simonetta by eughenes [Vietato ai minori]




simonetta di eughenes New!

Note dell’autore:

il suo afrore sudato sui seni sudati eccitarono i miei sensi

La lezione di salsa era finita da poco e Simonetta si avvicinò a me invitandomi a bere qualcosa.
Era Lievemente sudata ed il suo afrore di donna eccitarono la mia attenzione.
I suoi seni generosi, su una scollatura abbondante, mostravano due capezzoli erti per il ballo appena finito ed suoi occhi maliziosi mi fecero accettare il suo invito.
Parlammo per un’ora davanti ad un vino bianco ghiacciato.
Simonetta si massaggiava il collo lamentandosi di dolori alle spalle e mentre accavallava le gambe scorgevo le sue cosce tornite ed immaginavo le sue mutandine sudate sulle labbra calde e bagnate della sua fica.
Ogni tanto apriva le gambe, con la scusa del caldo ed intravvedevo i suoi slip neri trasparenti.
Simonetta di professione è parrucchiera e le proposi un massaggio al collo in cambio di un taglio di capelli.
Continuammo a parlare amabilmente, ma sempre più ammiccanti: le nostre mani si sfioravano e il suo seno si muoveva al ritmo di un respiro sempre più affannoso; quando le sfiorai “casualmente” la parte interna delle cosce dietro il ginocchio, sobbalzò rabbrividendo.
Senza dire nulla ci alzammo e ci dirigemmo verso le auto, sapendo che mi avrebbe seguito fino a casa.. senza dire nulla .
Aprii la porta e la baciai sul collo, facendo scivolare le mie mani sui fianchi lungo le sue rotondità.
Il vestito scivolò a terra, lentamente sfilandosi con difficoltà sui fianchi.
In mutandine e reggiseno la accompagnai in camera e la distesi sul letto, iniziando un lento massaggio sulle spalle.
Il reggiseno scivolò e intanto le mie mani si muovevano con leggerezza lungo tutto il dorso, in modo da rilassare i muscoli tesi e ridurre l’imbarazzo.
Quando mi parve che si stesse rilassando le misi in cuscino sotto la pancia e versai l’olio profumato sui suoi glutei burrosi, abbassando le mutandine. Mugolò al mio tocco e ne approfittai per far cadere alcune gocce di olio sul solco.
Massaggiavo sempre più a fondo e aprivo i glutei e sentivo il profumo dell’eccitazione salire alle mie narici, come mare in tempesta.
Volutamente lasciai le mie mani scorrere lungo le gambe, dietro le ginocchia e fino alle caviglie, gustandomi il brivido che provocavo.
Piano, piano Simonetta al mio massaggio apriva le gambe ed intravvedevo le sue labbra lucide su una corta peluria nera come la pece.
Risalivo piano, ascoltavo i suoi sospiri e quando infilai il mio dito nel lago della sua fica sobbalzò mostrandomi il buchino cosparso di olio profumato.
Legai le sue mani dietro la schiena con la cinta dell’accappatoio e proseguii il mio massaggio sui glutei. Il mio dito era sempre più vicino al suo buchino.
Sospirava e mi diceva di fermarmi… che non voleva…. ed io sfioravo senza infilare il dito, finchè presi il flaconcino dell’olio e lo spinsi con forza nel suo culo .
Sobbalzò urlando, dicendomi che le faceva male. Incurante lo spingevo delicatamente più a fondo e mi chinai sulle sue labbra lucide di umori. Con la lingua lambivo le sue labbra e spingevo la lingua sul suo clitoride. L’afrore che emanava era selvaggio e pungente e mi eccitavo sempre più … volevo farle male.
La sculacciai mentre il flaconcino era saldamente infilato nel suo culo e lei piangeva implorandomi di smettere.
Ero infoiato ed eccitato e quando le tolsi il tubetto infilai la mia lingua nel suo culo fino alla fine e leccavo e succhiavo come un bimbo affamato.
Iniziò a rilassarsi e sospirare, alternando gridolini a sospiri ed io mi godevo il suo sapore selvaggio.
Sciolsi le mani e la girai supina, toccando suoi seni burrosi su cui mi gettai famelico affondando il viso, leccando e mordendo come un animale affamato.
Mi spogliò e mi prese il pene in bocca con famelica audacia ed iniziò un pompino ad un ritmo forsennato….. le venni in bocca senza preavviso in pochi minuti…
Mi disse che non aveva mai ingoiato lo sperma e mai aveva agito così d’impulso….
Dopo pochi minuti ricominciò a succhiare e bevendo tutto ciò che rimaneva e mi eccitai nuovamente.
Il 69 che ne seguì fu il più travolgente della mia vita: leccavo e infilavo dita, mordevo e le aprivo il culo con l’indice e lei succhiava con avidità mordicchiando la punta del mio pene dandomi brividi di piacere e dolore.
Entrai in Lei, nel suo calore animalesco e la scopai con forza in tutte le posizioni, mettendola a 90° le mani appoggiate sui suoi fianchi generosi e lo sguardo perso in quel culo di burro.
Mi piaceva guardarla muoversi verso di me e spingevo come un forsennato infilandole un dito nel culo ogni volta che avvicinava il suo corpo al mio.
Mi aggrappai ai sui seni stringendo i capezzoli ampi e duri per l’eccitazione.
Selvaggiamente le misi il cazzo sulla rosellina aperta poco prima ed aspettai che si avvinasse a me per impalarsi e mentre lo faceva, lentamente, quasi timorosa, le accarezzai il seno con una mano, spingendolo tutto dentro.
Gridò, di dolore e di piacere… non era stretta ma non era abituata a prenderlo nel culo… la sua fica grondava per la novità .
Fu un tempo interminabile in cui affondavo il mio pene in Lei, lentamente guardando la sua bocca aprirsi, quasi in cerca di aria e spingevo finchè le palle non sbattevano sulle sua vagina.
Il suo culo era oscenamente aperto e la sua fica colava di piacere. Presi le sue braccia tirandola all’indietro e spingendomi con tutta la forza dei miei 90 chili, incollandomi a Lei come se non vi fosse un domani.
Eravamo sudati, i nostri umori si mischiavano in un turbinio animalesco, cambiando continuamente posizione. Salì su di me, impalandosi come un’amazzone, bagnandomi dei suoi umori tutto il cazzo. Le mie mani appoggiate ai seni stringevano i due capezzoli rossi e duri come due ciliege mature, strizzandoli e torturandoli senza pietà.
Il suo profumo di donna era animalesco, selvaggio e più si muoveva più mi eccitavo al suo profumo primitivo ed ancestrale. Le sue labbra erano grandi ed avvolgevano il mio pene luccicante dei suoi succhi copiosi.
I segni sul seno erano viola, e le labbra della vagina gonfie di piacere.
Urlammo in un orgasmo senza fine, sudati e persi in un brivido unico e ci accasciammo una sull’altro, uno dentro l’altra.

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