Rivelazioni (storie vere) by sexmatt98 [Vietato ai minori]




Rivelazioni (storie vere) di sexmatt98 New!

Sono Lucia e voglio raccontare una mia esperienza. Meglio che mi presenti prima però. Ho gia detto che mi chiamo Lucia, sono sposata da una ventina d’anni con Andrea, e ho due figli maschi. Sono mora, capelli ricci, occhi verdi e porto gli occhiali, 175cm di altezza, il fisico leggermente grassotello forse a causa della gravidanza, quarta di seno con un bel culo sodo. La storia che vado a raccontare riguarda un periodo in cui non avevo ancora due figli ma solo uno. Lavoravo in un ristorante come cuoca mentre mio marito disoccupato badava al piccolino, ci eravamo sposati da nove anni, durante il quale nel secondo era nato Paolo.La nostra vita sessuale non era molto attiva, una volta al mese o due se eravamo fortunati, la cosa non mi pesava dato che avevo il turno lungo e finivo sempre la sera tardi. C’era un uomo, Danilo. Anche lui come me finiva tardi e spesso capitava che rimanessimo solo noi due nel ristorante con l’ordine di mettere apposto tutto e poi chiudere.Aveva un fisico atletico, pelato, occhi azzurri, con una corta barba. Ho capito subito che lui era attratto da me, mi lanciava sguardi quando pensava che non vedessi e cercava sempre di passarmi dietro strusciandosi contro di me. . La cosa all’inizio mi dava fastidio ma cercavo di non dire niente non volendo avere guai essendo lui un amico del proprietario. Ci feci l’abbitudine a quel comportamento pensando che non osasse spingersi oltre, o come mi sbagliavo. Una sera come le altre, eravamo soli, stavo mettendo in ordine quando arriva lui con dei fogli in mano.
-Luci devo darti una brutta notizia-
-cosa?-
-purtroppo a causa di qualche problema finanziario, il proprietario deve tagliare sul personale e mi ha chiesto di fare pulizia-
-ma io non posso perdere il lavoro, ho l’affitto da pagare e un bambino da mantenere- ero disperata, se avessi perso il lavoro tutto sarebbe andato a rotoli, non avrei potuto pagare l’affitto, non avrei potutto comprare l’attrezzatura scolastiche per Paolo.
-un modo per salvarti ci sarebbe-lo guardo speranzosa ma il mio entusiasmo svanisce subito quando vedo il suo sorriso malizioso e quello sguardo.
Mi si avvicina e mi bacia sulle labbra, io mi stacco subito mandandolo via arrabbiata.
-ma che fai?-gli urlo ma lui sventola i fogli con fare minaccioso. -se per una sera diventi mia tieni il lavoro ma se invece rifiuti quella è la porta-
volevo rifiutare, lo volevo ma non potevo, tutto dipendeva dal mio lavoro e cosi il mio silenzio diede risposta. sorrise maligno e tornò a baciarmi, questa volta non opposi resistenza, rimasi ferma come una statua mentre lui mi afferrava la lingua avvolgendola con la sua, facendomi sentire la sua saliva nella mia bocca. Le sue mani forti mi afferrarono i glutei con forza stringendo quasi volesse staccarmeli ed emisi un lamento.
-forza troia spogliati e fai il tuo lavoro- riluttante mi levai gli indumenti rimanendo in intimo ma lui fece di no con la testa e mi obbligò a levarmi anche quelli. Rimasi ferma davanti a lui con le tette e il mio bel boschetto nero al vento mentre lui si tastava il pacco.
mi prese per i fianchi e mi mise sopra il bancone, si tolse i pantaloni e vidi un cazzo enorme fuoriuscire. era enorme, molto di piu di quello di mio marito. senza avere alcun ritegno infilò due dita nella mia fica con violenza, con le due dita mi allargava mentre con il pollice mi provocava il clitoride. era troppo piacevole e iniziai a gemere piano piano, a lui la cosa piacque e infilò un terzo dito e affondò di piu dentro di me volendo farmi gemere di piu. mentre con questa mano giocava con il mio sesso con l’altra andò ad afferrare le mie tette, strizzando i capezzoli come per far uscire il latte. ero bagnata fradicia, non riuscivo a contenermi e lui lo aveva capito, volevo essere scopata dal suo cazzo e con le gambe aperte in quella posizione oscena non aspettavo altro ma lui invece continuava a giocare con me volendomi tormentare, e volendo che fossi io a chiederlo. Tentai di resistere ma ero presa dalla passione e fallii.
-scopami, scopami ti prego. infila il tuo cazzo dentro di me, che non ce la faccio piu-gli dissi tremante. lui sorrise e si strusciò la cappella gonfia sul mio boschetto ma senza farla entrare.
-voglio che spalanchi la tua fica da sola troia- non resistevo e cedetti, allargando la mia fica con le dita mostrando uno spettacolo terribilmente indecente ma la cosa era troppo piacevole.poi finalmente lo fece. con un colpo solo me lo spinse dentro facendomi sussultare e poi gemere mentre lo spingeva dentro e fuori prima a un ritmo controllato e poi piu piano volendo farmi ricordare il momento.
-di chi sei troia?- non risposi continuando a gemere e per risposta lui mi fece girare alla pecorina, mi prese per i capelli e iniziò a tirare schiaffi sulle chiappe come se fossi un animale. ripetè la domanda e quando continuai a gemere senza rispondere lui colpì piu forte facendomi urlare di dolore ma anche piacere. alla terza volta risposi.
-tua, sono la tua troia.-
-questo te lo farà ricordare- non capii il senso delle sue parole fino a quando non sentii che il suo cazzo stava fremendo, colta dal panico gli dissi di uscire ma lui continuò la monta senza sosta fino a rilasciare tutta la sua sborra dentro di me.
-noooo-gridai e lui mi tirò uno schiaffo facendomi stare zitta.
-in ginocchio troia-levò il suo cazzo da dentro di me e sentii la sborra calda scivolare per le mie cosce, mi mise in ginocchio e spinse il suo cazzo dentro la mia bocca ordinandomi di pulirlo per bene. obbedii leccando per bene la cappella e insalivandolo per bene fino a che non fu rimasta una sola traccia di sborra. mi tenne la testa ferma con il cazzo ancora in bocca e sgranai gli occhi quando sentii che mi stava pisciando dentro, provai a staccarmi ma fu inutile e bevvi tutto.
-ora voglio che quando torni a casa, tu ti faccia scopare dal cornuto e venire dentro. voglio che pensi a me mentre senti il suo piccolo cazzo entrarti dentro-mi rivestii e quando feci per andarmene lui mi fermò.
-ricordati Lucia di dire a tuo marito che passi la notte da una tua amica domani, chiaro?- io annui senza dire una parola e mentre faccio per andarmene mi tira un bello schiaffo al posteriore facendomi gemere per il dolore degli schiaffi precedenti. quando tornai a casa feci quello che mi aveva detto, scopai con mio marito pensando a lui e venni non so quante volte sono venuta pensando a lui che mi prendeva con la forza. quando abbiamo finito mi sono sentita in colpa ma il giorno dopo ero in macchina di Danilo a spompinarlo per bene, non fecimo piu sesso normale. mi fece provare l’anale, mi umiliò facendomi bere la sborra e il suo piscio ma non mi venne piu dentro la fica dicendo che avevo un culo da pornostar e preferendo sborrare là dentro. una settimana dopo ho scoperto di essere incinta, se fosse di mio marito o di Danilo ancora non lo so ma da quando ho partorito ho lasciato il lavoro e mio marito si è trovato un occupazione. non vedo Danilo da anni ma quando mi masturbo rivivo i momenti passati insieme e a volte penso di cercarlo ed essere di nuovo la sua troia. Ancora non ho fatto nulla, i miei figli crescono bene e per il momento penso a loro ma mi manca il periodo con Danilo. Chissà che un giorno non ripeterò l’esperienza.

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