Quella porca di mia mamma by Pervers78 [Vietato ai minori]




Quella porca di mia mamma di Pervers78 New!

Mi diceva proprio bene. L’ultima ora era saltata e ci avevano permesso di uscire prima.
Con qualche compagno ci eravamo dati appuntamento al centro commerciale più tardi, quindi avevo il tempo di riposarmi un po’ dopo aver mangiato.
Aprii la porta di casa, non so neppure io perché avevo utilizzato le chiavi invece di suonare il citofono, ma quella fu la seconda botta di culo della giornata.
Entrata nella piccola villetta dove abitavo con mia madre e mio padre mi diressi subito in cucina che però trovai vuota. Sentii dei rumori provenire dal piano superiore, mia madre stava con tutta probabilità rassettando. Salii le scale in silenzio, volevo se riuscivo a spaventarla, è una tale fifona mia madre, mi diverto sempre a vedere che balzi fa, lei dice che un giorno o l’altro le farò prendere un infarto.
Sentivo dei rumori provenire dalla mia camera da letto, la porta era aperta così sbircia e vidi che anche mia mamma era aperta. Mia mamma ha trentotto anni, un fisico discreto direi, non è più in formissima, un po’ di pancetta, due gambe ancora sufficientemente snelle e un magari non più sodissimo ma ancora parecchio apprezzabile dagli uomini. Quello che era da parecchi che non vedevo era tutto il pelo che circondava la sua figa in quel momento, mentre ad occhi chiusi con una mano si stava sditalinando e con l’altra… o porca… con l’altra si portava al naso le mutande che avevo indossato ieri.
«Che cazzo stai facendo?» Sbottai nervosa, come si permetteva
Lei lancio uno strillo cercando di coprirsi.
«Scusami Francesca» disse cercando con nonchalance di far cadere le mie mutande sporche dietro al letto, sperando che io non le avessi viste.
«Scusami?» mi avvicinai con un ghigno, questo sarebbe stato anche meglio di quando le arrivavo da dietro facendola sobbalzare, sembrava veramente in imbarazzo e non riusciva a guardarmi negli occhi «col cazzo che ti scuso, cosa avevi in mano?»
«Ma… niente… non vedi?»
«Mi prendi per cretina, raccogli quello che hai fatto cadere»
«Cosa.. cosa stai dicendo?»
Mi avvicinai, le ruotai la testa per guardarla negli occhi dall’alto in basso e le ripetei «raccogli immediatamente le mie mutande che hai cercato di nascondere dietro al letto»
Sembrava sull’orlo di una crisi di pianto, nuda, fragile con me che le incombevo sopra. Io normalmente la superavo di pochissimo in altezza con il mio metro e settantacinque, a meno che non indossassi dei tacchi. Però ero decisamente più longilinea di lei, probabilmente con lo stesso fisico proporzionato che aveva lei a diciannove anni. Le feci una carezza e cercai di calmarla, parlandole con tono rassicurante «Non tremare, tranquilla, raccogli le mie mutande»
Lei lo face sempre senza guardarmi, io sempre con tono calmo le dissi:
«Allora, dimmi, ti piace masturbarti annusando la mia biancheria usata? Da quanto lo fai?»
«No, davvero, è la prima volta, non so cosa mi sia preso»
«Attenta, te l’ho già detto, non mi prendere per cretina, vuoi forse farmi incazzare di più?»
«Scu.. scusa Francesca, hai ragione, sono già un paio d’anni, vedi io e tuo padre negli ultimi anni facciamo sesso meno di un tempo e io ho sempre voglia»
«Davvero? E dimmi, hai ancora voglia adesso?»
«Beh in un certo senso»
«Guardami!» volse lo sguardo nei miei occhi «sai vederti qui, in questo stato mi ha fatta bagnare non poco, se me lo chiedi, facendomi capire che davvero lo vuoi, potrei darti le mutande che indosso ora per aiutarti a finire quello che stavi facendo»
«Davvero faresti questo per me? Oh si ti prego, sarebbe fantastico»
«Mmm, non mi sembra che tu le voglia davvero»
«No ti prego, ti scongiuro»
«Vediamo se riesci a chiedermele mettendoti in ginocchio e guardandomi negli occhi»
Lei rimase perplessa, ma la sua voglia di godere ebbe la meglio e si alzo dal letto, sempre nuda, per prostrarsi ai miei piedi.
«Ti imploro Francesca»
«No, no, devi dirmelo bene e ricorda più sarai esplicita e più questo a me piacerà» dissi con voce impostata «e più mi piacerà, più potrebbero essere bagnate le mie mutande»
«Ti imploro Francesca, dammi le tue mutande umide per annusarle mentre mi tocco»
«Cerca di essere un po’ più volgare, lo so che ce la puoi fare» le dissi chinandomi a sussurrarle in un orecchio
«Potrei avere le tue mutande bagnate, per favore ti imploro, mi servono per farmi un ditalino, sento che ho proprio bisogno di venire, mi stai facendo impazzire»
Io intanto avevo girato attorno a lei che era sempre inginocchiata e mi chinai ad annusare
«Cazzo, si sente il puzzo della tua figa fradicia, di la verità, tutta questa situazione ti sta eccitando vero?»
«Oh, cazzo, non hai idea quanto, erano mesi che non mi sentivo così ecc.. no, così in calore proprio»
«Prendi» le dissi, porgendole le mutandine che mi ero sfilata intanto che mi trovavo alle sue spalle. Vidi un lampo nei suoi occhi, sembrava quasi delusa
«Ahahahah sei seria? Davvero speravi che me le togliessi davanti a te? Avresti voluto vedere la mia figa vero?»
Lei rimaneva zitta.
Le presi i capelli e glieli tirai facendole alzare la testa per guardarla negli occhi
«Rispondi!»
«Si, avrei tanto voluto poterti ammirare»
«Vedremo, se sarai ubbidiente nei prossimi giorni potresti anche essere esaudita, ma dimmi, quindi adesso sei diventata lesbica?»
«No, ma cosa dici, a me piacciono ancora gli uomini, però, sono molto eccitata anche dai pensieri sul corpo di una giovane ragazza come te»
«Va bene dai, prendi le mutande e finisci di sditalinarti»
Lei prese si alzo e fece per andare, la afferrai per i capelli strattonandola indietro
«Dove cazzo credi di andare, sul mio letto lo devi fare, proprio come stavi facendo prima» dicendo questo la spinsi verso il letto dove si fece cadere, allargò le gambe e riprese a darsi piacere «lo so che ti piacerà anche sapere che poi io stasera andrò a dormire proprio vicino a dove tu adesso stai facendo colare la tua figa»
Al sentire queste parole mia madre iniziò a muoversi come un ossessa e venne nel giro di qualche secondo ancora.
«Cazzo ne avevi proprio voglia» poi la guardai negli occhi «certo che sei proprio una troia, una cagna in calore, scommetto che avresti ancora voglia di cazzo vero?»
«Si, come lo vorrei»
«Dovrai accontentarti, ma ricorda che se farai la brava in questi giorni, ti ho già promesso un premio. Adesso sbrigati ad andare a preparami qualcosa da mangiare che mi hai fatta divertire ma mi hai anche fatto perdere troppo tempo»
«Si scusa Francesca»
«Ah un’ultima cosa troia, d’ora in poi tu mi chiamerai signora e io chiamerò te troia, in quanto io sono la signora del tuo piacere e tu sei la troia che lo cerca. Ti è tutto chiaro?»
«Si! Si, signora»
«Brava, adesso sbrigati troia che ho fretta, non ti rivestire che non ne hai il tempo, anzi mi servirai il pranzo tutta nuda, lo so che solo al pensiero ti stai bagnando di nuovo»
Detto questo lei uscì e io finalmente potei darmi piacere, cazzo se mi aveva eccitata tutta quella situazione, mi ci volle proprio poco tempo.
Dopo pranzo uscii salutando mia ma.. la troia e dicendole che poi stasera avremmo parlato ancora.

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