Sara, la ragazza di mio cugino




Scritto da 36degrees,
il 2015-07-25,
genere etero

Sara è la ragazza di mio cugino Cristiano. Ha 20 anni, è molto alta, capelli lunghi castani lisci, occhi verdi e carnagione rosa chiaro.
Potrebbe tranquillamente essere una modella ma per ora studia all’università e la sua unica esperienza lavorativa è stata come commessa in un fast food.
La domenica è una tradizione per la nostra famiglia trovarsi con zii e cugini a pranzare a casa di quella che è mia nonna e da ormai più di un anno anche Sara è invitata essendo ormai parte della famiglia.
Per qualche tempo Sara mi apparve solo come la bellissima fidanzata di mio cugino; spesso provavo una forte invidia verso di lui, ma quando lasciavamo casa della nonna scordavo completamente Sara fino alla domenica successiva.
Col passare del tempo la mia attrazione verso di lei fu sempre più forte così che un pomeriggio mi misi a cercare il suo profilo su Facebook più per curiosità che per altro. A dire il vero speravo di trovarci delle foto interessanti che avrebbero agevolato la mia frequente attività masturbatoria ed effettivamente non c’era da rimanere delusi.
Nella sua foto profilo la si poteva ammirare in tutta la sua bellezza; era in piedi con un braccio appoggiato lungo un fianco, indossava un vestitino grigio, i capelli sciolti le ricadevano lungo le spalle, gli occhi erano ornati da un leggero tocco di matita nero mentre le labbra erano di colore rosso porpora così come lo smalto sulle unghie delle mani.
Notai subito quanti “mi piace” aveva sia nella foto profilo sia in quelle successive, dove persisteva nell’essere di una bellezza disarmante, tanto che pensai a quanto fosse improbabile che una ragazza così bella, estroversa e, a giudicare dal gran numero di foto che postava (molte delle quali in pose sensuali) esibizionista, potesse avere a che fare con un unico cazzo.
Sara, sempre a quanto notai scorrendo tra le sue foto e nei suoi post sul social network (che potevo vedere anche non avendola tra gli amici), era solita viaggiare molto. Ero consapevole che viaggiasse spesso in compagnia di mio cugino Cristiano, ma a quanto vidi faceva molti viaggi anche sola o in compagnia di amici.
Non so perché ma la mia mente associò subito quelli a dei viaggi nei quali, oltre a visitare le più belle città d’Europa e del mondo, si faceva anche delle gran belle scopate all’insaputa di quel cornuto di mio cugino.
Probabilmente le mie erano solo fantasie erotiche dettate dall’essere estremamente attratto sessualmente da lei, ma una delle prime cose che spiccava guardando il suo bellissimo e dolce viso era uno sguardo da ragazza furba, come se avesse sempre qualcosa da nascondere.
Ne ebbi conferma quando accadde ciò che mai avrei pensato potesse accadere.
Tutto cominciò con l’arrivo della calda stagione. Prima di allora, per un anno buono, non penso che Sara si sia mai accorta di nulla riguardo l’effetto che mi faceva, anche perché io non facevo molto per darlo a vedere.
Ma con lo scoppiare del caldo e il continuo innalzarsi delle temperature Sara si presentava la domenica sempre più scosciata, sempre più provocante, sempre più porca, almeno ai miei occhi.
Ogni volta che la vedevo così era un problema, il mio cazzo diventava sempre più duro al cospetto di una bellezza così angelica. Impazzivo letteralmente dentro vedendo quelle sue lunghe e bianche gambe e soprattutto i suoi piedini, con le unghie sempre curate e smaltate dello stesso colore di quelle delle mani; quelle mani che, sempre nei miei pensieri, dovevano aver impugnato con disinvoltura e provocato piacere ad un numero sconsiderato di cazzi.
Non indossò mai, almeno con quel caldo, scarpe da ginnastica, ma sempre qualcosa che le lasciava i piedini liberi di essere contemplati in tutta la loro bellezza.
Si accorse delle mie attenzioni verso di lei quando una domenica decisi di scattarle alcune foto riprendendola di nascosto da sotto il tavolo durante il pranzo.
A tavola ci trovavamo sempre seduti uno di fronte all’altra, con mio cugino a capotavola sulla mia destra.
Il giorno in cui decisi di fotografarla indossava un vestitino a righe orizzontali bianche e nere che le arrivava fino a sopra le ginocchia lasciandole scoperte le gambe; l’abbigliamento era completato da un paio di sandaletti neri con tacco.
I suoi piedi erano splendidi come al solito, le sue unghie color azzurro perla.
Il mio cazzo era duro come non mai.
Estrassi dalla tasca il cellulare e lo posizionai tra le mie gambe in verticale sulla sedia tenendolo fermo con una mano mentre con l’altra cominciai a premere il bottone dello scatto. Scattai una dozzina di foto alle sue gambe, volevo essere sicuro che almeno un paio venissero decentemente tra tutte quelle che sarebbero venute mosse.
Inizialmente Sara tenne sempre le gambe accavallate. Continuai a scattare sperando che da un momento all’altro le allargasse; “aprile, troia” è quello che pensavo e speravo tra me e me.
Appena questo avvenne smisi per un momento di scattare e cercai di aumentare lo zoom per fare in modo di riuscire a inquadrarla per bene in mezzo alle gambe, quindi scattai altre foto, almeno un’altra ventina. Riuscii persino a fare un breve video in cui intercettai qualche piccolo movimento dei suoi piedi. “Per una sega tutto fa brodo”, pensai.
Cercai per ultima cosa di zoomare proprio sui piedi, scattai tre o quattro foto fino a che il cellulare non mi scivolò dalle mani e cadde a terra provocando un forte tonfo.
Le mie sfortune (o fortune, a giudicare da ciò che sarebbe poi avvenuto) furono due; la prima è che Sara fu la prima a mettere la testa sotto al tavolo per vedere cosa fosse caduto. Non ci sarebbe stato niente di male nel fatto che mi fosse accidentalmente caduto il cellulare se non che, e qui è la seconda sfortuna, cadde proprio in prossimità del piede di Sara mentre sul display campeggiava a tutto schermo la foto delle sue gambe.
Mi gettai frettolosamente sotto il tavolo per recuperare il tutto e riuscii ad afferrare il dispositivo prima che Sara, abbassandosi a sua volta per raccogliermelo, lo prendesse.
Ero imbarazzatissimo. Non avevo la certezza assoluta che lei avesse visto la foto delle sue gambe sul display del mio telefonino, ma era difficile pensare al contrario.
Avrei voluto sotterrarmi dalla vergogna. Provai a pensare che magari Sara potesse aver pensato che la foto si fosse scattata da sola mentre il telefono cadeva a terra proprio dal lato del tasto della fotocamera, ma mi resi subito conto di quanto la cosa fosse stupida.
Il pranzo andò comunque avanti tranquillamente, lei non disse nulla anche se la notai spesso lanciarmi delle occhiate di chi pareva aver intuito quello che era successo.
Tornato a casa mi chiusi in bagno e consultai il nuovo materiale da sega che mi ero procurato. Scelsi le foto migliori e cancellai quelle troppo mosse.
Purtroppo non riuscii a capire dalle foto se Sara indossasse o meno le mutandine in quanto non erano così nitide, quindi lasciai spazio alla fantasia e immaginai che la troia sotto quel vestitino non indossasse nulla. Optai per una foto dove si vedessero bene sia le gambe sia i piedi e le dedicai una gran sega.
Ma quello che successe la domenica appena narrata fu nulla se paragonato a quello che avvenne due settimane dopo.
Passò una settimana in cui Sara non fu presente al pranzo della domenica. La immaginai in un altro dei suoi viaggi da single a succhiare il cazzo del fortunato di turno, in quanto mio cugino Cristiano era invece regolarmente presente.
Fui sollevato dal fatto di non vederla. Sinceramente, dopo quello che era capitato, volevo che passasse giusto il tempo perché lei dimenticasse tutto.
Invece la domenica successiva la vidi di nuovo ed era bella tanto quanto l’ultima volta che l’avevo vista.
Faceva ancora molto caldo e lei era scosciata così come la volta precedente.
Aveva soltanto un vestitino di colore differente e un paio di sandali questa volta senza tacco ma con zeppa di sughero.
Inutile dire che per il mio cazzo vederla fu l’ennesima festa, tanto che appena finito il pranzo sentii immediatamente l’esigenza di andare in bagno e dedicarle una sega.
Mi recai in bagno ma preso dall’eccitazione dimenticai una cosa fondamentale; fu così che circa 5 minuti dopo, mentre ero al massimo dell’eccitazione e a pochi secondi dal venire, Sara aprì la porta che avevo accidentalmente dimenticato di chiudere a chiave.
Lo spettacolo che si trovò davanti fu per me umiliante. Ero seduto sulla tazza del cesso con la schiena appoggiata al muro e le gambe distese in avanti sulla vasca da bagno. Con una mano reggevo il cellulare che mostrava una sua foto che avevo scaricato dal suo profilo Facebook e con l’altra mi segavo senza pudore.
Sara rimase impalata per pochi secondi che a me sembrarono una eternità, quindi chiese confusamente scusa e uscì dal bagno.
Ero un uomo distrutto, avrei voluto restare in quel bagno per sempre.
Mi decisi a uscire dopo una ventina di minuti, speravo che lei se ne fosse già andata e invece era lì, seduta sul divano del salotto. Inizialmente fece finta di nulla, immaginavo quanto la situazione fosse imbarazzante anche per lei. Poi mi si avvicinò e mi chiese ancora dolcemente scusa appoggiandomi una mano sulla spalla.
Passai l’intero pomeriggio sul letto a pensare a quanto ero stato coglione. Per un attimo arrivai anche a pensare che Sara avesse intuito qualcosa la domenica delle foto e che, presupponendo quello che stavo facendo in bagno, fosse entrata per umiliarmi in modo definitivo, anche se mi sembrò del tutto improbabile. Saltai persino la cena e restai sdraiato a fissare il soffitto fino a che, precisamente alle 21.47, il mio cellulare notificò l’arrivo di un messaggio e mi destò dai miei pensieri.
L’anteprima del messaggio dava un numero non memorizzato in rubrica.
Pensai si trattasse delle solite offerte promozionali e invece no.
“porcellino…ora so a cosa ti servono le foto delle mie gambe :P…
Questo il testo del messaggio. Il numero lo aveva sicuramente recuperato dal telefono di mio cugino.
Non potevo credere ai miei occhi.
Non appena lo lessi la mia prima sensazione fu quella di una grande liberazione. Il fatto che l’avesse messa sul ridere, forse quella faccina finale nel messaggio, mi fece stare in qualche modo meglio.
Rimaneva la mia pessima figura, quella di un 24enne sorpreso a masturbarsi in una posizione indecente sopra un cesso e con in mano un cellulare, ma mi sentivo in qualche modo meglio.
Restai indeciso sul da farsi. Inizialmente decisi di non risponderle, per prima cosa perché si trattava pur sempre della ragazza di mio cugino e non mi sembrava carino massaggiare con lei con lui all’oscuro di tutto, seconda cosa perché avrei dovuto come minimo riflettere per delle ore sulla risposta, non avendo nemmeno tutta quella confidenza necessaria per risponderle come avrei voluto.
Lasciai passare più di un’ora durante la quale rilessi il messaggio ricevuto svariate volte.
Mi soffermai su quel “porcellino”…se ne era presa lei di confidenza…ma è anche vero che aveva pur sempre il coltello dalla parte del manico.
Mi convinsi quindi di risponderle mantenendo un basso profilo. Questo fu il mio messaggio di risposta su cui ragionai per svariati minuti.
“Scusami Sara, è stato veramente imbarazzante per me oggi. Ti chiedo ancora scusa e per favore, non parlare con Cristiano di quello che è successo…sarebbe davvero umiliante per me, più di quanto lo sia già stato…”.
Pensai di inserire anche una parte dove avrei spudoratamente mentito dicendo di non avere foto delle sue gambe nel cellulare ma lasciai perdere.
Credetti quindi che tutto fosse finito ma un quarto d’ora dopo ricevetti un messaggio di risposta.
“Non ti preoccupare…posso almeno sapere se stavi veramente pensando a me??? 😛 :P”.
Ancora quelle faccine. Appena le vidi pensai a quanto le piacesse tirare fuori quella lingua, probabilmente lo faceva per abitudine. Dai messaggi che inviava non sembra avesse vent’anni ma sedici, massimo diciassette.
Avevo anche la sensazione, non so bene dire dettata da cosa, che da ogni sua frase trasparisse un’incredibile voglia di cazzo. A dire il vero ho sempre pensato che mio cugino non la soddisfi sessualmente a dovere e che lei cerchi continuamente avventure al di fuori della loro relazione.
“No…non stavo pensando a te…”. Risposi con queste semplici parole.
Appena diedi l’invio mi resi conto di quanto stupida fosse la mia risposta ma, d’altro canto, non potevo certo risponderle come avrei voluto “sì stupida troia, stavo pensando al tuo lurido visino da cagna, alle tue gambe e a come ti coprirei di sperma dalla mattina alla sera “. Non sarebbe stato carino da parte mia.
Passarono altri minuti e ricevetti la sua risposta.
:( “. Una faccina triste.
Mi eccitai subito al pensiero che la puttana, questo è quello che ormai ero sempre più convinto fosse, provava piacere nell’essere considerata oggetto da sega.
Seguì un suo nuovo messaggio a distanza di due minuti.
“se me ne dedichi una la prossima volta posso darti una mano…se vuoi…”.
Rilessi tutti i messaggi e stentai a credere che quella conversazione potesse essere reale.
La fidanzata di mio cugino mi aveva dato del porcellino e si stava offrendo, con toni più o meno scherzosi, di rendersi partecipe di una mia prossima sega.
Andai in bagno e sedendomi sul cesso mi masturbai per l’ultima volta nel corso di quella giornata.
Stavolta non ci fu nemmeno bisogno delle foto sul cellulare, fantasticai sulla mano di Sara che teneva stretto in pugno il mio cazzo e delicatamente la muoveva dall’alto in basso e viceversa. Al momento di venire mi alzai quindi in piedi e appoggiai il braccio sinistro sul bordo della vasca da bagno. Con la mano destra continuavo a segarmi tenendo stretto il cazzo e cercando di far uscire quel poco di liquido seminale che ancora avevo in corpo. Diressi il getto verso il basso immaginando che inginocchiata di fronte a me Sara attendesse i caldi schizzi di sperma sul suo volto e venni nella vasca da bagno.
Ripresi fiato, quindi feci una rapida doccia prima di andare a dormire.
Inutile dire che impiegai diverso tempo prima di addormentarmi, rimuginando su tutto quello che era successo durante quell’incredibile giornata.
Riuscii quindi a chiudere gli occhi a mezzanotte inoltrata ma il mio sonno fu interrotto dopo breve tempo.
All’una di notte circa ricevetti un nuovo messaggio. Era Sara.
Stranamente avevo lasciato la suoneria attiva e il rumore della notifica del messaggio mi fece svegliare.
Il messaggio conteneva un’immagine. La aprii.
La troia era distesa su un letto e nella foto che mi aveva inviato, probabilmente scattata proprio in quel momento, si vedevano in tutto il loro splendore le sue meravigliose gambe e i suoi piedi come in quelle foto che si scattano spesso le ragazze sulla spiaggia con il mare sullo sfondo.
“Lurida puttana” – pensai tra me e me.
Non risposi e dopo un quarto d’ora ricevetti un altro messaggio.
“non esagerare con le seghe…scherzo dai tranquillo…buonanotte…porcellino… :)”.
Non sapevo più cosa pensare. Da un lato era la ragazza di mio cugino e il timore che lui venisse a sapere del nostro scambio di messaggi e tutto il resto mi spaventava, dall’altro pensai che una gran figa, probabilmente ninfomane, mi aveva appena inviato la foto delle sue gambe e dei suoi piedi sapendo che mi ci sarei segato e mi apostrofava come porcellino come se volesse a tutti i costi che le dimostrassi di esserlo.
Tornai a coricarmi dopo aver riguardato per diversi minuti sul display le sue gambe e zoomato sui suoi piedini perfetti. Ero troppo stanco per masturbarmi di nuovo, il mio cervello diceva di farlo ma il mio corpo voleva solo riposare.
Feci uno sforzo, posai il cellulare sul comodino e senza tenere conto di quanto fosse diventato nuovamente duro il mio cazzo cercai di riaddormentarmi.
Quando mi svegliai il giorno successivo la prima cosa che feci fu guardare il cellulare quasi come a volermi accertare che non fosse stato tutto un lunghissimo sogno.
Il display segnalava un nuovo messaggio. Il numero di telefono era quello di Sara.
Lo aprii.
Il contenuto era qualcosa di sconvolgente.

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