Sì, lo confesso




NON mi chiamo Anna, ma dovrete accontentarvi di questo nome di fantasia.
Lo ammetto, fin da ragazzina ho avuto una passione sfrenata per la masturbazione. Causa di tutto la mia capo squadriglia di quando ero negli scout, che durante il mio primo campo estivo mi ha ampiamente edotta sull’arte dell’autoerotismo.
Ma non divaghiamo.
Ora ho più di trent’anni ma i miei ardori non si sono per nulla sopiti. Anche se ho un compagno che amo tantissimo e col quale c’è una sintonia sessuale perfetta, i miei cinque, sei “masturbini” al giorno non me li faccio mai mancare.
Lui lo sa e mi ha regalato, nel corso degli anni, tutta una serie di attrezzature atte a farmi godere in solitaria. Io per ricambiarlo mi filmo e gli faccio trovare la chiavetta sul comodino.
La storia che voglio raccontarvi risale a quando avevo 19 anni. Mia mamma volle portarmi a tutti i costi alla cresima di mia cugina e io non la presi molto bene. Gli zii abitavano lontano e io contavo sulla casa libera per un weekend di sesso senza freni col mio ragazzo.
Rimasi di malumore tutto il viaggio e per tutta la giornata. Sabato notte, il mio ragazzo mi mandò sul cellulare un filmato del suo cazzo in primo piano, con una bella cascata di sperma che scendeva. Non resistetti e sotto le coperte mi masturbai furiosamente per più di un’ora, alternando momenti in cui mi penetravo furiosamente ad altri in cui mi accarezzavo leggermente.
La domenica mattina mi svegliai di umore migliore, dopo la prolungata sessione di ditalini della notte. Per non farmi mancare nulla, prima di alzarmi mi sditalinai un altro po’. E ancora, nella doccia.
Mi vestii con cura (dopo tutto, era pur sempre la cresima della cuginetta): un completo rosa pallido – gonna/maglia, che però lasciava le spalle scoperte… pertanto, ci misi sopra un poncho in tinta. Sotto, autoreggenti chiare e sandali con un po’ di tacco. Per una sorta di ribellione, decisi di non mettere le mutandine. Andammo in chiesa per la cerimonia e io ebbi cura di mettermi in un angolino, dove avrei potuto spippolare sul telefono senza essere vista.
Completamente annoiata dalla voce monotona del prete, cominciai senza farci caso a sfogliare l’album delle foto e dei video. Arrivai al filmato del mio ragazzo che sborrava e mi venne subito una voglia assurda. Il mio demone si era svegliato e mi suggeriva di farlo lì, in quel momento. Mi guardai attorno ed effettivamente, nessuno o quasi poteva vedermi. Misi il poncho in modo che mi coprisse per bene e allentai la cintura della gonna. Infilai una mano e cominciai a sgrillettarmi piano piano… chiusi gli occhi e ripensai al cazzo del mio ragazzo ed alla fontanella che ne usciva… ebbi un orgasmo così violento che mi misi a tremare… se non mi fossi morsa un labbro, probabilmente avrei anche urlato. Una volta calmata, mi guardai attorno preoccupata che qualcuno avesse visto ma… nessuno era nel mio campo visivo. Quella fu la prima volta che mi masturbai in posti “desueti”, ma la mia collezione si è arricchita nel corso degli anni. Magari un giorno o l’altro vi racconterò qualcosa sulle altre avventure.

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