Sara, bellissima Sara – IV parte




Avevamo rivissuto gli attimi esaltanti di tre anni prima.
Inginocchiati in terra, Sara tra le mie braccia, tra le mie carezze e i miei baci, avava avuto un orgasmo dolcissimo e totale. Si era masturbata a lungo. E io avevo goduto del suo piacere mentre le sue dita esploravano a fondo il proprio corpo.
Come tre anni prima.
Ma stavolta, nell’intimità di una piccola stanza d’albergo, lei, dopo aver goduto fino all’ultimo delle proprie carezze e delle mie, dopo poco tempo con un gesto assolutamente naturale era scesa di pochi centimetri per baciare il mio membro che fino ad allora era stato tra le sue dita. La naturalezza del gesto mi aveva sconvolto e il suo calore, la sua bellissima inesperienza mi avevano fatto venire in pochissimo tempo. Occhi negli occhi.
Ho goduto nella bocca di Sara mentre lei con gli occhi mi rassicurava: era bellissimo anche per lei, non c’era forzatura. Godeva del mio piacere come pocanzi io avevo goduto del suo.
Giacemmo poi a lungo l’uno sull’altra.
Sentire l’odore della sua pelle era inebriante ed eccitante.
Quasi arrivammo a sonnecchiare: un altro momento di tenerezza infinita.
– Zio… che ne diresti di farci una bella doccia adesso?
Il suo sorriso era una fitta al cuore: avrei desiderato averlo per sempre con me, al mio fianco.
La strinsi un attimo.
-D’accordo, piccolina, andiamo.
La nudità, che fino a un’ora prima ci avrebbe fatto arrossire, ora era una cosa naturale. Io guardavo famelico il suo corpo. Famelico di ricordi: volevo imprimere quei fotogrammi nella mente, per non scordarli mai più.
Percorremmo quei due-tre metri stretti come fidanzati.
– Zio… il tuo “coso” balla!
E ridemmo di gusto. Quella risata mi fece venir voglia di baciarla.
Entrammo nella cabina doccia insieme.
Risate e piccole grida: troppo fredda… troppo calda… non mi schizzare…
Furono attimi davvero rilassanti, dopo tanta tensione.
Ma in un attimo ci ritrovammo a guardarci mentre l’acqua ruscellava sui nostri corpi. Ho avuto l’impressione che lei fosse affamata quanto me di ricordare quei momenti: mi guardava in volto con gli occhi spalancati, incurante delle gocce che le schizzavano sul volto.
Senza dire una parola prese il bagnoschiuma e iniziò a passare la sua mano sul mio corpo. Non c’era nulla di erotico, era solo delizioso.
Mi rilassai completamente al suo tocco e lasciai fare a Sara.
Le sue dita mi passavano sul collo, sul torace. Scesero al ventre, sulla schiena.
Neppure mentre mentre lo prese in mano lavandolo delicatamente, insieme a tutto il resto, ci fu nulla di erotico. Era solo intimità. Bellissimo.
Si inginocchiò per passare poi ai glutei. Lasciavo fare guardandola. Lei di tanto in tanto mi guardava sorridendomi.
La mano affondò tra i glutei e lentamente, deliberatamente, Sara passò le dita in profondità fino a fermarsi sul mio ano.
– Posso?
La sua voce era un po’ roca.
Non dissi nulla ed un suo dito insistè ruotando intorno al mio ano.
Improvvisamente, senza un attimo di preavviso, ebbi una forte erezione.
Il suo sguardo divenne malizioso.
– Ma allora… non ti dispiace…?
Non sapevo cosa dire. Ero sorpreso dalla mia reazione. E… no, non mi dispiaceva.
Il suo sguardo divenne più profondo ed enigmatico.
Prese lo shampo e ne cosparse il medio.
– Sara cosa fai?
Non ero preoccupato. Forse tornava una punta di imbarazzo.
Si alzò e mi abbracciò. Un bacio profondo mi tolse il fiato.
Col volto vicinissimo al mio mi parlò con un tono basso e profondo che non le avevo mai sentito.
– Zio, tu oggi mi darai piacere in ogni modo possibile, entrerai in me e forse per qualche attimo proverò dolore.
Le parole intervallavano baci lenti alla mia pelle e alla mia bocca. Lo sguardo era di un languore estenuante, cambiando istante per istante sotto le gocce che le rotolavano giù sui seni.
– Dammi la possibilità di esplorarti come tu esplorerai me, per quel poco che posso.
Ero sconcertato, un calore forte e intenso mi salì alle temppie e la baciai forte.
Senza staccare i suoi occhi dai miei scese con la mano fin giù, ritrovò ciò che aveva da poco lasciato.
Sentii la pressione del piccolo dito carezzarmi l’ano in piccoli cerchi e la mia erezione divenne completa.
Ancora una volta mi trovai a guardare Sara dall’alto, accogliere il mio membro tra le sue labbra, nella sua bocca, sulla sua lingua, tra le sue gote.
Un mugolio di piacere lungo e basso mi uscì dal basso ventre mentre lei cominciava a muovere la lingua sul mio glande.
Insieme sentivo il suo piccolo dito aumentare la pressione chiedendo di entrare.
Mi rilassai e pochi attimi dopo Sara era dentro di me.
Solo di poco, ma era dentro di me. Senza dolore.
Vidi il suo volto sorridermi mentre continuava a dami piacere con la bocca. Ora lo strofinava sull’interno delle guance ed io mi sorpresi a concentrarmi sulle sensazioni che mi dava il suo piccolo andirivieni dentro di me.
Ad ogni affondo la sua presenza in me diveniva più consistente.
Un attimo: si fermò, il mio membro fu fuori dalla sua bocca. Ora mi guardava con una voluttà ed una lascivia impressionanti.
Senza dire nulla, solo col suo sguardo a rassicurarmi, iniziò a spinfgere il suo dito tentro di me ed io…
…io mi piegai un po per riceverlo meglio, poggiandomi alla parete.
Sara era DENTRO di me e mi guardava.
Con tenerezza iniziò a masturbare il mio ano e io cominciai a godere della sensazione e del volto e del corpo che erano laggiù, a piccolissima distanza dai miei occhi.
Come rassicurata da ciò che vedeva, riprese in bocca il mio membro e iniziò a prenderlo sempre più in profondità: più spingeva dentro di me, più lo voleva dentro.
Mi accorsi di non capire più nulla. Gemevo dal piacere. Un piacere totale, che stavolta coinvolgeva anche il mio “dentro”.
Sara era una tempesta ed io ero alla sua mercè.
Mi ritrovai a muovermi perchè volevo che lo sentisse tutto, ma anche perchè volevo sentire tutta la sua penetrazione.
L’acqua calda su di noi amplificava le sensazioni, ed io sentii montare l’orgasmo dentro i miei fianchi.
Protesi una mano… non so per fare cosa. Lei l’intercettò, la strinse e rimase così stringendo fortissimo la mia mano.
La sua bocca mi accoglieva fino in fondo, con piccoli movimenti che facevano urtare il mio glande sulla sua gola. Il suo dito ormai mi toccava nel suo moto continuo, parti interne che mi davano sferzate di piacere improvvise. Il contatto con Sara era totale: la sua mano intrecciata alla mia e i suoi occhi, incuranti dell’acqua, che fissavano i miei.
In un attimo mi “sentii” lei e venni. Venni senza preavviso, venni nella sua bocca, dentro di lei. Venni dentro di me, sul suo dito che mi esplorava con furia e tenerezza.
Le ginocchia mi si piegarono a tal punto che uscii dalla sua bocca.
Lasciò immediatamente la mia mano, ma non i miei occhi, e iniziò a masturbarlo per non interrompere il piacere che stavo provando, Un gesto del capo a scuotere via i capelli bagnati e fu subito di nuovo dentro la sua bocca.
Riuscii a non svenire, ma per un paio di minuti le mie sensazioni furono azzerate. Ricordo solo che quando “ripresi conoscenza” ero appoggiato al muro, l’acqua calda che mi inondava dall’alto, le ginocchia che mi tremavano e Sara.. la mia bellissima Sara, mi abbracciava li, in ginocchio, col suo viso sul mio ventre. L’espressione felice di chi…. beh, non lo so cosa possa dare una simile felicità. L’espressione felice di chi ha fatto godere il proprio uomo al di la di ogni possibile immaginazione.
Mi inginocchiai anch’io.
– Sara.. tesoro mio…
– Shhh! Zitto, zio. Zitto.
Pose il suo capo sulla mia spalla. La sentii rilassata ed ansimante e capii.
Senza toccarsi, senza che IO la toccassi attivamente, Sara era venuta. Aveva provato piacere FISICO in riposta al mio.
La strinsi a me piano e cercai di raccoglierla tutta nel mio abbraccio, baciandole in continuazione il capo.
Dio quanto amo questa creatura!

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