Secondo incontro




Era una sera d’estate, mi aveva detto di passare alle otto a casa sua che si sarebbe fatta trovare pronta, l’avevo conosciuta su un sito di incontri virtuali ci siamo mandati molti messaggi, ci siamo descritti nei minimi particolari e poi abbiamo deciso di cominciare a vederci di persona, la prima volta abbiamo fatto una lunga passeggiata per il centro della citta’, prima degli appuntamenti con persone appena conosciute ho paura di rimanere a corto di argomenti ma non era questo caso, con i suoi messaggi sembrava che la conoscessi da molto tempo. Alle otto gli citofono e mi risponde
“arrivo subito”, passano cinque minuti e vedo la sua figura che esce dal portone del palazzo, l’ammiro mentre si avvicina la saluto con un bacio, le apro la portiera della macchina per farla accomodare, metto in moto e partiamo per andare a mangiare al ristorante fuori citta’ dove avevo prenotato. Non ho mai creduto ai colpi di fulmine, ho sempre pensato che innamorarsi velocemente di una donna significa bruciare subito tutta la passione che ci deve essere in un rapporto, lei mi era piaciuta gia’ prima che ci incontrassimo, questo mi preoccupava.
Starle accanto era una sensazione piacevole mi sentivo piu’ forte avrei potuto fare qualsiasi cosa con lei vicino, quando la toccavo sentivo vibrare la pelle e il battito del cuore mi accelerava istantaneamente, fisicamente non era perfetta, ma avevamo moltissime cose in comune, per cui ai miei occhi lei era la donna che avevo sempre desiderato. Avevo paura che tutto questo era il risultato della mia immaginazione e che quando le cose si sarebbero stabilizzate sarebbero usciti fuori i difetti, e tutto si sarebbe risolto in: ‘amici come prima’. Ma che vai farneticando non ti ha mica chiesto di sposarla quindi divertiti e soprattutto falla divertire.
Durante la cena abbiamo parlato un po’ di tutto, vacanze, lavoro, politica, amore e sesso, soprattutto quest’ultimo argomento capivo che le interessava perche’ voleva sapere se facevo dei pensieri erotici, le dicevo che era normale che li facessi, “tutti li fanno”, e mi chiedeva quale fosse stato l’ultimo che avessi fatto, e se mi masturbassi ogni tanto pensandoci, aveva accavallato le gambe e muoveva il piede toccando i miei pantaloni, ero un po’ imbarazzato a parlare di quelle cose, ho preso il bicchiere e ho bevuto un sorso d’acqua, sentivo attraverso la stoffa la sua scarpa toccare la mia gamba destra, era come se mi stesse incoraggiando a parlare.
“amo rendere una donna padrona di me e farmi sottomettere. Oltre a leccarle i seni, la vagina o il sedere mi piace massaggiarle i piedi per poi inginocchiarmi per leccarglieli, a volte mi masturbo pensando ad una donna in piedi su di me che a turno mi passa i piedi sulla bocca per farseli leccare mi eccito solo a raccontarlo”. Mi stava guardando e si passava la lingua sulle labbra per inumidirle, col piede mi toccava la gamba.
“Sono molto contenta che tu mi abbia detto queste cose, cosi intime e private. I miei sogni sono simili ai tuoi. Nel senso che anch’io vorrei essere sottomessa da un uomo, addirittura mi farei legare le mani dietro la schiena per farmi fare tutto quello che vuole.” Le si era abbassata la voce, ed era diventata un po’ rossa in viso, ha preso il bicchiere ed ha bevuto un sorso d’acqua. Eravamo rimasti da soli quando ci siamo accorti di quanto si era fatto tardi e i camerieri ci stavano invitando ad uscire, pago il conto e usciamo per le strade di quel piccolo paese, le tenevo il braccio sulle spalle mentre camminavamo e ogni tanto la stringevo a me, quella era la seconda volta che uscivamo insieme, pensavo alla confidenza che abbiamo preso l’uno dell’altra,
“sono contento di essere qui’ con te!”. Camminiamo per quelle belle stradine antiche tra le case con i muri in pietra e i balconi guarniti di fiori colorati, nel buio della notte l’aria era diventata piu’ fresca, mi tolgo la giacca, la metto sulle sue spalle e le do’ un bacio sulla guancia.
In lontananza vedo un albergo, aveva un insegna gialla con due stelle era a due piani con il tetto spiovente, davanti all’entrata c’era una veranda ricoperta da un bel glicine con foglie molto fitte, non si vedeva nessuno nei paraggi. Avvicinandoci le dico che quella notte avrei voluto passarla insieme a lei, mi risponde che il posto e il compagno le piacevano quindi non c’erano problemi, cosi entriamo e chiedo al portiere una camera, gli do’ il documento e comincia a compilare un foglio di registrazione. Alle spalle dell’uomo c’era una bacheca con delle foto alcune molto vecchie in bianco e nero altre a colori, ritraevano l’albergo come sfondo e in primo piano c’era un uomo che invecchiava man mano che le foto erano piu’ recenti, sono stato li’ a guardare
quelle foto mentre il portiere stava compilando la scheda di registrazione, mi porge il documento
“e’ il proprietario dell’albergo!”, mi giro verso di lui prendo le chiavi e il documento,
“ci puo’ portare del vino bianco fresco?”, lo ringrazio e ci allontaniamo. Le prendo la mano e saliamo le scale fino al secondo piano, quel posto non era mai cambiato da quando l’avevano aperto, si vedeva che ci tenevano, perche’ era pulito e ordinato, si sentiva anche un buon profumo nell’aria, i mobili erano diventati antichi all’interno dell’albergo. Davanti alla porta della camera le prendo la mano destra mettendole il palmo verso l’alto mi piego un po’ e le do’ un bacio all’interno della mano, lei mi abbraccia ed entriamo baciandoci, il soffitto era in legno si potevano vedere le travi, per terra c’era il parquet, avevano messo un enorme tappeto ai piedi del letto anch’esso in legno, il bagno era completo mancava solo la finestra, era tutto molto carino e sistemato.
Chiudiamo la porta, le prendo il viso tra le mani, in quel momento era la creatura piu’ bella che esistesse al mondo, la bacio sulle labbra, apre la bocca, le lingue hanno cominciato a toccarsi e a rincorrersi all’interno delle bocche, le esploravo i denti e le gengive, e lei faceva altrettanto, con le mani toccavo i suoi fianchi scendendo sempre piu’ giu’, mentre la bocca si era spostata sul collo e scendeva sulle spalle, ho cominciato a sbottonarle la camicetta, lei mi ha messo una mano sulla bocca e mi ha detto di stare buono perche’ da adesso in poi avrebbe condotto lei il gioco, mi sono fermato li davanti a lei per farle capire che avrei obbedito ai suoi ordini, mi ha guardato un po’ negli occhi, si e’ avvicinata, ha preso la cravatta con la mano sinistra, con la destra tirava il nodo fino a sfilarmela del tutto, avevo voglia di toccarla e accarezzarla ma quando ci provavo lei mi allontanava.
Mi ha tirato fuori la camicia dai pantaloni, e con tutt’e due le mani l’ha sbottonata, ho finito da solo di toglierla e sono rimasto a dorso nudo, con il palmo della mano sinistra mi toccava i muscoli del petto, la destra l’aveva messa sul mio sesso muovendola su e giu’, senza smettere di muovere la mano in basso, comincia a baciarmi le spalle, il collo, i muscoli pettorali andando piu’ giu’ gli addominali dove ci si stava strofinando la faccia, indossavo un paio di scarpe di cuoio marroni era inginocchiata e mi stava sciogliendo i lacci, si era abbassata con il viso e me le baciava, allarga la sinistra e sfilo il piede, fa la stessa cosa con la destra, rimango sul tappeto con i calzini, me li abbassa prende la punta del piede sfilandomeli uno per uno, ero a piedi nudi, si abbassa ancora passandomi la lingua sui piedi, dopo un po’ era tornata con il viso a contatto con il gonfiore dell’eccitazione ha cominciato a sbottonarmi i pantaloni e a tirarmeli giu’ insieme agli slip, aveva le labbra sui miei testicoli, ha aperto la bocca se li e’ calati dentro, e ci giocherellava molto delicatamente con la lingua, senza smettere mi ha sfilato entrambi gli indumenti lasciandomi completamente nudo, le ho spostato un po’ di capelli che le cadevano sul viso e la guardavo mentre mi leccava il pene dal basso verso l’alto, la sua bocca sembrava molto piccola e delicata vicino alla sommita’ che era diventata enorme di un colore rosa molto intenso quasi viola, ha aperto la bocca e lo ha fatto entrare per meta’, non si muoveva faceva solamente una lieve pressione con la lingua, stavo impazzendo dall’eccitazione cosi le ho preso la testa per farla muovere avanti e indietro in quel momento mi ha fatto sentire i denti sulla carne eccitata, le ho lasciato subito la testa, lei ha ricominciato a fare quel massaggio che mi stava facendo impazzire, anche se ero dritto davanti a lei e fisicamente piu’ forte mi sentivo impotente in quel momento ero in balia della sua volonta’ e questo mi piaceva e mi eccitava sempre di piu’, avrei fatto di tutto per lei.
Si alza e inizia a baciarmi cercandomi la lingua con la sua per rimanervi incollata, rimaniamo un po’ cosi mentre sentivo la gonna a contatto del mio pene non resistendo le ho messo una mano sul sedere e l’ho stretta a me muovendomi dal basso verso l’alto per una decina di volte lei mi toglie la mano, mi spinge verso il letto e ci vado a finire sopra, stavo seduto sul letto e sento che mi guardava molto attentamente quasi fossi un piatto prelibato che sta’ per essere divorato da un’affamata, con le dita della mano destra toccava esattamente dove posava lo sguardo, indurivo i muscoli delle spalle, del petto, degli addominali o dei bicipidi a seconda di dove lei metteva le sue bellissime dita.
Sento bussare alla porta, con lo sguardo vado subito a cercare i pantaloni, lei invece mi dice di stare fermo tanto e’ il cameriere con il vino, cosi lei va ad aprire la porta ed io rimango nudo sul letto, infatti dopo un attimo torna con il vino e un vassoio con due bicchieri dei cioccolatini e dell’acqua, posa tutto su un comodino accanto al letto, riempie un bicchiere per meta’ con il vino, viene verso di me si siede sulla mia coscia sinistra mettendomi il braccio destro intorno al collo, con la sinistra si porta il bicchiere alla bocca e ne beve un sorso senza ingoiare, si avvicina alle mie labbra, avevo capito cosa voleva fare cosi ho accolto il liquido in bocca, ho gustato per un po’ il sapore, infine l’ho mandato giu’, con molta accuratezza mi ha fatto bere il contenuto del bicchiere dalla sua bocca, si alza per posare il bicchiere io intanto mi ero sdraiato, sale sul letto e si mette in piedi con le gambe ai lati del mio torace, aveva le mani sui fianchi e sorridendo mi guardava con la testa piegata da un lato, aveva una gonna leggera di colore nero gli arrivava all’altezza del ginocchio, la luce l’illuminava da dietro e vedevo attraverso le trasparenze della gonna la forma delle sue cosce, ero rimasto ipnotizzato dalla bellezza delle gambe che salivano verso l’alto
“sei stupenda! E’ un onore per me poterti vedere da questa posizione”, solleva il piede destro e lo poggia sul mio petto, aveva delle scarpe nere con un tacco di sette centimetri con la base larga aperte davanti e dietro, potevo vedere bene le unghie dei piedi molto curate di un bel colore perlato,
“vedo che ti piacciono i miei piedi, sai non avevo dubbi, lo sapevo che eri un intenditore”, le slaccio la fibbia e l’allargo, solleva il piede, le tolgo la scarpa e la lascio cadere, lei sposta il piede e comincia ad accarezzarmi il viso muovendolo avanti e indietro, non resisto dal tirare fuori la lingua e leccarle la pianta del piede, il tallone e sotto le dita a seconda di quello che mi porgeva, per stare meglio in equilibrio si teneva con le mani ad un trave di legno del soffitto, con lentezza sposta il piede, e mette l’altro con la scarpa ancora indossata sulla mia faccia,
“sai visto cosi sembri piu’ piccolo e vulnerabile”, avevo il tacco sulla bocca e la suola mi copriva gli occhi comincio a slacciarle la scarpa, con qualche difficolta’ perche’ non riuscivo a vedere dove mettevo le dita, dopo un po’ ci riesco, le allargo bene la fibbia per permetterle di tirare fuori il piede, ma lei non si muove,
“e’ una sensazione stupenda avere un uomo sotto i piedi!”, rimane a guardarmi sotto il suo piede per una trentina di secondi, finche’ lo solleva e mi permette di toglierle la scarpa, si rimette ad accarezzarmi il viso questa volta cercando soprattutto la bocca quindi sono stato un po’ a leccarle in mezzo alle dita, la pianta, il tallone, a succhiarle l’alluce e tutte le parti inferiori del piede, l’odore e il sapore che mi lasciava sulla lingua erano sublimi, sentivo di pulirglielo sempre piu’ profondamente mano mano che lo bagnavo, e inghiottivo tutte le particelle che le lavavo via dal piede.
Ritenuta soddisfatta del mio servizio lo sposta, fa’ un piccolo passo avanti mettendomi i piedi ai lati della testa e comincia a sbottonarsi la gonna, da li sotto potevo guardarle le gambe e intravedevo un perizoma bianco, mi fa cadere la gonna sulla faccia, l’aiuto a sfilarsela da sotto i piedi,
“Paolo e’ incredibile quanto sono bagnata senti anche tu”, si abbassa su di me mettendo il sesso a contatto delle mie labbra, solamente la seta delle sue
mutandine mi dividevano dalla vagina, cerco di spostare il tessuto da una parte per poterla leccare, lei mi prende per i capelli e mi tiene la testa all’indietro, si solleva di qualche centimetro in modo che io non possa piu’ arrivarci, in quel modo potevo solo vedere la forma che la vagina aveva dato al tessuto cosi aderente e umido, sembrava un frutto sodo e polposo, mi lascia i capelli e inizia a sfilarsi il perizoma, mentre se lo abbassa lei si rialza lasciandomi ai suoi piedi con le mutandine bagnate sulla faccia, dopo avermi fatto sentire la stoffa imbevuta del suo liquido, solleva il piede destro appoggiandomi le dita sulla fronte, stavo gia’ leccando il tallone, lei lo alza per non farmici arrivare con la lingua, le sfilo le mutantine facendole passare tra le sue dita e la mia fronte, rimane con il piede piegato in avanti sulla mia faccia, da li sotto potevo vedere solo la pianta del piede, provavo una sensazione molto forte di inferiorita’ e sottomissione nei confronti di lei, avevo il cuore che batteva forte per l’eccitazione, in quel momento mi sentivo suo, le appartenevo, l’amavo.
Molto lentamente lo sposta, e con l’altro piede mette l’indumento sul mio viso, appoggiandoci sopra il piede mi ha fatto respirare attraverso la seta bagnata, sentivo quell’odore di sesso che era fantastico. ha spostato il perizoma da una parte, le prendo il piede con tutt’e due le mani tenendolo fermo sulla bocca per leccarlo meglio, lei lo preme con forza sul mio volto, senza fermare la lingua ho portato le mani in avanti massaggiandole la gamba, dopo circa un minuto toglie il piede e ritorna alla posizione di prima, adesso lei e’ nuda per meta’ e quello che vedo mi manda in estasi,
“ti piace la tua padrona e’!”, rimane diritta su di me all’altezza del torace per farsi ammirare,
“ti adoro padrona”, si mette in ginocchio portando la vagina ad un centimetro dalla mia faccia ne sento l’odore e cerco di leccarla ma lei mi blocca tenendomi per i capelli e mi fa stare con la bocca ad una distanza in cui l’odore lo sentivo ma non potevo sentirne il sapore, dopo un po’ mi lascia e inizio a leccarla e’ molto bagnata e lei fa dei mugolii e dei sospiri, si contorce con il corpo al ritmo della mia lingua, si sposta un po’ in avanti e comincia a strofinarmela sul naso, sulla fronte avanti e indietro, non mi muovevo piu’, tenevo solo la lingua di fuori e lei ci passava sopra il clitoride, la vagina, e l’ano, dopo un po’ si gira e sempre in ginocchio su di me, ma questa volta con il sedere rivolto sul mio viso comincia a togliersi la camicetta fucsia che indossava, come fossi attratto da una forza sconosciuta ho cominciato a leccarle il culo mettendoci sempre piu’ saliva ad ogni passata di lingua, sentivo un po’ del suo sapore e questo mi eccitava ancora di piu’.
Intanto lei era rimasta solamente con il reggiseno bianco, dalla posizione in cui ero potevo ammirare il sedere, la schiena e i capelli che le scendevano giu’, da come stava lei poteva vedere il mio corpo per intero quindi le gambe, gli addominali e i pettorali che erano in tensione e naturalmente l’organo sessuale con i testicoli e il pene che a quel punto stava quasi per scoppiare, si china verso di lui, e ci passa sopra le labbra, poi la lingua, era molto asciutto e lei ci passa sopra sempre piu’ saliva con la lingua molto umida, dopo averlo bagnato per bene allarga la bocca, lo fa’ entrare e inizia ad andare su e giu’.
Nel frattempo avevo infilato la lingua nella sua vagina e la ruotavo in un senso e poi nell’altro, dentro e fuori, il clitoride aveva un sapore diverso, amaro, lo cercavo ugualmente perche’ quando lo toccavo sentivo che si contorceva e mi stringeva le ginocchia ai lati del torace. Si e’ spostata con la bocca un po’ piu’ avanti, senza staccare la lingua dal pene e’ arrivata ai testicoli, e all’ano, in quel momento mi stavo vergognando perche’ ero andato da lei direttamente dall’ufficio e nel pomeriggio ero dovuto andare in bagno, pulendomi velocemente con la carta igenica senza bide’, ha iniziato a leccare con la lingua molto umida, e bagnandolo era diventato piu’ sensibile, sentivo sulla pelle l’aria del respiro che le usciva dal naso e la punta della lingua che voleva profanare quello spazio, al che’ mi sono rilassato e ho cercato di agevolarla allargandolo piu’ che potevo e flettendo le gambe per sollevarlo dal letto.
Con i piedi stava cercando la mia bocca a turno succhiavo e passavo la lingua tra le sue dita, mi sono bagnato i pollici con la lingua e le massaggiavo i talloni e quando si asciugavano li ribagnavo mettendomeli in bocca sentendone sempre di piu’ il sapore e ricominciavo a massaggiare.
La sua lingua si era fatta strada nel mio ano completamente rilassato e la muoveva avanti e indietro.
Ho messo l’indice destro in bocca per bagnarlo bene con la saliva, le faccio un massaggino nel buchino per inumidirlo, entravo un po’ e mi rimettevo il dito in bocca finche’ sono entrato con tutto l’indice nel retto.
Senza mai smettere di leccare tra le sue dita le toglievo il dito dall’ano lo bagnavo con la bocca e lo rimettevo dentro andando avanti e indietro piu’ o meno velocemente. a quel punto ha preso il pene e ha cominciato a succhiarlo con forza, muovendosi con la testa su e giu’ velocemente, le ho tolto il dito, si e’ girata verso di me, ha preso la mia mano e ha cominciato a succhiare il dito, me lo metteva nella bocca per bagnarlo, lo ripassavo nel suo retto e lo tiravo fuori.
Andava su e giu’ con la vagina a contatto con il pene, le ho slacciato il reggiseno aveva dei seni leggermente all’insu’ con i capezzoli rosa in evidenza, abbiamo ricominciato a baciarci, mi ha preso il sesso con la mano sinistra e se lo e’ messo dentro facendoselo scorrere piano piano nell’utero, ho cominciato a passarle la lingua sui suoi seni intorno ai capezzoli che si erano inturgiditi, con il solito dito le facevo una lieve pressione nell’ano lei andava su e giu’, mentre saliva l’aiutavo spingendola con la mano sotto il sedere, mi fa mettere le braccia ai lati della testa e mi blocca i polsi con le sue mani, era sopra di me, sfiorava il mio viso con i seni, con la lingua cercavo di leccarli, lei si muoveva molto velocemente.
“Paolo … Paolo, eccolo!, Paolo, Paolo, o Dio, Paolo, eccolo!, eccolo!, ti amo!, ti amo!, aaaaaaaaaaaah …”.
Si e’ abbandonata su di me, l’ho abbracciata fortemente, e siamo rimasti un
po’ cosi.
Girandoci insieme sono passato sopra senza uscire da lei, avevo messo entrambe le mani sotto il suo sedere e andavo su e giu’ era completamente lubrificata quindi ho iniziato a spingere piu’ velocemente, le stavo passando la lingua sulle spalle e quando andavo piu’ veloce l’immobilizzavo facendole sentire i denti con un morso sul collo, ha allargato le gambe, le ho bloccato i polsi con le mani e la stavo sbattendo sempre piu’ forte, andavo su e giu’ per
una ventina di centimetri e ogni tanto rischiavo di uscire da lei, quando arrivavo giu’ si sentiva il rumore dei due corpi che si univano, respiravo rumorosamente come in palestra per alzare i pesi, stavo quasi per venire, lotiro fuori mi metto in ginocchio, con le gambe le stringevo i fianchi, stavo continuando da solo mentre lei mi toccava i pettorali
“quanto sei bello, ti adoro!”, l’orgasmo e’ arrivato come un esplosione nella mia testa il primo schizzo le e’ arrivato sul viso poi il collo il seno e il ventre, aveva la pelle abbronzata e il liquido bianco risaltava su di lei,
“amore sei stupenda, non ho mai provato sensazioni cosi forti prima d’ora. Ti amo!”, si stava togliendo lo sperma dal viso con le dita e poi le puliva mettendosele in bocca, avevo la mano bagnata l’ho allungata verso la sua bocca e l’ha leccata, mi sono pulito la sommita’ del pene con le dita, e poi me le facevo leccare da lei
“la prossima volta ti vengo direttamente in bocca!”, ho allungato la mano sul comodino per prendere i fazzoletti di carta e l’ho asciugata per bene,
“sarei felice di bere qualsiasi cosa esca dal tuo corpo!”.
Mi sono sdraiato accanto a lei mettendole il braccio destro sotto il collo, mi ha messo la testa sul petto, e la mano sul pene che si stava spegnendo,
“e’ stupendo sentirlo muovere all’interno della mano”.
Ci siamo addormentati.

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