Maria e il suo Rocky




Scritto da Ganimede,
il 2015-09-18,
genere zoofilia

Avevo conosciuto Maria in internet. Ero entrato in un sito di incontri, le nostre foto ci erano alquanto piaciute, avevamo chattato un po’, poi ci siamo sentiti al telefono, poi su Skype… Insomma tutto il giro. Decidemmo di incontrarci. Quando la vidi dal vivo rimasi alquanto deluso: aveva un bel viso, sì, ma era decisamente fuori forma. Lei notò il mio disappunto: non volevo offenderla ma non mi andava di perdere tempo. Credo che si giocò il jolly dicendomi: “Vieni a casa mia un attimo? Mi hai detto che sei un ex militare e volevo farti vedere la pistola che mi ha lasciato mio padre…”. Aveva toccato il tasto giusto. E poi un pompino me lo sarei fatto fare volentieri da lei: sentivo che era una chiavatrice e che era arrapatissima. Salimmo da lei. Subito sentii un cane abbaiare da dietro la porta.
“Aspetta che chiudo il cane in stanza”.
“Non c’è problema… non ho paura dei cani”.
“Eh, ma questo e geloso di me: sapessi…”.
Mi scattò come un campanello nella testa. Sentii il cane guaire appena la vide e agitarsi, slittando sulle piastrelle con le unghie. Lei lo prese e lo portò via, rivolgendoglisi come se fosse un ragazzino indisponente. Altro piccolo ‘ding’ nel cervello… Mi fece vedere la pistola: un catenaccio della 1a guerra mondiale.
“Se vuoi te la smonto e poi la butti via: non vale niente”.
“Ah, va beh grazie… Ti faccio un caffè, mentre la smonti?”.
“Ok”. Se ne andò in cucina. Il cane graffiava la porta e latrava chiuso nella stanza.
“Oh, ma sto cane è proprio geloso… Come mai?”.
“Ma sai, è un maschio…”.
“Ho capito, ma è un maschio di cane mica un cristiano”.
“Mi è molto affezionato, è protettivo”.
“Un po’ troppo mi pare: senti come piange”. Tornò con i caffè.
“Senti Maria, non ti andrebbe di correggerlo il tuo caffè?”.
“Scusami, ma non ho in casa alcolici…”.
“No Maria, con un po’ di panna, bella fresca, appena fatta…”.
“Ma non c’è l’ho, mi spiace…”.
“Ma te l’ha do io… Guarda”. Mi slacciai i pantaloni e tirai fuori l’uccello.
“Oh Madonna! Adesso ho capitooooo…”. Scoppiò a ridere.
“Ma dai, che sfacciato…”.
“Oh, l’importante è tirarlo fuori, diceva quel tale”. Mi alzai e le andai davanti alla faccia facendomi girare il cazzo nella mano.
“Non dirmi che non ti piace… Dai su”.
“No, no… Mi piace eccome”. Iniziò a succhiarmelo, massaggiandomi i coglioni. Sembrava stesse gustando un bel cono gelato.
“Che bel cazzo… Che duro”. Capii l’antifona al volo: non avevo la minima intenzione di scoparmela. La presi per la testa e iniziai a scoparle la bocca.
“Succhia, da brava, prendilo tutto… Fino in gola dai che sei capace…”. Ansimava, pompava e leccava. Le diedi da imboccare anche i coglioni.
“Che belli duri, gonfi… Sono belli pieni”.
“Dai che adesso li svuotiamo… Pompa, pompa… Dai che sborro”. Non volevo star lì troppo. Le bloccai la testa, diedi due begli affondo e le venni in gola. Mi svuotò bene, perché provai il gusto di vederla sottomessa.
“Toh, troia… Bevi tutto. Dai che ti fa bene”. Lei deglutì varie volte e poi mi spinse via.
“Cazzo quanto sperma… Dovevi proprio essere in astinenza”.
“Eh sì, hai ragione… Sei una brava pompinara, complimenti”.
“Che porco che sei…”. Intanto il cane guaiva e abbaiava.
“Senti, liberalo sto cazzo di cane…”.
“Ma dai povero… E’ l’unico che mi vuole bene lui, che mi è fedele”.
“Non dubito”. Andò ad aprirgli e lui corse nel salotto come a riprendersi il suo territorio. Il mio atteggiamento lo sconsigliò di venirmi vicino: credo che capì che ero pronto a farlo volare fuori dalla finestra.
“Guardalo poverino: è terrorizzato”.
“Dai tranquillo… Come si chiama?”.
“Rocky”.
“Tranquillo Rocky: la tua padrona è sempre tua”.
“Che stronzo… Vieni Rocky, vieni dalla mamma”. Si capiva chiaramente che il cane era eccitato, perché le frugava col muso tra le gambe. Maria non riusciva a scacciarlo.
“Sente il tuo brodo. Credo sia arrapato”.
“Certo che è arrapato… Lui sì, lui non si rifiuta mai”. Ding, grosso come una portaerei.
“Scusa, ma intendi che… Lo fai scopare… Con qualche cagna? O forse, la cagna sei tu?”. O la va o la spacca, pensai. Lei lo accarezzò sulla pancia, e il cane iniziò a scuotersi come se stesse montando, e gli apparve la punta del cazzo a punta dal pelo. Maria, lentamente era scesa giù e ora, indubbiamente, lo stava masturbando, scappellandolo.
“Certo mi scopa… Tu forse non hai idea di cosa è capace un cane come Rocky… Voi pensate di essere dei duri, dei veri maschi… Non siete niente rispetto ad un animale come il mio, ne fisicamente ne “umanamente”. Non dissi niente. La vidi togliersi le mutande e mettersi a pecorina sul tappeto.
“Vieni Rocky, su, monta la tua mammina…”. Il cane le saltò in groppa e con qualche colpo ben assestato le entrò in figa, con dei colpi violentissimi e velocissimi. Potevo credere a quello che mi aveva detto: era evidente che non c’era confronto. Maria prese a ululare come se anche lei fosse una cagna, sempre in calore. Adesso capivo la gelosia di quel maschio, che sebbene, di altra razza, era pur sempre un maschio ed era geloso della sua femmina. Adesso Rocky si era fermato e, con la lingua di fuori, ansimante, guaiva credo di piacere.
“Cazzo mi sta spaccando! Come gode! Mi sta gonfiando la pancia di sborra!”.
Il cane guaì ancora un poco e poi iniziò a tirarsi indietro. Non ne aveva più manco lui. Le uscì dalla figa con uno scatto, facendo esplodere dalla pancia della sua troia una fontana di sperma suo, e di umore di lei. Maria gridò di piacere e dolore. Il cane si mise a leccare il pavimento. Mi alzai e me ne andai. Avevo visto quello che volevo.

Questo racconto di Ganimede
è stato letto

1
0
0

volte

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Nora e l'Abisso by Nora [Vietato ai minori]




Nelle ultime settimane Nora subisce l’arrivo della primavera. Il clima ancora instabile di marzo le mette irrequietezza e come tutti gli anni in questo periodo sente il bisogno di grossi cambiamenti, di qualcosa che la scuota dal torpore invernale, qualcosa che la risvegli. Ha bisogno di grandi novità.

Negli ultimi tempi si sta interessando sempre di più alle dinamiche BDSM, le è sempre piaciuto il sesso forte, le piace essere guidata e ricevere ordini, le da estrema soddisfazione sentire i complimenti quando esegue correttamente le richieste. Sta facendo diverse ricerche su internet, si è iscritta da qualche settimana su un famoso sito internazionale che raccogli gli appassionati del genere e sta ricevendo diversi contatti interessanti. Certo ci sono aspetti estremi che non la attraggono, ma l’idea di trovare un Dom in zona che la possa seguire e istruire la intriga molto. Purtroppo molti si rivelano già online delle persone un po’ strane, alcuni parlano a malapena l’italiano (e Nora è una piccola grammarnazi, certe storpiature proprio non le regge), altri è riuscita a incontrarli anche dal vivo per un caffè e per avere un impatto visivo. Nessuno l’ha colpita veramente, non è scattata la scintilla. – Mi rendo conto di essere molto esigente, ma non è una cosa che si può prendere sottogamba… meglio vagliarne di più per essere sicura di trovare quello giusto –

Oggi nella sua inbox ci sono due nuove richieste di amicizia. Una delle due la attrae di più.

Abisso68: Ciao Nora, mi piacerebbe molto conoscerti, dalla tua descrizione sembra tu stia cercando un Dominatore per far esplodere la tua indole. Io sono un Master da molti anni e ho fatto da trainer a diverse sub e slave. Voglio incontrarti appena possibile, io sono più che sicuro di essere la persona giusta per te. Aggiungimi su kik, abyss_68

Nora percepisce un po’ troppa sicurezza, per la sua piccola esperienza quelli così sicuri di sé spesso si rivelano dei grandi bluff. Apre comunque kik e cerca l’account.

Nora: ciao, ho letto il tuo messaggio, mi farebbe piacere conoscerti meglio

abyss_68: buongiorno Nora, hai fatto molto bene a contattarmi. Cosa stai facendo ora?

Nora: mi sono appena alzata, devo prepararmi per andare a lavoro.

abyss_68: mmm… e che lavoro fai?

Nora: sono impiegata in una multinazionale, mi occupo di statistiche

abyss_68: leggo dal sito che hai 35 anni, sei impegnata?

Nora: no, ho vissuto una storia lunga, con tanto di convivenza, ma mi son resa conto che stava diventando troppo monotona e ho rotto qualche mese fa

abyss_68: hai fatto bene Nora, meglio lasciare il prima possibile la zavorra, prima che diventi un problema. Vuoi farmi qualche domanda? Puoi farlo

Nora: mmm sì… 68 è il tuo anno di nascita? Hai 48 anni?

abyss_68: sì, è un problema per te? Sono troppo vecchio?

Nora: no, anzi, sicuramente hai molta esperienza ed è quello che sto cercando. Sei sposato o impegnato?

abyss_68: sono sposato, ma mia moglie è fuori da queste dinamiche, preferisco avere a che fare con partner sulla mia stessa lunghezza d’onda. Lei è con me da tanti anni, è la zavorra che non ho lasciato quando potevo… adesso ormai è troppo tardi. Va bene così.

Nora: capisco… ed è da tanto che pratichi come Master? Avrai avuto diverse slave

abyss_68: sì, sono ormai quasi vent’anni cara, da quando ancora non era di tendenza il bdsm e ci prendevano per pazzi e malati ahahah. Adesso con internet e con queste cinquanta sfumature almeno l’ambiente si è popolato di qualche donzella curiosa, prima era molto più difficile trovarsi.

Nora: mi piacerebbe incontrarti, così per prendere un caffè e vederci a quattr’occhi se per te non è un problema

abyss_68: nessun problema cara, mi fa molto piacere come ti ho già detto. Anche stasera, siamo della stessa città, dimmi tu dove e l’ora

Nora: va bene, ti mando un messaggio più tardi per farti sapere a che ora esco e il posto. Ora scappo, rischio di arrivare in ritardo 😛

abyss_68: corri, corri piccola Nora… a dopo

Durante la giornata lavorativa Nora ripensa ad Abyss, lo trova davvero molto interessante – spero davvero non si riveli un bluff come gli altri… ma le premesse per essere quello giusto ci sono tutte – Riesce a mandare un messaggio con l’ora e il luogo per l’incontro e lo manda con dita tremanti di emozione. È ormai giunta l’ora di uscire ma Nora vede avvicinarsi il suo capo, Mario, un ometto insulso e irritante. Si affianca alla sua scrivania e con aria dimessa, appoggia un fascicolo. Nora lo guarda e solleva lo sguardo verso di lui con espressione interrogativa. “Va fatto entro oggi Nora… Me lo hanno appena dato anche a me… non prendertela con me”
“Ci sei tu qui, con chi dovrei prendermela?”
“Ehehehe, hai ragione… ”
“Questo mi costerà almeno due ore di lavoro Mario… ma te ne rendi conto??”
“Lo so… Mi spiace, davvero…” E con queste parole l’inetto si allontana lasciando Nora con un’espressione fra il disgusto e lo stupito.

Nora: Ciao… mi spiace ma un inconveniente a lavoro. Non credo riuscirò ad uscire prima di due ore. Credo che il nostro caffè dovrà essere rimandato… mi spiace

abyss_68: ciao Nora, non preoccuparti, sono cose che capitano. Perchè invece non trasformiamo il caffè in una cena? Niente di formale e avremo più tempo per parlare, che ne dici?

Nora è molto indecisa. Un invito a cena le sembra davvero impegnativo come primo incontro. Ma allo stesso tempo trova anche scortese rifiutare il suo invito.

Nora: va bene, mi sembra il minimo accettare visto che sei così disponibile :)

abyss_68: perfetto, allora ci vediamo al “Gatto Nero” hai presente? I gestori sono degli amici, il posto è molto centrale e i gestori sono miei amici.

Nora: ho presente ma non ci sono mai stata… ma amando i gatti non posso che essere felicissima per la scelta :)

abyss_68: Perfetto, ci troviamo là per le 20.30, va bene?

Nora: Benissimo, a dopo!

Nora passa un’ora e mezza completamente assorta nel lavoro per finire il prima possibile. Riesce a consegnare dopo un’ora e tre quarti, anche prima delle due ore previste. Sta spegnendo il pc e sono le 19:00 – Ho giusto il tempo di passare a casa, cambiarmi e rinfrescarmi un po’ e poi devo riuscire immediatamente – Prende al volo la borsa ed esce con passo leggero.

Una volta a casa si spoglia velocemente e si butta dentro la doccia, si sente elettrizzata per l’incontro e anche parecchio agitata. Cerca di lavarsi velocemente ma poi quasi sovrappensiero la sua mano indugia sulla sua fessura, il calore dell’acqua, il profumo di vaniglia e arancia, la voglia di scaricare un po’ di tensione ed ecco che le dita di Nora scendono a stuzzicare il clitoride già pronto e reattivo. I brividi si irradiano verso tutto l’addome e dietro fino alla schiena, continua a fare piccoli cerchi e sente piano piano la tensione scivolare via, come le gocce di acqua scivolano sul suo corpo. Appoggia una mano sulle piastrelle lisce, con l’altra continua a masturbarsi, infila due dita a fondo e comincia a stantuffare, il movimento fa sbattere e sfregare il palmo sul clitoride, il ritmo aumenta, Nora chiude gli occhi e dischiude le labbra per emettere un gemito leggero e l’orgasmo la assale improvviso con mille brividi.

Finisce velocemente di prepararsi, si sente molto più rilassata dopo la doccia. Decide di vestirsi in maniera molto sobria e informale, pantaloni e una maglia leggera, niente tacchi. Esce di casa dieci minuti prima delle 20:00, il suo anticipo sull’anticipo è ormai quasi patologico.

Riesce a trovare un parcheggio molto vicino. Il tempo di chiudere la macchina e sente il messaggio arrivare.

abyss_68: Nora io sono già dentro, ti aspetto.

Nora: ok, io sto per entrare

Entra nel locale, si guarda in giro velocemente, ci sono pochi clienti, solo uno è da solo al tavolo e la sta guardando con un sorriso sornione. Si alza e le fa cenno di accomodarsi.
“Ciao Nora, mi fa piacere vederti, sei proprio come ti immaginavo” Le stringe la mano, la tira a sè e la bacia sulla guancia. Nora sente avvampare il viso.
“Ciao… Meno male siamo riusciti a vederci comunque” Nora ha lo sguardo sfuggente, si sente molto in imbarazzo ed evita di guardarlo in faccia. Lui l’aiuta a sedersi avvicinandole la sedia.
“Beh, quando il destino ti permette di incontrare una persona interessante devi fare di tutto per dargli una mano, no?” Gli risponde lui sorridendo mentre si siede al suo posto.
Siedono a un piccolo tavolo quadrato, l’uomo decide di sedersi nel lato a fianco a Nora non di fronte a lei. Nora prova ad osservarlo di sottecchi, non è molto più alto di lei e per avere 48 anni sembra portarseli piuttosto bene, di fisico snello e longilineo. I capelli sono tenuti molto corti, castano chiaro con una leggera stempiatura. Sul viso poche rughe, un accenno di barba comunque curata, il naso è acquilino e gli occhi, gli occhi sono color ghiaccio, chiarissimi e molto penetranti. È vestito in maniera elegante ma senza troppo sfarzo, una camicia chiara aperta ai primi bottoni, i pantaloni hanno un taglio classico e la giacca poggia in una delle sedie libere del tavolo.
“Mi sembri un po’ agitata Nora… che succede?”
“Ehm… niente, è normale, mi serve solo un po’ di tempo per sciogliermi un po’, abbi pazienza” Nora sfodera il più splendente dei suoi sorrisi per liberarsi un po’ dall’imbarazzo del momento.
Arriva al tavolo un uomo con due menu in mano. Da una pacca sulla spalla ad Abyss.
“Ciao caro! Vi servono i menu? O faccio io?”
“Fai pure tu, lo sai che mi fido” gli risponde sorridendo.
“Nora, questo è Giuseppe, un caro amico, insieme a Giacomo sono i gestori di questo locale. Ci conosciamo oramai da tantissimi anni” Nora stringe con gentilezza la grossa mano dell’omone che quasi stritola la sua.
“Molto piacere” Nora ha un leggero brivido a guardare in faccia Giuseppe, ha un che di suino nei lineamenti, sembra un cinghiale: fronte bassa, occhi piccoli, denti grandi e labbra fini. La sta fissando troppo a lungo e non si decide a lasciarle la mano. Nora la tira via facendo un po’ di forza.
“Va bene, vi mando il ragazzo con gli antipasti” Nora si volta a guardarlo andare via.
“Devi scusarlo Nora, è un po’ rozzo ma amante della compagnia femminile, evidentemente devi aver fatto colpo su di lui per qualche tuo particolare” e con lo sguardo indica la scollatura di Nora, la sua maglia con scolloo a V lascia intravedere giusto l’inizio della spaccatura del suo seno. Nora cerca di ricomporsi un pochino.
“Ah… mi spiace ma di solito non uso scollature… dovrei stare più attenta quando si vede troppo”
“E fai male, ti dona molto questa maglia” Nora gli sorride con riconoscenza.
La cena scorre tranquilla. Nora riesce a mettersi a suo agio e ha modo di fare tantissime domande ad Abyss, sul suo essere Master, sulle slave. Risponde anche ad alcune domande che lui le porge riguardanti ciò che la incuriosisce e ciò che invece non le interessa proprio.
“La violenza e l’umiliazione ecco… quelle proprio non fanno per me. Non sono una masochista, il dolore non mi eccita e non mi eccita neanche essere insultata o usata e umiliata”
“Lo dici perché sei sicura? Hai già avuto modo di provarlo Nora?”
“Mmmm… no, ma tendenzialmente sono molto sicura di questo. Il dolore fisico mi distrae, sono sicura che non mi ecciti affatto. Il resto non so, non ho provato ma non credo proprio faccia per me”
“Capisco. Ora vorrei che tu faccia una cosa per me Nora”
“Dimmi… se posso” Abyss avvicina il volto a Nora perché la possa sentire solo lei, le posa una mano sulla coscia.
“Mmmm… no, Nora, non ‘se puoi’. Tu la farai per me. Voglio che vai in bagno, togliti le mutandine, masturbati, voglio proprio che ti bagni completamente la figa Nora. Non mi interessa se vieni. Poi torni qui, entro cinque minuti e mi porti le tue mutandine, qui, sul tavolo”
Nora fissa quegli occhi gelidi che la penetrano a pochi cm dai suoi. Si sente attratta da quest’uomo come da un precipizio.
“È tutto chiaro?” Nora fa cenno di sì con la testa.
“E allora cosa stai aspettando Nora? Vai!” La sua voce è bassa e ruvida. Nora si alza mentre lui si riaccomoda sulla sedia, seguendola con lo sguardo glaciale.

Nora ha il cuore in gola. Raggiunge velocemente il bagno i chiude dentro e si siede sul water. Le gira un po’ la testa, il cambiamento repentino del tono della conversazione l’ha colta di sorpresa. Soprattutto non si aspettava di reagire a questo cambio con tanta eccitazione. Sbottona i pantaloni e li fa scendere lungo i fianchi, riesce a sfilarli senza togliere le scarpe. Sfila anche il perizoma blu, lo ripiega come meglio può e lo posa sulla mensolina vicino al lavandino. Si risiede e infila subito due dita dentro, non ha bisogno di fare altro, già sa di essere completamente fradicia, le è bastata la sua frase e quegli occhi puntati dentro i suoi per farle sentire una morsa stretta alle viscere. Le dita entrano ed escono veloci con un rumore liquido, Nora stringe il clitoride con l’altra mano, le basta pochissimo per sentire esplodere un orgasmo forte e caldo, si morde le labbra per non gemere, la testa abbandonata indietro e il piacere che la pervade e la conquista. Si abbandona qualche secondo, il respiro piano piano torna regolare. Riapre gli occhi, si riveste ed esce.
Quando arriva al tavolo posa il perizoma blu sul tavolo, vicino alla sua mano. Lui la guarda e sorride. Prende l’indumento, lo osserva, lo porta al naso e lo annusa.
“Ti sei bagnata ancora prima di toglierlo… Sei proprio una ragazzaccia” Nora abbassa lo sguardo e sorride imbarazzata.
“Diciamo che… la tua voce, il tuo sguardo, il comando… Una serie di cose”
“Bene, siediti” Nora obbedisce
“Sbottona i pantaloni e apri le gambe” Nora lo guarda con le labbra socchiuse, in un’espressione sorpresa e atterrita.
“Ma… dici sul serio?”
“Sbottona i pantaloni e apri le gambe, non farmelo ripetere una terza volta.” Il tono è seccato. Nora si guarda in giro – nessuno dovrebbe notarmi… siamo abbastanza appartati… – Sbottona i pantaloni e abbassa la zip, poi apre le gambe.
“Bene, non ci voleva poi tanto mi sembra” L’uomo si avvicina, appoggia un braccio sullo schienale della sedia di Nora, l’altra mano si infila nei pantaloni, entra sicura e affonda un dito dentro di lei dove ancora è umida. I suoi occhi non smettono un attimo di fissare gli occhi scuri e sbarrati di Nora. Lei inizia a respirare con fatica, l’imbarazzo la assale. Lui muove piano quel dito, dentro e fuori, come ad intingerlo in un vasetto di miele. Tira fuori la mano, lentamente, la porta al naso ad annusarla poi infila il dito medio, fradicio dei suoi umori, nella bocca di Nora che lo accoglie senza protestare.
“Molto brava Nora. Molto, molto brava… Sarà una grande soddisfazione addestrarti.”
“Veramente, io non ho ancora deciso…”
“Oh davvero? Ne sei sicura? Dimmi allora che non sono io il Master che vuoi… Coraggio piccola Nora, sto aspettando” Il suo sorriso adesso per la prima volta in tutta la serata è aperto, un sorriso di sfida, anzi, il sorriso di chi la sfida l’ha già vinta. Nora sorride imbarazzata e abbassa la testa per nascondersi al suo sguardo.
“No. Non posso dirlo, perché non sarebbe vero…”

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Non avrei mai pensato che lo potessi fare…all’inizio. by Pinkie [Vietato ai minori]




Non avrei mai pensato che lo potessi fare…all’inizio. di Pinkie New!

Note dell’autore:

Tutto ebbe inizio per puro caso

Non starò a raccontare la mia vita dalla nascita, ma solo gli eventi che hanno portato a quella che oggi sono, una donna sposata ma con il vizietto di farmi impalare il più possibile e da chiunque lo possa fare, naturalmente con il bene placito del mio unico amore.
Tutto iniziò durante una vacanza fatta a Praga passeggiando per la città tra la gente, ci
capitò di incrociare alcune persone e fra queste riconoscere un porno attore italiano
che non sto a fare il nome, e che quando mio marito me lo fece notare ci guardò
capendo che eravamo italiani, ci salutò e tutto sembrava finito lì. Alla sera andammo
a cena in un locale che il caso volle fosse lo stesso dove stesse cenando il tipo con
una schiera di belle ragazze (presumevo tutte di quell’ambiente per capirci) e altre
persone, venimmo fatti accomodare ad un tavolo vicino, e durante la serata tra le
battute fatte al loro tavolo e gli sguardi si finì per far conoscenza. Al momento di
uscire ci chiese se ci andasse di andare con loro, andavano in un club per continuare
la serata, accettammo e li seguimmo con la nostra auto. Arrivammo al locale, sembrava un pub normale , non un club disco come pensavamo noi potesse essere, entrammo all’interno del locale, anche se mi sentivo un po’ a disagio, mi sentivo osservata, ma non era proprio quello che avevo immaginato, all’entrata salutarono la compagnia ci sedemmo al bancone del bar a bere qualche cosa, la musica non era molto alta e ci permetteva di parlare, la gente non sembrava particolarmente diversa da persone che frequentano i locali come da noi, ci spiegò il tipo che le serate del locale prevedevano qualsiasi tipo degli spettacoli, e gli stessi ospiti partecipavano, quindi mi disse che quella sera si sarebbe svolta una gang bang.
Ero incuriosita dallo sviluppo della serata, un interesse che mi eccitava, passarono alcuni momenti, quando entrò la protagonista della serata portarsi al centro della sala, una donna sulla trentina forse più, non particolarmente bella di viso ma con un gran fisico tette fake, almeno una quarta, tacchi a spillo, qualcuno le si avvicinò e iniziò a farla spogliare, vidi che i primi uomini si erano fatti avanti e aveva gìà iniziato a lavorarsi un paio di verghe, mi eccitava questa situazione, la gente si era messa intorno al gruppo che si stava dando da fare con la tipa, notai che se gli uomini erano come sempre i più affamati, le donne che stavano sedute a bere o a parlare rimanevano distaccate da quello che stava accadendo, quasi fosse normale per loro.
Nel buio infilai una mano sotto la gonna e sentii che ero bagnata tanto che le mutandine
erano zuppe dei miei umori, il fatto che dei perfetti sconosciuti stessero facendo sesso
davanti a me mi aveva fatto montare l’eccitazione più di quanto potessi pensare, altro
che video porno, a proposito notai che vi erano delle persone con le videocamere che riprendevano, oltre ai telefonini che ormai sono sempre in azione.
La tipa aveva già iniziato il suo tour de force, la sua missione essere scopata, a turno
dagli uomini che le stavano intorno, mettendo i loro cazzi chi in bocca chi in mano,
i più fortunati la scopavano, ma la serata era appena iniziata, stavamo a guardare,
vidi che veniva stantuffata nella vagina dal cazzone del porno attore , quando questi
si sfilò con due dita la penetrò nella vagina agitandogliela al punto da farla venire in
un orgasmo tale che dalla vagina ne uscì uno spruzzo di liquido che mi sorprese, io
non avevo mai provato nulla del genere, lo aveva visto ancora nei film porno alcune
scene di squirting credo si chiamino così, ma non avevo mai vissuto direttamente una tale situazione, vidi il corpo della donna fremere tutto e la sua passerina in fiamme stava godendo per davvero , era eccitatissima così come lo ero io.
Qualcuno le fece segno di montare sopra di lui, un altro le mise il suo cazzo in bocca
e un altro le aveva messo il suo in mano, dopo qualche momento un altrò iniziò a
spingere per penetrarla in contemporanea nella vagina aprendola tutta, ero sempre più
bagnata dal piacere della visione, prima che potesse rendersene conto fu impalata da
dietro in un sandwich che le fece montare l’ennesimo orgasmo, hai capito la troiona
pensai, ce l’ha bello largo il buchetto di dietro, non aveva fatto la men che minima
piega quando l’aveva penetrata, nessuna smorfia di dolore, aveva continuato a spompinare il cazzo che aveva in bocca.
Poco dopo la fecero girare e fece la stessa fine ma prendendola dal davanti, la vedevo
riempita da due cazzi nella vagina, e che la facevano godere non male dalle
espressioni che faceva, venne presa in un sandwich classico uno davanti e uno dietro
nel culo, così via prima uno poi un altro e un altro, per fortuna non erano
particolarmente forniti per la maggior parte, il fatto di continuare a prenderne due alla
volta sembrava quasi una cosa normale per lei comunque.
Un tipo belloccio si era sdraiato e lei gli si era montata sopra, aveva un uccello niente
male, quando ecco comparire l’uccello di un tipo che sarà stato quasi trenta cm e con
un diametro da wow e che si preparava a prenderla da dietro, vidi avvicinare il cazzo
allo sfintere della donna e spingere, ebbe qualche mugolio e poi iniziò a godere come
una porca rimasi stupita da come fosse capace di poter prendere due nerchie del
genere senza lamentarsi minimamente, anzi li incitava a pompare di più.
La serata si era avviata su un unico binario che conduceva come al solito ad una
sborrata finale sulle tette, in faccia o sul culo, mi ero distolta per un attimo dalla
scena che veniva impalata dai due mandrilli perchè vidi alcune donne che come me
stavano a guardare ma che si erano messe all’opera, alcune masturbavano i cazzi
degli uomini che le stavano in parte , quando guardai di nuovo verso il centro dello
spettacolo, vidi che era stata fatta girare, il tipo carino le aveva messo il suo uccello
nel culo e il mandingo la stava scopando, tutto normale fino a quando Mandingo tolse
il suo randello dal davanti e cominciò a spingere nello stesso buco dove si trovava
l’altro, la tipa sembrava più sofferente a ricevere due cazzi in culo, fino a quando il
tipo riuscì a sfondare la barriera ed entrare, una doppia anale, cazzo! questo io non lo
potrei fare mai, chissà che male che fa, lei non sembrava invece per niente a disagio,
anzi era molto infoiata.
Credevo che quello fosse il massimo che si potesse vedere quella sera, ma non fu
così, si era messa sopra di schiena al mandingo e l’altro entrò pure lui nel culo,
quindi un terzo uomo salì sopra alla donna e infilò il suo nella fica, anche se la scena
non durò a lungo fu molto impressionante, era presa da tre uomini insieme fino al
momento che si tolsero e andarono a sborrarle in faccia tutte e tre, e proseguendo gli
altri che erano stati a guardare iniziarono a coprirla di sborra, dopo qualche attimo
quando la doccia di sperma era terminata , a quel punto la voce del dj congedò tutti
mettendo fine alla corrida con una frase in tedesco, alles gut, auf wiedersehen.
A quel punto mio marito mi disse: se mi era piaciuta la seratina?? Lo guardai e gli
risposi… ce ne possiamo andare ora? Mio marito non capiva cosa ma poi gli dissi…
Ho la fica in fiamme e non ne posso più, ho bisogno di scopare, se non ci pensi tu mi
trovo il primo che capita… salutammo gli italiani conosciuti a cena e ce ne andammo,
arrivammo in albergo mi feci scopare, ero talmente arrapata che non ci volle molto
per farmi avere l’orgasmo, poi continuammo la nottata all’insegna del sesso sfrenato.
Il giorno seguente non facemmo nessun accenno alla serata in particolare, perché
dovevamo tornare a casa, il volo, i bagagli avevamo la priorità del viaggio, tornati a
casa tornammo su quanto avevamo visto, mio marito mi disse che il tipo gli aveva
dato il suo numero di telefono e che ci aveva invitati ad una fiera del sesso, che se
avessimo voluto andarci di chiamarlo che saremmo stati suoi ospiti.
Dissi come fossi stupita, dall’interesse verso di noi, mio marito mi disse verso di te
caso mai, e poi mi disse che gli aveva proposto di farmi fare una seratina porno se fossi stata interessata a questo genere di spettacolo.
Fu allora che mio marito mi chiese se volessi farlo, essere presa da più uomini, che se
solo volevo lo avrebbe organizzato con il tipo, bastava che io lo volessi, e che la
decisione spettava solo a me, lo guardai ma non risposi, lasciando la porta aperta a
qualsiasi soluzione, ne si ne no, avevo capito che non finiva lì, che era già tutto programmato, mio marito più volte aveva accennato a voler frequentare locali privè, ma non aveva mai forzato la mano, avevo sempre detto che mi sarebbe piaciuto vedere una volta uno di questi locali, ma non se ne era mai fatto niente, oggi invece avevo capito che spettava solo a me dire si o no.
La sera dopo tornò a casa con un video porno dove il tipo era protagonista con altri di una gang bang pantomima da stupro se non che la protagonista viene intervistata prima e dopo della performance e naturalmente è consenziente, mio marito mi disse che avessi voluto avrei potuto avere un esperienza simile a quella, in pratica messa nelle mani del branco, pensai, come la tipa del locale o del video, con tutto quello che ne conseguiva.
Dopo qualche giorno però non riuscivo a togliermi dalla testa la tipa impalata da due,
da tre, e dissi a mio marito che se lui era d’accordo, se a lui faceva piacere sarei stata
disposta a provare quell’esperienza, questo glielo dissi una sera di inizio settimana e
al venerdì sera arrivò a casa e mi disse di prepararmi che quella sera saremmo andati
in una villa privata dove veniva girata una gang bang, in modo di avvicinarmi gradualmente alla mia prima gang bang, tutto presagiva a una serata eccitante senza particolari sviluppi.
Mi portò a casa un vestito in latex e mi diede un collare borchiato da mettere al collo
e scarpe con ultra tacchi in plexiglass e mi disse che sarei stata mascherata per tutto il
tempo mentre ero all’interno della villa, mi disse che la serata era a tema e che ci si doveva vestire in un certo modo per le riprese che venivano fatte, tutte in presa diretta per poi non avere particolari motivi di tagli dalle riprese originali, e mi diede una parrucca di colore rosa e la mascherina così mi sarei sentita meno a disagio e non sarei stata riconosciuta e che avrei avuto un ruolo di comparsa nel film.
Salimmo in macchina e andammo nel luogo dove si sarebbe svolta la serata, mi fece
scendere dall’auto e mi trovai davanti il porno attore conosciuto a Praga, mi salutò e
mi lasciò con una donna che gli stava vicino sulla quarantina rossa di capelli non bella di viso, ma ben fatta, pensai fosse lei la protagonista della serata, un tipo che avrei definito pure io faccia da zoccola, mi mise un guinzaglio al collare e mi disse seguimi, venni portata in una sala dove c’erano solo uomini, pensai fosse parte della messa in scena, intravedevo non tutto chiaramente da dietro la maschera ed essendo l’ambiente soffuso anche se non ero in grado di vedere chiaramente chi fossero coloro in contorno al punto dove venni fatta fermare a causa delle luci dei faretti che puntavano verso terra in modo da illuminare quello che sarebbe accaduto sotto i riflettori.
La donna che mi aveva accompagnata mi disse di spogliarmi della giacca, così rimasi con il completo in latex che era fatto in modo che le parti intime rimanessero accessibili, anche se pensavo che dovessero essere violate in questa occasione, mi prese le mani e me le fece appoggiare sopra una specie di panca, non capivo, poi mi fece appoggiare pure la testa e sentìi chiudere sopra di me l’altra metà che non mi permetteva di liberarmi, erano ceppi del tipo in uso in epoca medievale, in pratica ero stata messa alla gogna, non potevo togliermi e mi permetteva di essere a completa disposizione di chi volesse fare uso di me.
Ero convinta che facessi la parte del sopramobile all’interno della scena, e aspettavo che si iniziasse le riprese, vidi la donna allontanarsi, e all’improvviso le mani di qualcuno iniziarono a toccarmi. Dissi quasi urlando “ma cosa state facendo??” Rimasi per un attimo incredula, non me lo aspettavo, pensai che qualcuno non sapeva che io fossi solo una comparsa, ma un approccio meno soft di quello che successe non me lo sarei mai aspettato, sentìi sulle mie labbra appoggiarsi un cazzo, e poi un altro ancora, iniziarono a mettersi intorno a me solo uomini, non potevo sapere quanti, portavo la maschera che mi limitava la vista e forse era meglio così a quel punto perché avevo capito che ero io la star della serata, iniziarono a mettermi i loro cazzi in bocca, ogni movimento che facevo me ne trovavo uno a portata, e di dimensione, alcuni sembravano piccoli, ma alcuni avevano dimensioni da urlo direi, in tutti i sensi, bloccata nei ceppi, ero in loro balia, da un lato continuavano a porgermi cazzi in bocca, chi dava pacche sul culo e anche forti, chi tastava le tette, iniziarono ad insultarmi come meglio credevano, “troia vuoi godere”, “ti piace il mio cazzo”, e via dicendo.
Cercavo con lo sguardo di vedere mio marito ma non ce la facevo, quel bastardo mi aveva fregata, improvviso dalla parte posteriore della gogna qualcuno iniziò a farsi strada nella mia topa e a scoparmi per poi lasciare spazio ad un altro e a turno facendo passaggi veloci e alternandosi, facendomi montare un orgasmo dietro l’altro, si perché non sono di legno nonostante tutto mi ero eccitata, il fatto di essere presa in quel modo mi eccitava, e godevo anche.
Capìi in tutta la sua pienezza quel che mio marito mi aveva detto, ero alla mercede del branco, e nessuno li avrebbe fermati, improvvisamente iniziò quello che più temevo, sentìi che qualcuno stava spingendo per entrare da dietro, mi proposi di non irrigidirmi per non sentire più dolore di quello che già avrei dovuto sentire, e così fu, iniziarono a turno a mettermelo anche nel culo, alcuni non erano molto grossi e li sopportavo bene, mentre in alcuni casi sentìi aprirsi il buco del culo, come dire sfondare.
Ora mai il mio sfintere era talmente allenato che non subiva alcun dolore tra un cambio e l’altro, sentìi dire da qualcuno che venissi liberata, stavano aprendo la morsa dove ero stata imprigionata, mi presero le mani e mi ammanettarono, chi comandava mi stava tirando verso una panca dove già si era sdraiato qualcuno, mi fecero montare sopra, sentìi che le manette venivano agganciate verso l’alto ad una catena che venne tirata su, rimanendo così nell’impossibilità di usare le mani, inoltre mi venne messo in bocca un morso con pallina in gomma, in modo da impedirmi di urlare, alcuni degli uomini mi tenevano per le gambe e i fianchi in modo che non mi dimenassi, praticamente ero bloccata e anche se avessi voluto rifiutare di andare avanti non sarebbe cambiato niente.
Il tempo di capire e iniziarono a montarmi nel didietro nuovamente, ora però avendone anche uno davanti la sensazione era più forte e se qualche volta non erano così invasivi, in altri mi sentivo squarciata, ora mai avevo perso la cognizione del tempo, quanto era passato e quanto sarebbero andati avanti ancora mi stavo chiedendo, non potevo capire cosa stava succedendo, mi fecero togliere da sopra al tipo che aveva fatto da sostegno, un altro stava prendendo il suo posto, mi fecero girare e l’uomo sulla panca mi penetrò nel culo, mi sentìi aprire tutta nonostante fosse tutta la sera che entravano ed uscivano da quella porta, iniziò a darmi alcuni
colpi in modo che il cazzo scivolasse per bene, così sdraiata sopra il mio impalatore
iniziavo a godere e sentìi all’orecchio: …ti stai divertendo troiona, ne vuoi di più?
mi ero sentita squarciata, il suo grosso cazzo non era comune, e lo si sentiva quando
stava per entrare, quasi a farmi dire che fortuna che il culo era stato preparato a
dovere prima.
Qualcuno stava per entrare nella fica era come spalancata da come ero tenuta aperta da chi mi reggeva le gambe, degli orgasmi avevo perso il conto, e ormai sia davanti che dietro era tutto un fuoco, ma quanti erano? Il tipo che era entrato in me in quel momento era molto dotato, sicuramente al pari di quello che mi stava da dietro, mi entìi riempire tutta come non mai, dopo qualche momento sentìi che si tolse dalla mia fica e gli aiutanti mi tirarono le gambe più in alto, non ebbi il tempo di capire cosa volessero fare, ma capii da sola il perché, sentìi quella grossa mazza spingere anch’essa all’entrata del culo, avrei voluto dire di no, avrei voluto urlare di no ma avevo la pallina in bocca che me lo impediva, inizialmente faceva fatica a penetrarmi, sentìi schizzare del liquido lubrificante, quindi nuovamente iniziò a spingere fino al momento che trovò la via per poter entrare in contemporanea all’altro, in quel momento mi sentìi mancare urlai dal dolore nonostante la bocca fosse bloccata , tanto mi sentìi sfondare, sentivo male ma con il passare dei colpi, iniziai anche a sentire piacere, qualcosa di indescrivibile, tanto invasivo, quanto eccitante, tanto che ebbi un orgasmo, a quel punto colui che mi penetrava dal davanti si tolse uscì dal culo e scaricò tutto il suo liquido sulla mia pancia.
In cuor mio speravo che a quel punto si fermassero, invece iniziarono il solito giro, chi spingeva dentro al culo e chi si accontentava di entrare nella fica, non sapevo quantificare il
tempo che stava trascorrendo, per fortuna in questa fase si erano fatti avanti quelli meno dotati, e la maggior parte finiva per schizzarmi in men che si dica da qualche parte del mio corpo.
Pensavo di aver fatto tutto quella sera e che di più non si potesse fare, quando la solita voce mi sussurrò… adesso viene il bello. Cosa significava mi chiedevo, con quello che avevo già fatto non sembrava che ci potesse essere altro, già mi sentivo sfinita, avrei voluto chiudere lì la festa, ma loro non la pensavano come me, anzi proprio il contrario, quello che mi aspettò me lo ricorderò a lungo ancora.
Uno si sistemò sotto di me e infilò l’uccello nel culo in quella posizione, e davanti
intuìi che qualcuno stava per entrare qualcuno da qualche parte, sentìi colare il lubrificante sulla vagina verso il canale posteriore, dove si era già sistemato nel culo, questi iniziò a premere contro il mio buco del sedere ma nonostante fosse tutta sera che entravano da lì aveva difficoltà ad entrare, da dietro la maschera intravidi la pelle dell’uomo e si trattava di un uomo di colore, il tempo di pensare ai pali di certi neri che mi sentìi squarciata tanto che emisi un urlo di dolore e nonostante la pallina in bocca, in quel momento capìi che era ancora possibile che mi potessero farmi urlare e che non potevo dare niente per scontato, il ragazzo di colore iniziò a muoversi dentro di me, mi sentivo mancare, non capivo più niente, cosa era male e cosa era piacere, ansimavo e dimenavo le mani legate alla catena, ma non c’era niente da fare, non si fermava, improvvisamente fu quello sotto di me a togliersi e a darmi il sollievo tanto sperato, finendo con lo svuotare tutto ciò che aveva sulla mia faccia, qualcuno disse al nero di prendere il suo posto dietro di me, me lo mise nella vagina e un altro si fece avanti, vidi che era di colore pure lui, entrò anche lui doppiando la vagina, erano tutte e due enormi almeno 30cm di uccello e non so quanto grossi, mi sentivo tutta ripiena mi fecero godere ancora, poi quello sotto si tolse dal davanti e lo infilò nuovamente nel culo, e l’altro continuò a pompare nella mia fica, fino a quando lo tolse e iniziò a spingere contro lo sfintere, considerando la massa dei due ero molto preoccupata, vero che avevano già fatto strada prima e il culo era ormai dilatato, ma qualche dubbio mi teneva in ansia, fino a che lo mise nella porta posteriore anche lui, nuovamente urlai e nuovamente mi sentìi squarciare il culo, i due mi stavano allargando lo sfintere come nessuno aveva mai fatto prima d’ora, mi sembrava di non poter sopportare quell’intrusione che non mi permetteva di ragionare il dolore venne soprafatto nuovamente dal piacere misto ad una forte sensazione di essere spaccata in due, e nel momento in cui mi lasciarono e contemporaneamente andando a svuotare la loro sborra sul mio viso mi sentìi svuotata e al tempo stesso venni innondata di sperma come non mai.
Quanto era passato da quando avevano iniziato, non mi rendevo conto quasi come se tutto si svolgesse in una dimensione parallela alla realtà, in quegli attimi dopo aver subito l’ennesima “violenza” dai due neri pensai quanto troia fossi, mi ero fatta montare da non so quanti uomini, che mi avevano aperto davanti e didietro in qualsiasi modo, ora mai il clou della serata era passato sentivo di quando in quando arrivare schizzi di sborra da tutte le parti e presumevo che il tutto stesse volgendo al termine, quando sentìi il tocco della mano femminile appoggiarsi sul mio clitoride, probabilmente la stessa che mi aveva aperto la strada in quella serata, iniziare a cercare di farsi strada nella vagina, piano piano la penetrò con tutta la mano, non era un a mano molto grande, continuava a muovere la mano dentro di me, alcuni uomini mi fecero girare a carponi e a quel punto sentìi che un cazzo spingeva sul buco del culo fino ad entrare, si mosse per poco perché venne all’interno del culo, e quando si sfilò la mano che stava nella mia vagina, iniziò a farsi strada nel mio buchetto ben oliato a quel punto, e nel mio più grande stupore sentìi la mano infilarsi completamente, a quel punto con anche l’altra mano nella vagina mi aveva doppiata pure lei, la donna si muoveva in
modo simultaneo davanti e dietro fino a che ebbi l’orgasmo con tanto di squirt che mi
fece fremere tutta, a quel punto la donna sfilò le mani e finalmente pensai fosse tutto finito, venni fatta adagiare sulla panca sfinita, svuotata, il dolore era misto al piacere avuto, ma a quel punto ero distrutta, esausta, non ce l’avrei fatta a fare più niente, le gambe non mi reggevano più, ero arrivata al traguardo della mia maratona.
Sentìi che mi staccavano le manette dai polsi, mi tolsero il morso e mi pulirono dallo
sperma che mi aveva ricoperta tutto il corpo, e mi coprirono con un accappatoio, venni presa di peso e portata via, mi sentìi adagiare all’interno dell’auto e la voce di mio marito mi chiese se tutto andava bene, non ebbi la forza di rispondere tanto ero stanca e spossata, poi sentìi che parlava con qualcuno all’esterno che lo salutava, mi addormentai, arrivati a casa mi gettai nel letto e crollai in un sonno profondo, quasi a sperare che tutto fosse stato un sogno o un incubo??
L’indomani quando mi svegliai ero sola nel letto, erano passate già le undici di mattina, ero tutta indolenzita, mi sentivo i miei buchi ancora in fiamme, mi alzai e entrai nella doccia e ci rimasi a lungo come a dover lavar via tutto ciò che avevo passato la sera prima, quando uscìi mio marito era lì mi porse l’accappatoio e poi mi strinse fra le sue braccia, spero che non ti sia pentita di averlo fatto, amo mio marito, farei tutto per far piacere a lui anche questo in parte lo fatto per lui, ma ora che ho assaggiato certi pali e i miei buchi sono più che sfondati potrei desiderare di continuare a volerli prendere per il mio piacere, da troia che sono, pensare che ora ho provato tutto quello che c’era da provare e prendere davanti e sopratutto didietro, mi viene difficile pensare di farne a meno, il film fatto sta a me solo decidere se farlo mettere in circolazione o no, per ora me lo sono rigustato con un paio di vibratori nel
culo e uno davanti quando mio marito non era a casa, e pensarci bene potrei anche
darmi al porno in modo professionale ora che la strada è stata aperta, …per non dire spalancata.
Questa porta verrà ancora chiusa con molti cazzi e quello che pensavo fosse il massimo della perversione era solo l’inizio…

Note finali:

e questo è stato l’inizio…

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti: