Regalo di compleanno by Elena86 [Vietato ai minori]




(Elena)

Elena aveva programmato una gran bella serata per il suo amante! Oggi era il suo compleanno, Compiva 37 anni! Elena ne aveva solo 24 ma a lei non importava, era innamorata, o almeno credeva di esserlo. Per lui non era così, lei per Piero era solamente l’amante, una bella, giovane e sexy donna da scopare. Piero era felicemente sposato, ma lui voleva di più ed Elena era bravissima nel dargli quel qualcosa in più di cui aveva bisogno! Quando aveva visto in palestra quella ragazza, aveva subito avuto un’erezione! Era entrata, con il suo metro e sessantacinque, i suoi capelli rossicci quasi castani, mossi e raccolti, i suoi occhi blu come l’oceano e la sua terza di seno. Aveva un top bianco al cui interno le tette ballavano, chiaramente libere dal fardello del reggiseno. E poi gli shorts. Quando lo aveva superato era rimasto ipnotizzato da quel culo. Così sporgente, cosi tondo e con quegli shorts aderenti poi… i suoi glutei erano perfettamente modellati. Si vedeva anche la linea dell’elastico delle mutandine. Si era messa a fare l’allungamento, e aveva goduto della visione del suo corpo mentre si affannava in posizioni involontariamente provocanti! Tutto era provocante di lei, anche quando non voleva esserlo. Le si era avvicinato, con la scusa di farle vedere come si usava un attrezzo, e l’aveva toccata, annusata. Dopo qualche settimana da quell’incontro erano finiti a letto insieme e la loro relazione clandestina durava ormai da due anni! A lei bastava averlo per se stessa quando stava con lei, era sufficiente, non gli aveva mai chiesto di abbandonare la famiglia e i figli. Sarebbe stato da egoisti! Del resto lui non aveva mai fatto problemi con le sue altre relazioni! Anzi, la gelosia lo arrapava ancora di più! Insomma la loro era una relazione di sesso.  

Quella sera Elena aveva preparato una festa di compleanno con i fiocchi. Aveva preparato tutto nei minimi dettagli, facendosi aiutare da un’amica. Aveva dato appuntamento a Piero per le 20:30 a casa sua, gli aveva raccomandato di essere puntuale e di portare la copia delle chiavi dell’appartamento che Elena gli aveva dato! Gli aveva promesso una bella sorpresa. Elena aveva preparato una torta, quella preferita di Piero, era sul tavolo, in bella vista, con una scritta fatta con la panna: tanti auguri! Una bottiglia di champagne dentro ad una scodella con del ghiaccio. Lei si sarebbe fatta trovare con le braccia legate dietro la schiena, con gli avambracci fasciati da delle manette in cuoio e legati tra loro con una corda, Elena aveva comprato il tutto in un sexy shop appositamente per la serata. Si era fatta bendare dall’amica in modo che non potesse vedere nulla. Una fascia rossa le bendava gli occhi, e altri laccettini rossi le legavano i capelli, le addobbavano le braccia, le caviglie e le cosce. Indossava un top bianco trasparente non attillato ma anzi gorgheggiante, stile un po’ retrò, che lasciava scoperte le spalle e che accoglieva l’abbondante seno di Elena privo di reggiseno. Un perizoma bianco di pizzo trasparente all’altezza della vagina completamente depilata per l’occasione, come il resto del corpo! Per finire dei tappi per le orecchie. Voleva essere totalmente indifesa, completamente nelle mani del suo amante, che avrebbe potuto fare di lei ciò che voleva. Questa era sempre stata una sua fantasia, e aveva finalmente avuto il coraggio di metterla in atto! Il resto del tavolo era colmo di articoli da sexy shop, che il suo amante avrebbe potuto usare a suo piacimento. Vibratori di tutti i tipi e di tutte le dimensioni, corde, frusta, viagra, una crema al cortisone per rapporti anali e preservativi di tutti i tipi! Elena aveva comprato tutto online! In più aveva posizionato in bella vista una fotocamera, una videocamera, e un’altra videocamera anch’essa con un fiocchetto posta su un tre-piede, altro regalo per Piero. Altro segnale per lui, avrebbe veramente potuto fare ciò che voleva di lei! L’amica le tirò via un tappo per le orecchie, e le ripeté per l’ennesima volta che era pazza, Elena annuì, e le diede l’ok finale. L’amica le rimise il tappo, la imbavagliò, con una cintura di cuoio che legò dietro la nuca di Elena, e con una pallina di gomma che Elena non poteva fare altro che stringere, ma nessuna parola avrebbe potuto pronunciare! La cosa le procurava un’enorme salivazione. L’amica mise Elena a sedere sul divano. C’era ancora qualche minuto di margine, quindi decise di divertirsi un po’. Elena sentì il suo capezzolo tirato e il suo seno schiaffeggiato. Era la sua amica che faceva la scema. Poi sentì le dita di lei che le tormentavano i fianchi, la pancia, le cosce e la piante dei piedi. Le stava facendo il solletico, Elena lo soffriva molto e l’amica lo sapeva. Ogni tanto infatti approfittava di questa debolezza dell’amica per divertirsi un po’. Elena non poteva sentirla ma la sua amica stava ridendo come una matta mentre lei invece mugolava e sbavava, paonazza in volto, si contorceva cercando inutilmente di difendersi con il seno che le ballava da tutte le parti. Le fece pure una foto col cellulare, anzi documentò proprio tutto. Così per poterla “ricattare” e prenderla in giro in futuro! Mise il fogliettino con scritto buon compleanno attaccato all’ingresso della porta e se ne andò, lasciando l’amica legata, bendata e imbavagliata nelle mani del suo amante.

Piero stava arrivando. Negli ultimi mesi le sue prospettive erano cambiate. Alla fine aveva deciso che sua moglie era una donna fantastica, amava i suoi figli e non voleva rischiare tutto per una puttanella! Stasera le avrebbe detto che era finita. Era più deciso che mai. Parcheggiò la macchina ed entrò nel condominio dove stava Elena. Si avvicinò alla porta di Elena, lesse il biglietto che le aveva lasciato, prese le chiavi, le fece girare nel buco della serratura ed entrò.

Andrea stava rientrando dal lavoro come tutte le sere. Entrò nel condominio solo poche decine di secondi dopo Piero. Ma non lo aveva visto. Salì le scale, l’ascensore non lo avevano ancora aggiustato. Pensava ad Elena, la sua vicina! Una ragazza fantastica, bellissima. Ne era rimasto colpito fin dalla prima volta in cui l’aveva vista, 3 anni prima quando Elena in uno slancio di euforia e follia inconsapevole aveva deciso di uscire dal guscio familiare ed iniziare una nuova vita da indipendente. Aveva preso in affitto l’appartamento accanto al suo e l’aveva vista mentre faticava per le scale (ascensore già allora roto) portando un televisore. L’aiutò e la sua vita cambiò. Quante volte avrebbe voluto invitarla a cena, quante volte avrebbe voluto baciarla, toccarla e fare l’amore con lei. Ma non aveva mai trovato il coraggio! L’aveva vista perdere tempo con uomini decisamente non alla sua altezza per tutto quel tempo, e questo un po’ lo faceva arrabbiare! Pensava a tutto questo Andrea, mentre raggiungeva l’ultimo pianerottolo sul quale si affacciava il corridoio dove abitavano lui ed Elena! Vide la porta di Elena spalancarsi ed un uomo sudato e visibilmente sconvolto correre via senza neanche chiudere la porta e precipitarsi giù dalle scale! Era quell’imbecille con cui Elena perdeva il suo tempo. Dopo qualche secondo Andrea mise a fuoco la scena che aveva visto, in un attimo di terrore temette il peggio. Si precipitò dentro l’appartamento di Elena, pronto a chiamare il 118! Ma quello che vide lo spiazzò completamente! Elena era seduta sul divano, impacchettata ed infiocchettata come un pacco regalo. Era seminuda, legata e bendata. Il tavolo era apparecchiato con una collezione invidiabile di articoli da sexy shop, inoltre c’era una torta e una bottiglia di champagne, con due bicchieri di cristallo. Vide le videocamere e la fotocamera. Era decisamente sconvolto. La ragazza dei suoi sogni, che da anni desiderava, era li, a pochi metri da lei, completamente indifesa e a sua disposizione!

Elena stava cominciando a preoccuparsi. Non poteva vedere, ne sentire, ne muoversi, ne parlare. Il tempo sembrava non passare mai. Pensava che era normale in quella situazione. Si chiedeva se Piero stesse ritardando. Sarebbe stato spiacevole rimanere bloccata lì. Era una cosa a cui non aveva pensato. Aspettava da un istante ad un altro che la sua pelle reagisse ad un contatto di qualsiasi tipo. Aveva tutti i sensi attenti al massimo, nel tentativo di captare qualsiasi rumore o traccia visiva, ma era tutto inutile! Sentì una mosca posarsi su un braccio, che sussultò improvvisamente! Anche la pelle era ora sensibilissima. Elena non poteva sapere che Piero era entrato e fuggito. Aveva visto la scena più eccitante della sua vita. La visione di Elena, la ragazza che ogni uomo desidererebbe, seminuda, legata e a sua completa disposizione, in un modo così plateale che si era eccitato come mai gli era successo. Ma in un momento di lucidità aveva visto la vita che avrebbe potuto condurre con la sua famiglia, questa serata avrebbe potuto compromettere quella vita definitivamente. Infatti credeva che non sarebbe più stato capace di separarsi da Elena se avesse accettato questo regalo. Regalo che prima o poi molto probabilmente avrebbe sancito la fine del suo matrimonio. Decise in un istante di fuggire, perché temeva che se avesse aspettato anche soltanto un secondo di più, non sarebbe più tornato indietro!

Andrea, era incredibilmente eccitato, ma riuscì a mantenere la lucidità, chiuse la porta a chiave, che si mise in tasca. Si affettò un pezzo di torta e si versò un bicchiere di champagne. Si mise a sedere, gustando il pasto. Elena era solo a pochi metri da lui, seduta, la sua respirazione era profonda ed intensa. I suoi capezzoli erano chiaramente visibili da sotto il top semitrasparente che indossava. Il suo corpo era fantastico. Stava li a contemplarla, gustandosi la torta e lo champagne. Elena ormai era una corda tesa al limite. Si chiedeva mille cose. La sua testa era in subbuglio, il suo corpo era in subbuglio. Andrea finì lo champagne, e si alzò.

 

(Morpheus)

Nemmeno lo Champagne, con le sue bollicine e il suo alcool, era servito a dargli il coraggio di fare qualcosa.

Andrea si trovava su una china pericolosa, sapeva perfettamente qual’era la cosa giusta da fare, liberare Elena, spiegarle ciò che aveva visto e cogliere l’occasione per farsi avanti. Per dirle finalmente cosa provava per lei.

Il problema era che si insinuava un tarlo nella sua mente, sempre più insistente, sempre più forte.

Cosa voleva veramente da Elena? Per tre anni si era consumato nell’illusione di un sentimento che in realtà esisteva solo nella sua mente. Lei lo aveva ignorato spudoratamente per tutto quel tempo aveva sfacciatamente fatto in modo di non accorgersi del vicino gentile e innamorato che si struggeva a pochi metri dalla porta di casa sua.

Dopo tutto quel soffrire, cos’era rimasto?

La voglia del suo corpo.

Quante volte la fantasia di prenderla con la forza si era sostituita ai voli pindarici di romantiche dichiarazioni d’amore e di baci romantici dati sotto la pioggia.

Sì versò altro Champagne e lo bevve d’un fiato. Poi sorrise, in realtà quelle esitazioni erano le ultime rimostranze della sua coscienza. La verità era che aveva deciso fin dal momento in cui aveva chiuso la porta.

Chissà se fosse riuscito a non farle sapere che era lui.

C’erano dei preservativi, molti, tra le cose che lei aveva lasciato al suo amante.

Una donna riconosce la differenza tra due cazzi se questi sono coperti da preservativi?

Dipendeva dalle dimensioni del cazzo dell’amichetto di Elena pensò.

Cosa fai se se ne accorge? Si chiese.

E nella sua mente tornarono vivide le immagini delle sue fantasie violente.

Prese una pastiglia di Viagra.

Sapeva che doveva passare un’oretta prima di cominciare a godere degli effetti della pastiglia miracolosa e così si preparò a sparare la sua prima cartuccia in modo naturale ma senza alcuna fretta.

Raccolse un po’ dei gadget che Elena aveva preparato per farsi usare e si premurò di accendere la videocamera.

Elena respirava tranquillamente e profondamente, ancora del tutto ignara della sua presenza.

Le si avvicinò osservandola con gusto. Accidenti se è bella, pensò, avvicinandosi.

Al tocco delle sue mani Elena sobbalzò sorpresa, ma subito dopo, pur con la bocca ostruita dalla palla rossa, i bordi delle sue labbra si sollevarono in un sorriso radioso.

Andrea le liberò il seno che ballonzolò rigoglioso davanti ai suoi occhi bramosi per qualche attimo.

Lasciò campo libero alla videocamera qualche istante e poi vi si dedicò con tutta la brama che tre anni di attesa gli avevano messo in corpo.

Erano esattamente come le aveva immaginate. Grandi, sode, morbide, calde. Aveva perfino indovinato forma e colore dei capezzoli, tondi e scuri, che finalmente stringeva tra le dita.

Andrea si spogliò in fretta e tornò a trastullarsi con quelle magnifiche tette pochi attimi dopo. Ci rovesciò in mezzo un’abbondante spruzzata di lubrificante e si mise perfettamente di fronte ad Elena, la tirò a se e ci fece scivolare il cazzo, duro come mai prima in mezzo a quelle due meravigliose collinette.

Elena lo aiutava, spingendo in fuori il petto e lui schiacciava quei seni meravigliosamente lubrificati l’uno contro l’altro mentre con colpi secchi di bacino letteralmente se li scopava.

Quante volta aveva immaginato quella scena? e la realtà era ancora meglio della fantasia, in mezzo a quelle tette stava meglio che in qualunque altro posto fosse mai stato prima.

Fece una piccola pausa e slacciò la cinghia di cuoio che imbavagliava Elena.

Appena libera lei gemette un lungo -Sì- cercando con la lingua il suo cazzo.

Andrea le tenne la testa di modo che lei non potesse afferrarlo tra le labbra, lasciandole solo la possibilità di lambirlo con la lingua.

Obbediente e docile Elena, afferrato il messaggio, smise di cercarlo con la bocca e gli offrì la lingua. Andrea lo puntò alle sue labbra e la guidò nelle lappate, godendosi il suo lavoro magistrale. Ormai aveva perso ogni freno e ogni remora, stringeva i capelli della ragazza, guidandone i movimenti e gustandosi il piacere di quella devozione che non era rivolta a lui. Sopraffatto dall’eccitazione si staccò da Elena per non venire troppo in fretta e godersi il più possibile quel gioco perverso.

Dopo qualche attimo di indecisione sul da farsi si rifece sotto, la afferrò per le cosce e la fece piazzare sul bordo del divano, subito dopo le tolse le mutandine e si accuccio in mezzo alle sue gambe.

Andrea contemplò la fica di Elena come il fiore proibito a cui tanto assomigliava così depilata. Le grandi labbra schiuse erano petali rosei e l’eccitazione di lei il nettare da gustare.

Avvicinò le labbra e succhiò violentemente la carne di lei che, libera dal bavaglio, eruppe in gemiti di piacere.

Alternò lunghe e profonde leccate a voluttuose succhiate del clitoride che ormai gonfio e turgido al limite, svettava tra le pieghe delle grandi labbra. Poi lentamente spinse dentro di lei uno dei vibratori che erano stati preparati apposta per quello scopo.

Elena si agitava in preda all’eccitazione e quando Andrea accese il dildo cominciò a godere come una matta.

Abbandonando ogni precauzione ed ogni esitazione le prese la testa e le cacciò il cazzo in bocca con una certa violenza, fin dove riuscì a spingerlo, cominciando a scoparla così, mentre il dildo le vibrava all’impazzata tra le cosce.

 

(Elena)

Elena era ormai in un’altra dimensione. Il vibratore nella vagina svolgeva egregiamente il suo lavoro e senza pietà roteava dentro la fica di Elena, a fondo, stimolando con continuità e velocità devastante le parti sensibili della sua vagina. Il clitoride le scoppiava e ogni tanto, inavvertitamente, Andrea lo strizzava, rubando qualche urlo di piacere a Elena. La sua fica ormai secerneva il liquido del piacere con una continuità impressionante, bagnando la sua vagina come mai  le era successo prima. Inoltre quel cazzo era decisamente più in forma  e più grosso del solito. Evidentemente il regalo era piaciuto a Piero. Le mani dell’uomo le cingevano la nuca spingendo la testa di Elena in avanti. Il suo bacino martellava la sua bocca, che così era tutta piena di quel cazzo. La bocca di Elena veniva scopata brutalmente. Il cazzo le arrivava fino in gola, la sua mascella era in difficoltà a contenere tutta l’esuberanza del suo amante. Non le lasciava il tempo di respirare.

Elena aveva la bocca piena di saliva, che non riusciva ad ingoiare e che quindi le fuori usciva dalla bocca, andando a lubrificare ancora di più il cazzo di Andrea e scendendo come rivoli dagli angoli della sua bocca. Tutta quell’irruenza, il fatto di non potersi muovere o sottrarsi in alcun modo, il fatto che non poteva vedere quello che stava succedendo o sentire alcun rumore rendeva Elena sensibilissima a tutto ciò che stava succedendo al suo corpo, senza che riuscisse a realizzare con precisione cosa stava avvenendo. Inoltre il fatto che non poteva sentirsi trasformava i suoi gemiti in veri e propri urli quando la sua bocca era libera. Non agiva in lei l’automatico sistema che il cervello umano adotta per regolare il volume della voce, niente istinti inibitori che volevano evitare di far sapere ai vicini cosa stesse succedendo, solo l’esternazione più sincera del piacere che stava provando.

Tutta questa situazione moltiplicava il piacere provato da entrambi. Finalmente Andrea venne dentro la bocca di Elena, venne urlando anche lui, svuotò il suo sperma tutto dentro la bocca di Elena, senza curarsi minimamente di lei. Quando si riebbe dal piacere indescrivibile che quell’orgasmo gli aveva provocato, vide Elena. La saliva e il suo sperma le colavano dalla bocca abbondanti, tossiva, era rossa paonazza, la fica era un lago, il bacino era in preda a spasmi muscolari, la vagina si contraeva ritmicamente e spruzzava… spruzzava.

Andrea a questo punto guardò il tavolo, guardò l’orologio e facendo un volo con la sua mente sulle prossime ore ebbe una folgorazione e cominciò a capire cosa avrebbe potuto fare quella sera con quel corpo. Elena, totalmente indifesa, totalmente a sua disposizione. Tutte queste sensazioni gli riempirono la testa e lo fecero quasi svenire. Quando si riprese decise di agire con calma, di sfruttare tutto quello che poteva avere a sua disposizione. La telecamera messa su un tre piede aveva ripreso tutta la scena del pompino. Riguardò un momento il girato… era perfetto.

Quindi prese un momento la fotocamera, fece delle istantanee del suo seno lucido e con i capezzoli oscenamente turgidi e appuntiti, del suo volto provato e sconvolto dal piacere, della sua fica,bagnata e impegnata dal vibratore. La fece mettere in piedi, fece delle istantanee del suo culo. Quindi posò la fotocamera. Elena era in piedi, davanti a lui… bellissima.

Afferrò quei seni… li baciò, succhiò i capezzoli, poi le sue mani affondarono in quel culo monumentale, sodo, ma anche soffice da accarezzare e stringere, alto. Stringere quelle chiappe gli dava una sensazione di piacere strana da descrivere. Andrea aveva sempre avuto una predilezione per i bei culi succulenti. E la prima visione che ebbe di Elena fu proprio del suo culo, per le scale, stretto in una tutina ormai rimasta un po’ piccola, che lasciava intravedere l’elastico delle mutandine. Buon modo per presentarsi pensò. Adesso finalmente quel culo poteva essere suo… ma non ancora… tutto a suo tempo.

Andrea per il momento rimise il bavaglio ad  Elena. Quindi prese una frustina dal tavolo. Colpì una prima volta Elena nella pancia, piano. Elena però si agitò parecchio, sbuffava, la pancia divenne rossa, poi rimasero i segni delle terminazioni del frustino, poi niente più. Andrea quindi colpì un’altra volta e poi ancora. Elena cercava di muoversi, ma aveva anche le gambe legate ed era tutto inutile. I laccetti rossi al collo, alle braccia, alle cosce e alle gambe, le sue tette che ballavano impazzite. Quindi iniziò a colpirla sul culo, sul seno, sulla fica, sul ventre. Elena sbavava, i capezzoli sembravano dovessero scoppiare, e al minimo tocco delle sue dita Elena urlava. Stessa cosa per il clitoride, mai visto uno più gonfio e sensibile di questo. Andrea la colpì ripetutamente e per minuti interi nella fica, fino a che Elena era sdraiata, rossa paonazza, le tette piene della sua saliva, la fica incredibilmente bagnata e sensibile che sussultava e si contraeva al minimo tocco.

Elena era confusa, non sapeva più distinguere tra dolore e piacere, non sapeva più in quale parte della sua casa era, non sapeva dove era Piero, o meglio quello che lei credeva fosse Piero, rispetto a lei, e non sapeva cos’altro aveva in mente, non sapeva che ore erano, quanto tempo era passato dal momento in cui era iniziato tutto, e quanto ancora sarebbe durato.

Andrea quindi la prese per mano, la riportò al divano e la mise a pecorina, in modo da avere il suo bel culone proprio davanti alla sua faccia. Il vibratore era sempre dentro che svolgeva il suo dovere… se ne era dimenticato. Poco male, lo avrebbe lasciato li per il momento. Quindi diede un sonoro schiaffone nel culo di Elena, poi un altro più forte, poi ancora più forte. Il potere che aveva su di lei lo inebriava. Aveva ormai il cazzo durissimo… ma non era ancora il momento per usarlo a dovere. Diede dei colpetti con la mano alla fica di Elena, che trasalì. La mano ritornò molto umida. Andrea quindi affondò la sua lingua tra quelle labbra, dentro la vagina, intorno al clitoride. Quindi allargò le chiappe di Elena. L’ano della ragazza apparve in tutto il suo splendore. Pulito, depilato. Andrea infilò dentro un dito. Passava bene. Anche dentro il culo di Elena era bello pulito e roseo. Aveva proprio pensato a tutto per rendere la serata di Piero perfetta. Quello che non sapeva era che aveva regalato il suo corpo ed una serata perfetta ad un’altra persona.

Leccò un momento quel buchetto, poi ci infilò dentro un dito, fino in fondo. Elena inarcò la schiena e mugolò. Poi due dita, e di nuovo fino in fondo. Poi tre dita e ancora una volta penetrò il culo di Elena finché poté. Poi iniziò a martellare l’ano con quelle tre dita. Andrea però aveva ancora qualcos’altro in mente. Dal tavolo prese un dildo, bello grosso, anche se c’erano di più grossi, ma Andrea pensò che sarebbe arrivato il momento anche per loro. Appoggiò il dildo sull’ano di Elena e fece pressione. Il dildo procedeva, Elena sentiva quell’arnese farsi strada dentro il suo culo indifeso ed indifendibile, piano piano, con il bruciore che aumentava, le pareti dell’ano che si allargavano al passaggio dell’intruso che ne vinceva la resistenza.

Andrea andò aventi mentre la schiena di Elena si inarcava sempre di più per cercare di ridurre il dolore, facilitando così la penetrazione. Sembrava un rodeo. Elena dimenava anche il bacino, come un cavallo che volesse disarcionare il proprio cavaliere, senza speranza di successo. Mentre affondava i gemiti di Elena diventavano sempre più acuti. Quando il dildo fu finalmente quasi tutto dentro il culo della ragazza Andrea si fermò e osservò per un attimo la scena. Il dildo ritornava un po’ indietro. Non ancora pensò Andrea.

Lo riprese e iniziò a scoparci il culo di Elena, che con la faccia schiacciata sul divano e le mani legate dietro la schiena non poteva fare altro che offrire il suo culo senza riserve ad Andrea. Ad un certo punto Andrea si fermò e lo tirò fuori. L’ano della ragazza era incredibilmente largo. Questo meritava un’altra foto. E mentre la telecamera sul tre piede continuava a riprendere Andrea prese l’altra in mano, per fare qualche ripresa particolare. Guardò il suo cazzo. Era talmente duro che gli faceva male, i testicoli ce li aveva talmente gonfi che doveva assolutamente svuotarli.

La pillola magica iniziava a funzionare, e non avrebbe smesso tanto presto. Elena era a e sua disposizione ancora a lungo. Adesso iniziava il divertimento vero.

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(Morpheus)

Elena era quasi sull’orlo della follia.

Il suo amante aveva preso sul serio il gioco e la stava trattando come non aveva mai osato, la stava usando e le stava facendo provare sensazioni estreme e meravigliose.

Era anche sicura che lui stava riprendendo e fotografando ogni cosa e l’idea di questo la eccitava se possibile ancora di più.

Aveva goduto moltissimo e lui non aveva ancora cominciato a scoparla…

Andrea scattò e scattò ancora decine di foto, continuò a filmare pensando a quando in futuro avrebbe rievocato quel momento magico guardando quel materiale.

La figa e il culo di Elena pulsavano e si contraevano in continuazione sotto i colpi incessanti dei due vibratori.

Era uno spettacolo meraviglioso ma Andrea aveva in serbo per Elena qualcosa di meglio, qualcosa di perverso e folle che aveva sempre desiderato fare e che non gli sembrava vero di poter fare a lei.

La girò e le aprì le cosce per quanto consentivano i legacci.

La sua figa sembrava un’albicocca succosa con le grandi labbra paffute turgide e arrossate. Andrea ci affondò le dita dentro che scivolarono senza alcuna fatica. Teneva il pollice poggiato sul clitoride e muoveva dentro di lei le altre quattro dita, muovendole velocemente mentre affondava. Elena inarcò la schiena e gemette forte, in risposta ai nuovi stimoli, la mano di Andrea ben presto fu inzuppata del suo delizioso nettare.

Andrea ritrasse allora la mano e chiuse le dita a cuneo poi spinse di nuovo. Le dita scivolarono ancora ma questa volta, quando la sua mano arrivò nel punto più ampio, Andrea avvertì un po’ di resistenza e sentì Elena irrigidirsi, ma un attimo dopo la mano proseguì il suo percorso ed Andrea, estasiato, osservò la figa di Elena richiudersi attorno al suo polso.

La sua mano era completamente dentro la figa della ragazza. Scattò velocemente decine di foto cercando di cogliere anche l’espressione del volto di Elena.

Ad ogni minimo movimento delle sue dita lei sussultava e Andrea non le risparmiava certo questo nuovo piacere. Quando cominciò a muovere la mano lentamente avanti e indietro, lei non riuscì più a trattenersi e cominciò ad urlare di piacere mentre dai suoi occhi scendevano copiose lacrime per il dolore appena sopportato.

Andrea non le dette tregua e gradualmente aumentò la velocità e la profondità degli affondi, mentre dentro allentava e stringeva il pugno, stimolandole le pareti interne.

Elena smise improvvisamente di urlare, come se avesse finito il fiato, smise perfino di muoversi, si tese allo spasmo ed Andrea avverti un getto bollente schizzare dalla sua figa per colargli sul polso un attimo dopo. Era un liquido diverso dagli umori vaginali e di certo non era urina.

Andrea sorrise ritraendo la mano e sentendo la consistenza di quel liquido sulle dita. Aveva per la prima volta in vita sua Fistato una ragazza e l’aveva fatta godere al punto da farle avere una di quelle quasi mitiche eiaculazioni femminili.

Elena, stravolta dall’esperienza, s’era abbandonata completamente su divano, cercando di recuperare i fiato e la ragione ma Andrea non aveva di certo finito.

Ancora emozionato infine il ragazzo decise che era arrivato per lui il momento di prendersi ciò che aveva bramato così a lungo.

Dopo aver aggiunto qualche altro scatto alla sua collezione aveva portato con le dita un po’ di quel liquido denso e opaco dalla figa al culo di Elena.

Sentendo le dita di lui intrufolarsi e preparare, Elena aveva emesso un lieve gemito di protesta, non riusciva ad immaginare di continuare, non credeva di poter  reggere ancora a lungo.

Andrea però ignoro le sue proteste e si sistemò tra le sue cosce. Pensò per un attimo al mucchio di preservativi che Elena aveva predisposto per il suo amante e si chiese se per continuare la sceneggiata avrebbe dovuto indossarne uno.

Elena era sotto di lui, le cosce spalancate, la figa luccicante dei suoi succhi e il culetto pronto ad accoglierlo. In un secondo Andrea decise di fregarsene di ogni altra cosa ed appoggiò il cazzo al buchetto di lei che si decontrasse dolcemente per accoglierlo.

Andrea si godette ogni attimo di quella penetrazione ed Elena per qualche momento sembrò sul punto di voler dire qualcosa. Qualcosa che però alla fine parve voler tenere per se.

Andrea affondò con sicurezza e piacere dentro di lei, spingendo con sicurezza dato che il culo di Elena era stato abbondantemente preparato dal dildo poco prima. Si appoggiò con il suo peso su di lei ed in pochissimi momenti sentì di essere giunto in fondo.

Elena si mordeva il labbro inferiore, perfino bendata e sconvolta era bellissima.

Per un attimo il senso di colpa si riaffacciò per poi cedere il passo alla lussuria e al piacere di realizzare quella sua tanto agognata fantasia. Finalmente il culo di Elena era suo. Suo e solamente suo.

Cominciò a scoparla con foga, violenza quasi, spingendo con forza sul bacino, e obbligandola a stare con il busto piegato verso di lui, in una posizione certamente non comoda.

Approfittando del fatto che Elena indossava i tappi acustici, dalla bocca di Andrea eruttarono tre anni.

-Sì! finalmente Puttana! Ti piaceva farmelo vedere, desiderare? e adesso te lo rompo questo culo da puttana. Sono tre anni che voglio scoparti. Tre anni, troia.-

Elena godeva. Niente altro importava. Piero la stava portando a vette di piacere che non s’era mai nemmeno minimamente immaginata.

Quando sentì il cazzo di lui farsi strada nel suo sedere Elena si irrigidì un momento, lui non l’aveva mai toccata senza preservativo, pompini a parte, nemmeno quando intendeva scoparle soltanto il culo. Elena non aveva mai fatto obbiezioni in merito perché lui era inamovibile sull’argomento e perciò sentirlo finalmente pelle a pelle le sembrava incredibile… e le sembrava ancora una volta più grosso.

A differenza del solito Piero era aggressivo e irruento, Elena assorbiva i suoi affondi piegata a metà sul divano e i suoi colpi le facevano sbattere le tette e affondare la testa nel divano, dopo una serie particolarmente violenta di colpi il silenzio ovattato dei tappi si ruppe. Uno dei tappi era scivolato all’indietro, annullando l’effetto isolante.

-…Ti piaceva farmelo vedere, desiderare? e adesso te lo rompo questo culo da puttana…- Sentì dire a colui che, le fu subito chiaro, non era Piero.

Elena si irrigidì realizzando di colpo, senza sapere come fosse possibile, cos’era successo.

Sopra di lei, dentro di lei, c’era qualcun’altro. Si era offerta ad un’altro nel modo più osceno possibile.

La voce dell’uomo continuò -Sono tre anni che voglio scoparti. Tre anni, troia.- Gli sentì dire e di colpo capì.

Andrea.

 

(Elena)

 

Elena aveva realizzato che l’uomo a cui aveva donato il suo corpo in modo così plateale e completo non era l’uomo che amava, o che credeva di amare. Era il vicino. Andrea, adesso capiva molte cose, molti episodi del loro rapporto. Era chiaro, Andrea la desiderava da molto tempo. Elena per qualche motivo non se ne era mai accorta. Andrea era un uomo anonimo, non molto di compagnia, e non gli stava nemmeno molto simpatico. Ma come scopava… Elena non aveva mai goduto così tanto! E che cazzo… veramente grosso. Elena era sempre imbavagliata, legata e bandata. Non poteva muoversi, non poteva parlare, non poteva opporsi. Andrea continuava a scoparle il culo. Sentiva il suo cazzo farsi strada dentro di lei, sentiva le pareti dell’ano aprirsi al passaggio del suo cazzo. Le mani di lui sui fianchi, oppure a stringerle con forza i seni, o ancora a sculacciarla con forza crescente. Intanto Andrea riuscì ad infilarle il dildo che prima era nel culo, dentro la sua fica, insieme al vibratore. Lo infilò tutto, Elena si agitava, il piacere provato stava decisamente superando ogni limite per Elena. Il suo bacino non riusciva a stare fermo, la sua fica non la smetteva di bagnarsi. Inoltre, in qualche modo, sapere che era nelle mani di un semisconosciuto, che poteva fare di lei quello che voleva per tutto il tempo che voleva, che probabilmente aveva tantissime foto e filmati della sera (e chissà cosa ne avrebbe fatto), che non poteva opporsi in alcun modo e che lei stessa si era cacciata in quella situazione… tutto questo, la faceva godere ancora di più.

Andrea continuava a scoparla ed insultarla,  non sapeva che Elena poteva sentirlo, ma in fondo non gli importava nemmeno molto. Andrea fece sesso con Elena molto a lungo quella notte. Scopò Elena a ripetizione, nel culo, nella fica, poi di nuovo nel culo, poi ancora nella fica, nelle tette, in bocca, senza mai però darle la possibilità di parlare. Del resto Elena, nei pochi istanti in cui avrebbe potuto, non riusciva comunque a dire nulla. Andrea tornò ad usare i vibratori ed il frustino. Elena godeva e veniva sempre più velocemente, quasi senza smettere mai. Andrea continuò a filmare e scattare, e scopare fino a quando l’effetto combinato del corpo sexy di Elena, della situazione super eccitante e della pillola blu cessarono.

Erano passate molte ore, Andrea era stanchissimo, ma aveva passato la notte più bella della sua vita. Era riuscito finalmente ad avere Elena, in tutto e per tutto, in tutti i modi possibili. In una sola notte aveva sfogato anni di voglia repressa. Guardava Elena, piena di sudore, di sperma, di liquido vaginale, della saliva che aveva continuato ad emettere dalla bocca bloccata ora dal bavaglio, ora dal suo cazzo. Sdraiata nel letto, col respiro pesante, senza forze.

Andrea la guardò ancora per istanti interminabili, quindi si alzò, si fece una doccia e si rivestì con calma. Il ghiaccio ormai si era sciolto nel cestello per lo champagne. Elena era sempre lì dove l’aveva lasciata. Andrea prese le videocamere e la fotocamera, quindi fece per uscire. Fu tentato di lasciarla legata, bendata, e magari anche con la porta aperta, così che tutti scoprissero chi fosse realmente questa ragazza. Anche se dopo quella notte, probabilmente, nel palazzo erano rimasti  in pochi ad avere dei dubbi a riguardo.

Poi ci ripensò… slegò i polsi di Elena e si avviò verso l’uscita. Nel farlo si accorse che ad Elena mancava un tappo per le orecchie. Forse aveva sentito tutto. Per un attimo questo lo turbò, ma alla fine non gli importava molto della cosa. Quindi se ne andò e chiuse la porta. Prima di lasciare l’appartamento però, senza nemmeno sapere il perché, si tenne le chiavi della casa di Elena, quelle del suo amante. Quindi si chiuse in casa sua e mise le fotocamere e le videocamere accanto al computer, per ricordarsi di scaricare il materiale … dopo … adesso non ne aveva assolutamente voglia.

Elena ci mise molto prima di trovare le forze per alzarsi e liberarsi dai legacci che aveva alle gambe. Quindi si tolse la pallina bavaglio che aveva legata dietro la nuca. La mascella le doleva. Si tolse la benda, ci mise un po’ per abituarsi alla luce. Il tavolo era sconvolto, molta roba era a giro, lo champagne era finito, il viagra era sparito, forse lo aveva preso Andrea e se lo era portato a casa… in effetti serviva più a lui che a lei. Erano sparite anche fotocamera e videocamere. Elena camminava a fatica e le ci volle un po’ per accorgersi che aveva un dildo nel culo. Riuscì a toglierlo, nonostante un po’ di dolore.

Elena appena riuscì a riprendersi prese la pillola, poi si fece una lunga doccia per ripulirsi dal sudore, dallo sperma. Quindi mise in ordine. Pensò a Piero, a come era stato possibile che Andrea si fosse sostituito a lui, alle foto e i video, a quello che era successo. Ad un certo punto pensò pure di andare nell’appartamento di Andrea per chiedere indietro foto e video, e i relativi apparecchi. Ma poi desistette, oggi di sicuro non ce l’avrebbe fatta. Alla fine notò che mancava la chiave di Piero. Elena non ci pensò molto. Ma col passare delle ore quel particolare risaltò sempre più nella mente di Elena. Quando alla fine della giornata andò a letto, si addormentò con un pensiero che non sapeva decifrare. Si chiedeva se Andrea potesse entrare di nascosto nella sua casa, mentre dormiva, legarla, e sfogarsi nuovamente con lei. Elena si disse che poteva cambiare la serratura. Rimandò tutti i pensieri al giorno successivo. La notte però fu difficile ed Elena non prendeva sonno, dentro di lei si faceva strada un’idea folle. Non era più sicura di voler cambiare la serratura. 

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