Schiavo, cornuto e umiliato da mia moglie (3)




Qualche settimana dopo il parto mia moglie Valentina ricominciò suo solito tran tran. Aveva 4 o 5 trombamici che a turno la scopavano in tutti i modi. A me era riservato l’onore di leccarle piedi, ascelle e figa. Il mio microcazzo era sempre chiuso nella cintura di castità, e anzi mentre prima del parto circa una volta alla settimana Valentina mi permetteva di sborrare tra le sue ascelle dopo decise che per almeno 4 mesi non avrei potuto svuotarmi su di lei in alcun modo.
Finalmente un giorno lasciato il bimbo (che aveva oramai 6 mesi) ai nonni, mi disse di andare con lei. Mi portò in un centro estetico, e si fece seguire. Prima si fece sistemare dall’estetista (una giovane ragazza cicciottella) le gambe ma poi mi ordinò di spogliarmi nudo, e venni completamente depilato. Diede all’estetista la chiave per aprire la gabbia e tagliarmi anche i peli attorno al mio pisellino. La ragazza non mancava di commentare quanto fosse piccolo il mio cazzetto. Mi misero smalto rosso sulle unghie dei piedi, smalto trasparente su quelle delle mani e una parrucca coi capelli rossi. Poi mi fece indossare delle autoreggenti bianche, una guepiere, scarpe di vernice bianche con 8 cm di tacco. Sopra quello uno spolverino e uscimmo per andare in un motel. Li in una stanza Valentina si fece spogliare, poi mi tolse lo spolverino e mi disse che oggi mi avrebbe permesso non solo di assistere alla monta col suo trombamico ma poi di di scoparla in figa.
Nudo con solo scarpe autoeggenti e cintura di castità andai ad aprire all’amico che bussava alla porta. Questo entrò e subito con Valentina cominciò una cavalcata furiosa. era un vero toro, con più di 20 cm di cazzo col quale trapanava senza sosta mia moglie che godeva a ripetizione. Dopo un periodo interminabile sentii anche lui grugnire e quindi venire dentro la figa di Valentina. Mi preparai, come di solito facevo per leccarla e pulirla, ma lei invece mi tolse la cintura di castità, e mi disse di penetrarla. Mentre le ero dentro lei diceva che le facevo il solletico, e io presi a tremare e godere come un coniglietto … appena si accorse che avevo goduto mi fece leccare tutto, e poi disse “ora tocca a te”!

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