Storie vere di cuckold by John Dorian [Vietato ai minori]




Salve a tutti, vi racconto la storia vera di Luca, che da qui in poi chiameremo spesso “il cornuto” (proprio come fa la sua consorte) e Chiara, la sua meravigliosa e perversa mogliettina.

Qualche tempo fa Il Cornuto mi ha mandato una mail, complimentandosi con me per i miei racconti. Mi ha parlato di sé e della sua dolce metà molto porcellina e, tra una chiacchiera e l’altra, è uscita l’idea di descrivere la loro relazione in un racconto. Spero di rendere giustizia alle vostre perversioni e soprattutto alla bellezza della protagonista!

QUINDICI ANNI FA.

Luca, 30 anni, si trovava in quella fase della vita nel quale ti senti ancora giovane e vuoi negare ogni routine, ma nel frattempo la società inizia a pensare a te come un disadattato senza famiglia. Di esperienze con le donne ne aveva avute il giusto, senza mai sforare. Non era un uomo scellerato, ma andare alle feste gli piaceva eccome. Fu proprio in una di quelle, in piscina durante un’afosa giornata emiliana di agosto, che incontrò Chiara. Lei, 19 anni, bionda, l’aveva attratto da subito. Anche dal bikini si potevano intravedere le forme armoniche, e il suo sorriso poteva far cadere miliardi di uomini ai suoi piedi. Luca capì subito di rientrare in questa categoria e le si presentò. Chiara, sebbene fosse poco più che una ragazzina, aveva la maturità e la malizia delle vere donne, ma anche il carattere di un angelo. Fu colpo di fulmine.

ADESSO.

Certo ora che è diventata sua moglie (i due sono sposati ormai da sette anni), è difficile che il Cornuto possa continuare a vederla come un angelo. È piuttosto definibile come una diavolessa che lo tiene per le palle, che lo umilia e che lo obbliga ad assistere mentre si fa fottere da altri, e spesso anche cose peggiori. Ma forse è meglio fare prima un ulteriore salto indietro.

SEI ANNI FA.

Chiara e suo marito avevano un’intimità sessuale invidiabile da pochi: era sì vero che i due aspettavano un bambino (lei era incinta, al secondo mese), ma si vedeva che mancava loro qualcosa. In più da una coppietta nel primo anno di matrimonio ci si potrebbero aspettare faville sotto le lenzuola, ma era anche vero che i due si conoscevano da ben nove anni e che la grande differenza d’età si faceva sentire sotto quell’aspetto. Infine Luca era da sempre stato afflitto da un problema irrisolvibile, e sapeva che ne soffriva anche la sua mogliettina: Luca aveva infatti un cazzo di dimensioni più che modeste. Insomma, i due dovevano ravvivare la loro relazione sessuale e l’occasione si presentò quando i due decisero di recarsi in un club privé di nuova apertura di cui avevano sentito un gran bene.

La cornice fu una sera di movida romagnola, e i due erano molto eccitati. Addirittura Chiara si era vestita da vera porca: portava una minigonna che dava i brividi, e per di più non indossava intimo. Un outfit che tra l’altro poteva benissimo permettersi, visto che all’epoca Chiara aveva 28 anni ed era all’apice della forma fisica. L’essere incinta di due mesi non faceva differenza, visto che neanche si vedeva un filo di pancia.

A vederla Luca era arrapato come e più del solito ma, sapendo di non poterle dare quello che meritava, aveva deciso di fare una sorpresa alla sua dolce sposa. Dando così inizio alla sua carriera da “cornuto”.
Perciò, poco prima di entrare nel locale, le disse:

– Chiara, stasera ti faccio un regalo –

– Quale? – chiese lei, sinceramente curiosa.

– Puoi fare tutto quello che vuoi –

– Ok – rispose lei sorridendo, enigmatica e maliziosa.

Diede ben segno di aver compreso e accettato la proposta quando uno sconosciuto la abbordò nel locale, offrendole qualcosa da bere. Chiara aveva già ampiamente bevuto, ma non rifiutò. Pochi minuti dopo il tizio la stava palpando dappertutto, sembrava essere provvisto di tentacoli. In breve i due si appartarono in una stanza un po’ più discreta, con l’ormai divenuto Cornuto che osservava in disparte, impotente. Sapeva di essere stato l’artefice del proprio destino.

Intanto sua moglie era già nuda nella stanzetta, con il polpo che le strizzava le tonde zizze e le insalivava le ampie mammelle rosee. La porcellina muggiva di piacere. Il Cornuto era poco lontano che osservava la scena, e aveva iniziato a segarsi vedendo sua moglie posseduta da uno sconosciuto.

Sebbene Chiara e il tizio che l’aveva adescata avessero scelto una stanza un po’ più infrattata, non era comunque al riparo da occhi indiscreti: mano a mano infatti il pubblico che li osservava cresceva. In mezzo ad esso non mancarono volontari desiderosi di raggiungere i due amanti. Infatti, proprio mentre il tizio le frugava la fighetta (ancora stretta all’epoca, a causa soprattutto delle scarse dimensioni del Cornuto) con le dita, un altro ragazzo si fece avanti per far parte di quel bel quadretto. Senza scomporsi, la dolce ragazza lo invitò ad unirsi con un sorriso angelico.

Il polpo intanto aveva cominciato a penetrare la porcellina, e pompava, e pompava… Nel frattempo il secondo tizio aveva concentrato la sua attenzione sul bel culetto di Chiara, morbido, candidissimo al centro dove presentava il segno del costume; prese a darle piccoli buffetti proprio là, e poi cominciò a mordicchiare le chiappe soffici. Probabilmente la sua utopia sarebbe stata quella di sodomizzare la giovane donna, ma in quel momento era logisticamente impossibile. Quindi si accontentò di spogliarsi e ficcare il proprio uccello nella bocca gaudente della dolce biondina.

Il Cornuto, che stava continuando a farsi una pippa osservando la scena, vide entrare in gioco altri due energumeni, che furono affabilmente accolti nell’azione dalla sua splendida mogliettina. I due nuovi entrati ci misero davvero pochissimo a calarsi i pantaloni e a poggiare i propri cazzi ognuno in una mano di Chiara, che non si fece pregare e li segò al ritmo in cui veniva nel frattempo stantuffata in vagina. Nel frattempo ad osservare la scena si formò un nugolo di sporcaccioni, molti dei quali si massaggiavano la patta vedendo le porcherie che accadevano in quella stanza.

Per ultimo fu invitato ad unirsi un tizio magrolino, che poteva sembrare marocchino, ma che forse era soltanto molto abbronzato. Tutti gli altri che dopo fecero richiesta di unirsi alla gangbang furono delusi dal rifiuto di Chiara, già ben soddisfatta alle prese con cinque cazzi, tutti più grossi di quello a cui lei era abituata. Evidentemente farsi scopare da cinque uomini era il suo limite numerico, ma riusciva a soddisfarli tutti per bene. Sembrava una ninfomane indemoniata: non le bastava mai.

Stesa su un divanetto, Chiara leccava, segava, si passava tra le tette e tra le labbra (grandi, piccole e orali) i cinque membri, non permettendo mai che uno di essi rimanesse “scoperto”. Chi prima chi dopo, i cinque tizi le scaricarono addosso grosse quantità di sborra, con il finto marocchino che la trapanò per ultimo.
Dopo che i maschioni se ne furono andati, e dopo essersi pulita e rivestita alla bell’e meglio, la porcellina vide suo marito che aveva finito la sua ennesima pippa della serata, e lo raggiunse.

– Dai andiamo a casa, che sono stanca –

– Ma sei contenta almeno? –

– Sì che lo sono! Tu invece adesso sei il mio cornuto! –

– Sì cara – concluse lui, rientrando in macchina.

Quella fu l’ultima volta prima dell’arrivo del loro bimbo che lei scopò con degli estranei; il Cornuto però le promise che avrebbe ripreso non appena lei avesse partorito. E mantenne la sua promessa…

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