Straordinaria e intima vacanza by Idraulico1999 [Erotico]




Ambedue erano appena sbarcati dalla nave, nel momento in cui si stavano attualmente squadrando intorno confusi e disorientati, si sentirono chiamare in modo inatteso dal proprietario dell’appartamento che agitava con ogni cenno possibile in modo sostenuto le braccia per farsi riconoscere, alla fine s’avviarono come dei robot nella sua direzione trascinandosi dietro i bagagli:

“Buongiorno signori, ben arrivati sull’isola”.

L’appartamento dove lui li condusse si trovava a circa un chilometro dal paese, ed era in realtà un piccolo villino anche se abbastanza rustico. La casa era formata da due stanze, una cucina e un bagno, in quanto era situata su d’un piccolo promontorio con due lati affacciati sulla scogliera, mentre uno era rivolto verso il giardino con un pregevole pergolato con diversi alberi d’agrumi e con un grosso cespuglio di gelsomino, che diffondeva un gradevole profumo tutt’intorno. Dopo aver sbrigato le procedure, il loro ospite si allontanò augurando loro buone vacanze. Amici da sempre e appassionati di pesca, Gigi e Riccardo con Ilaria, la moglie di quest’ultimo, avevano deciso, per quell’estate, di trascorrere le vacanze seguendo il consiglio di un loro amico in quella piccola isola del Mediterraneo. Dopo essersi sistemati nelle rispettive stanze e aver preso confidenza con il nuovo ambiente, decisero di andare in paese per cominciare a conoscerlo.

“Guarda chi c’è” – disse Ilaria, entrando in uno dei due bar del paese.

Lei l’aveva conosciuta al porto d’imbarco, dato che le aveva chiesto diverse indicazioni e dei ragguagli concernenti la meta e l’ora della partenza. Alta, atletica e slanciata con un viso aggraziato e sempre sorridente, davvero una gran bella donna, d’altro canto pure Ilaria non sfigurava di certo in confronto a lei, bionda, sul metro e settanta d’altezza, forse un po’ meno prestante. Quasi senza volerlo ambedue avevano intrecciato un’amicizia, la faccenda non dispiaceva a Gigi, giacché era stato subito colpito dalla bellezza e dalla simpatia di Ivana. Dopo aver fatto il viaggio insieme, arrivati sull’isola non avevano avuto neanche il tempo di salutarsi, in quanto erano stati subito requisiti dal proprietario della casa.

“Ti sei già sistemata?” – le chiese Riccardo.

“Sì, l’appartamento è piccolo, ma funzionale, poi si trova a due passi da qui e ha un balconcino che s’affaccia sulla piazza del paese” – rispose Ivana.

“E voi? Vi siete sistemati bene?”.

“Certo, l’appartamento che abbiamo affittato è da favola, pensa che c’è perfino un giardino profumato. L’unico difetto è che si trova a circa un chilometro dal paese. Se non hai altri impegni, perché non vieni con noi a vederlo, poi ti riaccompagniamo a casa” – le rispose Ilaria.

“Sarà per un’altra volta, grazie, per il fatto che mi sento un po’ stanca. Dopo cena vorrei andare a letto, per incominciare la vacanza nel modo più rilassato possibile”.

“Va bene non insisto, ci sentiremo domani mattina per telefono” le ripeté Ilaria, mentre Ivana li salutava.

L’indomani mattina di buona ora, Riccardo e Gigi si recarono al piccolo porto dell’isola con lo scopo di mettere in contatto il capitano d’un peschereccio, il cui nome erano stato dato loro dal solito amico, per vedere se era disposto a farli assistere a una battuta di pesca con le reti. Lo trovò e si misero d’accordo per il pomeriggio del giorno dopo. S’incontrarono con il proprietario della casa, dato che aveva promesso loro di fargli trovare un gommone in affitto per tutto il periodo della loro vacanza. Visionato il gommone e presi gli accordi sul prezzo, fecero colazione in uno dei due bar, comprarono un po’ di provviste e ritornarono a casa decidendo d’organizzarsi sul come trascorrere la giornata. Decisero di passarla in una delle tante baie raggiungibili solo per via mare e d’invitare anche Ivana, mentre Gigi e Riccardo andavano a sistemare il gommone, Ilaria avrebbe telefonato all’amica per fissarle appuntamento al porto.

I due amici aspettarono a lungo le due donne, in quanto furono sorpresi nel vedere Ilaria giungere da sola e nell’apprendere che Ivana era stata colpita da un attacco febbrile dovuto a un blocco intestinale, che il medico chiamato dalla signora che le aveva affittato l’appartamento, le aveva prescritto un paio di giorni di assoluto riposo. La giornata trascorse in modo magnifico, la baia era splendida e quasi deserta, i due amici si divertirono a fare della pesca subacquea, mentre Ilaria seminuda si rosolava al sole. Il giorno dopo s’alzò tardi e decisero di non uscire in gommone perché Riccardo e Gigi nel primo pomeriggio dovevano imbarcarsi per assistere alla pesca con le reti e che il sole pigliato il giorno prima li aveva fatti diventare rossi come dei peperoni. Ilaria andò a fare compagnia a Ivana, mentre i due uomini passeggiarono tra il porto e il paese fino all’ora di pranzo.

Dopo aver salutato Riccardo e Gigi, Ilaria si era sistemata su d’uno sdraio di vimini che si trovava sotto la pergola, per gustarsi la frescura di quel pomeriggio soleggiato e continuare a leggere il romanzo incominciato in treno, prima d’andare da Ivana per passare la serata con lei, giacché Riccardo e Gigi non sarebbero rientrati prima dell’indomani mattina. Dopo alcuni minuti di lettura si ritrovò zuppa di sudore e decise di svestirsi perché era da sola e al riparo del pergolato, pertanto nessuno poteva vederla. Rientrò in casa prese un asciugamano, lo sistemò sullo sdraio e dopo aver dato un’occhiata prudente intorno, per accertarsi ulteriormente che nessuno potesse vederla si spogliò, poggiò con cura gli indumenti sui braccioli dello sdraio e si sistemò in modo da poter leggere comodamente riprendendo la lettura dal punto dove l’aveva interrotta. Il romanzo che aveva acquistato di corsa all’edicola della stazione di partenza si leggeva in modo scorrevole, non era impegnativo, però neanche insignificante, poiché raccontava dell’amore contrastato e intralciato nella Francia dell’inizio del novecento tra un soldato e una giovane di buona famiglia. Come sempre accadeva quando leggeva, la mano libera vagava innocentemente sul suo corpo, posandosi inizialmente su d’una coscia, poi su d’un seno, infine concludeva massaggiandosi l’inguine. Inaspettatamente, alcune righe del romanzo si soffermarono sulla descrizione della breve ma intensa scena d’un rapporto sessuale tra i due protagonisti, lei sorpresa però non turbata, continuò sennonché la lettura.

Soltanto dopo alcuni minuti e diverse pagine lette, la sua immaginazione cominciò a elaborare nel dettaglio la scena descritta in non più d’un paio di righe, e mentre la mente rimandava le possibili immagini dell’amplesso, nel frattempo cominciava a inviarle delle sensazioni che lei conosceva molto bene. La mano che girovagava innocentemente sul suo corpo si trattenne più a lungo e meno virtuosamente per lisciare i corti peli del pube, spostandosi poi nell’incavo tra le cosce che carezzò delicatamente, quindi risalì fino a sentire il contatto con la sua fica, posandosi sulle grandi labbra e percorrendole tutte un paio di volte su e giù. Questo massaggio le fece sfuggire un sospiro prolungato, lasciò cadere il libro e posò la mano che si era liberata su d’un seno: non si meravigliò di trovarsi tra le dita il capezzolo gonfio e teso, lo agguantò con il pollice e con l’indice e cominciò a carezzarlo prima delicatamente, poi aumentando la pressione, imprigionandolo in una morsa delicata però decisa. Un tremore le percosse tutta e un gemito di piacere uscì dalla sua bocca; l’altra mano, lasciate le grandi labbra, aveva raggiunto l’altro seno comportandosi nello stesso modo, i sospiri di piacere s’alternavano così ai gemiti: non c’era dubbio si era eccitata. Ne ebbe la conferma subito dopo, quando abbandonati i seni le mani tornarono sulle grandi labbra che si erano dilatate e un piccolo rivolo di fluidi lentamente scaturiva da esse.

Da parecchio tempo non assaporava più il piacere solitario della masturbazione e non si sarebbe mai aspettata di poterlo fare in quel posto, allargò ulteriormente le gambe e infilò delicatamente il dito medio della mano destra dentro la fica, cominciando a muoverlo senza fretta dentro di essa, avanti e indietro, così, intanto che l’altra mano carezzava la parte alta delle cosce, introdusse poi nella vagina anche l’indice, aumentando il ritmo e alternando la penetrazione con dei movimenti rotatori. Captava lentamente che l’orgasmo le stava invadendo progressivamente il cervello, era arrivata quasi al punto di non ritorno, però non voleva venire subito, poiché aveva voglia di giocare ancora un po’ con il suo corpo, per ottenere e per trarre il massimo piacere da quella non cercata, eppure piacevolissima e confortante situazione. Ritirò anche se a fatica le due dita dalla fica, si fermò per un attimo, si sistemò meglio sullo sdraio, diede un’altra occhiata rapida intorno per accertarsi ulteriormente di non essere osservata, quindi ritornò a manipolarsi i capezzoli. Lei sapeva benissimo che questo le faceva aumentare di molto l’eccitazione, poi lasciò scivolare la mano destra lentamente verso il pube fino ad arrivare a contatto con il clitoride, lo sfregò delicatamente diverse volte con il palmo, infine ci adagiò sopra il dito medio e cominciò a masturbarsi. Mentre si tormentava entrambi i capezzoli fino quasi a farsi del male, continui gemiti e mugolii accompagnavano questi movimenti, un vortice di piacere le assalì il cervello, dato che sapeva che questa volta non poteva fermarsi. Cominciò pertanto a muovere il bacino al ritmo dei movimenti del dito sul clitoride sempre più velocemente. A un tratto però, tutto fu avvolto da una fitta nebbia, un piccolo urlo seguito da una serie di gemiti annunciò e poi accompagnò un meraviglioso e prolungato orgasmo lasciandola totalmente stesa e tramortita sullo sdraio. Nel frattempo Riccardo andò per svegliare Ilaria:

“Buongiorno amore” – disse Ilaria con una voce insinuante e maliziosa, appena il suo uomo la sfiorò con un delicato bacio sulle labbra attraendolo verso di sé, costringendolo a sdraiarsi di schiena sul letto, poi lo baciò sulla bocca, gli sfilò i pantaloncini e il costume e pigliò in bocca il suo pene ancora in posizione di riposo, per poi sentirlo ingrossarsi fino a percepirlo duro e vibrante.

Soltanto allora chiuse leggermente le labbra e lentamente lo fece sfilare, raggiunta la cappella bloccò ancora più le labbra e rimase ferma per qualche secondo godendo nel sentirlo pulsare contro di esse. Poi cominciò a muovere la lingua intorno al glande, mentre con la mano destra cominciava a masturbarlo e con la mano sinistra pressava leggermente i testicoli:

“Mi fai uscire di senno” le bisbigliò Riccardo gemendo di piacere.

La bocca di Ilaria lasciò il cazzo e si posò prima su d’un capezzolo e poi sull’altro, poiché sapeva che Riccardo era particolarmente sensibile in quella parte del corpo, infatti, il cazzo del suo uomo divenne ancora più duro fra le sue mani, lei si rituffò con maestria sul pene stimolandolo con la punta della lingua e leccandolo tutto con golosità dal glande fino ai testicoli, per poi risalire e trattenersi insistendo sempre di più sul frenulo. Sentiva di poter avere Riccardo come voleva, era in suo potere, lo sentiva boccheggiare sempre più forte incitandola con frasi amorevoli e infine con quelle più presuntuose e sprezzanti. Percepiva spiccatamente che suo marito era arrivato quasi al limite, tuttavia prima di farsi riempire la bocca di sperma, voleva sfiancarlo ubriacandolo d’estremo piacere. Lasciò quindi scivolare la lingua di sotto i testicoli, fino ad arrivare all’ano e cominciò a introdurre dentro delicatamente la punta della lingua: Lei aveva scoperto per caso, alcuni anni prima, che questo tipo d’accuratezza su questa parte intima del marito effettuata con la simultanea masturbazione, portava Riccardo a uno stato di sconvolgimento totale da farlo completamente sragionare: Adesso lui non ce la faceva più, poiché trattenersi era diventato arduo e incontrollabile, perché la mano di Ilaria avvertì lo sperma salire lungo il condotto, quindi abbandonò l’ano e velocemente riprese il membro in bocca appena in tempo, per cogliere appieno quel flusso impetuoso di sperma che le riempiva la bocca, mentre Riccardo le diceva:

“Oh sì, sborro, che meraviglia, questo è tutto per te, bevilo tutto”.

Gigi non vedendo né Riccardo né Ilaria immaginò quello che era successo ai due amici, decise perciò di lasciarli da soli. Era fortunato Riccardo, pensava Gigi tra sé e sé, mentre procedeva lentamente verso il paese ad avere una donna come Ilaria. Entrambi erano insieme da quasi dieci anni e ancora erano innamorati, mentre per lui le cose erano andate diversamente dopo quattro anni, la storia con la donna che credeva della sua vita era terminata in modo inatteso e sconvolgente.

“Gigi”.

Si sentì chiamare, immerso nei suoi pensieri Gigi non si era accorto di essere arrivato in paese, si voltò di scatto in direzione della voce e vide Ivana che gli correva incontro agitando una mano:

“Come mai sei qui da solo? Ilaria e Riccardo dove sono?”.

“Quando li ho lasciati probabilmente erano impegnati a baciarsi” – le rispose Gigi dando rilievo all’ultima parola.

“Ho preferito lasciarli da soli” – sorrise facendo un segno.

“Vuol dire che ci faremo compagnia a vicenda” – gli rispose Ivana, anche lei sorridendo. Hai un aspetto orribile, sembra che un camion ti sia passato sopra”.

“Non ho dormito tutta la notte”.

“Dai, andiamo nel mio appartamento, così ti farai una doccia, mentre ti preparerò una ricca colazione e vedrai che dopo ti sentirai meglio”.

“Non vorrei rovinarti la giornata” – le rispose Gigi quasi in difficoltà.

“Non preoccuparti, tanto ancora per oggi non posso né prendere il sole né fare il bagno, quindi”.

“Va bene, se proprio non ti disturbo”.

Non aveva finito neanche la frase, giacché Ivana lo aveva preso sottobraccio e quasi a forza lo stava trascinando nella direzione del suo appartamento.

“Ho capito, non oppongo resistenza, ai suoi voleri signora” – e scoppiarono entrambi a ridere.

L’appartamento che Ivana aveva affittato, in realtà era un’unica stanza al centro del quale si trovava un letto matrimoniale un po’ barcollante, di fronte al quale s’apriva l’unica finestra che s’affacciava su d’un balconcino, spostato di qualche metro da essa vi era un cucinino e in fondo alla stanza nell’angolo destro un separé di legno che delimitava un piccolo bagno con la doccia.

“Dai, entra non stare lì fermo. Là in fondo c’è il bagno con la doccia, adesso ti cerco un asciugamano” – gli disse Ivana.

Sentiva un mormorio confuso e lontano come di persone che parlavano insieme, Gigi si rendeva conto che qualcosa non quadrava, facendo un enorme sforzo riuscì ad aprire lentamente gli occhi, l’intuizione avuta si rivelò esatta: quella non era la stanza in cui si era abituato a svegliarsi in quegli ultimi giorni. Dove si trovava? Possibile che stesse sognando? Allungò un braccio verso il lato opposto del letto e la sua mano andò a fermarsi contro qualcosa di morbido, soltanto dopo qualche secondo, quando le dita si soffermarono per tastare un seno si rese conto che essa era a contatto con un altro corpo. Si sedette di scatto sul letto allontanando improvvisamente la mano come se avesse preso la scossa, si girò e vide Ivana addormentata al suo fianco. Dalla finestra semi aperta arrivavano i bagliori della sera e il vocio delle persone che si trovavano nella piazza, s’alzò e si ritrovò completamente nudo, istintivamente raccolse dal letto l’asciugamano che nel sonno era scivolato via riallacciandoselo ai fianchi.
Adesso ricordava tutto, appena finito di fare la doccia mentre stava sorseggiando un abbondante caffè Ivana gli aveva detto:

“Perché non ti sdrai sul letto e ti fai un pisolino? Non preoccuparti, ci penserò io ad avvisare Ilaria e Riccardo”.

Come un burattino aveva ubbidito e posata la testa sul cuscino si era subito addormentato. Guardando l’orologio era l’una di notte, aveva dormito parecchio, ma perché Ivana non lo aveva svegliato? Aveva persino dormito nudo davanti a lei? Ebbe un gesto d’imbarazzo. Ivana, appunto, era stata gentile, si era comportata come una vecchia amica, si girò e osservò nella penombra il suo corpo completamente rilassato nel sonno. Era bella Ivana, gli era subito piaciuta, fin dal momento in cui l’aveva notata aggirarsi confusa e spaesata, quattro giorni prima mentre aspettavano d’imbarcarsi. La guardò ancora una volta, si soffermò sui suoi seni che senza intenzione aveva accarezzato. Al momento si stava eccitando, il suo cazzo svettò verso l’alto nella fessura dell’asciugamano arrotolato sui fianchi, s’intimidì però subito e per cercare di rimediare s’avviò frettolosamente verso il bagno, però non conosceva l’ambiente e nella semioscurità andò a sbattere prima contro una sedia e poi nel tavolo.

“Che cosa sta succedendo?”. La voce assonnata di Ivana lo raggiunse mentre era già in bagno.

“Scusa, mi dispiace per averti svegliato” – le rispose Gigi.

“Non preoccuparti. Ti sei fatto male?”.

“No, ma perché non m’hai svegliato?”.

“Ci ho provato un paio di volte, tu dormivi così profondamente che non ci sono riuscita, quindi ho rinunciato”.

“Hai avvisato Ilaria e Riccardo?”. Gigi intanto, facendo più attenzione di prima si era avvicinato al letto.

“Certo e anche più d’una volta” – gli rispose Ivana accedendo la luce.

Solo in quel momento Gigi s’accorse che aveva lasciato l’asciugamano in bagno e che il suo cazzo era ancora mezzo eccitato, l’imbarazzo lo attraversò tutto e divenne persino rosso in viso.

“Scusami” – balbettò lui.

“Non farti problemi” – le rispose Ivana con un sorriso divertito e spense di nuovo la luce.

“Dove hai messo la mia roba?”.

La voce di Gigi era ancora tremante, il costume era appeso ad asciugare, il resto era poggiato sulla sedia vicino alla finestra, seguì un attimo di silenzio, poi la stanza si riempì di nuovo d’un gran subbuglio:

“Che cosa stai combinando?”.

“Volevo andare in bagno per prendere l’asciugamano”.

“Dai, non essere ridicolo, non sei il primo uomo che vedo nudo”.

Gigi nel frattempo aveva raggiunto il bagno e con grande sollievo si era rimesso l’asciugamano intorno ai fianchi, poi rivolto verso Ivana le annunciò:

“Se vuoi puoi accendere la luce”. Ivana non si mosse.

“Ti sei di nuovo addormentata?”.

“No, però ho voglia di stare al buio” – gli rispose con la voce sdolcinata.

Gigi lentamente e cercando di stare attento s’avvicinò al letto senza sapere che cosa fare, poi si coricò di fianco dell’amica. In vacanza, si sa, le tappe si devono bruciare in fretta, perché il tempo a disposizione è relativamente poco. Gigi dopo un attimo d’indecisione, distese il suo braccio fino a incontrare la mano di Ivana. Cominciò a carezzarla, poi le loro dita s’incrociarono teneramente, quindi si girò su sé stesso e si stese sul corpo della donna. Fu sorpreso di non trovare alcuna stoffa che la ricopriva, poi impadronito da una smania frenetica iniziò a riempirla di baci, sulla faccia, sul collo, sulle spalle, fino a incrociare la sua bocca, mentre e le due lingue si legarono in un lungo bacio. Lui la penetrò quasi subito: era eccitatissimo e Ivana non era da meno, perché il suo cazzo scivolò dentro la sua fica senz’incontrare alcuna resistenza, già stracarica di fluidi com’era. Vennero quasi insieme in un vortice di respiri affannosi e di spasimi di piacere incontrollati, poi caddero uno di fianco all’altra. Il sonno li sorprese ancora mentre ancora si scambiavano carezze e baci, il telefonino di Ivana continuava a squillare, quando lei allungò con svogliatezza la mano per far smettere il fastidioso richiamo:

“Sì, pronto?” – rispose lei, contrariata e infastidita.

“Ciao Ivana”. La voce di Ilaria, sembrava che arrivasse da un posto lontanissimo.

“Gigi è ancora da te?”.

“Sì, è qui, dorme ancora come un angioletto”.

“Quando si sveglierà digli che io e Riccardo andremo a fare un giro con il gommone e che si facesse sentire per telefono. Ciao e buona giornata”.

Ivana non ebbe il tempo di rispondere, che Ilaria aveva già chiuso la comunicazione.

“Non preoccuparti per Gigi, lui ha trovato chi si prende cura di lui” – disse poi Ilaria rivolgendosi a Riccardo sorridendo con malizia.

“Davvero? Come puoi esserne così sicura?”.

“Certe cose una donna le capisce al volo, fidati”.

Ivana posò il telefonino e si girò verso Gigi, si collocò sopra di lui poggiando i gomiti sul suo petto poi gli diede un leggero bacio sulle labbra.

“Era Ilaria” – credo che abbia capito.

“Adesso ciao e pesca” – le rispose Gigi restituendole il bacio.

“E allora? Penso d’essere adulto e pure vaccinato”.

Si guardarono intensamente negli occhi e cominciarono a scambiarsi diversi baci sulla bocca, intrecciando sempre più avidamente le loro lingue, Ivana scivolò lungo il corpo di Gigi soffermandosi per mordicchiagli i capezzoli e giunta al cazzo lo cosparse di baci, lo leccò per tutta la sua lunghezza, fino a raggiungere i testicoli che tenne premuti leggermente con le labbra, risalì con la lingua tutto il membro e lo fece scivolare in bocca, poi lentamente lo lasciò sfilare fermandosi sulla cappella che cominciò a carezzare con la punta della lingua. Gigi si dimenava e muoveva il bacino in modo scomposto, la sua bocca emetteva continui mugolii e sospiri di piacere che diventavano sempre più concitati. Ivana sentendosi tutta bagnata e con una gran voglia di sentire il cazzo dell’amante dentro la sua fica, fece sfilare il cazzo dalla bocca, si pose cavalcioni su di Gigi e guidando con una mano il suo membro, lo fece scivolare dentro la sua fica trepidante. Non ebbe neanche il tempo di muoversi, giacché un poderoso orgasmo s’impadronì di lei, cominciò ad ansimare e a gemere, venne all’istante impetuosamente agitandosi in modo incontrollato sul corpo di Gigi. Sentiva il suo amante muoversi dentro di lei lentamente, sentiva i suoi baci leggeri e dolci sul suo volto, poi la nebbia che aveva avvolto la sua mente gradualmente s’allontanò, lo baciò profondamente in bocca, le sorrise, quindi fece sfilare il cazzo dalla sua fica.

Lei s’inginocchiò di nuovo su di lui, afferrò il membro in bocca e delicatamente completò il pompino interrotto qualche minuto prima. Lo sentì sborrare di gusto con una serie di gemiti, leccò tutto lo sperma, quindi si rannicchiò al suo fianco facendosi riempire di coccole. Da un paio di giorni Ivana si era trasferita quasi stabilmente nella casa dei tre amici e la vacanza procedeva in modo meraviglioso, perché quel pomeriggio Riccardo e Gigi avevano deciso d’andare a pescare. Le due donne, rimaste perciò sole, stavano distraendosi dialogando di vari argomenti e godendosi il fresco del giardino. Ivana si era sistemata sul materassino a due piazze, che generalmente serviva per dormire quando faceva troppo caldo, mentre Ilaria le stava di fronte distesa sullo sdraio. Erano entrambe a seno nudo, mentre parlavano gli occhi di Ilaria si posarono per un attimo sui seni di Ivana.

“Che bel seno ha Valeria con i capezzoli all’insù, come mi piacerebbe sentirli diventare pieni in bocca” – riflettendo su quello che stava pensando.

Guarda un po’ che cosa mi sta venendo in mente, disse rivolta verso sé stessa, tuttavia quasi senz’accorgersene il suo sguardo si era soffermato sul seno dell’amica e il suo viso mostrò un leggero rossore.

“Che cosa mi sta accadendo?”.

Ivana, aveva notato quasi imbarazzata che gli occhi di Ilaria le stavano esaminando il seno e un leggero brivido all’improvviso le salì lungo la schiena. Ilaria andò a sistemarsi di nuovo sullo sdraio, nel sedersi l’orlo del costume si raggrinzì verso l’interno facendo intravedere un ciuffo di peli biondi, questa volta fu però Ivana a fermare il suo sguardo su Ilaria, un alto brivido le percorse la schiena e quasi senza volerlo sentì la sua voce proferire:

“Ilaria, perché non vieni anche tu a sdraiarti sul materassino? Di posto ce n’è a sufficienza, poi possiamo chiacchierare meglio”.

Ilaria non se lo fece ripetere due volte e nello sdraiarsi vicino all’amica la sua coscia andò a sfiorare il braccio di Ivana, poi aggiunse:

“Poco fa mi sono soffermata per guardare com’è bello il tuo seno, a differenza del mio che è quasi inesistente”.

“Non è vero che il tuo seno è inesistente. E’ piccolo, ma è aggraziato – le rispose Ivana.

“Lo dici soltanto per farmi piacere”. Curvò la schiena e sedendosi afferrò i seni tra le mani e porgendoglieli ribatté:

“Ti sembrano seni questi?”.

Ivana che aveva seguito i movimenti dell’amica si era messa accomodata riempiendosi la mano con di uno di essi.

“A me piacciono tanto. Guarda come aderiscono bene alla mie mani” – le manifestò. Scostandole la mano afferrò anche l’altro e cominciò a massaggiarli delicatamente, poi s’avvicinò a Ilaria cercando le sue labbra per un profondo bacio.

Ivana non percepiva altro che i baci dell’amica sul suo seno e i giochi che questa faceva con i capezzoli, giacché aveva la fica colma di fluidi e l’eccitazione le stava annebbiando il cervello, istintivamente con la sua mano sinistra raggiunse la mano che Ilaria faceva danzare sulla sua fica. La seguì per un paio di volte, quindi le scostò il costume e introdusse delicatamente il dito medio nella fica dell’amica cominciando a masturbarla lentamente e beatamente, non ebbe neanche il tempo di stimolarle il clitoride, che Ilaria cominciò a muovere il bacino convulsamente, quindi inarcò la schiena e venne con un orgasmo armonioso e prolungato, mentre Ivana la riempiva di teneri baci. Dopo qualche minuto, più rilassata, Ilaria cominciò a ricambiare i baci di Ivana poi s’inginocchiò su di lei, le tolse il costume, le divaricò le gambe e pose la sua bocca sul sesso dell’amica, poi intrufolò la punta della lingua all’interno della fica ispezionandola tutta, per poi risalire lungo la fessura fino a raggiungere il clitoride che strinse dolcemente tra le labbra. Iniziò poi a carezzarla con la punta della lingua: sentiva il clitoride duro e tirato come un piccolo pene e cominciò a succhiarlo delicatamente. Ivana non poté stabilire esattamente quando l’orgasmo la raggiunse, dato che aveva perso la percezione del tempo, rammentava soltanto un rilassamento totale, mentre sentiva la bocca di Ilaria giocare con il suo clitoride e un dito della sua mano, muoversi lentamente e dolcemente dentro la sua fica.

Il sole tramontava prima di scendere definitivamente sotto l’orizzonte, diede uno sguardo nel giardino e non si sorprese di vedere i corpi nudi di due donne abbracciate teneramente, tenuto conto che mancava soltanto un giorno alla fine di quella meravigliosa vacanza, Gigi e Ivana avevano deciso di passare quell’ultima notte nell’appartamento che Ivana aveva affittato, sia per riordinare sia per essere liberi e stare insieme come volevano. Riccardo era contrariato della decisione dell’amico, perché lo avrebbe lasciato da solo nell’ultima notte di pesca, quindi ci aveva rinunciato, però poi, saputo che altri pescatori vacanzieri avevano organizzato una pescata notturna s’aggregò con loro. Ilaria, invece, che aveva accarezzato l’idea di trascorrere l’ultima sera di vacanza insieme a suo marito, possibilmente con una cenetta intima, il bagno della mezzanotte e una notte di sesso su d’una spiaggia appartata, ci rimase veramente male quando Riccardo le comunicò che sarebbe andato a pescare.

Ilaria lo mandò letteralmente a quel paese accusandolo d’avarizia e di meschinità. Lei era infuriata, non lo salutò neppure in quanto tramava propositi di vendetta, perché voleva agire e comportarsi allo stesso modo, quando lui l’avrebbe cercata. A quel punto decise che non era il caso di starsene da sola in casa per soffrire, quindi sbatté la porta alle sue spalle e s s’avviò verso il paese, raggiunse il bar dove andavano di solito sperando di incontrare Gigi e Ivana. In effetti, i due amici erano seduti a un tavolino, intanto che si gustavano la brezza marina sorseggiando alcune bevande.

“Posso sedermi insieme con voi?” – disse loro, con la voce ancora alterata.

“Certo che puoi. Come mai sei da sola?”.

“Non me lo dire, quello stronzo di Riccardo è andato a pescare” – gli rispose Ilaria con la voce molto agitata e trasformata.

“Dai, siediti con noi, non ci pensare. Spesso gli uomini sono davvero stronzi” – le disse Ivana indicandole una sedia.

“Che cosa vuoi che t’offra da bere?” – le manifestò Gigi tentando di rabbonirla.

“Ti ringrazio, non voglio niente e poi furibonda come sono non mi va proprio nulla, non so neanche se cenerò”.

“Non dire fesserie, pure noi dobbiamo cenare. E se andassimo a mangiare a casa mia? Che ne dici Ilaria?”.

Gigi guardò Ivana, un punto interrogativo negli occhi comparve, per tutta risposta ottenne un sorriso accattivante.

“Certo che no” – la voce di Ilaria era decisa, però anche imbarazzata.

“Penso che non sia il caso, perché nello stato d’animo in cui mi trovo vi rovinerei la serata”.

“Facciamo così: ordiniamo tre pizze, tu ceni con noi, poi togli il disturbo e ci lasci da soli. Che cosa ne dici Gigi?”.

“Per me va bene, ci sto” – rispose Gigi confortato.

“No, è meglio che vada a casa, perché in queste condizioni preferisco restare da sola”. Si comprendeva però dal tono della voce, che la proposta non le dispiaceva.

“Senti Ilaria non rompere” – le riferì decisa Ivana.

“Va bene, m’hai convinto” – anche se ancora risentita, un leggero sorriso illuminò il suo viso allontanando quella mestizia.

Gigi andò per pagare le consumazioni e per prendere le lattine di birra, poi raggiunse le due amiche, quindi s’avviarono verso l’appartamento di Ivana. Durante il breve tragitto l’umore di Ilaria era certamente migliorato, anche perché Ivana più volte l’aveva abbracciata amorevolmente e diverse volte le aveva strofinato la schiena delicatamente e sensualmente.

“Mi sembra che questa sera faccia più caldo del solito” – esordì Ivana appena entrati nell’appartamento, poi corse verso la finestra spalancandola.

“Respiro già meglio” – aggiunse, togliendosi la camicetta.

Quando Ilaria vide i seni dell’amica le venne voglia di carezzarli, però la presenza di Gigi l’imbarazzava, istintivamente si tolse anche lei la maglietta mettendo in risalto il suo piccolo ma grazioso petto.

“Brava”. Ivana le indirizzò un sorriso astuto e malizioso.

Gigi che era stato il primo a rimanere a torso nudo non si scompose nel vedere i seni dell’amica, poiché li aveva visti centinaia di volte, dal momento che Ilaria era abituata a girare per casa in questo modo, qualche volta persino nuda. Lo stato d’animo di Ilaria era innegabilmente migliorato, giacché aveva scordato l’esistenza di Riccardo, percepì lo sguardo prolungato dell’amico sul suo seno e compiaciuta sogghignò dentro di sé.

“Vado in bagno” – disse, alzandosi lentamente, in modo che le occhiate impertinenti di Gigi potessero osservare anche il pube e le cosce, perché anche lei stimolata da Ivana, si era tolta i jeans ed era rimasta con solamente indosso un paio di mutandine che lasciavano intravedere il biondo monte di Venere. Ivana dopo aver versato il caffè, incrociando lo sguardo di Gigi, s’accorse che i suoi occhi avevano uno strano bagliore che lei conosceva molto bene:

“Questa tua espressione non mi piace. Che cosa ti è successo?” – gli disse.

“Tu non ci crederai, eppure il tuo sguardo sul seno d’Ilaria m’ha fatto eccitare” – le rispose a bassa voce, mentre Ivana allungava una mano sulla parte incriminata.

“Cazzo, è già pronto per l’uso”. Rideva di cuore, mentre pronunciava questa parola.

“Dai piantala, che c’è Ilaria”. Gigi era imbarazzato.

“Se è stata lei a farti eccitare, non ricordi?”.

“Che cos’avete da parlottare voi due?” – disse Ilaria uscendo dal bagno.

“Lo sapevi d’essere una strega?” – le rispose l’amica rivolgendole un cenno d’intesa.

Quindi si diresse verso il letto dove si sedette appoggiando la schiena allo sfasciato schienale e s’accese una sigaretta.

“No, perché, chi ho stregato?”.

“Hai stregato il nostro Gigi, gli hai fatto venire il cazzo duro mentre osservavo il tuo seno”. Ivana continuava a ridere.

“Davvero?”.

Anche Ilaria rideva, per il fatto che le erano giunti propositi di punizione e di vendetta nei confronti di Riccardo e considerata la situazione che si stava creando non ci pensò due volte, s’avvicinò verso Gigi, si chinò su di lui offrendogli un seno e allusiva annunciò:

“Tocca e vedi se sono pronti?”.

Ivana osservando la scena si era eccitata, scostò l’orlo degli slip e cominciò a carezzarsi la fica.

“Perché non mi raggiungete sul letto? Di là staremo più comodi” – disse poi rivolgendosi ai due amici.

Ilaria agguantò per mano l’uomo e insieme s’avviarono verso il letto, quindi lo spinse costringendolo a sdraiarsi di schiena, mentre Ivana lo baciava e gli addentava i capezzoli, lo denudò completamente e accolse dentro la bocca il suo membro eccitato, con la punta della lingua ne stimolò il glande, mentre con una mano lo massaggiava, poi lo fece scivolare dentro la bocca fino a sentirselo in gola. Gigi ansimava sempre più forte e la donna ricominciò a leccargli il glande, nel frattempo Ivana abbandonati i capezzoli di Gigi si era inginocchiata e da dietro dopo averle tolto gli slip, aveva cominciato a leccare le grandi labbra d’Ilaria, quindi introdusse la punta della lingua dentro la sua fica carica di secrezioni e con un tocco leggero le sue dita cominciarono a massaggiare il clitoride. Ilaria sentiva il piacere divenire sempre più intenso sotto i sapienti tocchi di Ivana e cominciò ad avere voglia del cazzo di Gigi dentro la sua fica, in tal modo distaccò la bocca dal suo cazzo e si spostò mettendosi a pancia in su allargando le gambe.

“Penetrami, dai, penetrami” – gli ordinò, ma nello stesso tempo questa sembrava anche un’invocazione.

L’amico appoggiò il suo cazzo sulle grandi labbra della fica d’Ilaria e con un colpo secco e garbato al tempo stesso, glielo fece scivolare dentro per tutta la sua lunghezza.

“Sì, così, sbattimelo tutto dentro. Fammelo sentire per bene”.

Ivana che aveva seguito i due nel letto si sedette al fianco d’Ilaria e dopo averla baciata appassionatamente un paio di volte sulla bocca cominciò a stimolarle i capezzoli, premendoli tra le labbra e succhiandoli. Ilaria sembrava in preda a una crisi isterica, il suo corpo si muoveva in modo convulso, mentre il suo bacino cercava d’assecondare i movimenti del cazzo dentro la fica, giacché mugolava continuamente e il suo respiro diveniva sempre più affannoso. Gigi sentendo che l’amica era vicinissima all’orgasmo, aumentò ulteriormente gli stimoli fin quando non la sentì quasi gridare.

“Vengo. Vengo, sì adesso”.

Anche Gigi era al limite: i suoi mugoli sempre più alti e continui, preannunciavano che era imminente l’apice del piacere, Ivana lo sapeva bene quindi s’avvicinò, sfilò il cazzo dalla fica d’Ilaria che si era accasciata sul letto, lo pigliò in bocca appena in tempo per sentirsi invadere la gola da quel liquido impetuoso dal sapore leggermente acido, mentre Gigi diffondeva un piccolo urlo a cui lei si era abituata, dato che la riempiva di piacere. A quel punto Gigi si distese sul letto, Ivana si sistemò al suo fianco, divaricò le gambe e cominciò a masturbarsi. Ilaria, che si era un po’ ripresa dal suo torpore, vedendo quello che stava facendo l’amica si curvò su di lei, le scostò la mano e affondò la sua bocca nella fessura che s’apriva davanti cominciando a leccare e a succhiare con energia, però delicatamente le rosee pareti della fica prima e il clitoride successivamente, finché sentì un fremito percorrere tutto il corpo d’Ivana e un caldo flusso di liquidi invadere la sua bocca, nello stesso tempo lei emetteva continui strilli di piacere, poi s’accasciarono e insieme persero la cognizione dello spazio e del tempo.

Un raggio di luce percorreva tutta la finestra andando a sbattere sulla parete dove era sistemato il letto, facendo intravedere tre corpi stretti tra loro. Ilaria fu la prima a svegliarsi, diede un bacio al pube d’Ivana, un altro al cazzo di Gigi, i vestì e uscì. Non sapeva che ora fosse, aveva lasciato l’orologio a casa quando era uscita imbestialita, ma ancora non c’era tanta gente in giro, perciò doveva essere piuttosto presto. Si recò al solito bar, ordinò una granita al limone e andò a sedersi gustandosi contemporaneamente la colazione e la tranquillità del momento. Il porto cominciava a vivacizzarsi, le prime barche dei pescatori erano arrivate, mentre isolani e villeggianti stavano affluendo per acquistare il pesce fresco: lei non aveva voglia di muoversi, s’accese una sigaretta e rimase ancora diverso tempo per contemplare il via vai sempre più animato e brioso, poi si decise avviandosi pigramente verso casa, giacché anche se non ne aveva voglia doveva fare le valigie e le pulizie, sennonché lì davanti al cancello le venne in mente Riccardo.

“Chissà se sarà rientrato” – pensò. Già Riccardo, eppure per quanto si sforzasse, non riusciva a sentire alcun senso di colpa né di malefatta nei suoi confronti.

Nella casa dominava un assoluto silenzio, s’avviò verso la camera, il letto era vuoto, non era ancora ritornato dalla pesca, così si mise a fare quello che si era proposto. Solamente dopo essere andata in bagno Ivana s’accorse che Ilaria non c’era più, si sdraiò accanto a Gigi e lo ammirò mentre dormiva, quando sentì che stava per svegliarsi, afferrò tra le mani il suo cazzo e cominciò a stuzzicarlo. Lo vide innalzarsi e diventare sodo, lo masturbò un po’, poi si sedette a cavallo sul pube del suo amante facendo scivolare il suo cazzo dentro la sua fica. Quando lo sentì interamente dentro cominciò a muoversi sollevando e abbassando molto lentamente il bacino, mentre con una mano delicatamente si stimolava il clitoride e con l’altra s’accarezzava i seni. Avvertiva un piacere impadronirsi del suo corpo, aumentò leggermente il ritmo alternando gli spostamenti verticali a un dondolare orizzontale, il piacere divenne più intenso, fino a esplodere in un orgasmo che sembrava non finire mai, infine si lasciò cadere sul petto di Gigi esultante di piacere. Gigi aveva percepito prima e capito dopo quello che stava accadendo, non aprì gli occhi, fece finta di continuare a dormire, però favorì fino alla fine i movimenti della sua amante.

“Lo sapevo che non stavi dormendo” – gli disse Ivana dopo alcuni istanti, sorridendo.

Scivolò giù mettendosi di schiena, Gigi si girò verso di lei ponendosi su di un fianco.

“Ciao bella”.

“E’ stato bellissimo cavalcarti mentre facevi finta di dormire”.

Gli occhi brillavano di gioia, anche se qualche lacrima scivolava lentamente sulle sue guance, Gigi la strinse forte e le loro labbra cominciarono a giocare, poi il bacio diventò lungo e appassionato. Ivana sentì il suo amante salirle di sopra, divaricò le gambe e accolse il suo cazzo che la penetrò fino in fondo, lo percepiva muoversi lentamente e con delicatezza, le piaceva sentire quel cazzo dentro, perché aderiva perfettamente alla sua fica e quando spingeva ne coglieva tutta la sua pienezza.

“Mi piace sentirti dentro” – gli disse lei, manifestando il suo pensiero.

Gigi fece sfilare lentamente il cazzo e ne fermò il glande all’ingresso della fica cominciando a muoverlo lentamente.

“Sì, così, muoviti lentamente, mi piace”.

Si lasciò andare a una serie di mugolii, però all’improvviso Gigi con un colpo deciso la penetrò fino in fondo, fermandosi un attimo per uscire lentamente e sprofondare nuovamente.

“Sì, dai così, fammelo sentire tutto, mi piace. Scopami, mi piace essere presa da te, dai spingi, dai amore” – alternava le frasi con reclami e strilli di piacere.

Sentiva il cazzo entrare e uscire dalla sua fica in modo poderoso e veloce, a ogni colpo il godimento aumentava sempre di più. Era magnifico sentire Gigi sopra di lei, poiché esprimeva e interpretava la sua sessualità con energia, ma nello stesso tempo con benignità, anche quando i colpi diventarono continui e decisi sembrava che carezzassero le pareti della fica, quando stava per venire avvertì dall’ansimare di Gigi che anche lui era arrivato al limite.

“Vengo” urlò Ivana.

“Sì, eccolo, sborro pure io” – le urlò dietro Gigi.

Gli strilli del godimento s’unirono rimbalzando sulle pareti della stanza, la fica di Ivana fu invasa da un energico e possente orgasmo, mentre Gigi le riempiva il viso con un denso e appiccicoso getto di sperma. Lei poco dopo ricambiò avvolgendo il cazzo di Gigi con i suoi abbondanti fluidi, tuttavia ancora ansimante s’addormentò tra le sue braccia.

In conclusione si ritrovarono tutti nel pomeriggio presso il porto, Riccardo requisì per tutto il viaggio Gigi, inizialmente per mostragli il pesce pescato e gelosamente conservato in un grosso frigorifero portatile, in seguito per raccontargli nei minimi particolari le varie fasi della pesca. Arrivati al porto, dove avevano iniziato la loro vacanza con due taxi diversi, raggiunsero la stazione da dove ognuno proseguì per la propria città, non prima d’aver sciupato e sprecato lacrime e promesse di rivedersi, soprattutto da parte dei due amanti. Sapevano però già benissimo, che certe esperienze non potevano più ripetersi né mai avere un futuro.

Ilaria e Gigi continuarono a frequentarsi rimanendo buoni amici, non parlarono giammai di quello che era accaduto tra di loro, in quella folle, meravigliosa e strabiliante vacanza.

{Idraulico anno 1999}

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