La mia vita da Bull by Bullnordico [Vietato ai minori]




La mia vita da Bull di Bullnordico New!
E infine sono diventato un bull, non l’avrei mai detto, non ho mai avuto l’atteggiamento da bull, sono (o meglio ero) un ragazzo abbastanza discreto, sul timido andante, calmo e ragionato. Un bull me lo ero sempre immaginato come il classico maschio alpha del gruppo, il tamarro tutto muscoli, abbronzatura e merda nel cervello. Ma mi sbagliavo, gli atteggiamenti che mostriamo in pubblico non sono altro che una maschera che indossiamo, una recita. Nel letto cambia tutto, la vera natura di una persona viene rivelata. E così si scopre che il più macho magari è quello con più complessato e sottomesso mentre il più tranquillo della compagnia è il vero pervertito, maiale e voglioso.

Le origini

Tutto cominciò ai tempi del liceo. Come detto ero un ragazzo tranquillo, non uno sfigato ma nemmeno uno che appariva in maniera particolare. Ero un ragazzo carino (per quanto la tarda adolescenza spesso non è magnanima), ero alto e slanciato anche se decisamente magro. Quello che colpiva di me erano gli occhi, di un blu scuro profondo. Come spesso capita nel primo anno del liceo iniziai a venir preso di mira da un gruppetto di bulli del ultimo anno. Mi sfottevano per la mia statura e la mia magrezza, per fortuna raramente arrivavano alle vie di fatto. Il gruppetto era composto da un numero variabile di ragazzi e due capetti, Piero e Claudio. Piero era evidentemente il boss, di origini sicule, alto quanto me, capelli neri corvini, occhi scuri e fisico già ben sviluppato. Claudio era invece il secondo in comando, decisamente grasso, butterato dall’acne e arrivava a stento al metro e settanta. Piero faceva coppia con una delle più fighe della scuola, Chiara. Lei era un vero splendore, anche lei del sud (non ricordo bene dove), pelle sempre abbronzata, capelli biondo cenere, occhi verdi, seno prorompente e fisico atletico. La classica ragazza che da adulto incontri per strada d’estate con dei mini short jeans e un toppino striminzito e dopo che ti è cascato l’occhio sul culo/seno ti senti in colpa pensando che a stento arriva ai 17 anni. L’antefatto che mi portò alla mia prima esperienza da bull fu un sabato pomeriggio dei primi di giugno, ero con un po’ di amichetti alla piscina comunale a godermi il bel tempo e c’erano molti ragazzi del liceo tra cui anche i bulletti. Me ne stavo a parlare con i miei amici in piedi sul bordo, indossavo dei bermuda colorati. La piscina era gremita, tra i ragazzi che si spruzzavano e urlavano riuscii a vedere anche Chiara, indossava un bikini molto sexy che non lasciava molto all’immaginazione (benedetta insicurezza adolescenziale). Mentre parlavo e guardavo di sottecchi quelle due tettone Piero mi si avvicinò di soppiatto e prima che io me ne accorgessi o i miei amici mi potessero dire qualcosa mi tirò verso il basso i bermuda. La situazione era la seguente, io con i bermuda alle ginocchia con tutta la mercanzia in bella mostra davanti a praticamente tutta la scuola che si stava sbellicando. Ora è giusto fare un veloce excursus sul mio pene. Non è enorme come spesso si legge nei racconti erotici ma è decisamente più lungo e più largo della media. Inoltre ha una caratteristica piuttosto rara, è sempre grosso. Come mi spiegò anni dopo un urologa con cui andavo a letto, esistono due tipi di peni, quelli che sono piccoli e durante l’erezione aumentano notevolmente di volume (95% dei casi) e quelli ben più rari che sono sempre di grandi dimensioni e quando vanno in erezione si ingrossano un poco e cambiano semplicemente di posizione. Io faccio parte del fortunato 5% che ha questo genere di pene. Ripeto, non da Rocco (che tra l’altro penso abbia anche lui un pene di questo genere) ma anche moscio fa la sua porca figura. Io ero ancora giovane, non è che avevo avuto modo di far molti confronti, mi imbarazzava guardare il pene degli altri quando facevamo ginnastica e avevo paura di passare per gay a guardare bene. Per tornare alla storia, ora, ripensandoci, vidi più di una ragazza restare a bocca aperta. Eravamo al liceo, molte ragazze non ne avevano mai visto uno da vicino (internet l’avevano in pochi) se non su qualche illustrazione e quelle più grandi spesso avevano avuto solo esperienze coi cazzi adolescenziali magari non ancora sviluppati del tutto. Io diventai rosso, cercai goffamente di tirarmi su i bermuda ma Piero, ovviamente da vero bullo, mi diede uno spintone e finii in acqua mezzo nudo. Riuscii protetto dall’acqua finalmente a ricoprirmi il pisello e scappai da una piscina che ancora si sbellicava. Mentre scappavo dalla scaletta mi voltai un attimo e incrociai lo sguardo di Chiara. Non rideva, mi guardava fissa, una predatrice che aveva appena scelto la sua preda.
Giorni dopo mi trovavo nella palestra scolastica. Facevo un doposcuola di basket (data la statura) e la storia della piscina aveva già fatto il giro del liceo. Un mio amico, Marino, uno di quelli con cui stavo parlando quando mi ero trovato a fare lo show pubblico, mi diede una pacca sulla spalla e mi disse “Basket? Passa al baseball amico mio”. Caro ragazzo, anche lui era preso di mira e ci facevamo forza a vicenda. In futuro divisi più di una donna con lui (sempre in maniera molto etero ovviamente) ma ve lo racconterò nei prossimi racconti. Finito l’allenamento mi fermai a parlare con l’allenatore e dopo un accurata discussione sui tiri liberi mi infilai nella doccia dello spogliatoio. C’erano ancora un paio di compagni di squadra che stavano finendo di far la doccia e fecero qualche battuta su quanto fosse diventata famosa la mia mazza e in breve se ne andarono. Dopo 5 minuti, finita la doccia, mi incamminai nudo verso lo spogliatoio ormai deserto, o così credevo. Nell’istante che presi l’asciugamano la porta si spalancò e Piero con la sua Chiara sotto braccio entrarono nello spogliatoio, evidentemente cercando intimità e si bloccarono nel vedermi. Piero prese a insultarmi: “Che cazzo ci fai qui coglione? Levati dal cazzo subito che voglio restare da solo con la mia donna” Io non risposi, ero spaventato e il tono era ancora più feroce del solito (ah, l’ego ferito…). Si avvicinò a me con fare minaccioso. Già pensavo che mi avesse menato quando improvvisamente una voce cristallina fendette l’aria. “Piè, lascialo in pace” Chiara aveva parlato, l’avevo sentita raramente, mi piaceva quell’accento del sud (pugliese credo ma ho sempre avuto cattivo orecchio per gli accenti). Lui si voltò piano mentre lei si avvicinava. Indossava dei pantaloni di lino quasi trasparenti che andavano tanto di moda quegli anni e una canottiera bianca. Era bella più che mai e il mio cazzo ebbe un sussulto. Piero restò in silenzio e fece un passo indietro guardandomi ancora con ferocia. “Posso farti una domanda?” mi chiese Chiara con un sorrisino malizioso “Quanto ce l’hai lungo?” La situazione mi sembrava surreale, cominciai a balbettare, non sapevo cosa rispondere, ero ancora terribilmente spaventato da Piero, se pensava solo che desideravo la sua ragazza mi avrebbe spaccato la testa. Chiara fece un risolino alla mia reazione e senza chiedere il permesso, incurante del fatto che il ragazzo stesse guardando, mi prese il cazzo in mano. L’effetto fu istantaneo, mai una ragazza me l’aveva toccato, si indurì all’istante. Faceva proprio una bella figura, li svettante tra le mani della più figa della scuola. Parlò Piero, non sembrava nemmeno la sua voce “Chiara no ma che…”. “Sta zitto!” rispose secca con tono sprezzante e lui, con aria mortificata, si sedette su una panchina. Lei tornò a guardarmi con quei magnifici occhi verdi e prese lentamente a masturbarmi. “Wow tu si che hai un cazzo… l’altro giorno in piscina pensavo di aver visto male… Io ti piaccio vero?” mi chiese con aria da finta innocente spalancando gli occhioni. Mormorai un si timido ancora confuso dalla situazione e non ancora sicuro che non fosse un qualche scherzo crudele del bulletto per umiliarmi. Ma lui se ne stava li a guardare la sua ragazza che mi masturbava. “Dai toccami le tette, tutti me le vogliono toccare.” E io quasi meccanicamente allungai la mano strizzando quelle morbide tettone seppur avvolte in canottiera e reggiseno. “Ora ti faccio divertire un po’” e si inginocchiò davanti a me e senza troppi complimenti mi prese il cazzo in bocca. Cominciò il primo pompino della mia vita. Era una sensazione indescrivibile, la sua calda e umida bocca mi avvolgeva completamente il cazzo facendo un lento movimento altalenante. Io presi in pochi secondi ad ansimare come non mai. Fu allora che scoprii la mia vera natura da porco, non so cosa mi prese, il classico scenario alla Dr Jekyll and Mr Hyde, cominciai a dirle “Oh dio mi fai impazzire” e prendendola per i capelli cominciai a muovere il bacino infilandole il cazzo in bocca (un timido inizio di face fucking). Lei apprezzò perché si sottrasse dopo breve e continuando a masturbarmi si rivolse al suo ragazzo con un sorriso sprezzante dicendoli “Hai visto? Lui si che è un talento naturale, altro che te e il tuo cazzetto”. Guardai anche io il bulletto e mi stupii di vedere che si era cacciato fuori dalla patta il cazzo e se lo stava menando. Non capivo come fosse possibile, mi stavo facendo spompinare dalla sua ragazza davanti a lui e invece di menarmi si masturbava? Boh, mistero. Aveva un cazzo effettivamente tendente al piccolo, non in maniera patologica ma di sicuro leggermente sotto la media anche se in tiro. Si stava masturbando come un pazzo, quasi mi imbarazzava guardarlo, allora mi riconcentrai sulla bella Chiara. La presi ancora per i capelli e le rificcai il cazzo in bocca. Cominciò a spompinarmi con aria sapiente e io ogni tanto le cacciavo il cazzo in bocca il più possibile (causandole un paio di volte addirittura un conato di vomito. Ero vergine ed era il mio primo pompino, non durai a lungo ma il bulletto cornuto durò ancora meno, sentii un urlo strozzato e vidi la sua bella camicetta alla moda nera sporca di macchie bianche di sperma. La sua bella ragazza senza nemmeno togliersi il cazzo di bocca voltò leggermente la testa e poi mi guardò dal basso ridendo con gli occhi. Il pompino durò ancora un minuto e quando lei sentii il cazzo pulsare se lo tolse dalla bocca e segandomelo sapientemente cominciai a schizzarle in faccia lanciando degli urli strozzati godendo come non mai in vita mia. Uno, due, tre schizzi di sperma caldo le centrarono in pieno il viso. Lo sperma bianco e viscoso erano ben in risalto sulla sua pelle liscia e abbronzata. Lei mi guardò e scoppiò a ridere “Niente male davvero, era la prima volta?” Feci cenno di si con la testa “Tranquillo non sarà l’ultima” mi fece l’occhiolino. Mi tremavano ancora le gambe. Si rialzò e si asciugò lo sperma dalla faccia. “Andiamo cornuto?” disse lei aprendo la porta dello spogliatoio e Piero la seguì docile ma non prima di avermi minacciato “Se lo dici qualcuno, ti ammazzo”. E poi scomparvero.
Questa è il racconto della mia prima esperienza sessuale nonché da bull.
Nel prossimo episodio: Chiara mi invita a casa di Piero che vuole sperimentare qualcosa di nuovo, all’incontro è presente pure Claudio il ciccione

Critiche e suggerimenti ben accetti: bullatipico@hotmail.com

 

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Quando ho assaggiato il primo cazzo




Sono Fabrizio, ho 23 anni, sono sempre stato un ragazzo molto vivace e solare, quando andavo al liceo avevo tante ragazzine intorno e mi divertivo ad uscire con ognuna di loro.

Molto dicevano che ero un vero farfallone, la verità è che sperimentavo per cercare di capirmi, non ero così sicuro della mia sessualità.

Più di una volta, durante la mia vita, mi sono ritrovato a chiedermi se le donne mi piacessero davvero, me lo chiedevo soprattutto quando mi ritrovavo a pensare a qualche ragazzo che avevo visto o ai miei amici mezzi nudi dopo la doccia in palestra.

Non avrebbe dovuto farmi nessun effetto vederli nudi, invece, a volte il mio cazzo reagiva e per non farmi vedere, dovevo correre in bagno o nuovamente sotto la doccia.

Avevo paura di quello che potevano pensare di me, così cercavo di nascondere i miei dubbi dietro le continue uscite con le ragazze, confesso però, che sono state davvero poche quelle con cui ho provato a fare qualcosa sessualmente.

Quando mi facevano un pompino, chiudevo gli occhi e mi rilassavo, cercavo di non pensare, poi improvvisamente, mi veniva alla mente il volto di qualche bel ragazzo che avevo visto, pensavo che fosse lui a farmi quella pompa e in poco tempo, raggiungevo l’orgasmo.

Col passare degli anni avevo sempre più conferma che gli uomini fossero di mio interesse, però continuavo ad avere dubbi sulle donne, alcune mi attiravano, ce n’erano state un paio che mi avevano fatto eccitare sul serio e con le quali avevo fatto sesso alla grande.

Ho presunto, a quel punto, che fossi bisessuale, se la figa non mi piaceva, non mi doveva piacere nemmeno farlo con quelle due, così cercai di accettare quella nuova consapevolezza e iniziai a guardarmi intorno a 360°.

Così ebbi la mia prima esperienza omosessuale, fu con Lucio, un ragazzo di 20 anni, aveva la mia stessa età e la mia stessa inesperienza, entrambi non sapevamo cosa fare, come approcciarci, inizialmente fu davvero strano, poi le cose andarono più che bene.

Ricordo che era un pomeriggio di aprile, ci stavamo frequentando da un paio di mesi, a parte qualche bacio, non era ancora successo niente.

Eravamo da soli in casa, i suoi sarebbero tornati la sera e la sorella era dalle amiche, quindi finalmente avevamo un po’ di tempo solo per noi.

Ero nervoso e allo stesso tempo molto eccitato, lui sembrava tranquillo, iniziammo a parlare del più e del meno per rompere il ghiaccio, mi sedetti sul letto vicino a lui, allungai la mano sulla sua gamba, mi guardò negli occhi.

Rimanemmo in silenzio per qualche secondo, poi si avvicinò di scatto e mi baciò, quel bacio divenne subito passionale, la sua lingua entrò nella mia bocca, le mie mani lo attirarono di più a me.

Era stupendo sentire quelle sensazioni, la sua barba mi accarezzava il viso, io non ne avevo, l’avevo tolta per l’occasione, quel tocco della lingua delicato e quella sensazione rude, mi fece eccitare molto di più.

Le mie mani si infilarono sotto la sua maglietta, gli accarezzai il torace, poi la pancia, aveva un fisico scolpito, se la tolse, lasciando a torso nudo, fu in quel momento che abbandonai le sue labbra per scendere sul collo e poi sul petto, gli leccai i capezzoli.

Sentii la sua mano accarezzarmi in testa e spingere leggermente, voleva che scendessi più giù, arrivai vicino all’apertura dei suoi pantaloni, lui si sbottonò, io infilai una mano dentro, presi il suo cazzo e lo tirai fuori, era già abbastanza gonfio.

Non sapevo cosa fare, rimasi a guardarlo, lui mi sorrise e mi disse che era imbarazzato quanto me, chiusi gli occhi e immaginai come avrei voluto che lui facesse a me.

Iniziai a leccare la sua cappella, sentii il sapore sulla lingua, mi piaceva, mi feci coraggio e lentamente lo infilai tutto in bocca, cominciai a spompinarlo, mentre con una mano gli massaggiavo le palle.

Lui si lasciò andare, lo sentivo gemere e farmi complimenti, mi invogliava a continuare, mi diceva che ero bravo, ogni tanto spingeva lui da sotto e mi scopava la bocca.

Mentre glielo succhiavo, mi aprii i pantaloni e tirai fuori il mio uccello, era duro, iniziai a farmi una sega, era troppo eccitato, improvvisamente mi fermai, lui mi spinse via e si fiondò tra le mie gambe.

La sua bocca si muoveva veloce sul mio cazzo, era una sensazione piacevole, mi lasciai andare a gemiti di piacere, gli tenni ferma la testa e lo scopai forte, lui se lo sbatteva sul viso, leccava ogni goccia che usciva dalla cappella, era pazzesco.

Ci spogliammo completamente, nessuno dei due lo aveva mai fatto, decisi di provare io, mi misi a pecorina e mi feci leccare l’ano, una volta lubrificato provò ad entrare con il suo cazzo.
Inizialmente ci fu qualche difficoltà, mi fece anche un po’ male, dopo vari tentativi finalmente riuscì a entrare nel mio buchetto, mi aggrappai alla testata del letto e mi feci scopare.

Lui ci dava dentro, me lo sbatteva sempre più forte, provavo un piacere incontenibile, ripresi a farmi una sega, avevo una voglia assurda di sborrare.

Ero molto vicino all’orgasmo ma mi dovetti fermare, perché sentii Lucio aumentare il ritmo e poi affondare forte e riempirmi il culo del suo sperma. Fu una bellissima sensazione, il suo succo caldo mi colò fuori sul culetto, mi girai, sentivo il bisogno di esplodere, avvicinai il cazzo alla sua bocca e mi segai fino a sborrargli sulle labbra.

E’ stata la nostra prima volta, successivamente anche io ho potuto provare il piacere di sfondargli il culo e devo dire che mi è piaciuto tantissimo, più che con le donne e la loro figa.

Io e Lucio siamo stati insieme un anno, poi abbiamo preso strade diverse, ho avuto altri ragazzi con i quali ho scopato e mi sono divertito, provando cose che non avrei nemmeno immaginato ed ho lasciato perdere le ragazze, che mi attirano sempre meno. Forse sono gay.

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Al mare con mia zia by Astianatte [Vietato ai minori]




Al mare con mia zia di Astianatte New!

Mia zia, una donna sui 40, aveva divorziato da un paio d’anni. Fianchi ben fatti, culo abbondante, bionda, terza di seno, mi arrapava nonostante l’età. Amava il campeggio più di qualunque altra cosa e, anche dopo aver divorziato, da sola (visto che i figli a causa dell’età non la seguivano), decise anche quell’anno di andarci. Siccome amava fare le vacanze nel periodo di fine giugno-inizio luglio, periodo in cui vi era poca gente, chiese ai miei di farle compagnia. I miei lasciarono a me la decisione, che, senza esitare, fu positiva. Avevo 18 anni all’epoca, ormoni a mille e lei era sempre stata la mia zia preferita.
Il primo giorno passò tranquillo montammo il tutto e ci preparammo per la notte. La sua roulotte aveva un letto a castello e un letto matrimoniale e mi chiese di dormire nel letto singolo, accettai senza obiezioni. Anche la prima notte andò tutto liscio. Morfeo ci rapì velocemente.
Il secondo giorno fu più movimentato. Decidemmo di andare sulla spiaggia e lei decise di prendere il sole con le bretelle del costume abbassate, la qual cosa lasciava intravedere le areole dei seni. Subito il mio amico si fece sentire e per evitare guai decisi di farmi un bagno. Nonostante questo, lei dopo dieci minuti decise di raggiungermi. Tra un tuffo e l’altro, venimmo molto spesso a contatto, ma lei uscì prima di me dall’acqua e riuscii a calmare i miei bollenti spiriti. La nottata decisi che dovevo approfittarne. Feci finta di andare a dormire e aspettai che lo facesse anche lei. Quando fui sicuro che stesse dormendo, mi alzai, mi avvicinai e con il cuore a mille le appoggiai una mano sul seno mentre con l’altra mi accarezzavo il pacco. Decisi anche di andare più a fondo e dal seno passai alla figa. Constatai che era molto pelosa, al che venni in un batter d’occhio inondando il pavimento. Il mattino seguente mi svegliai prima di lei e aspettai che si alzasse per vedere eventuali reazioni, ma niente fece trapelare che avesse percepito ciò che era avvenuto la sera prima. Anzi… Si cambiò nella stanza in cui vi erano i nostri letti così vidi, ad occhi socchiusi, ciò che avevo toccato la sera prima… Un’immensa foresta nera.
Continua.
Per commenti e opinioni, scrivetemi a Astianatte88@libero.it

 

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