Quando ho assaggiato il primo cazzo




Sono Fabrizio, ho 23 anni, sono sempre stato un ragazzo molto vivace e solare, quando andavo al liceo avevo tante ragazzine intorno e mi divertivo ad uscire con ognuna di loro.

Molto dicevano che ero un vero farfallone, la verità è che sperimentavo per cercare di capirmi, non ero così sicuro della mia sessualità.

Più di una volta, durante la mia vita, mi sono ritrovato a chiedermi se le donne mi piacessero davvero, me lo chiedevo soprattutto quando mi ritrovavo a pensare a qualche ragazzo che avevo visto o ai miei amici mezzi nudi dopo la doccia in palestra.

Non avrebbe dovuto farmi nessun effetto vederli nudi, invece, a volte il mio cazzo reagiva e per non farmi vedere, dovevo correre in bagno o nuovamente sotto la doccia.

Avevo paura di quello che potevano pensare di me, così cercavo di nascondere i miei dubbi dietro le continue uscite con le ragazze, confesso però, che sono state davvero poche quelle con cui ho provato a fare qualcosa sessualmente.

Quando mi facevano un pompino, chiudevo gli occhi e mi rilassavo, cercavo di non pensare, poi improvvisamente, mi veniva alla mente il volto di qualche bel ragazzo che avevo visto, pensavo che fosse lui a farmi quella pompa e in poco tempo, raggiungevo l’orgasmo.

Col passare degli anni avevo sempre più conferma che gli uomini fossero di mio interesse, però continuavo ad avere dubbi sulle donne, alcune mi attiravano, ce n’erano state un paio che mi avevano fatto eccitare sul serio e con le quali avevo fatto sesso alla grande.

Ho presunto, a quel punto, che fossi bisessuale, se la figa non mi piaceva, non mi doveva piacere nemmeno farlo con quelle due, così cercai di accettare quella nuova consapevolezza e iniziai a guardarmi intorno a 360°.

Così ebbi la mia prima esperienza omosessuale, fu con Lucio, un ragazzo di 20 anni, aveva la mia stessa età e la mia stessa inesperienza, entrambi non sapevamo cosa fare, come approcciarci, inizialmente fu davvero strano, poi le cose andarono più che bene.

Ricordo che era un pomeriggio di aprile, ci stavamo frequentando da un paio di mesi, a parte qualche bacio, non era ancora successo niente.

Eravamo da soli in casa, i suoi sarebbero tornati la sera e la sorella era dalle amiche, quindi finalmente avevamo un po’ di tempo solo per noi.

Ero nervoso e allo stesso tempo molto eccitato, lui sembrava tranquillo, iniziammo a parlare del più e del meno per rompere il ghiaccio, mi sedetti sul letto vicino a lui, allungai la mano sulla sua gamba, mi guardò negli occhi.

Rimanemmo in silenzio per qualche secondo, poi si avvicinò di scatto e mi baciò, quel bacio divenne subito passionale, la sua lingua entrò nella mia bocca, le mie mani lo attirarono di più a me.

Era stupendo sentire quelle sensazioni, la sua barba mi accarezzava il viso, io non ne avevo, l’avevo tolta per l’occasione, quel tocco della lingua delicato e quella sensazione rude, mi fece eccitare molto di più.

Le mie mani si infilarono sotto la sua maglietta, gli accarezzai il torace, poi la pancia, aveva un fisico scolpito, se la tolse, lasciando a torso nudo, fu in quel momento che abbandonai le sue labbra per scendere sul collo e poi sul petto, gli leccai i capezzoli.

Sentii la sua mano accarezzarmi in testa e spingere leggermente, voleva che scendessi più giù, arrivai vicino all’apertura dei suoi pantaloni, lui si sbottonò, io infilai una mano dentro, presi il suo cazzo e lo tirai fuori, era già abbastanza gonfio.

Non sapevo cosa fare, rimasi a guardarlo, lui mi sorrise e mi disse che era imbarazzato quanto me, chiusi gli occhi e immaginai come avrei voluto che lui facesse a me.

Iniziai a leccare la sua cappella, sentii il sapore sulla lingua, mi piaceva, mi feci coraggio e lentamente lo infilai tutto in bocca, cominciai a spompinarlo, mentre con una mano gli massaggiavo le palle.

Lui si lasciò andare, lo sentivo gemere e farmi complimenti, mi invogliava a continuare, mi diceva che ero bravo, ogni tanto spingeva lui da sotto e mi scopava la bocca.

Mentre glielo succhiavo, mi aprii i pantaloni e tirai fuori il mio uccello, era duro, iniziai a farmi una sega, era troppo eccitato, improvvisamente mi fermai, lui mi spinse via e si fiondò tra le mie gambe.

La sua bocca si muoveva veloce sul mio cazzo, era una sensazione piacevole, mi lasciai andare a gemiti di piacere, gli tenni ferma la testa e lo scopai forte, lui se lo sbatteva sul viso, leccava ogni goccia che usciva dalla cappella, era pazzesco.

Ci spogliammo completamente, nessuno dei due lo aveva mai fatto, decisi di provare io, mi misi a pecorina e mi feci leccare l’ano, una volta lubrificato provò ad entrare con il suo cazzo.
Inizialmente ci fu qualche difficoltà, mi fece anche un po’ male, dopo vari tentativi finalmente riuscì a entrare nel mio buchetto, mi aggrappai alla testata del letto e mi feci scopare.

Lui ci dava dentro, me lo sbatteva sempre più forte, provavo un piacere incontenibile, ripresi a farmi una sega, avevo una voglia assurda di sborrare.

Ero molto vicino all’orgasmo ma mi dovetti fermare, perché sentii Lucio aumentare il ritmo e poi affondare forte e riempirmi il culo del suo sperma. Fu una bellissima sensazione, il suo succo caldo mi colò fuori sul culetto, mi girai, sentivo il bisogno di esplodere, avvicinai il cazzo alla sua bocca e mi segai fino a sborrargli sulle labbra.

E’ stata la nostra prima volta, successivamente anche io ho potuto provare il piacere di sfondargli il culo e devo dire che mi è piaciuto tantissimo, più che con le donne e la loro figa.

Io e Lucio siamo stati insieme un anno, poi abbiamo preso strade diverse, ho avuto altri ragazzi con i quali ho scopato e mi sono divertito, provando cose che non avrei nemmeno immaginato ed ho lasciato perdere le ragazze, che mi attirano sempre meno. Forse sono gay.

Voto:
(4 votes, average: 4,75 out of 5)

letto: 2.553 views

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti:

Educare le figlie




Mauro era vedovo da 10 anni, da solo aveva cresciuto 3 figlie.
Carlotta 15 anni, Elisa 13 anni e la piu’ piccola Felice di 11.

All inizio era stado diffcile era un padre severo ma attento, pretendeva il rispetto assoluto, non alzava mai lavoce ma bastava uno sguardo per ottnere obbendienza e solo raramente aveva punito con severità.

Da subito ancora con Carlotta quando avevo capito che si avvicinava allo sviuppo sessuale aveva circa 12 anni, le stava comparendo il seno lo sguardo lanquido e volgioso nel fissare i ragazzi per strada, mi aveva fatto capire che i tempi finalemnte si erano maturati e potevo cominciare a cogliere il frutto di tanti sacrifici. Decisi che avrei afforntato l’argoemnto inmodo chiaro e diretto. L’aveva fatta entrare nel mio studio e spiegato cosa e come in breve tempo il suo corpo sarebbe cambiato , come si sarebbe sentita pulsare in mezzo alle gambe. Era tutto normale , ma non doveva toccarsi doveva venire da me che sapevo cosa fare per alleviarle la sofferenza , sarei stato gentile e delicato ma mai e poi mai doveva masturbarsi da sola. A quel punto guardandola dritto negli occhi le chiesi: ” ti sei già toccata la patatina ? ” No Papà l’ ho solo sfiorata da sopra le mutadine…” le detti un bacio sulla testa brava piccola allora ora vieni qui e siediti sulle cosce del papà . Le alzai la gonna incominciai a carezzarle le cosce internamente ed avvicinarci sepre di piu alla sua mutandina fino a raggiungere il bordo , le spostai leggermente con l’indice ed incominciai a disegnare le sue labbra grandi ed allargarle lentamente fino ad arrivare a suo piccolo clitoride , peluria ce n era cosi’ poca che le mie dita scivolavano e incominciavano già leggermente a bagnarsi. Il fiato di Carlotta era intenso la sua testa appoggiata sulla mia spalla e il suo musino tutto arrosato. Mi fermai , il cazzo duro come da anni non ricordavo. La guardai e le sorrisi dandole un leggero bacio sulla boccucia .: ” vedi ti piace ? se fai la brava e mi obedisci in tutto e soprattutto quando ti senti cosi’ vieni solo da me , da nessun altro in qualsiasi momento io so come premiarti sempre. Poi quando ti verranno le mestrazuioni scoprirai che i giorni prima del cilco il desiderio è forte , ma tu verrai dal tuo papino che ti farà godere sempre anche piu’ volte al giorno, ma mai ti devi toccare da sola , perchè tu sei mia.” Mi guardava con occhi spalancati e mi chiese se anche le sue amiche sarebbe successo la stessa cosa. No le dissi quello dipende dalle scelte dei genitori , nessuno dice al di fuori della propia famiglia come è il rapporto tra padre e figlia , tu devi solo ubidirmi e tutto andrà bene , altriemnti sai che dormi nello stanzino in cantina.
Inizio a tremare e per un momento mi inteneri , sapevo però che questo era il momento piu’ delicato del suo training per diventare la mia schiava sessuale . La strinsi forte e le susurrai all orecchio . ” Da domani inizio a preparati una stanzetta tutta per te , sei grande non puoi continuare a dormire con le tue sorelle, alla sera prima di adormentarti papà inizierà ad allenarti a conoscere il tuo corpo e a rispondere alle mie esigenze.”

Il giorno dopo iniziai subito i preparativi per la nuova stanza, un letto ad una piazza e mezza in ferro battuto bianco , libreria , scrivania ,armadioe e televisore, volevo educarla alla vista fare vedere un po’ di porno perchè capisse che è dovere di una figlia soddisfare tutti i bisogni di un pade padrone. Dopo 15 giorni carlota con l’invidia delle sue sorelle si trasferi nella nuova cameretta e io quella sera per la prima volta la raggiungi per iniziare la sua educazione sessuale.
Quella sera a cena dissi alle mie figlie che Carlotta era diventata grande e da quella sera aspettava solo a lei sparecchiare il tavolo, che le altre due sarebbero andate a letto subito dopo cena, mentre Carlotta poteva rimanere alzata un po’ di piu enon doveva spegnere subito la luce in camera ma avrebbe potuto leggere per una mezzora. Si alzo un bruscio di proteste ma con uno sgurado misi a tacere tutti…..guai se quando facevo il giro per la buona notte avessi trovato Elisa di 10 anni e Felice di 8 ancora sveglie.
Quella sera c’era silenzio totale, entrai nella cameretta di Carlotta e nell’alzar le lenzuola vidi che aveva indossato le mutadine , mi sedetti sul letto , la svegliai e le ordinai di mettersi sulle mie ginocchia a culo in su , e senza dire una parola abbassi gli slip e le detti 5 sculacciate forti , inizio a piangere … ” perchè papà cosa ho fatto ???” lo sai che non devi andare a letto con le mutande, guai se da questa sera in poi le indossi , puoi farlo solo quando sei mestruata. E’ un offesa che io entri in questa stanza e non ti trovi pronta per me . ” Ora stentinditi e piega le gambe e allarga le cosce voglio vedere da vicino come è fatta questa figa e se te la sei toccata in questi 15 giorni…..

Com era piccola e stretta di un rosa delicato due labbra grosse ed un clitroride che spuntava fuori come un bocciolo di rose. Mi avvicinai con la lingua e a piccoli cerchi concentrici la bagniai tutta , ogni tanto mi fermavo sul clirtoride e glilo succhiavo piano , pi forte e con i denti delicatamente aprivo le labbra grndi lalignua entrava e leccava fino all ‘entrata del suo bucchetto , Carlotta aveva smesso di piangere , ma era ancor rigida , un po’ spaventata per tutte queste novità , ma volenterosa di non far arrabiare il suo papino . Intanto io mi ero posizonato bene e con la mano destra avevo inizato a palpeggiarle per la prima volta il senso, ancora acerbo ma il capezzolo rispondeva bene , sempre piu’ duro e sempre piu’ lungo a forza di tirarlo con i polpastrelli. Poi d’improvviso la senti ansimare e finalemnte il primo fluido usicre dalla sua figheta e lubrificare le mie labbra , raccolgiere il suo nettare ci erano voluti quasi 15 minuti ma la pazienza alla fine era sta ripagata. il mio cazzo pulsava e quando la senti venire ansimare sempre piu’ forte , tremare tra le mia braccia con la bocca aperta sborai nelle braghe. Mi alzai la guaai allora sei anocra spaventata… si giro nascose la testa tra il cuscino , non fare la scontrossa le dissi , di la verità al papa…Carlotaa rispose , si mi è piaciuto molto ma mi sento ancor strana, …..

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti: