La cartolaia




Per chi come me distribuisce all’ ingrosso materiale di consumo nelle cartolerie luglio è il mese delle tanto famigerate “scolastiche”, queste non sono altro che forniture speciali, copiose, che servono a riempire i magazzini dei negozi per essere pronti a settembre quando le richieste dei clienti saranno più sostanziose con l’inizio del nuovo anno scolastico.
Mi trovavo a Torino in una cartoleria in Corso Giulio Cesare intento a scaricare un bancale intero di quaderni, penne e vari ammennicoli.
Essendo il periodo tranquillo per la tipologia del negozio in cartoleria c’eravamo solo io e la signora Marisa che gestisce il negozio con il marito.
Io cercavo di finire le operazioni di scarico il più velocemente possibile mentre Marisa sistemava un pó la contabilità dell’esercizio.
Stavo mentalmente bestemmiando tra me e me poiché i boxer si erano spostati facendo uscire i testicoli fuori dalla lycra.
La cosa mi procurava non poco fastidio ma non mi sembrava educato ravanarmi per aggiustare il tutto davanti alla signora.
Continuai a tirare giù i pacchi ma ad un certo punto non ce la facevo proprio più e vedendo Marisa girata di spalle infilai una mano nei pantaloni, misi al proprio posto i miei testicoli e ripresi a lavorare.
Dopo qualche minuto però mi ritrovai nella stessa situazione con lo stesso fastidio. Maledicendo la marca di abbigliamento intimo che indossavo attesi che Marisa fosse distratta per rimettermi in ordine.
Dopo una buona mezz’ora e tre ravanate finii di portare tutto il materiale dal furgone al negozio appena in tempo visto che l’orario di chiusura era prossimo. Presi le bolle di trasporto e mi avvicinai a Marisa per farmele firmare
“Chiudi la porta per favore che con tutto sto materiale è un attimo che mi entrano dentro!” mi disse la signora
Feci come mi era stato detto e andai al banco da Marisa.
Avevo tutta una serie di fogli da farle firmare, divisi le mie copie dalle sue e le misi in ordine tutte le bolle da timbrare.
Lei si chinò sul banco concentrata sui documenti offrendomi la visione del suo piccolo seno che potevo vedere benissimo dalla scollatura generosa della sua maglia. Marisa non è bellissima, è una donna normalissima, mora, capello corto, occhiali tondi, bocca carnosa ed un naso leggermente pronunciato… fisicamente era piatta in tutti i sensi… poco seno… poco sedere… magra… insomma non era una donna che faceva girare gli uomini per strada ma non era neppure una brutta donna.
Continuavo comunque a buttare l occhio nella sua maglietta quando lei improvvisamente alzó lo sguardo per chiedermi una cosa. Ero sicuro che mi avesse beccato mentre la spiavo ma vedendo che non fece una piega e non fece nulla per ricomporsi pensai di averla sfangata. Lei riprese a compilare i documenti ed io ripresi a guardarla.
“Hai finito di guardare dentro la mia camicetta?” mi chiese tenendo gli occhi fissi sulle bolle e continuando a scrivere
“Mi perdoni signora, mi è caduto l’occhio!” ammisi sorridendo
“Ma dai è una seconda scarsa… non c’è nulla da guardare” mi disse rispondendo al mio sorriso
“Mah… per come la vedo io un capezzolo è sempre un capezzolo!” scherzai
Mi guardó e scoppio in una risatina.
“Se ci fosse qui mio marito non avresti mai detto questa cosa” disse a mó di sfida
“Ha ragione, mi scusi non volevo mancarle di rispetto, volevo solo essere simpatico per stemperare la tensione” dissi
“Ma io non sono tesa… a differenza tua” mi disse
La guardai enigmatico non avendo capito a cosa si riferisse
“Ti ho visto prima mentre ti mettevi le mani nei pantaloni… onestamente non pensavo di fare questo effetto ad un ragazzo della tua età” esclamò convinta
“Signora guardì, mi spiace se le ho dato modo di pensare tutto ciò, ma le giuro che stavo semplicemente mettendo a posto il mio… il mio “amico” perché continua ad uscirmi dai boxer e mi da fastidio” spiegai
“Ahhhh… adesso allora si usa sta scusa?” sorrise provocandomi
Io la guardai un pó imbarazzato mentre vidi che abbassava lo sguardo sul mio pacco che era nuovamente uscito dalla sua sede naturale
“Quindi quel gonfiore non è dovuto alla tua eccitazione… peccato!” mi disse e facendo ciò schioccó la lingua e mi fece l’occhiolino
“Ma guarda sta troia!” pensai tra me e me così presi a giocare al suo stesso gioco
“Signora se non si fida non mi rimane altro che mostrarle che non mento” le dissi
“Beh a sto punto sono curiosa!”
Fu così che improvvisamente mi ritrovai a slacciarmi la cintura e ad abbassare i bermuda rimanendo in boxer davanti a lei con i testicoli che uscivano dal lato destro.
Mi osservó compiaciuta e mi disse “Fermo li!”
Marisa fece il giro del bancone, spense le luci del negozio, chiuse la porta a chiave e venne da me
“Avevi ragione… era solo colpa dei boxer!” e così dicendo mi guardó fisso negli occhi mentre tirando l’elastico dei miei boxer infiló dentro la mano raccogliendo i miei testicoli e rimettendoli a posto, li soppesò stringendoli appena poi prese la mia asta che iniziava ad indurirsi la mise dritta adesa al mio pube e richiuse i miei boxer lasciandomi con l’armamentario finalmente a posto.
Continuo ad accarezzare lievemente la mia verga da sopra il tessuto mentre sempre guardandomi in maniera sfacciata mi chiese “E perché ora che è bello al suo posto continua a gonfiarsi?”
“Signora… che vuole che le dica… di questo passo non solo si gonfierà ma rischiamo anche di macchiarlo questo boxer”
“Noooo… sarebbe uno spreco vedere della sborra buttata dentro un paio di boxer non credi?”
Sta zoccola continuava a provocarmi e a farmi una sega da sopra i boxer…. chi se lo sarebbe mai aspettato
“Marisa se ha qualche idea me ne parli” dissi facendole l’occhiolino
“Credo che sto già parlando abbastanza…” disse e dicendo ciò mi abbasso i boxer facendo uscire come una molla il mio cazzo ormai duro, lo scappelló un paio di volte e poi si inginocchiò
Inizió ad annusarlo… sapevo che dopo aver scaricato tutto quel materiale non doveva avere proprio un profumo di felce azzurra ma vidi che Marisa continuava a passare il suo naso aquilino tutto intorno… inebriandosi dell’ odore della mia nerchia sudata… alzó lo sguardo, mi guardó e mentre mi menava il cazzo schioccó ancora la lingua… la tiro fuori e cominció a leccarmi sotto i coglioni proprio nel punto dove ero più sudato… mentre la sua mano scorreva sapientemente lungo il mio cazzo sentivo la sua lingua turgida viaggiare nello spazio che va dai coglioni all ano… quando finì quello che sembrava un vero e proprio bidet salì leggermente e prese a succhiarmi il testicolo mentre continuava a segarmi facendo roteare leggermente la mano ogni volta che mi tirava giù lo scroto… dopo aver accuratamente lavato le mie palle comincio a passare la lingua sul mio uccello gonfio… la sua lingua viaggiava lungo tutta la mia asta… sembrava un cammello assetato che lecca una statua di ghiaccio… più andava avanti e più mugolava e più mugolava più aumentava la velocità
Io nel frattanto ero arrivato ad un livello di eccitazione che rasentava il limite.
“Continui… manca poco!” le dissi
Lei fece un verso strano e in una frazione di secondo si infilò tutto il mio cazzo nella bocca, mise le sue mani sulle mie chiappe ed inizió a pompare forte
Si staccò solo un attimo mi guardó e mi disse “Riempimi la bocca!”
Era così sfacciata che quasi mi inibiva ma oramai il processo atto ad eiaculare era ad un punto di non ritorno, pochi secondi e mi sarei scaricato nella sua cavità
Le presi la testa tra le mani ed iniziai a spingere forte il mio cazzo dentro di lei… oramai non era più lei che mi stava facendo un pompino ma ero io che mi stavo scolando la sua bocca
La gamba destra prese a tremare mentre vedevo Marisa sotto di me che iniziava a sudare e a diventare rossa… alzai lo sguardo e facendo un verso da troglodita sborrai nella sua bocca…. immaginai i fiotti caldi del mio seme spargersi nella sua trachea… la guardai deglutire con ancora la bocca piena del mio sesso… premetti la sua testa forte contro il mio pube per penetrarla fino in fondo e la tenni ferma lì per qualche secondo… quando compresi di aver eiaculato tutto il mio seme dentro di lei mollai la presa e le permisi di staccarsi… Marisa alzó lo sguardo e si passò un dito sulla guancia per raccogliere un rivolo di sborra che era uscito dal suo orifizio poi si passò quel dito in bocca e lo succhió voluttuosamente… Si alzò e mi sussurrò all orecchio “Te l avevo detto che era un peccato sprecarlo!”

ladistrazione@live.it
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Ricerche Frequenti:

IO SONO LELLA, DOCENTE E MIGNOTTA by Vecchiobambino [Vietato ai minori]




Quello studente non mi usciva dalla testa……..ogni volta che facevo lezione era lì sempre in prima fila, non capivo se seguiva la lezione o no, ma so solo che mi guardava, mi fissava continuamente, sembrava perso in chissà quali pensieri…….mi sembrava mi spogliasse con gli occhi, che esplorasse il mio corpo con lo sguardo…….sentivo che i suoi occhi mi toccavano, mi frugavano, mi spogliavano ed io mi eccitavo al pensiero…….spiegavo la mia materia scientifica cercando di non confondermi mentre provavo un brivido di piacere all’idea. Mi vergognavo come una matta quando mi rendevo conto che la fica mi gocciolava al pensiero di essere sfiorata da lui….cosa mi prendeva? Avevo un compagno che mi amava, che non mi faceva mancare le sue attenzioni……e allora? Non me lo spiegavo ma quel giovane in quell’aula dell’università mi sconvolgeva. A volte mi era capitato di essere preoccupata che si vedesse la mia eccitazione, che potessi macchiare i pantaloni in mezzo alle gambe da tanto che mi ero infradiciata le mutandine……..una volta appena terminata la lezione ero corsa in bagno a controllare, avevo tirato giù gli slip e avevo visto delle macchie bianche e viscide galleggiare dentro tranquillamente pronte a passare all’esterno…….mi ero toccata per controllare se davvero potessi essere così bagnata ed ero veramente un lago. In quel momento pensai a lui….al suo cazzo che desideravo……e continuavo a toccarmi, sempre con più furia, e caddi seduta sulla tazza del cesso masturbandomi come un’ossessa, mordendomi le labbra a sangue per non urlare durante l’orgasmo pensando che ero nel  bagno dell’istituto, dove gli altri docenti potevano entrare.  La mano che me lo aveva procurato era intrisa dei miei umori e mi leccai le dita immaginando che fosse la sua sborra………ero diventata così porca? Pronta a fare la zoccola?

                Da quel giorno misi la gonna per evitare di bagnare i pantaloni, ma era peggio perché quando scrivevo alla lavagna la curva delle natiche veniva messa più in evidenza ed oltre al suo sentivo gli sguardi di tutti gli altri studenti posati sul mio culo.

                Il cuore mi batteva forte in petto e questo mi faceva sollevare di più il seno…….la mia terza abbondante calamitava gli sguardi sulla mia camicetta e allora presi l’abitudine a tenere la giacca o un maglione per coprirmi un pò, anche se era primavera avanzata e il caldo cominciava a farsi sentire………la situazione era veramente imbarazzante. I miei studenti erano tutti poco più che ventenni e io avevo una quindicina di anni più di loro, ma a quanto dicono ero bella, curve mozzafiato, non alta, ma nemmeno bassa, culetto  sodo a mandolino, capelli scuri abbastanza corti, seni scolpiti e non cadenti…….insomma un bel bocconcino di milf per loro e non volevo scadere al ruolo della prof che se la fa con gli alunni, ma per lui devo confessare che avevo perso la testa………era desiderio carnale puro, non amore…….

                Un giorno che ero a preparare delle lezioni nell’ufficio dell’istituto sentii bussare…..era lui che era venuto a chiedermi se potevo dargli delle ripetizioni……..la materia era ostica e gli era sfuggito qualcosa, voleva solo chiarimenti su alcuni punti e qualche ora sarebbe bastata…..gli detti l’appuntamento per l’indomani nel pomeriggio….quando non avevo lezione.

                Ero agitata il giorno dopo….era solo una spiegazione in più sulla mia materia…….ma perché mi ero vestita un po’ più elegante del solito? una gonna un po’ più corta, una camicetta attillata, i tacchi alti…….. che avrebbero detto i colleghi?……magari avrebbero fatto dei risolini alle mie spalle? Lella, Lella, cosa stai combinando? dicevo a me stessa…… e finalmente lui arrivò.

                Bussò alla porta ed entrò avvicinandosi a passi lenti al tavolo dove ero seduta……..era bello come un dio mitologico……mi batteva il cuore e probabilmente si intuiva da come si sollevava il mio seno al mio respiro affannoso. Cercai di essere disinvolta e cominciammo la lezione……. Scrivevo le mie formule matematiche e le mie dimostrazioni  su dei  fogli di carta che tenevamo vicino per poterli vedere tutti e due, ma così facendo era stato costretto a sedersi vicino a me e sentivo che il suo sguardo passava dalla formule sul foglio all’attaccatura dei seni che faceva capolino dalla camicetta….. col movimento nello i scrivere si era sganciato anche il primo bottone e fui costretta ad abbottonarmi perché quello sguardo mi scavava dentro e avrai voluto strapparmi il reggipetto e fargli succhiare le mie tette che fremevano per avere le sue labbra intorno ai capezzoli che erano inevitabilmente duri ed evidenti.  Cosa mi succedeva?…….volevo essere la sua troia, concedergli qualunque porcheria mi volesse far fare, ero una cagna che si stava di nuovo bagnando……. Istintivamente accavallai le gambe che invece avrei  volentieri aperto, spiegavo la materia e intanto pensavo al suo viso che spingevo tra le labbra della fica per lavargli la faccia con i  miei umori e immaginavo il suo viso gocciolante del mio succo, di quello che non era riuscito a leccare……..

                Fu un tormento quell’ora di lezione, anche perché ogni tanto  arrivava qualche collega assistente di istituto come me, dal momento che quella stanza era in comune per tutti……..meno male perché almeno riuscivo a riprendermi, ma d’altro canto ogni interruzione mi faceva perdere ulteriormente il filo del discorso e già non ero abbastanza concentrata.  Se Dio vuole arrivammo in fondo all’ora quando lo salutai e gli diedi appuntamento per il giorno dopo. Lui mi disse allora “Possa farle una proposta? Mio padre è il proprietario dell’hotel Rex che si trova a poche centinaia di metri…….in questo momento non è ancora arrivata la stagione turistica e l’hotel è semivuoto…….potremmo avere una suite dove fare lezione in santa pace. Non perderebbe tempo….sono 5 minuti a piedi….Lo conosce l’hotel? È un bell’albergo a 4 stelle e se vuole posso farmi portare una lavagna nella camera”.

                Si era buttato….ci stava provando e a me non parve vero di aver sentito quella soluzione.        

                “Va bene” risposi……”se hai questa possibilità….tanto servono solo poche lezioni ancora. Ci vediamo domani poco dopo le 16…..la lavagna non serve…scriviamo sui fogli come oggi”. Mi diede la mano per salutarmi e me la strinse indugiando un po’ troppo…….forse arrossii sotto quella stretta…..non lo so, certo pensavo già all’indomani.

                Decisi di vestirmi da zoccola……..tanto ormai potenzialmente lo ero. Minigonna corta nera lucida, scarpe col tacco e zeppa, autoreggenti, scollatura generosa ….. mi guardai allo specchio……ero un puttanone colossale…… ma non ero ancora perfetta. Cambiai il reggiseno e ne misi uno che mi andava leggermente stretto, in modo che le tette sembrava volessero scoppiare….ora sì che andava bene….la mia terza abbondante era strizzata da tutti i lati e strabordava.  Non passai certo dall’istituto e arrivai in orario all’hotel.  Lui mi aspettava nella hall e mi accolse molto gentilmente stringendomi la mano. Alla reception c’erano un uomo e una donna che ammiccavano……non erano molto convinti che io potessi essere l’insegnante che dava ripetizioni, ma lui sbavava guardandomi….chissà come aveva il cazzo duro. Quei  due mi sembrarono abituati ad un comportamento simile da parte del figlio del padrone……. Chissà quante ragazze aveva già portato nella suite…….. C’erano da salire alcuni scalini per prendere l’ascensore e io li salii muovendo il culo più che potevo, per non dare adito a dubbi di essere proprio una troia pronta a distruggere il giovincello……

                All’ultimo piano c’erano davvero due suite ed entrammo in una che certo doveva essere l a migliore. Salottino, camera da letto e bagno e su un tavolino due bottiglie di champagne nel secchiello del ghiaccio……l’amico voleva davvero impressionarmi……

                “Io mi chiamo Giorgio…..possiamo darci del tu?” Sapevamo entrambi che non eravamo lì per una ripetizione e io risposi “Io sono Rossella come saprai già, ma gli amici mi chiamano Lella. Va bene…… diamoci del tu, ma in facoltà no…..d’accordo?”. “OK” mi rispose e aprì una bottiglia di champagne e ne riempì due coppe……….Ci sedemmo sul divano accanto al tavolo per bere e alzammo la coppa entrambi in un muto augurio……forse di una bella scopata. Lo champagne era gelato, ma mentre mi scendeva nello stomaco io sentivo caldo all’inguine….la fica cominciava a tirare. Senza farlo apposta allargai le gambe e lui lo prese subito come un invito e si accostò, mi strinse e prese a baciarmi furiosamente lingua in bocca stringendomi a sé. Le mani cominciavano a vagare una sul corpo dell’altro e nel farlo sentii una erezione favolosa che stava avvenendo……….dovevo vederlo , assaggiarlo….non ne potevo più e per lui vedevo che era la stessa cosa…..

                Mi inginocchiai ai suoi piedi, armeggiai con la cintura e la lampo dei  jeans e infilai la mano nei suoi slip……..lo afferrai e finalmente lo tirai fuori…….era mostruoso……..non so dire….certo lo era rispetto a quello del mio compagno…….lo stringevo nella mano, duro come fosse di acciaio,  e più della metà era ancora fuori dall’impugnatura…….lo avevo scappellato e gocce di piacere gli scendevano dal prepuzio…..lo fissavo vogliosa e da tanto che ero bagnata temevo quasi di essermela fatta addosso……leccai quella goccia che vedevo scivolare lungo l’asta e poi andai su e giù con la lingua per mettermi poi a stuzzicare il buchetto del glande…….con la mano gli tenevo il sacco delle palle e lo spinsi verso di me, aprii al massimo la bocca e lo sentii scivolare dentro, lentamente, inesorabilmente, sempre di più……ne era entrato poco più di metà e lo sentivo già in gola…che sensazione stupenda……ma allargai di più le guance e mi piegai col capo per permettergli di penetrare ancora. Ad un certo punto avevo la bocca piena e allora lui cominciò a fare avanti e indietro…….la mia bocca era allargata al massimo nello sforzo di accoglierlo…..era molto saporito…..un bel tocco di carne tutta da gustare… …. Avevo la bocca talmente allargata che non riuscivo nemmeno a deglutire e la saliva cominciava ad uscirmi copiosa ogni volta che lui si ritirava un poco…..mi colava sul mento da cui si staccava in viscidi filamenti e colava anche lungo l’asta del cazzo e dai testicoli……ma lui inesorabile continuava a scavare la mia bocca…….Lo sentivo gemere…….eh no, perbacco…non doveva venire subito, ci sarebbe mancato altro. Mi alzai, mi spogliai (tenni solo le scarpe),mi sdraiai sul tavolino e gli spinsi la testa in basso…….verso la mia fichetta gemente……. Lui comprese, mi spostò gli slip senza levarli e cominciò a leccarmi lungo la fessura, su  e giù……..che libidine……sentivo un brivido ricorrente lungo la schiena  mentre lo faceva e mi inarcai perché quella lingua mi penetrasse…….Gli slip volarono via….li tolse quasi bruscamente e subito mise le mani appoggiate ai lati del mio sesso, spinse  e tirò lateralmente……la vulva mi si dilatò e le piccole labbra già sporgenti di suo penzolavano sotto la pressione dell’apertura….. Prese a succhiarle avidamente, le mordicchiava, succhiava il clitoride soprastante, introduceva la lingua nell’orifizio dilatato procurandomi sensazioni paradisiache. Mi volevo abbandonare a quella lingua, farmi scavare all’interno……..sapevo che la stavo riempiendo di crema bianca dei miei umori, ma lui incurante immergeva il viso nel lago che era il mio sesso e cercava di prosciugarlo, impresa pressoché impossibile……..

                Mi girava quasi la testa, ora ero io prossima all’orgasmo, ma non mi volli abbandonare……..volevo ancora essere stuzzicata e averne uno più intenso………..lo fermai, lui si alzò in piedi e mi guardò..…io ero sempre sdraiata sul tavolino, alzai le gambe e le misi attorno ai suoi fianchi, poggiai i talloni sulle sue natiche e spinsi verso di me, costringendolo ad avvicinarsi a me fino ad incollarsi col ventre al mio………il suo bel cazzo sentì l’odore della mia fica infoiata e la cercò…….diedi una spinta ulteriore e mi impalai letteralmente………la sensazione della vagina piena era piacevole…..il rilassamento mi lubrificava le pareti in cui quella bestia vorace stava penetrando…….arrivò fino in fondo e ancora un pezzo restava fuori, ma io mi sentivo piena e quasi lacerata, malgrado continuassi a spingere la sua schiena verso di me per farlo penetrare ulteriormente……….Come mi chiavava…….ora sì che potevo godere…… La mia mano corse istintivamente al clitoride e cominciai a massaggiarlo……..ah….ora sì…….mi scopava col ritmo giusto, io me la menavo con una mano e con l’altra mi tormentavo i capezzoli quando lui non era occupato a succhiarli. Chiusi gli occhi e mi abbandonai al piacere che mi arrivava da tutte le direzioni……….quando sentii odore di sesso, l’odore tipico di cazzo………..di cazzo che magari non è stato lavato un attimo fa e che magari nel frattempo ha anche pisciato……come era possibile? Aprii gli occhi e vidi una mano che agitava un membro nodoso e tozzo a pochi centimetri dal mio viso…….

                “Ho invitato anche un amico, ti dispiace?” mi disse Giorgio, “è Franco….anche lui è un tuo studente”

                “Ciao Lella”, disse Franco, “sei una gran troia e perciò succhiami il cazzo”. Stavo per replicare quando lui mi ficcò l’uccello tutto in bocca……..vi ricordo che io ero sempre sdraiata sul tavolino e i due erano in piedi……Giorgio piegato in avanti continuò a scoparmi e Franco dall’alto non dava requie alla mia bocca, anzi per stare più comodo si era messo a cavallo del mio viso, mi aveva afferrato la nuca e sollevata la testa con le mani, infilato il cazzo in bocca e muoveva la mia testa avanti e indietro trivellandomi la bocca dall’alto verso il basso……..mi stavano usando come un gran puttanone, ma vi confesso che lo trovavo molto esaltante……avevo una gran voglia di cazzo, volevo essere riempita da tutte le parti, volevo abbuffarmi, saziarmi, puzzare di sesso dovunque, essere ricoperta di sborra, berne fino ad affogare, ne avrei voluti 10, 20…….ormai non mettevo limiti a  quanto potevo essere troia……lo sapevo che non andava bene fare questo con due alunni (anche se maggiorenni)….non era professionale……..ma lì ero come mignotta e quindi in carattere……..

                Intanto i due si accanivano su di me…….uno mi sfondava la fica e l’altro la bocca, mentre io mi masturbavo violentemente ed ero sempre più vicina all’orgasmo, che arrivò quasi all’improvviso e mi travolse…….cominciai a sussultare su quel tavolino mentre stringevo le gambe attorno alla schiena di Giorgio e lo spingevo sempre più dentro di me, tanto da farlo schizzare con ripetuti fiotti bollenti che sentii colpirmi il fondo della vagina……..urlai, aprii e chiusi la bocca…non lo so……fatto sta che Franco uscì dalla mia bocca mormorando tra sé uno “stronza…” che mi fece supporre che nella foga gli avevo magari tirato un morso al cazzo……. Giorgio era uscito dalla fica e tenendosi stretto il pisello si era avvicinato alla mia bocca mentre diceva “aprila…”. Io obbedii e lui lo appoggiò sulla mia lingua che tenevo leggermente in fuori…….mollò la presa e quindi la pressione sull’asta per cui un ennesimo schizzo di sborra si riversò nella mia gola con mio sommo piacere……presi a succhiarlo per spremere qualsiasi goccia residua, mi leccai le dita, me le infilai nella fica e la ritrassi con l’altra sborra che mi stava gocciolando e ancora me le misi in bocca……..il troione che ero stava dando spettacolo…..

                Franco si mise in mezzo alle mie gambe e cominciò a strofinare il cazzo lungo le pareti esterne della vagina, tra le grandi e le piccole labbra……la zona era molto scivolosa perché la sborra di Giorgio cominciava a gocciolare fuori e lubrificava la zona, per cui il suo pene facilmente penetrò dentro………cominciò a scoparmi soddisfatto…..”che bello caldo…. pieno di sborra…come si scivola……” si vedeva che gli piaceva molto mettere il cazzo dentro la sborra dell’altro e e sguazzarci……si eccitò talmente che venne subito e per la seconda volta le pareti della mia vagina furono ricoperte di schizzi caldi di sborra………io ero molto eccitata, sopratutto quando lo vidi estrarre il cazzo che era letteralmente ricoperto di crema viscida trasparente delle due sborre che si erano mescolate……..ormai ero il loro cesso umano e anche lui non ebbe il minimo dubbio nel farmelo succhiare in quello stato in cui si trovava. Lo sperma mi piaceva e anche i sapori diversi mi piacevano, ma non potevo essere la loro zoccola al punto di accettare supinamente tutto quello che facevano. Mi alzai in piedi e afferrai Franco per i capelli, lo accostai alla fica e gli ordinai di leccarla……lui ubbidì e lo fece con passione, mentre dal mio sesso gli si riversava sulla lingua e in bocca e in faccia tutta la sborra che lui e l’altro mi avevano schizzato dentro…….. Non fece una piega….era chiaramente bisex…..lo avrei messo alla prova……

                Ci prendemmo una pausa per degustare ancora un po’ di champagne e fare due chiacchiere…….. molto amabilmente e con fare scherzoso dissi loro che se fosse circolata una parola del nostro incontro si potevano scordare a vita di passare l’esame della mia materia, e se fosse venuta fuori la cosa dopo l’esame, non sarebbero riusciti a laurearsi in quella facoltà…………ci facemmo due risate anche se sapevano che parlavo seriamente…….del resto perché avrebbero dovuto precludersi altri incontri di questo genere?.

                Avevamo già finito la prima bottiglia di champagne e il liquido scalpitava per uscire…….a tutti e tre scappava e ci dirigemmo in bagno…….io mi sedetti sul water e li sfidai a farmi vedere chi faceva il getto più lungo……..ovviamente nella vasca. La lotta fu dura, ma alla fine vinsero tutti e due…non c’era alcuna differenza…….la competizione era stata divertente e intanto la avevo fatta anche io. “E il premio?” chiesero in coro…….Sempre da seduta li feci avvicinare, presi in mano il sacchetto dei loro testicoli e cominciai a succhiarli alternativamente, prima uno e poi l’altro……….potete immaginare che tipo di reazione ebbero…..non immaginavano che avrei succhiato i loro cazzi gocciolanti di piscio………in effetti era una cosa che mi piaceva……quel sapore acre mi eccitava e anche l’odore che restava sul glande….il mio compagno non ne voleva sapere, ma mi piaceva l’idea di farmi pisciare addosso o di pisciare sul suo cazzo e poi fargli un pompino………. Subito mi ricambiarono e presero a leccarmi la vagina gocciolante e anche loro non ebbero il minimo problema di odori o sapori sgradevoli…..quanto mi piaceva essere lì con due lingue che mi attraversavano la curva delle natiche, dalla fica al buco del culo, quando ebbi un idea e feci loro cenno di smettere…

                Presi il mio Smartphone e chiamai il mio uomo che era a casa….. “Ciao Ugo come va? Ti senti un certo prurito sulla fronte? Ti ricordi che mi dici sempre che vorresti condividermi con altri uomini, che ti ecciterebbe guardare come faccio sesso con altri……..hai la tua occasione, accendiamo skype sul cellulare e guardiamoci…….voglio vedere che ti seghi però.” Era eccitato, lo conosco bene, e in meno che non si dica aprì il collegamento.

                “Lella fatti vedere….chi c’è con te?”

                “Guarda che bei cazzi Ugo….che grossi…ti piacciono?”

                “Oh si, Lella….lo sai che mi piacciono……dai, dai….fatteli…fammi godere….”

                Quel maiale era già eccitato come un mandrillo all’idea…..vedeva quei cazzi e si leccava le labbra….. con chi mi toccava stare…….”Mettiti il telefono davanti a te, Ugo…..non smettere mai di segarti se no chiudo il collegamento……voglio vederti sborrare. Tu mi vedi bene? Ora sistemo meglio il mio di cellulare e lo posiziono affinchè tu possa vedere tutto……va bene?”

                “Dai, vedi che sono già nudo col cazzo in mano….fammi godere…” e prese a masturbarsi…..

                Basta, ora dovevo pensare a me……lasciai il cellulare in posizione per riprendere e misi sul letto a 4 zampe. Giorgio si posizionò sotto di me e cominciammo un lento e sensuale 69……..io ero a gambe larghe su di lui e mi abbassavo tanto di permettergli di leccarmela senza sforzo, mentre cominciavo un estenuante pompino su di lui sdraiato sulla schiena…..Franco si mise in piedi davanti a me col cazzo penzolante e alternavo il dono della mia bocca, un po’ a un cazzo, un po’ all’altro, sempre accertandomi che Ugo si stesse masturbando e così era……..poi Franco si girò,mise  le mani sulle sue natiche e le allargò.Si piegò in avanti e si avvicinò alla mia faccia che fece penetrare tra le sue chiappe……..voleva che gli leccassi l’ano e così feci. Cominciai a fare scivolare la lingua dal suo culo alla palle, su e giù instancabilmente, mentre lui si chinava sempre più mugulando dal piacere………cazzo, eccitava anche me farlo…… mentre con la mano mi appendevo al suo cazzo e glielo menavo e con l’altra mi stuzzicavo alternativamente i capezzoli e il clitoride, mentre Giorgio continuava  a leccarmi la figa……..Stavamo andando tutti e tre su di giri, per non parlare del povero cornuto da casa che vedevo come si masturbava all’impazzata……… Dopo un po’ Franco si mise inginocchiato dietro di me, con la testa di Giorgio tra le gambe, e prese a ricambiarmi il favore……..si mise lui ad allargarmi le chiappe e a leccarmi il buco del culo……..come era piacevole……quando si sollevava sentivo il fresco della sua saliva che si asciugava ed era una sensazione stupenda…… Ero inginocchiata con la testa chinata a ingollare il cazzo di Giorgio e avevo il culo in alto con la bocca di Franco attaccata al culo….. bellissimo……. Con la coda dell’occhio vedevo l’uccello di Franco che in quella posizione era molto vicino alla testa di Giorgio che mi stava leccando sempre la figa (gli stavo vomitando in bocca un ben di Dio di umori), ma allo stesso tempo aveva afferrato con un mano il pisello di Franco e lo muoveva avanti e indietro…… Vedevo anche Ugo su Skype che era vicino allo schermo e si masturbava selvaggiamente mentre ammirava tutta la scena.

                Quando il mio culo fu pieno di saliva, Franco cominciò con l’introdurre prima un dito,poi l’altro, poi due…….e l’ano si dilatava diventando sempre più elastico…. Non appena si asciugava lo riempiva nuovamente di abbondante saliva e ricominciava………avevo già capito dove si andava a parare……mi bagnai ulteriormente all’idea di ricevere nel culo quel tozzo cazzo largo….non vedevo l’ora…….non mi piaceva molto prenderlo nel culo….a Ugo non lo facevo fare quasi mai, ma l’idea del cazzo di Franco mi stimolava…… quello di Giorgio….era troppo lungo….me lo avrebbe sfondato. A proposito, Giorgio lo vedevo più silenzioso….che fosse succube di Franco? Non mi era piaciuta tantissimo l’improvvisata del secondo ospite….avrei preferito saperlo prima e ora Giorgio non lo vedevo più così interessante come all’inizio…….mi ero levata il capriccio e lo avevo ridimensionato….ero proprio un mignottone, con un uomo di sotto che mi leccava la fica e a cui facevo un pompino, un altro che se lo lubrificava con la saliva sul mio ano e si apprestava ad incularmi, mentre il terzo da casa se lo menava di brutto guardandomi su skype……..

                Mi stavo concentrando sul cazzo di Giorgio……….scendevo col capo fino ad introdurlo il più possibile nella mia gola….mi sentivo soffocare nello sforzo e ancora potevo tenerlo nella mano…..tanto per darvi un’idea di come lo aveva lungo……….normalmente quando lo facevo a Ugo arrivavo con le labbra fino alle palle e gli toccavo col naso il ventre…….la sensazione di averlo in bocca tutto quanto era impagabile…. Sentirsi solleticare la gola poi………..

                Franco cominciò a spingere….per aiutarlo spinsi anche io, come se dovessi andare in bagno, così l’ano si allargava e favoriva l’introduzione……..il glande mi entrò quasi subito…lentamente….cazzo, faceva male…era troppo grosso……ma lo sfintere piano piano avrebbe ceduto e sarebbe diventato elastico…..bastava insistere ancora un po’……saliva, saliva….metti saliva viscida a volontà, pensavo tra me e me…….e così lui faceva….era espertissimo e non aveva bisogno di consigli, ma aveva il cazzo che si allargava in fondo per cui anche io dovevo allargarmi sempre di più……andava a finire che mi avrebbe proprio spaccato il culo…….io cercavo di concentrarmi sul cazzo che avevo in bocca e sulla lingua che mi spazzolava la fica senza contare il segaiolo di Ugo che ora se lo menava con due mani da tanta eccitazione provava a vedermi così……….

                Franco era inesorabile….il cazzo procedeva piano ma procedeva ……il buco del culo mi si allargava sempre di più….non so avrei resistito ancora, ma ad un certo punto si fermò……era arrivato in fondo……..mi bruciava tutta la zona e lui si cominciò a ritrarre in parte, poi spinse di nuovo fino in fondo….andava meglio, andava molto meglio……cominciò ad andare su e giù e quel dentro e fuori diventò sempre più piacevole……..ormai la dilatazione si era completata e lo sfintere si era adattato alle misure di quel corpo che lo penetrava e non restava che godersela……….non ero molto lontana da un nuovo orgasmo….fica occupata, culo occupato, bocca occupata…….cosa volere di più……. Sentivo che quella bestia mi scavava il culo in profondità….mai provata una sensazione del genere……..

                “Ugo, voglio che ti sborri in mano…….hai capito?” E vidi sul telefonino che lui piegava il capo in cenno di assenso……era quasi arrivato…….il cazzo andavo dentro e fuori dal mio culo ed era a pochi centimetri dal viso di Giorgio, che guardava affascinato il cratere che era diventato il mio ano, mentre continuava a leccarmi la fica……. All’improvviso Franco si sfilò dal culo, chinò il cazzo verso il basso e lo piantò in bocca a Giorgio facendosi succhiare da lui……eccola lì…..erano bisex quei due…..a quella scena vidi Ugo che si sborrava in mano come gli avevo detto……..non è che  era potenzialmente bisex anche lui? Proprio in quel momento aveva sborrato…….la scena lo aveva eccitato particolarmente?

                “Leccati le mani, Ugo……..fallo per me” e il cagnolino ubbidì e si leccò tutta la sua sborra…… che potenza abbiamo noi donne……possiamo far fare tutto quello che vogliamo…..

                Intanto Franco aveva fatto a gustare a Giorgio a volontà il sapore del mio culo, aveva poi infilato un po’ il cazzo nella mia fica per lubrificarlo un po’, dando occasione a Giorgio di dare una leccata all’asta mentre scorreva, poi si era rivolto nuovamente al mio culo che aveva penetrato più facilmente ora……… Stavo arrivando….l’eccitazione era troppa…la bocca sapiente di Giorgio mi stava lavorando la fica e il clitoride a dovere e sentii l’orgasmo esplodermi nel cervello…presi a tremare e a sussultare mentre ondate di piacere si susseguivano….mi sentivo svenire e lo sfintere si stringeva e si allargava come ad afferrare quel cazzo che lo penetrava……..forse furono i miei movimenti, fatto sta che all’improvviso sentii uno schizzo bollente nelle viscere, seguito da altri schizzi in successione………..era la sensazione di un clistere…..un clistere di sborra ed ogni colpo sulle pareti del retto mi procurava sensazioni estreme……..ero rimasta ferma col cazzo in bocca e anche Giorgio era rimasto con la fica nella bocca, mentre ad ogni schizzo caldo mi sembrava di avere un altro orgasmo…….eravamo sudati e stanchi….non avevo la forza di muovermi…..il culo mi pulsava………

                Franco piano piano si ritirò e uscì dal culo definitivamente……venne davanti a me che avevo ancora l’altro cazzo in bocca e lo sostituì col suo………dovevo ripulirlo fradicio di sborra come era…….era un misto di sapori…….culo, sborra, cazzo, ma aveva un gusto straordinario……..Mentre mi occupavo di lui, il cratere che era ormai diventato il mio ano cominciò a fare uscire lo sperma che lui mi aveva scaricato e cominciò a gocciolare inesorabilmente sul viso di Giorgio……….il porco non si scansò, ma anzi aprì la bocca per riceverla e prese a leccarmi tutta infilando anche la lingua nell’ano per cercare di non perderne nemmeno una goccia.   Ugo a questo punto era di nuovo in tiro e vedevo che aveva ricominciato a segarsi……mi venne il sospetto che quei tre maschietti avrebbero fatto bene anche senza di me……che fossi solo un pretesto…..ma che mi fregava se erano bisex o gay……….mi avevano fatto godere di brutto.

                Franco era un vulcano sempre in tiro…..vidi che prendeva la bottiglia di champagne e ne beveva un altro sorso….mi si avvicinò e mi fece sdraiare, inclinò la bottiglia e mi versò un pò di contenuto sul corpo e  in particolare sulle tette…..tutti e due si avvicinarono e mi leccarono le bollicine che mi si spandevano sul ventre, senza trascurare di leccarmi i capezzoli………Nuovamente fu la mia fica sempre bagnata al centro dell’attenzione……..mentre mi succhiavano i capezzoli  quel porco all’improvviso mi infilò dentro il collo della bottiglia e prese a ruotarla…….era fredda e mi procurava strane sensazioni nel complesso piacevoli…… prese a infilarla dentro e fuori come un cazzo e ben presto quel collo verde fu ricoperto dalla  patina biancastra dei miei umori….presi in mano i loro cazzi che cominciai a menare mentre mi abbandonavo al piacere che mi dava quella bottiglia che entrava e usciva dalla mia fica sciacquettando per il liquido che ancora conteneva. Ad un certo punto Franco prese la bottiglia, la tappò col pollice e cominciò a sbatterla……. Avevo idea di cosa sarebbe successo ed ero pronta ed eccitata……..sempre agitandola si avvicinò alla fica e rapidamente la introdusse levando il dito che faceva da tappo……..fu l’effetto della lattina di Coca che viene aperta dopo essere stata agitata…….lo champagne esplose letteralmente dentro la mia fica e mi invase in pressione le pareti della vagina, mentre la bottiglia sempre inserita ne impediva la fuoriuscita. Giorgio mi si avvicinò, si mise in posizione tra le mie gambe e levò la bottiglia di colpo……..i mei umori misti allo champagne schizzarono fuori con una certa pressione, ma lui con la bocca incollata al mio sesso bevve tutto avidamente……..aveva una erezione colossale, quando finii di emettere liquido si alzò, mii fece sdraiare supina sul letto, si inginocchiò accanto al mio capo e cominciò a menarsi  il cazzo violentemente………era chiaro che voleva riempirmi di sborra il viso e la cosa non mi dispiaceva per niente…….. guardavo quel cazzo che si agitava davanti a miei occhi ed era molto eccitante……si avvicinava alla mia bocca ed era quasi appoggiato alle labbra.

“Troia, apri la bocca”, mi stava dicendo, “succhiacazzi vacca pompinara, strozzati di sborra…… e se lo menava  e anche Ugo infoiato sempre di più si masturbava con foga, cnche per via della scena della bottiglia a cui aveva assistito.  Aprii la bocca più che potevo e lui infilò solamente la parte superiore…. continuava a menarselo con il solo glande all’interno della bocca poggiato sulla mia lingua…..accelerò e chiuse gli occhi, emise un gemito e un getto prolungato mi attraversò la bocca e finì sulle labbra e sulla guancia fino all’orecchio e i capelli…….piegò leggermente in basso il cazzo e il secondo mi finì dritto in gola procurandomi quasi un conato. Involontariamente mi spostai perchè mi era andato per traverso così gli altri li ricevetti in faccia, sul naso, sugli occhi, in fronte…….. sembrava non finire mai….quanta era? Mi leccavo le labbra, me la spalmavo sul viso, mi leccavo le dita gocciolanti, la spalmavo sul seno…….era una maschera oscena di sborra. Intravidi sul telefono Ugo che in piedi schizzava da tutte le parti in preda all’orgasmo……non gli importava più nullla, non stava attento a nulla…..sborrava dove capitava…….aveva vista la compagna zoccola come non mai….non credeva fosse possibile…….e non aveva visto ancora niente, non sapeva ancora quanto potessi essere troia…….               

Ero pienamente soddisfatta, il cazzo di Giorgio lo avevo ripulito bene bene, lo stavo ancora succhiando per tirare fuori eventuali gocce…….era fuori combattimento, come lo era anche Franco e lo stesso Ugo che aveva partecipato indirettamente……Avevano sborrato tutti due volte in poco tempo e non si poteva pretendere di più. Anche io avevo avuto almeno due orgasmi, forse di più quando venivo inculata perché mi sembrava di avere avuto orgasmi multipli………..volevo ancora cazzo, ma mi dovevo accontentare, anche perché era molto tardi e dovevo fare un salto in istituto, non senza aver fatto prima una doccia ed essermi cambiata.

Avevo ancora intenzione di approfittare dei due ragazzi………avevamo detto che ci volevano alcune lezioni per finire la ripetizione e poi mi era venuto in mente di far partecipare pure Ugo……tre cazzi a disposizione era una cosa che non capitava tutti i giorni…….. Volevo provare una doppia penetrazione mentre succhiavo un terzo cazzo, volevo provare a farmi infilare due cazzi contemporaneamente nella fica e se ci riuscivo poi volevo provare la doppietta nel culo……..alle brutte i tre cazzi si dovevano alternare nei miei tre buchi (comprendo la bocca) per vedere le differenze tra uno e l’altro e avevo intenzione di provare anche il fisting………ci voleva uno che lo sapesse fare, ma credo che Franco fosse il più vispo di tutti e potevo certo contare su di lui……… Erano tutti e tre bisex e certo non ci saremmo annoiati nelle prossime sedute. Per il momento mi potevo accontentare….. 

 

               

 

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Mia moglie e i camionisti by gallocedro5 [Vietato ai minori]




Mia moglie e i camionisti di gallocedro5 New!
Era un sabato sera ed io e mia moglie eravamo usciti da una festa con gli amici e avevamo bevuto abbastanza da aver sbloccato i freni inibitori.
Ancora con la voglia di divertirci ci fermammo ad un parcheggio:
Lei: amore non ho voglia di andare a casa , facciamo qualcosa…
Io: già , brava anche io voglio stare fuori…
Lei: cosa facciamo? Fammi divertire ti prego…voglio fare qualcosa di diverso…
Io subito pensai a qualcosa di forte, avevo una voglia…
Io le allungai la mano sulla gamba, dato che portava la minigonna…
Lei: siii, anche io ho voglia , ma vorrei fare qualcosa di più…
Io allora pensai subito a qualcosa che volevo fare da tanto…
Accesi l’auto e mi spostai andando in un altro parcheggio ma un po’ particolare, c’erano dei camion uno affianco all’altro ed io decisi di fermarmi affianco ad uno di essi in modo che la posizione di mia moglie fosse visibile da loro.
A questo punto accesi la lucina in modo che da fuori si potesse vedere tutto bene.
Lei : amore perché affianco al camion, guarda che c’è il camionista che ci guarda…
Io: infatti, era quello che volevo…
Senza neanche darle tempo di reagire mi misi a baciarla e ad allungarle la mano sulla gamba accorciandole la gonna…
Lei inizialmente era rigida ma poi pian piano si lasciò andare…
Lei: …amore…sei…un porco…ma non è pericoloso?
Io: non volevi qualcosa di eccitante? Voglio che ti guardi…
Ripresi a baciarla con ardore e ad affondarle la mano ovunque.
Tirai fuori una bottiglia di vodka e appena gliela diedi lei subito fece un sorso.
Col passare del tempo si rilassò e sent’ che si stava eccitando e sempre più spesso guardava verso l’alto e vide tre maschi che la guardavano.
Le sbottonai la camicetta e le tirai fuori il seno in modo da mostrarlo al meglio.
A quel punto un ragazzo uscì dal camion e si mise a guardare dal finestrino.
Allora io tirai giù il finestrino e feci capire al ragazzo che poteva allungare la mano.
Il ragazzo, aveva sui 21 anni , allungò la mano sulla coscia di mia moglie e lei andò in tilt…
A quel punto la mano dalla gamba passò al seno…
A quel punto feci salire il ragazzo dietro e mandai mia moglie dietro anche lei.
Lei era spaventata ed era molto titubante.
A quel punto …
Io: dalle un bacio, baciala, limonala…
Lei: amore…?? Sei matto??
Io: su dai…
IL ragazzo prese forza e si mise a limonare con mia moglie e vinta la paura allungò la mano sulle gambe, poi simise a succhiarle il seno ed infine affondò la mano dentro la gonna arrivando fino alle mutandine.
A quel punto sentimmo bussare al finestrino; erano gli adulti…
Erano due camionisti, il guidatore, e il suo socio.
Il guidatore: venite su da noi che si sta più comodi…
Salimmo tutti e ci presentammo…
Il camionista: io mi chiamo Silvio, il mio aiutante Gino e il ragazzo Ciro, voi…
Io: io mi chiamo Stefano e lei Chiara…
Silvio: ma cosa ci fate in questo posto due persone così altolocate…?
Io: ci stavamo annoiando e quindi cercavamo qualcosa di diverso…
Silvio: bene, penso che quello che stavate cercando l’avete trovato…
A quel punto allungò una mano sul fianco di Chiara e la tirò a sé…
Silvio: vieni chiara, vieni da me
Chiara era spaventata, titubante, portava le sue belle scarpe costose col tacco e si era seduta sul lettino con la minigonna bella accorciata.
Lei era l’unica donna, l’unica femmina in mezzo a 4 maschi.
Silvio iniziò a limonarla con ardore, con forza e nel mentre Gino affondando le mani nelle tette abbondanti le slacciò completamente la camicetta.
Il ragazzo invece si inginocchiò ed iniziò a leccarle le gambe belle abbronzate ed allargandogliele un po’…puntava alla patatina…
I tre camionisti erano rudi, la trattavano male e il fatto di vederla tutta profumata con la camicetta bianca di seta e tutta la biancheria costosa li eccitava.
La donna di classe altezzosa che normalmente li snobbava, adesso era nelle loro mani.
Gino le strappò qualche bottone e le tirò giù la camicetta obbligandola a stare ferma con le braccia.
Il reggiseno lo tirò giù di colpo senza slacciarglielo e lei era intimorita da loro e questo rendeva la cosa estremamente eccitante.
Gino: prendimelo e fammi una sega!!
Mia moglie rimase impietrita e se lo trovò in mano ed iniziò a masturbarlo…come le fu ordinato.
Silvio: guarda Ciro abbiamo una mammina, guarda che tette, qui ci facciamo uscire il latte!!
Silvio iniziò a palparle con forza la latteria, anche Gino dall’altra si prese la sua tetta e si mise a palpargliela ed a mungerla…
A quel punto la fecero mettere a pecora, come una mucca…le tolsero la camicetta ed il reggiseno, via la gonna e il perizoma da troia…
Ciro:le mutande sono zuppe!!
Silvio: brava , stai godendo, ma tua moglie è proprio una zoccola….te la sistemiamo noi…
Messa a pecora iniziarono a farle dondolare le tette e poi a prenderle a sberle…
Ciro: guarda come dondolano ahahah
Silvio arrivò di fronte a lei in piedi…
Silvio: fammi un pompino!!
Le schiaffò il cazzo in faccia e tenendola per la coda glielo mise in bocca.
Silvio: ooo,hhho si…caro cornuto vediamo la troia di tua moglie se sa succhiarlo bene oppure ha bisogno di qualcuno che glielo insegni hahaha
Vedevo mia moglie usata senza rispetto, senza regole, con nessuna delicatezza, castigata ed umiliata dalla feccia , si perché si capiva che non fossero persone oneste ma pseudotrafficanti.

Lei aveva questa catenella di perle che le dondolava in base a come la usavano.
A questo punto…
Silvio: dai puttana si, succhiamelo così, tutto in bocca…cazzo, tutto…hei Gino lascia le tette e schiaffaglielo nel culo…
Vidi mia moglie mettersi a piangere , a secco le sfondarono il culo e lei imprecò di fare piano ma più lo diceva e più andavano avanti…
Dopo 20 minuti il culo era sfondato e Gino le sborrò dentro
Gino: ahhhahahahah siiiii troiiaiaiai
A quel punto…
Silvio: Ciro vieni a farti spompinare che io la fotto.
Mia moglie era stata castigata alla grande…
Io: Silvio se la vuoi scopare ok, puoi farle quello che vuoi ma non venirle dentro…
Silvio: ok..
Chiara venne messa col culo in su…
Silvio iniziò con delicatezza a sculacciarla…
Pian piano prese il ritmo, anche se lento ma andò avanti a darle sculacciate sempre più forti.
Lei era in difficoltà, iniziava a farle male…
Silvio: vai Gino continua tù…
Silvio la teneva ferma con la schiena giù e il Gino iniziò a sculacciarla un po’ una chiappa e un po’ l’altra.
Si divertivano a lasciare l’impronta delle 5 dita sui glutei…
Chiara cominciava a cercare di liberarsi sempre più…ma Silvio la teneva ben salda…
Chiara: basta, mi fa male, basta vi prego…
I cazzi di tutti erano duri, in tiro, ci stavamo eccitando a vederla castigata.
Gino andò avanti con le sue mani possenti a sculacciarla e palparla…
Gino: bel culo, bello da sculacciare e palpare…uhmmmm
Silvio: vieni anche tu Ciro.
Ciro si prese una chiappa e Gino l’altra.
In modo alternato si misero a sculacciarla e andarono avanti …
Si guardavano negli occhi e ridevano, si stavano divertendo…
Chiara: basta vi supplico,vi pregooooooAAAAA

Chiara stava piangendo, era lì sdraiata a pancia in giù tutta nuda con solo una collana di perle e le scarpe col tacco.

Io le teneva le gambe ferme, Silvio le braccia e Gino e Ciro la sculacciavano con colpi sempre più forti.
Ogni volta che veniva sculacciata lei saltav, le gambe cercava di muoverle ed io le tenevo ferme e aperte…
Dalla fregna le colavano gli umori…

Tutti intanto le davano qualche bella spremuta di tette, si divertivano ad impugnarle con una mano e a strizzarle mentre la sculacciavano.
Il sedere era viola e i due facevano a gara a chi la sculacciasse più forte dandole dei colpi fortissimi con le loro grandi mani.
Sempre più forti e sempre più frequenti, Chiara piangeva ed imprecava di smetterla.
Chiara: vi prego basta, vi supplico smettetela , aiaiiaia.
Le lacrime erano ininterrotte, piangeva come non mai e alla fine quando il bel culo fù quasi nero Silvio disse di smettere.
A quel punto lui le mise il mastello dentro la fregna inzuppata.
Silvio: cazzo sei un colabrodo…ti è piaciuto da matti brutta zoccola.
Chiara era venuta svariate volte.
A quel punto Silvio iniziò a scoparla e quasi subito lei raggiunse l’orgasmo ma lui non si fermò ed andò avanti a trombarla per almeno mezz’ora.
La mise in tutte le posizioni, era la sua bambola.
Alla fine la fece girare e tutti e trè le sborrarono assieme in faccia e sui capelli.
A quel punto le diedero i vestiti e ci fecero scendere.
Scesi in macchina , sconvolta e seminuda la presi prima per la testa per accarezzarla e lei scoppiò in un pianto, ma dopo poco le spinsi la testa sul mio cazzo e la costrinsi a succhiarmelo venendole in bocca…

Note finali:

Scrivete a:
gallocedro5@gmail.com

Aspetto commenti positivi e negativi, le vostre fantasie, esperienze, ecc,
Scrivetemi sia che siate ragazze, donne, coppie, uomini…

 

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