due gite in collina – mia moglie trova da fare … by angelborn_1 [Vietato ai minori]




due gite in collina – mia moglie trova da fare … di angelborn_1 New!
Due eventi avvenuti quando il giovane, che di solito la scopa, era via in ferie – 2 gite sulle colline
Un pomeriggio, circa un mese fa quando sembrava fosse arrivata l’estate, mi ha detto: andiamo a fare un giro fin sulle colline con il bus che fa il giro con la fermata a … e lì ci prendiamo un panino col salame e un calicetto? Ma sì, le ho risposto. Anche per queste girate agresti lei si veste abbastanza elegante, abito senza maniche di cotone color salvia, calze, sì quelle chiare velate agganciate al reggicalze e un giubbino di jeans. A lei piace sentire la carne delle sue cosce che si toccano sotto la gonna. Usciamo ed andiamo alla fermata del bus che poi ci porterà al borgo che è la nostra meta. Sul bus lei trova posto a sedere e io rimango in piedi. Durante il tragitto non parliamo e chi ci vede non può sapere che siamo una coppia. Di fronte a lei c’è un anziano che credo abiti su in collina. All’inizio lei sta seduta compostamente con le gambe strette e ginocchia unite ma il vestito di cotone un po’ rigido le sta un buon palmo sopra il ginocchio, al limite della fascia poco più scura del bordo delle calze. Io ero in piedi nel corridoio, all’altezza del posto di mia moglie, accostato alla fila opposta di sedili e vedevo lo sguardo dell’anziano che lanciava di nascosto occhiate sulle gambe di mia moglie davanti a lui. Mi dicevo adesso comincia la moina, le accavalla … infatti pensato e lei lo ha fatto. Mentre era seduta così per lui lo spettacolino era interessante. La coscia alzata era quella dal lato del corridoio fra le due file di sedili. Dopo qualche minuto di posizione statica lei si gira col busto verso il finestrino ruotando dentro l’abito che non tira giù e si fa uscire la coscia davanti a lui, tutta sin oltre la fine della calza e ce la lascia per qualche istante, così in bella vista. Faccio un passo avanti e mi metto dietro di lui così vedo cosa lei gli mostra. Aveva anche la camicetta abbastanza aderente, con i bottoncini aperti fino al punto del reggiseno che glielo teneva stretto formando il solco, composto non volgare ma le tette sobbalzavano agli scossoni del bus assieme alle coppe del reggiseno. Ha una quarta. Lei serissima, quasi come una istitutrice, sguardo duro, impassibile, con le tette che sobbalzavano … e la coscia in vista che poi rimette giù. Ha un attimo di cedimento che le fa distanziare le ginocchia quel tanto che per l’anziano di fronte seduto è possibile dare un’occhiata in mezzo alle cosce. Quindi solleva la sinistra quella dal lato del finestrino, ben illuminata quindi e facendo credere che si sentiva protetta dal fatto che da quel lato non c’era nessuno la lasciava ben esposta col vestitino che le era salito parecchio da quel lato. Credo che il vecchietto, ma non tanto vecchio, si stesse proprio sulluccherando per la situazione. Le tette continuavano a sobbalzare…
Alla fine si arriva al capolinea, lei si alza e scendiamo. Si fa due passi e ci rechiamo ad un’osteria con terrazza e veduta aperta sulla vallata sottostante, tutta coltivata, la luce era dominante su tutta quella veduta dai colori alla Monet. Ci sediamo in un punto d’angolo, tavolino piccolo da due, per avere una certa privacy. Era libero proprio quello esterno sulla terrazza e lei si mette dando le spalle ad un lato della vallata, a fianco ovviamente avevamo un tavolo ed altri più avanti, cinque o sei. Alcuni erano occupati. Ordiniamo quel che avevamo in mente: due bei panini o forse, da come ce li hanno portati, c’era salame con il pane. Che belli questi posti dove non lucrano e ci si torna volentieri. La sua mostrata di gambe l’aveva già fatta e quindi ero tranquillo. Tranquillo con lei ? Non esiste … Eppure ci speravo di passare una giornata senza sussulti di adrenalina, prima o poi mi verrà un coccolone … Ma nemmeno a sperarci … non avevamo fatto sesso ed il giovane con cui di solito scopa era via e quindi oggi non aveva scopato. E la sua bernarda da come stava seduta e si muoveva era già in agitazione. Metteva le mani posate con i palmi sulla sedia sotto le cosce, poi si raddrizzava, un’altro morso al panino che riponeva nel piatto, un sorso di vino e ho visto che questa sua agitazione era iniziata dopo che erano arrivati tre uomini sui trenta-quaranta anni o poco più al tavolino accanto al nostro. Avevano posato a terra gli zaini, si vede che erano stati a fare del trakking e rientravano in città.
Lei attacca discorso chiedendo se ci sono dei percorsi facili nella zona. Ci facciamo indicare qualche percorso da fare che sia, appunto, poco impegnativo in quanto a salite e gentilmente si offrono di indicarci la direzione da prendere accompagnandoci per un breve tratto, perché ci sono più sentieri prima di arrivare a quello giusto. Durante il percorso con disinvoltura, su richiesta di mia moglie che mi aveva chiaramente chiesto di farla scopare con quelli, ho impostato il discorso sulla sessualità, fingendo di essere rimasto impotente dopo un’intevento chirurgico, precisando che purtroppo a noi uomini ad una certa età e anche più giovani capita questo problema sfigato. Ho detto facendo allusione all’impotenza che mia moglie aveva bisogno … Loro si guardano e le danno un’occhiata. Mi dicono: ma è proprio bella, e scusa, anche bona … e non riesci a scoparla ? Io : e già. Proprio così. Dopo qualche scambio di complimenti rivolti direttamente a lei uno dice che se vogliamo si può provvedere anche adesso, basta allontanarsi dal sentiero. Le chiedo se le va bene farlo adesso e lei a voce alta: ma sì certo, mi va benissimo. E ci dirigiamo su per la collina verso una zona con cespugli, rovi e qualche albero, il profumo del prato era dominante. L’ideale per una scopata all’aria aperta. Loro stendono le giacche a vento e lei si fa abbassare lo zip dietro la schiena da me e l’aiuto a sfilarlo, lo manda giù ai piedi e ne esce scavalcandolo, rimanendo come si sa e cioè mutandina e reggiseno , calze reggicalze, si tiene anche le carpe. Si rivolge a loro e gli dice chi volesse iniziare, chi vuole essere il primo. Intanto che decidono chi comincia a scoparla lei si appoggia con una mano a me e sfila anche le calze, dicendo: non vorrei sfilarle che poi a rientrare in città sul bus con le calze bucate, sai che vergogna … si avvicina il primo che le mette le mani nelle mutandine e gliele abbassa togliendogliele. Per tutto il tempo che son durate le varie scopate, chiedendo il permesso l’hanno lavorata anche nel dietro, spalmandole sull’ano un poco di marmellata che uno aveva appresso in zaino, ha tenuto il reggiseno, con le tette tirate fuori da sopra. La vedevo penetrare da quegli uccelli tutti in tira per lei, le tette che sbattevano qua e là fin che il reggiseno si slacciò da solo, lasciandole libere di sbattere in tutte le direzioni per i movimenti e lo scuotimento che le facevano quelli che la penetravano e pompavano, con foga , uno dopo l’altro.

Dopo due settimane, … la scampagnata

Dopo due settimane siamo tornati al borgo in collina per poi andare a fare un percorso a piedi sul sentiero che ci avevano indicato quei tre. Era mattina e siamo passati prima dall’osteria per farci fare due panini da portarci appresso. All’interno troviamo quelli della volta prima e con loro c’erano altri due. Ci salutano e contraccambiamo, ci chiedono se andiamo a fare il percorso e confermiamo. Loro gentilmente ci chiedono se gradiamo fare un certo tratto insieme a loro su un percorso che in seguito per noi ci sarà un deviazione meno ripida la quale, con un giro impossibile da sbagliare, ci avrebeb fatti tornare nel paese in circa tre ore. Accettiamo.
Lei era vestita con una gonna e maglietta e per camminare si era portata dietro nello zainetto i suoi mini pantaloni di jeans. Dopo un centinaio di metri fuori ormai dal paese, si ferma e non ostante la presenza degli uomini, anche dei due nuovi, si mette da un lato del sentiero, si sfila la gonna e stando in mutandine un poco infilate infilate in mezzo al culo e con una mezza chiappa di fuori, per il tempo che le serve, estrae i pantaloncini e se li infila, nello stupore dei due nuovi amici. Durante il percorso in cui ci incamminiamo assieme a questi 2 nuovi amici, uno di quelli della volta scorsa dopo qualche frase di prassi mi chiede se può dire ai 2 nuovi della faccenda che è possibile fare con mia moglie. Io gli dico di sì, che possono farlo tranquillamente e che lei era in astinenza da tre giorni perché il giovane che di solito la scopa era in ferie con la sua fidanzata, quindi lei era in arretrato … Ah bene e mi dice ma ce la farà a reggerci tutti e cinque ? Mah; rispondo, non lo ha certo mai fatto, forse è un’occasione per provare la sua resistenza … haha! e anche lui ride. Proseguiamo con la visione del culo polposo di mia moglie davanti a noi nei mini pantaloni, troppo stretti per tutto quel ben di dio, con le lunotte delle chiappe che le uscivano da sotto, cosce tremolanti belle in carne, con i calzettoni e scarponcini. Immaginavo che se la sarebbero inculata per bene e la cosa mi eccitava da matti. Infatti quando più avanti in zona molto isolata la fecero spogliare nuda, tenendola ferma le spalmarono di nuovo la marmellata di dietro sull’ano, una volta spalmata non era possibile per lei levarsela e quindi era per forza lubrificata, pronta … tutti se la sono inculata, solo lì. Lei avrebbe voluto essere lavorata sull’altro orifizio, ma loro non vollero accontentarla, anzi la fotografarono mentre aveva i vari cazzi nel culo, tutti ebbero la foto ricordo di lei in quel modo. Però dopo una pausa l’accontentano … e ricominciano a pomparla come dannati, ma dentro in vagina, che colava da tutte le parti. A lei non sembrava vero … godeva come una matta, un orgasmo dopo l’altro, con convulsione anche e pugni stretti.
La cosa più eccitante è stata vederla camminare sul sentiero davanti a quei cinque uomini che le guardavano il culo, tutto stretto nei mini pantaloncini di jeans tagliati cortissimi, con mezze chiappe che le uscivano da sotto …

 

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Quando ho assaggiato il primo cazzo




Sono Fabrizio, ho 23 anni, sono sempre stato un ragazzo molto vivace e solare, quando andavo al liceo avevo tante ragazzine intorno e mi divertivo ad uscire con ognuna di loro.

Molto dicevano che ero un vero farfallone, la verità è che sperimentavo per cercare di capirmi, non ero così sicuro della mia sessualità.

Più di una volta, durante la mia vita, mi sono ritrovato a chiedermi se le donne mi piacessero davvero, me lo chiedevo soprattutto quando mi ritrovavo a pensare a qualche ragazzo che avevo visto o ai miei amici mezzi nudi dopo la doccia in palestra.

Non avrebbe dovuto farmi nessun effetto vederli nudi, invece, a volte il mio cazzo reagiva e per non farmi vedere, dovevo correre in bagno o nuovamente sotto la doccia.

Avevo paura di quello che potevano pensare di me, così cercavo di nascondere i miei dubbi dietro le continue uscite con le ragazze, confesso però, che sono state davvero poche quelle con cui ho provato a fare qualcosa sessualmente.

Quando mi facevano un pompino, chiudevo gli occhi e mi rilassavo, cercavo di non pensare, poi improvvisamente, mi veniva alla mente il volto di qualche bel ragazzo che avevo visto, pensavo che fosse lui a farmi quella pompa e in poco tempo, raggiungevo l’orgasmo.

Col passare degli anni avevo sempre più conferma che gli uomini fossero di mio interesse, però continuavo ad avere dubbi sulle donne, alcune mi attiravano, ce n’erano state un paio che mi avevano fatto eccitare sul serio e con le quali avevo fatto sesso alla grande.

Ho presunto, a quel punto, che fossi bisessuale, se la figa non mi piaceva, non mi doveva piacere nemmeno farlo con quelle due, così cercai di accettare quella nuova consapevolezza e iniziai a guardarmi intorno a 360°.

Così ebbi la mia prima esperienza omosessuale, fu con Lucio, un ragazzo di 20 anni, aveva la mia stessa età e la mia stessa inesperienza, entrambi non sapevamo cosa fare, come approcciarci, inizialmente fu davvero strano, poi le cose andarono più che bene.

Ricordo che era un pomeriggio di aprile, ci stavamo frequentando da un paio di mesi, a parte qualche bacio, non era ancora successo niente.

Eravamo da soli in casa, i suoi sarebbero tornati la sera e la sorella era dalle amiche, quindi finalmente avevamo un po’ di tempo solo per noi.

Ero nervoso e allo stesso tempo molto eccitato, lui sembrava tranquillo, iniziammo a parlare del più e del meno per rompere il ghiaccio, mi sedetti sul letto vicino a lui, allungai la mano sulla sua gamba, mi guardò negli occhi.

Rimanemmo in silenzio per qualche secondo, poi si avvicinò di scatto e mi baciò, quel bacio divenne subito passionale, la sua lingua entrò nella mia bocca, le mie mani lo attirarono di più a me.

Era stupendo sentire quelle sensazioni, la sua barba mi accarezzava il viso, io non ne avevo, l’avevo tolta per l’occasione, quel tocco della lingua delicato e quella sensazione rude, mi fece eccitare molto di più.

Le mie mani si infilarono sotto la sua maglietta, gli accarezzai il torace, poi la pancia, aveva un fisico scolpito, se la tolse, lasciando a torso nudo, fu in quel momento che abbandonai le sue labbra per scendere sul collo e poi sul petto, gli leccai i capezzoli.

Sentii la sua mano accarezzarmi in testa e spingere leggermente, voleva che scendessi più giù, arrivai vicino all’apertura dei suoi pantaloni, lui si sbottonò, io infilai una mano dentro, presi il suo cazzo e lo tirai fuori, era già abbastanza gonfio.

Non sapevo cosa fare, rimasi a guardarlo, lui mi sorrise e mi disse che era imbarazzato quanto me, chiusi gli occhi e immaginai come avrei voluto che lui facesse a me.

Iniziai a leccare la sua cappella, sentii il sapore sulla lingua, mi piaceva, mi feci coraggio e lentamente lo infilai tutto in bocca, cominciai a spompinarlo, mentre con una mano gli massaggiavo le palle.

Lui si lasciò andare, lo sentivo gemere e farmi complimenti, mi invogliava a continuare, mi diceva che ero bravo, ogni tanto spingeva lui da sotto e mi scopava la bocca.

Mentre glielo succhiavo, mi aprii i pantaloni e tirai fuori il mio uccello, era duro, iniziai a farmi una sega, era troppo eccitato, improvvisamente mi fermai, lui mi spinse via e si fiondò tra le mie gambe.

La sua bocca si muoveva veloce sul mio cazzo, era una sensazione piacevole, mi lasciai andare a gemiti di piacere, gli tenni ferma la testa e lo scopai forte, lui se lo sbatteva sul viso, leccava ogni goccia che usciva dalla cappella, era pazzesco.

Ci spogliammo completamente, nessuno dei due lo aveva mai fatto, decisi di provare io, mi misi a pecorina e mi feci leccare l’ano, una volta lubrificato provò ad entrare con il suo cazzo.
Inizialmente ci fu qualche difficoltà, mi fece anche un po’ male, dopo vari tentativi finalmente riuscì a entrare nel mio buchetto, mi aggrappai alla testata del letto e mi feci scopare.

Lui ci dava dentro, me lo sbatteva sempre più forte, provavo un piacere incontenibile, ripresi a farmi una sega, avevo una voglia assurda di sborrare.

Ero molto vicino all’orgasmo ma mi dovetti fermare, perché sentii Lucio aumentare il ritmo e poi affondare forte e riempirmi il culo del suo sperma. Fu una bellissima sensazione, il suo succo caldo mi colò fuori sul culetto, mi girai, sentivo il bisogno di esplodere, avvicinai il cazzo alla sua bocca e mi segai fino a sborrargli sulle labbra.

E’ stata la nostra prima volta, successivamente anche io ho potuto provare il piacere di sfondargli il culo e devo dire che mi è piaciuto tantissimo, più che con le donne e la loro figa.

Io e Lucio siamo stati insieme un anno, poi abbiamo preso strade diverse, ho avuto altri ragazzi con i quali ho scopato e mi sono divertito, provando cose che non avrei nemmeno immaginato ed ho lasciato perdere le ragazze, che mi attirano sempre meno. Forse sono gay.

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