Studentessa – con poca voglia di studiare by Orchidea [Vietato ai minori]




Sono Chiara, ho 21 anni e sto per laurearmi. Base di laurea 92, che diventerà sicuramente 100-101 con i punti aggiuntivi. Come faccio a esserne sicura? Beh ho i miei trucchetti… Davvero credi che il mio voto non sia un granchè? Io dico che è fantastico visto che non ho mai, e dico MAI, toccato un libro durante la mia carriera universitaria! In realtà non ho dovuto studiare molto neanche quando andavo alle superiori… Pensi che io sia un genio? Io mi ritengo una ragazza normale, molto ma molto intelligente. Non mi è mai piaciuto studiare, già alle medie avevo appena la sufficienza, poi alle superiori la voglia di studiare diminuiva anno dopo anno, finchè non ho trovato i trucchi giusti per andare avanti a scuola…. Vuoi sapere come ho fatto? Ora te lo racconto…

È iniziato tutto quando andavo in terza superiore, avevo 16 anni, ed era l’anno in cui ho iniziato ad andare peggio, prendevo sempre voti bassi in tutte le materie. Nella pagella del primo quadrimestre il voto più alto era 6, in educazione fisica e religione.
Al seguire le lezioni preferivo chiacchierare, scherzare e spettegolare con le mie vicine di banco. Il mio banco era alla destra della cattedra, accanto alla finestra, io ero seduta accanto al muro, mentre la mia compagna di banco, Francesca, era dalla parte del corridoio. Nel banco di fronte c’erano Barbara e Maria, in quello dietro Sofia e Giorgia. Eravamo tutte amiche, spesso ci vedevamo anche dopo la scuola per continuare a spettegolare, scherzare, e spesso uscivamo insieme la sera, andavamo a ballare in qualche locale e cercavamo di rimorchiare sempre qualche strafigo.
Tra le mie amiche, io ero quella che andava peggio perché non riuscivo a memorizzare neanche se mi mettevo d’impegno. Ci aiutavamo per i compiti in classe e cercavamo di suggerirci durante le interrogazioni, anche se a volte era quasi impossibile e ci beccavano sempre perché i professori sapevano dell’amicizia forte che ci legava e che ci saremmo aiutate sempre. Durante le lezioni spesso commentavamo i nostri prof, soprattutto i maschi, e per nostra fortuna la maggior parte dei nostri prof erano uomini. In particolare mi piaceva far commenti sul prof di matematica, si chiamava Luigi, un bell’uomo di 36 anni, molto giovanile, veniva a scuola sempre in jeans e camicia, aveva un fisico davvero niente male. Mi piaceva da morire, spesso alle mie amiche ho confessato che me lo sarei portato a letto volentieri e ci avrei fatto proprio di tutto. Spesso andavo in cattedra per chiedergli di spiegarmi alcuni esercizi che non capivo, non li avrei capiti comunque, ma era un’ottima scusa per farmi notare, fargli notare le tette, il culo e… per sentire il suo profumo che mi eccitava tanto. Speravo veramente di portarmelo a letto ma lui sembrava non notarmi e io rischiavo di impazzire.
A maggio, durante una lezione io e le mie amiche abbiamo notato che il prof di matematica aveva la patta dei pantaloni aperta. Potete immaginare le risatine maliziose che mi sono fatta con le mie amiche, cercavamo di vedergli il pacco, siamo riuscite a vedere che aveva un paio di boxer aderenti blu scuro…. Quanto era bello!! Avrei voluto alzarmi, piazzarmi danti a lui e aprirgli i pantaloni, tirarlo fuori e iniziare a succhiarglielo…. Avevo quest’immagine in mente per tutta la lezione ed ero molto eccitata. L’ora successiva avevo inglese e sono andata in bagno, avevo una voglia esagerata, avevo bisogno di toccarmi, mi sentivo bagnata e non ce la facevo più a resistere, così per evitate che qualcuno potesse sentirmi mentre mi toccavo, ho deciso di andare nel bagno dei docenti, che di solito era sempre vuoto. Mi sono chiusa in uno dei bagni, mi sono abbassata i pantaloni, le mutandine e ho iniziato a toccarmi immaginando che a farlo fosse il prof di matematica. Lo immaginavo in bagno con me che mi prendeva e mi scopava selvaggiamente… Mi sfregavo il clitoride velocemente immaginando la sua lingua. Ero eccitatissima e ho iniziato ad ansimare…. Sentivo il mio piacere crescere, mi bagnavo sempre di più e cercavo di non ansimare troppo forte per paura che qualcuno potesse sentirmi.
All’improvviso, quando mi mancava davvero poco per venire, qualcuno apre la porta del bagno in cui mi trovavo, sono rimasta di pietra, era un uomo, e….era il prof di matematica! Lo guardavo pietrificata finchè lui non mi disse: – Chiara, che ci fai qui? Ma cosa stai facendo?
– Prof… ehm….sto…sto….sto facendo la pipì
– Ma nel bagno dei professori? E…ansimando?? Che fai con le mani lì???
– Ehm…niente prof… ho finito, torno in classe
– Signorina, non mi sembra che tu abbia finito….non sai che non si lasciano le cose a metà?
Io ero stupita, mi domandavo come faceva a sapere che non avevo finito di masturbarmi? Non capivo e ero rimasta pietrificata…
– Chiara, dimmi, a cosa stavi pensando mentre ti toccavi?
– Io…ehm… non mi stavo toccando prof
Alle mie parole fa uno sguardo severo, lo stesso di quando sbaglio risposta durante le interrogazioni di matematica, senza pensarci, come un automa, raggelata dal suo sguardo, mi correggo: – Beh…si… mi stavo toccando…e… pensavo…ecco….non so se posso dirglielo prof…
– Certo che puoi dirmelo, sono il tuo professore, il tuo professore preferito tra l’altro, posso aiutarti se me lo dici…
– Prof…pensavo a lei….
– E come mai?
– Lei mi piace tanto e oggi…oggi a lezione aveva la patta aperta e…e mi sono eccitata tanto….
– Beh, si me ne sono accorto a fine lezione che avevo la patta aperta, ma non si vedeva niente, come mai ti sei eccitata?
– Prof lei mi piace da impazzire… quei pantaloni glieli avrei aperti anche davanti a tutta la classe e mi sarei inginocchiata a succhiarglielo….
Non so come abbia fatto a dirgli una cosa del genere, dove abbia trovato il coraggio, ma a quelle parole la mano che avevo ancora sulla patatina ha iniziato a muoversi da sola….
– Ecco a cosa hai pensato durante tutta la lezione…. Sei proprio una porcellina….
Si è avvicinato a me. Avevo paura che mi volesse dare un ceffone per quello che gli ho appena detto ma ero troppo eccitata, la paura faceva muovere la mano che avevo tra le gambe ancora più velocemente.
Lui dolcemente mi prende il polso e lo allontana dalla mia fighetta. Ho paura di quello che può fare… avvicina la sua mano e mi tocca la patatina, mi dice: – Mmmm sei bagnatissima… devo eccitarti proprio tanto…
Io non riesco a parlare… sentendo la sua mano tra le mie gambe… riesco solo a sospirare e accennare un siiii…
La sua mano si muove agilmente sulla mia patatina, cerca il clitoride e inizia a massaggiarlo in senso orario. Ha un tocco così delicato…. Sento un calore pauroso in mezzo alle gambe…. Le sue dita mi procurano dei brividi potentissimi. Mi muovo spasmodicamente, non riesco a stare ferma e quasi perdo l’equilibrio… mi aggrappo a lui mentre continua a massaggiarmi senza sosta la figa e io ansiamo sempre di più….non resisto…. Impazzisco…. Mi muovo sempre di più…lui aumenta il ritmo dei movimenti…. Sento l’orgasmo arrivare….sento la figa impazzire….. voglio urlare….. mi aggrappo a lui che continua a toccarmi, mentre l’altra mano me la mette in bocca per farmi star zitta….. ho avuto un orgasmo potentissimo….mi sento senza forze…. Sono ancora aggrappata a lui che continua a massaggiarmi piano tutta la figa….
Mi da un bacio sul collo con la lingua, ho un brivido…. Si allontana da me. Io sono sfinita. Si porta le dita in bocca e lecca i miei umori che gli sono rimasti sulle dita, con l’altra mano mi porge un pacchetto di fazzolettini dicendomi: – mmm quanto sei buona. Adesso asciugati e torna in classe.
Va a lavarsi le mani, io mi asciugo la patatina e come un autonoma vado alla porta, quando abbasso la maniglia, mi chiama: – Chiara!
Mi giro senza riuscire a dire una parola…
– Quello che è successo è meglio che rimanga tra noi…
– Non avevo intenzione di dirlo a nessuno… Grazie prof!
Faccio per andarmene, lui mi chiama di nuovo: – Chiara!
Mi giro…
Mi sorride: – Hai preso un buon voto nell’ultimo compito…
Gli sorrido e abbasso lo sguardo, so che non è vero. Esco dal bagno chiudendomi la porta alle spalle.

Torno in classe, la prof d’inglese ha già iniziato la lezione e mi urla contro: – Chiara! You’re late! Sei stata in bagno tutto questo tempo? Dove sei andata?
Camminando lentamente e appoggiandomi ai banchi per impedire alle gambe di cedermi a causa del forte orgasmo, rispondo: – Prof sono andata in bagno, poi mi ha fermata il prof di matematica nel corridoio
– And so, cosa voleva il prof di matematica per parlarti tutto questo tempo?
– Mi ha rimproverata perché oggi ero distratta a lezione.
– Right! Tu sei sempre distratta! Be careful! Riprendiamo la lezione…
Non appena la prof inizia a spiegare le mia vicine di banco si girano tutte verso di me: – Oh ma che è successo, dove sei stata??
– In bagno
– Tutto questo tempo?? E che hai fatto?
– Che si fa in bagno?? la pipì…
– Ma davvero hai incontrato il prof di matematica?
– Si
– Mbè? Che ti ha detto? Racconta!
– Niente ragazze, mi ha rimproverata per oggi
– Ma se in classe non ci ha detto niente!
– Non so… intanto mi ha rimproverata…
– Ma se sei così tranquilla e felice…
– Beh ragazze, lo sapete che mi piace da morire…anche se mi ha rimproverata mi fa piacere averlo visto…

Dalla cattedra arriva: – Shhh! Be quiet!
– Sorry prof!

…non ho mai seguito con tanta attenzione una lezione, come questa di inglese…

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