…anno nuovo… tresche vecchie… by Mike4281 [Vietato ai minori]




…anno nuovo… tresche vecchie… di Mike4281 New!
Il 2017 pare iniziato al meglio, per certi tipi. Ad esempio il capo di mia sorella maggiore… Dopo non so quanto tempo torno a scrivere tra queste pagine, credevo che la loro tresca di sesso fosse finita svariato tempo fa, ma forse o mi sbagliavo oppure è semplicemente ripresa. Complici i continui “buchi” tra lui e la moglie, fatto sta che ho scoperto casualmente (beccandoli settimane fa già prima di natale) che i due avevano ripreso a fare sesso. Il caso ha voluto che mi recassi una sera sul tardi a casa della mia sorellastra per ridarle una cosa, e avendo le chiavi anche da restituirle quella sera ho pensato di usarle senza suonare prima di salire. E una volta dentro casa, senza che loro mi beccassero, erano a letto intenti in un amplesso ben assestato. Buon per lei ho pensato, e per me che mi sono gustato un bel porno live… come capitava fino tempo fa. Tra me e la mia sorellastra lecose sono sempre state chiare, ci trattiamo da “complici” raccontandoci di tutto, sesso compreso. Il capo lo conosco da anni, e sapevo gia della loro tresca da almeno un paio d’anni. E lui non mi ha mai risparmiato di dettagli, specie delle sue belle “feste”… cui ogni tanto mia sorella è stata parte…
Lei non sa che… io so… e io non le ho maidetto neiinte. Proprio perchè la libertà di fare quel che cazzo vuole è sacrosanta…
Alcuni amici mi hanno detto che dovrei dirle che io so… di lei ..e della sua voglia di sesso…
Altri, quei pochi cui l’ho detto, dicono che mi devo godere le cosa e chissenefrega di tutto il resto…
Il capo ovviamente non è stato da meno, e conoscendo questo mio punto debole… mi ha mandato un link a un video caricato in uno spazio riservato…
Non è la prima volta che nascondono una videocamera… nella stanza… e registra tutto a sua insaputa…
hanno avuto quella che lei mi aveva detto essere una cena di lavcoro. A casa di lui. era il 30 sera. Bene, recosonti di fine anno, parlando dell’attività dello Studio. E c’erano a quanto ho visto altri 3 amici sua, sempre tutti sui 40-45… e una ragazza… che è anche amica di mia sorella… da tempo.
un 4 contro 2 insomma, bello organizzato. L’inquadratura fissa nella camera che prendeva tutto a partire dal letto… ha filmato una di quelle orge tipiche da video porno…
prima che un paio di loro si prtassero via altrove inun altra camera l’altra ragazza… le due erano sul letto, e tutti i 4 maschietti su loro a toccarle ovunque, leccarle e scoparle…
il meglio è cambiato quando con mia sorella in camera sono rimasti solo un paio dei suoi amici… Il suo capo era tra quelli che a una certa ha preso e s’è dato con l’altra e con un amico… a farsela di la…
I due rimasti, hanno pensato bene di rendere la cosa più sexy… prima hanno preso da un mobile un narghilè… di dimensioni medie… (bong)… c0hanno messo dentro nn so che cazzo di tabacco, erba o che… se lo sono acceso e passato…
lei inizialmente passava il giro, poi 3-4 tiri profondi se li è fatti, tra i sorrisett
i dei due… e sembrava piu rilassata e coinvolta poi…
Il punto è che tra sti due… c’è uno dei costruttori della zona, stronzo come nessun’altro… conosciuto prima. Un viscido unico, che ti sta sul cazzo appena ci parli mezza volta…
Lei non lo ha mai sopportato, ne ha sempre parlato male… nei nostri discorsi, e mo ci stava a letto … dio cane…
quersto se l’è scopata in più posizioni e ovviamente senza risparmiarsi… ad un certo punto del video torna il capo tra loro aveva lasciato di la l’altro amichetto con la tipa… da soli…
Lui si mette da un lato del letto, non partecipa all’amplesso loro… guarda… si sentono commenti… essenzialmente in quel frqngente se la stava scopando a pecora e alla classica poi questo tipo qui… Lei gemeva come una troia… in disparte c’era anche l’altro, che è un ragazzo sui 30… origine polacca… lavora nel cantuere che seguono per lavoro da un paio d’anni… l’ho visto solo una volta c’era a un altra cena.
Beh, l’eccitazione mia è stata nel vedere (e sentire) quel testa di cazzo viscido che dopo aver finito (per il momento) di scopare la mia sorellastra, la lascia un attimo gambe aperte sul letto… toccandola intanto sui seni… e nell’interno cosce e rivolgendosi al ragazzo… gli fa “…beh… che non ti piace …guarda che fica che c’ha…”… lui ride… si avvicina, la tocca… lei era mezza sudata… dalle immagini… quello gli fa “aspè… che prima la devi preparare… farla salire di giri…”… la inizia a masturbare velocemente con una mano …intorno e sopra la vagina, poi due dita dentro velocissime… lei urlava… si dimevana… e lui col suo datore… la tenevano una mano per uno…
poi quando stava gemendo gli lascia campo libero… quello manco s’è messo il preservativo…
l’ha scopata piano piano… manco un ragazzino alla prima trombata … ma gliel’ha dato dentro per bene…
gli sono venuti addosso tutti e tre… in tempi diversi. Il ragazzetto momento le viene dentro, coglione, è stato quell’altro pezzo di merda che stava li a godersi lo spettacolo… a dirgli a un certo punto… mentre puire quello li ogni tanto gemeva… “oh… guarda che … vedi de usci per tempo eh…” e se la rideva… Coglione…
Ha fatto un tempo a tirarlo fuori, gliel’ha puntato zona ventre… ed è venuto… i primi 2 schizzi l’hanno presa fino sotto al mento e sulle tette… una roba che mi sono eccitato un casino… nel vedere… L’altro che non aveva praticamente mai smesso di segarsi piano e dsarglielo in bocca a lei… gliel’ha poggiato sulle labbra ed è venuto solo a gocce …cariche. Il capo (marco) è stato l’ultimo dei 3… a cavalcioni su lei, dritto in pienafaccia con un bel carico…
Trattata come una puttana, quale forse le piace essere… a conveneninza…
Lui che mi manda il video in mail, e mi commenta “visto? la trattiamo sempre benone la tua sorellina”…
ed io che dovrei essere incazzato a morte con tutti loro e che invece dentro mi dico, speriamo me ne mostri un altro presto… :-S

mk4281@hotmail.it

 

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Ricerche Frequenti:

Ostinata e ribelle by Idraulico1999 [Erotico]




Matilde scivolò rapidamente nascondendosi dietro a un’enorme quercia, guardò il postino che avanzava verso il viale, visto che quella mattina non era ancora successo, eppure lei era sicura che alla fine lo avrebbe limpidamente colto sul fatto scoperchiando le sue malefatte. Dopotutto, lui aveva fatto questo capriccio per circa tre anni, a questo punto Matilde doveva scoprire come quella continua e persistente incertezza la scompigliava arruffandola di continuo, così come anche la sua reputazione, e di questo andare anche i vari pettegolezzi di quartiere che dovevano essere abilmente sopportati e sapientemente sostenuti. Il postino infilò parecchie lettere dentro la buca scura attaccata sulla parete, poi attraversò il giardino ben curato accanto alla casa vicina. Un cane era lì che lo osservava incuriosito, Matilde si guardò intorno con diffidenza e con sospetto poi lanciò uno sguardo verso il postino esprimendo:

“Dannato, sei un piccolo tormento” – borbottò frattanto Matilde tra sé e sé incassando il colpo.

Lei era sicura che quella fosse la casa precisa dove una signora divorziata bionda e molto affascinante viveva là dentro, Matilde si girò e si collocò dietro un grosso albero, lei in quel punto incontrò un ragazzo di tredici anni su d’una bicicletta, lui guardava lei e Matilde osservava intanto il postino:

“Che cosa sta facendo lei qui?” – chiese il ragazzo incuriosito.

“Perché non sei a scuola a quest’ora?” – ringhiò indispettita Matilde con un tono aspro e intrattabile.

Lui assomigliava a un bambino curioso, ficcanaso e invadente, forse per questo motivo poteva sembrare un piccolo venditore ambulante.

“Io sono rimasto a casa, perché sono ammalato” – disse lui con docilità e con una candida ubbidienza.

“Allora se stai male, torna subito dentro. Non devi uscire né giocare quando sei a casa ammalato. Torna dentro, adesso” – gli gridò lei, facendogli fretta quasi sgridandolo.

Matilde si nascose dietro a quel tronco d’albero e cercò il postino, forse adesso ci siamo, pensò lei animata per quello che l’attendeva. Lui non ha avuto il tempo per andare da un’altra parte. Sfortunatamente però lei non sapeva chi vivesse esattamente presso quel numero civico, allora s’affrettò, s’avvicinò attraverso il viale e stette in piedi davanti a una siepe. Lei poteva sentire le voci che provenivano dalla finestra aperta e una di quelle era certamente maschile, ecco dovrebbe essere lui s’immaginò Matilde. Lei voleva interrompere la conversazione attraversando la porta d’ingresso e affrontarli, però in tal modo sarebbe stata arrestata per violazione se lo avesse fatto.

Disgraziatamente, le donne di quartiere non furono contrarie alla legge, perfino per un postino che immancabilmente consegna la posta mezz’ora più tardi. Lei si era offerta di vedere chi rubava quella mezz’ora supponendo che la posta fosse consegnata precisamente in orario, inoltre i suoi amici l’avevano sfidata stuzzicandola opportunamente, dal momento che lei doveva scoprire tutto il possibile per poterli soddisfare. Lei colse in maniera spiccata la sonora risata d’una ragazza e pensò di porre fine a quest’avventurosa e temeraria sfida. Ruppe un ramo dalla siepe, conficcò il suo braccio dentro e aspettò che qualcuno apparisse: quando qualcuno comparve lei lasciò cadere il ramo rotto e s’avvicinò alla porta dell’ingresso. Lei esitò soltanto un momento prima d’insistere, frattanto una ragazza con i capelli neri e con il viso dolce sui vent’anni comparve aprendo la porta con un sorriso curioso e investigatore sentendo Matilde che si lamentava esclamando:

“Io mi sono fatta male sulla sua siepe” – disse Matilde, esponendo il suo braccio segnato.

“La mia siepe è sul mio prato, si trova a quasi due metri dal marciapiede” – disse la donna con un sorriso interrogativo riguardo al problema.

“Prego entri” – disse la donna, facendo un passo indietro.

Matilde fece un balzo in avanti ed entrò, immediatamente vide il postino seduto al tavolo da pranzo che mangiava dei biscotti e aveva davanti a lui una bottiglia di latte. La sua borsa con la posta era stesa sul pavimento, Matilde lo investigò con il suo sorriso catturando il suo sguardo. Lei non era mai stata prima così vicino a lui. Lui era snello e bello. Dio mio, che cosa sto facendo qui si domandò improvvisamente Matilde sentendosi completamente fuori posto:

“Buongiorno, venga qua, assaggi questi biscotti” – disse il postino.

“Lei ha avuto un incidente, ha bisogno d’un cerotto” – disse la donna con un sorriso affettuoso e cordiale.

“Io la conosco” – rivelò, offrendo un biscotto a Matilde e masticando con aria assorta e pensierosa.

“Sì, davvero?” – pronunciò Matilde, colta sul fatto e alquanto sorpresa.

Matilde fece un cenno con la testa, disorientata, messa in imbarazzo e un po’ spaventata:

“Io volevo incontrarla e non potevo pensare a una scusa razionale” – disse mentendo Matilde alla donna.

“Com’è deliziosa” – disse la donna, premendo intanto il cerotto sopra la pelle del braccio. Intanto Matilde a malincuore prese un biscotto, aspettando che il latte le venisse servito:

“Ecco un altro cliente felice” – disse Mauro, asciugandosi la faccia.

“Io rimasi colpito dai biscotti di Cinzia, quando lei me ne lasciò un pacchetto per Natale un po’ di tempo fa e la ringraziai. Da allora, lei m’invita sempre sollecitandomi in modo cordiale d’entrare e anche oggi mi sono fermato qui”.

“Incredibile. Se ci penso ancora, tutto questo è successo oltre quattro anni fa” – disse Cinzia.

“No, tre” – disse Matilde automaticamente, non curandosi né guardando per non vedere le occhiate delle loro facce sbalordite e sorprese. Lei finì il suo terzo biscotto assieme al latte, intanto che Mauro sollevava la borsa della posta per infilarsela sulle spalle:

“La ringrazio molto” – disse Matilde arrivando ai suoi piedi.

Mauro e Cinzia non ci badarono né si occuparono più di tanto, Mauro scosse la testa, ringraziò Cinzia e uscì. Cinzia guardò il suo tavolo coperto dalle briciole, scosse anche lei la testa e iniziò a lentamente riordinare:

“Come ho potuto abbindolarmi e ingannarmi da sola così, che stupida che sono stata” – borbottò Matilde, avanzando su è giù da una parte all’altra della sua sala da pranzo con un esplicito e un indiscutibile disappunto.

In quell’istante si fermò vicino alla finestra e vide il postino avvicinarsi, lei si sentì ancora così messa in imbarazzo, per il fatto che voleva morire, in ogni modo voleva a ragion veduta fottere quel figlio di buona donna, anzi, persino di più. Con la limpida disperazione lei si precipitò verso la porta d’ingresso e d’improvviso spaventandolo un po’ lo afferrò per le mani e con un abile e consumato sorriso gl’intimò:

“Per favore, la prego entri” – disse lei tirandolo in avanti.

“Veramente io non so se posso”.

“Mi vorrà scusare, però ho pensato che lei avesse un affare e sono gelosa, perché stavo appunto andando per affrontarla”.

“Perché? Come mai lei sarebbe gelosa?” – chiese lui con un’espressione indifferente e neutrale.

“Perché, ma quanti perché. La ragione vera è che io volevo avere semplicemente una storia con lei” – disse finalmente ansimando e lasciandosi finalmente andare per la riuscita casuale e inaspettata di quell’iniziativa.

“Veramente? Sarebbe meraviglioso, perché nessuna donna finora si è mai offerta prima d’ora così apertamente” – disse lui felicemente e alquanto meravigliato.

“Ho sentito storie, sempre numerose vicende, ma realmente incontrarsi così d’impatto non mi era giammai capitato”.

“Sì, mi scoperà, non è vero?” – lei pretese impaziente e alquanto inquieta.

“Certo che sì, sicuro, ne sarei davvero molto lieto e felice”.

Il postino a quel punto lasciò cascare la borsa della posta sul pavimento, lei ansimò sorpresa, allora rapidamente sbatté la porta dietro di lui conducendolo bruscamente verso il divano senz’attendere che lui dicesse di sì:

“Lei ha un bel posto, qui è davvero accogliente e confortevole” – disse Mauro guardandosi intorno.

“Lei vive qui con suo marito?”.

“No, non più. Siamo stati sposati soltanto per un anno”.

“Capisco, forse fa ancora male, vero?” – disse lui toccandole improvvisamente le spalle.

Lei rabbrividì sotto il suo contatto, si piegò e cominciò a dare un colpo ai cuscini sul divano, lui si piegò avanti e collocò il naso vicino al suo affondando successivamente dietro le sue ginocchia. La sua pelosissima e nera fica era così vicina, visto che lui poteva avvertirne esplicitamente l’odore rilasciato, gustandosi sennonché appieno quell’aroma delizioso, inimitabile e penetrante sconvolgendolo. Lui inalò lentamente, profondamente e volutamente, dato che le sue mani arrivarono toccando il dorso delle sue gambe, lui inspirò nuovamente, la sentì pigliare un respiro profondo e tangibilmente rabbrividì intanto che lei si muoveva. Lui la baciò amorosamente, poi la leccò, sfioro le sue labbra per un momento, poi leccò l’altra piega, lei ebbe la pelle d’oca sciogliendosi nelle sue mani, infine repentinamente Mauro l’adagiò sul divano. Le sue mani snelle scesero per appoggiare la sua testa, lei accarezzò i suoi capelli distrattamente, mentre lui inalò ancora l’aroma di quell’incomparabile e stupenda pelosissima nera fica, succhiando con dovizia il clitoride e le piccole labbra curando affettuosamente ogni minimo aspetto:

“Oh sì, così, dai succhiamela per bene, sei un maestro, così mi farai venire” – bisbigliò ansante e famelica lei con una vorace foga.

A dire il vero, leccare la fica era qualcosa che Mauro eseguiva di rado, però questa volta poteva compiere un’eccezione. Lui si distese e leccò il clitoride a lungo, mentre il suo pollice destro si era introdotto all’interno della sua pelosissima fica. Lei respirava affannosamente e rabbrividiva al suo contatto gemendo di continuo quando quella lingua strimpellava abilmente nei suoi paraggi in modo oculato. Mauro era già rovente a sufficienza, poiché al momento era giunta l’ora d’affondare il suo cazzo in quella carne esuberante, focosa e infuocata. Lui stette in piedi, l’invitò a disporsi nel miglior modo possibile, piegandosi sopra il braccio del divano lui afferrò il suo cazzo premendolo contro l’entrata della sua pelosissima e nera fica, sfregandolo su e giù brevemente per lubrificarlo, poi spinse delicatamente. Lui affondò il cazzo fino all’integrale penetrazione, lei emise un lieve e gradito strillo d’assenso e diede inizio a quella sinfonia. Mauro lo spinse più forte che poté, però con con garbo e con gentilezza per riceverne a quel punto la penetrazione migliore:

“Sì, così va bene, sei un’autentica leccornia, una vera delizia” – sospirò lui invasato sragionando per il piacere provato.

Pacatamente lui cominciò a spingere il suo cazzo dentro quell’incantevole fica pelosissima, nera e sugosa. I loro gemiti di passione dettavano il ritmo della danza, tant’è che anche i bambini accompagnati dai genitori che passavano fuori nella strada, lì davanti al ritorno da scuola, non potevano non ascoltare e sentire i loro indubbi e inequivocabili gemiti provenienti da quella stanza da letto tra l’altro con le persiane aperte. Mauro li guardò distrattamente con menefreghismo e noncuranza, intanto si rituffò dolcemente su Matilde, perché attualmente il suo cazzo essendo lubrificato a dovere scorreva a meraviglia, tenuto conto che lei lo avvertiva arrivargli nelle viscere più profonde. Lei aveva finalmente guadagnato e infine ottenuto Mauro nelle sue grinfie, perché da quel giorno lui diventò il suo postino personale, dal momento che quella sua pelosissima fica nera e vogliosa era stata lasciata affamata, assettata e incustodita per troppo tempo. Lui era fiorente, sbarazzino e pure selvaggio, i suoi desideri appassionati e urgenti furono in questo modo ampiamente soddisfatti, proprio come lei aveva sempre ambito e desiderato. Chi lo avrebbe pensato che tutto questo sarebbe potuto accadere? Che cosa doveva o poteva fare adesso? Riferirlo ai suoi amici, oppure tenerli in perenne incertezza e titubanza?

“Sì, dai, scopami ancora, forza continua” – gridò lei in un fulmineo e imprevisto abbandono.

Mauro infilò il suo cazzo ancora parecchie volte, poi si fermò, per il fatto che le sue gambe divennero stanche, successivamente lo sfilò dalla fica grondante e lo appoggiò sul divano:

“Adesso girati” – bisbigliò lui, lei s’affrettò e acconsentì.

Matilde attese e ansimò al primo contatto. Il cazzo di Mauro entrò nella sua fica, spingendo lentamente finché non fu tutto all’interno della sua lunghezza. Lui si sentì ancora più grande da quell’angolo e da quella visuale, giacché lei poteva guardarlo quando lui la scopava e ritmicamente massaggiava persino il clitoride. La sua fica cominciò a contrarsi convulsamente e lei si trovò nel mezzo d’un orgasmo imponente e poderoso, lui continuò a pompare, mentre lei insensatamente delirava e farfugliava inarcando la sua fica contro il suo inguine. Un primo orgasmo intensissimo la sconquassò tutta, poiché lui continuava a spingere rinnovando l’incandescenza che era stata soltanto estinta dal suo precedente orgasmo.

Lei avvertiva che quell’eccitazione continuava a salire molto più velocemente di quello che ebbe prima. Con stupore lei percepì che la sua fica si stringeva comprimendosi sempre più forte, finché un secondo orgasmo annientò le sue membra demolendo in ultimo le sue reni. Un sorriso felice illuminò la faccia di Mauro, mentre lui la guardò dimenarsi intorno sul divano, giacché gli piacque la sensazione del suo cazzo che le faceva provare provocandole tutte quelle sensazioni travolgenti. Gli piacque perfino come lei inarcò la sua fica contro la sua mano, visto che lei era in una totale estasi, in un totale abbandono dei sensi.

In quell’occasione il sorriso abbandonò la sua faccia, lui andava su e giù pompando più rapidamente spingendo al ritmo della melodia dei gemiti di Matilde, perché come uno schiaffo violento sferrato all’improvviso Mauro non resistette più, tant’è che sborrò chiudendo gli occhi sopra la pelosissima e nera fica di Matilde, cospargendo e riversando quel nettare di vita liquido e appiccicoso, accompagnato da quel delizioso calore e da quei divini e meravigliosi spasmi che stava provando.

In conclusione s’abbracciarono ansimando e aggrappandosi l’uno con l’altro assieme con i loro corpi svuotati e fatti esplodere poco prima, intanto che lei teneramente lo baciava con attaccamento, con cura e con grandissima dedizione.

{Idraulico anno 1999}

 

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Figlio ricattato




Avevo appena ricevuto la chiamata dalla professoressa di mio figlio Andrea. A scuola era un vero e proprio disastro, non andava mai di studiare. Io lo vedevo perché stava tutto il giorno davanti il pc oppure a giocare con la play. La sua insegnante mi aveva appena riferito che se non si fosse dato una mossa avrebbe perso l’anno. Adrea frequentava l’ultimo anno di liceo e sarebbe stato un peccato arrendersi poco prima del diploma. Dovevo fare qualcosa. Mio marito era morto da più di sei anni e io avevo la fama di mangiatrice di uomini. Dopo la sua morte non mi sono scoraggiata e ho fatto valere la mia parte sexy e da porca. Avrei convinto mio figlio a impegnarsi a scuola.
Lo cercai per la casa e lo trovai ovviamente davanti la tv a giocare alla play.
-Non fai un cazzo dalla mattina alla sera e quindi vai male a scuola! Ha chiamato la tua insegnante e ha detto che se non ti dai una mossa perderai l’anno.
-Mamma dai non rompere i coglioni.. sto giocando!
Mi disse con tono strafottente. Allora io mi misi davanti la tv e mi aprii la camicetta. Non portavo il regiseno e la mia quinta di tette fuoriuscì libera.
-E dai voglio giocare..
Disse senza guadarmi, ma quando alzò lo sguardo rimase a bocca aperta.
-Mamma ma che fai? Mmmm.. che belle tette che hai.
-Alle mie tette dai attenzione, ma le mie parole non le ascolti.
Gli dissi mettendomi le mani ai fianchi mettendo in evidenza più le tette scoperte.
-Lo so che vado male a scuola, ma non riesco a studiare perché non ho stimoli. La mia ragazza mi ha lasciato, non riesco a concentrami.
Mi disse rassegnandomi e non togliendo gli occhi dalle mie tette. Osservai il cavallo dei suoi pantaloni di tuta e vidi una grossa protuberanza. Si era eccitato il porco. Mi avvicinai.
-E come credi di poter trovare una nuova ragazza se stai sempre con la maglietta addosso eh?
Detto questo gliela sollevai e lui mi afferrò le tette. Capii che era in astinenza da sesso, allora decisi di fare la mia mossa decisiva. Era l’unico modo per farlo studiare. Mi misi in ginocchio e gli abbassai pantaloni e mutante. Un meraviglioso cazzo eretto ne uscì fuori. Quella visione mi fece diventare più troia del solito.
-Facciamo finta che sia io la tua ragazza. Tu poi ti metti a studiare?
Detto questo presi quel cazzo in bocca e iniziai a succhiarlo avidamente. Lo leccavo e lo cucciavo come un lecca lecca.
-Ooh sii mamma.. te lo prometto, ma tu non fermarti.
Io continuai il mio pompino per circa dieci minuti portandolo al limite dell’orgasmo. Era proprio in astinenza! Non volevo farlo venire subito però, quindi lo misi tra le mie tette facendo una favolosa spagnola e guardandolo con uno sguardo la puttanella.
Lui poi mi fece alzare e mentre mi leccava i capezzoli mi tolse gonna e perizoma. I miei capezzoli erano durissimie lui li mordeva, li succhiava e li tirava avidamente.
-Quando sei zoccola mamma..
-Ohhhh!!
Io mugulavo di piacere. Sapevo che era pronto ad assestare il mio missile nella vagina che sentivo bagnata. Avevo un lago in mezzo alle gambe. Non pensavo di potermi eccitare così con mio figlio.
-Ti voglio scopare mamma.
Mi misi a pecorina sul bracciolo del divano.
-Accomodati nella mia figa tesoro.
Gli dissi e con un colpo secco lui entrò senza nessuna difficoltà. Il suo cazzo entrava e usciva con un ritmo lento ma paradiasiaco. Toccava tutti i miei punti migliori e questo mi faceva urlare come una cagna. Era questo quello che ero, una puttanella che si stava facendo scopare dal figlio. Lo stavo facendo per lui però. Dopo dieci minuti di cavalcata alla pecorina lui uscì e mi fece girare e continuò a sbattermelo nella figa. Aumentava il ritmo e le sue palle sbattevano nel mio culo.
-Ahhh! Siiii! Siiii! Così!!!
-Godi mamma che ti sfondo tutta!!
Io urlavo ed ebbi il primo orgasmo e la mia figa si bagnò ancora di più. La sua asta entrava a meraviglia e lui godeva, si sentiva come godeva. Dopo un po’ di stancò di quella posizione.
-Mamma cavalcami!
Mi disse e io come una troia ubbidii. Mi sedetti sul suo cazzo e mi impalai nella figa urlando. Lui si muoveva velocemente e arrivava fino in fondo e nel frattempo mi teneva per i fianchi mentre io mi calavo su e giù sul suo bel bastone.
-Ahhh siii.. chiavami tutta tesoro!!
Urlavo io.
-Che cavalla che sei mamma! Ohhhh!!
-Godi porco mmmmm… ahhhhhh siiiii..
-Ahh che gran porca che sei.. ti piace tanto il cazzo mmm..
-Si tesoro mi piace molto.. lo vorrei sempre.. specialmente il tuo..
-Zoccolona ahhh!!
-Ahhh siii! Che meraviglia.. godooo…
-Si godi mamma che vengo anche io.. ti inondo mmm
Ebbi il secondo orgasmo in modo violento. Urlai come una matta e in quel momento anche mio figlio mi riempì la figa di tutto il suo sperma, fortuna che prendevo la pillola. Poi uscì da me e si sedette sul divano sfinito.
-Tesoro.. avrai questo ogni volta che vorrai se migliorerai i tuoi risultati scolastici.
-Ok mamma, ma la prossima volta voglio il tuo bel culetto da troia che hai.

Per commenti e chiacchere scrivetemi a nathalitoge@libero.it (sono la vostra schiavetta)

 

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