Scorribanda con l'ex




Scritto da Freelove,
il 2015-10-25,
genere etero

Le settimane scorrono veloci, i miei impegni lavorativi sono sempre in aumento, ma cerco sempre di trovare i miei spazi.
La palestra, gli amici, il sesso…
Quasi un equilibrio perfetto!
Quando non riesco ad allenarmi, mi vedo con Paolo, il personal, mi sottopone a un duro allenamento per poi ripagarmi con del sesso magnifico.
L’altra sera in palestra mi ha fatto godere quattro volte consecutive senza nemmeno penetrarmi, è un ottimo leccatore, devo ammetterlo!
Il bello è che non c’è obbligo di ricambiare… Quando sono davvero stanca ne approfitto, altrimenti ricambio eccome… Adoro dedicarmi al suo uccello e soddisfarlo!!
Andrea ultimamente sembra avere altri impegni ma saltuariamente troviamo il tempo di darci piacere reciproco e, da parte mia, posso comunque scegliere di vedermi con Marco o con Fabio, il feticista.
Stasera però ho voglia di evadere, Di inventarmi un’altra scorribanda…
Finisco di lavorare e poi mi fermo per un apericena con amiche. Alla fine parliamo sempre di sesso: c’è quella che si lamenta perché suo marito la trascura, quella che ha l’amante fisso da due anni e vive come se fosse bigama, quella che si concede avventure di una notte e poi ci sono io, ma faccio attenzione a non sbilanciarmi troppo le schioccherei troppo, Ahahah!
Stasera non so che inventarmi… Sono tentata di chiamare Marco ma non voglio diventare troppo scontata… Mentre rifletto mi sento chiamare – Amelia, ma sei proprio tu?? Quanto tempo…-
Mi giro sorpresa e riconosco Massimo, il mio ex dei tempi della scuola – ciao Max, che piacere rivederti!- dopo le presentazioni delle amiche mi fermo a parlare con lui, dobbiamo recuperare così tanto tempo.
Max è diventato un bel quarantenne, brizzolato, il fisico ancora atletico, lo sguardo sempre malizioso, discorriamo piacevolmente e mi chiede di cenare con lui.
Le mie amiche sono già tornare alle loro case da un po’, quindi… Perché no? Anche se la mia serata da scorribanda volevo farmela…
Accetto comunque, è contento, fa una telefonata (alla moglie probabilmente) avvisando che si fermerà a cena fuori.
Mi porta in un ristorante molto intimo, parliamo senza sosta degli anni trascorsi e quando lui mi chiede se sono sposata o single, mi viene naturale raccontare dei miei diversi “intrattenitori”.
Mi ascolta rapito, il suo sguardo acceso mi fa capire che si sta eccitando…
Gli propongo di partecipare alla mia serata scorribanda ma rimanendo solo come spettatore. L’idea mi è nata mentre lo guardavo, potremmo andare da qualche parte e fingerci una coppia poi trovare uno stallone per me e farti assistere impotente mentre mi faccio soddisfare..
Un po’ sbalordito dalla mia richiesta, esita, ma poi accetta…
Gli poso una mano sul sesso, è duro, sarà divertente!
Dopo cena prendiamo l’auto e andiamo fuori città, ho sentito di un club privè dove si possono fare scambi di coppie o cercare altro.
Arriviamo e ci dirigiamo al locale, una volta entrati ci sediamo al bancone del bar come una coppia stanca, fortuna vuole che oggi avevo il tailleur nero in ufficio, ho fatto qualche piccola modifica al look mentre Max guidava.
Ora senza camicetta e reggiseno il tailleur severo si è trasformato in un vestito molto sexy. Max assistendo al mio spogliarello in auto ha persino tentato di fermarsi per una sveltina ma gli è andata male, anzi, da strega quale sono, ho rincarato la dose e ho tolto pure le mutandine di pizzo mostrandogli la mia fichetta depilata.
La nostra conversazione ora, è incentrata sul sesso, mi chiede se vorrei far sesso con lui, ma sono poco interessata. Ricordo a malapena il sesso tra noi, quindi probabilmente non era granché. Max mi guarda un po’ avvilito, immaginava il contrario. Si avvicina una coppia sulla cinquantina, lei conciata come un puttanone da strada, lui con lo sguardo porcino e la pancia. Provano ad attaccar bottone e, senza preamboli, l’uomo dice a Max – perché non facciamo scambio di mogli?- anticipo Max nella risposta – cosa ti fa pensare che sarei minimamente interessata a scoparti? No, grazie. Cerchiamo altro, addio-
– brutta stronza pensi di averla d’oro?-
– non direi ma penso che tu ce l’abbia troppo piccolo!-
Max è preoccupato, teme una reazione dal tipo e non ha torto. Questo sembra voglia darmi uno schiaffo, ma un ragazzo gli blocca il braccio – hai sentito che ha detto la signora? Smammate!-
La coppia si allontana e io invito il ragazzo a bere qualcosa. Con evidente disgusto per la sua mancanza di mascolinità presento Max. mentre beviamo comincio a parlare con Manuel, è davvero un bell’esemplare: maschio mediterraneo, moro, occhi tenebrosi, barba di qualche giorno, indossa un abito classico sulla tshirt nera facendo così risaltare il suo bel fisico atletico.
-sei da solo o in compagnia Manuel?-
– da solo e in cerca di incontri interessanti-
– che ne pensi di unirti a me e mio marito? Vorremmo evadere dalla solita routine…-
– dipende, io non sono bisex, quindi noi tre avremmo ben poco da fantasticare-
– ne sei certo Manuel? Volevo proporti qualcosa di diverso, vero caro?-
Max finalmente si rianima sembra molto interessato a vedere come gestiró la cosa.
– certo tesoro, ma lascio a te la parola, sei molto più brava di me nell’arte del convincimento!-
Manuel non mi toglie gli occhi di dosso mentre la mia mano segue il bordo della giacca sfiorando la pelle. – bene, la mia voglia stasera è quella di trovare un bel maschio voglioso per farmelo fino allo stremo mentre mio marito si limiterà a guardare lo spettacolo. Ah e siccome questa sera sono particolarmente golosa, voglio che andiamo nella stanza di vetro! Te gusta chico?-
Non abbasso lo sguardo mentre parlo, Manuel mi squadra da capo a piedi soffermandosi sulle mie cosce accavallate da cui s’intravvede il reggicalze. È mio, l’ho già capito!
– d’accordo Amelia, la cosa m’intriga!-
– alt, c’è ancora un piccolo particolare, prima di andare di là, voglio controllare quanto sei attrezzato! Mica posso rimanere delusa non credi?-
Mentre passo vicino a Max lo bacio sulle labbra e sfioro il suo sesso, ce l’ha di marmo!!! Sorrido e vado con Manuel nei bagni.
Appena entrati Manuel, incurante degli astanti che stanno pisciando, si apre la patta e mi mostra fiero il suo cazzo.
È già in erezione, largo, la cappella grande, come piace a me, lo sfioro…pulsa…
– ok metti a cuccia il serpente, si torna di là-
Quando torniamo scopro con piacere che Max ha già prenotato la stanza di vetro, attraversiamo la porta accompagnati da un cameriere.
Nel corridoio buio sentiamo gemiti a profusione, l’atmosfera è elettrizzante!
Giunti alla porta il cameriere la apre e ci fa cenno di entrare.
La stanza é illuminata da candele, il letto enorme ha lenzuola di seta nera, specchi sul soffitto mentre le pareti sono libere da ogni addobbo, riflettono la luce delle candele posizionate strategicamente.
Vicino al letto c’è una grande poltrona di pelle, nera anche quella, invito Max a sedersi ma solo dopo averlo baciato intensamente.
Esegue senza proferire parola, sembra uno spettatore al cinema!
Manuel nel frattempo si è tolto la giacca e senza perdere tempo ha cominciato a toccarmi con ardore.
Rispondo alle sue carezze, mi sfila la giacca e si immerge tra i miei seni tesi, i capezzoli già eretti. Lecca, succhia, a volte morde strappandomi gemiti di dolore e piacere.
Mi solleva la gonna e sdraiandosi per terra esclama – perché non vieni a sederti sul mio viso?-
Lo faccio, è una posizione estremamente eccitante. Il mio viso è rivolto verso Max, alle sue spalle comincio ad intravvedere delle figure al di là dei vetri.
Avere un pubblico mi fa sentire ancora più porca, esattamente quello che ho pensato la volta che sono venuta qua e ho fatto la spettatrice.
Premo il mio sesso sul viso di Manuel, la barba sfrega sulle labbra già gonfie di desiderio, la sua lingua mi penetra con estrema forza. Sento le sue labbra stringere il clitoride mentre le sue mani stringono i glutei esposti, sento arrivare l’orgasmo, mi muovo più veloce, Manuel dà il meglio di se arrivando a leccarmi anche il culo. Il mio piacere raggiunge il culmine inondando Manuel che, senza perdere tempo, mi rovescia sul pavimento e spogliandosi mi sbatte sulla faccia il cazzo duro.
-leccami le palle e il culo! Voglio averlo ancora più duro per fartelo sentire meglio!-
Accolgo la richiesta con piacere, so che Max non perde nulla. Lecco, succhio lo scroto depilato di Manuel, è una goduriaaa…
Arrivo al suo culo che bagno per bene e quando ritorno a leccargli le palle con le dita comincio a penetrarlo… Geme di piacere – Amelia, tu si che sai come rendere un uomo eccitato!-
Ci spostiamo sul letto, ho voglia di farmi quel cazzo, lo afferro con la mano e lo attiro vicino a me. Manuel sembra un toro pronto per la monta, mi afferra per i fianchi e mi fa mettere a quattro zampe. Il mio viso è sempre rivolto a Max e quando il cazzo entra prepotente nella mia fica vogliosa, mi contorco dal piacere, gemo e mi accorgo che Max si sta masturbando intensamente. Gli mostro la lingua mentre Manuel mi monta a dovere, i suoi colpi decisi mi lasciano senza fiato. Il rumore del suo ventre contro le natiche sembra amplificato dal silenzio della stanza. Mi guardo intorno e vedo che al di là delle pareti molti hanno cominciato a Masturbarsi verso di me, alcuni si fanno spompinare dalle loro compagne, sono eccitatissima, comincio a godere intensamente, un’altra volta. Manuel accelera i colpi, sembra non finire mai, finisco riversa sul letto ancora ansimando per la fine dell’orgasmo.
Manuel invece è ancora li, pronto e di parola.
Stavolta si sdraia lui e io mi metto a cavalcioni – voglio il tuo bel culo ora, lo voglio sfondare!- mi passa la mano sulla fica in fiamme, si bagna le dita e mi prepara il culo. Lo penetra, lo allarga e poi, tenendomi le natiche larghe, appoggia la cappella ed esclama – fammi vedere quanta voglia hai del mio cazzone nel culo, impalati!-
Spingo verso il basso, sento la sua cappella farsi largo, è grosso e fa fatica, spingo più decisa, forse troppo, il cazzo scivola dentro fino alle palle, grido e rimango immobile, la fitta è lancinante. Manuel però non è della stessa idea, comincia a sbatterlo veloce, ogni colpo è una stilettata, mi passa un braccio sulla schiena per tenermi contro il suo petto, così i movimenti gli riescono più vigorosi.
Sto impazzendo, le fitte sono acute ma si alternano al piacere, grido, gemo…-vuoi che smetta? Ti faccio male? Io credo di no! Dimmi che lo vuoi, dimmi che lo vuoi tutto, dimmelo!!!-
La mia fica cola copiosa, il culo ormai abituato alle dimensioni dell’uccello di Manuel… -dammelo fino alle palle, fammi godere nel culo, fai vedere a mio marito come dovrebbe incularmi!-
A queste parole Manuel si sente spronato, mi scopa come un ossesso, mentre Max sentendosi tirato in causa gode spruzzando sperma fino al letto.
Godo ripetutamente ormai stregata da quel toro indemoniato, Manuel allora si sposta e posizionandosi davanti a me spruzza enormi quantità di sperma.
Me la ritrovo dappertutto, sul viso, sui capelli, sui seni, la sento scendere sul ventre fino alla fica.
Max non resiste, si avvicina e comincia a leccarmi, a pulirmi.
Con un gesto stizzito lo allontano -torna a sedere, non ti ho autorizzato!-
Ubbidisce. Mi guardo intorno e scopro che le pareti di vetro ora sono tutte inzaccherate di godute, è come se gli uomini presenti avessero voluto ricoprirmi di sperma. Mentre penso a tutto ciò Manuel torna all’attacco mi appoggia contro la parete e allargandomi le gambe comincia a scoparmi mentre il mio corpo è rivolto verso gli spettatori, li vedo avvicinarsi, i cazzi nelle mani, le bocche che attaccate al vetro mimano la voglia di leccarmi le tette e la fica.
Manuel è un ottimo scopatore, prosegue a darmi orgasmi “letali” ogni volta più intensi del precedente e quando mi vede finalmente sazia si abbassa e mi lecca dolcemente. Poi con il cazzo ancora teso mi porta davanti a Max, mi fa sdraiare sul letto a gambe aperte e comincia a masturbarsi. Gode spruzzandomi lo sperma sulla fica poi si veste, mi bacia e se ne va.
Max che ormai è stremato dalle innumerevoli seghe si avvicina, s’inginocchia e lecca tutto il piacere di Manuel, fino all’ultima goccia poi mi aiuta a rivestirmi. Usciamo sorridenti, è stata una bella serata.
Al bar ritroviamo Manuel, ci scambiamo i numeri e poi torniamo in città, è tardissimo e domani si lavora!

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