Non avrei mai pensato che lo potessi fare…all’inizio. by Pinkie [Vietato ai minori]




Non avrei mai pensato che lo potessi fare…all’inizio. di Pinkie New!

Note dell’autore:

Tutto ebbe inizio per puro caso

Non starò a raccontare la mia vita dalla nascita, ma solo gli eventi che hanno portato a quella che oggi sono, una donna sposata ma con il vizietto di farmi impalare il più possibile e da chiunque lo possa fare, naturalmente con il bene placito del mio unico amore.
Tutto iniziò durante una vacanza fatta a Praga passeggiando per la città tra la gente, ci
capitò di incrociare alcune persone e fra queste riconoscere un porno attore italiano
che non sto a fare il nome, e che quando mio marito me lo fece notare ci guardò
capendo che eravamo italiani, ci salutò e tutto sembrava finito lì. Alla sera andammo
a cena in un locale che il caso volle fosse lo stesso dove stesse cenando il tipo con
una schiera di belle ragazze (presumevo tutte di quell’ambiente per capirci) e altre
persone, venimmo fatti accomodare ad un tavolo vicino, e durante la serata tra le
battute fatte al loro tavolo e gli sguardi si finì per far conoscenza. Al momento di
uscire ci chiese se ci andasse di andare con loro, andavano in un club per continuare
la serata, accettammo e li seguimmo con la nostra auto. Arrivammo al locale, sembrava un pub normale , non un club disco come pensavamo noi potesse essere, entrammo all’interno del locale, anche se mi sentivo un po’ a disagio, mi sentivo osservata, ma non era proprio quello che avevo immaginato, all’entrata salutarono la compagnia ci sedemmo al bancone del bar a bere qualche cosa, la musica non era molto alta e ci permetteva di parlare, la gente non sembrava particolarmente diversa da persone che frequentano i locali come da noi, ci spiegò il tipo che le serate del locale prevedevano qualsiasi tipo degli spettacoli, e gli stessi ospiti partecipavano, quindi mi disse che quella sera si sarebbe svolta una gang bang.
Ero incuriosita dallo sviluppo della serata, un interesse che mi eccitava, passarono alcuni momenti, quando entrò la protagonista della serata portarsi al centro della sala, una donna sulla trentina forse più, non particolarmente bella di viso ma con un gran fisico tette fake, almeno una quarta, tacchi a spillo, qualcuno le si avvicinò e iniziò a farla spogliare, vidi che i primi uomini si erano fatti avanti e aveva gìà iniziato a lavorarsi un paio di verghe, mi eccitava questa situazione, la gente si era messa intorno al gruppo che si stava dando da fare con la tipa, notai che se gli uomini erano come sempre i più affamati, le donne che stavano sedute a bere o a parlare rimanevano distaccate da quello che stava accadendo, quasi fosse normale per loro.
Nel buio infilai una mano sotto la gonna e sentii che ero bagnata tanto che le mutandine
erano zuppe dei miei umori, il fatto che dei perfetti sconosciuti stessero facendo sesso
davanti a me mi aveva fatto montare l’eccitazione più di quanto potessi pensare, altro
che video porno, a proposito notai che vi erano delle persone con le videocamere che riprendevano, oltre ai telefonini che ormai sono sempre in azione.
La tipa aveva già iniziato il suo tour de force, la sua missione essere scopata, a turno
dagli uomini che le stavano intorno, mettendo i loro cazzi chi in bocca chi in mano,
i più fortunati la scopavano, ma la serata era appena iniziata, stavamo a guardare,
vidi che veniva stantuffata nella vagina dal cazzone del porno attore , quando questi
si sfilò con due dita la penetrò nella vagina agitandogliela al punto da farla venire in
un orgasmo tale che dalla vagina ne uscì uno spruzzo di liquido che mi sorprese, io
non avevo mai provato nulla del genere, lo aveva visto ancora nei film porno alcune
scene di squirting credo si chiamino così, ma non avevo mai vissuto direttamente una tale situazione, vidi il corpo della donna fremere tutto e la sua passerina in fiamme stava godendo per davvero , era eccitatissima così come lo ero io.
Qualcuno le fece segno di montare sopra di lui, un altro le mise il suo cazzo in bocca
e un altro le aveva messo il suo in mano, dopo qualche momento un altrò iniziò a
spingere per penetrarla in contemporanea nella vagina aprendola tutta, ero sempre più
bagnata dal piacere della visione, prima che potesse rendersene conto fu impalata da
dietro in un sandwich che le fece montare l’ennesimo orgasmo, hai capito la troiona
pensai, ce l’ha bello largo il buchetto di dietro, non aveva fatto la men che minima
piega quando l’aveva penetrata, nessuna smorfia di dolore, aveva continuato a spompinare il cazzo che aveva in bocca.
Poco dopo la fecero girare e fece la stessa fine ma prendendola dal davanti, la vedevo
riempita da due cazzi nella vagina, e che la facevano godere non male dalle
espressioni che faceva, venne presa in un sandwich classico uno davanti e uno dietro
nel culo, così via prima uno poi un altro e un altro, per fortuna non erano
particolarmente forniti per la maggior parte, il fatto di continuare a prenderne due alla
volta sembrava quasi una cosa normale per lei comunque.
Un tipo belloccio si era sdraiato e lei gli si era montata sopra, aveva un uccello niente
male, quando ecco comparire l’uccello di un tipo che sarà stato quasi trenta cm e con
un diametro da wow e che si preparava a prenderla da dietro, vidi avvicinare il cazzo
allo sfintere della donna e spingere, ebbe qualche mugolio e poi iniziò a godere come
una porca rimasi stupita da come fosse capace di poter prendere due nerchie del
genere senza lamentarsi minimamente, anzi li incitava a pompare di più.
La serata si era avviata su un unico binario che conduceva come al solito ad una
sborrata finale sulle tette, in faccia o sul culo, mi ero distolta per un attimo dalla
scena che veniva impalata dai due mandrilli perchè vidi alcune donne che come me
stavano a guardare ma che si erano messe all’opera, alcune masturbavano i cazzi
degli uomini che le stavano in parte , quando guardai di nuovo verso il centro dello
spettacolo, vidi che era stata fatta girare, il tipo carino le aveva messo il suo uccello
nel culo e il mandingo la stava scopando, tutto normale fino a quando Mandingo tolse
il suo randello dal davanti e cominciò a spingere nello stesso buco dove si trovava
l’altro, la tipa sembrava più sofferente a ricevere due cazzi in culo, fino a quando il
tipo riuscì a sfondare la barriera ed entrare, una doppia anale, cazzo! questo io non lo
potrei fare mai, chissà che male che fa, lei non sembrava invece per niente a disagio,
anzi era molto infoiata.
Credevo che quello fosse il massimo che si potesse vedere quella sera, ma non fu
così, si era messa sopra di schiena al mandingo e l’altro entrò pure lui nel culo,
quindi un terzo uomo salì sopra alla donna e infilò il suo nella fica, anche se la scena
non durò a lungo fu molto impressionante, era presa da tre uomini insieme fino al
momento che si tolsero e andarono a sborrarle in faccia tutte e tre, e proseguendo gli
altri che erano stati a guardare iniziarono a coprirla di sborra, dopo qualche attimo
quando la doccia di sperma era terminata , a quel punto la voce del dj congedò tutti
mettendo fine alla corrida con una frase in tedesco, alles gut, auf wiedersehen.
A quel punto mio marito mi disse: se mi era piaciuta la seratina?? Lo guardai e gli
risposi… ce ne possiamo andare ora? Mio marito non capiva cosa ma poi gli dissi…
Ho la fica in fiamme e non ne posso più, ho bisogno di scopare, se non ci pensi tu mi
trovo il primo che capita… salutammo gli italiani conosciuti a cena e ce ne andammo,
arrivammo in albergo mi feci scopare, ero talmente arrapata che non ci volle molto
per farmi avere l’orgasmo, poi continuammo la nottata all’insegna del sesso sfrenato.
Il giorno seguente non facemmo nessun accenno alla serata in particolare, perché
dovevamo tornare a casa, il volo, i bagagli avevamo la priorità del viaggio, tornati a
casa tornammo su quanto avevamo visto, mio marito mi disse che il tipo gli aveva
dato il suo numero di telefono e che ci aveva invitati ad una fiera del sesso, che se
avessimo voluto andarci di chiamarlo che saremmo stati suoi ospiti.
Dissi come fossi stupita, dall’interesse verso di noi, mio marito mi disse verso di te
caso mai, e poi mi disse che gli aveva proposto di farmi fare una seratina porno se fossi stata interessata a questo genere di spettacolo.
Fu allora che mio marito mi chiese se volessi farlo, essere presa da più uomini, che se
solo volevo lo avrebbe organizzato con il tipo, bastava che io lo volessi, e che la
decisione spettava solo a me, lo guardai ma non risposi, lasciando la porta aperta a
qualsiasi soluzione, ne si ne no, avevo capito che non finiva lì, che era già tutto programmato, mio marito più volte aveva accennato a voler frequentare locali privè, ma non aveva mai forzato la mano, avevo sempre detto che mi sarebbe piaciuto vedere una volta uno di questi locali, ma non se ne era mai fatto niente, oggi invece avevo capito che spettava solo a me dire si o no.
La sera dopo tornò a casa con un video porno dove il tipo era protagonista con altri di una gang bang pantomima da stupro se non che la protagonista viene intervistata prima e dopo della performance e naturalmente è consenziente, mio marito mi disse che avessi voluto avrei potuto avere un esperienza simile a quella, in pratica messa nelle mani del branco, pensai, come la tipa del locale o del video, con tutto quello che ne conseguiva.
Dopo qualche giorno però non riuscivo a togliermi dalla testa la tipa impalata da due,
da tre, e dissi a mio marito che se lui era d’accordo, se a lui faceva piacere sarei stata
disposta a provare quell’esperienza, questo glielo dissi una sera di inizio settimana e
al venerdì sera arrivò a casa e mi disse di prepararmi che quella sera saremmo andati
in una villa privata dove veniva girata una gang bang, in modo di avvicinarmi gradualmente alla mia prima gang bang, tutto presagiva a una serata eccitante senza particolari sviluppi.
Mi portò a casa un vestito in latex e mi diede un collare borchiato da mettere al collo
e scarpe con ultra tacchi in plexiglass e mi disse che sarei stata mascherata per tutto il
tempo mentre ero all’interno della villa, mi disse che la serata era a tema e che ci si doveva vestire in un certo modo per le riprese che venivano fatte, tutte in presa diretta per poi non avere particolari motivi di tagli dalle riprese originali, e mi diede una parrucca di colore rosa e la mascherina così mi sarei sentita meno a disagio e non sarei stata riconosciuta e che avrei avuto un ruolo di comparsa nel film.
Salimmo in macchina e andammo nel luogo dove si sarebbe svolta la serata, mi fece
scendere dall’auto e mi trovai davanti il porno attore conosciuto a Praga, mi salutò e
mi lasciò con una donna che gli stava vicino sulla quarantina rossa di capelli non bella di viso, ma ben fatta, pensai fosse lei la protagonista della serata, un tipo che avrei definito pure io faccia da zoccola, mi mise un guinzaglio al collare e mi disse seguimi, venni portata in una sala dove c’erano solo uomini, pensai fosse parte della messa in scena, intravedevo non tutto chiaramente da dietro la maschera ed essendo l’ambiente soffuso anche se non ero in grado di vedere chiaramente chi fossero coloro in contorno al punto dove venni fatta fermare a causa delle luci dei faretti che puntavano verso terra in modo da illuminare quello che sarebbe accaduto sotto i riflettori.
La donna che mi aveva accompagnata mi disse di spogliarmi della giacca, così rimasi con il completo in latex che era fatto in modo che le parti intime rimanessero accessibili, anche se pensavo che dovessero essere violate in questa occasione, mi prese le mani e me le fece appoggiare sopra una specie di panca, non capivo, poi mi fece appoggiare pure la testa e sentìi chiudere sopra di me l’altra metà che non mi permetteva di liberarmi, erano ceppi del tipo in uso in epoca medievale, in pratica ero stata messa alla gogna, non potevo togliermi e mi permetteva di essere a completa disposizione di chi volesse fare uso di me.
Ero convinta che facessi la parte del sopramobile all’interno della scena, e aspettavo che si iniziasse le riprese, vidi la donna allontanarsi, e all’improvviso le mani di qualcuno iniziarono a toccarmi. Dissi quasi urlando “ma cosa state facendo??” Rimasi per un attimo incredula, non me lo aspettavo, pensai che qualcuno non sapeva che io fossi solo una comparsa, ma un approccio meno soft di quello che successe non me lo sarei mai aspettato, sentìi sulle mie labbra appoggiarsi un cazzo, e poi un altro ancora, iniziarono a mettersi intorno a me solo uomini, non potevo sapere quanti, portavo la maschera che mi limitava la vista e forse era meglio così a quel punto perché avevo capito che ero io la star della serata, iniziarono a mettermi i loro cazzi in bocca, ogni movimento che facevo me ne trovavo uno a portata, e di dimensione, alcuni sembravano piccoli, ma alcuni avevano dimensioni da urlo direi, in tutti i sensi, bloccata nei ceppi, ero in loro balia, da un lato continuavano a porgermi cazzi in bocca, chi dava pacche sul culo e anche forti, chi tastava le tette, iniziarono ad insultarmi come meglio credevano, “troia vuoi godere”, “ti piace il mio cazzo”, e via dicendo.
Cercavo con lo sguardo di vedere mio marito ma non ce la facevo, quel bastardo mi aveva fregata, improvviso dalla parte posteriore della gogna qualcuno iniziò a farsi strada nella mia topa e a scoparmi per poi lasciare spazio ad un altro e a turno facendo passaggi veloci e alternandosi, facendomi montare un orgasmo dietro l’altro, si perché non sono di legno nonostante tutto mi ero eccitata, il fatto di essere presa in quel modo mi eccitava, e godevo anche.
Capìi in tutta la sua pienezza quel che mio marito mi aveva detto, ero alla mercede del branco, e nessuno li avrebbe fermati, improvvisamente iniziò quello che più temevo, sentìi che qualcuno stava spingendo per entrare da dietro, mi proposi di non irrigidirmi per non sentire più dolore di quello che già avrei dovuto sentire, e così fu, iniziarono a turno a mettermelo anche nel culo, alcuni non erano molto grossi e li sopportavo bene, mentre in alcuni casi sentìi aprirsi il buco del culo, come dire sfondare.
Ora mai il mio sfintere era talmente allenato che non subiva alcun dolore tra un cambio e l’altro, sentìi dire da qualcuno che venissi liberata, stavano aprendo la morsa dove ero stata imprigionata, mi presero le mani e mi ammanettarono, chi comandava mi stava tirando verso una panca dove già si era sdraiato qualcuno, mi fecero montare sopra, sentìi che le manette venivano agganciate verso l’alto ad una catena che venne tirata su, rimanendo così nell’impossibilità di usare le mani, inoltre mi venne messo in bocca un morso con pallina in gomma, in modo da impedirmi di urlare, alcuni degli uomini mi tenevano per le gambe e i fianchi in modo che non mi dimenassi, praticamente ero bloccata e anche se avessi voluto rifiutare di andare avanti non sarebbe cambiato niente.
Il tempo di capire e iniziarono a montarmi nel didietro nuovamente, ora però avendone anche uno davanti la sensazione era più forte e se qualche volta non erano così invasivi, in altri mi sentivo squarciata, ora mai avevo perso la cognizione del tempo, quanto era passato e quanto sarebbero andati avanti ancora mi stavo chiedendo, non potevo capire cosa stava succedendo, mi fecero togliere da sopra al tipo che aveva fatto da sostegno, un altro stava prendendo il suo posto, mi fecero girare e l’uomo sulla panca mi penetrò nel culo, mi sentìi aprire tutta nonostante fosse tutta la sera che entravano ed uscivano da quella porta, iniziò a darmi alcuni
colpi in modo che il cazzo scivolasse per bene, così sdraiata sopra il mio impalatore
iniziavo a godere e sentìi all’orecchio: …ti stai divertendo troiona, ne vuoi di più?
mi ero sentita squarciata, il suo grosso cazzo non era comune, e lo si sentiva quando
stava per entrare, quasi a farmi dire che fortuna che il culo era stato preparato a
dovere prima.
Qualcuno stava per entrare nella fica era come spalancata da come ero tenuta aperta da chi mi reggeva le gambe, degli orgasmi avevo perso il conto, e ormai sia davanti che dietro era tutto un fuoco, ma quanti erano? Il tipo che era entrato in me in quel momento era molto dotato, sicuramente al pari di quello che mi stava da dietro, mi entìi riempire tutta come non mai, dopo qualche momento sentìi che si tolse dalla mia fica e gli aiutanti mi tirarono le gambe più in alto, non ebbi il tempo di capire cosa volessero fare, ma capii da sola il perché, sentìi quella grossa mazza spingere anch’essa all’entrata del culo, avrei voluto dire di no, avrei voluto urlare di no ma avevo la pallina in bocca che me lo impediva, inizialmente faceva fatica a penetrarmi, sentìi schizzare del liquido lubrificante, quindi nuovamente iniziò a spingere fino al momento che trovò la via per poter entrare in contemporanea all’altro, in quel momento mi sentìi mancare urlai dal dolore nonostante la bocca fosse bloccata , tanto mi sentìi sfondare, sentivo male ma con il passare dei colpi, iniziai anche a sentire piacere, qualcosa di indescrivibile, tanto invasivo, quanto eccitante, tanto che ebbi un orgasmo, a quel punto colui che mi penetrava dal davanti si tolse uscì dal culo e scaricò tutto il suo liquido sulla mia pancia.
In cuor mio speravo che a quel punto si fermassero, invece iniziarono il solito giro, chi spingeva dentro al culo e chi si accontentava di entrare nella fica, non sapevo quantificare il
tempo che stava trascorrendo, per fortuna in questa fase si erano fatti avanti quelli meno dotati, e la maggior parte finiva per schizzarmi in men che si dica da qualche parte del mio corpo.
Pensavo di aver fatto tutto quella sera e che di più non si potesse fare, quando la solita voce mi sussurrò… adesso viene il bello. Cosa significava mi chiedevo, con quello che avevo già fatto non sembrava che ci potesse essere altro, già mi sentivo sfinita, avrei voluto chiudere lì la festa, ma loro non la pensavano come me, anzi proprio il contrario, quello che mi aspettò me lo ricorderò a lungo ancora.
Uno si sistemò sotto di me e infilò l’uccello nel culo in quella posizione, e davanti
intuìi che qualcuno stava per entrare qualcuno da qualche parte, sentìi colare il lubrificante sulla vagina verso il canale posteriore, dove si era già sistemato nel culo, questi iniziò a premere contro il mio buco del sedere ma nonostante fosse tutta sera che entravano da lì aveva difficoltà ad entrare, da dietro la maschera intravidi la pelle dell’uomo e si trattava di un uomo di colore, il tempo di pensare ai pali di certi neri che mi sentìi squarciata tanto che emisi un urlo di dolore e nonostante la pallina in bocca, in quel momento capìi che era ancora possibile che mi potessero farmi urlare e che non potevo dare niente per scontato, il ragazzo di colore iniziò a muoversi dentro di me, mi sentivo mancare, non capivo più niente, cosa era male e cosa era piacere, ansimavo e dimenavo le mani legate alla catena, ma non c’era niente da fare, non si fermava, improvvisamente fu quello sotto di me a togliersi e a darmi il sollievo tanto sperato, finendo con lo svuotare tutto ciò che aveva sulla mia faccia, qualcuno disse al nero di prendere il suo posto dietro di me, me lo mise nella vagina e un altro si fece avanti, vidi che era di colore pure lui, entrò anche lui doppiando la vagina, erano tutte e due enormi almeno 30cm di uccello e non so quanto grossi, mi sentivo tutta ripiena mi fecero godere ancora, poi quello sotto si tolse dal davanti e lo infilò nuovamente nel culo, e l’altro continuò a pompare nella mia fica, fino a quando lo tolse e iniziò a spingere contro lo sfintere, considerando la massa dei due ero molto preoccupata, vero che avevano già fatto strada prima e il culo era ormai dilatato, ma qualche dubbio mi teneva in ansia, fino a che lo mise nella porta posteriore anche lui, nuovamente urlai e nuovamente mi sentìi squarciare il culo, i due mi stavano allargando lo sfintere come nessuno aveva mai fatto prima d’ora, mi sembrava di non poter sopportare quell’intrusione che non mi permetteva di ragionare il dolore venne soprafatto nuovamente dal piacere misto ad una forte sensazione di essere spaccata in due, e nel momento in cui mi lasciarono e contemporaneamente andando a svuotare la loro sborra sul mio viso mi sentìi svuotata e al tempo stesso venni innondata di sperma come non mai.
Quanto era passato da quando avevano iniziato, non mi rendevo conto quasi come se tutto si svolgesse in una dimensione parallela alla realtà, in quegli attimi dopo aver subito l’ennesima “violenza” dai due neri pensai quanto troia fossi, mi ero fatta montare da non so quanti uomini, che mi avevano aperto davanti e didietro in qualsiasi modo, ora mai il clou della serata era passato sentivo di quando in quando arrivare schizzi di sborra da tutte le parti e presumevo che il tutto stesse volgendo al termine, quando sentìi il tocco della mano femminile appoggiarsi sul mio clitoride, probabilmente la stessa che mi aveva aperto la strada in quella serata, iniziare a cercare di farsi strada nella vagina, piano piano la penetrò con tutta la mano, non era un a mano molto grande, continuava a muovere la mano dentro di me, alcuni uomini mi fecero girare a carponi e a quel punto sentìi che un cazzo spingeva sul buco del culo fino ad entrare, si mosse per poco perché venne all’interno del culo, e quando si sfilò la mano che stava nella mia vagina, iniziò a farsi strada nel mio buchetto ben oliato a quel punto, e nel mio più grande stupore sentìi la mano infilarsi completamente, a quel punto con anche l’altra mano nella vagina mi aveva doppiata pure lei, la donna si muoveva in
modo simultaneo davanti e dietro fino a che ebbi l’orgasmo con tanto di squirt che mi
fece fremere tutta, a quel punto la donna sfilò le mani e finalmente pensai fosse tutto finito, venni fatta adagiare sulla panca sfinita, svuotata, il dolore era misto al piacere avuto, ma a quel punto ero distrutta, esausta, non ce l’avrei fatta a fare più niente, le gambe non mi reggevano più, ero arrivata al traguardo della mia maratona.
Sentìi che mi staccavano le manette dai polsi, mi tolsero il morso e mi pulirono dallo
sperma che mi aveva ricoperta tutto il corpo, e mi coprirono con un accappatoio, venni presa di peso e portata via, mi sentìi adagiare all’interno dell’auto e la voce di mio marito mi chiese se tutto andava bene, non ebbi la forza di rispondere tanto ero stanca e spossata, poi sentìi che parlava con qualcuno all’esterno che lo salutava, mi addormentai, arrivati a casa mi gettai nel letto e crollai in un sonno profondo, quasi a sperare che tutto fosse stato un sogno o un incubo??
L’indomani quando mi svegliai ero sola nel letto, erano passate già le undici di mattina, ero tutta indolenzita, mi sentivo i miei buchi ancora in fiamme, mi alzai e entrai nella doccia e ci rimasi a lungo come a dover lavar via tutto ciò che avevo passato la sera prima, quando uscìi mio marito era lì mi porse l’accappatoio e poi mi strinse fra le sue braccia, spero che non ti sia pentita di averlo fatto, amo mio marito, farei tutto per far piacere a lui anche questo in parte lo fatto per lui, ma ora che ho assaggiato certi pali e i miei buchi sono più che sfondati potrei desiderare di continuare a volerli prendere per il mio piacere, da troia che sono, pensare che ora ho provato tutto quello che c’era da provare e prendere davanti e sopratutto didietro, mi viene difficile pensare di farne a meno, il film fatto sta a me solo decidere se farlo mettere in circolazione o no, per ora me lo sono rigustato con un paio di vibratori nel
culo e uno davanti quando mio marito non era a casa, e pensarci bene potrei anche
darmi al porno in modo professionale ora che la strada è stata aperta, …per non dire spalancata.
Questa porta verrà ancora chiusa con molti cazzi e quello che pensavo fosse il massimo della perversione era solo l’inizio…

Note finali:

e questo è stato l’inizio…

 

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Ricerche Frequenti:

nelle mani di un altro by babbacombe_lee [Vietato ai minori]




nelle mani di un altro di babbacombe_lee New!
Che c’era qualcosa che non andava lo avevo intuito da un po’.
Mio marito era diventato nervoso ed irascibile, poi, quando un giorno ho manifestato l’intenzione di cambiare la macchina, come ho sempre fatto ogni due o tre anni, il suo atteggiamento mi ha allarmato.
“Che bisogno c’è, puoi tenerla ancora per qualche anno.”
Alle mie obiezioni che avevamo sempre fatto così e che poi era uscito il nuovo modello, molto più carino, ha cominciato ad impappinarsi e questo non era da lui, che ha sempre avuto la lingua sciolta e quando vuole riesce ad intortare chiunque.
Alla fine ha dovuto ammettere a denti stretti che la situazione non era più come una volta, e che gli affari andavano meno bene del previsto.
Conoscendo bene mio marito, se ha detto così, la situazione deve essere bruttina.
Certo non avevo mai pensato che un giorno ci saremmo trovati in ristrettezze economiche, noi che avevamo sempre fatto la bella vita.

Lo vedevo sempre più scuro in viso, poi un giorno gli è sfuggito che il problema non è tanto la scarsa liquidità in banca, ma che ha contratto dei debiti e che ha difficoltà a fargli fronte. Insomma, piano piano, un pezzo alla volta, mi sta confessando che è mezzo rovinato e che il nostro futuro è molto meno roseo di quanto io avessi sempre pensato.
Ma il peggio doveva ancora venire: uscendo una sera da un ristorante ha cominciato a farmi un discorso strano: che doveva molti soldi ad un conoscente, che era importante tenerlo tranquillo, farlo pazientare, perché forse la situazione si poteva aggiustare, se solo passava questo che era il momento peggiore.
Ha continuato dicendomi che sono una donna attraente, che un paio di volte questa persona mi aveva visto da lontano ed era rimasta piacevolmente colpita, che se io fossi stata gentile con lui …
Eh no, caro Michele, avrai pure la parlantina facile, ma io non sono scema.
In soldoni mi stai dicendo che sei finito in mano ad uno strozzino, non sai come pagare ed hai pensato di vendergli tua moglie.
Io sono una persona semplice e diretta, mia marito dice che in fondo sono rimasta un po’ cafona, nonostante i suoi tentativi di dirozzarmi, così gli ho detto a brutto muso che offrisse il suo culo a questo cazzo di strozzino di merda, perché io non ci pensavo per niente a farmi scopare da lui.
Abbiamo litigato, lui ha provato a dire che le cose non stavano così, ma il succo era quello.
Alla fine si è pure messo a piangere ed io, che poi in fondo in fondo sono una frescona, mi sono lasciata scappare un mezzo sì, ma più che altro per prendere tempo.

Sono tornata a casa dal lavoro e quando ho infilato la chiave nella serratura, la porta si è aperta solo con lo scatto.
Strano, in genere, mio marito torna parecchio più tardi di me.
“Shhh.”
Me lo trovo davanti nell’ingresso, che mi fa cenno di tacere.
“E’ di là”, mi dice a bassa voce.
“Ma chi?”
“Quella … persona …”
Dal suo sguardo imbarazzato capisco subito, e mi si ferma il respiro. Pensavo, speravo che non sarebbe tornato sul discorso e invece ora mi crolla il mondo addosso.
“Vuole conoscerti.”
Già, vuole vedere la merce prima di comprarla, penso io mentre mi prende un groppo allo stomaco, e già mi immagino di trovarmi in compagnia di un vecchio grasso e schifoso, che mi parla in un dialetto orribile e poco comprensibile, mentre inizia a palpeggiarmi dappertutto.
Michele deve quasi spingermi nel salone dove ci aspetta questo dannato strozzino.
Sono rimasta basita: è giovane, sui trent’anni, alto e muscoloso.
Un tipo affascinante, con due occhi scuri e penetranti che subito iniziano a scandagliarmi, come se riuscissero a vedere il mio corpo sotto il tailleur azzurro avio a righine verticali bianche.
Se fossi quel tipo di donna che andrebbe senza problemi con un uomo affascinante solo per fare del sesso, sarei contenta, ma io non sono quel tipo di donna e l’aver scoperto che il probabile futuro padrone del mio corpo è molto meglio di quanto pensassi, mi fa aumentare l’angoscia.
Lui mi parla, siamo una di fronte all’altro, mentre mio marito, poco discosto, ci osserva, mi accorgo che se dovessi provare a ripetere cosa mi sta dicendo, non sarei in grado di farlo assolutamente.
Ad un certo punto mi sento toccare sotto il mento in modo che devo alzare il capo e, all’improvviso, le sue parole, che prima mi sembravano un ronzio senza senso, cominciano a prendere forma: “… possiamo … ora …”
Capisco che vuol farlo subito, adesso, in casa, con mio marito presente e sento le ginocchia che si fanno molli, mentre lui mi prende per un braccio e mi trascina via.
Ho dato uno sguardo a mio marito, a capo chino mentre si stringe nervosamente le mani l’una con l’altra, ma non non ha detto né fatto nulla per impedire tutto ciò, così non ho potuto far altro che seguirlo nella nostra camera da letto.
La porta che si chiudeva bruscamente alle nostre spalle mi ha fatto pensare al cancello di ferro di una cella.
La stretta della sua mano sul mio braccio, decisa ma non violenta, si allenta una volta che siamo nella stanza, poi le sue mani mi sbottonano la giacca del tailleur.
Me l’ha tolta e l’ha lanciata sul letto.
I capelli lunghi e ricci mi ricadono sulla camicetta bianca di seta, sento quasi il loro peso leggero, impalpabile, posarsi sui miei seni, poi mi sembra che la pressione aumenti.
No, non mi sta toccando, almeno per ora, ma il suo sguardo si è posato sulla camicetta che lascia intravedere lo spacco tra i miei seni.
Per un attimo mi sembra di vedere lo strozzino vecchio e grasso, quello della mia fantasia, che mi dice “vieni qua bella tettona”, già perché ho sempre avuto un seno prosperoso ed ora, che ho passato la quarantina, si è fatto anche più pieno.
Invece lo strozzino vero, quello giovane e muscoloso non dice nulla, si è limitato a prendere le due parti del colletto della camicia con le mani.
È rimasto un momento così, mentre io trattenevo il respiro, e poi ha tirato forte.
I bottoni sono saltati e la camicetta si è aperta completamente lasciandomi quasi con le tette di fuori di fronte a lui.
Mi sento il viso avvampare per la vergogna e di istinto mi metto le mani sul reggiseno per coprirmi, ma lui me le toglie, poi infila una mano in mezzo alle coppe e tira verso fuori.
È un attimo, sento la pressione della stoffa dietro la schiena, poi lui tira in alto facendo scavallare le coppe ed i miei seni, ormai liberati, mi si adagiano sul busto.
Sono bastati pochi secondi per farmi capire che con lui non ci sarà da scherzare, così non azzardo a provare a ricoprirmi di nuovo, mentre le sue mani cominciano a toccarmi.
Trattengo il respiro mentre prende in mano i miei seni, come se volesse valutarne il peso, poi le sue dita affondano nella carne mentre serro le labbra per non gridare.
Sì, ora grido, chiedo aiuto, arriva mio marito e …
No, mio marito non farà nulla e … mi sta strizzando leggermente i capezzoli ed io apro leggermente la bocca per prendere respiro, ma che mi succede?
Si è fermato, all’improvviso ha smesso di toccarmi i seni e le sue mani, posate sulle mie spalle mi costringono ad abbassarmi, finché non mi ritrovo in ginocchio.
“Apri i pantaloni.”
La frase mi è arrivata alle orecchie netta ed imperiosa, ha parlato a bassa voce ma le sue parole mi colpiscono come uno schiaffo e le mie dita non possono far altro che aprire il bottone e poi tirare giù la lampo.
“Tirali giù.”
Ed io eseguo ancora, abbassandogli i pantaloni fin sotto alle ginocchia.
Sotto porta dei boxer neri dentro cui non posso non notare un notevole rigonfiamento, ma solo per pochi secondi, perché provvede da sé ad abbassarli.
“Su, prendilo.”
La mia mano si avvicina titubante.
“Ma no, scema, con la bocca.”
Mi sento prendere dietro la nuca con indice e pollice, la sua mano è grande e forte, stringe ancora ed io apro la bocca mentre con l’altra mano mi preme sopra la testa.
Bastano pochi secondi per trovarmi con il sue pene completamente eretto stretto tra le labbra.
Mi indirizza il movimento e quando è certo che ho imparato il giusto ritmo per lui, allenta la morsa dietro la nuca.
“Brava, continua così.”
Lo sento crescere nella bocca, stretto delicatamente dalle mie labbra, poi lui mi costringe ad aumentare il ritmo, ora mi tiene la testa con le mani, le sue dita affondate nei capelli neri e mossi, e capisco che sta per venire.
Mi arriva l’ultima raccomandazione: “tieniti tutto, non mi far sporcare” e subito dopo viene nella mia bocca.
Mi ha inondata di sperma, me ne rendo conto quando lui si toglie ed io posso finalmente rimettermi in piedi.
Mi vedo riflessa nello specchio del comò, con la camicetta aperta, le tette di fuori, i capelli arruffati e la faccia sporca di sperma.
Gli volto le spalle e mi dirigo verso il bagno per andare a darmi una rassettata.
“Ma dove cazzo vai!”
La sua voce ora si è fatta tagliente.
“A pulirmi”, rispondo io.
“Ci andrai dopo, alla fine, con te ho appena cominciato.”
La vergogna per quello che ho dovuto fare mi cade addosso come un macigno, mentre lui si spoglia completamente davanti a me.
Io intanto rimango immobile, a testa bassa incerta se spogliarmi o meno.
Ho capito che comanda lui, io devo solo eseguire il suo volere, già, sono merce nelle sue mani.
Mi sento la bocca impastata e lo sperma che mi è colato fin sotto al mento, si sta lentamente seccando, mi passa per la mente di chiedergli di nuovo il permesso di andare a pulirmi la faccia in bagno, ma poi capisco che lo ha fatto apposta, rientra nella sua strategia per spezzare la mia resistenza e dominarmi.
Ecco, è pronto, si è tolto tutti i vestiti, guardo il suo corpo giovane e forte, per un attimo mi viene da confrontarlo con mio marito, certo, che è meglio, Michele va per i 50, ha un accenno di pancia e poi non è mai stato un tipo atletico.
Mi immagino mio marito, nell’altra stanza, che si sta rodendo il fegato, poi lui si avvicina a me e mi apre la lampo della gonna, la tira verso il basso finché non scivola a terra restando ammucchiata ai miei piedi.
Non dice nulla, osserva i miei fianchi larghi, le mie cosce fasciate dal collant scuro e mi chiedo se mi trovi di suo gradimento.
Troppo vecchia, troppo grassa per lui?
Io non mi muovo, lo lascio fare, così prima mi abbassa le calze e poi anche lo slip, rimango nuda con i piedi immobilizzati dai vestiti arrivati fino a terra, finché non mi spinge indietro facendomi sdraiare sul letto.
È dopo che mi ha liberato delle scarpe e dei vestiti che mi rendo conto di essere bagnata.
Io sono bloccata, paralizzata, ma la mia vagina evidentemente no.
Se ne deve essere accorto anche lui perché lo vedo sorridere soddisfatto, mentre mi allarga le gambe prima di sdraiarsi sopra di me.
Quando ho visto il suo pene a pochi centimetri dal mio ventre ho reagito e mi sono ribellata: ho richiuso le cosce ed ho sollevato le ginocchia per tenerlo lontano, ma lui me le ha riaperte a forza e si è sdraiato su di me, mentre con le mani mi teneva la schiena inchiodata al materasso.
Allora provo a muovermi per rendere più difficile la penetrazione, ma più mi dibatto e più lui si eccita, finché non riesce a ficcarmelo dentro.
Ho gridato mentre le labbra del mio sesso si aprivano sotto la sua spinta prepotente ed ho smesso di lottare.
Sono, stanca e sconfitta, mentre quest’uomo giovane e forte, che mi schiaccia e mi opprime con il suo peso, continua a muoversi sopra di me.
Il suo petto mi preme contro i seni nudi, raschiandomi i capezzoli con i peli, mentre il suo pene continua ad entrare ed uscire dentro di me, così lentamente mi lascio andare, mi rilasso, lo sento ansimare, eccitarsi sempre di più, finché non mi accorgo che sto seguendo e assecondando il suo movimento, mentre le mie braccia stringono forte le sua schiena.
Ho cominciato a gemere di piacere, senza alcun ritegno, finché lui non è venuto nuovamente dentro di me.
Si è tolto subito, lasciandomi sdraiata, con il respiro corto e ad un passo dall’orgasmo, e si è rivestito.
Solo ora mi rendo conto dell’enormità di quanto accaduto, mi sono fatta scopare da uno sconosciuto e ci ho provato gusto. Mio marito non può non aver sentito, gridavo e gemevo troppo forte, ben gli sta così impara a vendermi.
“Su, in piedi, ti riporto da tuo marito.”
No questo no, per favore, lo supplico di farmi almeno rivestire, ma lui mi trascina fuori.
Così faccio il mio ingresso in salone scalza e nuda, a parte la camicetta completamente aperta.
Mio marito ha la faccia così terrea che sembra dover crollare a terra da un momento all’altro, il suo sguardo, ad un certo punto, passa dallo stralunato allo schifato, allora abbasso gli occhi, giusto in tempo per vedere un fiotto di sperma che si stacca dalla mia vagina aperta ed arrossata, per finire sul parquet lucido.
Ci scuotiamo entrambi solo quando sentiamo il rumore della porta di casa che si chiude, lasciandoci soli, con le nostre angosce.

 

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La sottomissione della maestrina by frankossido [Vietato ai minori]




La sottomissione della maestrina di frankossido New!

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Chiara venne avvicinata dal bidello nell’intervallo: “Quando finisci il turno, prima di pranzo, passa dal Preside. Ti vuole parlare.”
Chiara naturalmente lo sapeva. Le era già arrivata una raccomandata dieci giorni prima, quel colloquio riguardava il suo futuro ed in particolare la possibilità di un impiego a tempo pieno nelle scuole elementari della sua città.
Sapeva che l’ago della bilancia era il suo preside, un uomo misterioso che nessuna maestra riusciva ad inquadrare. Pur essendo in quella scuola da più di un anno nessuno poteva dire di aver avuto diverbi con lui. Era pacato, calmo e incuteva sicurezza.
Oltre a ciò il fatto che fosse un uomo alto, brizzolato e in forma nonostante la cinquantina incuteva molto fascino, soprattutto pensando che fosse single.
Chiara si era vestita meglio che poteva, la sua situazione economica non permetteva di avere troppi vizi, ma aveva tirato fuori degli stupendi pantaloni neri ed una camicetta bianca leggera. Al mattino si era alzata presto per farsi bella e ora si guardava rapidamente allo specchio dei bagni.
I pantaloni uniti al leggero tacco nero mettevano in risalto il suo culo perfetto e le sue gambe lunghe, si crucciava di non avere molto seno per metterlo in mostra. Di cosa poi si crucciava? Una donna di 28 anni come lei, tutta casa, chiesa ed oratorio non sarebbe mai stata a suo agio con le tette in mostra. Per lei era già molto, forse troppo svestita così, coperta da una camicetta.
Mentre camminava verso lo studio si disse che da quel colloquio passava gran parte della sua vita. Doveva andare bene, doveva.
Bussò.
-Avanti.
La voce calma del preside la convinse ad aprire la porta, si presentò e si sedette sulla sedia di fronte all’uomo dopo un suo invito.
-Signorina la trovo splendida oggi, come si trova in questa scuola?
Chiara si sentì arrossire per il complimento, era una bellissima ragazza ma sembrava sempre volerlo nascondere con i suoi abiti trasandati.
Rispose che per lei era il luogo ideale dove lavorare, vicino a casa, pieno di amiche come colleghe e con tanta gioia negli alunni. Voleva far bella impressione e il preside non mancò di incoraggiarla.
-Come saprà abbiamo avuto direttive dalla direzione provinciale, è necessaria una variazione del personale sia per quanto riguarda le entrate che le uscite. Come saprà sono necessarie assunzioni a tempo indeterminato ma anche licenziamenti.
Chiara si sentì gelare. Licenziamenti? Lei era convinta di essere lì per un assunzione definitiva.
-Signor Preside, la prego io ho bisogno di questo posto. Sono sposata e copriamo appena l’affitto io e mio marito. Poi sa, abbiamo appena fatto un mutuo per comprare un camion… Mio marito lavora per la ditta di suo fratello, magari lo conosce…
-Si certo signorina N. ho presente. Tuttavia la situazione non è rose e fiori neanche per quanto riguarda mio fratello.
Chiara era sempre più terrorizzata. Non sono rischiava il posto lei, ma pure il marito. Come avrebbero pagato il mutuo?
-Mi dica Signorina- proseguì con voce suadente l’uomo in giacca e cravatta- cosa sarebbe disposta a fare per salvare la sua vita?
Chiara non capiva cosa volesse dire quell’uomo, ma la sola cosa da dire in quel momento era “Qualsiasi cosa”.
Si dipinse un ghigno sul volto del preside Mattei.
-Vede, suo marito ha avuto una grave mancanza sul lavoro. Mio fratello me ne ha parlato tre giorni fa, lei ne sa nulla?
Chiara rispose di no, non le aveva detto nulla, anche se il marito era rimasto molto taciturno negli ultimi giorni.
-Ha causato una perdita da circa duecentomila euro. Mio fratello voleva licenziarlo all’istante ma l’ho convito a prendere tempo visto che avevo un colloquio con lei oggi.
-Ci vuole licenziare entrambi?
Mattei rise.
-Vede è per questo che ho voluto aspettare. Lei ha la possibilità di farsi assumere a tempo indeterminato e di salvare suo marito, oppure di far crollare tutto il vostro mondo.
Chiara aveva la gola secca.
-Cosa devo fare?
Il preside camminava per il suo studio intorno a Chiara. Lasciò passare qualche secondo di silenzio dopo la sua domanda prima di avvicinarsi a lei e posarle una mano sulla spalla.
-Signora N… posso chiamarla Chiara?
-Certamente, come preferisce dottore.
-Lei è una bellissima donna. L’ho notata da diverso tempo. Questo nonostante lei non faccia poi di tutto per farsi notare.
Mentre parlava accarezzava la spalla della donna con una mano, toccando il collo.
-Vede io la desidero. La desidero da molto tempo e non è un caso che suo marito non sia stato licenziato. Ho dovuto insistere personalmente con mio fratello.
-La ringrazio molto dottore… ma non capisco proprio cosa voglia da me.
Chiara cominciava ad agitarsi sulla sedia.
-Sarò schietto e sincero mia cara Chiara. Io voglio lei e la voglio oggi. Voglio che lei si conceda a me in questo studio, questa sera.
Chiara sbiancò. Non poteva credere alle sue parole.
-Naturalmente dopo il rapporto lei sarà assunta a tempo indeterminato, anche con un cospicuo aumento… Lo stesso accadrà con suo marito, mio fratello mi deve un favore e sarà una bazzecola. Voglio solo che lei capisca una cosa: tutta questo rimarrà tra noi due e noi due soli, nessun altro lo saprà mai. Lei e suo marito sarete sistemati per la vita con ottimi stipendi e senza pensieri legati al mutuo.
Chiara rimase in silenzio sconcertata.
-Immagino voglia sapere anche cosa accadrà se lei dovesse rifiutare la mia proposta o spifferare questa conversazione in giro.
Chiara spostò appena la testa verso di lui per fargli capire di proseguire.
-Lei verrà scartata e di conseguenza ricomincerà a fare concorsi in giro per l’Italia. Il tutto mentre suo marito verrà licenziato all’istante. Non ci saranno difficoltà visto cosa ha combinato. Il mutuo rimarrà da pagare e si prenderanno la casa dei suoi genitori, facendo andare anche loro in mezzo ad una strada, dopo una vita di sacrifici.
-So che è una scelta difficile ma vedrà che le basteranno poche ore per decidersi. Oggi lei finisce alle 16… se verrà in questo studio alle 16:15 saprò che accetta la mia proposta, altrimenti prenderò i provvedimenti necessari.
Chiara aveva le lacrime che le rigavano il volto. Si prese il viso tra le mani mentre crollava davanti all’uomo.
-Perché mi fa questo?? Perché?- chiese disperata.
-Non le mentirò, perché sono abituato ad avere ciò che voglio. E io voglio lei Chiara, la voglio da mesi. L’unica cosa che posso assicurarle è che le farò provare un piacere che lei mai ha immaginato.
Erano le 15:50, Chiara aveva fatto lezione ai bambini per un’ora e mezza dopo pranzo senza rendersi conto di cosa spiegasse… Si era asciugata le lacrime e sembrava la stessa persona della mattina.
Aveva in testa il dottor Capri. Lo odiava e ogni volta che pensava al suo volto mentre le chiedeva, anzi ordinava, di farsi scopare da lui, una vampata d’odio la incendiava.
A malincuore sentì la campanella suonare.
Attese che tutti i bambini uscissero, poi si diresse verso la sala insegnanti dove tutti fuggivano via come se avessero spaccato pietre tutto il giorno. Si diresse verso il bagno, chiuse a chiave e dirigendosi verso il lavandino si sciacquò il viso.
Davanti allo specchio si fissò. Sapeva cosa avrebbe risposto. Lo sapeva da quando era uscita da quello studio. La sua vita era a scuola, a casa e in chiesa. Avrebbe continuato con l’oratorio e magari fatto qualche penitenza in più. Tutto però passava da un pomeriggio.
Sapeva da subito che avrebbe accettato la sporca proposta del preside. Un pomeriggio per essere sistemata per la vita, la scelta da fare era evidente.
Si aprì un po’ di più la camicetta… il reggiseno si intravedeva. Decise di toglierselo. Ora con un bottone in meno era davvero sensuale… era bellissima.
Uscì con la sua borsa in mano, per fortuna non incontrò anima viva. Alle 16:15 in punto era davanti allo studio del preside. Prese una boccata d’aria e bussò.
Il preside Capri sapeva cosa faceva quando proponeva a Chiara di offrirsi a lui. Era vero che la desiderava da tempo, come un leone desidera la gazzella appena la vede correre. Chiara era il tipo di donna che piaceva a lui: timida, fisico magro con un culo da favola e soprattutto santarellina. Sapeva che era nel giro dell’oratorio e che probabilmente nella sua vita era stata solo con suo marito, in un noioso alternarsi di baci e posizione alla missionario. Lui adorava dominare le donne come lei. Soprattutto amava ricattarle.
Seppe che avrebbe accettato non appena Chiara uscì dallo studio. Per cui si adoperò per nascondere tre telecamere. Ci vollero quasi due ore prima che le mascherasse bene tra i libri o dentro una borsa sulla scrivania, ma alla fine il set del suo personale porno era pronto.
Erano le 16:05, così decise di sedersi sulla poltrona ed attendere la giovane donna.
Toc-Toc.
-Avanti.
Chiara entrò con il cuore che le martellava il petto.
-Vedo che ha preso la sua decisione… si sieda pure Chiara.
Mentre Chiara si sedeva lui si alzò e molto lentamente si diresse alla porta per chiuderla a chiave. Poi le arrivò vicino.
A questo punto la donna si alzò di colpo e si gettò su di lui baciandolo sulla bocca… Valerio Capri si aspettava qualcosa del genere per cui accettò la sua lingua in bocca approfittandone per posare le sue mani sapienti sul culo di lei… coperto appena da neri pantaloni aderenti.
Poi la staccò da sé rimanendole vicino.
-Chiara, voglio darti le mie regole e voglio che sia chiaro che le dovrai accettare.
-Punto primo, vorrei continuassi a darmi del Lei.
-Punto secondo, voglio sia chiaro che qualsiasi cosa io ti chieda oggi pomeriggio tu dovrai farla, senza esitazioni.
-Terzo ed ultimo punto: voglio che mi fissi negli occhi e mi dici “Sono la tua troia”.
Chiara si aspettava e accettava i primi due punti ben sapendo cosa le toccava, ma rimase basita alla terza richiesta. Mormorò un “sono una troia” piano vicino a lui e sentì dolore quando arrivò un suo sonoro schiaffo sul suo culo seguito da una richiesta a dirlo più forte.
“Sono la tua troia, ti voglio e voglio che mi scopi… per un lavoro questo e altro” Chiara si stupì del volume a cui disse quelle parole e si stupì di averle pronunciate subito. Evidentemente era già alla sua mercé.
Valerio apprezzò molto che la donna avesse rinunciato alle lacrime, l’avrebbe costretta comunque ma le odiava.
La fissò negli occhi e le prese una mano, se la portò sul cazzo duro coperto dai pantaloni e le ordinò di inginocchiarsi.
Chiara non aveva mai fatto un pompino in vita sua, però non oppose resistenza. Scese con le ginocchia fino al pavimento, poi con le mani tolse la cintura all’uomo e con modi delicati abbassò i pantaloni, trovando un cazzo senza mutane ad attenderla.
Lo prese in mano e si trovò a fissarlo stupita. Era completamente depilato e durissimo, a stento riusciva a chiudergli la mano intorno. Sarà che nella sua vita aveva sentito solo il pene di suo marito (peraltro senza mai vederlo con la luce accesa), ma quel cazzo le incuteva timore, curiosità e, come constatò odiandosi, eccitazione.
-Avanti, prendilo in bocca.
Chiara non finse neanche di non aver sentito. Con le ginocchia a terra avvicinò la bocca e fissando quel palo adagiò le labbra su di esso. Non poteva dire che profumasse, ma era un sapore piacevole, soprattutto era liscio a contatto con la sua lingua.
Mosse la testa avanti ed indietro sperando di essere nel giusto, poi però le arrivò la prima critica:
-Scommetto che è la prima pompa che fai in vita tua, devi segarlo con le labbra facendo avanti ed indietro, ma leccalo con quella bella lingua che ti trovi. Poi usa un po’ le mani, le mie palle vogliono essere coccolate.
Chiara memorizzò velocemente i consigli, con la lingua cominciò ad avvolgere il cazzone mentre oltre ad aventi ed indietro se lo portava sulle guance e succhiava. Con le mani massaggiava le palle e si trovò a sentirsi soddisfatta quando di sua iniziativa leccò le palle dell’uomo sentendosi fare i complimenti.
Valerio seppe di aver scelto la donna giusta fin dal primo pompino. Chiara era visibilmente impacciata all’inizio ma adesso stava tirando fuori la sua troiaggine repressa. Il tocco della lingua sulle palle gli aveva causato un brivido e la donna aveva una bocca immacolata di velluto, il pompino si stava rivelando spettacolare, però voleva portarla un po’ all’estremo.
Afferrò la testa di Chiara con entrambe le mani, lei si trascinò con il cazzo in bocca sulle ginocchia per prendere meglio la posizione, credette volesse solo spostarla ma ritornò alla realtà quando sentì che il preside Capri le stava dando un nuovo ritmo.
La teneva per la testa e faceva andare il cazzo fino alla gola della donna. Sentiva i conati di vomito per quel mostro a contatto con le tonsille vergini. Non pago l’uomo aumentò l’andatura, sembrava la volesse scopare in bocca ma lei non resisteva. Cercò di staccarsi ma in cambio l’uomo strinse ancora di più la testa ed aumentò il ritmo. Sentiva il cazzo pulsare sempre più e ingrossarsi nella sua bocca. Lo sentì forzarle la gola nel tentativo di farlo entrare in tutta la sua lunghezza. Una lacrima le rigò il viso ma si rese conto che il peggio doveva arrivare quando sentì i gemiti dell’uomo con il cazzo ancora ben piantato in bocca.
Arrivarono i primi fiotti di sborra bollente a inondarle la gola. Spalancò gli occhi e guardò il suo padrone.
-Ingoia troia.
Le scesero le lacrime a quell’epiteto ma si costrinse a chiudere gli occhi per concentrarsi sullo sperma da ingerire. L’uomo arretrò un po’ con il cazzo per aiutarla ad ingoiare e quando fu sicuro che la bocca fosse libero si scansò da lei.
Immediatamente Chiara aspirò tutta l’aria che poteva, sentì il piacere del respiro. Alzò la testa e disse che lei non era una troia, ma immediatamente si tranquillizzò alla vista del cazzo dell’uomo ancora perfettamente ereto di fronte a lei.
-Voglio che ti metti a 90 sulla scrivania.
-Voglio che si metta un preservativo.
Chiara fece la sua prima richiesta. L’uomo rise.
-Qui le regole le detto io.
-Questa è la mia unica richiesta, altrimenti prendo e me ne vado anche senza lavoro.
Valerio Capri pensò che in fondo poteva divertirsi ancora di più, accettò, ma a patto che lei gli mettesse il preservativo tenendolo sulle labbra.
Chiara non aveva ben chiaro cosa volesse dire ma si stupì che non fosse nulla di particolarmente difficile. Teneva il preservativo tra le labbra, il preside le avrebbe infilato il cazzo nuovamente in bocca e sarebbe entrato nel preservativo. In fondo glielo aveva appena succhiato, poteva essere peggio?
Capri si sedette sulla sedia e attese che la maestrina buttasse la sua bocca dorata sul suo cazzo. La ammirò mentre con le narici sentiva l’odore dello sperma di cui era impregnato il suo cazzo, e sentì come con la lingua cercasse di aggiustarlo bene. Alla fine fu stupito della sua bravura.
Chiara vedendo che il preservativo era ben fissato si mise finalmente a 90 sulla scrivania. Era stato umiliante doversi spogliare completamente di fronte all’uomo che a sua volta era con la sola camicia. Ora aveva le tettine a contatto con il freddo legno della scrivania, e il culo esposto oscenamente come una puttana.
Capri aveva di fronte a sé uno dei più belli culi mai scopati, ne tastò la consistenza con le mani e lo trovò perfetto. Con le dita passò sul suo ano trovandolo pulito e strettissimo, solo a toccarlo la ragazza ebbe un tremito. Poi scese alla figa, e la trovò un lago.
-Vedo che in fondo ancora voi maestrine casa e chiesa amate godere nel farvi sottomettere.
-Per favore… mi scopi senza aggiungere altro- lo supplicò Chiara, imbarazzatissima.
A questo punto Valerio Capri fece quello che gli veniva meglio: il bastardo.
La maestrina guardava di fronte a sé attendendo il cazzo, allora lui si sfilò velocemente il preservativo buttandoselo dietro e, dopo aver appoggiato il cazzo sulla figa fradicia, la penetrò.
Chiara non notò alcuna differenza presa com’era da quel cazzo enorme dentro la sua figa. Si sentì immediatamente piena e le venne da inclinare la schiena per l’ingombro. Trovò le braccia sapienti di Capri a tenerla schiacciata alla scrivania, per poi passare ai suoi fianchi e afferrarli mentre le imponeva un ritmo forsennato di penetrazione.
Chiara letteralmente si reggeva alla scrivania, con le mani si teneva ferma mentre sentiva quel cazzo enorme e sapiente sconquassarle la figa. Era piena, era fradicia, il pene scorreva come un coltello bollente nel burro, non era mai stata scopata così.
-AAAAAAA.
Si ritrovò in pochi minuti ad esplodere in un urlo liberatorio, per la prima volta in vita sua era venuta e non era più in sé.
Capri continuando a fottersela le afferrò i capelli con una mano e la tirò a sé violentemente, all’orecchio le disse maleficamente “Lo sapevo che eri una cagna nata, senti come vieni mentre ti fai scopare per un lavoro, lo sai come si chiamano quelle come te? Si chiamano puttane, e tu sei una gran puttana!”.
Chiara sentiva grondare umori mentre quell’uomo, normalmente così elegante e pacato, la insultava e la scopava senza allentare quel ritmo sfrenato.
La spinse nuovamente a contatto con la scrivania, dava colpi talmente decisi da spostare il mobile in legno e causarle ogni volta che arrivava al fondo un urletto. Alla fine non resse neanche più il casanova Capri, con un urlo liberatorio sentì arrivare lo sperma, proprio mentre sentiva Chiara esplodere in un secondo orgasmo.
La maestra presa com’era dal suo godimento ci mise un attimo più del dovuto a realizzare che la sua vagina stava accogliendo un’ondata di sperma bollente. Quando se ne rese conto, a figa ormai piena, si liberò dalla presa dell’uomo ormai sazio e vide il preservativo buttato a terra.
-Sei un bastardo! Il preservativo! Come cazzo ti sei permesso di venirmi dentro??
-Signorina N. la ricordo che lei deve SEMPRE darmi del Lei, ad ogni modo vedo che ha apprezzato il trattamento.
Chiara si infilò velocemente le mutande e mentre si chinava per raccogliere pantaloni e camicetta con il viso rigato dalle lacrime sentì uno schiaffo sul culo.
-Si consideri assunta a tempo indeterminato, ora se ne vada.
Vestita a caso Chiara uscì e si sbattè la porta dietro mentre si dirigeva verso i bagni per pulirsi.
Valerio Capri appena uscì la donna si diresse con calma alle telecamere e le spense, poi, ancora nudo, si sedette e compose un numero al cellulare.
-Ciao fratellino, ho appena finito con la ragazza. E’ meglio di quanto pensassi, vedrai che ci divertiremo.
Agganciò e sorrise pensando a come si sarebbero divertiti lui e il fratello. I sadici fratelli Capri.
Chiara cercò di far uscire più sperma che poteva ma non era comunque tranquilla. Arrivata a casa si lavò con calma e cercò di non pensare al godimento che aveva provato. Si vergognava e non sapeva come avrebbe potuto guardare in faccia suo marito.
Alla sera arrivò Carlo, suo marito, e la serata fu di festeggiamenti in quanto oltre a Chiara anche Carlo aveva ricevuto un contratto a tempo indeterminato. Chiara pensò che in fondo il preside Carpi era stato di parola, per cui cercò di essere spensierata e felice quella sera.
Andati a letto il marito le disse che voleva fare l’amore.
-Carlo… ora che siamo sistemati, che ne diresti di farlo senza protezione?
Chiara in realtà voleva farsi venir dentro per paura di rimanere incinta senza essere stata penetrata dal marito, ma Carlo era troppo emozionato per rendersene conto o farsi domande.
Carlo però non era bello come Valerio, era cicciottello e stempiato nonostante i trent’anni. Sudava mentre le stava sopra a missionario e Chiara non provò alcun piacere né mentre la scopava, né mentre le veniva dentro.
-Amore, è il giorno più bello della mia vita.
Carlo si addormentò di fianco alla moglie dopo averle sussurrato queste parole dolci. Chiara si sentì in colpa. Non tanto per il tradimento, quanto perché il sesso di quella sera era stato ridicolo a confronto di quello fatto nello studio del preside.

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