SUCCEDERA’?…..FORSE Sì….O FORSE NO… by diavolina [Vietato ai minori]




La storia che narrerò oggi racconta di due ragazzi, due conoscenti con in comune un hobby che forse è stato il loro ostacolo per il raggiungimento del piacere.
Non possiamo certo parlare di amici. No. L’amicizia implica una condivisione e una vicinanza emotiva che in questo caso non c’è e non ci sarà mai. La terminologia giusta è conoscenti intimi. Fra loro solo delle chat notturne di argomenti vari, fra cui logicamente il sesso, e un hobby di gruppo. Nessuno al mondo sapeva delle loro chat e delle loro chiacchiere. In pubblico due completi estranei: a malapena ‘Ciao’.
In questo primo capitolo verrà narrata la storia di come i due si sono conosciuti e di come hanno iniziato a chiacchierare.
Tutto iniziò poco più di un anno fa quando lui entrò a far parte del gruppo hobbistico. Non si erano mai visti prima, ma, fin da subito, lei provò un sintomo di simpatia nei confronti di lui. Il tipico bravo ragazzo: un bel carattere e un aspetto estetico particolare ma non un adone. Alto, biondo con gli occhi chiari. Ben piazzato, ma non grasso. Un fisico da vichingo…un vichingo buono. I suoi occhi mostravano un’anima buona ben visibile. Il viso contornato da una barba biondina ben curata anche se spesso tenuta abbastanza lunga. Un tipo caloroso, perennemente in maglietta a maniche corte. Un tipo sportivo, sempre con i pantaloni della tuta (cosa che a noi donne piace articolarmente per le sue potenzialità di mettere in risalto determinate zone). Un ragazzo sorridente ma riservato. Lei ne rimase subito incuriosita. Oltretutto l’ ingresso di lui nel gruppo hobbistico portò un salto di qualità che fu apprezzato dall’intera comitiva. Punto a suo favore.
In breve tempo, lui fece amicizia, virtuale sul social, con tutti i componenti della comitiva con cui trascorreva spensierate serate canterine. Fece amicizia con tutti e anche con lei. Non si ricorda esattamente come e perché i due iniziarono a scriversi in chat, mezzo ormai più comune per attaccare discorso. Veniva più facile che farlo personalmente. Iniziarono senza volerlo. Una chiacchiera tira l’altra e poi ti ritrovi a parlare di cose hot. Esperienze passate, desideri, voglie, delusioni e tutto quello che di personale può nascere in una conversazione virtuale fra due che si conoscono a malapena.
A Natale, però, le chiacchiere presero una piega nuova.
Lei, figlia di genitori separati, viveva in casa della madre che durante le feste sarebbe stata fuori città. La mattina di Natale lei gli scrisse per fare i classici auguri che ormai partono in automatico, anche se non si crede e anche se l’unico valore che è rimasto del Natale è quello di mangiare e fare/ricevere regali. Chiacchierando, lei raccontò che dal giorno di Santo Stefano sarebbe stata sola fino ad anno nuovo.
rispose lui. Uno dei suoi grandi pregi era appunto la simpatia. Riusciva a strappare sempre una risata.
fu la risposta di lei.
Le chiacchiere continuarono, ad una frequenza quasi quotidiana. Un po’ il periodo festivo, un po’ la noia del brutto tempo che faceva fuori, essendo inverno. Si gelava e ad entrambi non piaceva questo clima deprimente…o almeno, non piaceva se implicava giornate solitarie in casa.

I giorni passano. Ognuno dei due porta avanti la propria vita fra alti e bassi….per lei più bassi che alti. Proprio in quel periodo sentiva la solitudine causata da una lite, avuta con le storiche amiche di una vita. Una lite che ha creato una frattura mai più ricucita. L’umore di lei a capodanno fu tale da passare la serata da sola, a casa, andando a letto a mezzanotte e un minuto. Nonostante ciò, non mancarono i messaggi tipici di auguri.
gli scrisse lei.

gli scrisse lei facendo seguire uno smile che facesse l’occhiolino per far capire il senso ironico della frase.

Quella serata fu una delle più tristi della vita di lei. Una sera di festa, in cui l’intero mondo festeggiava e brindava. Una sera di quelle in cui l’orologio non ha fine, una di quelle in cui stai con gente a te cara perché è con loro che vuoi iniziare un nuovo periodo. E invece no. Lei stette da sola, in casa. Alla mezzanotte nessun messaggio e nessuna chiamata, se non quella dei genitori. E Lui? Lei non lo pensò mai quella sera. Erano solo amici e non c’era motivo che lei lo pensasse. Lui era sicuramente fuori a divertirsi con chissà chi.
A mezzanotte e mezzo lei era già nel mondo dei sogni.

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