Seks by nausica-a [Vietato ai minori]




Erano arrivate a casa. Da quel bacio in discoteca, Zoe non aveva desiderato altro che il corpo nudo di Marta. Temeva che lei le avrebbe offerto il letto degli ospiti. Non lo fece. Le mise la lingua in bocca, in compenso. La stringeva in vita, le succhiava le labbra, i loro denti si scontravano, era doloroso ma era tutto reale e necessario. Zoe sfiorò piano il seno di Marta. Dalla maglia fine sentì che non indossava il reggiseno e mugolò piano percependo quei grossi capezzoli. Intanto Marta continuava a baciarla, questa volta era scesa sul collo, succhiava… no: pompava, praticamente, la pelle morbida e sensibile della zona tra la spalla e la mascella. Era quasi doloroso, ma era eccitante, sentiva il sangue fluirle verso la testa, gemeva già inerte tra le braccia della sua nuova amica.

Decise di risvegliarsi dal torpore. La spinse in direzione del letto, Marta perse l’equilibrio, ma non cadde. Alzò lo sguardo invece. Zoe ricambiò l’occhiata con aria di sfida. Marta non aspettava altro: prese Zoe per le braccia e la spinse in modo deciso contro l’armadio. Il rumore risuonò nella camera da letto illuminata soffusamente. Zoe cacciò un gridolino più di eccitazione che di paura. Marta la teneva ferma contro l’armadio: con una mano le serrava i polsi sopra la testa, con l’altra esplorava violentemente il suo corpo. Le strinse i capezzoli, poi scese indugiando sul ventre fino ad arrivare al pube.

Il pube di Zoe era liscio; si depilava da quando aveva cominciato ad avere rapporti sessuali, a 15 anni cioè. Si sentiva più leggera e più pulita così. Il pube e le labbra erano trattate col rasoio, mentre per l’inguine usava le pinzette. Per il culo l’epilatore. Zoe quella sera avrebbe incontrato Marta per la prima volta, e a casa aveva deciso che, nel dubbio, si sarebbe rasata, tanto per non arrivare “impreparata”, ché tanto quasi sempre finiva a scopare al primo appuntamento.

La mano di Marta era sempre sul pube di Zoe. Le sue dita stringevano le grandi labbra della ragazza. Poi le lasciò i polsi, e tolse la mano dai suoi slip verde smeraldo. Le due donne si guardavano, adesso. Zoe non capiva perché Marta si fosse fermata; ancora arrapata si morse il labbro inferiore, continuando a osservare con i suoi occhi grandi e castani la figura di Marta, che rimaneva più in penombra. Marta era ferma, ansimava eccitata ed ebbe improvvisamente paura di aver esagerato con Zoe, quella ragazza di quindici anni più giovane, conosciuta solo poche ore prima.

Ma poi vide quello sguardo allucinato e goduto negli occhi dell’altra, e capì che ciò che desiderava Zoe era essere presa e scopata con la stessa forza con la quale lei stessa voleva farlo. Respirò profondamente e accarezzò la testa di Zoe, che socchiuse beata gli occhi. In un attimo Marta stringeva la coda di capelli color mogano-rossastro di Zoe e con questa presa, la spinse lungo distesa sul copriletto bianco trapuntato.

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