Rosso by Akai [Erotico]




Rosso di Akai New!

Note:

Per commenti, chiarimenti o anche due chiacchiere mi potete contattare ad: akaiaka@email.it

Note dell’autore:

Nel luogo che si va a creare tra la realtà e il mondo dei sogni tutto è sia reale sia immaginario.

La giornata era stata tremendamente stancante ma per fortuna ero quasi tornato a casa. Chiuso l’uscio alle mie spalle con un colpo del piede, l’unica cosa che mi premeva in quel momento era togliermi quegli strumenti di tortura che qualcuno chiama scarpe, slacciai in fretta le stringhe e con un rapido gesto rimasi scalzo. Dopo aver assaporato i primi istanti di liberazione dei miei piedi chiesi a voce alta
“C’è qualcuno?”
nessuna risposta. Perfetto, pensai, posso rilassarmi liberamente.
Lasciando le scarpe vicino la porta cominciai a percorrere il corridoio, tolsi la giacca e allentai la cravatta, bottone dopo bottone la camicia era ormai aperta quando entrai nel bagno. Con un gesto stanco lasciai cadere la giacca a terra e subito dopo la camicia e la cravatta.
Dalla finestra socchiusa entrava la luce arancio del tramonto ed una leggera brezza rinfrescante. Mi chinai verso la vasca da bagno ed aprii il rubinetto. Nel sentire il suono dell’acqua scorrere già pregustavo il relax che stava per venire. Quando ho bisogno di rilassarmi preparo un bel bagno caldo e profumato, se poi come allora ero solo in casa c’era tutta la prospettiva di stare in acqua a sufficienza per sentirmi rinato.
Qualche goccia di bagno schiuma era sufficiente per avere quel pacifico strato di bolle in superficie che riporta indietro tanti ricordi, finii di spogliarmi ed entrai nella vasca quando il livello dell’acqua era ancora a metà, ma faceva parte anche quello del rito. L’acqua che sale lentamente è come un massaggio che man mano che procede fa uscire la tensione dal corpo.
Quel sottile alito di vento che di tanto in tanto si faceva sentire era così piacevole che decisi di lasciare la porta aperta, se fosse tornato qualcuno in casa avrei sempre potuto chiuderla dandogli una spinta senza neanche uscire dall’acqua, così rimasi disteso nel tentativo di far uscire al più presto tutta la tensione accumulata nella giornata mentre ascoltavo i placidi suoni che filtravano dall’esterno, chiusi gli occhi e mi lasciai cullare dall’ondeggiare dell’acqua e dal suo leggero profumo di vaniglia. Completamente rilasciato e con i muscoli che si distendevano nuovamente ero sul punto di assopirmi, la carezza del vento sul viso mi strappò un sorriso ma la sensazione di qualcosa sul pene era nuova.
Pian piano dischiusi le palpebre, al tramonto era succeduto l’imbrunire e la luce cominciava a scarseggiare, ancora con gli occhi mezzo chiusi mi accorsi di una figura scura seduta sul bordo della vasca da bagno, allarmato feci uno scatto per tirarmi su ma essendo immerso risultò un’impresa oltre le mie forze
“è tutto ok…”
nonostante il mio scatto quella voce era così calma e ferma che sembrava irreale. Dopo un attimo di smarrimento la riconobbi
“… Anna!” (la fidanzata del mio coinquilino)
Il suo viso non lasciava intuire i suoi pensieri, era calma, come sempre del resto, i suoi occhi verde chiaro erano ipnotici e rassicuranti, proprio come il sorriso appena velato sulle sue labbra.
“Shh… continua a rilassarti…”
Senza la minima opposizione poggiai di nuovo la testa sull’asciugamano che stavo usando come cuscino, sentivo di nuovo le palpebre pesanti e man mano che si chiudevano il mio sguardo si abbassava, dal suo viso scesi al lungo collo e poi sulla spalla nuda se non fosse per la sottile spallina del suo vestito e poi giù lungo il braccio affusolato che si interrompeva sullo strato di bolle. Solo allora capii cos’era quella sensazione inattesa sul pene: era lei, lei che con le sue dita circondava il mio sesso e che fino a quel momento era rimasta ferma e calma. Al solo pensiero l’eccitazione mi percorse il corpo e si manifestò esattamente dove i nostri due corpi s’incontravano. Da rilassato e placido com’era all’inizio il membro iniziò a crescere ed irrigidirsi, lei rimase ferma, con la stretta salda ma gentile aspettando il massimo dell’eccitazione, io ormai con gli occhi chiusi assaporavo ogni più piccola sensazione di come lentamente le sue dita venivano aperte.
Poi iniziò a muovere la mano, lentamente percorse la lunghezza dell’asta, raggiunta la cima tornò indietro per qualche centimetro per finire di scoprire la cappella. Poggiò il polpastrello del pollice esattamente sotto la punta e dolcemente iniziò a fare dei piccoli cerchi e massaggiarmi, era così inteso che sentivo la mia eccitazione salire ancora. Continuando a tenermi il pene sommerso, quasi a toccare il ventre, iniziò a muovere la mano avanti e indietro per tutta la lunghezza dell’asta ma tornava sempre a massaggiare sapientemente la punta.
Aprii di nuovo gli occhi, ormai la schiuma era quasi del tutto diradata intorno al suo braccio e potevo osservare con quanta cura e dedizione muoveva le sue dita affusolate su di me.
Con lo sguardo risalii il suo braccio e mi fermai a guardare il ritmo cadenzato del suo petto. Ogni volta che inspirava premeva il seno contro la leggera stoffa del suo vestito permettendomi di intravedere i suoi capezzoli turgidi al di sotto, perfino con la poca luce nella stanza.
Avrei voluto il calore di quel petto contro il mio, la sensazione piacevole di essere circondato dalle sue braccia, piegai le gambe e mi lasciai scivolare nella vasca per immergere tutto il torso in acqua.
Espirai e scesi sul fondo, l’acqua calda quasi pungeva la pelle che fino a quel momento era rimasta fuori. Inspirai e tornai a pelo d’acqua, nel fare questo ruotai anche il bacino per farlo affiorare. Lei, che seguiva fluidamente tutti i movimenti del mio corpo con la sua mano che continuava a tenermi saldamente, al movimento del mio bacino alzò il pene e lo fece svettare completamente fuori dall’acqua.
Riprese il massaggio sensuale, sue e giù, percorrendo tutta la lunghezza, dalla base appena sommersa fino alla vetta più alta. Arrivata in cima giocava col precum che fluiva felice spalmandolo e trovandogli nuove strade per scendere a valle. E poi ricominciava il suo cammino su e giù.
La guardavo fissa negli occhi, ero completamente stregato da tutto quello. Lei ricambiava lo sguardo con un’espressione serena, calma, ma potevo vedere anche la sua determinazione. Accennò un sorriso e mi sussurrò
“… sai… anche io mi bagno molto…”
Non so perché ma arrossii e mi ritrassi spingendo di nuovo i fianchi sul fondo della vasca. In quel momento lei aveva la mano attorno alla base del membro, proprio a pelo d’acqua, mi lasciò scivolare liberamente nella sua soffice presa, era come ritrarsi da una penetrazione con la sola differenza che il pene ora era in un luogo più caldo. Lei percorse gli ultimi centimetri fino alla punta e poi delicatamente immerse anche la parte più sensibile della mia pelle. Riprese il suo dolce massaggio.
I suoi occhi sempre fissi nei miei era come se cercassero di raggiungere il luogo più profondo dentro me. La sua mano inarrestabile continuava a condurmi dolcemente ed inesorabilmente verso un piacere superiore. Mi spingeva sempre più vicino ai cancelli del piacere senza mai attraversarli, mi lasciava all’entrata facendomi pregustare quanto sarebbe stato liberatorio e appagante fare quell’ultimo passo. Ma era brava, dannatamente brava a portarmi per mano lungo la linea che separa la ricerca del piacere con il piacere stesso. I suoi occhi mi leggevano l’anima ed usavano quella conoscenza per portarmi ancora più vicino al traguardo. Ogni fibra del mio corpo desiderava ardentemente il piacere, il godimento che gli era stato mostrato così da vicino, lei se ne accorse e con un ultimo tocco del suo polpastrello sulla punta del mio sesso innescò la scarica di piacere che percorse l’intero corpo mentre dal mio cazzo si spargeva la crema bianco latte del mio sperma. La sua mano continuava a massaggiarmi per fare fluire tutto il mio piacere.
Svuotato da tutte le energie ma estremamente appagato rimasi fermo, sempre fissando i suoi occhi. Lei lentamente ritrasse la mano, prese un asciugamano e l’asciugò scrupolosamente.
“La cena sarà pronta tra qualche minuto, tu continua pure a rilassarti”
mi sorrise ed uscì dal bagno.
Chiusi gli occhi per lo sfinimento del corpo ma anche per assaporare gli ultimi sprazzi di piacere che continuavano a risiedere in me.

Quando uscii dal bagno la mia mente era completamente annebbiata, andai in cucina chiedendomi se tutto quello era successo d’avvero o se la mia immaginazione mi avesse portato dove mai prima. Vidi Anna e completamente ignaro di dove volessi arrivare, ma perfino da dove iniziare le dissi
“Dobbiamo parlare…”
In quel momento però si sentirono dei rumori dall’uscio di casa e lei passandomi affianco come se non mi notasse andò in contro al suo ragazzo.

Note finali:

Per commenti, chiarimenti o anche due chiacchiere mi potete contattare ad: akaiaka@email.it

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