Da barista a schiavo by OpeOpeElvis [Vietato ai minori]




Sono tornato con una nuova tipologia di racconto! Si tratta di un dialogo in chat con un altro ragazzo, quindi un botta e risposta per creare una storia che si evolve e modifica nel tempo, in base alle voglie e alle sensazione di uno o dell’altro. Potranno esserci alcuni errori di battitura e piccole deviazioni o incongruenze nella trama proprio per il fatto che tutto viene scritto in tempo reale tra me e l’altro scrittore. “ME” sta per me stesso, mentre “YOU” è lui che scrive. “*” questo simbolo rappresenta la narrazione, ovvero le cose che uno fa o pensa, mentre questo simbolo “-” significa che il personaggio sta parlando! Si tratta, per chi se ne intende di una role. Fatemi sapere se vi piace questo tipo di racconto, scrivetemi alla mail opeopeelvis@gmail.com oppure su tumblr, all’indirizzo ilragazzoperverso.tumblr.com. Buona lettura!

ME: *sono in un bar, con un cliente di lavoro a discutere degli ultimi pacchi da spedire. vengo distratto continuamente dalla figura snella del barista che si muove fra i tavoli e fa le ordinazioni, pulisce il pavimento e si china per raccogliere qualche tovagliolo in giro per la sala. il cliente mi riporta all’attenzione, rimproverandomi per alcuni dati pochi chiari. il mio sguardo però è poco attento ai suoi dati…”

YOU: *Mi avvicino al tavolino dove noto due clienti che parlano tra loro, e cercando di non disturbarli troppo dico timidamente* salve, desiderate ordinare qualcosa? *osservo i due ragazzi in attesa di una risposta*

ME: *lo guardo con sguardo penetrante, divertito dalla sua timidezza, cercando di capire che tipo di uomo fosse. *-si per me una cedrata
* lo guardo allontanarsi di spalle*

YOU: *Un po intimidito dallo sguardo di quello strano ragazzo, che sento continuamente addosso, mi allontano e preparo una cedrata. Subito dopo la porto a tavola* ecco a voi, signore.. *dico lasciando la bevanda sul tavolino insieme allo scontrino*

ME: *ringrazio il tipo e continuo a fissarlo fino a che se ne va.
finalmente finisco col cliente e lo saluto, poichè aveva fretta di raggiungere un altro manager. metto via il tablet e i vari documenti per poi dirigermi al bancone per pagare il conto*

YOU: *Noto il ragazzo avvicinarsi al bancone, e lo guardo con un sorriso* allora, la cedrata è stata di suo gradimento? *sorrido e continuo a fissarlo*

ME: – si grazie molte. *sorrido di rimando* – fammi il conto per favore.
– fino a che ora siete aperti alla sera? *chiedo curioso.

YOU: Uhm, fino alle 8, perchè? *chiedo mentre faccio il conto, porgendolo al ragazzo*

ME: – grazie. * con lentezza estraggo il portafoglio e metto i soldi sul bancone
– mah pensavo che potrei passare a prenderti e portarti da me per una birra.
*sfacciato. un po’ mi vergognavo ma sapevo di dover seguire il mio istinto.

YOU: Una birra…? *arrossisco un po per quell’invito, non capendo dove voglia arrivare* Ehm, ti ringrazio, ma io non bevo… *Rispondo cercando di nascondere la timidezza, sentendomi un po a disagio. Intanto afferro i soldi e li deposito alla cassa*

ME: * deluso * -beh, niente allora. io passerò comunque questa sera, mi piace questo locale. se mai cambiassi idea.
*estraggo 50 euro e li schiaffo sul banco.
– la tua mancia. *lo fisso negli occhi con un ghigno. mi giro e me ne vado con la mia valigetta.

YOU: *Stupito da quel gesto afferro la mancia e vedo il ragazzo uscire verso la porta* ehi aspetta non posso accettarli… *non finisco la frase che lo vedo sparire fuori la porta, e sospiro* che strano tipo…. *dico pensieroso*

Più tardi…

ME: * torno alle 19 nel bar. saluto con un cenno il barista e mi siedo ad un tavolo nell’angolo. estraggo il tablet e alcuni fogli. comincio a lavorare*

YOU: *Lo osservo tornare al bar, era il ragazzo della mancia. Mi avvicinai timidamente* Ehm, buonasera, lieto di rivederla… oggi non avrebbe dovuto lasciarmi tutti quei soldi.. *dico imbarazzato*

ME: * il barista mi distrae dal mio lavoro, alzo la testa e sorrido alle sue parole
– tranquillo, non ne riceverai altri, dovrai farteli bastare per tutte le volte che ci vedremo. * ghigno
– portami una birra, piccola. * ordino e mi rimetto al lavoro

YOU: Subito… *vado in frigo, lo apro, e prendo una birra piccola, portandola a tavola* Ecco a lei, se ha bisogno d’altro basta chiedere… *mi giro e torno al bancone*

ME: * continuo a lavorare e sorseggio la birra, ho moltissimo da fare. non mi rendo conto che il tempo sta volando*

YOU: *Il tempo passa velocemente, si fanno le 20, e mi avvicino nuovamente al tavolo del ragazzo immerso nel lavoro* Ehm, scusi se la disturbo, ma stiamo per chiudere… *dico con un sorriso*

ME: finalmente. ero stufo di questa roba. allora, vieni da me? voglio offrirti un lavoro.

YOU: Uhm… *lo guardo pensieroso e poi annuisco* d’accordo, sono curioso di vedere di che si tratta…

ME: – ottimo, fai le tue cose, ti aspetto qui fuori in auto.
*tiro fuori 5 euro ed esco

YOU: *Vado a depositare i soldi, prendo la mia roba, ed esco fuori dal bar, guardandomi intorno* dove sarà…. ah eccolo… *mi avvicino all’auto ed entro dentro* scusi se l’ho fatta aspettare

ME: – nessun problema. io abito qui vicino, ci mettiamo un attimo.
*arriviamo e lo faccio salire al mio appartamento, molto grande, all’ultimo piano di una palazzina di 4 piani.
– siediti *indico il tavolo
– cosa ti offro?

YOU: *Entro in casa guardandomi attorno, incuriosito, per poi sedermi al tavolo* guardi, non si scomodi, non prendo nulla…
*dico sorridendo*

ME: – va bene. la faccio breve. all’inizio volevo solo fare qualche parola con te, ma prima nel bar mi è venuta un’idea. ovvero di offrirti un lavoro. come vedi casa mia è tutta sotto sopra, non ho tempo per sistemarla, e nessuno lo fa. in piu potresti darmi una mano con il mio lavoro, facendo le cose più semplici, sempre qui a casa mia. vitto e alloggio compresi. pago bene.
– in piu la mia ragazza che viene qui nei weekend, ha insistito molto che io trovassi qualcuno per dare una sistemata a casa e pulizie varie, ma non voleva che assumessi una ragazza… è gelosa. tu mi sembri un ragazzo serio e disponibile.. che ne dici?

YOU: *Lo guardo pensieroso* ma io ho fin’ora ho lavorato solo nei bar come cameriere, non ho mai fatto le pulizie di casa… *dico perplesso, e imbarazzato* penso sia un lavoro femminile… non so….

ME: – non dire stronzate. puoi farlo benissimo. e poi non si tratta solo di quello. devi lavare stirare, preparare da mangiare, fare la spesa, occuparti della manutenzione. non mi interessa se non sei capace, imparerai facendolo.
io ti propongo questo. pensaci su, domani puoi farmi sapere.
ah. quanto prendi al bar? ti offro il doppio.

YOU: Ehm prendo mille euro… davvero mi potresti dare il doppio? *dico con gli occhi che brillano a quella affermazione, e in base alla risposta sarebbe stato difficile rifiutare*

ME: – si. 2000 euro al mese. e non avresti spese perchè qui mangi e dormi, hai una camera tutta tua con bagno. e avresti anche tempo libero..
– ti sto facendo un regalo.
– ora vattene, per pensarci, puoi farlo anche a casa tua

YOU: Ehm…. potrei darti la risposta già ora se vuoi… *dico cercando di contenere la felicità* ma se preferisci te la do domani

ME: – perfetto da domani cominci. alle 8.00 devi essere qui con tutta la tua roba, e in giornata farò preparare il contratto. l’unica cosa è che non puoi venire in auto, non ce parcheggio per la tua.
– a domani *sorridendo malizioso, lo accompagno alla porta mettendogli una mano sulla nuca

YOU: a domani *dico sorridendo, sentendo la mano sulla nuca* e grazie della sua offerta, signore.. *mi volto e vado via, preso dalla felicità, pensando a tutti quei soldi*

Continua…

 

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Il balcone 3




Ciao, ero molto indecisa se raccontare ciò che mi è accaduto in questi ultimi giorni.Non vorrei esagerare e magari essere catalogata come una donna volgare e disinibita ma in realtà sono molto introversa e timida ma a volte ti ritrovi in delle situazioni che non riesci a gestire.Ho deciso,visto che sono in ferie, e visto le belle giornate di andare al mare e visto che mio marito va a lavoro di mattino ho deciso di andare presto per poi rientrare e fare la spesa.dove sitamente andiamo noi è fuori Roma,un posto poco frequentato ma un posto molto tranquillo.allora mi sono preparata e sono arrivata al mare.mi sono messa sull asciugamano e mi sono sdraiata.Premetto che mi metto il due pezzi,un costume normale un po sgambato ma molto semplice.Leggevo e prendevo il sole quando mi accorsi che ad una decina di metri da me c era un uomo sulla quarantina in macchina.Vabbe nulla di strano mi straio completamente e prendo il sole.faceva molto caldo e decido di andarmi a bagnare un po,il sotto del costume è bianco e appena mi bagnai divento’ quasi trasparente.riuscivo a vedere il tizio che cercava di spiare ma io per per evitare che si vedesse mi andai a sdraiare.non lo vidi più allora mi misi comoda e involontariamente allargai le gambe.ero sdraiata con gli occhiali quindi non riuscivo a vedere chi mi stava da dietro o al mio fianco,ascoltavo un po di radio.aprii gli occhi e vidi quell uomo di nuovo lì in macchina,sicuramente avrà visto mentre avevo le gambe semi aperte.senza pensarci mi alzai presi le mie robe e mi diressi verso la macchina.mentre stavo attraversando il tizio mi chiese dove era un locale ed io un po intimorita mi avvicinai,mi chiese dove era un locale ma mentre me lo chiese vidi che squallidamente aveva il suo membro nelle mani e faceva un movimento quasi a masturbarsi.io gli parlavo quasi balbettando,era a mio parere molto grande,allora ho cercato subito di chiudere la conversazione..di fretta mi sono infilata in macchina e tornata a casa.appena arrivata,non vi nego con un po di paura ,mi sono spogliata e messa in doccia..a 53 anni ti ritrovi quasi seguita da un maniaco,non è il massimo.allora mi misi una sottana e uscii per fumarmi una sigaretta.orario di punta,e pure un balcone c era un bel sole.allora seduta sulla mia sdraio decisi di prendere un po di sole e mentre era lì seduta di fronte neanche come un orologio svizzero di nuovo quel ragazzo..ero praticamente nuda da sotto senza slip e reggiseno ma solo una semplice sottana che comunque copriva il mio corpo.ero ancora agitata da quella situazione ma quasi maliziosamente iniziai a giocare con le gambe,le aprivo e le chiudevo e vedevo che quel ragazzone nascosto dietro quelle piante alte cercava di abbassarsi per vedere meglio.sudavo fredda,ero molto imbarazzata ma decisi di giocare duro,quasi come per grattarmi mi passai il dito sulla mia vagina ormai bagnata dalla situazione,allora mi sdraiai ancor di più e allargando le gambe e con un libro in mano diedi a lui la vista perfetta.nel suo immaginario di ragazzo mi avrebbe violentata senza pietà ed io eccitata dal suo sguardo mi divertivo a stuzzicarlo.lui poteva vedere le mie grandi labbra,liscie,gonfie per i troppi mesi ormai senza la presenza di un uomo.avevo paura che qualcun altro potesse vedere,ma ero li.volevo offrirgli anche il mio deretano,allora mi alzai e entrai in camera e facendo finta di aggiustare il lenzuolo del letto mi piegai.il mio buco anale è vergine ma comunque si vedeva bene.ero quasi una schiava di quel ragazzo,non ero capace di reagire.ero al limite e prima che arrivasse mio marito entrai in bagno,avevo i capezzoli durissimi,volevo smettere ma la tentazione era forte e ritornai in camera.era sempre lì allora senza pensare mi misi sul letto ma lui non poteva vedermi bene,allargai le gambe e iniziai lenta a massaggiarmi il clitoride ormai gonfio dal piacere.con una mano mi masturbavo e con l altra mi toccavo il capezzolo.volevo resistere,non venire ma l orgasmo mi raggiunse,tanto il piacere che sporcai tutto il lenzuolo.il piacere era continuo allora ancora tutta bagnata cercai di entrare con un dito nel buco del mio sedere,era bagnato,entro un poco ma il dolore era troppo,diedi dei colpetti ma poi non insistetti.non so cosa mi stia prendendo e perché ho iniziato a masturbarmi.non vi nego che sento il bisogno di sentire la mano di un uomo,il suo corpo,il suo membro ma non posso.commetterei un peccato atroce e deluderei la mia famiglia.perdonatemi se mi sfogo con voi ma so che qui nessuno mi giudica per ciò che faccio.un abbraccio a tutti

Questo racconto di CleliaB
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