volta che Giorgia fu in grado di muoversi su di lui per lo sconosciuto fu il turno di afferrare quella terza di cui tanto andava fiera. L’uomo le prese le tette e iniziò a palparle, leccarle e mordicchiarle. Giorgia adorava ricevere quei trattamenti e sentiva l’eccitazione crescere dentro di sé.
Cerco di aumentare il ritmo per sentirsi tirare di più da quel cazzo ma l’uomo le mise due mani forti sul culo e la sollevò di peso lasciandola con il cazzo dentro. In men che non si dica era con la schiena contro la parete del camerino a gambe spalancate, tenuta su dalle gambe dell’uomo, ma soprattutto dal suo cazzo.
Sentì che mentre la pompava con più forza le sussurrava all’orecchio:
-E’ da quando ho messo piede qui dentro che sogno di scoparti… devi essere proprio troia per farti montare da uno sconosciuto con il negozio aperto… e se entrasse qualcuno?
-Ah.. oh… sì.. no non entrerà… nessuno, al mattino OH non viene mai… AH HA nessuno.
Giorgia faticava a parlare, era presa da un orgasmo che sentiva montare ogni momento di più. Quel corpo e quella forza che lo sconosciuto riusciva a mettere nella scopata la stava facendo impazzire… essere presa da un estraneo nel suo negozio poi le trasmetteva scariche incredibili di adrenalina…
Lo sconosciuto si chiamava Alexis, il giorno prima andando al lavoro al cantiere vicino aveva visto quella ragazza che apriva la serranda del negozio e aveva subito inquadrato che razza di cagna fosse. Decise che se la sarebbe montata il giorno seguente e che le avrebbe spaccato il culo, quella ragazza era probabilmente una che faceva i soldi con l’eccitazione dei clienti e lui andava matto per quelle così. Mai si sarebbe aspettato però di trovarla così disponibile.
Alexis lasciò le mani dalle cosce di Giorgia e le portò ai lati delle sue spalle, per un momento fu come se dovesse sostenerla solo con il suo cazzo e provò dolore, poi però la troia avvinghiò le sue gambe attorno a lui reggendosi. Lo desiderava forse più di quanto lui desiderasse lei.
Iniziò a sbatterla sempre più forsennatamente e ben prestò sentì i suoi gemiti acuti che lasciavano sempre più capire che era in preda ad un orgasmo sconquassante… il suo cazzo fu presto bagnato in ogni centimetro della sua monumentale lunghezza dagli umori della ragazza.
Lasciò che l’eccitazione di Giorgia gli arrivasse a bagnare le palle poi si avvicinò ancora al suo orecchio e sussurrando ordinò di inginocchiarsi.
Giorgia dal canto suo aveva la vagina gonfia dei suoi umori, quel cazzo enorme era come un tappo per lei… godeva ma si eccitava ancora di più a sentire che quello sconosciuto le faceva tenere i suoi umori nella figa da quanto era grosso… quell’uomo si sarebbe meritato un pompino anche senza che glielo ordinasse.
In un baleno si inginocchiò e si trovò il pene-lattina di fronte, era davvero grosso e le palle sembravano mandarini. Si stupì della resistenza che stava dimostrando, avrebbe dovuto fare il miglior pompino della sua vita per farlo venire.
Per prima cosa leccò voracemente con la lingua la parte bassa degli addominali di Alexis, era come un marchio di fabbrica per lei, lo dedicava solo a chi davvero riusciva a farla godere e non poteva resistere a quegli addominali scolpiti. Presto arrivò con le labbra alla cappella e iniziò a forzarsi la mandibola per farlo entrare il più possibile. Era complicato riuscire a succhiare con forza quel cazzo ma ce la metteva tutta. Con la lingua cercava di non mollarlo mai neanche quando se lo faceva uscire per prendere fiato.
Alexis voleva godersi il viso da ragazza viziata che succhiava il suo cazzo da muratore albanese e allora con la mano le prese i capelli come a farne una coda. Ne approfittò anche per darle un ritmo, ma Giorgia era talmente eccitata che stava facendo un pompino da pornostar anche senza il suo aiuto.
Con la coda dell’occhio vide che con la mano sinistra la ragazza si stava toccando, le ordinò di continuare a farlo, ma che non doveva assolutamente venire senza che lui glielo imponesse.
Giorgia prese quest’ordine con ancora più desiderio, quella situazione la stava sconquassando ma l’essere così manovrata non fece che eccitarla ancora di più. Alexis dopo quella scopata sapeva benissimo che non poteva tenersi oltre.
Con entrambe le mani le afferrò la testa e iniziò a scoparle la bocca fino ad arrivare alla gola, con il suo cazzo sapeva che stava torturando Giorgia che infatti aveva gli occhi sbarrati e provava forti conati. Non resistette oltre, e come un fiume in piena iniziò a schizzare tutto il suo sperma dentro la bocca della commessa… solo per gli ultimi due schizzi lo tirò fuori per sporcarle anche quel bel viso viziato.
Giorgia si era sentita soffocare quando l’uomo aveva iniziato a venire ma provò a ingoiare aiutandosi con la lingua, quando lui lo tolse dalla sua bocca riuscì ad ingoiare tutto il rimanente e a prendere finalmente aria come il suo corpo le imponeva. Quasi non si accorse di prendere altro sperma in viso da quanto le mancava respirare.
Alexis si buttò ancora nudo sulla sedia e riprese fiato mentre Giorgia faceva lo stesso. La vide pulirsi il più possibile il viso con le mani, era ancora più eccitante perché ora parte dello sperma le rendeva il viso lucido, e parte invece le impiastricciava i capelli.
A quel punto accadde però una cosa che Giorgia ricordò per tutta la vita: si aprì la porta del negozio e una voce per lei familiare la chiamò.

Continua…

Note finali:

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Ricerche Frequenti:

Se la mamma è puttana, il marito è cornuto ed il figlio gode, by pezzi di vetro [Vietato ai minori]




Come concordato con Clara ci ritrovammo nel posto dove avevamo fissato l’appuntamento, io arrivai per primo, ma non dovetti aspettare molto. Lei arrivò bella come non mai. Un vestito aderentissimo di colore blù turchese che la fasciava in maniera sexy, tacchi a spillo e calze trasparenti dello stesso colore del vestito. senti il mio cazzo dentro gli slip avere un sobbalzo, una dea!! Mi buttò le braccia al collo e iniziammo a baciarci come due amanti che non si vedono da molto tempo. Poi girammo per i negozi per comprare quello che gli serviva e lei mi teneva per mano come se fossimo due fidanzatini, probabilmente qualcuno ogni tanto ci notava, vedendo comunque che c’era una differenza di età, nonostante lei fosse bellissima, sicuramente notavano che io ero un ragazzo più giovane di lei, ma chi se ne fregava!! Ero contento di essere vicino a lei e vederla camminare sculettando, e questo mi eccitava, avrei voluto scoparla all’istante, ma era meglio aspettare e godermela in santa pace, ogni tanto lei si fermava in un angolo al riparo da occhi indiscreti e mi baciava con passione! Finito le compere, ci avviammo verso casa sua.
Quando fummo dentro, ancora vestiti, presi a baciare Clara in maniera furiosa, infilando la mia lingua nella sua bocca fino a dove potevo arrivare, lei ricambio con la stessa intensità, cingendomi le braccia al collo e stringendomi a se. Il nostro bacio era appassionato, di quelli che si scambiano due persone innamorate, iniziai a leccare il suo viso, compreso naso e occhi, fino ad arrivare alle sue orecchie e intrufolare la mia lingua dentro i suoi padiglioni, era scossa e tremava tutta come una foglia a sentirsi baciata in quel modo, anche lei faceva la stessa cosa sul mio viso, procurando delle frizioni al mio corpo, che per effetto, il mio cazzo era teso, e lei lo sentiva attraverso i pantaloni sulla pancia.

– Clara, ti amo e ti voglio!! Voglio fare l’amore solo con te…

– Marco…anch’ io ti amo…e vorrei…quello che vuoi tu…ma ti rendi conto che il nostro amore sarebbe impossibile?

– Si, lo so…ma tu mi sei entrata nel sangue…e per la prima volta sento di amare una donna…mi piacerebbe avere un figlio nostro…

– Ohh!! Tesoro, non sai quanto piacerebbe a me, fare un figlio con te, e forse questo è possibile, basta prendere degli accorgimenti, quando facciamo sesso nelle orge e mi vengono dentro mio marito e tuo padre nella figa, usare una spugnetta che io metterò dentro la vagina in modo che il loro sperma vada direttamente dentro, mentre quando mi fotti tu leverò la spugnetta in modo da avere il tuo sperma che vada fino in fondo all’utero…ti amo!!

– Sarebbe fantastico, sei una donna geniale e ti amo, capisco che dovremo agire con la massima prudenza per non destare sospetti…mmm…senti come sono eccitato? il mio cazzo ti vuole adesso…ma prima vorrei vederti giocare con Michelino, deve essere molto eccitante, vederti giocare con lui. mentre spompini il suo cazzino…

– Tesoro, lui sicuramente è in camera sua che gioca…devo prepararlo… bisogna che tu stia un poco nascosto e quando sarà il momento io ti farò un cenno e tu entrerai, per adesso ti devi accontentare di guardare…

– Va bene, farò in modo che lui non mi veda e al tuo segno entrerò nella camera e giocheremo tutti insieme.

– Ok, io lascerò uno spiraglio della porta in modo che tu possa vedere, e poi sono così eccitata che non vedo l’ora di farmi scopare da te…vado… tu fai come ti ho detto…

Clara, si avviò verso la camera del figlio, io dietro di lei. Lasciò lo spiraglio in modo che io potessi vedere il letto e sentire i loro discorsi. Clara si sedette sul bordo del letto, baciando sulla guancia il bambino.

– Ciao tesoro di mamma, cosa stai facendo?

– Niente mammina, stavo giocando e aspettavo che arrivassi tu. Come sei bella mammina!!

– Bravo il mio bambino, sai la mamma oggi ha avuto un giornata faticosa e adesso vorrebbe rilassarsi, vorrei un bel massaggino dal mio bambino, che dopo la mamma ti fa quel “giochino” che piace tanto a te.

– Subito mamma, spogliati che ti faccio un bel massaggio e dopo mi dai il premio che mi hai promesso, mi devo spogliare anch’ io?

– Certo Miki, lo sai che mi piace sentire il tuo corpicino e il pisellino sulla mia pelle, ed oggi ho anche una sorpresa per te…

– Davvero mammina? Cosa? dimmelo…

– Dopo bello di mamma…altrimenti che sorpresa sarebbe, tu cerca di fare il bravo e dopo vedrai che bella sorpresa ci sarà…cerca di fare un bel massaggio alla mamma e dopo ci sarà quello che ti ho promesso…

Clara iniziò a spogliarsi, rimanendo con il reggiseno, le mutandine e le calze tutte assortite dello stesso colore, era molto sexy, dal mio posto di osservazione mi godevo lo spettacolo della sua nudità e sentivo il cazzo già incannato a bestia, infine tolse tutto, rimanendo nuda e aiutò Michelino a spogliarsi, quando furono entrambi nudi, vidi il pisellino del bambino, che sembrava già teso, mentre Clara col suo corpo, si era distesa nel letto a pancia sotto, mostrando il suo magnifico culo alla mia vista e a quello di Michelino. Miki si dispose con il pisello sopra le chiappe della madre, e con le mani massaggiava la schiena di Clara.

– Senti…senti il mio bambino!! hai già il pisellino duro…mmmm…già vorresti che te lo pigliassi in bocca, vero porcellino??

– Si, mammina…mi piace quando il mio pisello è nella tua bocca e poi esce la cremina che tu bevi…e dici sempre…mmmm…buona!!

– Ma tu sai che a mamma piace un bel pisello grande, come quello di papà e tu ancora ce l’hai piccolino, quando ti crescerà mamma ti farà fare altri giochini, che sono sicura ti piaceranno, come quelli che facciamo con papà… ricordi come la mamma gioca con papà, che mette il suo uccello dentro il nido della mamma?

– Voglio anch’io mettere il pisello nel nido, ed anche nel nido piccolo, come fa il babbo…

– Ma tesoro è ancora troppo piccolo il tuo uccellino, aspetta ancora qualche anno e dopo potrai anche tu mettere nel nido, tu sai che la mamma per sentirsi bene deve avere un uccello grande e grosso…sai e proprio per questo, ho pensato….visto che il babbo non c’è. ho fatto venire il fidanzato di Lisa, ecco la sorpresa che ti avevo detto…tu conosci già Marco…il fidanzato di tua sorella Lisa?

– No, Lisa parla spesso di lui, ma io non l’ho mai visto…

– Vuoi conoscerlo? è un bravo ragazzo, giovane…magari potrete giocare insieme con mamma…

– Si, mi piacerebbe giocare anche a me con lui con la play-station…

– Ma no sciocchino…ahahaha…io intendevo un altro gioco, come quello che fai con mamma, quando ti prende l’uccellino in bocca ed anche quando giochiamo con papà…facciamo lo stesso gioco…

– Mah…mamma e Lisa dopo non si arrabbia, se giochiamo col suo fidanzato ed anche il babbo?

– Ma questo è un nostro segreto che per ora non devi dire a nessuno, e se fai il bravo ti faccio giocare anche con Lisa e ti prenderà anche lei il pisellino in bocca e gli dai la cremina anche a lei…giura alla mamma che per ora rimane un segreto tra me e te…

– Giuro mammina!! e dov’è Marco?

– Ora lo chiamo e viene, e li dietro la porta che aspetta… MARCOOO!!

– Eccomi, sono qui…aspettavo la tua chiamata…com’è bello Michelino, ciao Miki, io sono Marco…

– Ciao Marco…hihihi…

– Ora Marco si spoglia e giochiamo insieme…Vedi che bell’uccello grande che ha Marco, tra qualche anno anche il tuo pisellino diventerà così e potrai entrare nel nido di mamma e farla contenta…adesso ci pensa mamma a farti divertire, mentre Marco farà divertire la mamma…

– Ma il pisello di Marco è anche più grande di quello di papà, non ti farà male mammina?

– No no, anzi…più grande è e meglio è, ecco perchè devi aspettare che cresci, magari dopo avrai un uccellone più grande di Marco e farai gioire la tua mamma…dai adesso dammelo il tuo pisellino che mamma sa come farti godere e mi dai la tua sborrina nella bocca e mamma beve tutto…

Clara messa a pecorina, prese il cazzetto già ritto e se lo mise in bocca, offrendomi lo spettacolo della sua figa e del suo culo. Mi posizionai dietro di lei, iniziando a leccarla nei suoi buchi, scendendo e salendo con la lingua, sentivo Clara mugolare ad ogni leccata, intanto che succhiava il cazzo di suo figlio, ogni tanto rallentava per non far venire subito il bambino, la sua figa era bagnatissima desiderosa di prendere il mio cazzo e quindi volle cambiare posizione, si sdraiò sul letto a cosce larghe invitandomi a possederla nella posizione classica del missionario, mentre fece mettere Miki a cavalcioni sopra il suo collo in modo da continuare a succhiare il suo pene. Quindi mi trovai il culo del bambino davanti a me con il suo piccolo buchino candido, sentì il bisogno di allungare la mia lingua in quel foro immacolato ed anche per cercare la bocca di Clara e per baciarla ed insinuare la mia lingua dovevo allo stesso tempo partecipare al pompino che Clara faceva al figlio, quindi per la prima volta mi ritrovai a fare qualcosa che non avevo mai fatto, leccare un cazzo anche se non era di un uomo ma bensì di un bambino. Le nostre lingue giocavano con quel cazzettino ritto, nella mia posizione mi veniva più facile leccare le palline e il culetto del bimbo.

– Ti piace tesoruccio, quello che ti stiamo facendo io e Marco?

– Si,si è bello!! sento il mio pisello che vuole darti la mia cremina in bocca mammina…

– Aspetta ancora un pochino, tesoro della mamma, gioca un poco col mio nido piccolo, mentre Marco ha messo il suo uccello nel nido grande, metti le ditina dentro e muovile, sai che alla mamma piace anche questo, puoi mettere anche il tuo pisellino dentro…aspetta cambiamo posizione, ora mamma si mette sopra di Marco e tu da dietro metti il tuo cazzo nel culo della mamma e la chiavi come Marco e se vuoi puoi darmi lo sperma dentro, vuoi provare bello di mamma?

– Si, voglio chiavi come Marco…

– Ahah…tesoro si dice chiavare, adesso mamma e Marco ti insegneranno tante delle belle parole, che a mamma piace sentire, tu ascolta e puoi ripetere, dai Marco fai sentire a Miki, cosa mi piace, tutte quelle belle parole che sai tu…

– Ora Miki, io e te ci fottiamo questa bella troia, io gli trombo la figa e tu gli chiavi il culo e dopo gli sborriamo dentro il nostro sperma, la mamma quando è eccitata gli piace sentirsi puttana e noi dobbiamo farla sentire come piace a lei…capito Miki?

– Ma mamma, devo chiamarti puttana e troia anch’ io?

– Solo quando giochiamo come adesso, dai tesoro mettilo dentro il mio culo, ti piace il culo della mammina? Su mettilo dentro il buchino della tua mamma troia…fagli sentire come la inculi e poi gli sborri dentro…mmmm… siii…così…piccolo mio…mmmm…com’è durooo…spingi più forte che puoi amore di mamma…senti come mamma si muove, su e giù sul cazzo di Marco, tu asseconda i movimenti della mamma, che tra poco anche la mamma vi darà la sua cremina su vostri cazzi…mmm…com’è bello…sentire i miei amori che mi fottono figa e culo…vi adoro…tutti e due…

Clara oltre che essere un ottima amante, era anche una ottima madre e psicologa, sapeva come trattare il figlio, facendogli sembrare tutto come una cosa naturale, senza farlo sentire a disagio anche se c’era un uomo che non era il padre del bambino che la stava fottendo. Clara era china sul mio petto e mi baciava in bocca con tutta la sua lingua, mentre muoveva il bacino per salire e scendere sopra la mia asta e allo stesso tempo facilitare il cazzetto del figlio che la stava inculando, stando attenta a non farlo uscire, stante la poca lunghezza del glande del bambino.

– Amore mio, come è bello farsi chiavare da te, il tuo cazzo mi da i brividi e mi fa godere come una pazza, voglio sempre il tuo cazzo, giura che non ti stancherai mai di me…che mi chiaverai sempre anche quando sarò più vecchia, che sarai sempre mio…giuralooo…

– Siii. amoreee…ti amo…e voglio solo te…lo giuroo…non mi stancherò mai di scoparti, sei troppo bella…sei una figa eccezionale…e come ti ho detto voglio un figlio da te…e ti sborrerò sempre nella figa finchè non rimani pregna, magari sarà una femminuccia e ne faremo una troia come la mamma…mmm…ti piace Miki incularti la puttana della tua mamma?…

– Si, Marco è bello…vorrei avere il cazzo grande come il tuo e fottere nel culo la mia mamma troia…

– Non ti preoccupare Miki, io alla tua età avevo il cazzo più piccolo di te, poi diventa grande come il mio e forse ancora di più…mmm…la mamma mi sta bagnando tutto il cazzo con la sua crema, se tu aspetti ancora un poco godiamo tutti insieme e gli diamo la nostra sborra…capito Miki?

– Aspetto Marco, me lo dici tu, quando?…ma mamma, babbo lo sa che fai queste cose con Marco?

– Si, lo sa, ma è meglio non farglielo sapere di oggi, come ti ho detto deve essere il nostro segreto…mmm…dai che tra poco vi do la mia sbroda… sento che presto arriverà e tu e Marco svuoterete i coglioni dentro i miei buchi…cosìì…Mikiii…piùù…forteee…inculaaa..la…mammaaa…Uhh….che cazzooo…grande che ti è venutooo…daiiii…sborraaa…tesorooo…sborraaa nel miooo…culooo…che la mammaaa…sborraaa…con voiiii…datemiii… la vostraaa…sborraaa…maialiniii…mieiii…che la mammaaa….godeeee…Siiii… è troppoooo…bellooo…ooohhh…come godooo…meraviglioso…

– Eccolaaa….mammaaa…sborroo…nel tuooo…culooo…prendiii…la mia creminaaa…puttanaaa…mammaaa…è belloooo…

– Siiii….anch’iooo…sborrooo…non ce la facevoooo…più a resisteree… prendiii…tuttooo…amoreeee…ti riempiooo…la figaaa…di spermaaa…la tua figa mi fa impazzireee…prendiiii…tutto…la mia puttanaaa…toh…toh…

– Mmmm…braviii…i miei…bambini…adesso la mamma ripulisce i vostri cazziii..venite qui..uno accanto all’altro che la vostra puttana…vi toglie tutti i rimasugli…di sperma dai vostri uccelli…

Notai che nonostante lo sperma uscito dal cazzetto di Miki era sempre ritto, così come il mio! Clara si dedicò amorevolmente a ripulire i nostri cazzi, con Michelino fu ancora più semplice, gli prese sia l’uccello che i piccoli coglioni in bocca. Dopo iniziò a baciarci facendo avvicinare Miki a contatto con la mia bocca e baciarci tutti e tre insieme.

– Amore visto che anche Michelino ha il cazzo ancora ritto, io direi di continuare a scopare, magari questa volta ti fottiamo il culo insieme… che ne dici?

– Vedo tesoro, ma Miki è ancora un bambino, non vorrei che dopo si senta male…

– No, no mamma…è stato molto bello e sono ancora eccitato, voglio fottere ancora il culo insieme a Marco e venire ancora dentro e darti la mia sborra da uomo…hihihi..

– Sei sicuro amore di mamma, non è che dopo ti stanchi e ti senti male, non è meglio che guardi come Marco mi scopa il culo e succhi le tette della mamma, come quando eri più piccino?

– No mamma, io adesso sono grande e voglio fottere come Marco, dai troia, vogliamo romperti il culo con i nostri cazzoni…

– Ahahaha ( ridemmo insieme io e Clara)

– Sei un birichino, e chiami troia la tua mamma? Meriteresti che ti sculacciassi…

– Mah..mamma…hai detto tu di chiamarti troia…che ti piace…sentirlo dire…

– Ma non adesso, quando scopiamo, ma ti perdono per questa volta, vieni a baciare la tua mamma, dammi la tua linguina dolce.

Clara baciò Miki non con un bacio casto ma gli prese la lingua e la succhiò con le labbra. Capivamo che Miki giocava a fare il grande, non voleva essere trattato come un bambino e nel suo immaginario il suo cazzetto era come quello di un uomo, quindi io e Clara cercammo di assecondarlo in questo suo gioco.

– Uhh…il mio ragazzo, guarda che cazzo grande gli è venuto, vero Marco? E’ quasi come il tuo, senti anche tu Marco, toccalo…

– Uhh..verooo…adesso io e Miki, con i nostri due cazzoni, ti sfondiamo tutto il culo e ti diamo un sacco di sborra dentro, veramente bello il tuo cazzo, mi verrebbe voglia di succhiarlo anche a me…

– E allora succhiamolo insieme, così mentre lo succhiamo ci potremo anche baciare, voglio sentire la tua lingua nella mia bocca…dai…

Insieme prendemmo il cazzetto di Miki leccandolo e baciandoci con Clara, mentre il piccolo si godeva quel pompino a due bocche. Clara andava con la lingua guizzando e leccando il piccolo buchino del culo del figlio, fino a risalire leccando anche i piccoli coglioni del bambino, ed incontrare la mia bocca intenta a succhiare il pisellino, mentre con una mano, Clara teneva il mio cazzo e lo masturbava. Qualsiasi cosa facesse Clara lo trovavo altamente eccitante e questo mi faceva capire quanto ero innamorato di lei, il suo fisico mi faceva impazzire. Infine si mise in mezzo. iniziando a muovere la lingua intorno ai capezzoli miei e di suo figlio, con me usava anche i denti per mordicchiare le punte, ed eccitandomi ancora di più nel caso non fossi eccitato abbastanza, il mio cazzo sembrava scoppiare, talmente ci sapeva fare con la lingua, anche Niki sentivo che mugolava sotto quell’abile lingua, mentre con le mani masturbava i nostri cazzi.

– Miki visto che la mamma è tanto brava, adesso noi gli rendiamo il servizio, gli lecchiamo le tette e poi la figa e il culo, e dopo ce la inculiamo, ti piace?

– Non so, mamma non mi ha mai fatto leccare la figa e il culo e non so se questo mi piace, solo baciare le tette…

– Tu, guarda me quello che faccio e cerca di fare altrettanto, se c’è qualcosa che non ti piace non lo fare…sai la mamma quando è eccitata, la sua figa si bagna tutta ed esce un liquido, a me piace molto, ma se a te non piace smetti e continuo io, magari gli lecchi il culo e le tette solamente… e dopo quando è molto eccitata ce la fottiamo come una troia…e gli diciamo tutte le cose sporche…

Miki annui con la testa, quindi io presi una tetta, iniziando a leccare l’aureola dei capezzoli e quindi mordicchiare la punta, il bimbo che guardava me e cercava di imitare se pur goffamente i movimenti, la sua linguina non era molto sviluppata al pari del pene, ma cercava di fare il meglio possibile, una mano mia si insinuò in mezzo alle cosce di Clara e Miki fece la stessa cosa, la figa di Clara era molto umidiccia, introdussi un paio di dita dentro e dopo qualche istante sentì lo sciacquio della sua vagina, anche il bimbo nella sua imitazione introdusse non le dita ma tutta la manina dentro la vagina della madre, che iniziava a mugolare in maniera sempre più sostenuta, i suoi mmm…oohh…siii..riempivano la stanza.

– Ecco Miki, passiamo alla seconda fase, io adesso gli lecco la figa a mamma e tu il culo, poi ti avvicini piano piano e senti il gusto della figa, se ti piace continui, altrimenti continui a leccare il culo, che Marco fa godere la mamma con la bocca e si beve la sua cremina.

Clara si girò su un fianco verso di me, nella posizione del 69 in modo che io gli leccassi la figa. mentre lei mi spompinava il cazzo, mentre Miki aveva accesso al suo buco di culo. Clara teneva una gamba sopra la mia spalla, in modo da permettere al figlio senza troppi sforzi l’apertura delle sue chiappe, con in bella vista l’orifizio anale. Martellavo con la mia lingua il suo clitoride, per poi affondare dentro la vagina il più profondo che potevo, con gli stessi movimenti Clara affondava la sua bocca sul mio cazzo, ogni tanto la dovevo arrestare per non venirgli in bocca e cercare di rallentare la sua presa, infine senti la linguina di Miki avvicinarsi verso la figa della madre che era molto bagnata ma non ancora pronta per l’orgasmo, guidai la testa di Miki a leccare il clitoride della madre, in modo da non essere investito dal suo orgasmo, mentre io con due dita dentro e la lingua che si incuneava dentro le sue grandi labbra, aspettavo l’orgasmo di Clara e bere il suo succo. Clara muoveva il bacino per prendersi tutto il piacere che gli procuravano le due lingue, teneva le nostre teste spingendo la mia ad andare che oltre non potevo, mentre con Niki era più delicata per non soffocarlo. Il suo orgasmo arrivò impetuoso e devastante, nella mia bocca. sentii i fiotti della sua sbroda invadermi il palato, non smisi di leccare e bere tutto quello che fuoriusciva dalla sua tana, infine avvicinai la testa del bambino per fargli sentire e assaporare il gusto della figa della madre, timidamente spinse la sua linguina all’interno della vulva e cercava di capire se quella cosa era di suo gradimento, guardavo la sua espressione per capire se gli piaceva, ma non ero in grado di dire fino a che punto. Infine Clara come ringraziamento ci baciò entrambi con la sua lingua per asportare il suo stesso gusto che avevamo nelle nostre labbra.

– Mmmm…come mi avete fatto godere, siete i miei amori, vi adoro e adesso è tempo che vi prendiate anche voi il giusto premio, vedo i vostri cazzi belli incannati, volete fottere il culo della vostra donna, della vostra puttana, vero porcellini miei?

– Sii, tesoro, tu sai come soffrivo a ritenermi per non venirti in gola, il mio cazzo reclama e vuole il tuo culo, è molto eccitante fare il sesso con te e Michelino e tu sei un ottima amante, sai come far godere i tuoi uomini, e tu Miki ti è piaciuto il sapore e il gusto della figa di mamma?

– Non so, devo riprovare, adesso non saprei dire, sentivo qualcosa di salato, ma voglio fare come te Marco, voglio bere anche io la sbroda e dopo saprò dirlo, adesso il mio pisello vuole scopare il culo…

– Bravo, adesso la fottiamo con i nostri due bastoni e la facciamo godere come una troia e gli diamo tutta la nostra sborra nel culo…batti il cinque!!

– Ecco, facciamo così, tesoro io mi calo sul tuo cazzo girandoti le spalle e me lo infilo nel culo… metti un cuscino sotto il tuo culo Marco in modo che il mio piccolo possa entrare senza troppa fatica, anzi…entra prima Miki e dopo tu in modo che possa incastrare il suo cazzo con il tuo e lo tieni fermo in maniera che non possa uscire nei nostri movimenti….dai mio tesoro, vieni ad incularti la tua mamma troia…si…ecco…così…uuhh…che cazzone grande che hai…mi sfondi tutta così…ecco…ci sei…dai Marco adesso entra anche tu…spaccatemi il culo…coi vostri bastoni…ecco…ci sei…mmm… che bello…sentirsi scopata nel culo dai miei due tesorini…cerco di muovermi io lentamente…amore di mamma…fai attenzione a non farlo uscire…Marco con le dita masturbami anche la figa…mmm…mi sento tutta presa…mi state inculando miei maialini… vi piace fottere questa puttana nel culo…

– Che bello fotterti nel culo, mamma…ti piace sentirti puttana sui nostri cazzi…sei la più bella mamma che io conosca…ed anche la più troia… si, si, prendi…prendi i nostri portentosi cazzi…porca…

– Vero Miki, la tua mamma è la più bella delle mamme ed anche la più zoccola, sai quanti uomini vorrebero essere al nostro posto adesso… quindi siamo fortunati che ce la possiamo chiavare solo noi…questa puttanona… senti come ci risucchia il cazzo con il suo sfintere…favoloso…e gli daremo tutta la nostra sborra dentro e poi ci facciamo ripulire i cazzi con la sua bocca da pompinara…mmm…amore…hai un culo superlativo, non mi stancherei mai di fotterti in tutti i modi…sei la nostra troia…

– SII…sono la vostra mignotta, con le vostre parole mi state facendo eccitare come una cagna, bravi porci, Miki sta imparando in fretta a capire cosa piace alla mamma…bravo…il mio bambino…mmm…mi si scioglie anche lo sfintere, sento i vostri cazzi scivolare bene dentro il retto e la mia figa è in fiamme…sento che non ce la farò molto a resistere e vi piscerò la mia sbroda…mmmm…siiii…bellooo…continuate a chiavarmi…belli… spingete i manganelli fino in fondo…stupratemi il culo…

– Vedi Miki, come gli piace prendere i nostri cazzi, senti come gode, è una donna fantastica ed io la amo, come te, vero? pure tu ami la tua mammina e ti piace fotterla, magari dopo gli scopiamo insieme anche la figa, come stiamo facendo con il culo…

– Si Marco, voglio anche nella figa, è la mia mamma meravigliosa, ma tu Marco, sei il fidanzato di Lisa, e scopi anche con lei?

– Certo Miki, che scopo anche con lei, perchè vuoi chiavarti anche tua sorella, porcellino?

– Se è bello come con mamma, perchè no!! La scopiamo insieme anche lei coi nostri super cazzi e gli diamo il nostro sperma.

– Miki tesoro di mamma, ti ho detto a tempo debito, non ora, devi fare il bravo e ricordarti di mantenere il nostro segreto…mmm…e dopo ti facciamo anche scopare…che bello i vostri cazzi…nel culo…mmm…la mamma di Marco, anche lei è una grande troia…

– Davvero mamma? La mamma di Marco è una grande troia? E posso scoparla anch’io? Ed è bella come te? E Marco scopa anche la sua mamma?

– Si, è bella ma è diversa da mamma, la mamma tua è la più bella…mmm.. e Marco fotte anche la sua mamma, che è molto più troia di me… dai tesoro adesso pensa a fottere la tua mammina…dagli la tua crema nel culo insieme a Marco…mmm…oppure vuoi venire nella mia bocca?

– Si voglio, voglio venire nella tua bocca e darti il mio sperma, mi hai sempre detto che sei golosa della mia cremina ed io voglio far contenta la mia mammina…

– Magari glielo facciamo provare anche a Marco il tuo sperma e vedrà come è buono…vero Marco?

– Amore mio, non l’ho mai fatto, ma per amore tuo voglio provare…

– Aspetta che cambio posizione, mi metto girata verso di te, mi calo sul tuo cazzo dentro il culo, mentre Miki mette il suo cazzo vicino alla tua bocca, io mi abbasso con la testa e glielo succhiamo mentre ci baciamo…

Detto, fatto, mi ritrovai con il cazzetto di Miki in bocca e con la lingua di Clara, che muoveva così velocemente che il bambino venne quasi subito eiaculando nelle nostre bocche e continuando a baciarci con Clara che cercava di inghiottire il prezioso nettare del figlio, quindi fu una cosa naturale mentre ero eccitato dal movimento che Clara dava al suo culo per accorgermi del sapore di quello sperma così dolciastro se mi era piaciuto o no. Miki ritirò il suo cazzetto non ancora completamente moscio, e si mise accanto, guardando noi. Continuavamo a baciarci con passione, Clara muoveva il bacino in maniera forsennata per arrivare al suo orgasmo.

– Dai amore, svuotami le palle nel culo… non resistere più…dai…che sto venendo… fotti la tua puttana….daiiii…sentooo…che non resisti più…daiii dammiiii…la sborraaa…mmm…daiiii…più forteee…chiavamiiii…ti amooo… dammelaaa…la vogliooo…tuttaaa…dentrooo…il culooo…eccolaaaa… che arrivaaa…siiii… caldaaa…AAAAHHH…UUUHHH…SIIIII…VEONGOOO CON TEEE…MIOOO…PORCOOO…DIOOO…COMEEE…GODOOO… TROPPOOO BELLOOO…TI AMOOOO…

– SIIIIII….AMOREEE…PRENDILAAA…TUTTAAA…LA MIAAA… SBORRAAA…TUTTAAA..PER TEEEE…TOH…TOH…TOH… MI FAI IMPAZZIREEE…. TI VOGLIOOO…SEMPREEE… LA MIA TROIAA… LA MIA DONNAAA…

– Ohhh!! Amore mio come ti amo, mi fai sentire in paradiso, sei mio, ti voglio ora, domani e sempre. Sei la mia gioia insieme a Miki, dammi il cazzo che te lo ripulisco con la mia bocca, sono la tua troia, la tua amante e la tua donna, anche se ti dovrò condividere con le altre due puttane di mia figlia e di quella assatanata di tua mamma. Dai…adesso rimettiamoci a posto prima che arrivino gli altri.

Dopo che Clara aveva ripulito il mio cazzo, continuando a baciarci ancora e facendo partecipare anche Miki ai nostri baci peccaminosi, lentamente dopo una breve doccia, ci rivestimmo ed io a malincuore mi avviai verso casa, aspettando la prossima occasione per fare l’amore con Clara.

 

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Quel porco del papà di Stefano. by Stephan Zanzi [Vietato ai minori]




Quel porco del papà di Stefano. di Stephan Zanzi New!

Note:

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I genitori di Stefano sono divorziati a causa delle continue avventure extraconiugali di mio suocero, che alla lunga avevano stancato la mamma di Stefano, la quale aveva preteso il divorzio. Adesso lei si era felicemente risposata con un altro uomo, e lui invece non aveva smesso di fare ciò che gli piaceva di più, ovvero scopare a destra e a manca (nonostante l’età). Purtroppo non era del tutto autonomo, e così avevamo provato ad affiancargli numerose badanti, le quali dopo qualche giorno se ne andavano, e quando chiedevamo loro delle spiegazioni ci rispondevano tutte allo stesso modo, e cioè che mio suocero era un gran porco. Allora io e Stefano eravamo giunti alla conclusione che rimaneva soltanto una cosa da fare, cioè portarlo in una casa di riposo.
Detto fatto; avevamo trovato una casa di riposo gestita dalle suore in modo ferreo. In principio il problema pareva risolto, come se le donne di chiesa fossero riuscite a mettere in riga mio suocero. E invece ci sbagliavamo. Nemmeno un mese che ricevemmo una telefonata dalla madre superiora, la quale ci chiese di andarci a riprendere Pietro, perché il suo comportamento non era consono al decoro dell’istituto. Era stato beccato a fare sesso anale con un’infermiera. L’avevano sorpreso proprio mentre le inondava di sborra il condotto anale. Non c’erano scusanti. L’aveva fatta davvero grossa. Insomma, era fuori dall’istituto per sempre, e avremmo dovuto trovargli un’altra sistemazione. L’unica cosa che potevamo fare era quella di ospitarlo da noi, almeno fino a quando non avremmo trovato una collocazione migliore.
È stato un periodo davvero faticoso perché ho dovuto fare un po’ da crocerossina e allo stesso tempo mandare avanti il negozio di lingerie. Per fortuna ho potuto contare sull’aiuto di nostra figlia Moana. Senza di lei non sono sicura che ce l’avrei fatta. Stefano in quel periodo in casa non c’era mai, perché il suo lavoro si era enormemente intensificato.
La prima notte è stata davvero ricca di sorprese. Ero sola in casa, e mio suocero dormiva nella camera degli ospiti, ma prima di andare a dormire anche io ebbi la brillante idea di aiutarlo a lavarsi. Così con una bacinella d’acqua e una spugna andai da lui, ma di svegliarsi non ne voleva sapere. Cominciai a spogliarlo e a lavarlo, e quando gli levai i pantaloni spalancai gli occhi dallo stupore: non aveva le mutande, e il suo cazzo era gigantesco ed era in erezione. Mai visto niente di così maestoso. Con la spugna cercai di lavargli le palle e l’asta, ma facendo attenzione a non svegliarlo. Arrapato com’era non volevo che gli venissero strane idee. Dopo un po’ lo afferrai con decisione. Sentii il calore e la sua potenza contro il palmo della mia mano. Non potevo credere che mio suocero avesse un arsenale di quella portata. Pietro non era mai stato un adone; chi l’avrebbe mai detto che nascondeva un attrezzo di quelle dimensioni?
Notai che sulla punta del glande era comparsa una gocciolina trasparente che poi iniziò a scivolare giù lungo l’asta fino a raggiungere la mia mano. Senza rendermene conto avevo cominciato a segarlo, non so perché lo stavo facendo, forse perché era il mio istinto da zoccola che mi chiedeva di farlo. Forse perché non riuscivo a resistere di fronte ad un palo come quello, perché quando un uomo diventava così duro sentivo il dovere di accontentarlo, semplicemente perché ero fatta così, non per niente tutti mi chiamavano Sabrina Bocca e Culo.
Ma forse il motivo era un altro; il fatto è che mio suocero aveva sempre avuto una cotta per me, fin dal giorno che Stefano mi aveva portata a conoscere i suoi. Ricordo, quando eravamo fidanzati, tutte le volte che andavo la domenica a pranzo dai suoi, mio suocero mi salutava sempre allo stesso modo, e cioè regalandomi una bella pacca sul sedere, e sussurrandomi cose porche all’orecchio, del tipo: “beato chi te lo rompe questo culo”. Adorava il mio culo. Però non avevo mai detto nulla a Stefano, e lasciavo mio suocero libero di fare ciò che voleva con me, per il semplice fatto che mi piacevano le sue attenzioni.
Ricordo che ogni volta che andavo a pranzo dai genitori di Stefano indossavo sempre dei vestiti porchissimi, perché mi piaceva stuzzicare mio suocero. Le mie tette lo facevano impazzire, così mettevo sempre delle magliette scollate in modo osceno; i suoi commenti piccanti erano musica per le mie orecchie. Una volta mi sussurrò all’orecchio: “chissà come sei brava a fare le spagnole!”.
Certo, ovviamente ogni volta che mi palpava il sedere o che faceva qualche apprezzamento spinto, si accertava accuratamente che fossimo soli. Questo è chiaro. Non lo sapeva nessuno. Ma io sapevo che era così, e cioè che lui mi desiderava ardentemente, e lui sapeva che a me piaceva farmi desiderare, e allora ne approfittava allungando le mani e sussurrandomi cose porche e oscene. Una volta, ricordo che era natale, Stefano e sua madre erano in cucina a preparare la cena, mentre io e mio suocero eravamo nel salotto a sorseggiare del vino, lui mi disse una frase che mi fece bagnare in un istante. Mi sussurrò: “mi fai venire voglia di sborrarti dentro”. Era una cosa che mi fece emozionare tantissimo, perché era come se mi stesse dicendo che mi desiderava più di ogni altra cosa. Ma nonostante questo, non gli avevo mai permesso di entrarmi dentro. Era pur sempre il padre del mio fidanzato, nonché mio futuro suocero.
E chi l’avrebbe mai detto che mi sarei trovata a dover badare alle sue necessità come una badante?
Intanto, senza accorgermene, la mia sega era arrivata al culmine. Pietro proruppe in una sborrata copiosa e gli schizzi saltarono dappertutto. Per fortuna dormiva ancora. Con la spugna tolsi via la sborra e me ne andai a letto, consapevole che l’indomani mi aspettava un’altra giornata di duro lavoro in negozio, e poi di corsa a casa a badare a quel porco di mio suocero.

Link al racconto:
http://paradisodisteesabri.blogspot.it/2016/08/quel-porco-del-papa-di-stefano.html

Note finali:

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