Da un gentile amico : la vicina by 1945 [Vietato ai minori]




Da un gentile amico : la vicina di 1945 New!

un gentile “amico”: la vicina.
Si, sono un porco. Lo so e non mi vergogno ,anzi.
Da piccolo ogni occasione era buona per sfogare le mie voglie. Mi bastava una figura femminile, esposta sui giornali che leggeva mamma, per chiudermi in bagno e dar sfogo alle mie pulsioni sessuali. Nulla di strano, solo che mi capitava due/tre volte al giorno. Tutti i giorni.
Mia madre mi diceva: hai delle occhiaie che…ma com’è che sei sempre stanco?
Io sapevo. Lei no.
Ho cominciato verso i dodici anni e sino ai sedici/diciassette mantenni il ritmo giornaliero.
Poi conobbi le femmine.
La prima volta che Maria toccò il mio pisello fu uno sballo. La mia prima figura di m….
Non superai i venti secondi. Penso che battei tutti i record di velocità di “venuta”.
Persino Maria, che era più giovane di me, mi guardò perplessa.
Nel tempo migliorai e crescendo mi formai anche come uomo.
Ai venticinque anni ero un metro e ottantacinque con un discreto fisico frutto dei miei assidui impegni sportivi.
Iniziai a lavorare già l’anno prima della laurea, ed in breve guadagnai in modo soddisfacente.
Ma per quello che interessa ero “cresciuto”, molto, nei rapporti interpersonali. La mia dialettica, il mio modo di fare piaceva molto, sia agli uomini che alle donne e ciò mi permise di fare molte esperienze : professionali e non.
Anche il mio approccio alla vita si modificò. Feci mio il conosciuto detto: domandare è lecito, rispondere…. Lo applicai sul lavoro, con gli amici, ma soprattutto con le donne. A quel detto ne aggiunsi un altro, che mi fu raccontato intorno ai miei venti anni: quanti schiaffi, ma quante scopate.
L’applicazione costante dei due metodi , accompagnati certamente da altri fattori personali e materiali(es. disponibilità economica, casa propria, parlantina e sempre disposto a mettersi in gioco, ed altro ancora….) mi fece fare tantissime esperienze con le amicizie femminili.
Dai ventiquattro anni in poi, ogni giorno, era l’occasione per provare una nuova esperienza .Quasi ogni sera uscivo con una diversa ragazza. Allora non c’erano smartphone o cellulari e per gli appuntamenti, personali o professionali, si utilizzava il telefono di casa o d’ufficio. In alternativa si faceva di persona. Comunque fosse si segnava l’appuntamento sull’agendina di carta.
Bene, avevo l’agendina così piena che per vedere nuovamente la stessa ragazza doveva trascorrere anche un mese. Uscivo con la una ragazza una volta e poi potendola rivedere solo dopo un certo tempo la ”perdevo”.
Si ripeteva spesso il seguente copione : conoscevo, uscivo, perdevo.
Ero in continua “corsa” come se volessi recuperare qualcosa…
Questo modo di fare mi aveva corazzato il cuore. Mi piacevano, ma non avevo voglia o tempo di innamorarmi.
Le chiedevo di uscire (seguivo un mio clichè consolidato che funzionava abbastanza): se accettava bene, altrimenti avanti la prossima.
Per non rimanere con “buchi” in agenda “muovevo” le richieste in anticipo e non avevo, quasi mai, serate scoperte.
Non è che non prendessi “due di picche”; ne ho presi molti, ma non mi scoraggiavo, anzi erano uno sprone.
Ogni tanto per rilassarmi uscivo con gli amici ed anche quando ero con loro, se vi era l’occasione di conoscere…non me la facevo scappare. Ero diventato un predatore seriale.
L’uscita con la ragazza di turno era standard in funzione del tempo a disposizione: la serata, il giorno intero,…,ma doveva concludersi nel letto. Nel mio letto. Era questo l’obiettivo che mi prefiggevo. Se non riuscivo, a conclusione della prima uscita, rinunciavo. Non avevo tempo da perdere. C’erano opportunità infinite.
Mi dicevo e dicevo: ho voglia; se hai voglia anche tu bene, altrimenti amici come prima.
Non so come sia ora. Allora ,eravamo nei mitici anni che seguirono il sessantotto . Vi era libertà e voglia di vivere in molti sensi e non si conosceva l’aids (il preservativo lo utilizzavo per altri fini, poi vi dico).
Se si riusciva a toccare la “motivazione” giusta era la “felicità” per entrambi.
Ho fatto,( abbiamo fatto) sesso completo, alla prima uscita, quasi con il cinquanta per cento delle ragazze. Non male. Furono anni fortunati e piacevoli.
Nel rileggere mi sembra di esagerare nello scrivere certe cose, ma era la mia realtà di allora.
Ho amiche ,di allora, che avevano un comportamento a specchio del mio. Sempre alla ricerca del divertimento e se capitava….non si tiravano indietro . Certo non lo pubblicizzavano.
Poi la mia vita cambiò e mi innamorai, ed adesso sono un marito e padre felice, ma questa è un’altra storia.
Allora non mi limitavo al solo sesso. Lavoravo .Facevo sport . Bevevo e fumavo.
Con gli amici le “canne” erano d’obbligo. Ero curioso : facevo attenzione, ma non mi sottraevo a nuove esperienze.
Durante le vacanze lunghe viaggiavo per altri continenti. Nei week end lunghi visitavo l’Europa. Insomma ,mi godevo con ingordigia la vita.
Conoscevo nuovi paesi, modi diversi di pensare e di vivere e nuove donne. E continuavo ad imparare..
“Scivolai” anche. Provai la cocaina. Stupendo, ma pericolosissima. Se ci entri è difficile uscirne. Fui fortunato.
Provai, più volte, i funghi allucinogeni. Mi diedero le esperienze più forti dall’inconscio. Mai più….ti distruggono.
Feci sesso a tre (due donne). Interessante, ma dispersivo. Sono un tradizionale.
Il sesso anale? Non mi fa impazzire. Si, ti dà l’idea del possesso completo , ma nulla di più.
Imparai ad utilizzare i vibratori per il piacere femminile ed altro ancora.
Non sorridete: imparai ,e mi servì’ in diversi contesti, a parlare benissimo l’inglese.
Stop.
Descrittavi un po’ della mia vita passiamo alla vicenda che voglio raccontarvi.
Con i miei genitori, da ragazzo, vivevo in una villetta in periferia. Tanto verde. Aria buona e tanta serenità.
Ricordo i miei vicini: due fratelli ed i loro genitori.
I fratelli erano più giovani di me. I nostri confinanti giardini erano separati da una siepe che scavalcavamo per giocare insieme. Avendo difficoltà Giorgio, il fratello più piccolo, a saltarla, quasi sempre ero io ad andare da loro.
Il loro papà lavorava e rientrava la sera tardi; la mamma faceva la casalinga come la mia. Sotto il suo attento sguardo giocavamo in giardino, sia prima delle scuole elementari che poi.
Ricordo che quella giovane signora, mamma dei miei amici, mi piaceva. Era sempre gentile con me. Sempre vestita bene e a rimembrare, da piccolo, mi dava l’idea della dolcezza e serenità. Ci riempiva di attenzioni e le sue merende erano la nostra felicità.
Ero piccolo e ciò che vedevo in lei era solo gioia e mi piaceva starle vicino.
Quando cominciai ad avere i primi “pruriti”, che vi ho raccontato, cominciai a farmi le prime domande e considerazioni sulle femmine in genere e sulla mamma dei miei amici.
Come è bella. Quanti anni avrà? E pian piano le domande e considerazioni crescevano. Che viso dolce. Che bel culo. E le tette? Sarà una seconda o una terza? Chissà che cosa porta sotto il vestito? Come le modelle dei giornali?
Mi piacerebbe baciarla.
i miei pensieri “crebbero” e nel buio della mia cameretta ,comodamente disteso sul letto ed attento che mamma non comparisse all’improvviso, mi feci la prima sega pensando a lei.
La visualizzavo nella mente : il viso sorridente ;i suoi lunghi capelli biondi (o quasi);il suo muoversi indaffarata .
La vedevo come in un sogno.
Durante le merende, nella loro casa, sbirciavo le sue gambe. Quando si sedeva accanto noi aspettavo il momento in cui accavallava le cosce. Quel naturale movimento era per me estremante erotico; in quei pochi attimi intravedevo (sognavo) qualcosa di irraggiungibile .
Sognavo di stringerla tra le braccia e il mio sogno era accarezzarle quelle due montagnole che si spingevano in fuori sul suo corpo.
La vedevo come una particolare sorella maggiore. Aveva dodici anni più di me.
Gli anni passarono ed ormai grandicello andai alle “superiori” e poi all’università e pur incontrando ogni tanto i fratelli , non avevamo più la frequenza di prima.
Come dicevo da adolescente diventai “uomo”. Lei per me rimase sempre uguale. Solo io ero cresciuto.
Quando adesso avevo l’occasione di vederla la guardavo con occhi e voglie da uomo con gli ormoni che giravano a mille.
In estate i miei genitori si trasferivano nella nostra casa al mare lasciandomi solo e libero da ogni incombenza familiare. Era per me un bel periodo. La mia casa diventava un ostello della gioventù e di rilassamento e soprattutto ogni momento era buono per “incontrare la mia vicina”.
Se attraverso la finestra la vedevo in giardino mi inventavo una scusa per andarci anch’io. Così avevo l’occasione per salutarla e spesso ,attraverso la siepe, chiacchieravamo. Lei mi raccontava ,molto, dei figli sempre in giro e un po’ di Giovanni, il marito.
Si era sposata molto giovane ed il primo figlio giunse presto, poi il secondo seguì qualche anno dopo e decisero che due figli fossero sufficienti.
Io cercavo di essere simpatico e disponibile e “curandola” ebbi l’occasione di incontrarla spesso. Per me era un piacere e questo piacere diventava la base delle mie fantasie erotiche.
A volte, prima di rendermi visibile, la spiavo dalla finestra e mi soffermavo sulla sua figura facendo correre la mente.
Quando indossava una aderente mini attendevo con impazienza un suo piegamento per strabuzzare gli occhi alla vista del culetto che tendeva la gonna.
Nei giorni particolarmente assolati aveva l’abitudine di prendere il sole, in bikini, sul retro della casa per non essere visibile ai passanti, ma lo era per me. Le sue esposizioni non duravano molto, ma erano sufficienti perché la mia mano corresse sull’uccello dandomi il giusto godimento. In attesa di….meglio che niente.
Ebbi anche l’occasione, incontrandola per strada, di accompagnarla a casa con la scusa di aiutarla a portare le “pesanti” borse della spesa.
Mi piaceva stare con lei. In quelle occasioni , giunti alla sua casa, mi offriva da bere e ciò mi permetteva di entrare in sintonia e conoscerla meglio.
Sapeva di pulito. Mai sofisticata, ma sempre piacevole. Una dolcissima e bella signora.
Avevo ventotto anni; ero in grado di comprendere le sue bellezze sia le “personali” che fisiche. Per quelle fisiche posso dire che senza essere appariscente era una bella femmina. Per le altre era da ammirare . Insieme sollecitavano sempre più i miei bassi istinti
Aspettavo l’occasione propizia…..che arrivò.

 

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Ricerche Frequenti:

IO SONO LELLA, DOCENTE E MIGNOTTA by Vecchiobambino [Vietato ai minori]




Quello studente non mi usciva dalla testa……..ogni volta che facevo lezione era lì sempre in prima fila, non capivo se seguiva la lezione o no, ma so solo che mi guardava, mi fissava continuamente, sembrava perso in chissà quali pensieri…….mi sembrava mi spogliasse con gli occhi, che esplorasse il mio corpo con lo sguardo…….sentivo che i suoi occhi mi toccavano, mi frugavano, mi spogliavano ed io mi eccitavo al pensiero…….spiegavo la mia materia scientifica cercando di non confondermi mentre provavo un brivido di piacere all’idea. Mi vergognavo come una matta quando mi rendevo conto che la fica mi gocciolava al pensiero di essere sfiorata da lui….cosa mi prendeva? Avevo un compagno che mi amava, che non mi faceva mancare le sue attenzioni……e allora? Non me lo spiegavo ma quel giovane in quell’aula dell’università mi sconvolgeva. A volte mi era capitato di essere preoccupata che si vedesse la mia eccitazione, che potessi macchiare i pantaloni in mezzo alle gambe da tanto che mi ero infradiciata le mutandine……..una volta appena terminata la lezione ero corsa in bagno a controllare, avevo tirato giù gli slip e avevo visto delle macchie bianche e viscide galleggiare dentro tranquillamente pronte a passare all’esterno…….mi ero toccata per controllare se davvero potessi essere così bagnata ed ero veramente un lago. In quel momento pensai a lui….al suo cazzo che desideravo……e continuavo a toccarmi, sempre con più furia, e caddi seduta sulla tazza del cesso masturbandomi come un’ossessa, mordendomi le labbra a sangue per non urlare durante l’orgasmo pensando che ero nel  bagno dell’istituto, dove gli altri docenti potevano entrare.  La mano che me lo aveva procurato era intrisa dei miei umori e mi leccai le dita immaginando che fosse la sua sborra………ero diventata così porca? Pronta a fare la zoccola?

                Da quel giorno misi la gonna per evitare di bagnare i pantaloni, ma era peggio perché quando scrivevo alla lavagna la curva delle natiche veniva messa più in evidenza ed oltre al suo sentivo gli sguardi di tutti gli altri studenti posati sul mio culo.

                Il cuore mi batteva forte in petto e questo mi faceva sollevare di più il seno…….la mia terza abbondante calamitava gli sguardi sulla mia camicetta e allora presi l’abitudine a tenere la giacca o un maglione per coprirmi un pò, anche se era primavera avanzata e il caldo cominciava a farsi sentire………la situazione era veramente imbarazzante. I miei studenti erano tutti poco più che ventenni e io avevo una quindicina di anni più di loro, ma a quanto dicono ero bella, curve mozzafiato, non alta, ma nemmeno bassa, culetto  sodo a mandolino, capelli scuri abbastanza corti, seni scolpiti e non cadenti…….insomma un bel bocconcino di milf per loro e non volevo scadere al ruolo della prof che se la fa con gli alunni, ma per lui devo confessare che avevo perso la testa………era desiderio carnale puro, non amore…….

                Un giorno che ero a preparare delle lezioni nell’ufficio dell’istituto sentii bussare…..era lui che era venuto a chiedermi se potevo dargli delle ripetizioni……..la materia era ostica e gli era sfuggito qualcosa, voleva solo chiarimenti su alcuni punti e qualche ora sarebbe bastata…..gli detti l’appuntamento per l’indomani nel pomeriggio….quando non avevo lezione.

                Ero agitata il giorno dopo….era solo una spiegazione in più sulla mia materia…….ma perché mi ero vestita un po’ più elegante del solito? una gonna un po’ più corta, una camicetta attillata, i tacchi alti…….. che avrebbero detto i colleghi?……magari avrebbero fatto dei risolini alle mie spalle? Lella, Lella, cosa stai combinando? dicevo a me stessa…… e finalmente lui arrivò.

                Bussò alla porta ed entrò avvicinandosi a passi lenti al tavolo dove ero seduta……..era bello come un dio mitologico……mi batteva il cuore e probabilmente si intuiva da come si sollevava il mio seno al mio respiro affannoso. Cercai di essere disinvolta e cominciammo la lezione……. Scrivevo le mie formule matematiche e le mie dimostrazioni  su dei  fogli di carta che tenevamo vicino per poterli vedere tutti e due, ma così facendo era stato costretto a sedersi vicino a me e sentivo che il suo sguardo passava dalla formule sul foglio all’attaccatura dei seni che faceva capolino dalla camicetta….. col movimento nello i scrivere si era sganciato anche il primo bottone e fui costretta ad abbottonarmi perché quello sguardo mi scavava dentro e avrai voluto strapparmi il reggipetto e fargli succhiare le mie tette che fremevano per avere le sue labbra intorno ai capezzoli che erano inevitabilmente duri ed evidenti.  Cosa mi succedeva?…….volevo essere la sua troia, concedergli qualunque porcheria mi volesse far fare, ero una cagna che si stava di nuovo bagnando……. Istintivamente accavallai le gambe che invece avrei  volentieri aperto, spiegavo la materia e intanto pensavo al suo viso che spingevo tra le labbra della fica per lavargli la faccia con i  miei umori e immaginavo il suo viso gocciolante del mio succo, di quello che non era riuscito a leccare……..

                Fu un tormento quell’ora di lezione, anche perché ogni tanto  arrivava qualche collega assistente di istituto come me, dal momento che quella stanza era in comune per tutti……..meno male perché almeno riuscivo a riprendermi, ma d’altro canto ogni interruzione mi faceva perdere ulteriormente il filo del discorso e già non ero abbastanza concentrata.  Se Dio vuole arrivammo in fondo all’ora quando lo salutai e gli diedi appuntamento per il giorno dopo. Lui mi disse allora “Possa farle una proposta? Mio padre è il proprietario dell’hotel Rex che si trova a poche centinaia di metri…….in questo momento non è ancora arrivata la stagione turistica e l’hotel è semivuoto…….potremmo avere una suite dove fare lezione in santa pace. Non perderebbe tempo….sono 5 minuti a piedi….Lo conosce l’hotel? È un bell’albergo a 4 stelle e se vuole posso farmi portare una lavagna nella camera”.

                Si era buttato….ci stava provando e a me non parve vero di aver sentito quella soluzione.        

                “Va bene” risposi……”se hai questa possibilità….tanto servono solo poche lezioni ancora. Ci vediamo domani poco dopo le 16…..la lavagna non serve…scriviamo sui fogli come oggi”. Mi diede la mano per salutarmi e me la strinse indugiando un po’ troppo…….forse arrossii sotto quella stretta…..non lo so, certo pensavo già all’indomani.

                Decisi di vestirmi da zoccola……..tanto ormai potenzialmente lo ero. Minigonna corta nera lucida, scarpe col tacco e zeppa, autoreggenti, scollatura generosa ….. mi guardai allo specchio……ero un puttanone colossale…… ma non ero ancora perfetta. Cambiai il reggiseno e ne misi uno che mi andava leggermente stretto, in modo che le tette sembrava volessero scoppiare….ora sì che andava bene….la mia terza abbondante era strizzata da tutti i lati e strabordava.  Non passai certo dall’istituto e arrivai in orario all’hotel.  Lui mi aspettava nella hall e mi accolse molto gentilmente stringendomi la mano. Alla reception c’erano un uomo e una donna che ammiccavano……non erano molto convinti che io potessi essere l’insegnante che dava ripetizioni, ma lui sbavava guardandomi….chissà come aveva il cazzo duro. Quei  due mi sembrarono abituati ad un comportamento simile da parte del figlio del padrone……. Chissà quante ragazze aveva già portato nella suite…….. C’erano da salire alcuni scalini per prendere l’ascensore e io li salii muovendo il culo più che potevo, per non dare adito a dubbi di essere proprio una troia pronta a distruggere il giovincello……

                All’ultimo piano c’erano davvero due suite ed entrammo in una che certo doveva essere l a migliore. Salottino, camera da letto e bagno e su un tavolino due bottiglie di champagne nel secchiello del ghiaccio……l’amico voleva davvero impressionarmi……

                “Io mi chiamo Giorgio…..possiamo darci del tu?” Sapevamo entrambi che non eravamo lì per una ripetizione e io risposi “Io sono Rossella come saprai già, ma gli amici mi chiamano Lella. Va bene…… diamoci del tu, ma in facoltà no…..d’accordo?”. “OK” mi rispose e aprì una bottiglia di champagne e ne riempì due coppe……….Ci sedemmo sul divano accanto al tavolo per bere e alzammo la coppa entrambi in un muto augurio……forse di una bella scopata. Lo champagne era gelato, ma mentre mi scendeva nello stomaco io sentivo caldo all’inguine….la fica cominciava a tirare. Senza farlo apposta allargai le gambe e lui lo prese subito come un invito e si accostò, mi strinse e prese a baciarmi furiosamente lingua in bocca stringendomi a sé. Le mani cominciavano a vagare una sul corpo dell’altro e nel farlo sentii una erezione favolosa che stava avvenendo……….dovevo vederlo , assaggiarlo….non ne potevo più e per lui vedevo che era la stessa cosa…..

                Mi inginocchiai ai suoi piedi, armeggiai con la cintura e la lampo dei  jeans e infilai la mano nei suoi slip……..lo afferrai e finalmente lo tirai fuori…….era mostruoso……..non so dire….certo lo era rispetto a quello del mio compagno…….lo stringevo nella mano, duro come fosse di acciaio,  e più della metà era ancora fuori dall’impugnatura…….lo avevo scappellato e gocce di piacere gli scendevano dal prepuzio…..lo fissavo vogliosa e da tanto che ero bagnata temevo quasi di essermela fatta addosso……leccai quella goccia che vedevo scivolare lungo l’asta e poi andai su e giù con la lingua per mettermi poi a stuzzicare il buchetto del glande…….con la mano gli tenevo il sacco delle palle e lo spinsi verso di me, aprii al massimo la bocca e lo sentii scivolare dentro, lentamente, inesorabilmente, sempre di più……ne era entrato poco più di metà e lo sentivo già in gola…che sensazione stupenda……ma allargai di più le guance e mi piegai col capo per permettergli di penetrare ancora. Ad un certo punto avevo la bocca piena e allora lui cominciò a fare avanti e indietro…….la mia bocca era allargata al massimo nello sforzo di accoglierlo…..era molto saporito…..un bel tocco di carne tutta da gustare… …. Avevo la bocca talmente allargata che non riuscivo nemmeno a deglutire e la saliva cominciava ad uscirmi copiosa ogni volta che lui si ritirava un poco…..mi colava sul mento da cui si staccava in viscidi filamenti e colava anche lungo l’asta del cazzo e dai testicoli……ma lui inesorabile continuava a scavare la mia bocca…….Lo sentivo gemere…….eh no, perbacco…non doveva venire subito, ci sarebbe mancato altro. Mi alzai, mi spogliai (tenni solo le scarpe),mi sdraiai sul tavolino e gli spinsi la testa in basso…….verso la mia fichetta gemente……. Lui comprese, mi spostò gli slip senza levarli e cominciò a leccarmi lungo la fessura, su  e giù……..che libidine……sentivo un brivido ricorrente lungo la schiena  mentre lo faceva e mi inarcai perché quella lingua mi penetrasse…….Gli slip volarono via….li tolse quasi bruscamente e subito mise le mani appoggiate ai lati del mio sesso, spinse  e tirò lateralmente……la vulva mi si dilatò e le piccole labbra già sporgenti di suo penzolavano sotto la pressione dell’apertura….. Prese a succhiarle avidamente, le mordicchiava, succhiava il clitoride soprastante, introduceva la lingua nell’orifizio dilatato procurandomi sensazioni paradisiache. Mi volevo abbandonare a quella lingua, farmi scavare all’interno……..sapevo che la stavo riempiendo di crema bianca dei miei umori, ma lui incurante immergeva il viso nel lago che era il mio sesso e cercava di prosciugarlo, impresa pressoché impossibile……..

                Mi girava quasi la testa, ora ero io prossima all’orgasmo, ma non mi volli abbandonare……..volevo ancora essere stuzzicata e averne uno più intenso………..lo fermai, lui si alzò in piedi e mi guardò..…io ero sempre sdraiata sul tavolino, alzai le gambe e le misi attorno ai suoi fianchi, poggiai i talloni sulle sue natiche e spinsi verso di me, costringendolo ad avvicinarsi a me fino ad incollarsi col ventre al mio………il suo bel cazzo sentì l’odore della mia fica infoiata e la cercò…….diedi una spinta ulteriore e mi impalai letteralmente………la sensazione della vagina piena era piacevole…..il rilassamento mi lubrificava le pareti in cui quella bestia vorace stava penetrando…….arrivò fino in fondo e ancora un pezzo restava fuori, ma io mi sentivo piena e quasi lacerata, malgrado continuassi a spingere la sua schiena verso di me per farlo penetrare ulteriormente……….Come mi chiavava…….ora sì che potevo godere…… La mia mano corse istintivamente al clitoride e cominciai a massaggiarlo……..ah….ora sì…….mi scopava col ritmo giusto, io me la menavo con una mano e con l’altra mi tormentavo i capezzoli quando lui non era occupato a succhiarli. Chiusi gli occhi e mi abbandonai al piacere che mi arrivava da tutte le direzioni……….quando sentii odore di sesso, l’odore tipico di cazzo………..di cazzo che magari non è stato lavato un attimo fa e che magari nel frattempo ha anche pisciato……come era possibile? Aprii gli occhi e vidi una mano che agitava un membro nodoso e tozzo a pochi centimetri dal mio viso…….

                “Ho invitato anche un amico, ti dispiace?” mi disse Giorgio, “è Franco….anche lui è un tuo studente”

                “Ciao Lella”, disse Franco, “sei una gran troia e perciò succhiami il cazzo”. Stavo per replicare quando lui mi ficcò l’uccello tutto in bocca……..vi ricordo che io ero sempre sdraiata sul tavolino e i due erano in piedi……Giorgio piegato in avanti continuò a scoparmi e Franco dall’alto non dava requie alla mia bocca, anzi per stare più comodo si era messo a cavallo del mio viso, mi aveva afferrato la nuca e sollevata la testa con le mani, infilato il cazzo in bocca e muoveva la mia testa avanti e indietro trivellandomi la bocca dall’alto verso il basso……..mi stavano usando come un gran puttanone, ma vi confesso che lo trovavo molto esaltante……avevo una gran voglia di cazzo, volevo essere riempita da tutte le parti, volevo abbuffarmi, saziarmi, puzzare di sesso dovunque, essere ricoperta di sborra, berne fino ad affogare, ne avrei voluti 10, 20…….ormai non mettevo limiti a  quanto potevo essere troia……lo sapevo che non andava bene fare questo con due alunni (anche se maggiorenni)….non era professionale……..ma lì ero come mignotta e quindi in carattere……..

                Intanto i due si accanivano su di me…….uno mi sfondava la fica e l’altro la bocca, mentre io mi masturbavo violentemente ed ero sempre più vicina all’orgasmo, che arrivò quasi all’improvviso e mi travolse…….cominciai a sussultare su quel tavolino mentre stringevo le gambe attorno alla schiena di Giorgio e lo spingevo sempre più dentro di me, tanto da farlo schizzare con ripetuti fiotti bollenti che sentii colpirmi il fondo della vagina……..urlai, aprii e chiusi la bocca…non lo so……fatto sta che Franco uscì dalla mia bocca mormorando tra sé uno “stronza…” che mi fece supporre che nella foga gli avevo magari tirato un morso al cazzo……. Giorgio era uscito dalla fica e tenendosi stretto il pisello si era avvicinato alla mia bocca mentre diceva “aprila…”. Io obbedii e lui lo appoggiò sulla mia lingua che tenevo leggermente in fuori…….mollò la presa e quindi la pressione sull’asta per cui un ennesimo schizzo di sborra si riversò nella mia gola con mio sommo piacere……presi a succhiarlo per spremere qualsiasi goccia residua, mi leccai le dita, me le infilai nella fica e la ritrassi con l’altra sborra che mi stava gocciolando e ancora me le misi in bocca……..il troione che ero stava dando spettacolo…..

                Franco si mise in mezzo alle mie gambe e cominciò a strofinare il cazzo lungo le pareti esterne della vagina, tra le grandi e le piccole labbra……la zona era molto scivolosa perché la sborra di Giorgio cominciava a gocciolare fuori e lubrificava la zona, per cui il suo pene facilmente penetrò dentro………cominciò a scoparmi soddisfatto…..”che bello caldo…. pieno di sborra…come si scivola……” si vedeva che gli piaceva molto mettere il cazzo dentro la sborra dell’altro e e sguazzarci……si eccitò talmente che venne subito e per la seconda volta le pareti della mia vagina furono ricoperte di schizzi caldi di sborra………io ero molto eccitata, sopratutto quando lo vidi estrarre il cazzo che era letteralmente ricoperto di crema viscida trasparente delle due sborre che si erano mescolate……..ormai ero il loro cesso umano e anche lui non ebbe il minimo dubbio nel farmelo succhiare in quello stato in cui si trovava. Lo sperma mi piaceva e anche i sapori diversi mi piacevano, ma non potevo essere la loro zoccola al punto di accettare supinamente tutto quello che facevano. Mi alzai in piedi e afferrai Franco per i capelli, lo accostai alla fica e gli ordinai di leccarla……lui ubbidì e lo fece con passione, mentre dal mio sesso gli si riversava sulla lingua e in bocca e in faccia tutta la sborra che lui e l’altro mi avevano schizzato dentro…….. Non fece una piega….era chiaramente bisex…..lo avrei messo alla prova……

                Ci prendemmo una pausa per degustare ancora un po’ di champagne e fare due chiacchiere…….. molto amabilmente e con fare scherzoso dissi loro che se fosse circolata una parola del nostro incontro si potevano scordare a vita di passare l’esame della mia materia, e se fosse venuta fuori la cosa dopo l’esame, non sarebbero riusciti a laurearsi in quella facoltà…………ci facemmo due risate anche se sapevano che parlavo seriamente…….del resto perché avrebbero dovuto precludersi altri incontri di questo genere?.

                Avevamo già finito la prima bottiglia di champagne e il liquido scalpitava per uscire…….a tutti e tre scappava e ci dirigemmo in bagno…….io mi sedetti sul water e li sfidai a farmi vedere chi faceva il getto più lungo……..ovviamente nella vasca. La lotta fu dura, ma alla fine vinsero tutti e due…non c’era alcuna differenza…….la competizione era stata divertente e intanto la avevo fatta anche io. “E il premio?” chiesero in coro…….Sempre da seduta li feci avvicinare, presi in mano il sacchetto dei loro testicoli e cominciai a succhiarli alternativamente, prima uno e poi l’altro……….potete immaginare che tipo di reazione ebbero…..non immaginavano che avrei succhiato i loro cazzi gocciolanti di piscio………in effetti era una cosa che mi piaceva……quel sapore acre mi eccitava e anche l’odore che restava sul glande….il mio compagno non ne voleva sapere, ma mi piaceva l’idea di farmi pisciare addosso o di pisciare sul suo cazzo e poi fargli un pompino………. Subito mi ricambiarono e presero a leccarmi la vagina gocciolante e anche loro non ebbero il minimo problema di odori o sapori sgradevoli…..quanto mi piaceva essere lì con due lingue che mi attraversavano la curva delle natiche, dalla fica al buco del culo, quando ebbi un idea e feci loro cenno di smettere…

                Presi il mio Smartphone e chiamai il mio uomo che era a casa….. “Ciao Ugo come va? Ti senti un certo prurito sulla fronte? Ti ricordi che mi dici sempre che vorresti condividermi con altri uomini, che ti ecciterebbe guardare come faccio sesso con altri……..hai la tua occasione, accendiamo skype sul cellulare e guardiamoci…….voglio vedere che ti seghi però.” Era eccitato, lo conosco bene, e in meno che non si dica aprì il collegamento.

                “Lella fatti vedere….chi c’è con te?”

                “Guarda che bei cazzi Ugo….che grossi…ti piacciono?”

                “Oh si, Lella….lo sai che mi piacciono……dai, dai….fatteli…fammi godere….”

                Quel maiale era già eccitato come un mandrillo all’idea…..vedeva quei cazzi e si leccava le labbra….. con chi mi toccava stare…….”Mettiti il telefono davanti a te, Ugo…..non smettere mai di segarti se no chiudo il collegamento……voglio vederti sborrare. Tu mi vedi bene? Ora sistemo meglio il mio di cellulare e lo posiziono affinchè tu possa vedere tutto……va bene?”

                “Dai, vedi che sono già nudo col cazzo in mano….fammi godere…” e prese a masturbarsi…..

                Basta, ora dovevo pensare a me……lasciai il cellulare in posizione per riprendere e misi sul letto a 4 zampe. Giorgio si posizionò sotto di me e cominciammo un lento e sensuale 69……..io ero a gambe larghe su di lui e mi abbassavo tanto di permettergli di leccarmela senza sforzo, mentre cominciavo un estenuante pompino su di lui sdraiato sulla schiena…..Franco si mise in piedi davanti a me col cazzo penzolante e alternavo il dono della mia bocca, un po’ a un cazzo, un po’ all’altro, sempre accertandomi che Ugo si stesse masturbando e così era……..poi Franco si girò,mise  le mani sulle sue natiche e le allargò.Si piegò in avanti e si avvicinò alla mia faccia che fece penetrare tra le sue chiappe……..voleva che gli leccassi l’ano e così feci. Cominciai a fare scivolare la lingua dal suo culo alla palle, su e giù instancabilmente, mentre lui si chinava sempre più mugulando dal piacere………cazzo, eccitava anche me farlo…… mentre con la mano mi appendevo al suo cazzo e glielo menavo e con l’altra mi stuzzicavo alternativamente i capezzoli e il clitoride, mentre Giorgio continuava  a leccarmi la figa……..Stavamo andando tutti e tre su di giri, per non parlare del povero cornuto da casa che vedevo come si masturbava all’impazzata……… Dopo un po’ Franco si mise inginocchiato dietro di me, con la testa di Giorgio tra le gambe, e prese a ricambiarmi il favore……..si mise lui ad allargarmi le chiappe e a leccarmi il buco del culo……..come era piacevole……quando si sollevava sentivo il fresco della sua saliva che si asciugava ed era una sensazione stupenda…… Ero inginocchiata con la testa chinata a ingollare il cazzo di Giorgio e avevo il culo in alto con la bocca di Franco attaccata al culo….. bellissimo……. Con la coda dell’occhio vedevo l’uccello di Franco che in quella posizione era molto vicino alla testa di Giorgio che mi stava leccando sempre la figa (gli stavo vomitando in bocca un ben di Dio di umori), ma allo stesso tempo aveva afferrato con un mano il pisello di Franco e lo muoveva avanti e indietro…… Vedevo anche Ugo su Skype che era vicino allo schermo e si masturbava selvaggiamente mentre ammirava tutta la scena.

                Quando il mio culo fu pieno di saliva, Franco cominciò con l’introdurre prima un dito,poi l’altro, poi due…….e l’ano si dilatava diventando sempre più elastico…. Non appena si asciugava lo riempiva nuovamente di abbondante saliva e ricominciava………avevo già capito dove si andava a parare……mi bagnai ulteriormente all’idea di ricevere nel culo quel tozzo cazzo largo….non vedevo l’ora…….non mi piaceva molto prenderlo nel culo….a Ugo non lo facevo fare quasi mai, ma l’idea del cazzo di Franco mi stimolava…… quello di Giorgio….era troppo lungo….me lo avrebbe sfondato. A proposito, Giorgio lo vedevo più silenzioso….che fosse succube di Franco? Non mi era piaciuta tantissimo l’improvvisata del secondo ospite….avrei preferito saperlo prima e ora Giorgio non lo vedevo più così interessante come all’inizio…….mi ero levata il capriccio e lo avevo ridimensionato….ero proprio un mignottone, con un uomo di sotto che mi leccava la fica e a cui facevo un pompino, un altro che se lo lubrificava con la saliva sul mio ano e si apprestava ad incularmi, mentre il terzo da casa se lo menava di brutto guardandomi su skype……..

                Mi stavo concentrando sul cazzo di Giorgio……….scendevo col capo fino ad introdurlo il più possibile nella mia gola….mi sentivo soffocare nello sforzo e ancora potevo tenerlo nella mano…..tanto per darvi un’idea di come lo aveva lungo……….normalmente quando lo facevo a Ugo arrivavo con le labbra fino alle palle e gli toccavo col naso il ventre…….la sensazione di averlo in bocca tutto quanto era impagabile…. Sentirsi solleticare la gola poi………..

                Franco cominciò a spingere….per aiutarlo spinsi anche io, come se dovessi andare in bagno, così l’ano si allargava e favoriva l’introduzione……..il glande mi entrò quasi subito…lentamente….cazzo, faceva male…era troppo grosso……ma lo sfintere piano piano avrebbe ceduto e sarebbe diventato elastico…..bastava insistere ancora un po’……saliva, saliva….metti saliva viscida a volontà, pensavo tra me e me…….e così lui faceva….era espertissimo e non aveva bisogno di consigli, ma aveva il cazzo che si allargava in fondo per cui anche io dovevo allargarmi sempre di più……andava a finire che mi avrebbe proprio spaccato il culo…….io cercavo di concentrarmi sul cazzo che avevo in bocca e sulla lingua che mi spazzolava la fica senza contare il segaiolo di Ugo che ora se lo menava con due mani da tanta eccitazione provava a vedermi così……….

                Franco era inesorabile….il cazzo procedeva piano ma procedeva ……il buco del culo mi si allargava sempre di più….non so avrei resistito ancora, ma ad un certo punto si fermò……era arrivato in fondo……..mi bruciava tutta la zona e lui si cominciò a ritrarre in parte, poi spinse di nuovo fino in fondo….andava meglio, andava molto meglio……cominciò ad andare su e giù e quel dentro e fuori diventò sempre più piacevole……..ormai la dilatazione si era completata e lo sfintere si era adattato alle misure di quel corpo che lo penetrava e non restava che godersela……….non ero molto lontana da un nuovo orgasmo….fica occupata, culo occupato, bocca occupata…….cosa volere di più……. Sentivo che quella bestia mi scavava il culo in profondità….mai provata una sensazione del genere……..

                “Ugo, voglio che ti sborri in mano…….hai capito?” E vidi sul telefonino che lui piegava il capo in cenno di assenso……era quasi arrivato…….il cazzo andavo dentro e fuori dal mio culo ed era a pochi centimetri dal viso di Giorgio, che guardava affascinato il cratere che era diventato il mio ano, mentre continuava a leccarmi la fica……. All’improvviso Franco si sfilò dal culo, chinò il cazzo verso il basso e lo piantò in bocca a Giorgio facendosi succhiare da lui……eccola lì…..erano bisex quei due…..a quella scena vidi Ugo che si sborrava in mano come gli avevo detto……..non è che  era potenzialmente bisex anche lui? Proprio in quel momento aveva sborrato…….la scena lo aveva eccitato particolarmente?

                “Leccati le mani, Ugo……..fallo per me” e il cagnolino ubbidì e si leccò tutta la sua sborra…… che potenza abbiamo noi donne……possiamo far fare tutto quello che vogliamo…..

                Intanto Franco aveva fatto a gustare a Giorgio a volontà il sapore del mio culo, aveva poi infilato un po’ il cazzo nella mia fica per lubrificarlo un po’, dando occasione a Giorgio di dare una leccata all’asta mentre scorreva, poi si era rivolto nuovamente al mio culo che aveva penetrato più facilmente ora……… Stavo arrivando….l’eccitazione era troppa…la bocca sapiente di Giorgio mi stava lavorando la fica e il clitoride a dovere e sentii l’orgasmo esplodermi nel cervello…presi a tremare e a sussultare mentre ondate di piacere si susseguivano….mi sentivo svenire e lo sfintere si stringeva e si allargava come ad afferrare quel cazzo che lo penetrava……..forse furono i miei movimenti, fatto sta che all’improvviso sentii uno schizzo bollente nelle viscere, seguito da altri schizzi in successione………..era la sensazione di un clistere…..un clistere di sborra ed ogni colpo sulle pareti del retto mi procurava sensazioni estreme……..ero rimasta ferma col cazzo in bocca e anche Giorgio era rimasto con la fica nella bocca, mentre ad ogni schizzo caldo mi sembrava di avere un altro orgasmo…….eravamo sudati e stanchi….non avevo la forza di muovermi…..il culo mi pulsava………

                Franco piano piano si ritirò e uscì dal culo definitivamente……venne davanti a me che avevo ancora l’altro cazzo in bocca e lo sostituì col suo………dovevo ripulirlo fradicio di sborra come era…….era un misto di sapori…….culo, sborra, cazzo, ma aveva un gusto straordinario……..Mentre mi occupavo di lui, il cratere che era ormai diventato il mio ano cominciò a fare uscire lo sperma che lui mi aveva scaricato e cominciò a gocciolare inesorabilmente sul viso di Giorgio……….il porco non si scansò, ma anzi aprì la bocca per riceverla e prese a leccarmi tutta infilando anche la lingua nell’ano per cercare di non perderne nemmeno una goccia.   Ugo a questo punto era di nuovo in tiro e vedevo che aveva ricominciato a segarsi……mi venne il sospetto che quei tre maschietti avrebbero fatto bene anche senza di me……che fossi solo un pretesto…..ma che mi fregava se erano bisex o gay……….mi avevano fatto godere di brutto.

                Franco era un vulcano sempre in tiro…..vidi che prendeva la bottiglia di champagne e ne beveva un altro sorso….mi si avvicinò e mi fece sdraiare, inclinò la bottiglia e mi versò un pò di contenuto sul corpo e  in particolare sulle tette…..tutti e due si avvicinarono e mi leccarono le bollicine che mi si spandevano sul ventre, senza trascurare di leccarmi i capezzoli………Nuovamente fu la mia fica sempre bagnata al centro dell’attenzione……..mentre mi succhiavano i capezzoli  quel porco all’improvviso mi infilò dentro il collo della bottiglia e prese a ruotarla…….era fredda e mi procurava strane sensazioni nel complesso piacevoli…… prese a infilarla dentro e fuori come un cazzo e ben presto quel collo verde fu ricoperto dalla  patina biancastra dei miei umori….presi in mano i loro cazzi che cominciai a menare mentre mi abbandonavo al piacere che mi dava quella bottiglia che entrava e usciva dalla mia fica sciacquettando per il liquido che ancora conteneva. Ad un certo punto Franco prese la bottiglia, la tappò col pollice e cominciò a sbatterla……. Avevo idea di cosa sarebbe successo ed ero pronta ed eccitata……..sempre agitandola si avvicinò alla fica e rapidamente la introdusse levando il dito che faceva da tappo……..fu l’effetto della lattina di Coca che viene aperta dopo essere stata agitata…….lo champagne esplose letteralmente dentro la mia fica e mi invase in pressione le pareti della vagina, mentre la bottiglia sempre inserita ne impediva la fuoriuscita. Giorgio mi si avvicinò, si mise in posizione tra le mie gambe e levò la bottiglia di colpo……..i mei umori misti allo champagne schizzarono fuori con una certa pressione, ma lui con la bocca incollata al mio sesso bevve tutto avidamente……..aveva una erezione colossale, quando finii di emettere liquido si alzò, mii fece sdraiare supina sul letto, si inginocchiò accanto al mio capo e cominciò a menarsi  il cazzo violentemente………era chiaro che voleva riempirmi di sborra il viso e la cosa non mi dispiaceva per niente…….. guardavo quel cazzo che si agitava davanti a miei occhi ed era molto eccitante……si avvicinava alla mia bocca ed era quasi appoggiato alle labbra.

“Troia, apri la bocca”, mi stava dicendo, “succhiacazzi vacca pompinara, strozzati di sborra…… e se lo menava  e anche Ugo infoiato sempre di più si masturbava con foga, cnche per via della scena della bottiglia a cui aveva assistito.  Aprii la bocca più che potevo e lui infilò solamente la parte superiore…. continuava a menarselo con il solo glande all’interno della bocca poggiato sulla mia lingua…..accelerò e chiuse gli occhi, emise un gemito e un getto prolungato mi attraversò la bocca e finì sulle labbra e sulla guancia fino all’orecchio e i capelli…….piegò leggermente in basso il cazzo e il secondo mi finì dritto in gola procurandomi quasi un conato. Involontariamente mi spostai perchè mi era andato per traverso così gli altri li ricevetti in faccia, sul naso, sugli occhi, in fronte…….. sembrava non finire mai….quanta era? Mi leccavo le labbra, me la spalmavo sul viso, mi leccavo le dita gocciolanti, la spalmavo sul seno…….era una maschera oscena di sborra. Intravidi sul telefono Ugo che in piedi schizzava da tutte le parti in preda all’orgasmo……non gli importava più nullla, non stava attento a nulla…..sborrava dove capitava…….aveva vista la compagna zoccola come non mai….non credeva fosse possibile…….e non aveva visto ancora niente, non sapeva ancora quanto potessi essere troia…….               

Ero pienamente soddisfatta, il cazzo di Giorgio lo avevo ripulito bene bene, lo stavo ancora succhiando per tirare fuori eventuali gocce…….era fuori combattimento, come lo era anche Franco e lo stesso Ugo che aveva partecipato indirettamente……Avevano sborrato tutti due volte in poco tempo e non si poteva pretendere di più. Anche io avevo avuto almeno due orgasmi, forse di più quando venivo inculata perché mi sembrava di avere avuto orgasmi multipli………..volevo ancora cazzo, ma mi dovevo accontentare, anche perché era molto tardi e dovevo fare un salto in istituto, non senza aver fatto prima una doccia ed essermi cambiata.

Avevo ancora intenzione di approfittare dei due ragazzi………avevamo detto che ci volevano alcune lezioni per finire la ripetizione e poi mi era venuto in mente di far partecipare pure Ugo……tre cazzi a disposizione era una cosa che non capitava tutti i giorni…….. Volevo provare una doppia penetrazione mentre succhiavo un terzo cazzo, volevo provare a farmi infilare due cazzi contemporaneamente nella fica e se ci riuscivo poi volevo provare la doppietta nel culo……..alle brutte i tre cazzi si dovevano alternare nei miei tre buchi (comprendo la bocca) per vedere le differenze tra uno e l’altro e avevo intenzione di provare anche il fisting………ci voleva uno che lo sapesse fare, ma credo che Franco fosse il più vispo di tutti e potevo certo contare su di lui……… Erano tutti e tre bisex e certo non ci saremmo annoiati nelle prossime sedute. Per il momento mi potevo accontentare….. 

 

               

 

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Voleva rimanere vergine by suve [Vietato ai minori]




Voleva rimanere vergine di suve New!

Luisa voleva rimanere vergine.
Compagni di scuola sin dal primo anno di liceo ci mettemmo insieme all’inizio del quinto. C’era sempre stata una simpatia tra di noi pur essendo presi da altre avventure giovanili, fino a quando un pomeriggio d’autunno ci baciammo per la prima volta.
Da fidanzati diventammo inseparabili, scuola, studio, locali, sempre insieme, da soli o con altri.
Fin da subito mi disse che la sua educazione le imponeva di andare vergine all’altare ma che, e lo disse arrossendo, a parte la penetrazione non aveva preclusioni.
Ero stupito che una diciottenne, se pur da poco, fosse ancora intatta, specie una bella ragazza come lei, però Luisa mi piaceva molto e non ebbi problemi a accettare le sue regole.
Non era molto esperta. Ricordo ancora con piacere come arrossiva ogni volta che le toccavo il seno o le cosce con la mia mano che saliva su verso la sua micina. Mi faceva sentire uomo navigato anche se la mia esperienza non era molto più della sua.
Con le seghe se la cavava abbastanza bene, pur avendo qualche problema con lo sperma; era quasi comica quando affrontava l’impresa impossibile di non imbrattarsi le mani quando mi faceva venire. Con i pompini era peggio, all’inizio dovetti faticare molto a convincerla a provare e, una volta convinta, a non saltare io in aria quando, senza volerlo, mi faceva sentire i suoi dentini aguzzi facendomi anche male.
Col tempo e per gradi ci affiatammo. Le piaceva molto quando la leccavo e aveva imparato a succhiarlo molto bene vincendo alla fine, non senza una strenua battaglia, la riluttanza a ricevere il mio seme in bocca.
Per tutto l’inverno e la primavera successivi andammo avanti così sfruttando tutte le occasioni che trovavamo per restare da soli e prodigarci in interminabili sfregamenti del mio pene sulla sua micina e estenuanti e molto appaganti 69.
Ero felicemente innamorato di lei, e lei di me, l’unica crisi ci fu quando le chiesi il culetto. A lungo provai a convincerla giocando sul fatto che tecnicamente sarebbe rimasta vergine, ma oltre a considerarlo un atto contro natura aveva paura, tanta, del dolore. La relazione si rasserenò solo quando smisi di tentare e quella sera mi premiò con un pompino memorabile concluso, una delle rare volte che accadde, con l’ingoiare il mio seme.
Poi arrivò la gita, la classica gita dell’ultimo anno.
Eravamo a Praga insieme a altre quinte classi. Non ricordo per quale motivo lei dovette dormire nella stessa camera di una prof e quindi non ci fu occasione di stare insieme di notte. Capitò che uscendo tutti insieme io bevessi molto e senza ragionare mi ritrovai nella stanza, e nel letto, di una ragazza di un’altra classe. Ero sempre stato fedele fino a allora ma l’alcool e la prospettiva di scoparmi una bella ragazza mi fecero cedere. Nulla di trascendentale, Luisa era più brava di lei a fare pompini, ma dopo tanto tempo provai ancora la gioia di penetrare una micina accogliente.
Una sua amica venne a saperlo e glielo disse, questo lo seppi diverso tempo dopo e lo ricollegai con quanto accadde dopo, sul momento notai solo che al rientro Luisa era un po’ diversa, più sulle sue, pensierosa.
Una sera che eravamo riusciti a restare da soli a casa mia avanzò lei la proposta. Dopo mesi la rividi arrossire, incerta su cosa dire e come farlo, quasi balbettante. In pratica mi propose di provare la sodomia.
Eravamo sul mio letto strettamente abbracciati, ci baciavamo e mentre lei mi segava dolcemente io le sfregavo piano la micina. Come sempre accadeva scivolai con la bocca verso i suoi seni diretto al pancino aspettandomi che lei si mettesse capovolta su di me per scambiarci frenetiche succhiate e slinguate. Quella volta mi fermò:
– Aspetta Franco………….voglio pro….provare –
Un po’ stranito dall’interruzione le chiesi cosa e rimasi di stucco ascoltando la sua risposta:
– Ho parlato con delle mie amiche, mi hanno detto che ci vuole molta pazienza e attenzione ma che poi il dolore passa……….e è bello. –
– Ma di cosa stai parlando? Cos’è che vuoi? –
– Io voglio provare……. se ti va…….. ma devi fare piano………..il…… il culetto. PROMETTIMI CHE FARAI PIANO! – Alzò la voce sull’ultima frase pronunciandola velocemente e nervosamente.
Non ci credevo, pochi mesi prima aveva difeso con unghie e denti il suo fiorellino, rifiutando anche di farsi toccare con un dito tanto che mi ero rassegnato, e ora era lei a propormelo.
La vedevo impaurita, titubante ma con lo sguardo deciso allo stesso tempo.
– Sei sicura? Veramente sicura? – Il mio cazzo si era fatto duro come ferro al pensiero. Non avevo mai inculato una ragazza, avevo visto qualche filmetto hard, letto qualche articolo, sapevo che occorreva preparazione ma la mia esperienza in merito finiva lì, alla teoria. Con la mano andai a stringerle una natica quasi a appropriarmene prima che ci ripensasse.
– Sì, voglio provare, ma devi essere delicato, mi hanno detto che se fai piano il dolore è sopportabile –
– Ti prometto, appena senti male me lo dici e io smetto –
Sapevo che occorreva lei si rilassasse molto per cui la feci distendere sul letto e andai a baciarle la micina per eccitarla. Ben preso i suoi gemiti mi fecero capire che stava bene. Mi inumidii un dito con la saliva e andai a stuzzicarle il forellino. Si contrasse, non era ancora abbastanza rilassata. Tenni il dito lì con lenti movimenti circolari e con la bocca tornai alla sua micina e al suo clitoride.
Premendo e inumidendo, leccando e succhiando riuscii a far entrare una falange senza troppi problemi. Lo stretto anello mi stringeva il dito ma ora pareva meno serrato di prima. Luisa gemeva ma non protestava. Spinsi ancora strappandole un singulto. Mi fermai.
– Ti faccio male? –
– No….. appena. Prosegui ma fai piano –
Ebbi un lampo di genio, mi alzai e andai in cucina tornando con un po’ d’olio, dal bagno prelevai un asciugamano e lo distesi sotto le sue reni per non far ungere il letto.
Il dito ora entrava con più facilità, quasi a metà. Luisa ebbe un altro singulto.
– Male? –
– Brucia un po’………continua –
Spinsi ancora sempre leccandole la micina per controbattere il dolore col piacere, e riuscii a inserire tutto il dito. Lo tenni fermo, Luisa grazie alla mia bocca sospirava di piacere. Provai a rotearlo e non ricevetti segni d’insofferenza. Ora era il momento di provare. Ritirai il dito e mi alzai.
– Cosa? Cosa…….. fai, continua, mi piace –
– E’ arrivato il momento, se ancora vuoi………. –
– Sì………….. proviamo, cosa devo fare? –
– Mettiti a quattro zampe e cerca di rilassarti, avvertimi se senti male e io mi fermo –
Mi posizionai dietro di lei, unsi ancora il dito con l’olio per lubrificare il forellino che pareva fissarmi con aria di sfida. Con l’altra mano andai a stimolarle il clitoride per mantenere viva l’eccitazione. Il dito era tutto dentro di lei, lo muovevo piano e Luisa gemeva chiaramente di piacere. Ora toccava a me. Ritirai il dito e intinsi il glande nella tazzina d’olio spandendo poi il lubrificante per tutta l’asta. Me lo presi in mano e lo puntai sull’ano.
– Spingi Luisa, come se dovessi andare in bagno, dimmi subito se ti fa male –
E premetti. Dovetti usare una certa forza perché il muscolo opponeva resistenza. A un tratto la cappella scivolò dentro e Luisa lanciò un urlo.
– Hai male? Devo smettere? –
– No, aspetta, stai fermo………… mi brucia ma è sopportabile –
Sentivo l’anello stringermi forte, quasi provavo dolore io. Attesi un minuto e poi:
– Rilassati, rilascia i muscoli, al mio tre spingi che provo a entrare di più. Uno, due e….. tre –
Feci forza guadagnando 3-4 centimetri. Luisa non fiatò ma la sentii irrigidirsi. Le chiesi ancora se aveva dolore.
– Brucia, brucia un po’ ma non è dolore. Prova…….. prova a muoverti……. Piano –
E io mi mossi, con le dita aggiunsi olio sull’asta e affondai ancora. Luisa taceva ma scuoteva la testa.
Feci avanti e indietro per un minuto, senza spingere troppo forte. Mancava poco all’orgasmo, la stretta ferrea sul mio pene e il pensiero che finalmente stavo inculando Luisa mi eccitavano come non mai. Luisa urlò forte.
– BASTA……. basta ti prego, mi brucia, mi brucia tanto………… –
Mi tirai indietro provando anch’io un po’ di dolore mentre uscivo, mi masturbai veloce sino a coprirle la schiena della mia crema e Luisa era accasciata sul letto, piangendo piano.
Una volta schizzata l’ultima stilla del mio seme mi accasciai di fianco a lei baciandole i capelli.
– Scusami Franco, scusami ma non ce l’ho fatta, mi bruciava troppo, ma ci riproveremo, vero che ci riproveremo? – e giù lacrime.
Feci del mio meglio per consolarla.
– Tranquilla Luisa, non devi preoccuparti, è normale, la prossima volta, sempre se vorrai, faremo ancora più attenzione – e l’abbracciai stringendola a me. Non era andata proprio come speravo ma poteva essere un inizio. Luisa pian piano si quietò e rimanemmo abbracciati a lungo.
Per fortuna che avevo messo l’asciugamano perché, notai dopo, il mio membro era sporco……..e non solo di olio.
A ogni modo questo fu l’esordio. Ci riprovammo dieci giorni dopo e andò meglio, lei soffriva un poco, la sentivo che stringeva i denti, ma sempre meno. Ora avevamo imparato, chiedendo quando potevamo e cercando in rete quando non potevamo. Avevamo imparato per esempio che se lei si faceva prima un clistere alla camomilla tutto era più semplice, più facile rilassarsi, e anche più pulito. Non soffriva più come la prima volta, tranne forse quando ero troppo irruento, ma io riuscivo ora a scoparle il culo senza problemi e già alla quarta volta potei venirle dentro con un orgasmo che ancora oggi ricordo.
Luisa s’offriva volentieri sopportandomi, non aveva fastidi ma raramente riusciva a trovare anche solo piacevole la penetrazione, e io lavoravo tanto di lingua alla fine per ricambiarla.
Sei mesi dopo avvenne il miracolo. Entrambi oramai universitari, anche se in facoltà diverse, continuavamo a fare coppia e a cercare momenti d’intimità.
Quella sera era speciale, il nostro anniversario. Feci tutto a modo: fiori, cenetta a lume di candela, passeggiata romantica mano nella mano e infine a casa, tutti soli.
Avevo con me un aiuto, un piccolo vibratore che avevo acquistato in un sexy shop, da applicare al clitoride. Ci eravamo spogliati e seguivamo il solito copione: io leccavo lei, lei succhiava me, poi a 69 e io che stuzzicavo la sua rosellina allargandola con le dita. Poi la penetrazione. Ci mettemmo di lato, a cucchiaio, inizialmente strusciai il mio pene sulla sua micina, le piaceva molto questo sfregamento, poi lo puntai sulla sua rosellina e spinsi. Ora non facevo molta fatica a entrare e presto mi ritrovai completamente piantato dentro di lei.
– Cosa fai? Perché non ti muovi? –
– Aspetta, ho una sorpresa per te – e allungai la mano prendendo il vibro. Lo accesi e subito lo appoggiai alla sua micina. Fece uno scatto impaurita dall’improvviso rumore e dal mio movimento.
– Cosa…….. faiiiiiiiii – il piccolo vibro fece subito il suo dovere stimolandola piacevolmente.
Luisa tacque, l’unico suono era il ronzio del vibro e i suoi sospiri, che si fecero sempre più frequenti.
Appoggiò la sua mano sulla mia per posizionare meglio l’aggeggio.
– mmmmmmhhhhhhhh, sì, mi piace…………….. mi piaceeeeeeeee –
Mi mossi nel suo culetto, lentamente e poi più velocemente vedendo che era sempre più presa dal piacere. Ora spingevo con forza e Luisa mi veniva incontro per farsi penetrare più a fondo.
– E’ bello……… è belloooooooooo. Sì, il mio culetto è tuo, lo sai. Inculami, inculami forteeeeeeeee –
E venne, scuotendosi tutta nel suo primo orgasmo anale. La seguii a ruota, il suo piacere si estese a me, diedi alcuni colpi forti e mi fermai, completamente dentro di lei, il mio pube stretto alle sue natiche, schizzando il mio seme nelle profondità del suo intestino.
– Mmmmmhhhh, mamma mia che bello, non avevo mai provato una cosa simile, non credevo che si potesse godere anche con il culo………… mmmmmmhhhhhh, aspetta, non uscire, fammelo sentire ancora un po’ –
Fu una svolta nel nostro rapporto, quell’orgasmo oltre a vincere forse qualche freno mentale la disinibì. Da quella volta capitò che fosse lei a tirarmi da parte a qualche festa per un veloce pompino e leccata, addirittura lo facemmo nella biblioteca della facoltà, nascosti dietro uno scaffale. In discoteca si fece inculare nel bagno bagnandomi tutti i pantaloni col suo succo. Una volta ci sorprese mio fratello. Stavamo studiando, o meglio quella era l’intenzione, e Luisa si venne a sedere sopra di me e mentre muoveva le anche con il mio cazzo piantato nel culetto tornò a casa mio fratello. Scambiammo un paio di frasi e mentre io ero imbarazzato Luisa rispondeva tranquilla, ma sarebbe bastato alzare poco l’ampia gonna per vedere la sua fighetta aperta che gocciolava e poco più in là il mio cazzo che violava il suo fiorellino, con Luisa che contraeva e rilasciava i muscoli sfinterici facendomi impazzire. Mio fratello non si accorse di niente, o forse fece finta comunque uscì di nuovo poco dopo. La porta non si era ancora chiusa che già Luisa aveva ripreso a muoversi e mentre saltava sul mio affare facendomi godere venne anche lei. Anche in questo caso ci rimisero i miei pantaloni.
Fu un periodo stupendo che purtroppo non durò a lungo, un anno dopo Luisa mi lasciò senza troppe spiegazioni. Ci rimasi male, non me lo sapevo spiegare e chiedevo a amici comuni e seppi, da una sua amica, che Luisa si era innamorata di un collega d’università, inoltre che aveva saputo della mia scappatella in gita e per paura che io la lasciassi per qualche ragazza che dava tranquillamente via la micina si era decisa a donarmi il suo culetto.
Il culetto che ora si godeva un altro, che tre anni dopo diventò suo marito provando anche la sua micina, o almeno credo perché non ebbi più contatti e me ne disinteressai …….consolato proprio dalla sua amica………… ma questa è un’altra storia.

 

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